Mentre nel Salento Lecce e il cesello del suo artistico barocco vengono scelti quale location ideale e permanente dell’International Tourfilm Festival, all’altro capo della Puglia va in scena una sorta di commedia dell’assurdo sul controverso palcoscenico del turismo locale. In Capitanata si é oltre il “non senso” e si rasenta il confine del tragico, per l’assenza di qualsiasi copione programmatico, in un settore decisamente strategico e vitale per ciascuno degli ambiti territoriali interessati.
In questo suggestivo lembo di Puglia, declinato dall’attraente caleidoscopio naturale, storico e spirituale, composto dal Gargano, dall’Antica Daunia e dalle Isole Diomedee (Tremiti). Dai santuari di Monte Sant’Angelo e Padre Pio, dalla piana del Tavoliere, dai Cantori di Carpino e dalle uve crustacee del Nero di Troia. Da un promontorio roccioso reso aspro dai dirupi a picco sull’Adriatico e nel contempo addolcito dalla spontaneità di una rigogliosa macchia mediterranea. Nonché dall’abbraccio trasparente delle sue baie sabbiose. Da tempo il paradosso, il lamento cicalesco e una certa normalizzazione accidiosa rendono vano qualsiasi sporadico accenno di riscatto o qualsivoglia abbozzato tentativo di orgoglio imprenditoriale.
In questa macroarea di Puglia, che rappresenta oltre la metà del potenziale ricettivo dell’intera regione, si continua a non avere voce in capitolo e a non riuscire ad influenzare decisioni e scelte istituzionali in tema di viabilità, trasporti, assetto paesaggistico e promozione del territorio. Nel bel mezzo di una stagione turistica tra le più difficili da programmare e più critiche da gestire, ci si permette il lusso di affrontarla senza l’Assessore Provinciale al ramo. Senza l’interlocutore di riferimento sul territorio per la guida regionale del settore.
Prim’ancora della questione soggettiva, legata alla scelta individuale dell’incaricato, a sconcertare è piuttosto l’oggettiva vacanza di funzione nel periodo topico dell’annata turistica. La politica persevera nel mettere in evidenza tutte le sue contraddizioni. Pronta a rivendicare equilibri di partito, appena un refolo di vento l’attraversa, ma incapace di piglio decisionale quando si tratta di verificare la tenuta delle coalizioni e la concretezza incisiva dei piani programmatici.
In tanto assordante silenzio assume toni da “predica nel deserto” anche il reclamo esasperato di un segno tangibile e imprescindibile di intervento, del sistema aeroportuale pugliese, verso i tentativi di riqualificazione, rilancio e modernizzazione di un’offerta turistica da tempo in balìa di onde senza cresta. Un sistema territoriale solo teoricamente espresso, che vorrebbe tornare a praticare la sua forte vocazione attrattiva, trovando il modo di recuperare, nel contempo, una smarrita capacità nel trattenere flussi turistici, attenzioni globali e domanda internazionale.
Per questo, è forse arrivato il momento di chieder conto alla Aeroporti di Puglia Spa del suo apporto al processo di crescita economica e sociale dell’intera regione, in virtù di quella posizione di concessionaria monopolista del sistema aeroportuale pugliese. E pertanto, al di là dei workshop e degli annunci di nuove destinazioni esotiche, in partenza dagli aeroporti di Bari e Brindisi, sapere quali programmi concreti siano stati pianificati per rispondere alle esigenze del Gargano, e far sì che il suo potenziale ricettivo (il più grande della regione) possa essere funzionale al sostegno dei successi della decantata “Apulia for all Seasons”.
In altre parole: oltre ad inviare turisti negli hotel di tutto il mondo, non sarà il caso di pensare anche a come riempire i posti letto e gli alberghi di questo pezzo di Puglia, semmai senza più voce, ma ancora meritevole di dignitoso rispetto?
