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Antonio Basile (Ufficiale)

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Chiesa Madre di San Nicola di Mira a Carpino

La Chiesa, sita nell’antico quartiere “La Terr”, situato a Sud-Ovest del paese, è ubicata nella parte più alta della collina dove sorge Carpino.
Riferimenti Internet
Riferimenti Facebook
Nessuna notizia su questo tempio è stato possibile rintracciare antecedentemente al Sinodo del 1678. Da tale documento si apprende che l’Arcivescovo Fr. Vincenzo Maria Orsini la consacrò il 22 Ottobre 1678 in onore di San Nicola di Mira, mettendovi le reliquie dei SS Martiri Dionisio e Lelio.

Non ci sono altre notizie fino al 1837 quando la nostra collegiata è richiamata nella relazione dell’Intendente Cav. Gaetano Lotti, letta all’apertura della sessione del Consiglio Provinciale di Capitanata: “…. Nella Capitale della Provincia fu aperto a’ fedeli il tempio di San Francesco Saverio; sono prossimi ad aprirsi quelli novellamente costruiti in Vieste, Lesina…. Carpino..”
Questo fa supporre che la nostra Chiesa Madre, verso la fine del ‘700 od inizio ‘800, sia stata distrutta o fortemente danneggiata, forse da eventi tellurici.
Dai registri comunali, deliberazioni del Consiglio e della Giunta, si sono ricavate le seguenti notizie: il Consiglio in data 13.05.1873 delibera di affidare ad un ingegnere la redazione di un progetto di massima per la restaurazione della Chiesa. La Giunta il 03.06.1876 delibera un sussidio per la prosecuzione dei lavori di restauro indispensabili, essendo stata la Chiesa Madre danneggiata da varie scosse di terremoto; il 14.04.1886 decide di concorrere alla spesa per la riedificazione del campanile abbattuto da un fulmine. Infine la stessa giunta in data 04.05.1895 delibera di pagare le spese per far rifondere la vecchia campana che pesava Kg 175 mentre la nuova è risultata di Kg 208.
La Chiesa di San Nicola di Mira è definita Madre in quanto rappresentava e tuttora rappresenta la più grande Chiesa del paese.
Ad essa si accede tramite due scalinate contrapposte site alla fine dell’attuale Corso Vittorio Emanuele II.

La facciata principale, decorata, presenta delle nicchie con delle statue in pietra, mentre sopra il portale vi è un finestrone, con vetri colorati, che immette luce direttamente sull’abside.
Agli spigoli della facciata vi sono due statue di pietra con al centro del timpano del tetto una croce in ferro battuto.

All’interno è costituita da un’unica navata, particolarmente maestosa, con lo sfondo sito sotto la cupola. La luminosità è assicurata dalla presenza di finestroni a vetro, situati ai lati della navata centrale.

La cupola, che si erge al di sopra dell’altare maggiore, si presenta completamente affrescata al contrario delle altre parti della chiesa, dove diversi interventi di restauro hanno irrimediabilmente rovinato gli affreschi esistenti. Ai quattro angoli della cupola sono rappresentati, su supporto di tela, i quattro evangelisti (San Matteo, San Marco, San Luca e San Giovanni).

Il tetto della Chiesa Madre è sorretto da un doppio sistema di capriate lignee, attualmente in forte stato di degrado.

La capriata più grande è del tipo “composta” e serve a sorreggere la copertura esterna (tavelloni, guaina, coppi e tegole).

La capriata più piccola, invece, anch’essa di tipo “composto” serve a sorreggere la controvolta affrescata sita all’interno della Chiesa. Essa è costituita da un sistema di cannucce intrecciate con il gesso.

Il campanile, invece, sorge addossato sull’angolo sinistro della Chiesa, sporgendo dal perimetro della stessa. Esso si sviluppa su tre livelli, nell’ultimo dei quali ci sono le celle campanarie e la vecchia cupola di copertura.
Attualmente l’antica cupola di copertura si presenta completamente inglobata all’interno della porzione di campanile ricostruita.

