Il netto successo sul Santucci Ischitella (3-0) nell’ultima giornata di campionato ha rilanciato i sogni del Don Bosco Carpino del presidente Michele Simone di poter disputare i playoff e sperare nel campionato regionale. Domenica prossima Giuseppe Di Mauro, Matteo Azzarone, Antonio Trombetta, Antonio Coccia e Mauro Trombetta potrebbero allungare ancora: contro 1’Alexina si va a caccia del risultato pieno. «Nonostante la loro classifica, si preannuncia una partita tirata – ammette il tecnico Simone -. Vedremo come finirà, ma siamo pronti». L’allenatore si aspetta una squadra volitiva, vincente. Un esame vero una partita che potrebbe dare precise indicazioni sulla reale forza-psicologica di questa squadra per il proseguo del campionato. Il risultato è importante, la tensione si avverte, ma è normale. Piero Calmieri, Simone Di Giacomo e Pasquale Toma dovranno dare il massimo. Saranno novanta minuti da vivere intensamente. «Una formazione molto organizzata – precisa Simone – con una classifica falsa: i lagunari meritavano di più da questo torneo.Comunque noi abbiamo voglia di vincere- continua -. Dobbiamo fare risultato, vivere la partita come una sorta di trampolino per il futuro». Impegnatissimo psicologicamente nella volata per i playoff, il Don Bosco Carpino, però, deve necessariamente trovare un successo importante. Il tecnico, d’altronde, è abilissimo nel costruire la rosa da mandare in campo per tempo, nonostante abbia ancora gli uomini contati. Michele Simone continua nell’anticipare i rivali con operazioni sorpresa. Ma stavolta la differenza di progettazione è notevole e da quella dipende l’intera stagione. A cominciare dai suoi giocatori leader: «Nonostante sappiano quanto sia difficile l’impegno, restiamo tranquilli – dice l’allenatore -, giochiamo la nostra gara cercando di imporre il nostro gioco».
Antonio Villani
La Classifica
Le antiche masserie mostrano un pezzo della nostra storia quando essa si ricongiunge alle tradizioni dei saperi e dei sapori della nostra terra, alla naturalità dei movimenti, degli affetti, della convivialità.
Il recupero di questa genuinità e l’invito a ridiffonderne l’importanza educativa, ma ancor prima sociale, sono favoriti da un significativo impegno delle istituzioni e degli operatori agricoli a sostenere lo sviluppo di forme di turismo socio didattico presso le antiche masserie delle nostre campagne.
La “didattica” nelle masserie responsabilizza la pratica agricola, assegnandole un ruolo pedagogico che valorizza e consolida la nuova era della multifunzionalità rurale:
ad esse il compito di “fare scuola” a piccoli e grandi attraverso la promozione dei valori legati all’ambiente, all’alimentazione sana e consapevole, all’agricoltura ed allo spazio rurale.
Il Convegno “Dall’azienda agricola alla masseria didattica: il progetto della CCIAA di Foggia e la legge n. 2/2008 della Regione Puglia”
In occasione del Salone delle Produzioni Agroalimentari e Ortofrutticole di Puglia, Euro&Med Food 2008, il giorno 27 marzo 2008, alle ore 15,30, si è tenuto, presso l’Ente Fiere di Foggia, il Convegno dal titolo in cui è stata illustrata la legge della Regione Puglia sulle modalità di riconoscimento delle masserie didattiche, ed è stato presentato il progetto della Camera di Commercio di Foggia sulla creazione di una rete di coordinamento e di assistenza delle masserie all’ottenimento del riconoscimento e alla realizzazione di programmi socio educativi. Oltre alla Presidente per l’imprenditoria femminile Lucia La Torre, ha partecipato anche l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Puglia, Elena Gentile.
Dopo aver ascoltato le esperienze di alcune imprenditrici locali, la Gentile si è soffermata sull’importanza di un gruppo che lavori affinché il mondo femminile dell’imprenditoria, si affermi in tutto il territorio, diventando riferimento per un nuovo sviluppo economico occupazionale e sociale.
