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Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta

E’ Ufficiale: Capitanata2020 non è il Piano strategico per il Gargano

Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta
Articolo a cura di Antonio Basile

Il 27/05/2009 la Giunta della Regione Puglia ha approvato la delibera che dispone 340 milioni di euro e stabilisce le procedure per il Programma Stralcio di Interventi di Area vasta.
Al Piano strategico di area vasta “Capitanata 2020 – Innovare e Connettere” è stata attribuita una quota di 38,7 milioni di euro. Una dotazione inferiore solo ai 53,2 del Piano Metropoli Terra di Bari 2015. Al Piano dei Monti Dauni, 23,3 milioni di euro.
La ripartizione è avvenuta attribuendo 20 milioni di euro a ciascuna delle dieci aree vaste pugliesi e ripartendo 140 milioni della dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale.
Quindi al territorio della provincia di Foggia sono stati assegnati complessivamente 62 milioni di euro per finanziare i progetti inseriti nel Primo Accordo Stralcio che le due cabine di regia (di Capitanata 2020 e dei Monti Dauni) hanno proposto alla Regione Puglia.
Sul portale di Capitanata2020 la delibera e tutti i dati :
http://www.capitanata2020.eu/index.php?option=com_content&task=view&id=455&Itemid=31

La Cabina di Regia è uno dei tre organi del Piano strategico "Capitanata 2020", con sede presso il Comune di Foggia.
È composta dal sindaco di Foggia, Comune capofila, che la presiede, dai sindaci di San Severo, Manfredonia, Cerignola, dal presidente dell’Amministrazione Provinciale, dal presidente dell’Ente Parco nazionale del Gargano e dal presidente della Comunità Montana del Gargano (ora pro nobis).
La Cabina di Regia il 23 aprile 2009 approva l’elenco dei progetti di Capitanata 2020 da sottoporre alla Regione Puglia per un totale finanziamento richiesti di 50 milioni di euro.
Per il Gargano l’elenco prevede solo briciole. (vedi portale Capitanata2020.eu di su
http://www.capitanata2020.eu/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=217&&Itemid=96).

Se i tecnici di Capitanata2020 che hanno lavorato al piano fornissero i dati della ricaduta dei progetti in elenco sul territorio, si scoprirebbe che per il Gargano l’Accordo Stralcio proposto alla regione attribuisce una quota che si aggira sui 5 milioni di euro. Un dato questo che adesso dovrà essere aggiornato per tenere conto della riparametrazione operata dai 50 a 38,7 milioni di euro approvati (non ci meraviglieremo se la ‘nostra’ Cabina di Regia facesse ricadere pesantemente il taglio ancora sulla quota del Gargano).
Al momento, quindi, i Fondi Europei per gli interventi di Area Vasta per colpe, se di colpe possiamo parlare, della nostra classe politica di centro, di sinistra e di destra non miglioreranno di certo la qualità della vita della popolazione dei 18 comuni del Gargano.

I 13.647 apricenesi, gli 8.617 cagnanesi, i 4.704 carpinesi, i 4.562 ischitellani, i 367 tremitesi, 6.286 lesinesi, i 57.704 manfredoniani e sipontini, i 6.333 mattinatesi, i 13.917 montanari, i 4.339 peschiciani, i 2.309 rignanesi, i 3.778 rodiani, i 26.106 sangiovannari, i 15.739 sammarchesi, i 18.074 sannicandresi, i 4.356 serrani, gli 8.107 vicaioli e i 13.430 viestani  neanche si accorgeranno dell’arrivo dei Fondi Europei destinati allo Sviluppo (fonte www.comuni-italiani.it).

I 212.375 abitanti su 640.752 dell’intera provincia di Foggia che in queste ore stanno ricevendo nelle proprie abitazioni gli  inviti al voto da parte dei nostri rappresentanti politici, non sono neanche a conoscenza di questa realtà.
Ma la cosa che più colpisce è il silenzio assordante di tutta la politica del Gargano in piena campagna elettorale per le Europee.
Tutti d’accordo? Nessuna nota stonata?
Per quale motivo non avete preteso una ripartizione analoga a quella adottata dalla giunta regionale, ossia un attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?
Cari politici del Gargano, non credendo alla scusante della vostra presunta incapacità e pochezza politica, vi chiediamo di portarci a conoscenza dei termini di questo accordo.