Poesia nei dialetti d’Italia a Ischitella nel Gargano

Il 27 agosto con la partecipazione dei poeti friulani Di Monte e Ornella, del calabrese Panetta e dell’abruzzese D’Arcangelo
Nella piazza principale di Ischitella (corso Cesare Battisti) venerdì 27 agosto 2010 alle ore 21 si terrà il reading di poesia Altre Lingue con la partecipazione dei poeti in lingua friulana Nelvia Di Monte e Silvio Ornella, in calabrese Alfredo Panetta e in abruzzese Mario D’Arcangelo.

I testi poetici saranno intervallati da brani musicali eseguiti dal duo Gargan Jazz.
La lettura poetica nei dialetti d’Italia sarà la seconda iniziativa di Gargano Letteratura 2010: un contenitore culturale in cui confluiscono le proposte autonome dei comuni di Ischitella e Vico del Gargano all’insegna della poesia, delle lingue locali d’Italia, del romanzo breve e della solidarietà.

La serata del 26 agosto è stata dedicata ai poeti amatoriali che si sono confrontati nella MaratonaPoesia.

Ecco in sintesi gli altri eventi della rassegna letteraria

Ischitella: SABATO 28 AGOSTO 2010 – ore 21 Cerimonia di assegnazione del VII Premio nazionale di poesia in dialetto “Città di Ischitella-Pietro Giannone” 2010 a Nelvia Di Monte, vincitrice della VII edizione del Premio nazionale di poesia in dialetto “Ischitella-Pietro Giannone” 2010, a Silvio Ornella, secondo classificato, a Alfredo Panetta, terzo classificato.

Vico del Gargano: DOMENICA 29 AGOSTO 2010 – Assegnazione premi Fratres-Vico del Gargano 2010 (poesia) e XII Premio per romanzo breve “Città di Vico del Gargano” nel Complesso monumentale di San Pietro (viale San Pietro):
ore 20,30 Cerimonia di assegnazione del Premio “Fratres-Vico del Gargano” per poesia sulla “donazione” alla vincitrice Maria Francesca Giovelli di Caorso (Piacenza)
ore 21,30 Premiazione Concorso “Città di Vico del Gargano” XII edizione 2010 per romanzo breve a Massimo Ubertone (Rovigo) Con il romanzo breve “Natale in famiglia”. Saranno premiati anche il 2° classificato Vanes Ferlini di Imola (BO); Giorgio Galli di Roma; il 4° classificato Carlo Bonlamperti di Marina di Minturno (LT) e il 5° classificato Maria Lanciotti di Velletri (RM).

Alla cerimonia presenzieranno i componenti della Giuria: Domenico Cofano, presidente, Achille Serrao, Rino Caputo, Giuseppe Massara, Michele Afferrante, Grazia D’Altilia, Vincenzo Luciani.