Al termine del convegno sono state premiate le migliori imprenditrici dell’anno con il Premio “Esperidi di Capitanata”. Giunto alla sua seconda edizione il premio ha visto risultare vincitrici:
– per l’innovazione, Antonella Pasqualicchio dell’azienda Lucky Wind, operante nel settore delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile;
– per i nuovi prodotti, Rosita Basta dell’azienda “da cosa nasce cosa”, che si interessa di realizzare nuovi prodotti con il riciclo di materiale già lavorato;
– per l’impresa più longeva, Faustina Libera Munno dell’azienda agrituristica omonima, per la lavorazione di prodotti agricoli e successiva commercializzazione.
Il progetto della Camera di Commercio di Foggia
Ad oggi in Puglia esistono programmi sull’educazione alimentare di cui fanno parte integrante la degustazione dei prodotti locali e la conoscenza del territorio e che accennano proprio alla promozione di “percorsi di educazione alimentare…nelle aziende agricolo-alimentari aderenti ai programmi della Regione…”, inoltre, è stata approvata una legge specifica in materia che regola il riconoscimento, l’accreditamento e le attività del percorso didattico delle masserie didattiche (legge regionale 2/2008).
Il Progetto della Camera di Commercio trova il suo complemento operativo proprio nella recentissima legge sul riconoscimento delle Masserie didattiche. La procedura individuata dalla legge stabilisce criteri e caratteristiche che le aziende agricole devono possedere per richiedere il riconoscimento e lo svolgimento conseguente delle attività socio educative.
L’iniziativa progettuale della Camera di Commercio mira, in tal senso, alla creazione di una rete di gestione assistenza e coordinamento delle fattorie didattiche nella provincia di Foggia, intesa a promuovere e valorizzare la natura polifunzionale delle attività che può svolgere un imprenditore agricolo e a rafforzare il dialogo tra il cittadino consumatore e fruitore dei servizi e delle attività ricreative e le strutture agricole che tutelano l’agro – diversità e promuovono il turismo rurale.

Per i nostri naviganti, in anteprima come sempre, il Fuoriporta di marzo.
In primo piano l’allarme randagismo, il problema del prezzo dell’olio e la malasanità.
La politica con i suoi candidati alle provinciali. Un po’ di storia e di cultura con il centro storico di Vico. Buona lettura.
100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme come mai, invece, sul Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.di Sergio Blasi
da Paese Nuovo di sabato 22 marzo 2008
Ho letto con attenzione il lungo, lucido ed appassionato intervento di Mauro Marino sulla questione della Fondaziona La Notte della Taranta.
Raccolgo l’auspicio e l’invito ed ecco pronto il petto alla frecce.
L’ho sempre fatto in questi lunghi anni di attività politica ed amministrativa, provando sempre a metterci le idee senza esitazione e la faccia senza tentennamenti.
C’è un’idea della politica alla quale non so rinuciare ed è quel nobile e splendido insegnamento di Norberto Bobbio che pensava: "la democrazia (quindi il governo del popolo) è il governo della cosa pubblica in pubblico".
E allora il senso profondo che io attribuisco alla Notte della Taranta è l’idea di un Sud che sa partendo da sé dalle sue risorse pensarsi e pensare ad un progetto di sviluppo. La fondazione l’ho sempre pensata così, il luogo nel quale è possibile preservare un progetto culturale senza tinteggiarlo con con la vernice dell’appartenenza politica a questo o a quello schieramento.
La fondazione è l’unico possibile dentro il quale approfondire la conoscenza, investigare il passato, tradurlo con le parole e il linguagio di oggi, dove possono trovare soddisfazione e mettere a disposizione di tanti giovani curiosi ed appassionati studiosi, materiali, ricerche e mezzi per catalogare tutto il possibile per consentire finalmente di avere un luogo fisico, pareti tavoli, sedie, carta, penne, fotocopiatori, dove tutti questi materiali siano a disposizione di tutti.
La fondazione non potrà e non è mai stata pensata a tale scopo avere come suo unico campo d’azione, come sua unica ragione sociale, l’organizzazione del festival "La Notte della Taranta".
Anche perché non solo il festival c’è già, ma perché è molto più comodo molto più discrezionale per gli amministratori della Grecìa pensare di organizzare il festival nell’ambito dell’Unione Grika. La fondazione al contrario diretta da altri soci che si aggiungono alla Grecìa come la Provincia e la Regione (oggi sono governate dal centrosinistra e io spero che lo siano anche da qui a cent’anni).
