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CATERINA PONTRANDOLFO CON LA MEMORIA DELLE DONNE DELL’ARNEO AL CARPINO FOLK FESTIVAL 2015

Attualmente la voce più intensa e significativa della riproposta del canto contadino lucano con la fisarmonica e il talento di Admir Shkurtaj in uno spettacolo di canti, ballate e serenate salentine della terra d’Arneo in passato frequentata da greggi e briganti

Dopo la notte dedicata ai concerti proposti dalle donne che hanno vissuto la tradizione contadina il 6 agosto il treno di Cantar Viaggiando che da San Severo porta al Carpino Folk Festival condurrà i viaggiatori all’interno di un canzoniere teatrale ricchissimo fatto di stornelli a dispetto e canti d’amore, ballate dai testi struggenti, canti narrativi e serenate, canti a “paravoce” raccolti da Caterina Pontradolfo e Assunta Zecca in una delle isole sonanti d’Italia attraversata dalla melodia, oltre che dagli ormai celebri ritmi pizzicati.
Prima dello spettacolo teatrale sarà Elena Ruzza quindi a condurre il treno delle Ferrovie del Gargano delle ore 19.12 per l’ultima tappa di Cantar Viaggiando. A seguire la visita della guida turistica Domenico Sergio Antonacci che attraverso i nomi storicizzati della cultura popolare carpinese in vie, vicoli e piazze introdurrà i passeggeri nell’itinerario del gusto promosso dal Gal Gargano con protagoniste le fave tornate dal viaggio nello spazio con l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.

Tutti gli spettacoli del Carpino Folk Festival sono ad ingresso gratuito

Giovedì 06 Agosto 2015
CARPINO FOOD FESTIVAL – #ExpoGargano
Promosso dal Gal Gargano
CANTAR VIAGGIANDO – “Una valigia di ricordi”
“Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano”
Ore 19.12 in viaggio tratta San Severo/Calenella
con degustazione di prodotti tipici regionali a bordo

ELENA RUZZA E MATTEO CANTAMESSA CON PROGETTO “DAMATIRA DUB”
Reading mitologico elettronico dedicato alla Madre Terra
a cura di Elena Ruzza
dub selecta Matteo Cantamessa
Damatira – Demetra rappresenta l’energia materna per eccellenza, la vera nutrice e protettrice dei giovani e vulnerabili. Non necessariamente è la madre biologica delle sue creature, poichè sa nutrire con pari amore anche amici, conoscenti e compagni, che in lei vedono la buona madre sulla cui spalla si può piangere. Il suo senso protettivo e la sua determinazione nel difendere sono leggendarie, come l’orsa che protegge il suo cucciolo.
Il suo limite consiste nell’identificarsi nel solo ruolo di madre e nella difficoltà a lasciare andare le sue creature.
La donna che incarna l’archetipo Damatira ha bisogno di comprendere che, come la natura con il ciclo delle stagioni insegna, il cambiamento è parte del ciclo naturale delle cose, e resistere ad esso significa solo ristagnare.
La Dea della fertilità può essere madre di tante creature, di un figlio, di un animale, di un opera d’arte o di un progetto creativo. Ma qualsiasi sia l’oggetto del suo amore, deve imparare a lasciarlo andare, affinchè a sua volta segua il suo percorso.
Scegliamo di utilizzare la musica dub come genere capace di attraversare le epoche.
La loop station potrà garantire l’ascolto di ambienti sonori diversi, dal mare alla città. E il tessuto sonoro delle stesse storie. La musica non è utilizzata come accompagnamento al testo parlato, ma essa stessa è testo dello spettacolo.
Le musiche originali, sono selezionate ed eseguite dal vivo.

Ore 20.30 dalla stazione di Carpino
VISITA AL CENTRO STORICO DI CARPINO
con la guida DOMENICO SERGIO ANTONACCI

Ore 21.30 Largo San Nicola / CARPINO
“ITINERARI DEL GUSTO: LE FAVE”, PERCORSO DEGUSTATIVO E SENSORIALE PROMOSSO DAL GAL GARGANO
Il tessuto produttivo agroalimentare garganico offre uno straordinario paniere di cibi di alta qualità e straordinaria varietà. Una varietà che proietta nel gusto tutta l’essenza di una civiltà secolare che si è sviluppata tra montagne aspre e boschi rigogliosi, specchi lagunari in cui si riflette il caldo del sole del Mediterraneo e coste che guardano il mare verso l’Oriente. Un territorio dall’identità unica, per storia, risorse e tradizioni, che può essere raccontato attraverso la mirabile sintesi della rosa delle sette eccellenze, prodotti tipici i cui sapori permettono di vivere un’autentica esperienza multisensoriale. Sette delizie i cui antichi segreti sono custoditi dalle abili e appassionate mani di produttori che fanno della cultura gastronomica garganica un patrimonio nazionale.
A Carpino la fava si coltiva da secoli: i suoi terreni calcarei e argillosi sono l’ideale per questo legume che è da sempre alla base della dieta contadina. Rinomata a livello nazionale per le sue qualità e caratteristi- che organolettiche, la fava di Carpino (o sottovarietà della Vicia Faba Maior) è di dimensioni medio-piccole e con una fossetta nella parte inferiore. Caratteristica principale è la sua facile cottura, determinata dalla buccia sottile, porosa e friabile che permette di sprigionare l’aroma e il gusto intenso della polpa.
Un’occasione unica quindi per scoprirne le caratteristiche e le modalità di preparazione attraverso gli show cooking che si terranno durante tutta la serata