Scrivete a magazinedelgargano@gmail.com

Discussione

206 pensieri su “Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta

  1. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Invece, con i fondi UE si fa tutto, rendendo radicalmente inefficiente la spesa. Io non sono un componente del Tavolo tecnico e non ho voce in capitolo: mi capita di essere ascoltato quando si analizzano questioni di ordine generale e, quando si insediò il nuovo assessore provinciale all… Visualizza altro’Agricoltura, polemizzai per la richiesta di includere gli investimenti sulle reti idriche e addirittura sulla diga di Piano dei Limiti nel Piano strategico, quello “Capitanata 2020” e quello dei “Monti Dauni”. L’ho considerato un errore tattico perché ci si andava a indebolire al tavolo nazionale, su cui andava preteso il rispetto di un impegno assunto nel novero delle opere strategiche nazionali. Sappiamo com’è andata a finire: rincorrendo il portafogli dei Piani strategici di area vasta, si è perso quello del negoziato sugli investimenti strategici nazionali.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  2. Giovanni Dello Iacovo
    Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Sulle altre questioni che pone, relativamente alle scelte prioritarie che sono state selezionate, lei ha più ragione, invece. A mio personalissimo avviso, si … Visualizza altroè sbagliato a concentrare sul Piano strategico tutto il possibile, anche la spesa che si doveva pretendere ordinaria.
    È figlio dell’equivoco più grande di cui si sta rendendo responsabile il Governo nazionale. Mi scusi se mi cito ma mi è capitato di scriverlo nell’ultimo numero di “Sudest”: all’impegno ordinario dello Stato italiano, dovrebbe aggiungersi per i nostri territori quello supplementare, sempre dello Stato italiano, perché siamo area depressa; con questo impegno nazionale dovrebbe integrarsi quello dell’Unione europea perché siamo in Obiettivo Convergenza; e, a queste risorse UE, dovrebbe addizionarsi ancora quello dello Stato italiano che cofinanzi l’intervento UE.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  3. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Invece, con i fondi UE si fa tutto, rendendo radicalmente inefficiente la spesa. Io non sono un componente del Tavolo tecnico e non ho voce in capitolo: mi capita di essere ascoltato quando si analizzano questioni di ordine generale e, quando si insediò il nuovo assessore provinciale all… Visualizza altro’Agricoltura, polemizzai per la richiesta di includere gli investimenti sulle reti idriche e addirittura sulla diga di Piano dei Limiti nel Piano strategico, quello “Capitanata 2020” e quello dei “Monti Dauni”. L’ho considerato un errore tattico perché ci si andava a indebolire al tavolo nazionale, su cui andava preteso il rispetto di un impegno assunto nel novero delle opere strategiche nazionali. Sappiamo com’è andata a finire: rincorrendo il portafogli dei Piani strategici di area vasta, si è perso quello del negoziato sugli investimenti strategici nazionali.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  4. Giovanni Dello Iacovo
    Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Sulle altre questioni che pone, relativamente alle scelte prioritarie che sono state selezionate, lei ha più ragione, invece. A mio personalissimo avviso, si … Visualizza altroè sbagliato a concentrare sul Piano strategico tutto il possibile, anche la spesa che si doveva pretendere ordinaria.
    È figlio dell’equivoco più grande di cui si sta rendendo responsabile il Governo nazionale. Mi scusi se mi cito ma mi è capitato di scriverlo nell’ultimo numero di “Sudest”: all’impegno ordinario dello Stato italiano, dovrebbe aggiungersi per i nostri territori quello supplementare, sempre dello Stato italiano, perché siamo area depressa; con questo impegno nazionale dovrebbe integrarsi quello dell’Unione europea perché siamo in Obiettivo Convergenza; e, a queste risorse UE, dovrebbe addizionarsi ancora quello dello Stato italiano che cofinanzi l’intervento UE.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  5. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Invece, con i fondi UE si fa tutto, rendendo radicalmente inefficiente la spesa. Io non sono un componente del Tavolo tecnico e non ho voce in capitolo: mi capita di essere ascoltato quando si analizzano questioni di ordine generale e, quando si insediò il nuovo assessore provinciale all… Visualizza altro’Agricoltura, polemizzai per la richiesta di includere gli investimenti sulle reti idriche e addirittura sulla diga di Piano dei Limiti nel Piano strategico, quello “Capitanata 2020” e quello dei “Monti Dauni”. L’ho considerato un errore tattico perché ci si andava a indebolire al tavolo nazionale, su cui andava preteso il rispetto di un impegno assunto nel novero delle opere strategiche nazionali. Sappiamo com’è andata a finire: rincorrendo il portafogli dei Piani strategici di area vasta, si è perso quello del negoziato sugli investimenti strategici nazionali.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  6. Giovanni Dello Iacovo
    Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Sulle altre questioni che pone, relativamente alle scelte prioritarie che sono state selezionate, lei ha più ragione, invece. A mio personalissimo avviso, si … Visualizza altroè sbagliato a concentrare sul Piano strategico tutto il possibile, anche la spesa che si doveva pretendere ordinaria.
    È figlio dell’equivoco più grande di cui si sta rendendo responsabile il Governo nazionale. Mi scusi se mi cito ma mi è capitato di scriverlo nell’ultimo numero di “Sudest”: all’impegno ordinario dello Stato italiano, dovrebbe aggiungersi per i nostri territori quello supplementare, sempre dello Stato italiano, perché siamo area depressa; con questo impegno nazionale dovrebbe integrarsi quello dell’Unione europea perché siamo in Obiettivo Convergenza; e, a queste risorse UE, dovrebbe addizionarsi ancora quello dello Stato italiano che cofinanzi l’intervento UE.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  7. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Invece, con i fondi UE si fa tutto, rendendo radicalmente inefficiente la spesa. Io non sono un componente del Tavolo tecnico e non ho voce in capitolo: mi capita di essere ascoltato quando si analizzano questioni di ordine generale e, quando si insediò il nuovo assessore provinciale all… Visualizza altro’Agricoltura, polemizzai per la richiesta di includere gli investimenti sulle reti idriche e addirittura sulla diga di Piano dei Limiti nel Piano strategico, quello “Capitanata 2020” e quello dei “Monti Dauni”. L’ho considerato un errore tattico perché ci si andava a indebolire al tavolo nazionale, su cui andava preteso il rispetto di un impegno assunto nel novero delle opere strategiche nazionali. Sappiamo com’è andata a finire: rincorrendo il portafogli dei Piani strategici di area vasta, si è perso quello del negoziato sugli investimenti strategici nazionali.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:31 am
  8. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Altro conto è cercare di finanziare una cosa più legata a una “visione”: fra le tante progettualità del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per esempio, ne abbiamo selezionato una che mira a introdurre una tecnologia di consegna dell’acqua con sistemi telecomandati e telerilevati che implicano un risparmio del 30% di acqua sia di uso domestico che industriale e agricolo.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:32 am
  9. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Perciò, aggiungo e ribadisco, un analogo errore non va reiterato. Lo “Stralcio… Visualizza altro” riguarda una porzione delle risorse a disposizione. Vogliamo fare un esempio concretissimo. La linea d’intervento 4.2 del P.O. 2007-2013 (quella che potrebbe riguardare Kàlena) ha una dotazione complessiva da 153 milioni di euro e una disponibilità di bilancio dichiarata a febbraio 2009 dall’Assessorato regionale di 101 milioni di euro. La somma messa attualmente a disposizione delle dieci aree vaste pugliesi è di 54 milioni di euro. Gli altri 47 milioni di euro, si pensa che resteranno in freezer? No, ci saranno altri bandi regionali. Basta farsi un giro nel sito della Regione Puglia e andare un po’ a spasso nei BURP, per vedere quanti bandi e programmi sono già in corso, a prescindere dalle aree vaste che sono ancorate alle complesse procedure degli accordi di programma quadro, finora ferme ai blocchi di partenza, anche a causa del depauperamento delle risorse FAS.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:32 am
  10. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Altro conto è cercare di finanziare una cosa più legata a una “visione”: fra le tante progettualità del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per esempio, ne abbiamo selezionato una che mira a introdurre una tecnologia di consegna dell’acqua con sistemi telecomandati e telerilevati che implicano un risparmio del 30% di acqua sia di uso domestico che industriale e agricolo.