Allora è chiaro che la fondazione è uno strumento culturale a tutto tondo capace di esprimere pensiero culturale e quindi politico sullo sviluppo e sul futuro di una terra come il Salento.
Ed è qui la riflessione sul Sud, su cosa siamo stati e su cose potremmo essere, tutto dipende dalle scelte che faremo come classe dirigente, è il nostro compito.
E allora a lungo siamo stati braccia, che lasciavano le nostre case per andare in America prima, nelle miniere poi e nelle fabriche del Nord.
Lavoravamo sin da bambini andavamo a raccogliere le olive e a infilare con gli aghi spadino le foglie di xanti yaca e sul lungomare tiravamo lunghe reti intrecciate da corde grosse come braccia. Non avevamo il petrolio ma un pezzo del Sud non se lo fece mancare. Navi grandi lo portavano a raffinare sulle nostre spiagge più belle e puzzava soprattutto quando spirava scirocco e la fiamma perpetua che smaltiva le scorie di quel raffinare è stato per lungo tempo il nostro cero acceso al dio progresso.
Non avevamo più eretto torri per avvistare i Saraceni ma ne avevamo altre di forma più stretta, più snella, più alte e in cima fumavano.
Abbiamo portato in giro per le piazze d’Italia reclamando attenzione sul quel nostro essere Sud: eravamo la questione meridionale. Le classi dirigenti locali, piagnone e pavide, pronte ad aggrpparsi all’elemosina di turno, furono pronte a ringraziare chi ci dispensò la Cassa del Mezzogiorno.
Ci diedero a mensa pasti buoni a saziarci per cinque minuti e subito dopo lasciarci nella fame della disoccupazione.
Furono i tempi delle fabbriche buone solo per il giorno dell’inaugurazione, magari con padroni venuti dal Nord che dopo aver intascato gli "aiuti" ci consegnavano l’abbandono. Poi furono i terremoti del Sud ad indicarci un modello di sviluppo, fiumi di denaro finiti in mille mani che nei ritagli di tempo si preoccupavano di ricostruire, e nella gran parte del tempo di costruire 1.000 "imprese", società per azioni e sopraffazioni.
Poi ci pensò l’Europa, aree sottosviluppate così a Bruxelles chiamano il nostro sottosviluppo e invece di portarci opportunità collettiva una classe dirigente ancora una volta miope e pasticciona ha sprecato in incomprensibili acronomi POP, POR PIS, ecc una chance per noi e per le generazioni che verranno.
Ecco allora il pensiero del ragno La Notte della Taranta come un grande atto politico che metta nelle condizioni una terra come il Salento di fronte ad un mondo che cambiava, e cambia velocemente, di ripartire da sé.
Dal proprio pensiero e dalla propria capacità di pensarsi e progettarsi. Questo è la Notte della Taranta.
E la fondazione dovrà essere la staizone di comando, affinché al tavolo dove si progetta e si programma lo sviluppo, al nostro arrivo, all’arrivo del Salento, non si trovino solo posti in piedi; e quello che ci rimane da prendere non sia altro che ciò che il Nord scarta. Non vogliamo essere una sfumatura del Nord.
Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
100.000 euro per la Notte della Taranta
di Giovanni Pellegrino
100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme a voi come mai invece sul Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.I soldi per la "Notte della Taranta" non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola. Ad assicurarlo è l’assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che spiega come l’Unione dei Comuni della Grecìa non rimarrà a secco per l’edizione 2008 del Festival nonostante il recente aut aut posto da Pellegrino. Una decisione, quella del Presidente della Provincia di Lecce, dal sapore fortemente politico; una sorta di attacco frontale nei confronti di Sergio Blasi. Tra qualche mese infatti (nel 2009), i due potrebbero trovarsi nel mezzo di un campagna elettorale interna al centrosinistra per decidere per decidere chi dovrà correre per la poltrona più alta di Palazzo dei Celestini. E poi c’è l’affare culturale, divenuto ormai vero e proprio terreno di scontro per la legittimazione del potere politico.