Dakar-Kingston

Musicanova – Garofano d’ammore / Brigante se more / Festa Festa

Biografia di Franco Lys Dimauro, anno 2010
bravonline.it

Dopo aver “accusato” il fratello Edoardo di essere un “rinnegato” (buon per lui che non immaginava ancora a quali scempi il fratello si sarebbe dedicato in dischi come Ok Italia o Kaiwanna e che il giudizio tutto sommato “gentile” si riferisse alle prime, peraltro dignitosissime prove di Edo, ancora vincolate a un concetto tutto sommato popolare anche se suonato col piglio da folksinger post-Dylaniano, intriso di blues e folk americano quindi lontano dalle nostre radici tradizionali, NdLYS) e aver lanciato il progetto della Nuova Compagnia di Canto Popolare come uno dei più affidabili gruppi di lavoro e studio delle musiche di estrazione popolare (pizzica, taranta, tarantella, fronne, ecc. ecc.) Eugenio Bennato avrebbe dato il via ai MusicaNova, ensamble aperto che, con nomi e comparsate diverse come d’ altronde rientrava nei piani programmatici, continua il suo lavoro all’ interno del progetto Taranta Power. Ovviamente i tempi dell’ ostracismo verso tutto ciò che era contaminazione di cui allora Eugenio era alfiere assieme ai suoi colleghi De Simone o D’Angiò sono un ricordo lontano e la Taranta Power di oggi non fa che affiancarsi, sempre con grande classe, al carrozzone della musica tradizionale “rivisitata” e potenziata, modernizzata da un differente, dinamico, malleabile approccio allo studio di registrazione. E’ grazie alla milanese Lucky Planets se oggi la discografia dei MusicaNova torna nuovamente fruibile a una generazione che probabilmente allora non era ancora nata ma che adesso, trainata dal carrozzone “alternativo” che rivaluta la tradizione popolare collegandola a un discorso più globale di rispetto e riscoperta delle radici, si trova a rimasticare canzoni che sono dei veri e propri inni al riscatto popolare come Brigante se more o Vulesse addeventare nu brigante rivalutate nel corso degli anni da una miriade di gruppi dal respiro popolare (dai Ventu Novu ai Mercanti di Liquore) nonché da una serpentina di buskers che da Trieste a Ragusa affolla e colora le strade con le sue treccine variopinte e spesso mal lavate e i pantaloni verdi militari, teatrino itinerante di piccoli eroi del vivere libero, sparate a zero sulla folla quasi come manifesti di militanza ideologica.
Il pezzo forte della collana è ovviamente il disco delle musiche commissionate al gruppo di Bennato da Anton Giulio Majano per lo sceneggiato (allora si chiamavano così le fiction televisive) L’ eredità della Priora.
E’ la vicenda romanzata del brigantaggio del Sud Italia visto dagli occhi fieri e militanti dei Briganti, una storia di riscatto politico e morale contro i padroni che hanno infestato (e infestano tuttora, sotto altri nomi ma sempre con il principio dello sfruttamento, o delle risorse o della forza lavoro o di qualsiasi altra schifezza si possa strappare al Sud) il Regno delle Due Sicilie, dai Normanni fino ai Savoja ovvero gli avi degli Agnelli che hanno sfruttato e poi defenestrato i lavoratori di Termini Imerese, oltre ai “deportati” alla Mirafiori piemontese).
Il disco, Brigante se more, contiene i pezzi più popolari dell’ ensemble, ormai assurti a brani di pubblico dominio, seppure non lo siano nei fatti.
Musicalmente si pesca a piene mani dalla tradizione musicale del Sud, rielaborata in chiave strettamente acustica ma con un impatto devastante per forza evocativa e scelta dei suoni. Garofano d’ ammore, che segna di fatto la nascita di MusicaNova è soprattutto un lavoro di ricerca vocale, naturalmente applicata alla musica tradizionale meridionale. I pezzi sono infatti interamente ripescati dal repertorio popolare storico (come le celebri Montanara o la Pizzica Tarantata che tra l’ altro rivive perpetuamente nelle esecuzioni “soliste” della De Sio, coinvolta nell’ incisione del disco assieme a gente come Tony Esposito e Robert Fix) e riproposti con gioiosa partecipazione emotiva. Festa Festa, altro albo famoso del collettivo che si avvale a quell’ epoca (siamo ai primi anni Ottanta) delle tammorre del grande Alfio Antico nonché della produzione di Shel Shapiro (a mio avviso fin troppo lambiccata per un gruppo che faceva comunque leva sull’ impatto naturale, quasi sciamanico della propria musica acustica e comunque a risentire adesso, decisamente datato e innaturale) contiene altri piccoli classici del repertorio di Bennato e D’ Angiò come la già nota Canzone per Iuzella, Vento del Sud, L’ acqua e la rosa. Le tematiche rimangono quelle care al gruppo partenopeo e che sono poi quelle condivise dal popolo del Sud di cui MusicaNova si fa voce: l’ amore, l’ emigrazione, la miseria, il riscatto morale dei più deboli, la ricerca disperata ma romantica della fortuna. A parte quell’ eccesso di iperproduzione di cui vi dicevo, pezzi come Ex Voto o A La Festa si stagliano nel cielo come due dei momenti più alti della musica popolare nazionale di quegli anni. A voi invece non resta che mettervi sotto quel cielo e aspettare che meteoriti come queste vi piovano addosso.

