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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

La chiesa di Sant’Anna, tra l’indifferenza ed il mistero dei suoi simboli

Chiesa di Sant'Anna a Carpino.

Dott. Andrea Grana (Direttore Team Archeo – Speleologico ARGOD)
Domenico Sergio Antonacci (Team Archeo – Speleologico ARGOD)

La chiesa di Sant’Anna è una delle due chiese rurali di Carpino. Fu costruita in modo da consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant’Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Voci dicono invece che la campana sia in qualche casa di Carpino. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare purtroppo allo stato di rudere. Essa si trova, inoltre, in un piccolo fondo privato e quindi essa stessa è proprietà privata;questo è un’ulteriore ostacolo alla sua tutela ed un suo eventuale restauro. Giorno dopo giorno la chiesa mostra i segni evidenti del suo stato di abbandono;all’interno arbusti e cespugli crescono incontrastati mentre la struttura (la cui costruzione è sicuramente di bassa qualità,e come materiali usati e come tecnica edile) crolla pezzo dopo pezzo. Ultimo episodio negativo riguarda l’architrave del portale d’ingresso caduto qualche mese fa (probabilmente anche a causa di un incendio sviluppatosi davanti la chiesa che ha compromesso la solidità dei materiali già fragili dell’edificio).

Pezzo di architrave crollato nel 2009.

Recentemente il Team Archeo – Speleologico ARGOD ha analizzato le pareti della struttura notando una serie di simboli davvero interessanti. Innanzi tutto sulla parte destra della facciata anteriore si può osservare una variante del centro sacro, simbolo fortemente legato alla Triplice Cinta Sacra e posto generalmente in luoghi particolarmente carichi di sacralità. Questa variante si presenta come un quadrato profondamente inciso con un foro centrale abbastanza profondo ed una linea intermedia verticale che interseca esattamente a metà il quadrilatero. Potrebbe trattarsi anche di un Centro Sacro rimasto incompiuto (il Centro Sacro consiste generalmente in quadrato in cui sono inscritti 8 raggi, che al proprio interno formano due croci greche) sta di fatto che il quadrato in sé rappresenta l’orientamento dell’uomo nello spazio e nell’ambito vitale, in base a una divisione del mondo in parti governate da custodi soprannaturali. E’ il simbolo della terra, in opposizione al cielo, ma è anche, ad un altro livello, il simbolo dell’universo creato, terra e cielo, in opposizione al non-creato e al creatore. Ma è anche un diretto riferimento al cosiddetto “OMPHALOS”, uno dei simboli più potenti che rappresentano il “Centro del Mondo”, diffuso quasi ovunque tra i popoli e le regioni della Terra.

Il cosiddetto Centro Sacro.

I tre cerchi intersecanti a rappresentare probabilmente la Trinità.

Imbarcazione incisa con le croci.

Da notare, ancora, una serie di cerchi intersecanti posizionati vicino al quadrato prima descritto. In generale i cerchi intersecanti rappresentano un di lapicidi lasciato dai magister muratori per indicare che quella costruzione è stata sviluppata secondo i canoni della sezione aurea.

Altre teorie associano questo tipo di simbologia al già citato OMPHALOS, specie se poi l’intersezione forma un FIORE DI LOTO (simbologie che ritroviamo in diverse strutture antiche del Gargano).

In particolare su questa stessa facciata, si può però individuare un insieme di tre cerchi intersecanti, con dimensioni pressoché simili, che potrebbero essere la rappresentazione simbolica della Trinità, cioè Dio uno e trino (come è possibile osservare ad esempio nella Cattedrale di Troia).

Altre incisioni degni di nota sono delle imbarcazioni portanti una o più croci, molto simili a incisioni che raffigurano le imbarcazioni dei Crociati in diverse chiese d’epoca medievale (come è possibile notare all’interno della Chiesa di Monte D’Elio a San Nicandro G.co), anche se la spiegazione potrebbe essere ben altra.

Oltre ad una serie di scritte che stiamo cercando di analizzare è curiosa un’altra incisione, quella di un volto di profilo con un elmo tipico vichingo, conico ed oblungo con due corna poste ai due lati.

La E’ vero che con le incisioni bisogna andare con i piedi di piombo, ma il numero di simboli attribuibili ad epoche decisamente anteriori alle origini della chiesa, fa sospettare che parte di essa sia stata costruita con materiale di risulta di strutture più antiche. Per ora rimane una semplice ed affascinante ipotesi che necessita ulteriori approfondimenti. Non appena  il Team Archeo – Speleologico ARGOD avrà novità in merito verranno riportati su questo blog il prima possibile.