Dovesse andare male, i soldi, per la Notte della Taranta, non mancheranno. Parola di assessore regionale, parola di Silvia Godelli. Lei, delle beghe politiche tra Giovanni Pellegrino e Sergio Blasi, dice di saperne poco e niente. Non sa, e forse neanche le interessa sapere, che il Presidente della Provincia ha di recente annunciato di non essere disposto a finanziare l’evento se non a riparo di una fondazione. Il che, in termini strettamente economici, vuol dire che l’edizione 2008 del Festival dovrà fare a meno di qualcosa come 200.000 euro, visto che sembra del tutto improbabile si possa procedere a creare ex novo una Fondazione della Taranta (o qualcosa di simile) in tempi utili.
"Per quanto riguarda la Regione – spiega la Godelli – le cose funzionano diversamente. Io, in un certo senso, ho l’obbligo di finanziare la Notte della Taranta". Trattasi di obblighi di carattere normativo e nulla più. Esistono, infatti, appositi bandi regionali per l’area spettacoli con i quali si accordano finanziamenti a quei soggetti che rispondono a determinati requisiti. L’Unione dei Comuni rientra tra questi soggetti, cosicché "nel finanziamento all’evento in questione – continua l’assessore regionale – procedo per evidenza pubblica. Non faccio altro che seguire le procedure". Nulla è dato di sapere in merito all’entità della somma (che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 200.000 euro), l’istruttoria dei progetti presentati si è appena conclusa, e solo tra un mese si procederà alle delibere per il finanziamento. Quanto all’ipotesi Fondazione, la Godelli la considera "auspicabile" non tanto per questioni di natura finanziaria, quanto per il potenziamento qualitativo del Festival. A riguardo, però, un’altra perplessità: "Le confesso di non sapere come mai una Fondazione ancora non ci sia". E tanto basterebbe per capire che il terreno del dibattito tarantato tra Pellegrino e Blasi abita giustappunto tra Palazzo dei Celestini e Melpignano. Ma, soprattutto, appare del tutto evidente che il terreno di scontro tra i due non è la cultura in sé, ma una particolare categoria a essa strettamente correlata: quella che dal palco di Melpignano crea consenso e, di lì a poco, potere. A maggior ragione se tra qualche mese i due potrebbero trovarsi nel mezzo di una lotta interna per stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra nella corsa elettorale alla Provincia. Vista sotto quest’ottica la "Notte della Taranta" assume un’importanza che va al di là dei 200.000 euro, della Fondazione e di qualsiasi capriccio istituzional-formale. A meno che questi capricci non tornino utili per la definizione dei rapporti di forza all’interno dello scacchiere poliitco-territoriale dell’intera provincia. Se così fosse, il reale obiettivo dell’attuale presidente della Provincia – decisamente poco popolare – potrebbe essere quello di attirare a sé le simpatie bipartisan di tutti i sindaci "antiblasiani" sparsi qua e là per il Salento, usando come terreno di manovra proprio la "Notte della Taranta", vera e propria croce e delizia – forse più croce che delizia – dell’agenda politica provinciale.
Si potrebbe dire che la contesa politica, in realtà, è culturale; oppure che una certa cultura del potere trasforma la cultura in un imprescindibile presupposto per il potere. Come fosse una sorta di status che corona le teste di politici illuminati e che, proprio per questo motivo, non possono essere considerati come tutti gli altri. E poi, puerile ma vero, occuparsi di cultura vuol dire misurare gli umori di una larga fetta di elettorato e vuol dire, tra le altre cose, gestire somme di denaro di non poco conto.
Ci dovrà pur essere un motivo se le due grandi querce del panorama politico salentino – Adriana Poli e Giovanni Pellegrino – sono saldamente ancorati alla poltrona dell’assessorato alla Cultura. La Poli da ormai dieci anni gestisce l’affare, mentre Pellegrino, dopo l’abbandono di Sandra Antonica, ha impedito che il "giovane Blasi" ne prendesse il posto. E lo ha fatto come fosse un anziano educatore che sorprende il bambino troppo vivace con tutte e due le mani nella mamellata. In fondo si sa, la cultura è roba da grandi. Ai bambini spetta il gioco e quella beata innocenza che li esclude da ogni questione decisionale. I problemi cominciano a sorgere quando i bambini di una volta si fanno grandi e cominciano ad avanzare pretese nuove: il gioco diventa serio e i tempi belli della beata innocenza prendono la strada del ricordo.