di Antonio V. Gelormini
La Legge, distribuito negli Stati Uniti nel 1959 con il titolo Where the Hot Wind Blows, sebbene non sia il film più rappresentativo della carriera di star come Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni, torna nei cinema americani con il titolo di The Law, nelle sale a partire dal 23 di giugno. Continua a leggere
La faticosa ripresa dopo il tragico rogo del luglio 2007 ! Punti forti: prezzi bassi, bel mare e natura d’incanto

BARI – Tre anni fa il Gargano bruciava. Peschici devastata dal rogo del 24 luglio 2007 è un’immagine che ha fatto il giro del mondo. Poi la rinascita. Faticosa, ma ostinata. Peschici ha quasi del tutto recuperato i danni di quell’incendio. Il turismo va, le presenze sono buone così come le prenotazioni in tutta l’area. Competitivi anche i prezzi che consentono di soggiornare in scenari incantevoli. Il futuro? La lotta all’erosione delle spiagge ma, soprattutto, la voglia di avere un aeroporto che consenta ai turisti di godere subito del sole. Un pezzo di macchia mediterranea con larghi vuoti nel verde e quella sensazione di natura ferita a morte per la presenza di tronchi anneriti senza più chioma. Quasi una visione da paesaggio lunare quella che si offre alzando lo sguardo appena oltre la torre di avvistamento della piccola baia di Manacore, sulla litoranea tra Peschici e Vieste. Per certi aspetti è come se il tempo si fosse fermato al 24 luglio del 2007, a quella notte di fiamme e terrore per il rovinoso incendio che devastò uno dei luoghi più suggestivi di questo angolo di Puglia costringendo i turisti a scappare.
LA FERITA CHE BRUCIA – Se viaggi lungo la costa del Gargano all’alba della nuova stagione balneare, dove parole, gesti e consuetudini legate alla riapertura delle strutture ricettive raccontano delle speranze degli operatori di vedere riempiti alberghi e villaggi turistici e delle aspettative di una comunità che rifiuta il ruolo di secondo piano rispetto al più celebrato Salento, sottolineando l’incanto del mare e rivendicando la nascita di un aeroporto del luogo, non puoi non sbattere contro questa storia di violenza alla natura e di ritardi, di aggressione al patrimonio naturalistico e di lentezze burocratiche. Al punto da non saper più distinguere se sia peggio la mano distruttrice dell’uomo o il continuo rinvio di provvedimenti per il ripristino dei luoghi e il sostegno delle imprese colpite. «L’incendio si è fermato su quella piccola altura — indica Vincenzo De Nittis, assessore al Turismo a Peschici e gestore dell’M3, un villaggio-vacanze ai piedi della baia —. Solo per le condizioni del vento non ha scollinato da questo versante, siamo stati fortunati ma tanti nostri colleghi no. E ancora oggi ne pagano le conseguenze». Il camping San Nicola, le cui immagini fecero il giro del mondo assieme a quelle di quanti via mare e su imbarcazioni di fortuna riuscirono a scampare al rogo, rinasce pian piano ma a costo di grandissimi sacrifici. I 5-6 milioni di euro – la cifra non è quantificabile – serviti per far ripartire l’attività di questa struttura come delle altre colpite, provengono da assicurazioni e prestiti delle banche. «Nemmeno i guardrail sulla provinciale sono stati cambiati da quel giorno e sono ancora lì, anneriti e contorti, come fossero un monumento all’incapacità di assumersi, ognuno per le proprie competenze, le giuste responsabilità» accusa ancora De Nittis. Ma nonostante questo si guarda avanti con senso di sfida. Da un capo all’altro del Gargano, dalla costa di fronte alle Tremiti e fin giù a Mattinata, Punta Rossa e Manfredonia, il senso che si avverte è quello di rivalsa ma anche di autosufficienza. «Un aeroporto nostro, ecco quello che serve per far decollare definitivamente questi luoghi» dicono amministratori e operatori turistici della zona.
