Venerdì 29 ottobre 2010 alle ore 12.00 presso la Sala Giunta di Palazzo Dogana, in via XX Settembre a Foggia, Conferenza Stampa di presentazione della “Borsa Internazionale del Turismo Religioso e dei Cammini dello Spirito“ (BITREL).
L’appuntamento con BITREL –che si svolgerà dal 26 al 28 novembre 2010 – prevede una serie di eventi e spazi “di incontro e confronto”, ospitati in tre sedi prestigiose: Palazzo Dogana a Foggia, Convento dei Frati Minori Cappuccini e Chiostro comunale di San Giovanni Rotondo e Castello di Monte Sant’Angelo.
La Borsa Internazionale del Turismo Religioso e dei Cammini dello Spirito è una manifestazione organizzata dalla Regione Puglia, di concerto con la Provincia e la Camera di Commercio di Foggia, il Parco Nazionale del Gargano, Promodaunia, Settimana Santa in Puglia ed i Comuni di Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo , ente capofila cui è delegata l’organizzazione generale.
Alla Conferenza Stampa saranno presenti:
– Silvia Godelli, assessore regionale al Turismo
– Maria Elvira Consiglio, vicepresidente Provincia di Foggia
– Eliseo Zanasi, presidente Camera di Commercio di Foggia
– Stefano Pecorella, commissario del Parco Nazionale del Gargano
– Gianni Mongelli, sindaco di Foggia
– Andrea Ciliberti, sindaco di Monte Sant’Angelo
– Gennaro Giuliani, sindaco di San Giovanni Rotondo
– Gaetano Armenio, responsabile “Settimana Santa in Puglia”
Il programma della Borsa Internazionale del Turismo Religioso e dei Cammini dello Spirito sarà illustrato da Federico Massimo Ceschin, responsabile dello staff del sindaco di San Giovanni Rotondo e redattore del progetto.
Scarica il Programma Provvisorio della BITREL 2010, l'edizione di matrice territoriale.
La figlia del dottore arriva dal Gargano e precisamente da Monte Sant'Angelo, paese d'origine del cantante e produttore del progetto, Matteo Rignanese, già membro del gruppo di musica popolare "E’llariulà" (e le sue origini non le ha tradite dato che in "che sarà" c’è un acceno di un brano popolare di Monte S.Angelo, “Mont è lu paes mije”..c'è da considerare che la canzone inizia con il verso “paese mio che stai sulla collina”).
La storia delle cover è molto variegata e complessa tanto da meritare un ampio discorso che non si può affrontare in questa sede. Tuttavia bisogna dare un contesto a questo progetto, questa “cover band” inconsueta, collocandola all’interno dell’ ampio panorama di gruppi musicali che hanno reinterpretato lavori altrui. La pratica del coprire i brani musicali è nata negli anni ’50 in America laddove durante la piena esplosione del rock’n’roll, che era una musica nata e praticata prettamente da cantanti afroamericani, bisognava fornire delle versioni di queste canzoni più orecchiabili e fruibili dalla massa popolare e per questo venivano riadattate da artisti bianchi. Queste versioni “ripulite” finivano con l’avere più successo e quindi col coprire le versioni originali dei brani che rimanevano pressocché sconosciute. Qualche decennio dopo in Italia, per non essere da meno, dei gruppi famosi andavano a pescare dal repertorio americano e inglese traducendo, riadattando e cantando dei brani, senza dichiararne la provenienza; quindi, ancora una volta coprendoli.
Tuttavia la reinterpretazione di un’opera altrui non sempre ha lo scopo di soverchiarla e oscurarla, anzi, la maggior parte delle volte ha il proponimento molto più nobile di omaggiarla, di rendere un tributo al suo autore.