Se a livello cittadino il pericolo di lesa maestà è ridotto al minimo – nessuno sembra avanzare pretese rispetto al "dominio" della Poli – a livello provinciale le cose stanno diversamente. La leadership culturale di Pellegrino sente sul collo il fiato di Blasi e, più in generale, di quella che lo stesso segretario provinciale del Pd ha definito "Generazione Taranta". Per informazioni vedere sulla cartina geografica i confini della Grecìa Salentina, concentrare l’attenzione su Melpignano e Martignano, e poi trarre l duvute considerazioni.
Basta poco per rendersi conto che il vento che soffia su Palazzo dei Celestini è grecanico. Pellegrino lo sa e cerca di arginare ogni spiffero proveniente da quelle terre. Ma il 2009 elettorale per ora è lontano – ci sono le politiche – e le occasioni per per mettere in chiaro strategie e rapporti di forza si moltiplicheranno strada facendo. Nel breve periodo resta da capire se la posizione (politica) di Pellegrino nei confronti dell’edizione 2009 della "Notte della Taranta" sarà, soìino alla fine, quella espressa nei giorni scorsi: ossia il non finanziamento in attesa di una Fondazione. Appurato che Regione e Ministero, con relativi finanziamenti, viaggiano su altri binari rispetto a quelli provinciali, non rimane che attendere la risposta (politica) di Blasi e "Generazione Taranta" tutta. Per il momento le grecaniche bocche sono cucite. Nessuno vuol parlare, men che mai Blasi. A lui, che è segretario provinciale del Pd, la campagna elettorale lo impedisce per ragioni di partito. Non a Pellegrino, però, che almeno per il momento gioca la sua partita da libero battitore.
100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e per cercare di capire insieme come mai, invece, sul Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Carpino – Condannato a un anno e tre mesi l’ex direttore della filiale di Carpino della Cassa rurale e artigianale di San Giovanni Rotondo, Giuseppe Fiorentino. Tutti assolti gli altri sei imputati, dei quali cinque dipendenti dello stesso istituto bancario.
La sentenza è stata emessa dal giudice della sezione distaccata di Rodi Garganico del tribunale di Lucera, Michele Nardelli, al termine dell’ultima seduta dibattimentale tenutasi l’altro giorno. Oltre alla condanna a un anno e tre mesi, a carico di Giuseppe Fiorentino anche il pagamento delle spese processuali. All’ex direttore sono state riconosciute le attenuanti generiche ritenute equivalenti alle aggravanti. In particolare, Fiorentino avrebbe falsificato la firma di Michele Sacco, apposta su una distinta di pagamento datata 26 novembre del 2003, e quella di Nicola Mitrione apposta su un assegno circolare del valore di diecimila euro, risalente al 3 dicembre del 2002. Da liquidarsi in separata sede il risarcimento del danno nei riguardi delle parti civili, nonchè al pagamento delle spese processuali in favore delle stesse parti civili, Giuseppe Luciani e Banca di Credito cooperativo di San Giovanni Rotondo, per importi complessivi, rispettivamente di 5400 euro e di 36 mila euro. Accolta anche un’altra richiesta della parte civile, quella del sequestro conservativo di alcuni conti correnti intestati a Giuseppe Fiorentino e ai suoi familiari. Il magistrato non ha tenuto in alcuna considerazione la dichiarazione spontanea dell’ex direttore della filiale di Carpino, rilasciata nel corso dell’udienza del 14 marzo, l’unica in cui è stato presente. Fiorentino aveva chiamato in causa l’ex presidente del consiglio di amministrazione della Cassa rurale, Giovanni Ercolino, affermando di essere stato costretto a compiere atti illegittimi per pressioni subìte dall’allora presidente del consiglio di amministrazione, aggiungendo che c’erano accordi di movimentare somme di denaro a suo beneficio per poi rimettere tutto a posto. Fiorentino aveva concluso la sua deposizione dichiarando di essere soltanto una vittima, non solo, ma di aver utilizzato fondi della sua famiglia per sistemare alcune situazioni. I fatti sarebbero accaduti tra il 2001 e 2003 e denunciati da alcuni correntisti. Gli imputati dovevano rispondere di concorso in più azioni di uno stesso disegno criminoso, consistenti nell’eseguire movimentazioni indebite di