Domenico Manzo segretario del Partito Democratico di Carpino passa dalle parole ai fatti.
A Carpino è da oltre cinque anni che si convive con il pericolo alluvione e l’Amm. Comunale dice sempre "provvederemo". Ora basta denuncerò alla Comando dei Carabinieri di Carpino le varie inadempienze prima che accade qualcosa che poi tutti fanno finta di non conoscere e di non sapere.
Immediata la risposta di Rocco Ruo
L’amico Mimmo Manzo sa bene che il comune di carpino è stato beneficiato di un finanziamento di circa 1 ml e mezzo di euro e di un altro finanziamento di circa 300.000,00 euro. Stiamo per indire le gare d’appalto. Tengo a precisare che i su richiamati finanziamenti sono stati erogati garzie alla solerzia e alla tempestività di intervento dell’amministrazione comunale di Carpino che ha presentato dei progetti credibili, finanziabili e finanziati. Per concludere, ma non per polemica sterile e fine a se stessa. Mi piacerebbe conoscere un solo progetto per la messa in sicurezza del suolo che l’amministrazione comunale di Carpino ha avuto finanziato quando l’amico mimmo manzo era un importante e pesante assessore comunale.
Domenico Manzo
L’Assessorato al Lavoro ha licenziato la determina che comporta il varo di un bando per 12 milioni di euro destinati ai lavoratori come conseguenza delle scelte operate dalla Giunta con la delibera Welfare to Work dello scorso dicembre.
Il bando si pone due obiettivi:
1. contribuire alle assunzioni a tempo indeterminato da parte delle imprese di lavoratori svantaggiati come ad esempio i cassa integrati o i disoccupati da oltre 24 mesi grazie a un finanziamento straordinario della Regione di 12.000 euro a nuovo assunto, contributo che potrà arrivare a 14.000 e per chi avrà un’età superiore ai 45 anni nell’ottica di favorire la ricollocazione di lavoratori vittime dei processi di ristrutturazione aziendali;
2. contribuire alla riqualificazione degli stessi lavoratori attraverso un contributo regionale da 1500 a 4500 euro come dote formativa finalizzata all’adattamento delle competenze degli assunti.
Le domande delle imprese, a partire dalla pubblicazione sul BURP, dovranno pervenire agli Uffici del Servizio Politiche del Lavoro delle rispettive Province entro il 15 ottobre. Saranno infatti le Province, nell’ambito del decentramento dei poteri che la Regione ha loro attribuito, a valutare le domande e la valutazione procederà mese per mese in modo da dare risposte concrete alle richieste pervenute ogni 30 giorni. La graduatoria finale mensile sarà infine approvata dalla Regione con la verifica delle disponibilità finanziarie.
Il bando contiene il rischiamo esplicito al regolamento applicativo della Legge 28/06 di contrasto al lavoro irregolare, regolamento che prevede la revoca parziale o totale del finanziamento in caso di violazione del Contratto Nazionale di Lavoro da parte dell’impresa beneficiaria.
“La Regione – ha dichiarato l’Assessore Losappio- intende tutelare il lavoro anche e soprattutto con le sue politiche e i suoi finanziamenti; per questo stiamo rendendo operativa la legge di contrasto al lavoro irregolare che l’Europa ha considerato fra le buone pratiche da premiare e seguire e lo facciamo mentre finanziamo nuova occupazione in questa terribile crisi perché intendiamo respingere il ricatto del lavoro nero come male minore quando le imprese chiudono o licenziano. Per noi il lavoro è solo lavoro, senza aggettivi tranne uno: buono”.
Nei prossimi giorni l’Assessorato completerà le politiche di welfare to work con l’emanazione di altri due bandi, uno per l’autoimpiego dei lavoratori che si mettono in proprio e l’altro con i corsi di formazione professionale che prevedono l’integrazione del reddito dei cassaintegrati e dei disoccupati.