E proprio in quest’ottica e con quest’etica che il gruppo “La figlia del dottore” muove i primi passi nel panorama musicale italiano. Ma lo fa con una manifestazione d’intenti alquanto singolare. Consapevole della poco pulita operazione dei gruppi musicali italiani degli anni ‘60 e ’70 (e non solo) che hanno snaturato, talvolta anche con successo, canzoni pensate e suonate in inglese, “La figlia del dottore” ha voluto ribaltare e riscattare la situazione calando per tutta risposta una serie di famosissimi classici italiani di quel periodo in un ambito musicale totalmente straniante, quello del rock contemporaneo (anche pesante) di matrice anglosassone. Moltissimi classici italiani sono stati e sono tuttora cantati in altre lingue, suonati in altri modi, velocizzati, anche rifatti con un appeal più rock, ma nessuno prima d’ora ne aveva mai tentato una sistematica riproposizione con contaminazioni hard rock, metal, stoner e quant’altro fa parte della cosiddetta cultura musicale alternativa giovanile. Nessuno prima d’ora e soprattutto nello stesso album aveva messo il riff di “Orgasmatron” dei Motorhead all’inizio del “Cuore matto” di Little Tony, suonato “Storia d’amore” di Celentano alla maniera dei Voivod e nessuno ha mai lontanamente immaginato che si potessero coniugare Ozzy Osbourne (e i Black Sabbath) e Caterina Caselli.
Questo giusto per citare gli esperimenti più azzardati, ma in generale tutto il progetto cerca il giusto compromesso ed equilibrio tra generi così diversi, che appartengono a generazioni e culture così lontane. E’ come se un adolescente “alternativo” dei nostri giorni volesse trovare il punto d’unione con i gusti musicali dei suoi genitori e per farlo abbia inventato queste cover così originali, di modo che i suoi possano scoprire e apprezzare la sua musica mentre lui riscopre e ama le loro canzoni preferite.
Al di là di un appariscente desiderio di stupire, disorientare, sperimentare, e addirittura perturbare, “Lei mi amava, mi odiava” manifesta nel suo equilibrismo tra gli opposti un grande e rispettoso amore per questi due mondi e di riflesso per tutti i generi musicali perché la musica vera non conosce né vuole alcuna classificazione.
Il disco ancora non è stato pubblicato ma potete ascoltare delle anteprime qui (gruppo ufficiale Facebook) e qui (Myspace ufficiale)
Per chi volesse saperne di più
Guerrica
LAVORI DI “MITIGAZIONE STATO DI RISCHIO IDROGEOLOGICO IN LOCALITA’ PASTROMELE- ABITATO DI CARPINO
Importo a base di gara euro 993.422,24 (escluso oneri sicurezza)
Per l’aggiudicazione dei lavori si è adottato il seguente sistema: criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa determinato secondo i criteri di valutazione sotto specificati e la relativa ponderazione attribuita a ciascuno di essi[1]:
20: A – OFFERTA ECONOMICA
45: B – PROPOSTE MIGLIORATIVE RISPETTO AL PROGETTO ESECUTIVO
25: C – MISURE PER LA RIDUZIONE DELL’ IMPATTO DEI LAVORI
10: D – TEMPO DI ESECUZIONE DEI LAVORI
E' morto ieri sera, nella sua casa di Cutrofiano (Le), all'eta' di 82 anni, Uccio Aloisi, il piu' anziano cantore della "Taranta" salentina. Figura etremamente carismatica della tradizione popolare, Aloisi, aveva fatto la sua ultima apparizione pubblica l'estate scorsa alla "Notte della Taranta" di Melpignano. Da tempo soffriva di una malattia che lo aveva progessivamente debilitato, tanto che le sue apparizioni pubbliche si erano diradate. La popolarita' che aveva raggiunto nell'ultimo decennio non ne aveva intaccato i modi semplici e le abitudini quotidiane. Uccio Aloisi e' rimasto profondamente legato alla cultura contadina da cui attingeva i contenuti del suo vasto repertorio
Quannu si natu signuria?
Uccio: Uno del dieci millenovecentoventotto, è tanto facile, a quintru sta casa proprio, quista tene settantacinque anni, sta casa.
E ci hai fattu…
Uccio: Alla mia vita? Lu fessa!! A mie me dici ci hai fattu? Tutte l'aggiu fatte! Che cazzu ghede ca non aggiu fattu in vita mia. Alli puzzi, alle tajate, alle fogge de l'argilla, alle fondazioni, iu l'aggiu chine, iu tabaccu, iu… vignetu, iu cu bau… alli disoccupati, iu aggiu coddu letame de menzu la strada… Ma l'aggiu fatte tutte ma sempre de la fame aggiu mortu, sia pensi ca ede ca aggiu risoltu nienzi, no, sempre de la fame aggiu mortu.