L'AEROPORTO DI GARGANO – Una lunga pista d’asfalto, dover far atterrare con sistematicità turisti stranieri e italiani. Se ne parla da anni ma oggi c’è un progetto. «Foggia è lontana da qui e poi sono trent’anni che promettono di potenziare il Gino Lisa» dice con una smorfia di dissenso Matteo D’Amato. L’imprenditore condivide con il fratello Domenico la gestione di alcune affermate strutture ricettive tra Peschici e il litorale di San Menaio, frazione di Vico del Gargano. Gli alberghi sono meta in questo periodo di bassa stagione quasi esclusivamente di tedeschi, che al mare alternano passeggiate a piedi e pedalate in bici lungo tutta la provinciale 52, tra salite e discese, schivando buche, vacche podoliche e improvvisi cumuli di rifiuti con ogni sorta di materiale di scarto. «Gli italiani cominciano col venire alla chiusura delle scuole» chiarisce. «Ma oggi si viaggia solo in aereo e noi non abbiamo più bisogno di aeroporti-giocattolo, dove scendono 50 persone al giorno». L’allusione è all’attuale scalo di Foggia. E allora si porta l’esempio di Sharm-el-Sheik. «Lì sono nate prima le infrastrutture, con l’aeroporto, e poi gli alberghi e i villaggi» si fa notare. «Vent’anni fa non c’era niente e guardi oggi quel luogo cosa rappresenta». Uno scalo sul Gargano consentirebbe di avere stagioni più lunghe, di far durare il flusso di turisti da maggio a ottobre. «Perché qui siamo tagliati fuori, è anche la posizione geografica che ci penalizza» interviene Gianni Ranieri, titolare di un’accorsata yogurteria nel centro storico. «Per fortuna ci cercano ancora per il mare, la natura, per il fatto di essere riusciti a contenere le forme di abusivismo» aggiunge. Peschici con le sue case bianche e i suoi traghetti e aliscafi per le Tremiti. Con i suoi problemi di approvvigionamento idrico, specie da giugno in poi, e di superaffollamento estivo. Chi non trova posto ripara (è un modo di dire) nell’altra località più rinomata della costa, un po’ più a Sud: Vieste.
LA «REGINA» DELLA COSTA – Con i suoi 60 degli 82mila posti letto spalmati da Rodi a Peschici, da Monte Sant’Angelo a Pugnochiuso a Mattinata, Vieste è la «regina» della ricettività sul Gargano. Un posto da 13.800 residenti che nel 2009 ha fatto segnare 1.800.000 presenze (si contano i pernottamenti) e che per il 2010 vuole superarsi. «Perché parliamo di percentuali risibili rispetto alla disponibilità di posti letto» nota Nicola Rosiello, che è l’assessore al Turismo del posto. E il discorso torna alle stagioni «troppo corte», al fatto che «l’estate viene e va via in soli due mesi» e alla circostanza che «ormai si parla solo di sopravvivenza e non più di sviluppo e programmazione». Cosa diversa «sarebbe invece avere un aeroporto tutto nostro, con un traffico di arrivi e partenze per sei mesi l’anno» aggiunge anche Rosiello che è però l’«anima» del progetto che è stato presentato in Regione. Due giorni fa in Comune, sempre a Vieste, il neo presidente della Confcommercio locale, Pasquale Troiano, ha voluto tenere un incontro con associati e amministratori. Si è parlato di commercio fisso e di ambulantato, di orari e spazi da occupare. «Perché dobbiamo presentarci bene, giocarci le nostre carte al meglio». E fare concorrenza, magari, alle altre località della zona e della regione. Quanto ai prezzi il Gargano (tranne alcune strutture alberghiere e villaggi-vacanza extralusso tra le Tremiti, Peschici e Pugnochiuso) risulta essere forse più competitivo del Salento ma più caro del basso litorale barese. Per una mezza pensione dalla metà di luglio al 22 di agosto si va dai 90 ai 180 euro. Per un ombrellone in spiaggia, con lettino e sedia sdraio, dagli 11 ai 15 euro al giorno.
QUESTIONE DI CONCORRENZA – Ma per disporli gli ombrelloni, i lettini e le sdraio, occorre che una spiaggia ci sia. Dal Gargano e fin giù lungo la linea di costa che bagna la «Sesta provincia», da Margherita di Savoia fino a Barletta, almeno questo non costituisce un problema: a differenza che nel Salento, infatti, e come vedremo fin da Monopoli, qui l’erosione della costa ha creato meno danni a stabilimenti balneari e lidi attrezzati. Ragione per la quale il listino prezzi è dettato non dalla penuria quanto dall’abbondanza dell’offerta. «I costi del mare — rileva difatti Antonio Capacchione, presidente regionale del Sindacato italiano balneari affiliato alla Confcommercio — sono legati esclusivamente alla concorrenza. Tanto più alta è la concentrazione di ombrelloni e lidi — aggiunge — tanto più avvertita è la competizione». Ecco spiegato, ad esempio, perché sul litorale di Barletta (che non è certo rinomato quanto altri) un ombrellone costa più che a Margherita di Savoia, dove anche con soli 5 euro (ma chi pratica questi prezzi è accusato di concorrenza sleale) prendi il tuo comodo posto in spiaggia.