«Come le balene, anche le navi affondate si fanno uscire dalla pancia versi bassi come muggiti, rantoli cavernosi come un sospiro a bocca aperta, gemiti e mormorii lunghi, che viaggiano dentro l’acqua e arrivano lontano, senza che niente li fermi […] esiste un canto delle navi perdute?» (Carlo Lucarelli, Navi a perdere)
Negli abissi più profondi e oscuri ma mai troppo distanti dall’uomo, fauna e flora marine imparano in fretta a convivere con sinistre e fluorescenti presenze, diventate inesorabilmente parte integrante dell’habitat sommerso. Gli esemplari della nuova specie hanno forma e consistenza molteplici ma alcuni elementi distintivi comuni: non nascono in mare, sono altamente tossici e radioattivi e, per loro natura, fortemente indesiderati. Sono trasportati in alto mare dalle grandi navi dei veleni che a volte li accompagnano inabissandosi solidalmente. E le vicende alle loro spalle sono oscure come i fondali in cui giacciono! Storie di mafia, di politiche segrete, di accordi clandestini, di misteriosi omicidi e di sporchi interessi economici.. La nave Velenia è comandata da una piovra spavalda che ingrassa all’ombra di omertosi “non vedo”, “non sento” e “non parlo” e sta cercando un nuovo angolo di mare in cui scaricare i suoi trasporti eccezionali. E se ciò porterà all’ennesimo sconquasso, poco importa, purché l’unica salvaguardia sia quella del denaro… Deni Bianco
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Vogliate perdonarmi se quanto scriverò su questa morte offenderà talune sensibilità. Sento di doverlo fare.
Prima di tutto porgo le mie condoglianze alla famiglia.
Pare, come dice l’articolo di cui sotto, che abbiano risolto il caso. Le indagini portano inequivocabilmente alla moglie.
Nicola Mitrione qualche giorno fa scrisse che chiunque guardasse nei suoi occhi capiva il disagio che stava attraversando e che in fondo quello che è accaduto è anche colpa nostra.
Condivido in pieno questa visione. Sono anch’io convinto che questo delitto unisce in negativo l’intera comunità carpinese.
Vedete gli investigatori hanno trovato le probabili armi dell’omicidio e le urla della donna avvalorano la tesi accusatoria. Per tutti è stata la moglie.
Se ci fate caso una delle principali cause della morte di molti anziani è una caduta. Ma siamo proprio sicuri che sia cosi? Siamo proprio sicuri che la caduta abbia chiamato la morte?
Io penso proprio di no, penso che sia la morte a causare la caduta e a portarsi i nostri affetti.
Anche nel giallo di Carpino le cose sono andate cosi. Il tumore, l’arma, la donna sono la caduta di cui si è avvalsa la morte per portarsi via Michele Bramante.
Ma Michele non era anziano. Chi ha convocato la morte?
Michele Bramante era un piccolo uomo che parlava con un filo di voce per non distrurbare. Lo ricordo al Bar di mio padre a chiedermi verso le ore 20 della calura estiva una Birra. Non era come gli altri clienti. Michele Bramante non voleva dare fastidio a nessuno. Mi guardava negli occhi, Nicola quanto hai ragione, e quando gli sguardi si incrociavano alzava la mano con le sue mille lire e chiedeva la sua birra. Gliela prendevo, gli portavo anche il bicchiere, ma lui lo rifiutava, metteva il dito nella canna della bottiglia e la faceva scoccare. Poi mi guardava come un bimbo, mi sorrideva e sempre con quell’atteggiamento di chi non vuole fare danni, alzava il gomito è si beveva quella birra.
Spero che nella sua vita Michele Bramante abbia avuto molte altre gioie, ma l’impressione che avevo era che in quel momento lui si gustava il suo momento di gloria, il suo riscatto sociale.
Di Michele Bramante ricordo che non mi accorgevo quando arrivava e non mi accorgevo quando non c’era più. Ma se mi capitava di guardarlo negli occhi capivo subito che aveva bisogno di essere ascoltato.
Non lo feci. Se qualcuno gli rivolgeva la parola spesso era la persona sbagliata.
Era un uomo solo che soffriva in silenzio.
Sono certo che se ci fossimo fermati un attimo ad ascoltarlo Michele Bramante starebbe ancora con noi.
Ciao Michele Bramante piccolo uomo umile di Carpino.
Signor Sindaco, per Michele Bramante, le chiedo la cortesia di far verificare quanti casi di morte ci sono a Carpino a causa dei tumori. In particolare di verificare se il numero è nella media locale e nazionale. Se ci sono delle anomalie. Se i carpinesi possono stare tranquilli oppure se occorre prendere dei provvedimenti per la pubblica sicurezza. La ringrazio.