Ciao Uccio
per te vale la massima di Andrea Sacco "…chi suona e canta non muore mai".
Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Il cadavere di un uomo di 40 anni originario di Carpino, è stato trovato all’alba di questa mattina nella stazione ferroviaria di San Severo, vicino la scalinata tra il quarto e il quinto binario. A scoprire il corpo gli agenti della Polfer della stazione ferroviaria del centro dell’alto Tavoliere. Secondo le prime indagini della polizia ferroviaria l’uomo potrebbe essere morto per cause naturali.
Questo era il titolo della Gazzetta del Mezzogiorno a seguito della riunione straordinaria e monotematica della giunta regionale pugliese che si era tenuta nel Castello di Monte Sant’Angelo il 03 Novembre 2004.
A distanza di quasi 6 anni sarebbe l'ora di tracciare i bilanci di quel provvedimento che fin da subito appariva come utile a consacrare definitivamente il Gargano sul versante turistico.
Ma pare che ciò non sia possibile per i comuni mortali.
Pare che nessuno sappia nulla. Neanche l'allora Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Avv. Giandiego Gatta.
Ho personalmente contattato il Parco, il 24 agosto e poi con lettera indirizzata al Commissario e al Direttore lo scorso 2 ottobre.
Dopo la mia prima richiesta di documentazione, resa successivamente pubblica su facebook, il commissario del parco mi contatta privatamente per darmi il suo numero personale di cellulare di modo da consentirgli di esprimere le posizioni dell'Ente.
(Qui il testo completo: http://www.facebook.com/note.php?note_id=432515118735)
Gli faccio allora presente con pubblicazione del 17 settembre che non c'è bisogno di conoscerci personalmente per chiederle una documentazione che deve essere pubblica.Se il portale internet riportasse tutte le delibere e gli atti posti in essere dal Parco non sarebbe stato necessario chiederle niente. Ma cosi non è.Quindi gli rinnovo la richiesta di rendere pubblica la documentazione in merito al PIS n. 15 “Turismo, cultura e ambiente nel Gargano.
(Sempre qui il testo della mia richiesta: http://www.facebook.com/note.php?note_id=432515118735).
Il Commissario del Parco anziché rendere pubblici gli atti, il primo di ottobre pubblica sul portale dell'Ente la seguente informativa:In merito alle sollecitazioni da più parti pervenute in merito all’utilizzo dei fondi del Progetto PIS GARGANO, si precisa quanto segue: a) prima di tutto si corregge che i 78 milioni di euro ai quali si fa riferimento, non sono stati gestiti tutti dall’Ente Parco. Infatti della suddetta cifra l’Ente Parco ha realizzato interventi per 11.800 mila euro in tutto. Per ogni ulteriore chiarimento sull’utilizzo dei suddetti fondi, l’Ente Parco annuncia di essere a completa disposizione di chiunque volesse, attraverso le norme di legge vigenti, richiedere atti amministrativi. A tal proposito, ogni istanza ricevuta verrà evasa nel più breve tempo possibile.
In ultimo alla (presunta) mancata pubblicità degli atti deliberativi dell’Ente Parco, si ribadisce che a norma di legge, l’Ente Parco affigge tutti i suoi atti all’albo pretorio dello stesso Parco, sito in via Sant’Antonio Abate civico 121 a Monte Sant’Angelo, dove chiunque può prenderne visione.
Con il richiamo alla forma, non posso far altro che riscrivere formalmente la mia richiestaLo faccio il 2 di ottobre.
(Qui il testo della nuova richiesta: http://www.facebook.com/note.php?note_id=442198708735).
Ma nonostante le rassicurazioni del Commissario, sabato prossimo trascorrerà la terza settimana dalla mia istanza senza che sia stata evasa.
Devo però aggiungere per dovere di correttezza che il tempo non è passato invano.