100.000,00 € dal Dipartimento della Gioventù per il Carpino Folk Festival col Comune di Carpino (capofila Partenariato)

Giovani energie in Comune: finanziati 348 Comuni, coinvolti un milione di under 35
I comuni di Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Poggio Imperiale e Serracapriola in partenariato con l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival finanziati per 100.000,00 €uro.
Ancora riconoscimenti esterni per il Carpino Folk Festival, nemo propheta in patria.

Oltre 700 domande presentate, 348 Comuni che beneficeranno di un finanziamento, per una popolazione coinvolta di 3.894.774 abitanti, di cui quasi un milione di under 35. Questo un primo bilancio delle amministrazioni che hanno partecipato al bando ‘Giovani Energie in Comune’ promosso dall’Anci e dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e rivolto ad iniziative progettuali riguardanti le politiche giovanili. Il bando, che si articolava in tre progetti, Valorizzazione delle specificità territoriali, Interventi a favore della produzione musicale giovanile indipendente, e Valorizzazione della street art e del writing urbano, andrà a sostenere iniziative che si svolgeranno in 16 Regioni Italiane, con una media di 8 Comuni coinvolti per Regione. Nello specifico le Regioni che annoverano il maggior numero di Comuni beneficiari sono la Sicilia, il Lazio, il Molise, la Puglia e la Basilicata. Il Comune più piccolo che potrà usufruire di un finanziamento vanta soltanto 166 abitanti, mentre quello più grande conta una popolazione di 204. 870 abitanti.

In data 11 marzo 2010 è stato sottoscritto un importante accordo di partenariato costituito dai comuni di Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Poggio Imperiale e Serracapriola con l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, finalizzato alla presentazione di un progetto per il coinvolgimento dei giovani nella valorizzazione delle specificità territoriali, denominato “L'autenticità e le tipicità immateriali del Gargano”.
Il progetto ideato dall'Associazione Culturale Carpino Folk Festival è stato subito sposato dall'Assessore alla Cultura del Comune di Carpino, Rocco Ruo, che lo ha sottoposto alla giunta comunale per la necessaria autorizzazione alla presentazione, in qualità di comune capofila, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L'obiettivo è di migliorare i progetti artistici di importanti manifestazioni che si svolgono nel territorio del Gargano che formano una rete di appuntamenti durante tutto l’anno capace di dare valore ai giovani talenti artistici e di attrarre nuovi flussi turistici fondati sulla qualità culturale del territorio.
Il progetto “L'autenticità e le tipicità immateriali del Gargano” intende coinvolgere in una programmazione articolata e concertata, oltre i Comuni partner, la Regione Puglia, la Provincia di Foggia, il Parco Nazionale del Gargano, la Camera di Commercio e l’Apt di Foggia e gli operatori economici del territorio.

L'Associazione Culturale Carpino Folk Festival, nel ringraziare tutte le amministrazioni coinvolte per la disponibilità e la sensibilità dimostrata e tutte le associazioni e gli enti che fin da subito ci hanno fatto pervenire la loro adesione, si augura quanto prima di allargare il partenariato anche ai Comuni che per requisiti dimensionali non è stato possibile coinvolgere in questa circostanza.

A seguito dell’attività svolta dalle Commissioni Tecniche di valutazione di merito dei progetti ammessi, ai sensi dell’art. 7 dei Bandi “Giovani Energie in Comune” ecco il link della graduatoria per i piccoli Comuni.

