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Carpino nel cinema, il cinema a Carpino

Effetto Puglia. Guida cineturistica a una regione tutta da girare

Effetto Puglia. Guida cineturistica a una regione tutta da girare

Carpino nella guida cineturistica “Effetto Puglia”, Edizione Laterza
pref. di A. Gaeta, itinerari di A. Benvenuto, C. Foschini, A. Gaeta, G. Indennitate, T. Pepe: 2012

Sopra un’altura folta di olivi, s’incontra poi la sede del noto Folk Festival Carpino, le cui storie e melodie di tradizione contadina sono narrate e celebrate da Thierry Gentet ne I cantori di Carpino (2008), attraverso voci, musica e parole di due di loro: Antonio Maccarone e Antonio Piccininno. Da qui, in Craj – Domani (2005) di Davide Marengo, parte Teresa De Sio per un viaggio musicale sulle tracce delle autentiche radici popolari garganiche, incontrando, pure lei, i cantori prima e il foggiano Matteo Salvatore poi. Tra la piazza del paese e la vicina Peschici si mossero però pure Marcello Mastroianni e Gina Lollobrigida, dietro i ciak del film La legge (1959), tratto dall’omonimo romanzo di Roger Vailland che il regista Jules Dassin scovò fresco di stampa in una libreria parigina.

I cantori di Carpino
Maurizio Sciarra
Carpino, Italia, provincia di Foggia…» così comincia una canzone di Eugenio Bennato che parla di questo paesino del Gargano, noto per l’olio ma più ancora per la tarantella. È con lui che nel 2000 scoprii Carpino ma soprattutto il fantastico terzetto dei Cantori, Sacco Andrea, Maccarone Antonio, Piccininno Antonio, tutti rigorosamente con il cognome prima del nome. Tra i 91 e gli 85 anni, cantavano serenate e tarantelle che parlavano d’amore, di passione, dei cicli della terra legati ai cicli della vita. Con loro ho girato Chi ruba donne, che racconta la loro ricchezza, che diventa ricchezza della loro terra: la poesia inconsapevole di chi canta per non sentire la fatica. È stata un’esperienza indimenticabile, la prima volta che ho raccontato un pezzo di Puglia, io da sempre spaventato di cadere nel folklore, nell’agiografia dei territori e dei sentimenti. Lì era tutto così vero e naturale che il pericolo non c’era! «Chi ruba donne non si chiama ladro ma si chiama giovinotto innamorato…», «Donna che stai affacciata alla finestra, mìname un garofano dalla grasta», «Sei ragazzetta di 14 anni, da piccolina tu mi hai stregato lu core»… Questi i versi che diventano ritmo trascinante e sfrenato, lontano dalle «mode» giunte dopo, con la scoperta «colta» della pizzica e delle notti della taranta… Carpino conserva le sue tradizioni e le trasmette al mondo in un festival che ogni anno riunisce cantori di tutto il mondo, nelle sue incantevoli notti d’agosto. Gli anni sono passati, e del terzetto rimane soltanto Piccinino. Maccarone si sarà ricongiunto con tutte le donne della sua vita, quelle che sua moglie e tutto il paese scoprirono pubblicamente durante la prima proiezione del film in piazza. Anche Andrea Sacco non c’è più, lui è stato il primo ad andarsene. Lo ricordo quando siamo andati al cimitero a trovare sua moglie, e abbiamo girato una delle scene più commoventi del film: la sua serenata all’innamorata morta, sopra quella che sarebbe stata la sua tomba. E lì Andrea disse: «Ma io non morirò, perché chi canta non muore mai».

Effetto Puglia Editori Laterza preview.pdf

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