 

 

 

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Le determinazioni del Consiglio comunale sulla Manifestazione Carpino Folk festival

Convocato il Consiglio comunale in data 07/07/2009 alle ore 19,00 in prima convocazione ed ove occorra in seconda convocazione il giorno 09/07/2009 alle ore 19,00.
ORDINE DEL GIORNO:
1) Approvazione verbali seduta precedente;
2) Manifestazione Carpino Folk Festival – determinazioni;
3) Approvazione del Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2008, ai sensi dell’art. 227 del D.Lgs.
18/08/2000, n.267 T.U.E.L.;
4) Arch.Fatone Lorenzo -riconoscimento debito fuori bilancio;
5)Controversie potenziali zona P.I.P. – preliminare transazione per prevenire una lite potenziale – determinazioni;
6) Localizzazione di un programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art.51 della legge 865/71
I° stralcio – Approvazione;
7) Piano di lottizzazione aree cimitariali – Approvazione.

Scoperta necropoli ad Ischitella Ci furono gli etruschi sul Gargano?

Finalmente anche Ischitella ha la consapevolezza del suo patrimonio culturale «immenso»

di FRANCESCO MASTROPAOLO

ISCHITELLA – Un unico filo culturale per risalire alle radici della popolazione garganica, partendo da quelle che sono le testimonianze dell’immenso patrimonio che, grazie alla Sovrintendenza regionale e alla Guardia di finanza, è possibile oggi "leggerne" tracce significative. Una vera e propria miniera di reperti che, periodicamente, vengono portati alla luce. L’ultimo, alcuni settimane fa, in località "Monte Civita", a pochi chilometri dal centro abitato di Ischitella, dove sono state recuperate cinque sepolture, di cui quattro integre e una parzialmente manomessa, all’interno delle quali insieme alle ossa c’era un ricco corredo, tra cui "testimonianze", che potrebbero essere accostate ad una eventuale presenza etrusca, ma su questo la responsabile della Sovrintendenza regionale ha chiesto di andarci molto cauti. Certamente, però, la quasi totalità de reperti è databile al IV secolo a.C. 

L’area era da tempo sotto stretta vigilanza da parte degli uomini della brigata di Rodi Garganico, i quali non sono intervenuti prima semplicemente perchè – come ha spiegato il comandante provinciale, Riccardo Brandizzi – fino a quando «gli insediamenti restano contestualizzati è preferibile lasciare tutto intatto; interveniamo solo nel caso di manomissioni, come, purtroppo, è accaduto per il ritrovamento di Monte Civita». Una vigilanza costante, anche ricorrendo a mezzo aerei e a sofisticati strumenti elettronici. 
Scavi archeologici sul gargano, scheletro di guerriero
Finalmente anche Ischitella ha la consapevolezza del suo patrimonio culturale «immenso – ha sottolineato il Sovrintendente regionale Giovanna Pacilio – di cui quello ritrovato rappresenta, in termini di dimensioni, soltanto una "pillola" del nostro passato». In sintesi, ci si trova di fronte a una vera e propria miniera, inesauribile e, proprio per questo, non è ancora possibile conoscere con certezza, ma soltanto ipotizzare, che insieme alle tombe potranno essere individuati anche insediamenti. «Tutto questo si potrà sapere soltanto – ha aggiunto la Pacilio – quando saremo in grado di avviare una vera campagna di scavi, e ciò nel momento di cui potranno essere garantiti i finanziamenti necessari». Nel frattempo, un po’ di risorse sono arrivate dall’Amministrazione provinciale che ha stanziato 200mila euro per gli interventi più immediati. «L’amministrazione comunale vuole partire da questo ritrovamento – ha anticipato il sindaco di Ischitella, Piero Colecchia – per muovere il "Primo passo nel futuro" il cui percorso dovrà concludersi con la nascita di un "Polo della cultura" per fare del nostro territorio punto di riferimento di grande spessore culturale, dove sarà possibile, insieme alla tutela del patrimonio che sarà recuperato, la sua migliore visibilità». 

Il 21 agosto sarà organizzata una mostra dove verranno esposti tutti i reperti recuparati a Monte Civita, ma anche in altre parte del territorio ischitellano. L’operazione della finanza della compagnia di San Severo e della brigata di Rodi Garganico fa parte di tre interventi che hanno portato all’arresto di un tombarolo e alla denuncia di una persona di San Severo, nella cui abitazione sono stati trovati numerosi reperti archeologici. 
Hanno preso parte all’incontro tenutosi in una sala del convento di "San Francesco", ad Ischitella, Riccardo Brandizzi (comandante provinciale Guardia di Finanza), Corrado Palmiotti (comandante compagnia San Severo), Claudio Mancione (comandante brigata Rodi Garganico), Giovanna Pacilio (Sovrintendenza regionale), Piero Colecchia (sindaco Ischitella).