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  11. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Perciò, aggiungo e ribadisco, un analogo errore non va reiterato. Lo “Stralcio… Visualizza altro” riguarda una porzione delle risorse a disposizione. Vogliamo fare un esempio concretissimo. La linea d’intervento 4.2 del P.O. 2007-2013 (quella che potrebbe riguardare Kàlena) ha una dotazione complessiva da 153 milioni di euro e una disponibilità di bilancio dichiarata a febbraio 2009 dall’Assessorato regionale di 101 milioni di euro. La somma messa attualmente a disposizione delle dieci aree vaste pugliesi è di 54 milioni di euro. Gli altri 47 milioni di euro, si pensa che resteranno in freezer? No, ci saranno altri bandi regionali. Basta farsi un giro nel sito della Regione Puglia e andare un po’ a spasso nei BURP, per vedere quanti bandi e programmi sono già in corso, a prescindere dalle aree vaste che sono ancorate alle complesse procedure degli accordi di programma quadro, finora ferme ai blocchi di partenza, anche a causa del depauperamento delle risorse FAS.

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  12. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Altro conto è cercare di finanziare una cosa più legata a una “visione”: fra le tante progettualità del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per esempio, ne abbiamo selezionato una che mira a introdurre una tecnologia di consegna dell’acqua con sistemi telecomandati e telerilevati che implicano un risparmio del 30% di acqua sia di uso domestico che industriale e agricolo.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:32 am
  13. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Perciò, aggiungo e ribadisco, un analogo errore non va reiterato. Lo “Stralcio… Visualizza altro” riguarda una porzione delle risorse a disposizione. Vogliamo fare un esempio concretissimo. La linea d’intervento 4.2 del P.O. 2007-2013 (quella che potrebbe riguardare Kàlena) ha una dotazione complessiva da 153 milioni di euro e una disponibilità di bilancio dichiarata a febbraio 2009 dall’Assessorato regionale di 101 milioni di euro. La somma messa attualmente a disposizione delle dieci aree vaste pugliesi è di 54 milioni di euro. Gli altri 47 milioni di euro, si pensa che resteranno in freezer? No, ci saranno altri bandi regionali. Basta farsi un giro nel sito della Regione Puglia e andare un po’ a spasso nei BURP, per vedere quanti bandi e programmi sono già in corso, a prescindere dalle aree vaste che sono ancorate alle complesse procedure degli accordi di programma quadro, finora ferme ai blocchi di partenza, anche a causa del depauperamento delle risorse FAS.

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  14. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Altro conto è cercare di finanziare una cosa più legata a una “visione”: fra le tante progettualità del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per esempio, ne abbiamo selezionato una che mira a introdurre una tecnologia di consegna dell’acqua con sistemi telecomandati e telerilevati che implicano un risparmio del 30% di acqua sia di uso domestico che industriale e agricolo.

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  15. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Perciò, aggiungo e ribadisco, un analogo errore non va reiterato. Lo “Stralcio… Visualizza altro” riguarda una porzione delle risorse a disposizione. Vogliamo fare un esempio concretissimo. La linea d’intervento 4.2 del P.O. 2007-2013 (quella che potrebbe riguardare Kàlena) ha una dotazione complessiva da 153 milioni di euro e una disponibilità di bilancio dichiarata a febbraio 2009 dall’Assessorato regionale di 101 milioni di euro. La somma messa attualmente a disposizione delle dieci aree vaste pugliesi è di 54 milioni di euro. Gli altri 47 milioni di euro, si pensa che resteranno in freezer? No, ci saranno altri bandi regionali. Basta farsi un giro nel sito della Regione Puglia e andare un po’ a spasso nei BURP, per vedere quanti bandi e programmi sono già in corso, a prescindere dalle aree vaste che sono ancorate alle complesse procedure degli accordi di programma quadro, finora ferme ai blocchi di partenza, anche a causa del depauperamento delle risorse FAS.

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  16. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Altro conto è cercare di finanziare una cosa più legata a una “visione”: fra le tante progettualità del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per esempio, ne abbiamo selezionato una che mira a introdurre una tecnologia di consegna dell’acqua con sistemi telecomandati e telerilevati che implicano un risparmio del 30% di acqua sia di uso domestico che industriale e agricolo.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:32 am
  17. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Perciò, aggiungo e ribadisco, un analogo errore non va reiterato. Lo “Stralcio… Visualizza altro” riguarda una porzione delle risorse a disposizione. Vogliamo fare un esempio concretissimo. La linea d’intervento 4.2 del P.O. 2007-2013 (quella che potrebbe riguardare Kàlena) ha una dotazione complessiva da 153 milioni di euro e una disponibilità di bilancio dichiarata a febbraio 2009 dall’Assessorato regionale di 101 milioni di euro. La somma messa attualmente a disposizione delle dieci aree vaste pugliesi è di 54 milioni di euro. Gli altri 47 milioni di euro, si pensa che resteranno in freezer? No, ci saranno altri bandi regionali. Basta farsi un giro nel sito della Regione Puglia e andare un po’ a spasso nei BURP, per vedere quanti bandi e programmi sono già in corso, a prescindere dalle aree vaste che sono ancorate alle complesse procedure degli accordi di programma quadro, finora ferme ai blocchi di partenza, anche a causa del depauperamento delle risorse FAS.