L'Avv. Stefano Pecorella, anche assessore provinciale alle Risorse Ambientali, nei giorni scorsi promuove nel modo seguente la messa online del portale: www.ambiente.provincia.foggia.it"
Si tratta di un'azione tesa ad avvicinare le istituzioni alla comunità – commenta l'assessore provinciale alle Risorse Ambientali, Stefano Pecorella – offrendo la possibilità di conosce la nostra attività, le nostre iniziative, di interagire con noi in modo più snello, rapido ed efficace".
"La vera novità del sito – spiega – è infatti quella della presenza e del costante aggiornamento di tutti gli atti amministrativi ambientali prodotti dall'Amministrazione provinciale".
Poiché condivido in pieno, glielo faccio sapere, augurandomi che sia ormai prossimo lo stesso obiettivo per il Parco Nazionale del Gargano a partire dalla pubblicazione degli atti del PIS GARGANO.
La mia insistenza, però, incomincia a circolare e mi informano che nel corso degli incontri della settimana scorsa più volte il Commissario ha manifestato la propria volontà di dare maggiore trasparenza agli atti amministrativi dell'Ente come richiesto da più parti ed ha aggiunto: "Abbiamo avviato le procedure per ripulire il bilancio dell’Ente da impegni assunti e mai realizzati; da spese mai realizzate per progetti oramai inutili".
Nei giorni scorsi anche altri si stanno chiedendo "chi li ha visti" i 78 milioni e 76 mila euro?A Sara Trotta, amica su facebook, Giandiego Gatta risponde che non dispone "di un archivio personale degli atti del Parco da cui manco da tanti mesi (ma sono solo 6 mesi!)…" e che per ottenere "tutte le risposte può rivolgersi agli uffici dell'Ente in Via S. Antonio Abate 121").
A questo punto però gli atteggiamenti prudenziali e protettivi incominciano a farmi sorgere strani dubbi: non l'avrò spesi mica io a mia insaputa 78 milioni e 76mila euro?
Ed incomincio a porgermi altre domande:
– Perché Pecorella parla di interventi per soli “11.800 mila euro” dal momento che la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 novembre 2004, n. 1623 ha stanziato 78 milioni di euro?
– Perché Pecorella tramite comunicato stampa ci fa sapere che ha ripulito "il bilancio dell’Ente da impegni assunti e mai realizzati; da spese mai realizzate per progetti oramai inutili"?
Vuoi vedere che pur avendo a disposizione le risorse per consacrare definitivamente il Gargano sul versante turistico, in poco più di 6 anni abbiamo consentito agli altri territorio di diventare più competitivi e attrattivi del nostro?
Ma se cosi è perché tutta la Comunità (dei Sindaci) del Parco non ci aiuta a conoscere come stanno le cose?
Il Presidente della Comunità (dei Sindaci) del Parco, Carmine D'anelli, nei giorni scorsi ha avuto modo di dire basta una volta per tutte a questa storia dei “mafiosi in doppiopetto” ed ha continuato sostenendo a ragion veduta che il Parco è l’unico soggetto che può amalgamare territori diversi e che non possiamo più permetterci di sbagliare.
Sottoscrivo in pieno le sue affermazioni, ma allora voglio cogliere questa occasione per chiedergli (perché sono certo che mi risponderà), come facciamo a capire se "siamo dentro o fuori da queste logiche" e quindi fuori da questa Comunità se non conosciamo il Piano Pluriennale Economico Sociale del Parco?
Come facciamo a sapere se siamo "dentro o fuori da questa Comunità" se non viene reso pubblico in modo accessibile a tutti il Piano del Parco a cui ogni cittadino garganico può (e dovrebbe sentire il bisogno di) presentare le proprie osservazioni prima della definitiva approvazione da parte della Regione Puglia?
Come facciamo a toglierci questa etichetta dei “mafiosi in doppiopetto” se viene negato ad un cittadino di prendere visione dei documenti e dei risultati raggiunti con 78 milioni e 76mila euro?