Il Patrimonio Culturale Immateriale del Gargano

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival indice il Concorso Fotografico “Il Patrimonio Culturale Immateriale del Gargano" – Premio Rocco Draicchio II Edizione

 
Foto di Maria Rosa Comparato
Tema del Concorso: "La trasmissione della cultura popolare e la promozione di un mondo armonioso"
Attraverso la forza comunicativa della fotografia si vuole dar luce alla diversità delle bellezze storico-culturali e delle tradizioni del territorio garganico, dando particolare rilievo ai diversi aspetti e colori che caratterizzano il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni che vuole essere non solo il principale attore dell’animazione culturale del Gargano, ma anno dopo anno, lo strumento per promuovere e valorizzare tutte le risorse, da quelle naturalistiche a quelle alimentari, dai beni intangibili al patrimonio storico ed architettonico.
All’assegnazione del premio possono concorrere tutti i fotografi professionisti e dilettanti di qualsiasi provenienza ed età.
Ad ogni partecipante viene richiesto un lavoro esclusivamente fotografico realizzato sul tema del concorso. A riguardo dovranno consegnarsi minimo n. 5 foto che “dovranno raccontare e/o avere come sfondo” gli avvenimenti della XIV edizione del Carpino Folk Festival.
Vincitore risulterà il lavoro (le migliori 5 foto), coerente col tema proposto, che in base al criterio dell’originalità e della capacità rappresentativa della realtà territoriale del Gargano durante il Carpino Folk Festival avrà ottenuto il maggiore punteggio.
Scarica Bando e Scheda di Partecipazione

Sono previsti i seguenti premi:
– € 500,00 primo classificato.
– € 300,00 secondo classificato.

Giuria
La giuria è composta dal Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Giuseppe Torre Coordinatore del Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale, da Arcangelo Palumbo de “News Gargano”, Angelo Del Vecchio giornalista, scrittore e direttore respondabile di “Garganopress.net”, da Domenico Prencipe – direttore del portale di informazione “il diario Montanaro”, da Piero Giannini direttore della testata giornalistica “NewPuntodistella” e corrispondente dal Gargano di "Puglia", da Gaetano Berthoud direttore di TuttoGargano, da Ninì delli Santi direttore di “Ondaradio”, da Piero Russo, direttore de "Il Grecale" – giornalista de "La Repubblica" e da Barbara Terenzi, Antropologa della Fondazione Basso Sezione Internazionale e Coordinatore del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani.
Alla votazione parteciperà la giuria popolare, per un peso del 20%, che esprimerà il proprio gradimento col voto online sul portale http://www.carpinofolkfestival.com entro le ore 12 del 50-esimo giorno dalla pubblicazione di tutte le voto che avranno ottenuto un punteggio da parte della giuria tecnica.

Le foto migliori, scelte tra quelle presentate al concorso, saranno utilizzate per la realizzazione dell’album del Carpino Folk Festival 2009.
La proclamazione avverrà entro il mese di Dicembre 2009 e la premiazione avverrà a Carpino in occasione della XV Edizione, salvo comunicazioni diverse.
Le comunicazioni ed eventuali approfondimenti sul concorso fotografico, saranno resi pubblici attraverso i portali, i forum e i blog delle seguenti testate giornalistiche: http://www.carpinofolkfestival.com, http://www.newsgargano.it, http://www.ildiariomontanaro.it, http://www.ilgrecale.it, http://www.puntodistella.it, http://www.ondaradio.info, http://www.tuttogargano.com.

L’iniziativa rientra nelle attività della XIV Edizione del Carpino Folk Festival 2009

Incendiata l’auto di Gianni Lannes

Nella nottata tra l’1 ed il 2 luglio, alle ore 0:45, ad Ortanova (FG), incendiata l’auto al giornalista freelance Gianni Lannes, direttore del giornale online "Terra nostra".

Lo dice la stessa testata, secondo cui l’attentato sarebbe avvenuto ad Orta Nova, nel Foggiano, nella notte, a seguito di ‘una minaccia di morte di stampo mafioso, armi in pugno’.Lannes, spiega ‘Terra nostra’,e’ un ‘freelance investigativo specializzato in traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi, attualmente impegnato in una delicata inchiesta’.