Piero Rossano Corriere del Mezzogiorno
Segnala i tuoi luoghi del cuore ed aiuta il Fondo Ambiente Italiano a censire i più bei luoghi italiani. Insieme a te li scopriremo. Insieme a te faremo di tutto per proteggerli.
Questo l'invito del FAI. Allora faccio visita a http://www.iluoghidelcuore.it è scopro che attualmente il luogo più segnalato è la FORTEZZA SVEVO ANGIOINA di Lucera (FG) con 420 preferenze e mi dico: possiamo farcela.
L’obiettivo è di coinvolgere concretamente tutti i carpinesi di qualsiasi età e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio artistico, monumentale e naturalistico, affinchè anche attraverso il censimento del Fai si individuino i mezzi per intervenire direttamente per il recupero della chiesa di Carpino che consentiva fino a pochi decenni fa agli abitanti impegnati nella coltivazione degli orti di assistere alla messa mattutina. BASTANO POCHI CLICK.
Per le sue origini, di borgo agricolo, fu costruita la chiesa di Sant’Anna di modo da consentire gli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant'Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare allo stato di rudere.
Testo da Wikipedia
Foto di Domenico Sergio Antonacci
Consigliamo si segnalare, oltre alla nostra chiesetta, anche l'abbazia di Pulsano e l'abbazzia di Calena.
“Dialogo, discussione, confronto, queste le nostre linee guida. E la presenza oggi qui della Barbanente, ossia della Regione Puglia, sta a dimostrare proprio questo”. Il Commissario Stefano Pecorella ha tracciato così ieri, al convegno dibattito sul Piano del Parco presso la sala delle Clarisse a Monte Sant’Angelo, il perché della presenza sul Gargano dell’assessore regionale all’assetto del territorio Angela Barbanente . Piano del Parco approvato due giorni fa dal neo commissario dell’ente. Un risultato che è giunto a distanza di sette anni dalla redazione della prima bozza da parte dell’Agriconsulting e dopo 15 anni dalla nascita dell’ente Parco Nazionale del Gargano come ente di gestione (DPR 6 giugno 1995). “Rimuovere le norme di salvaguardia ed entrare finalmente in una logica di gestione ordinaria di un’area protetta” gli ha fatto eco la Barbanente “a questo serve il Piano del Parco che noi come Regione Puglia siamo chiamati ad approvare dopo lo sblocco dell’iter da parte del commissario Pecorella, al quale vanno i miei complimenti per la celerità con la quale ha emanato il provvedimento, dopo anni di attesa. L’impegno che mi sento di assicurare, sin da oggi, è che procederemo alla creazione di uno strumento di pianificazione all’insegna della massima condivisione con gli abitanti del Gargano”. Il Piano, come si ricorderà, è stato “bocciato”, dalla maggioranza dei sindaci nella seduta dello scorso 29 aprile della comunità del Parco: “non ci piace” hanno spiegato. “Troppo restrittivo” la sommaria spiegazione. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il commissario Pecorella, che nel suo intervento ha spiegato il perché: “Lo trovo restrittivo per esempio sull’insediamento delle attività produttive”. Ma Pecorella ha il grosso merito, tra l’altro recependo un sollecito degli stessi sindaci, di aver licenziato il Piano e di averlo inviato a Bari. “Non si poteva più perdere altro tempo” ha detto. Si è così accelerato l’iter. Una volta adottato dalla Regione, saranno infatti riaperti i termini per le eventuali osservazioni e si arriverà così alla stesura finale. Da domani si aprirà la fase del confronto conclusivo: ma non più tra i sindaci e il Parco, ma tutti insieme con l’ente Regione. In pratica nei prossimi mesi si avvieranno i vari confronti tematici, tra associazioni ambientaliste, sindaci ed imprenditori. Insomma prenderà corpo quello che sarà il Piano del Parco vero e proprio, l’identikit dell’area protetta versione terzo millennio. Verranno fissate le regole, quelle definitive, insomma si capirà dove si vuole andare a parare. Per esempio dove, quanto e come si potrà costruire. A tal proposito Pecorella è stato chiaro: “Non dobbiamo dire no, non si può fare. Ma al contrario: sì, si può fare, a certe condizioni però. Perché senza tutela dell’ambiente non c’è sviluppo.” All’assessore regionale è stata data anche una copia del Piano. Mentre è emerso il plauso del mondo ambientalista alla sterzata impressa dal nuovo corso dell’ente Parco con la formale approvazione del documento di pianificazione.