denaro, perchè effettuate in assenza di autorizzazioni dei clienti, inducendo in errore la direzione centrale dell’istituto bancario circa la legittimità delle operazioni, procuravano a sè e ad altri, un ingiusto profitto, con danno dell’istituto bancario. Per tutti, anche l’aggravante dell’abuso della relazione di prestazione d’opera. Michele Vivoli era accusato soltanto di aver aiutato Fiorentino ad assicurarsi il profitto in relazione ad un bonifico di 10mila euro mediante prelievo dal conto corrente di Nicola Mitrione. Solo in minima parte accolte dal giudice le richieste del pubblico ministero, che per l’ex direttore aveva chiesto un anno di reclusione e mille euro di multa; per i cassieri Vittorio Pazienza, nove mesi di reclusione e ottocento euro di multa; per Nicola Urbano e Angela Urbano, otto mesi di reclusione e settecento euro di multa; per Costanzo Ritrovato, sette mesi di reclusione e seicento euro di multa; per l’ex presidente del consiglio di amministrazione della Cassa rurale, Giovanni Ercolino, sette mesi e seicento euro di multa; per Michele Vivoli, unico non dipendente dell’istituto bancario, cinque mesi di reclusione. Giulio Donatacci, legale di Fiorentino, aveva ribadito la completa estraneità del suo cliente. Luigi Follieri e Nazario Florio sono difensori dell’ex presidente del Consiglio di amministrazione di Cassa rurale, Giovanni Ercolino. Gianluca Vincenzo Bocchino è il legale dei cassieri Vittorio Pazienza, Nicola Urbano, Angela Urbano, Costanzo Ritrovato. Infine, Giuseppe Simone è il legale di Michele Vivoli. Fonte GdM.
Michele Merla nasce a San Giovanni Rotondo, nel cuore del Gargano. Da ragazzo ebbe la fortuna di vivere in una famiglia ove le antiche storie e i canti popolari allietavano le lunghe e fredde serate d’inverno.
Il suo animo e la sua mente, ben presto, si "vestirono" dell’abito degli antichi padri e crearono canti che fanno parte, ormai, della storia folclorico-musicale della Terra Garganica e del Mezzogiorno d’Italia.
Molteplici i riconoscimenti: I Premio Festival-Folk Pugliese (1976); Tritone d’Oro Regione Sicilia (1981); encomi vari in manifestazioni e spettacoli in Puglia, in Italia e all’Estero.Ospite di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche.
La sua discografia : Luce di Pace – Folkanto – Non Solo Folk – Cummare Voria
Splinder (20/03/2008)
Tecchete à palme e facim pace
non è temp d stà lite
sonne e turche e fanne a pace
tecchete a palme e facime pace!”. Leggi ancora…
X SETTIMANA DELLA CULTURA: una festa per tutti
IL MUSEO FUORI DAL MUSEO
Anche quest’anno il Museo Civico di San Severo aderisce alla Settimana della Cultura organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e lo fa in un modo nuovo ed originale, uscendo dai luoghi del Museo, interessato da lavori di riallestimento, e aprendosi alla città nella sua interezza, per ammirare sotto una nuova luce le dimore storiche con i suoi stemmi gentilizi e le sue maschere apotropaiche, per ripercorrere, in un suggestivo viaggio a ritroso, la storia del prestigioso Teatro Comunale G. Verdi, nel settantenario della sua inaugurazione, partendo dal narrare i mimi e pantomimi, le maschere teatrali e la musica del teatro romano fino ad arrivare ai drammi giocosi della gloriosa tradizione belcantistica italiana con un vivace omaggio al melodramma nelle serate di gala del sabato e della domenica.
La rilettura della città da parte del Museo si snoda anche attraverso la riscoperta delle tradizioni presentata ai ragazzi attraverso laboratori ludico-didattici che faranno rivivere la nostra storia in maniera gioiosa e piacevole.
PROGRAMMA
Martedì 25 marzo Ore 17.30 Sala Consiliare del Comune di San Severo
Il Museo Civico propone al Consiglio Comunale dei ragazzi l’adozione dell’opuscolo didattico San Severo in gioco per far conoscere l’archeologia, la storia, l’arte e le tradizioni popolari del territorio al mondo scolastico
Per informazioni, telefonare allo ![]()

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0882-334409
(Museo Civico di San Severo)
Mercoledì 26 marzo Ore 17.00 Museo Civico di San Severo
Laboratorio ludico-didattico per ragazzi
Mimi e pantomimi, cembali e flauti: il divertimento è di scena nel teatro antico!