Riteniamo questi atti inaccettabili e pensiamo che sia giunto il momento di combattere seriamente questi fenomeni che stanno sempre più spargendo terrore nella provincia foggiana. Chiediamo pertanto alle istituzioni di intervenire per garantire a tutti i cittadini ed alla stampa in particolare, sicurezza. La nostra solidarietà a Gianni Lannes.

fonte:ildiariomontanaro

Feste patronali niente più Rock; la CEI: torni la musica sacra

Basta con le feste patronali incentrate solo sulle pop star da hit parade. Stop ai concerti di rock satanico o di musica metal nelle ricorrenze dei santi protettori.
È forse un sogno, una utopia, ma i vescovi ci stanno provando a cambiare il modo di organizzare i festeggiamenti religiosi nelle 226 diocesi italiane invitando parrocie comitati dei festeggiamentia promuovere spettacoli sacri, musiche popolari tradizionali, concerti classici e sinfonici.

Quasi una silenziosa rivoluzione culturale con cui la Conferenza Episcopale Italiana punta ad elevare la qualità delle musiche nelle chiese ed evitare che gli spettacoli delle feste patronali non contrastino col sacro.
Ed i primi interessanti segnali già si vedono e portano la firma di importanti cantautori come Angelo Branduardi, in tournée con uno spettacolo su San Francesco ( Laude di Francesco e L’ Infinitamente piccolo) che ha presentato a Roma il 24 giugno scorso alla festa di S. Giovanni; e Ambrogio Sparagna, folksinger ed affermato etnomusicologo, che dopodomani all’ Auditorium di Roma presenterà uno spettacolo musicale su San Paolo con artisti arabi, ebrei, palestinesi e greci. È, in sostanza, l’ effetto Ratzinger che punta anche sulle feste religiose nelle piccolee grandi città, che ogni anno muovono affari per migliaia e migliaia di euro per concerti, luminarie, fuochi d’ artificio, addobbi ecclesiali.
Un effetto favorito non a caso da un papa, Benedetto XVI, che ama suonare al pianoforte Mozart e Beethoven, ma che ha annullato il concerto di Natale in Vaticano, dove per anni Giovanni Paolo II aveva invitato grandi nomi della musica pop internazionale.
«E’ vero, l’ assemblea Cei chiede alle diocesi di vigilare più attentamente sulle feste patronali. E i vescovi devono fare in modo che in queste ricorrenze ritorni a prevalere il sacro, anche nella musica», conferma il vescovo Domenico Sigalini, assistente dell’ Azione cattolica e segretario della Commissione Cei sulle migrazioni.
«È un importante recupero della pietà popolare e della tradizione grazie – specifica – al rilancio delle confraternite e dei comitati locali dove, però, a volte, si intrufolano personaggi senza scrupoli, persino vicini alla malavita, che sfruttano le feste per propri interessi. E la Chiesa questo non lo vuole».
In questa direzione va quindi il nuovo «Repertorio dei canti per la liturgia» approvato dall’ Assemblea dei vescovi di maggio, «una raccolta di più appropriati canti in italiano e in latino, scelti per meglio servire le varie celebrazioni», spiega monsignor Antonio Parisi dell’ Ufficio liturgico Cei. «Finalmente, condivido questo nuovo modo di concepire le feste patronali.
Sono contento che i vescovi stiano mettendo fine a forme musicali di basso livello durante le liturgie con schitarrate orride, testi banali e, non di rado, stonature», commenta Angelo Branduardi, che domenica prossimaa Itri (Latina) all’ avvio dei festeggiamenti della Madonna della Civita si confronterà al convegno «S. Francesco 800 anni dopo…» con la regista Liliana Cavani, autrice di 2 film sulla vita del Poverello. 

ORAZIO LA ROCCA

Il Gargano si candida ad ospitare i Mondiali Veterani 2012 di Corsa di Orientamento

Mondiali Veterani 2012 di Corsa di Orientamento, presentata oggi a Palazzo Dogana la candidatura del Gargano