Comunicato Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Associazione Culturale Carpino Folk Festival

Gli orari serali e notturni delle Ferrovie del Gargano

Il viaggio del Carpino Folk Festival continua attraverso i centri storici del Gargano tra idee per il futuro e voci riscoperte

Questa sera a Carpino, in occasione della terza serata del Carpino Folk Festival, il gruppo informale Gargano System presenterà il suo progetto (vincitore del bando di Principi Attivi) sui centri storici del Gargano; il programma completo della serata comprende:

  • Mostra-mercato dell’artigianato locale e visita guidata per le vie del centro storico di Carpino a cura del Gruppo Informale “I Bazar del Gargano” – Partenza da P.zza del Popolo
  • I centri storici del Gargano e le loro tradizioni, presentazione del progetto vincitore “Principi Attivi 2009” a cura del Gruppo Informale “Gargano System”
  • Presentazione della campagna di registrazione 2010 ai cantatori carpinesi, a cura di Pio Gravina, Enrico Noviello e Paolo Modugno
  • Presentazione del CD  “suoni e canti della tradizione di San Giovanni Rotondo” Progetto Cala la Sera

una serata di cultura e di buona musica per scoprire il nostro territorio…vi aspettiamo!

SCARICATE QUI IL PROGRAMMA DEL CARPINO FOLK FESTIVAL

APERTURA CARPINO FOLK FESTIVAL 2010

Dopo le due anteprime a Lesina e San Marco in Lamis, l'apertura (martedì 3 agosto) delle serate del festival del Gargano nella sua sede storica a Carpino, in Piazza del Popolo, è affidata a Cesare dell'Anna e al suo giro di Banda. Camaleontico, spirito tzigano, uomo engagée, post-moderno (cosi dalla recensione di Marco Leopizzi). Fonde e confonde volutamente i generi e le tradizioni culturali più diverse (balkan, jazz, classica, banda, electro, dub, reggae… ), imbroglia con irriverenza e ironia gli stili 'alti' con quelli 'bassi' e gode a forzarli assieme, recupera e grida la dignità del folk e della musica per banda mentre le intreccia alla popolare – già nobilitata – al jazz, alla 'colta', alla etnica. Cesare Dell'Anna è un vulcano in perenne eruzione creativa, artista completo e produttore, uno di quei tipi a cui forse non presentereste vostra sorella, ma il demo che avete appena registrato certo glielo infilereste nella tasca del suo trench nero.

Cesare Dell'Anna è alla guida di una formazione composta da ben 35 fra musicisti cantanti e artisti di strada, ospita le voci di Enza Pagliara, Irene Lungo, Claudio "Cavallo" Giagnotti, Emanuele Licci ed il gruppo Opa Cupa.

GirodiBanda è il risultato di un lungo lavoro di ricerca che racconta il vissuto culturale e musicale della gente dei Balcani e del Salento. Ma sempre per non annoiarsi per il Carpino Folk Festival Cesare dell'Anna si è immerso nella musica popolare del Gargano e nel folk garganico e li proporrà nel suo modo personale senza schemi e in modo assolutamente eclettico.
Il fenomeno musicale bandistico sembra essere legato al ricordo e alla realtà delle vecchie generazioni e a pochi affezionati particolarmente motivati oltre a riscontrare, negli ultimi anni, l’attenzione di turisti curiosi ed attenti.
Eppure, la musica da banda si presenta come mezzo di aggregazione e fruibilità della musica “colta” più diretto e vivace fra tutti i fenomeni di diffusione della musica, sin da quando ancora nelle case non esistevano radio o televisioni.
La Cassa Armonica è il palco per eccellenza nel quale si esibiscono le bande Pugliesi. Particolare struttura circolare che permette allo spettatore di ascoltare il suono perfettamente da qualsiasi punto ci si trovi, permettendo un’amplificazione acustica unica.

IN VIAGGIO VERSO IL MONDO DIETRO IL SOLE
Piazza del Popolo, martedì 03 agosto, ore 21,30
GirodiBanda
"I Balcani, il Salento, il Gargano, le marce e i giri della Banda di Cesare Dell'Anna"

IN VIAGGIO VERSO IL MONDO DIETRO IL SOLE
per cui né alba né tramonto possono più indicare non solo la meta, ma neppure la direzione
Il primo grande festival dedicato al recupero e alla valorizzazione della musica popolare pugliese, di maggior qualità e tra i più apprezzati a livello nazionale, quest’anno vi propone un Viaggio, una sorta di Odissea dove non c’è un'Itaca che fa di ogni luogo una semplice tappa sulla via del ritorno, ma un Odissea come ripresa del viaggio, come tappa del successivo andare.