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  18. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Altro conto è cercare di finanziare una cosa più legata a una “visione”: fra le tante progettualità del Consorzio di Bonifica della Capitanata, per esempio, ne abbiamo selezionato una che mira a introdurre una tecnologia di consegna dell’acqua con sistemi telecomandati e telerilevati che implicano un risparmio del 30% di acqua sia di uso domestico che industriale e agricolo.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:32 am
  19. Giovanni Dello Iacovo alle 11.17 del 03 giugno
    Perciò, aggiungo e ribadisco, un analogo errore non va reiterato. Lo “Stralcio… Visualizza altro” riguarda una porzione delle risorse a disposizione. Vogliamo fare un esempio concretissimo. La linea d’intervento 4.2 del P.O. 2007-2013 (quella che potrebbe riguardare Kàlena) ha una dotazione complessiva da 153 milioni di euro e una disponibilità di bilancio dichiarata a febbraio 2009 dall’Assessorato regionale di 101 milioni di euro. La somma messa attualmente a disposizione delle dieci aree vaste pugliesi è di 54 milioni di euro. Gli altri 47 milioni di euro, si pensa che resteranno in freezer? No, ci saranno altri bandi regionali. Basta farsi un giro nel sito della Regione Puglia e andare un po’ a spasso nei BURP, per vedere quanti bandi e programmi sono già in corso, a prescindere dalle aree vaste che sono ancorate alle complesse procedure degli accordi di programma quadro, finora ferme ai blocchi di partenza, anche a causa del depauperamento delle risorse FAS.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:32 am
  20. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Oggi io penso che chi fa politica certe cose deve saperle, altrimenti … Visualizza altroè ostaggio della rappresentazione che, più o meno in buona fede, gli viene prospettata dal circo di esperti e società di progettazione che trovano una pezza di coerenza tecnico-strategica per ogni esigenza. E che catalizzano, come fino a qualche anno fa capitava alla politica, piccoli, medi e grandi interessi economici a caccia di risorse pubbliche perché sanno che quel “circo” è più efficiente, magari perché parte di una filiera che conduce fino a Bari, a Roma o a Bruxelles.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  21. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Infine, mi lasci chiarire perché ho polemicamente parlato di «orgoglio territoriale… Visualizza altro». Se lei scrive «Gargano scippato», come dovrei definire il suo intervento?
    Inoltre lei dichiara che avrebbe preferito «un’attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?», in analogia alla salomonica (pilatesca?) scelta regionale. Lei pensa che quel criterio sia in grado di selezionare in termini di qualità? Io penso che sia equivalente alla distribuzione a pioggia. Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  22. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Oggi io penso che chi fa politica certe cose deve saperle, altrimenti … Visualizza altroè ostaggio della rappresentazione che, più o meno in buona fede, gli viene prospettata dal circo di esperti e società di progettazione che trovano una pezza di coerenza tecnico-strategica per ogni esigenza. E che catalizzano, come fino a qualche anno fa capitava alla politica, piccoli, medi e grandi interessi economici a caccia di risorse pubbliche perché sanno che quel “circo” è più efficiente, magari perché parte di una filiera che conduce fino a Bari, a Roma o a Bruxelles.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  23. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Infine, mi lasci chiarire perché ho polemicamente parlato di «orgoglio territoriale… Visualizza altro». Se lei scrive «Gargano scippato», come dovrei definire il suo intervento?
    Inoltre lei dichiara che avrebbe preferito «un’attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?», in analogia alla salomonica (pilatesca?) scelta regionale. Lei pensa che quel criterio sia in grado di selezionare in termini di qualità? Io penso che sia equivalente alla distribuzione a pioggia. Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  24. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Oggi io penso che chi fa politica certe cose deve saperle, altrimenti … Visualizza altroè ostaggio della rappresentazione che, più o meno in buona fede, gli viene prospettata dal circo di esperti e società di progettazione che trovano una pezza di coerenza tecnico-strategica per ogni esigenza. E che catalizzano, come fino a qualche anno fa capitava alla politica, piccoli, medi e grandi interessi economici a caccia di risorse pubbliche perché sanno che quel “circo” è più efficiente, magari perché parte di una filiera che conduce fino a Bari, a Roma o a Bruxelles.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  25. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Infine, mi lasci chiarire perché ho polemicamente parlato di «orgoglio territoriale… Visualizza altro». Se lei scrive «Gargano scippato», come dovrei definire il suo intervento?
    Inoltre lei dichiara che avrebbe preferito «un’attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?», in analogia alla salomonica (pilatesca?) scelta regionale. Lei pensa che quel criterio sia in grado di selezionare in termini di qualità? Io penso che sia equivalente alla distribuzione a pioggia. Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  26. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Oggi io penso che chi fa politica certe cose deve saperle, altrimenti … Visualizza altroè ostaggio della rappresentazione che, più o meno in buona fede, gli viene prospettata dal circo di esperti e società di progettazione che trovano una pezza di coerenza tecnico-strategica per ogni esigenza. E che catalizzano, come fino a qualche anno fa capitava alla politica, piccoli, medi e grandi interessi economici a caccia di risorse pubbliche perché sanno che quel “circo” è più efficiente, magari perché parte di una filiera che conduce fino a Bari, a Roma o a Bruxelles.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  27. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Infine, mi lasci chiarire perché ho polemicamente parlato di «orgoglio territoriale… Visualizza altro». Se lei scrive «Gargano scippato», come dovrei definire il suo intervento?