“La candidatura del Gargano quale sede dei Mondiali Veterani 2012 di Corsa di Orientamento rappresenta una straordinaria occasione di promozione del territorio della provincia di Foggia; un’opportunità per coniugare un’azione di marketing territoriale con il sostegno ad una disciplina sportiva ormai sempre più diffusa e sempre più praticata in Europa”. Così Nicola Vascello, assessore provinciale al Turismo e allo Sport, ha aperto la conferenza stampa di presentazione della candidatura del Gargano ad ospitare i Mondiali Veterani di Corsa di Orientamento del 2012.
“La candidatura del Gargano – ha spiegato Vascello – ci consente di valorizzare una delle aree più belle ed incantevoli della Puglia e di attivare un processo in grado di intercettare fette significative di turisti provenienti dall’Europa settentrionale, che hanno già dimostrato concretamente un rilevante interesse per la Daunia. Perché la candidatura del Gargano abbia la necessaria forza, però, occorre che il sistema degli Enti Locale e delle Istituzioni sia coeso, così come stiamo cercando di fare con un lavoro importante di collaborazione e sinergia”. Assieme all’assessore Vascello, infatti, alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta; i sindaci dei Comuni di Carpino, Ischitella, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Vico del Gargano, Vieste; oltre ai rappresentati della Federazione Italiana Sport Orientamento, del CONI, della Federazione Internazionale Orienteering ed al coordinatore regionale dell’Ufficio Educazione Fisica. Oltre al Gargano, a contendersi l’assegnazione dei Mondiali del 2012 (prevista tra il 18 e il 23 agosto prossimi) ci saranno anche Cina, Brasile, Germania, Svezia, Estonia e Lituania.
“L’Amministrazione provinciale – ha aggiunto l’assessore – ha da tempo individuato in questa candidatura un’iniziativa importante, tanto da aver dato un contributo notevole alla sua costruzione attraverso la realizzazione della mappatura degli itinerari, la sponsorizzazione della nazionale finlandese di orienteering, la partecipazione istituzionale alla Bit di Milano”. Strategie che hanno già prodotto i primi risultati: sono infatti oltre mille le presenze di atleti che hanno scelto il Gargano per allenarsi.
Nel corso della conferenza stampa, inoltre, è stato proiettato il video della trasferta finlandese della Provincia di foggia del 13 e 14 giugno scorso, avvenuta in occasione della “jukola”, manifestazione finlandese di orienteering di calibro internazionale.

Presentati i sei Festival di 5FSS, consorzio per la qualità culturale nel territorio

Five Festival Sud System: la cultura spinge l’estate pugliese

Articolo di Rosa Cotugno

È stato il Castello di Monte Sant’Angelo, appena restaurato, ad ospitare, venerdì 26 giugno, la serata di gala del Consorzio Five Festival Sud System,durante la quale sono stati presentati i programmi dei 6 Festival. Una spettacolare avventura artistica che partirà da Monte Sant’Angelo il 18 Luglio col Teatro Civile Festival di Legambiente e FestambienteSud, l’ecofestival delle questioni meridionali fino al 25. Quindi sarà la volta di Orsara di Puglia con i seminari internazionali e i concerti di Orsara Musica Jazz Festival fino al 2 agosto. Dal 02 fino all’08 agosto, sul Gargano, con le musiche di tradizione del Carpino Folk Festival. Nei comuni dei Monti Dauni, dal 02 al 16 agosto, con il Festival d’Arte Itinerante Apuliae, per cedere il passo, dal 16 al 20 agosto, ai concerti di Suonincava nella cava Pizzicoli di Apricena.

“Il Consorzio 5FSS è la massima espressione della mentalità vincente del ‘fare sistema’ – è stato il commento dell’Assessore provinciale alla Cultura, Maria Elvira Consiglio, vicepresidente del Consiglio provinciale, ospite della serata insieme a numerosi altri esponenti delle istituzioni – “Mettere in rete i festival e le relative risorse è una scelta vincente, che ha portato alla realizzazione di un calendario ad alto impatto culturale”.

E proprio l’alto livello culturale è il leitmotiv della programmazione dei festival. “Nonostante la stringente crisi economica che ha tagliato anche i nostri budget, l’obiettivo di tutti noi rimane quello di offrire un livello di qualità artistico-culturale costantemente in ascesa” – dichiara Franco Salcuni, Presidente del Consorzio.

Ivano Fossati, Mauro Pagani, Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora, Enzo Avitabile e i Bottari, gli Skiantos, Teresa De Sio, Marc Ribot con l’Orchestra Municipale Balcanica, Al Foster e Steve Grossman, Edmar Castaneda, i Cantori di Carpino, Gloria Gaynor, Vincenzo Galassi con l’orchestra sinfonica russa "Udmurzia Tchaikovsky", i Carmina Burana di Orff, Euphoria, i Balletti di Giorgia Maddamma, Gianna Fratta e l’Ensemble “U. Giordano” di Foggia, i Motus, Giovanni Mauriello, Dario Vergassola, il Teatro delle Albe e la tappa del Trialogo Festival sono solo alcuni degli artisti di cui i direttori artistici dei sei festival hanno preannunciato la presenza.