Carpino Folk Festival, è oramai un vero e proprio punto di riferimento nel mondo della musica popolare e dei festival musicali. Allo stesso tempo è unanimemente riconosciuto come il primo grande festival dedicato al recupero e alla valorizzazione della musica popolare pugliese di maggior qualità, e tra i più apprezzati a livello nazionale.
Dalla prima edizione nel 1996 molto è cambiato, ma non lo spirito e l’identità che, insieme alla qualità delle proposte artistiche, ne hanno fatto la fortuna.
A confermare questa attitudine sono i nomi in cartellone per l’edizione che si svolgerà a Carpino dal 3 al 10 agosto: grandi protagonisti della scena della World Music come Youssou N’Dour e Al Di Meola e nomi che non hanno bisogno di presentazioni e che sono in grado di soddisfare i gusti musicali di qualsiasi appassionato: GirodiBanda, BandAdriatica, Cantatrici di Ischitella, Le voci dell’Arciconfraternita del S.S. Sacramento di Vico del Gargano, Alexina (Lesina), Cantori di Carpino (Carpino), Progetto Cala la Sera (San Giovanni Rotondo), Tarantula Garganica (Monte Sant’Angelo), E ZèZi Gruppo operaio, Mimmo Epifani, Alessandro Mannarino, Canzoniere Grecanico Salentino

Silvia Godelli
Assessore alla Cultura, al Turismo e al Mediterraneo della Regione Puglia
Il valore della terra, le storie antiche degli uomini e delle donne, le cantate solitarie e quelle collettive volte a rappresentare i temi universali della condizione umana. Questi i filoni portanti delle musiche popolari della Puglia, questo il senso del Carpino Folk Festival, il festival del Gargano.
Un luogo di carnale coinvolgimento, ma anche di sognante simbolicità: questa piccola penisola protrusa nell’Adriatico, frastagliata da una scogliera di fascino, ricoperta di boschi e zone umide, punteggiata da borghi antichissimi di civiltà contadina, nelle sere d’estate che dalla calura cedono alle brezze del mare si anima delle voci pregnanti e delle martellanti sonorità del festival.
Voci celebri e anziani cantori locali si alternano sugli strumenti della tradizione a evocare le storie e i desideri, la gioia e il dolore di un popolo della terra che riassume in sé alcuni tra i più importanti significati della Puglia, in dialogo con altre terre e altre musiche della nostra regione, ma poi guardando oltre di sé, alla musica world, ai tanti altri messaggi musicali dei popoli del mondo.
Tanti auguri al Carpino Folk Festival, al Gargano, ai musicisti emozionanti e commoventi che reinterpretano la nostra storia e guardano dal passato verso il futuro.
Tanti auguri a queste antiche e civilissime popolazioni, testimoni di Puglia e delle sue radici più profonde.

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Riccardo Noury
Portavoce di Amnesty International per l’Italia
Sono estremamente felice di iniziare, quest’anno, la collaborazione col Carpino Folk Festival. Felice perché è un’iniziativa di qualità e di valorizzazione della tradizione musicale di una terra straordinaria (così come sono straordinari gli attivisti e le attiviste di Amnesty International della Puglia!).

Il tema dell’edizione 2010 ha molto a che fare con l’azione che, ormai da 50 anni, svolge Amnesty International. Il "Viaggio verso il mondo dietro il sole" è, per noi, anche la scoperta e la denuncia di ciò che non si vede, non si racconta. Una zona oscura, certo, nella quale imperversano impuniti e indisturbati i governi che torturano, che arrestano, che uccidono chi compie un’azione oggi sempre più pericolosa: dissentire, mostrare la diversità delle idee, dell’origine, della fede, dell’identità e dell’orientamento sessuale.