La ricorrenza del settantenario del prestigioso teatro “G. Verdi” di San Severo diventa occasione per far conoscere ai ragazzi la storia del teatro con un laboratorio in cui gli stessi si cimenteranno a giocare interpretando i personaggi della commedia popolare latina fino a quelli comici della commedia dell’arte.
Gratuito, su prenotazione e fino ad esaurimento della disponibilità, telefonando allo ![]()

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0882 334409
(Museo Civico di San Severo)
Giovedì 27 marzo Ore 18.00 Museo Civico di San Severo
Presentazione del volume Un secolo di teatro a Sansevero. Il Real Borbone (1819-1927) del prof. Emanuele d’Angelo dell’Accademia di Belle Arti di Bari.
Ne discuterà con l’autore il dott. Antonio Daniele, Italianista dell’Università di Foggia
Venerdì 28 marzo Ore 17.00 Museo Civico di San Severo
Laboratorio ludico-didattico per ragazzi
Tintinnabula, pupae e carrelli; la campana, i quattro cantoni, il cerchio.
I giochi dell’età romana; i giochi tradizionali attraverso il racconto dei nonni
I sentieri della memoria riguardanti il gioco partono dalla scoperta degli antichi giochi romani per arrivare ai giochi dei nostri nonni i quali, invitati ad accompagnare i bambini, saranno protagonisti di racconti in dialetto sanseverese sui divertimenti della loro infanzia. Proiezione di fotografie storiche dei vicoli di San Severo e simulazioni di giochi tradizionali da parte dei partecipanti renderanno il laboratorio sicura occasione di divertimento.
Gratuito, su prenotazione e fino ad esaurimento della disponibilità, telefonando allo ![]()

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0882 334409
(Museo Civico di San Severo)
Domenica 30 marzo Ore 11.00 Visita guidata nel centro storico di San Severo (a cura dello staff del Museo Civico)
Appuntamento nel piazzale antistante il Museo Civico
‘Opera seria e ‘opera buffa’ a confronto nelle vie cittadine. Nobiltà e borghesia: dimore storiche tra stemmi araldici e maschere apotropaiche
Le due tipologie teatrali si mostrano come espressioni di due utenze: la nobiliare, radicata nella sua estrema aderenza ai canoni di rappresentazione classica, e quella del ceto borghese in ascesa che cercava nei nuovi generi teatrali, per così dire più leggeri, la propria affermazione sociale.
In questo clima di nuove formazioni sociali un ruolo importante lo svolgono quei simboli, gli stemmi, di cui la nobiltà si fregiava, ma a cui la stessa nuova classe borghese ambiva, per un riconoscimento e un’affermazione sociale su più ampia scala. Gli stessi stemmi, collocati in posizione centrale sui portali dei palazzi gentilizi simboli di un’antica nobiltà, finiscono per trasformarsi in alcuni casi in ridenti maschere apotropaiche tra il burlesco e il faceto.
La visita guidata per il centro storico di San Severo mira a mostrare ambedue gli aspetti: vecchie nobiltà riducono la loro egemonia sul territorio, nel contempo nuove famiglie borghesi si impongono fregiando palazzi e chiese con i propri simboli.
Domenica 30 marzo Auditorium del Teatro “G. Verdi” di San Severo Ore 19.00 Gran soirée con Conferenza – concerto
Introduzione di
Sindaco, avv. Michele Santarelli
Assessore alla Cultura, ins. Michele Monaco
Dirigente dell’Area Organi Istituzionali, dott. Augusto Ferrara
La forza scenica della maschera tra cantica, flauti e cetre.
Storia del teatro dall’antichità greco-romana alle radici del melodramma
Conferenza di Elena Antonacci (Direttore del Museo Civico di San Severo) e di Emanuele d’Angelo (Accademia delle Belle Arti di Bari).
La ricorrenza del settantenario del prestigioso teatro “G.Verdi” di San Severo, nel cuore della città, è spunto per ripercorrere la storia del teatro.