Durante la serata è stato consegnato ad Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, dei Cantori di Carpino, il Premio Carlo Nobile 2009. “Antonio Piccininno e Antonio Maccarone rappresentano la diversità musicale e culturale della Daunia che diventa ricchezza e patrimonio collettivo capace di produrre spettacoli indimenticabili che lasciano, nella memoria dei fortunati spettatori, una traccia positiva ed indelebile sull’identità e sul modo di essere del nostro territorio, quindi uno dei nostri migliori biglietti da visita.”- questa la motivazione letta da Nicola Vascello, Assessore Provinciale al Turismo. E Antonio Piccininno ha offerto agli ospiti una vera chicca, una suggestiva esibizione live in una delle sale interne del Castello, splendida cornice di un momento magico.

La serata ha visto la partecipazione anche di Eugenio Bennato, che ha presentato il suo nuovo progetto “Taranta Opera”, nell’ambito di Città Aperte ‘09, e di Alessandra Benvenuto, una delle autrici di “Effetto Puglia”, la prima guida cineturistica in Italia, concepita sia per il turista attratto dal cinema, sia per il cineasta in cerca di luoghi.

Quella di venerdì è stata, in definitiva, un’occasione di confronto e di scambio reciproco, che ha visto la partecipazione dei direttori artistici dei sei festival coinvolti, delle Istituzioni, con i sindaci e gli assessori di molti comuni della Provincia, del mondo dell’associazionismo e della comunicazione, tutti riuniti a Monte Sant’Angelo per programmare l’intrattenimento artistico-musicale dell’estate dell’intera Provincia, creando, sulla scia della forte interazione del Five Festival Sud System, sinergie positive per la crescita culturale del territorio.

Inizia la festa popolare del Carpino Folk Festival 2009

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

e il Consorzio Five Festival Sud System

presentano

Carpino Folk Festival 2009

Il promontorio del Gargano, pur essendo una delle prime terre emerse in tutta Italia, fino a non molto tempo fa era costituito da un inaccessibile e misterioso gruppo di montagne circondate da zone paludose e inabitabili.

Fotografo Antonio Soimero

Arroccato nel suo isolamento viveva una vita stenta e piena di lotte continue con la sua terra arida e brulla che favorì localismi che rallentarono ilunlentaronolismi che impedirono sano e fisiologico sviluppo economico.

Questo aspetto selvaggio e primitivo e la mancanza di facili vie di comunicazione tenne lontano i viaggiatori e rese i commerci umani e culturali molto radi e casuali, ma allo stesso tempo permise ai suoi abitanti di coltivare le proprie tradizioni e i propri miti, tramandati oralmente da generazione in generazione, come fonti esclusive della propria maturazione civile e culturale.

Il Gargano, la terra sperduta che fino a poco tempo fa pochi sentivano nominare, la terra delle selve, dei giardini, degli aranceti e dei limoni, la terra della chitarra battente e della tarantella, la terra schiva, refrattaria a confidenze, che spesso nasconde il meglio di sè sotto coltri di pudore primitivo, col Carpino Folk Festival svela le sue bellezze segrete e i suoi più preziosi tesori.

Arrivato alla XIV edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dellAssessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia, è senza dubbio il primo evento internazione per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali.

Col Carpino Folk Festival le tradizioni musicali del Sud Italia non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.

Da quando nel 1996 fu inaugurata la prima edizione al Carpino Folk Festival si sono esibiti i più grandi Cantori della tradizione e gli Artisti italiani della riproposta, e come da formula collaudata, nonostante la crisi economica mondiale, la rassegna di quest’anno sarà ricca e densa di musica popolare, di eventi e di progetti speciali.

Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora apriranno giovedi 06 agosto in Piazza del Popolo la sezione dei concerti del Carpino Folk Festival 2009. Uno straordinario progetto speciale che verrà presentato in esclusiva in Puglia.

Come il manicomio, la miniera è un’istituzione totalizzante” ha dichiarato il cantante che due anni fa vinse il Festival di Sanremo proprio con una canzone dedicata al disagio mentale.

“Si tratta di mantenere viva una memoria – Luciano Castelluccia Direttore Artistico – e il festival che si occupa, con grande successo di pubblico e di critica, delle culture popolari e delle contaminazioni musicali vuole quest’anno partire con uno spettacolo legato alla Maremma, al Monte Amiata e alla sue tradizioni”.