Concludo ancora coll'Avv. Stefano Pecorella, che ormai tutti danno come il più papabile a divenire nei prossimi giorni il nuovo Presidente dell'Ente: avvocato ha pienamente ragione, "la conoscenza e la condivisione degli strumenti di pianificazione e regolamentazione del Parco rappresentano l’unica possibilità per vincere le sfide del futuro". Ma proprio per questo e per aprire seriamente un nuovo corso del Parco del Gargano pubblichi online questi strumenti. Ci dimostri che è reale il suo auspicio "che si comincino a chiarire le responsabilità della gestione del territorio" pubblicando il Rendiconto Finale e di tutti gli atti amministrativi utili a mostrare analiticamente e nel merito le attività realizzate e i risultati raggiunti col PIS n. 15 “Territorio – Cultura e Ambiente del Gargano” P.O.R. Puglia 2000/2006. Infine faccia sua la richiesta di un cittadino, a cui le posizioni politiche locali appassionano il giusto, di garantire l'accessibilità, l'integrità e la facilità di lettura di tutti gli atti amministrativi dell'Ente e raggiungere con capillarità la cittadinanza istituendo l'albo pretorio online.
Antonio Basile
Se pensi che la politica debba fornire delle risposte per il suo agire, prendersi gli onori e assumersi le responsabilita devi solo condividere questo articolo sulla tua bacheca, niente altro.
Il Gargano non ha perso solo un occasione.
Da martedì 19 ottobre e fino al 24, partirà un educational in Puglia rivolto ad un gruppo di giornalisti e tour operator indiani accompagnati dal responsabile ENIT di Mumbai.FOTO DI LEONARDO LUIGI RUSSI: ALBUM COMPLETO (su facebook)


Se volete vedere com'è oggi la piccola Chiesa rurale cliccate qui
Il Comune intende cedere in proprietà i suoli A3 – A4 – A5 – A6 – A7 – A8 – D2 – D3 – D6 – D7 – D8 – D9 – D10 – G1 – G2 – G3 nell’ambito della zona P.I.P. per la costruzione di nuovi impianti produttivi o per l’ampliamento e/o trasferimento di impianti produttivi già esistenti.
Possono presentare domanda le imprese, i consorzi di imprese e le società consortili, anche in forma cooperativa.
La domanda in bollo, redatta secondo lo schema allegato al presente bando sub “A” deve pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 09 novembre 2010 al protocollo del Comune o spedita a mezzo raccomandata A.R. (fa fede il timbro dell’Ufficio Postale).
Il piano particolareggiato delle aree per insediamenti produttivi, la suddivisione dei lotti da assegnare con tabella dei dati metrici ed economici sono indicati nell’allegato al presente bando sub. “B”.
BANDO PER L’ASSEGNAZIONE IN PROPRIETA’ DI AREE NELL’AMBITO DEL PIANO PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI ( P.I.P.)
ALLEGATO A SCHEMA DI DOMANDA
ALLEGATO B TABELLA DATI METRICI ED ECONOMICI
ALLEGATO B STRALCIO
«MusicArte», la nuova associazione musicale nata a Carpino, grazie all'iniziativa di giovani musicisti del luogo al fine di incrementare e diffondere lo studio e la conoscenza si proprone di organizzare e gestire i corsi attualmente attivati presso la Scuola di Musica.

ROMA – La cultura è lontana dal cuore dell'impero. Perché "non si mangia", dice il ministro dell'Economia Tremonti, chiudendo il rubinetto. In periferia, invece, c'è chi sulla cultura scommette per creare veri, concreti posti di lavoro. Accade a Sud, nella Puglia del governatore Nichi Vendola, che racconta una scommessa tutta nuova. Si chiama Puglia Sounds e su di essa la Regione ha puntato le risorse finanziarie del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale con l'obiettivo di realizzare un virtuoso indotto.
Al centro del progetto la musica, che tanta parte ha in quel "rinascimento culturale" di cui i pugliesi parlano con fierezza. Di certo non un mero slogan, se la rivista XL col numero di novembre andrà in edicola con una compilation interamente dedicata alle band della nuova scena pugliese. Puglia Sounds ambisce ad andare oltre, sviluppando più identità in un unico scenario. Vuole essere polo d'attrazione per l'allestimento e la realizzazione di grandi produzioni musicali. La prima, un concerto-tributo per Nick Drake orchestrato da Joe Boyd, ha debuttato al Teatro Kursaal di Bari, ribattezzato per la sua nuova missione "Casa delle Musiche", il 9 e 10 ottobre. Prossimo appuntamento venerdi 15 ottobre con l'anteprima nazionale di Girano le pale, il nuovo album dei Folkabbestia. E qui si lavorerà ai nuovi spettacoli di Vasco Rossi e Gianna Nannini, attesi per la prossima primavera.