    Inoltre lei dichiara che avrebbe preferito «un’attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?», in analogia alla salomonica (pilatesca?) scelta regionale. Lei pensa che quel criterio sia in grado di selezionare in termini di qualità? Io penso che sia equivalente alla distribuzione a pioggia. Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  28. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Oggi io penso che chi fa politica certe cose deve saperle, altrimenti … Visualizza altroè ostaggio della rappresentazione che, più o meno in buona fede, gli viene prospettata dal circo di esperti e società di progettazione che trovano una pezza di coerenza tecnico-strategica per ogni esigenza. E che catalizzano, come fino a qualche anno fa capitava alla politica, piccoli, medi e grandi interessi economici a caccia di risorse pubbliche perché sanno che quel “circo” è più efficiente, magari perché parte di una filiera che conduce fino a Bari, a Roma o a Bruxelles.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  29. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Infine, mi lasci chiarire perché ho polemicamente parlato di «orgoglio territoriale… Visualizza altro». Se lei scrive «Gargano scippato», come dovrei definire il suo intervento?
    Inoltre lei dichiara che avrebbe preferito «un’attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?», in analogia alla salomonica (pilatesca?) scelta regionale. Lei pensa che quel criterio sia in grado di selezionare in termini di qualità? Io penso che sia equivalente alla distribuzione a pioggia. Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  30. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Oggi io penso che chi fa politica certe cose deve saperle, altrimenti … Visualizza altroè ostaggio della rappresentazione che, più o meno in buona fede, gli viene prospettata dal circo di esperti e società di progettazione che trovano una pezza di coerenza tecnico-strategica per ogni esigenza. E che catalizzano, come fino a qualche anno fa capitava alla politica, piccoli, medi e grandi interessi economici a caccia di risorse pubbliche perché sanno che quel “circo” è più efficiente, magari perché parte di una filiera che conduce fino a Bari, a Roma o a Bruxelles.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  31. Giovanni Dello Iacovo alle 11.18 del 03 giugno
    Infine, mi lasci chiarire perché ho polemicamente parlato di «orgoglio territoriale… Visualizza altro». Se lei scrive «Gargano scippato», come dovrei definire il suo intervento?
    Inoltre lei dichiara che avrebbe preferito «un’attribuzione fissa per ciascuna area della provincia di Foggia e una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale, ossia il 33% dei finanziamenti pari a 20,5 milioni di euro?», in analogia alla salomonica (pilatesca?) scelta regionale. Lei pensa che quel criterio sia in grado di selezionare in termini di qualità? Io penso che sia equivalente alla distribuzione a pioggia. Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:33 am
  32. Giovanni Dello Iacovo alle 11.19 del 03 giugno
    So che non è il suo caso ma sa cosa temo possa essere alleato silenzioso di rivendicazioni “di area” come la sua? La disputa a gestire gli annessi e connessi del ciclo di spesa: un altro dei tragici errori che abbiamo commesso finora nel Sud Italia (vedasi il discorso sul “circo” di cui sopra). Un conto è attivare una dinamica partecipata sia in sede di pianificazione che di verifica e di controllo, un altro è frammentare la gestione della spesa e degli appalti.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:34 am
  33. Giovanni Dello Iacovo alle 11.19 del 03 giugno
    So che non è il suo caso ma sa cosa temo possa essere alleato silenzioso di rivendicazioni “di area” come la sua? La disputa a gestire gli annessi e connessi del ciclo di spesa: un altro dei tragici errori che abbiamo commesso finora nel Sud Italia (vedasi il discorso sul “circo” di cui sopra). Un conto è attivare una dinamica partecipata sia in sede di pianificazione che di verifica e di controllo, un altro è frammentare la gestione della spesa e degli appalti.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:34 am
  34. Giovanni Dello Iacovo alle 11.19 del 03 giugno
    So che non è il suo caso ma sa cosa temo possa essere alleato silenzioso di rivendicazioni “di area” come la sua? La disputa a gestire gli annessi e connessi del ciclo di spesa: un altro dei tragici errori che abbiamo commesso finora nel Sud Italia (vedasi il discorso sul “circo” di cui sopra). Un conto è attivare una dinamica partecipata sia in sede di pianificazione che di verifica e di controllo, un altro è frammentare la gestione della spesa e degli appalti.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:34 am
  35. Giovanni Dello Iacovo alle 11.19 del 03 giugno
    So che non è il suo caso ma sa cosa temo possa essere alleato silenzioso di rivendicazioni “di area” come la sua? La disputa a gestire gli annessi e connessi del ciclo di spesa: un altro dei tragici errori che abbiamo commesso finora nel Sud Italia (vedasi il discorso sul “circo” di cui sopra). Un conto è attivare una dinamica partecipata sia in sede di pianificazione che di verifica e di controllo, un altro è frammentare la gestione della spesa e degli appalti.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:34 am
  36. Giovanni Dello Iacovo alle 11.19 del 03 giugno
    So che non è il suo caso ma sa cosa temo possa essere alleato silenzioso di rivendicazioni “di area” come la sua? La disputa a gestire gli annessi e connessi del ciclo di spesa: un altro dei tragici errori che abbiamo commesso finora nel Sud Italia (vedasi il discorso sul “circo” di cui sopra). Un conto è attivare una dinamica partecipata sia in sede di pianificazione che di verifica e di controllo, un altro è frammentare la gestione della spesa e degli appalti.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:34 am
  37. Giovanni Dello Iacovo alle 11.19 del 03 giugno
    So che non è il suo caso ma sa cosa temo possa essere alleato silenzioso di rivendicazioni “di area” come la sua? La disputa a gestire gli annessi e connessi del ciclo di spesa: un altro dei tragici errori che abbiamo commesso finora nel Sud Italia (vedasi il discorso sul “circo” di cui sopra). Un conto è attivare una dinamica partecipata sia in sede di pianificazione che di verifica e di controllo, un altro è frammentare la gestione della spesa e degli appalti.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 10:34 am
  38. Chiarissimo dottore
    tralascio gli aspetti sui quali ci troviamo anche in parte concordi.
    Ma sul treno tram non cambio idea. Un opera faraonica, anche un po irrealista per la morfologia del nostro territorio, che è completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori, paragonabile con le dovute proporzioni al Ponte sullo Stretto.
    Per lo più un pozzo senza fondo che prosciugherà tutti i finanziamenti come lei stesso conferma con la sua chiosa ” Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema”.
    Ma questa è opinione personale.