A distanza di cinque giorni si è finalmente composto il puzzle di indagini in merito all’uccisione di Michele Bramante, il pensionato di Carpino sgozzato all’interno della sua abitazione. I carabinieri avevano fermato la moglie dell’uomo, Antonia Russo, fermo poi convolidato dal Gip del tribunale di Lucera. Intorno a lei, infatti, si sono mosse le indagini. Domenica scorsa, giorno del delitto, i primi ad intervenire sul posto, dopo la telefonata dei figli della coppia che risiedono in Germania sono stati i sanitari del 118. Nella tarda serata, però, è stato richiesto l’intervento di un medico legale che ha constatato il decesso da ‘azione meccanica’ e non come si era sospettato in un primo momento da emorragia dovuta all’esplosione di una vena all’altezza della gola, dove l’uomo due mesi prima subì un intervento per un tumore. La scena del crimine è apparsa sin da subito poco chiara; la stanza, così come le pareti, erano state completamente ripulite da eventuali tracce di sangue. Poi, a seguito di una perquisizione, i carabinieri hanno recuperato la camicia da notte della donna, macchiata di sangue ed una sciarpa in lana completamente intrisa, probabilmente utilizzata dalla Russo, sostengono gli inquirenti, per tamponare la ferita alla gola del pensionato. Inoltre, immediatamente dopo il delitto i militari hanno anche sequestrato in casa dei due coniugi un paio di forbici e dei ferri utilizzati per lavorare la lana. Secondo gli stessi, queste potrebbero essere le probabili armi dell’omicidio. Inoltre la donna ha dichiarato versioni contrastanti in merito alla ricostruzione dell’accaduto, che non hanno affatto convinto gli investigatori che, pertanto, ne hanno disposto il fermo. Inoltre la pensionata chiedeva di continuo di poter raggiungere i figli in Germania. Particolare che, dicono i carabinieri, avvalorerebbe la tesi accusatoria nei suoi confronti.
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Delitto di Carpino, gli stava grattando la ferita alla gola: le sono sfuggite le forbici
Già in stato di fermo la moglie. In lavatrice i vestiti sporchi di sangue.
Sembra sia stato definitivamente chiarito il giallo della morte di Michele Bramante, 77 anni, trovato privo di vita nel letto della sua abitazione. La moglie Antonia Russo di 56 anni avrebbe cercato di alleviare il prurito al collo di suo marito provocato da una grave infezione forse utilizzando delle forbici o un altro oggetto metallico appuntito. Quello che poteva sembrare un gesto d’aiuto si è rivelato invece fatale per l’uomo.
L’accusa della donna potrebbe essere dunque di omicidio preterintenzionale o colposo. I carabinieri hanno recuperato nella lavatrice dell’abitazione una camicia da notte della donna macchiata di sangue e una sciarpa che Antonia Russo potrebbe aver utilizzato per tamponare l’emorragia di suo marito.
Una circostanza alquanto singolare ma giudicata credibile dagli inquirenti. Una vicenda che ha impegnato le forze dell’ordine nel chiarire un quadro della situazione che all’inizio sembrava banale. L’uomo venne trovato lunedì dagli agenti in una pozza di sangue. Accanto a lui la moglie in stato di shock.
Sembrava fin dall’inizio che fosse stato ferito alla gola con un punteruolo. Bramante, due mesi fa si era sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla gola per un tumore. All’inizio gli inquirenti ipotizzavano che la ferita potesse essersi infettata. L’allarme lo diedero i figli del 67enne che abitano in Germania.
L’uomo viveva proprio con la moglie, una donna di 56 anni. Dopo il primo intervento degli operatori del 118, che hanno constatato la morte sua morte, è intervenuto il medico legale che sospettava come il decesso fosse sopraggiunto con un colpo alla carotide inferto con un punteruolo. In base agli ultimi sviluppi sembra proprio che sia stato il colpo di forbici inferto dalla donna.
Il Gip del Tribunale di Lucera ha convalidato, questa mattina il fermo nei confronti di Antonia Russo. Si tratta della moglie di Michele Bramante, l’uomo di Carpino trovato morto all’interno della sua abitazione. Gli inquirenti non lasciano trapelare nulla, ma il fatto che il Gip abbia convalidato il fermo lascia intendere che ci siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti della donna accusata – così informano gli stessi investigatori – di omicidio volontario. Massimo riserbo anche per l’arma utilizzata per compiere l’ipotetico delitto, che configurerebbe tra gli oggetti sequestrati all’interno dell’abitazione dei due anziani subito dopo il ritrovamento del cadavere. Intanto si attendono ancora gli esiti degli esami istologici effettuati su alcuni tessuti prelevati dalla gola della vittima.