Puglia Sounds si pone anche l'obiettivo di internazionalizzare gli artisti pugliesi sostenendo le loro sortite all'estero. In questi giorni gli Après La Classe sono al Hitweek Festival di New York, i Nidi D'Arac suoneranno nell'ambito del Womex di Copenhagen a fine mese, mentre i Sud Sound System sbarcheranno in Australia a dicembre. Ma la parte più ambiziosa del progetto è dedicata a chi, in musica, spera in un futuro ad oggi tutto da inventare. I cosiddetti emergenti, che in tantissimi si sono già registrati sul sito di Puglia Sounds (www.pugliasounds.it).
Governatore Vendola, perché ha immaginato un indotto musicale in Puglia?
"Intanto un'idea generale: quando il cielo è offuscato dalle nubi oscure della crisi e della recessione, è il momento in cui bisogna investire in cultura, antidoto alla crisi per ragioni di civiltà ma anche materiali. Abbiamo immaginato di poter costruire un sistema produttivo complesso, legato a più filoni culturali. Innanzitutto abbiamo investito nel cinema, mettendo in piedi l'Apulia Film Commission, oggi protagonista della vita cinematografica nazionale, organizzando un festival internazionale con la supervisione di un grande del settore come Felice Laudadio, un barese che torna così a lavorare in Puglia. Sono nati due 'cineporti', le officine di tutte le arti e i mestieri legati al cinema. Arrivano i transatlantici delle grandi produzioni a girare in Puglia e trovano un 'portò in cui ormeggiare. E in questo porto, sia a Bari che a Lecce, trovano già tutto ciò che occorre a un set cinematografico. Questo significa far crescere anche una buona occupazione di ragazzi e ragazze pugliesi che prima, per inseguire il sogno del cinema, dovevano emigrare".
Cosa è accaduto dopo l'investimento nel cinema?
"Abbiamo prodotto un'infrastruttura culturale che non ha precedenti nella regione. Per dire, stiamo completando un'operazione unica in Europa. La Puglia ha 258 comuni, in 169 abbiamo ristrutturato vecchi immobili, come mercati dell'ortofrutta, caserme, fabbriche, mattatoi, trasformandoli in 'laboratori urbani'. Luoghi dove organizzare un cineforum come montare una pellicola, ascoltare un concerto o avere sale per provare e per incidere musica. Attrezzati con computer per ogni tipo di disabilità. Nei laboratori urbani si prova anche a incubare lavoro nuovo legato ai filoni della creatività. In questi anni abbiamo fatto cose dalla forza evocativa straordinaria, come la ricostruzione del Petruzzelli, dopo una stagione infinita di immobilismo. Per noi era strategico ricostruire la 'cassa armonicà della dignità del territorio. Abbiamo fatto investimenti sistematici sui teatri di provincia, su 20 cinema di qualità, paragonabili alle vecchie sale d'essai. Messo in piedi questo circuito, abbiamo finanziato istituzioni e fondazioni culturali, e scommesso in modo importante su la Notte della Taranta, il Festival della Valle d'Itria o il Carpino Folk Festival. Abbiamo disseminato la Puglia non di eventi effimeri, ma di strutture produttive".
E si arriva a Puglia Sounds…
"Il vettore, in entrata e in uscita, per la circolazione culturale ed economica delle produzioni musicali. Un'etichetta che mette insieme i musicisti pugliesi, li aiuta a superare le difficoltà di ogni passaggio della vita artistica. Avere i luoghi in cui provare, gli spazi e le tecnologie per produrre musica, li aiuta a conoscerci e a scoprire il mondo, a internazionalizzarsi. Contemporaneamente, aiuta la Puglia a sprovincializzarsi dal punto di vista musicale, perché è un'etichetta che diventa polo d'attrazione per musica di qualità a livello mondiale. Si tratta di un altro segmento importante di quel distretto industriale della creatività a cui stiamo lavorando".