    Dottore il malessere e le rivendicazioni del Gargano non sono cosa di oggi e non è cosa inventata, quindi se in linea di principio potrei essere d’accordo con lei con le scelte basate sulla qualità, non la condivido per la nostra realtà territoriale dove un criterio salomonico che distribuisca su tutto il territorio i benefici anche economici di Area Vasta sarebbe stato in questa fase storica visto più equo e più corretto.
    Potrei anche essere d’accordo sulle poche cose da fare. Ma facciamolo sul tutto il territorio della provincia. Ed invece no. Stessa cosa sembra orintare il piano territoriale di coordinamento provinciale.
    Ma ancora una volta è di politica che dobbiamo parlare. Ho già avuto modo di dire in altra circostanza che i garganici possono anche aspettare un altro turno a patto che prima o poi arrivi il nostro turno. Ecco cosa intendo quando chiedo al politica del Gargano di dirci quali sono i termini dell’accordo che ha messo a tacere tutti. Spero che questo accordo sia nell’interesse generale e che sia nobile anche per le nostre genti. Non vorrei che avessimo venduto il Gargano per un piatto di lenticchie.
    Resto in attesa di email chiarificatrici e rassicuranti: magazinedelgargano@gmail.com

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 11:12 am
  39. Chiarissimo dottore
    tralascio gli aspetti sui quali ci troviamo anche in parte concordi.
    Ma sul treno tram non cambio idea. Un opera faraonica, anche un po irrealista per la morfologia del nostro territorio, che è completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori, paragonabile con le dovute proporzioni al Ponte sullo Stretto.
    Per lo più un pozzo senza fondo che prosciugherà tutti i finanziamenti come lei stesso conferma con la sua chiosa ” Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema”.
    Ma questa è opinione personale.