Da pochi giorni questo gioiello della natura è entrato a far parte del sistema delle Oasi WWF in base ad una Convenzione sottoscritta, in occasione della Fiera Mediterre a Bari, tra il WWF Italia e la Società di gestione Oasi Lago Salso S.r.l., costituita dal Comune di Manfredonia, dall’Ente Parco Nazionale del Gargano e dal Centro Studi Naturalistici Onlus. “È chiaro – ha dichiarato Enzo Rizzi del C.S.N. – che questa azione intimidatoria è collegata con la costituzione della nuova oasi WWF e alla chiusura della caccia avvenuta domenica scorsa. È evidente che i bracconieri interessati alla zona sono irritati per questa scelta strategica di conservazione della natura”.
“Non è il primo attacco – ha dichiarato Fulco Pratesi presidente onorario WWF Italia – che bracconieri sferrano contro le Oasi del WWF, ottenendo però l’unico risultato di far accrescere il malanimo della popolazione contro questa piccola ma arrogante minoranza”. Per il WWF Italia, l’attentato è la prova della concretezza e della bontà della scelta di inserire Lago Salso nel sistema delle oasi WWF. Sarà necessario, però, in futuro, un maggiore sostegno da parte delle Istituzioni ed in particolare dell’Ente Parco del Gargano e della Regione con la quale di recente è stato firmato un protocollo d’intesa per incrementare il “turismo natura” in Puglia. In particolare, il WWF Italia ritiene indispensabile il supporto di tali Enti per arrivare al più presto alla costituzione presso l’Oasi Lago Salso di un Comando del Corpo Forestale dello Stato, che svolgerebbe azione di vigilanza anche per la vicina Palude Frattarolo.
L’attentato incendiario di Lago Salso, evidenzia il WWF, finisce anche con l’inserirsi nella preoccupante situazione di estrema aggressività venatoria che si riscontra in concomitanza dell’approvazione al Senato dell’articolo 38 della cosiddetta Legge Comunitaria che cancella i limiti della stagione venatoria, attualmente compresi tra il 1° settembre ed il 31 gennaio, e che aprirebbe, se approvata anche alla Camera, una stagione di caccia selvaggia per tutto l’anno.
Fonte: WWF Italia via argoiani
Nucleare: Consiglio dei Ministri impugna lo stop della Puglia
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare din
nanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori. Lo riferiscono fonti governative. La decisione è stata presa su proposta del ministro Claudio Scajola (Sviluppo Economico) e d’intesa con il ministro Raffaele Fitto (Affari Regionali). ‘L´impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito’, ha spiegato il ministro Scajola. ‘In punto di diritto – ha aggiunto – le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l´esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell´ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perchè si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese’. ‘Nel merito – ha continuato il ministro – il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del Governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell´energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo’. Il ministro Scajola ha inoltre ricordato che ‘al prossimo Consiglio dei Ministri del 10 febbraio ci sarà l´approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l´altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari’. In particolare, nell´elenco delle leggi regionali all´esame del Consiglio dei Ministri, con richiesta di impugnativa dinanzi alla Corte costituzionale ex art. 127 della Costituzione, vi sono le leggi delle Regioni Puglia n. 30/09, Campania n. 2/10 e Basilicata n. 1/10. Il ministro Scajola ha preannunciato che ‘il Governo impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia, strategica per il Paese’. ‘La questione nucleare è di rilevante importanza per le strategie di politica economica ed energetica del Governo, e investono un punto fondamentale nei rapporti fra competenze statali e regionali. L´art. 7 del decreto-legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, definisce la strategia energetica nazionale posta in essere, perseguendo, fra l´altro, l´obiettivo della realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare’, ha aggiunto Scajola ricordando poi che ‘le tre leggi regionali sono lesive della competenza esclusiva attribuita allo Stato in materia di tutela dell´ambiente e dell´ecosistema, nonchè nell´ambito della sicurezza e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione)’. Scajola ha concluso rilevando che ‘sulla medesima questione si è già pronunciata nel senso esposto la Corte costituzionale’.