Tra le grandi produzioni che hanno scelto la Puglia e Puglia Sounds, si annunciano la prossima primavera i tour di Vasco Rossi e Gianna Nannini. Chi preferisce?
"Mi piacciono moltissimo entrambi, difficilmente si può fare una graduatoria. Due modalità di vocalizzare e di interpretare assolutamente differenti. Hanno in comune un tratto esplosivo di anarchia corporale e una musica libertaria. E' difficile, sono tutti e due adorabili. Ma posso dire chi è il mio preferito in generale…"
Prego Governatore…
"Sono assolutamente innamorato di Franco Battiato".
A chi affiderebbe la canzone simbolo di un nuovo corso per la sinistra?
"Sarebbe scorretto da parte mia reclutare a sua insaputa qualunque cantautore. Ci sono canzoni di diversi autori che hanno una forza di stimolo per la politica, sembrano afferrarla per il bavero, scuoterla e chiederle di essere meno autoreferenziale, di non essere così monotona ma di accogliere la polifonia della vita. Canzoni di Vecchioni, De Gregori, Dalla… fino alla canzone che io ho usato spesso nelle mie campagne elettorali: La cura di Battiato".
Torniamo a Puglia Sounds. A Sud il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo, il governo riduce i finanziamenti alla cultura. In questo contesto crede sia possibile convincere i ragazzi che un percorso professionale nella musica sia possibile, quando la musica è ignorata anche dalla scuola?
"Penso ai miei anni di liceo, quando studiavo da un'amica non solo perché era la mia compagna di studi ma anche perché aveva il giradischi. E io andavo a casa sua a scoprire le novità dei cantautori. Per me era la 'casa della musica', c'era lo stereo, un segno del lusso nella mia formazione. Oggi la musica è inglobata nell'ordinario della vita quotidiana. Il rischio è che ce ne sia non dico troppa, ma in una quantità talmente caotica da non produrre un'educazione musicale. E' necessario affrontare la musica in maniera non naif e non spettacolaristica, ma come uno dei grandi strumenti di civilizzazione di un territorio. Come possiamo capire il nostro Risorgimento se non usando il melodramma come una forma di rappresentazione di
quella temperie culturale e anche come un prezioso megafono del sentimentalismo patriottico di quella stagione dell'Ottocento? Non so se sarebbe immaginabile la rivolta nelle università senza Bob Dylan e i Beatles. E quanti amori sarebbero stati più scarni, poveri e sfortunati senza quei tre o quattro miliardi di canzoni d'amore. Tuttavia, penso che bisogna guardare alla musica anche come possibilità produttiva straordinaria. Oggi, poi, nell'incrocio tra intelligenza umana e artificiale si schiudono potenzialità inaudite per le produzioni musicali. Siamo dinanzi a un mondo che va affrontato in senso pieno, come un ciclo produttivo di ricchezza. Ricchezza di ogni genere, a tutto campo.
Puglia Sounds sostiene anche i concerti all'estero degli artisti pugliesi. Quale missione affida loro?
"Credo siano spontaneamente protagonisti di una relazione che deve essere sempre più cogente tra 'locus' e ' globus'. Ci sono quelli che si autoisolano nel 'locus', lo delimitano quasi fossimo all'età della pietra. Noi no, pensiamo che l'identità abbia bisogno di respirare, altrimenti muore di claustrofobia. Ha bisogno del vento cosmopolita. Quindi i nostri gruppi in giro per il mondo raccontano la Puglia, la sua musica e le straordinarie potenzialità di un meticciato, non solo musicale, che può salvare il mondo dalle sue psicosi e fobie".
Il progetto è sostenuto finanziariamente dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. I soldi messi a disposizione del Sud dall'Unione Europea spesso sono rimasti a Bruxelles, quando non sono serviti a erigere cattedrali nel deserto o sono stati oggetto di piani truffaldini…
"Noi stiamo interpretando in maniera attiva i compiti che erano stati assegnati dalla strategia di Lisbona in termini di implementazione dei fattori innovativi nella gestione dei nostri sistemi economici. E siamo anche in linea con la strategia di Europa 2020. Ci stiamo comportando da cittadini europei e da governanti europei".