In un sito antico, dove ogni angolo svela le nostre antiche radici, quale è la magione avita della famiglia peschiciana dei della Torre (via Colombo, 29, Centro Storico di Peschici), si terrà sabato 29 maggio, dalle 18 alle 20, un seminario informativo intitolato: “Dall’Egitto al Gargano, doti e virtù di un antico rimedio: l’oleolita alchemico” (foto del titolo, focus della locandina; ndr). Relatrice dell’interessante convegno la naturopata leccese Rosanna Toraldo con l’organizzazione della locale Associazione Culturale “Punto di Stella”, della sua “fresca” diramazione “G-g Gargano Giovani” e la Galleria “don Achille”, suggestiva location ricavata nel frantoio dell’antico palazzo. Presentazione affidata al presidente del citato sodalizio, Piero Giannini.
Egitto-Gargano: ben si sposa questo passaggio da oriente a occidente relazionando sull’antica tradizione alchemica e sui rimedi che ancora oggi vengono utilizzati nella terapeutica moderna. L’alchimia è un’arte antichissima che consente attraverso lunghi e pazienti procedimenti di estrarre i principi attivi dalle piante officinals, purificarli separatamente e ricongiungerli in un unico essere incorruttibile nel tempo: l’oleolita.
Non si conosce molto su utilizzo e preparazione di tali rimedi, trascritti su papiri e scoperti da ricercatori che hanno voluto donare al mondo la loro utilità. Infatti, le doti – meglio: le virtù, come direbbe l’alchimista medievale – degli oleoliti sono ancora attuali, sebbene la loro applicazione oggi si discosti dall’uso che ne veniva fatto un tempo.
Vien da chiedersi: perché la terra del Salento (la relatrice è leccese) associata a quella del Gargano? Ma perché Rosanna Toraldo, nel suo percorso di naturopata, ha voluto approfondire i suoi studi utilizzando e andando alla scoperta delle stesse erbe “officinalis” (foto 1 sotto, salsapariglia nostrana) di cui si parla nella terapeutica alchemica egizia, sull’intero nostro territorio, un erbario ricchissimo e sempre baciato dai raggi del sole.
Come si è avvicinata a questa particolarissima branca dello scibile umano, abbiamo chiesto alla studiosa. “Anche se i miei studi partono dalla facoltà di biologia – ci ha spiegato, – sulla mia strada si sono spesso presentati persone e seminari che mi hanno fatto pensare che c'era altro oltre alle cellule osservate al microscopio. Così ho iniziato prima a interessarmi di naturopatia, poi di reiki e medicina vibrazionale, alchimia e spagiria. E col tempo sono diventata naturopata e master reiki teacher usui.”
Si segue una formazione particolare? “Ho frequentato molti corsi monotematici: aromaterapia tradizionale e alchemica, floriterapia, radiobiologia e radionica, biotransenergetica (psicologia traspersonale) , medicina vibrazionale e altri. La mia sete di sapere parte dalla convinzione che l'individuo, come lo stesso Paracelso (alchimista, astrologo e medico svizzero del ’500; ndr) intendeva, non è solo un corpo fatto di organi, muscoli e ossa.
Perché, c’è dell’altro? “Molto altro, dentro e fuori la nostra struttura! Che ci dovrebbe spingere a non fermarci mai nel voler capire il perchè dell’insorgere di un disagio, o disequilibrio, o come altro si vuol definire. Ancor più in questi anni ho voluto sperimentare la natura e le sue similitudini con noi, “popolo degli umani”, vivendo quando potevo a contatto con essa, imparando a osservare, ascoltare e registrare ogni istante di vita di una pianta, accogliendone la nascita, la vita e la morte come si fa coi propri figli, in questo divenire costante o costante disvelamento.”