Ma “dietro il sole” c’è anche tanto coraggio. Il coraggio delle persone che ovunque nel mondo sfidano la repressione, le intimidazioni, le telefonate anonime, le minacce esplicite di morte per denunciare le violazioni dei diritti umani. Il coraggio di chi difende la sua dignità come il vestito che mai potrà essere strappato. Il coraggio di chi sfida un aguzzino guardandolo dritto negli occhi. Sono quelle persone che consentono ad Amnesty International, alle sue attiviste e ai suoi attivisti, di portare avanti le sue campagne.

Sono certo che il Carpino Folk Festival ribadirà quello che la storia di Amnesty International ci ha raccontato sin qua: che la musica è un mezzo straordinario per parlare di libertà, giustizia e diritti umani.

Testi e materiali per la comunicazione
Antonio Basile, Domenico Sergio Antonacci, Sarà di Bari
Alessandro Sinigagliese

Ufficio Stampa Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88
71010 Carpino (FG)

Sagra della Carne e del Caciocavallo Podolico

Carpino/Il marketing territoriale parte dall’olio

Il Comune di Carpino, insieme alla Provincia di Foggia e all’Ente Parco Nazionale del Gargano, con la collaborazione dell’agenzia Red Hot, lancia la prima edizione di un’importante iniziativa di promozione territoriale. Dal 29 luglio al 26 agosto, presso lo stesso Comune, avrà luogo il Mercatino dell’Olio di Carpino. Un carnet di appuntamenti che vedrà protagonista assoluto l’olio, eccellenza tra le produzioni carpinesi.

Il territorio, già conosciuto per la produzione della fava di Carpino, che gode del presidio Slow Food, e del Festival di musica popolare, il Carpino Folk Festival, completa così la propria offerta turistica. L’Olio di Carpino diventa dunque il terzo elemento di una triade di eccellenze, che fanno della città garganica un polo di attrazione gastronomica  e culturale.

Qualità della vita, sviluppo sostenibile, dieta mediterranea, humus, bon vivre: sono gli assi attorno ai quali gravita la strategia di valorizzazione di questo territorio.
La capacità di coniugare tradizione e innovazione trova espressione all’interno di un’operazione di marketing territoriale, che muove verso la crescita e la valorizzazione del territorio.
Il mercatino sarà dunque l’occasione, non solo per acquistare il pregiato olio di Carpino presso gli stand presenti, ma anche per incontrare operatori ed esperti assaggiatori, che condurranno i curiosi in un percorso di conoscenza delle caratteristiche che rendono unico questo prodotto garganico.
Un dialogo ricco di contenuti, dunque, tra la comunità carpinese, che sente forte il bisogno di raccontarsi in modo nuovo, e i tanti turisti che affollano il Gargano alla continua ricerca di emozioni, suggestioni e luoghi autentici.

Gli appuntamenti in programma avranno luogo a Carpino:
·    il 29 luglio, alle ore 20.00 presso piazza del Popolo,
·    il 5, 7, 10 agosto, alle ore 20.00 presso piazzetta Municipio,
·    il 12 agosto, alle ore 20.00 presso piazza del Popolo,
·    il 17 agosto, alle ore 20.00 presso piazza del Popolo,
·    il 19 agosto, alle ore 20.00 presso piazza del Popolo,
·    il 24 agosto, alle ore 20.00 presso piazza del Popolo,
·    il 26 agosto, alle ore 20.00 presso piazza del Popolo.