Sette le date del festival che si snoderà nel piccolo comune del Gargano ogni sera fino a notte fonda dall’2 all’8 agosto, molti i gruppi per un totale che supera i 150 musicisti impegnati a coniugare innovazione e tradizione. Ma ancora 3 i laboratori didattici per i giovani musicisti che arrivano a Carpino da tutta l’Italia e anche dall’estero, e poi progetti speciali, produzioni originali del festival, un concorso fotografico, una serata omaggio per i grandi artisti italiani, un convegno nazionale in collaborazione l’Archivio delle Musiche di Tradizione della Puglia, proiezioni cinematografiche e presentazioni editoriali, La Notte di Chi Ruba Donne con i concerti della tradizione e l’esibizioni dei Cantori di Carpino che chiuderà come ogni anno la rassegna accompagnati quest’anno da due grandi artisti, Teresa De Sio e Giovanni Mauriello, che insiema a loro stanno preparando un progetto tutto incentrato sul ritmo della puglia garganica.

Ufficio Stampa

Associazione Culturale

Carpino Folk Festival

info@carpinofolkfestival

www.carpinofolkfestival.com

“Il Gargano nuovo” di giugno 2009 è on line

Potete scaricare il mensile cliccando su questo link:

http://files.splinder.com/45b329b2b28812ac8b70db372e6f8d9e.pdf

Buona Lettura!

Foto di Maria Teresa Rauzino
…………………….
L’intervento di Domenico Sergio Antonacci
in occasione del loro 6^ raduno dell’Associazionismo attivo del Gargano.

Ho 21 anni e sono di Carpino. Nel tempo libero, mi occupo di ricerca storica sul Gargano, per scoprirne i lati più nascosti e meno conosciuti, e sto imparando molte cose. Mi pongo tra gli obiettivi quello di risvegliare le coscienze della gente garganica, divulgando tutto quello che c’è di interessante dal punto di vista storico-naturalistico c’è su questo territorio. Faccio parte dell’Associazione Carpino folk festival da quasi un anno e dell’Archeo Speleo Club Argod di Sannicandro Garganico. Quello che non mi stancherò mai di dire è che il Gargano è uno scrigno di tesori sottovalutati, molti nascosti e molti sotto gli occhi di tutti. Fin quando non ci si addentra in quel mondo che è la ricerca, non si ha una idea precisa di questo patrimonio. Parlo delle tracce della presenza dell’uomo nella preistoria (Grotta Paglicci), nell’età romana (piana di Carpino o Torre Mileto), nel medioevo e così via.

Ma per questo inestimabile valore aggiunto la considerazione dei garganici è scarsa: il 99% di loro si disinteressa. Devo dire che io stesso, per diciannove anni, sono stato all’oscuro di tutto. Solo da poco, per fare un esempio, ho scoperto che a 500 metri da casa mia ci sono tracce di un villaggio eneolitico. Per farvi capire fino a che livello siamo, cito il caso di un dolmen abbattuto perché dava fastidio all’agricoltore proprietario del terreno, di grave e grotte usate come discarica nella zona di San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, di antiche chiese di campagna dimenticate, di smaltimento di morchia nei canali che si riversano nel lago di Varano. Un lungo elenco di azioni distruttive del nostro patrimonio culturale e ambientale. Facciamoci furbi, sfruttiamolo questo patrimonio, chiamiamo a raccolta l’orgoglio di garganici e abbandoniamo i campanilismi tra paesi… oltre i localismi c’è il progresso, il ritorno di immagine, il vantaggio economico di tutti, posti di lavoro per noi giovani che adesso andiamo via per farci una vita. Se così non sarà, sento che sto perdendo tempo qui stasera. Il turista deve sapere che il Gargano non è solo Isole Tremiti, baie e falesie ma è molto di più. Ci sono necropoli disseminate dappertutto (vedi Monte Civita a Ischitella, Monte Tabor a Vico, Bagno a Cagnano Varano, Monte Pucci a Peschici, …) grotte paragonabili a quelle di Castellana o Frasassi (Pian della Macina, Grotta dei Pilastri), abbazie (Kàlena, Montesacro). Perché, invece di investire per sfruttare queste e altre risorse, le lasciamo nell’abbandono? Il Parco nazionale del Gargano che progetti ha? Posso parlare a nome di tutti i cittadini del Gargano e dire che il Parco ci sembra un fantasma, invisibile, inavvertibile nel territorio? Regione, Provincia e Parco hanno tutto da guadagnare investendo sul Gargano, invece temporeggiano e perdono tempo. Non ci sono miracoli o sogni da realizzare, basta valorizzare le risorse già esistenti! Non bisogna costruire nulla da zero! Abbiamo già “la materia prima dell’industria del turismo”, a volontà.