Ore 22.00 Largo San Nicola / CARPINO
CATERINA PONTRANDOLFO  “CANTAR PER TERRE”
Tessitura di voci e canti delle donne d’Arneo
uno spettacolo scritto e diretto da Caterina Pontrandolfo

Cantar per terre è stato il primo evento di teatro canto in terra d’Arneo andato in scena con grande successo e partecipazione di pubblico  a Veglie, nell’ aja della masseria Casa Porcara, il 29 settembre 2013. E’ stato una delle tappe del progetto partecipato di teatro e comunità: Fimmine Fimmine, canti memorie e storie delle donne dell’ Arneo 2013, un progetto ideato da Caterina Pontrandolfo, attrice, autrice, regista, cantante e ricercatrice lucana, in collaborazione con Assunta Zecca, operatrice culturale salentina, e con la scrittrice marchigiana Maira Marzioni.
Il progetto condotto a partire dalla primavera 2013 tra i Comuni di Leverano, Veglie, Nardò, San Pancrazio, Copertino, etc…ha avuto l’ obiettivo di raccogliere la memoria e le testimonianze delle anziane dell’ Arneo.
Oltre all’ accurata ricerca etnografica, ha realizzato:
– un laboratorio di teatro e canto a Leverano
– lo spettacolo Cantar per Terre
– il libro Fimmine Fimmine Il Teatro della Vita, a cura di Maira Marzioni, Caterina Pontrandolfo, Assunta Zecca (con un ricco apparato fotografico di Pina Muci e Corrado d’ Elìa) edito da Spagine/Fondo Verri Editore di Lecce.
Le varie fasi del progetto sono state sostenute dalla Camera di Commercio di Lecce (ricerca e laboratorio); dal GAL TERRA d’ Arneo (produzione dello spettacolo), e dalla BCC di Leverano (pubblicazione del libro)

Cantar per terre – Lo spettacolo
ll tempo trascorso con le anziane d’ Arneo per raccoglierne le biografie, i canti, i racconti, ci ha aperto il vasto mondo femminile e reso fortemente consapevoli del ruolo straordinario che le donne hanno avuto nell’ economia rurale del secolo scorso in questo lembo del Salento. La tessitura, la cura familiare, il lavoro nei campi lungo l’intero ciclo stagionale e nei magazzini di tabacco dall’ alba al tramonto, la casa, la cucina: ci siamo avviate lungo i sentieri delle storie nascoste di queste donne affidate al soffio della melodia. Il canto, infatti, ha dato il ritmo a queste vite difficilissime, le ha tenute insieme e le ha, in fin dei conti, salvate. Un vaso di Pandora, un canzoniere ricchissimo fatto di stornelli a dispetto e canti d’amore, ballate dai testi struggenti, canti narrativi e serenate, canti a “paravoce”: una terra attraversata dalla melodia, oltre che dagli ormai celebri ritmi pizzicati. Il rimpianto di tutte: “ora non si canta più, ognuna sta per conto suo”. Denunciando l’assenza di occasioni e luoghi d’incontro per le donne nei nostri paesi.
In scena sei artiste girovaghe (Caterina Pontrandolfo, Assunta Zecca, Silvia Lodi, Elisa Murrone, Roberta Paladino, Benedetta Siciliano) che vanno di terra in terra, di paese in paese con la vocazione di trattenere la memoria antica, farla propria. Testimoniano che le melodie non hanno confini, viaggiano insieme ai popoli, ai ricami, ai cibi. Per questo motivo oltre ai canti raccolti, lo spettacolo è fatto di altri suoni, altri canti, perché: “ i canti non sono di nessuno e sono di tutti” come ci hanno detto in uno dei nostri primi incontri le Sorelle Gaballo, le cantore di Nardò, che sono in scena con noi nello spettacolo. Allo stesso tempo testimoni e monumenti viventi di questa memoria. Una tessitura di voci, narrazioni e canti dunque attraversa la scena che è paesaggio d’ Arneo.
Lo spettacolo si svolge nelle ore del tramonto, nell’ aja della masseria. Le artiste girovaghe, ”sorelle d’arte” arrivano, un vecchio traino le porta, orizzonte visivo e mitico del mondo raccontato: “mettono in scena” nello spazio circolare quelle madri, figlie, sorelle, spose, contadine, operaie, ricamatrici, donne al telaio o nei campi di cui hanno ascoltato i racconti. E’ la vita che scorre con i suoi cicli di nascite e di morti. Mettono in scena la sapienza e la cultura delle mani, della vita e della morte. Le feste, la comunità. Pochi oggetti essenziali d’ uso quotidiano e tessuti. Sullo sfondo, la casa-traìno è di volta in volta carro funebre e carro della “fujuta” delle ragazze osteggiate nei loro amori. Come le ave messapiche.  Il pubblico è tutto intorno a noi: è una festa del canto, una canzoniera, si offre del cibo…e si intravede già la luna. Il traìno s’accende delle luci del sogno, del desiderio, della speranza e da una generazione di donne all’ altra ci fa nuove raccoglitrici, nuove tessitrici: di memorie, di canti e di storie antenate. A tessere e a ritessere suoni, storie e canti, con noi la fisarmonica e il talento di Admir Shkurtaj.

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