Per informazioni contattare i numeri:
0884 900711
338 9024989

I Cantori di Carpino e il progetto Cala la Sera saranno i protagonisti della seconda anteprima del Carpino Folk Festival

Il Gargano è una terra che ha una tradizione di pastori, contadini e pescatori. Oggi il Gargano è anche una meta di turismo grazie alle sue coste, allo splendido mare, all’entroterra boscoso e montuoso, all’artigianato locale e alla gastronomia tipica.
Un’attrazione sempre più forte in questa terra è esercita anche dal patrimonio culturale e musicale che oggi viene riscoperto e coltivato, dopo essere stato per decenni abbandonato a causa anche della migrazione degli anni ‘50 e ‘60 che ha svuotato queste terre di molta energia spostandola altrove.
Si è assistito e si assiste, quindi, ad una riscoperta della tarantella del Gargano.
Sono molti i gruppi di giovani musicisti e appassionati – coadiuvati in questo dalle amministrazioni pubbliche più lungimiranti che qualche volta danno un contributo a manifestazioni e festival – che riprendono in mano canti e testimonianze musicali del passato cercando di salvarle, diffonderle e rinnovarle.
Tra i più vecchi suonatori del Gargano c’è un gruppo che è ormai una leggenda: i Cantori di Carpino (“Tarantella del Gargano” è anche il titolo di un loro sonetto).
I Cantori di Carpino si sono ritrovati in un vortice di attenzione e notorietà da parte di appassionati ed anche studiosi di etnomusicologia (come Alan Lomax e Diego Carpitella che già negli anni cinquanta avevano effettuato approfondite indagini all’interno di un progetto di ricerca con cui hanno raccolto molti documenti sulla musica etnica italiana).
Uno degli aspetti che contraddistingue la Tarantella del Gargano, anche se si dovrebbe parlare di tarantelle del Gargano perché ci sono tra i paesi e territori del Gargano diverse tradizioni musicali che si richiamano alla tarantella, è la presenza forte della “chitarra battente” che ritma i canti, le serenate e le ninne nanne.
Gli antichi rituali delle tarantelle e della cultura popolare sono resi attuali nei ritmi vigorosi di chitarra e tamburi che si possono ascoltare sempre più spesso per le piazze di Carpino e dei paesi del Gargano.

Tra i progetti musicali più attenti alla tradizione vi è quello denominato: Progetto ‘Cala la Sera’. Non si tratta di un “gruppo” musicale, ma è l'espressione di un vero e proprio progetto di riscoperta delle tradizioni di trasmissione orale di San Giovanni Rotondo. Parliamo espressamente non solo di canti, suoni e balli ma la ricerca sconfina in tutta la tradizione che è trasmissione di esperienza e di conoscenza. Il progetto prende il nome da un evento estivo che dall’estate del 2004 coinvolge gli anziani di San Giovanni Rotondo, detentori della cultura del posto che con le loro caratteristiche voci, si esibiscono per le vie del paese con un repertorio di canti tramandati da generazioni. I canti (li strapulette) sono stati attinti solo ed esclusivamente dalle fonti trovate a San Giovanni Rotondo e rievocano tutti i sonetti, sotto forma di tarantelle e di canti alla stesa, che si eseguivano durante la “serenata” e durante le feste. Questi vengono accompagnati con strumenti tradizionali e dunque non subiscono contaminazioni di nessun genere, vengono suonati e cantati così come ci sono stati trasmessi. Tutti i brani vengono suonati con strumenti tradizionali del Gargano con l'aggiunta dell’organetto (“l’armonneca”) a due e otto bassi portato sul Gargano dai pastori della transumanza. La tarantella di San Giovanni con organetto è il risultato di una inevitabile unione tra i repertori abruzzesi e le tarantelle garganiche che si sono fuse nella (cosiddetta) tarantella “sangiuvannara”.

I Cantori di Carpino e il progetto Cala la Sera saranno i protagonisti della seconda anteprima del Carpino Folk Festival in quel di San Marco in Lamis.

La rassegna (un festival per il territorio) continua il 31 luglio con gli Alexina e il 1 agosto con Teo Ciavarella e la Musica dei 2 Mondi.

Direzione progetto le tarantelle del Gargano a San Marco in Lamis – Ciro Pignatelli

 

Il Carpino Folk Festival è cofinanziato dall'UE-PO PUGLIA FESR 2007-2013 ASSE IV AZIONE 4.3.2

Un festival speciale, in una location speciale, in una terra speciale.

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