Come si definirebbe. “Forse ‘ricercatrice indipendente’ del ‘tutto’ nascosto in quel meraviglioso micro e macrocosmo chiamato essere umano.”
p.g.
CHI E’ ROSANNA TORALDO – Naturopata, diplomata alla Scuola di Federico II, Dipartimento Ospedaliero Sperimentale Asl di Trani e Master Teacher Reiki Usui, vive, lavora e insegna tra Lecce e altre Regioni italiane. Ha frequentato per due anni la Scuola di Biotransenergetica-Psicologia Traspersonale di Lecce, del dott. Lattuada, dove ha fatto un percorso di Consapevolezza e Completamento per i suoi studi di ricerca sugli Archetipi delle Piante e dei fiori. Altri corsi di formazione: Anatomia e Fisiologia Sottile che insegna nella sua Scuola di Reiki.
Ha lavorato nel campo dell’Aromaterapia Alchemica in un’azienda nelle Cinque Terre della meravigliosa Liguria, dove è entrata in contatto con il dott. Giuseppe Turnituri, uno dei discepoli del dott. Angelo Angelini (che ha traslitterato il Papiro di Erbes). Ha frequentato i corsi monotematici: Floriterapia Spagirica, Alchimia, Radiobiologia e Radionica, facendone una base di ricerca nel campo sia degli Oleoliti Alchemici sia delle Essenze Floreali Mediterranee Spagiriche, che porta come materie di studio, oltre all’Alchimia Cellulare, nello stesso Istituto di Medicina Naturale di Lecce in cui è docente.
Ha partecipato, con gli stessi temi, a conferenze e tavole rotonde in Liguria e Piemonte. In Puglia ha affiancato eminenti docenti, come il dott. Sergio D’Antonio, conosciuto e riconosciuto nel campo dell’Omeopatia e dell’Aromaterapia Alchemica che porta come studio in tutte le Università italiane.
Il Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Gargano rende noto che è indetta, in esecuzione della determinazione dirigenziale n. 246 del 12/05/2010, una selezione pubblica per titoli e colloquio finalizzata alla stipula di un contratto di collaborazione professionale per la figura professionale di responsabile delle azioni di monitoraggio nell’ambito del progetto LIFE + Nature & Biodiversity 2008-C1e, di seguito richiamato con l’acronimo LIFE Montenero.
Il contratto decorrerà dalla data di stipula dello stesso e avrà durata di quarantotto mesi. Il compenso relativo alla prestazione professionale dovuto al Contraente viene stabilito in complessivi euro 48.000,00 (quarantottomila/00) oltre IVA e CAP.
Per ulteriori informazioni pubblichiamo il file relativo all’avviso pubblico
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L’Assessorato al Welfare – Servizio Pugliesi nel Mondo inaugurerà, da domani giovedì 27 maggio, a Melbourne, il progetto Cucina Pugliese in Australia, parte integrante del più ampio Melbourne Italian Festival (Aprile- giugno 2010). L’Assessorato al Welfare – Servizio Pugliesi nel Mondo inaugurerà, da domani giovedì 27 maggio, a Melbourne, il progetto Cucina Pugliese in Australia, parte integrante del più ampio Melbourne Italian Festival (Aprile- giugno 2010). Per l’occasione, in collaborazione con la Federazione Pugliesi d’Australia – Melbourne e con l’Istituto Professionale di Stato “Mauro Perrone” di Castellaneta (Ta), è previsto il gran galà “The triumph of the flavors and smells of Mediterranean cuisine in Puglia”. L’iniziativa vuole conseguire un duplice obiettivo: – internazionalizzazione del Sistema Puglia. A tale scopo, si è scelto di privilegiare la consolidata rete di rapporti sociali, culturali e commerciali che la Regione Puglia intrattiene con le comunità di pugliesi in Australia, soggetti attivi nel processo di espansione all’estero della filiera agroalimentare e dell’enogastronomia pugliese, affermato patrimonio che la Puglia vanta a livello internazionale. – promozione e riqualificazione della cucina pugliese in Australia. Attività, queste ultime, tese a preservare, attraverso la formazione e l’aggiornamento professionale dei giovani pugliesi, l’originalità delle ricette e dei sapori, messe