Nella prima parte della conferenza vengono illustrati gli apporti iniziali dalla Magna Grecia, le architetture dei più noti teatri greci e romani, le tecniche mimiche degli attori, i costumi, le maschere, gli strumenti musicali, la danza e soprattutto la musica, aspetti di una dotta cultura ma anche del divertimento di massa degli spettacoli teatrali nel mondo greco e romano, quando gli attori godevano nello stesso tempo di fama e infamia, esaltazione e condanna.
Nella seconda parte della conferenza si ripercorre un viaggio tutto italiano dal rinascimento del teatro al crepuscolo del melodramma, attraverso i testi teatrali dei letterati, le creazioni dei drammaturghi musicali, l’evoluzione dell’architettura per lo spettacolo, le polemiche dei teorici, la passione degli attori e i deliri del pubblico: una sintesi di cinque secoli di pensiero, emozioni e meraviglie che culmineranno in un concerto che omaggia le più celebri arie del melodramma.
Recital lirico Il buffo all’opera. Celebri pagine del melodramma comico con
Eugenio Leggiadri Gallani (basso-baritono) e Gabriella Orlando (pianoforte).
Da Mozart a Rossini e Donizetti, il concerto è un crescendo di simpatia messo insieme con alcuni dei più famosi cavalli di battaglia dei mitici cantanti buffi, autentici campioni del raffinato divertimento offerto, ieri come oggi, dai drammi giocosi della gloriosa tradizione belcantistica italiana: un vivace omaggio al melodramma nella prestigiosa cornice del Teatro Verdi, il tempio della lirica sanseverese inaugurato settant’anni fa.
Per informazioni, telefonare allo ![]()

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0882-334409
(Museo Civico di San Severo)
I laboratori ludico-didattici per ragazzi e la visita guidata al centro storico verranno svolti dagli operatori del Museo Civico di San Severo (Daniela Busini, Gioseana Diomede, Donato d’Orsi, Valentina Giuliani, Ambra Inglese, Graziano Urbano, Antonello Vigliaroli) e dalle operatrici del Servizio Civile Nazionale
Indirizzi utili:
Museo Civico di San Severo, Piazza San Francesco 48 71016 San Severo (Fg)
museocivicosansevero@alice.it
http://www.comune.san-severo.fg.it
Il programma della Settimana della Cultura del Museo Civico di San Severo è anche sul sito web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali http://www.beniculturali.it
GARGANO. Una pesante scossa di terremoto ha fatto tremare l’intero Gargano oggi intorno alle ore 15.40. Il sisma è stato avvertito maggiormente nei comuni di Rignano Garganico, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, San Giovanni Rotondo e in altre aree del Promontorio.
La magnutudo registrata è stata di 4.3, mentre l’epicentro è stato localizzato tra Cagnano, Carpino, Ischitella, Rodi e Vico. Non risultano danni a persone o cose.
I DETTAGLI:
EventID 2200989580
Mag(Ml) 4.0
Date-Time 2008/03/19 at 14h38m57.00s (UTC)
= Coordinated Universal Time
Location 41.91°N, 15.85°E
Depth 28.30 km
Region Promontorio_del_Gargano
Distance Comune, Provincia, Distanza
Rodi Garganico, FOGGIA, 3.7Km
Ischitella, FOGGIA, 4.1Km
Carpino, FOGGIA, 7.4Km
Vico del Gargano, FOGGIA, 9.1Km
Cagnano Varano, FOGGIA, 11.1Km
Peschici, FOGGIA, 14.3Km
Monte Sant”Angelo, FOGGIA, 24.2Km
San Giovanni Rotondo, FOGGIA, 24.6Km
Sannicandro Garganico, FOGGIA, 24.8Km
Vieste, FOGGIA, 27.5Km
Mattinata, FOGGIA, 27.7Km
San Marco in Lamis, FOGGIA, 28Km
Manfredonia, FOGGIA, 32.1Km
Rignano Garganico, FOGGIA, 33.8Km
Apricena, FOGGIA, 36.3Km
Isole Tremiti, FOGGIA, 38.7Km
Poggio Imperiale, FOGGIA, 41.1Km
Lesina, FOGGIA, 41.4Km
San Severo, FOGGIA, 46.1Km