Bisogna lavorare alla costruzione e alla condivisione di un ideale che ci unisca facendoci sentire tutti di uno stessa città, la “Città Gargano” voluta da Filippo Fiorentino. Un ruolo fondamentale lo avranno le nuove generazioni. Ma penso che le scuole garganiche fanno poco per far sentire i ragazzi parte della terra in cui vivono. E’ proprio questa la scintilla che si deve accendere. Ci sono esempi apprezzabili in merito, basti vedere le professoresse Leonarda Crisetti e Teresa Rauzino, che mi hanno sempre supportato da quando mi interesso del Gargano, alimentando la mia voglia di sapere con le loro pubblicazioni e rispondendo ad ogni mia richiesta quando mi sono rivolto a loro. Un altro punto che ho molto a cuore è quello del patrimonio immateriale. Il tempo rimasto per avviare concretamente un piano per la sua valorizzazione e la sua tutela è veramente poco, atteso che quello che di esso perdiamo giorno dopo giorno incomincia ad essere troppo e, a differenza del patrimonio materiale, non potrà più essere più recuperato. In Spagna è stata lanciata l’iniziativa “Adottiamo un vocabolo”. Qualcuno, quindi, si è preoccupato di verifi care se il dialetto sta perdendo pezzi. Una parola dopo l’altra, magari legate a usi, a tradizioni, a mestieri, rischiano l’oblio. Salvare o recuperare una parola, un termine, signifi ca recuperare anche quello che c’è dietro. Con i vocaboli stiamo perdendo pezzi della nostra identità. Per un serio progetto di tutela, è indispensabile “fare sistema” chiamando a raccolta tutti quanti si occupano a vario titolo di patrimonio immateriale. Così come andrebbe coinvolto l’intero mondo della scuola, che è una rete capillare sul territorio.

Per salvaguardare il patrimonio immateriale, è necessario prestare alla sua oralità una forma di materialità: archivi, inventari, musei o anche registrazioni audio o video. Un lavoro che richiede la massima cura, affi nché siano usati i metodi ed i materiali più adeguati. E’ fondamentale perciò dare una impostazione strategico-economica alle azioni di tutela e di salvaguardia, perché viviamo in una società consumistica nella quale la logica del guadagno e del vantaggio individuale ad ogni costo è devastante. Comunque non bisogna vedere solo le cose negative. Ci sono anche quelle positive. Parlo dei sentieri ciclabili guidati con delle tabelle di segnalazione corredate di mappa, che attraversano anche i luoghi più selvaggi e del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. In pratica la Regione Puglia ha emanato un bando il cui obiettivo è quello di intercettare e valorizzare le “buone pratiche” del territorio. Sul sito della Regione, le buone e cattive pratiche del territorio è anche possibile segnalarle. Un mezzo straordinario. Peccato che sia usato da pochi, visto che la maggior parte delle segnalazioni dal Gargano sono inviate da 3 o 4 persone. E voglio ricordare anche il bando per il Ripristino dei muretti a secco, un segnale dell’interesse della Regione per la salvaguardia del paesaggio agrario. Volutamente evito di parlare di Area Vasta perché introdurrei un discorso, ahimè, doloroso per i garganici. Dico solo che sono dispiaciuto perché il nostro territorio sconta il menefreghismo dei politici che quando serve non sanno farsi valere. Forse è anche un po’ colpa nostra, del poco pressing che esercitiamo su di essi.

Questa sera l’attrice Claudia Koll testimone di fede a Carpino

Conferenza sulla sua testimonianza di fede e sui suoi progetti di solidarietà per i bambini dell’africa

Claudia Colacione, in arte Claudia Koll, la 44enne attrice romana che ha abbracciato la fede cattolica dopo essere diventata famosa in un film di Tinto Brass, sarà a Carpino.
L’attrice avrà modo di manifestare la sua testimonianza di fede nella Chiesa Madre di Carpino alle ore 21. Claudia Koll negli ultimi anni ha cambiato genere artistico, ha intrapreso il percorso della fede ed è diventata un punto di riferimento certo e autorevole nell’attività della solidarietà e del sostegno umanitario a ceti sociali disagiati e bisognosi di carità e affetto.
Claudia Koll non ha lasciato la professione di attrice, ha solo cambiato radicalmente il genere artistico facendosi apprezzare in fiction televisive e nel film tv Maria Goretti. Secondo testimonianze della stessa attrice, negli ultimi anni della sua vita alcune situazioni personali l’hanno avvicinata alla fede cattolica. La conversione ha avuto inizio quando, durante una meditazione ha deciso di cambiare radicalmente il suo modo di vita per dedicarsi al volontariato e all’apostolato.

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