spesso a dura prova da processi di contaminazioni culinarie, inevitabili in una realtà come Melbourne, nella quale coesiste una vasta varietà di gruppi etnici e culture. Si è scelto di perseguire le citate finalità attraverso le seguenti azioni: – Attivazione di Stages/tirocini formativi, della durata di sei mesi, presso alcuni ristoranti italiani situati nell’area metropolitana di Melbourne. Aderiscono all’iniziativa le seguenti strutture ristorative: Stefanos- Caffè Latte- Ecco- Enoteca Sileno- Brunetti- Arrivederci- Tutto bene- La notte – Olympic Hotel – Monte Carlo and Casavini – La Porchetta –Lazy Moe’s – Grigoletto Oil. – Realizzazione, a Melbourne, di un Cooking Show, finalizzato alla promozione e diffusione delle eccellenze, dei prodotti e dei piatti tipici dell’enogastronomia pugliese. Per l’occasione la Federazione Pugliese d’Australia e l’istituto scolastico della provincia tarantina organizzeranno una serata di gala, allietata dalla bontà della cucina pugliese e dalle espressioni musicali di “Terraross”, un gruppo di artisti impegnato nella diffusione della tradizionale musica popolare pugliese. Lo stesso gruppo tornerà ad esibirsi domenica 30 maggio, in Piazza Italia, a Melbourne. Il 28 Maggio la delegazione pugliese saluterà la comunità pugliese in Australia con una manifestazione gastronomica e culturale. Le manifestazioni di fine maggio, articolate secondo il programma precedentemente esposto, fruiranno della collaborazione e competenza, nei settori musicali e della comunicazione audiovisiva, della Fondazione Murgia delle Gravine di Mottola (TA). (com/nlo)
La Giunta regionale ha approvato oggi 23 Piani di Sviluppo Locale presentati da altrettanti Gruppi di Azione Locale (GAL) con il sostegno del Programma di Sviluppo Rurale della Puglia 2007-2013. Esattamente quelli dell'Alto Salento, Serre Salentine, Terre di Murgia, Daunofantino, Gargano, Piana del Tavoliere, Murgia Più, S.Maria di Leuca, Valle d’Itria, Terra d’Arneo, Valle della Cupa Nord Salento, Meridaunia, Isola Salento, Colline Joniche, Terre del Primitivo, le Città di Castel del Monte, Luoghi del Mito, Conca Barese, Terra dei Trulli e del Barsento, Terra dei Messapi, Terra d’Otranto, Daunia Rurale, Ponte Lama.
“Si tratta – ha spiegato l’assessore alle Risorse Agroalimentari, Dario Stefàno – dell’applicazione concreta di strumenti innovativi previsti dalla nuova programmazione dello Sviluppo Rurale, che vede il coinvolgimento di partenariati locali organizzati in Gruppi di Azione Locale (GAL). Agli stessi è stato assegnato il compito di dare attuazione agli interventi relativi al miglioramento della qualità della vita e alla diversificazione dell’economia nelle zone rurali”. “Le dotazioni di risorse pubbliche, di poco inferiori ai 300 milioni di euro – conclude l’assessore – saranno in grado di generare investimenti per quasi 600 milioni di euro. I Piani consentiranno di attivare una azione di sostegno organica, con obiettivi di lungo periodo e soprattutto di prossimità ai bisogni espressi dalle popolazioni rurali”. (com-nlo)
Il 94 enne Antonio Piccininno tra i protagonisti del festival di cultura pugliese
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Mercoledì 26 maggio, alle ore 15.30 l’assessore all’Assetto del territorio, Angela Barbanente, sarà a Monte Sant’Angelo, presso la sala delle Clarisse, per presentare, insieme al commissario straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, i bandi della Regione Puglia per sostenere le attività delle aree protette e favorire la loro piena valorizzazione.
Nell’occasione verrà presentato il piano di gestione del parco nazionale, elemento imprescindibile per favorire il pieno ed armonico sviluppo del territorio e consentire l’avvio di idonee misure di finanziamento. Sono invitati i sindaci dei Comuni interessati, le associazioni ambientaliste, tutti i soggetti portatori di interesse.