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Gargano come «nuovo cinema Paradiso» e pochi credono all’Auditorium del Gargano

IL CASO

Sei paesi, 50mila abitanti e nessuna sala

Quattro anni fa ha chiuso il «Nazionale» di Vico
Fino al 2004 a Vieste c’era anche un film festival

Il Gargano è rimasto senza grande schermo

Sei paesi, cinquantamila abitanti da Vieste a Cagnano, una costa a picco sul mare tutte curve e tornanti lunga ottanta chilometri. E neppure un cinema. È il Gargano, promontorio turistico della Puglia più a Nord, ricco di vegetazione quasi inesplorata e villaggi noti in tutta Europa. Ma se cerchi una sala cinematografica, il Gargano ti delude. Quando l’«Adriatico» di Vieste chiuse le sue porte nel 1976, il cinema che portava il nome del mare lasciò tutta la città senza la sala in cui potersi emozionare o sognare, discutere o dividersi.

Il clima, per intenderci, era da Nuovo Cinema Paradiso. Ma non tutto era perduto. C’era sempre Vico con il suo «Nazionale». Certo, arrivarci non era semplicissimo, ma per un’emozione sul grande schermo, anche le curve e i tornanti sembrarono più sopportabili. Quattro anni fa però si è arreso anche il «Nazionale». E così tutto il Gargano è rimasto senza una sala cinematografica. D’estate l’assenza è impercettibile. Il mare riempie tutta la giornata e ciò che resta appartiene al mondo della notte fatta di feste in spiaggia e passeggiate sui lungomare. Ma d’inverno, no. L’assenza di un cinema si sente eccome. Certo, si può sempre arrivare a Manfredonia — che dista circa sessanta chilometri — oppure migrare a San Nicandro o San Marco in Lamis che il cinema ce l’hanno. Ma non è la stessa cosa. E poi ci sono quei tornanti che scoraggiano soprattutto quando è freddo o quando il vento dal mare spinge fin sulla costa l’umido delle onde.

Eppure Vieste ed il Gargano il cinema lo amano davvero. Fino al 2004 c’era addirittura un film festival. A Vieste venivano Alberto Sordi, Gina Lollobrigida e altre star. Gratis, ricorda chi ha la memoria di quelle serate, solo in cambio di ospitalità. Eppure il Gargano, di recente, ha ospitato i set di Bolliwood, il cinema indiano che ha scelto Baia delle Zagare come ambientazione. Una nuova sala l’avrebbero dovuta aprire in una costruzione moderna costata dieci milioni di euro e che ingombra con il suo discutibile stile uno degli angoli più belli del paese, a ridosso della piazza che si affaccia sul mare. Ma pare che — tra le tante cose sbagliate di questo fabbricato moderno che stride con il calore del borgo — vi sia pure l’inclinazione del pavimento su cui sistemare le poltrone. Per rimediare, forse toglieranno la prima fila. Ma forse non è più destino del Gargano avere un cinema in cui sognare.

Carmine Festa
Corriere del Mezzogiorno – 10 novembre 2010

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