    Dottore il malessere e le rivendicazioni del Gargano non sono cosa di oggi e non è cosa inventata, quindi se in linea di principio potrei essere d’accordo con lei con le scelte basate sulla qualità, non la condivido per la nostra realtà territoriale dove un criterio salomonico che distribuisca su tutto il territorio i benefici anche economici di Area Vasta sarebbe stato in questa fase storica visto più equo e più corretto.
    Potrei anche essere d’accordo sulle poche cose da fare. Ma facciamolo sul tutto il territorio della provincia. Ed invece no. Stessa cosa sembra orintare il piano territoriale di coordinamento provinciale.
    Ma ancora una volta è di politica che dobbiamo parlare. Ho già avuto modo di dire in altra circostanza che i garganici possono anche aspettare un altro turno a patto che prima o poi arrivi il nostro turno. Ecco cosa intendo quando chiedo al politica del Gargano di dirci quali sono i termini dell’accordo che ha messo a tacere tutti. Spero che questo accordo sia nell’interesse generale e che sia nobile anche per le nostre genti. Non vorrei che avessimo venduto il Gargano per un piatto di lenticchie.
    Resto in attesa di email chiarificatrici e rassicuranti: magazinedelgargano@gmail.com

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 11:12 am
  40. Chiarissimo dottore
    tralascio gli aspetti sui quali ci troviamo anche in parte concordi.
    Ma sul treno tram non cambio idea. Un opera faraonica, anche un po irrealista per la morfologia del nostro territorio, che è completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori, paragonabile con le dovute proporzioni al Ponte sullo Stretto.
    Per lo più un pozzo senza fondo che prosciugherà tutti i finanziamenti come lei stesso conferma con la sua chiosa ” Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema”.
    Ma questa è opinione personale.

    Dottore il malessere e le rivendicazioni del Gargano non sono cosa di oggi e non è cosa inventata, quindi se in linea di principio potrei essere d’accordo con lei con le scelte basate sulla qualità, non la condivido per la nostra realtà territoriale dove un criterio salomonico che distribuisca su tutto il territorio i benefici anche economici di Area Vasta sarebbe stato in questa fase storica visto più equo e più corretto.
    Potrei anche essere d’accordo sulle poche cose da fare. Ma facciamolo sul tutto il territorio della provincia. Ed invece no. Stessa cosa sembra orintare il piano territoriale di coordinamento provinciale.
    Ma ancora una volta è di politica che dobbiamo parlare. Ho già avuto modo di dire in altra circostanza che i garganici possono anche aspettare un altro turno a patto che prima o poi arrivi il nostro turno. Ecco cosa intendo quando chiedo al politica del Gargano di dirci quali sono i termini dell’accordo che ha messo a tacere tutti. Spero che questo accordo sia nell’interesse generale e che sia nobile anche per le nostre genti. Non vorrei che avessimo venduto il Gargano per un piatto di lenticchie.
    Resto in attesa di email chiarificatrici e rassicuranti: magazinedelgargano@gmail.com

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 11:12 am
  41. Chiarissimo dottore
    tralascio gli aspetti sui quali ci troviamo anche in parte concordi.
    Ma sul treno tram non cambio idea. Un opera faraonica, anche un po irrealista per la morfologia del nostro territorio, che è completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori, paragonabile con le dovute proporzioni al Ponte sullo Stretto.
    Per lo più un pozzo senza fondo che prosciugherà tutti i finanziamenti come lei stesso conferma con la sua chiosa ” Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema”.
    Ma questa è opinione personale.

    Dottore il malessere e le rivendicazioni del Gargano non sono cosa di oggi e non è cosa inventata, quindi se in linea di principio potrei essere d’accordo con lei con le scelte basate sulla qualità, non la condivido per la nostra realtà territoriale dove un criterio salomonico che distribuisca su tutto il territorio i benefici anche economici di Area Vasta sarebbe stato in questa fase storica visto più equo e più corretto.
    Potrei anche essere d’accordo sulle poche cose da fare. Ma facciamolo sul tutto il territorio della provincia. Ed invece no. Stessa cosa sembra orintare il piano territoriale di coordinamento provinciale.
    Ma ancora una volta è di politica che dobbiamo parlare. Ho già avuto modo di dire in altra circostanza che i garganici possono anche aspettare un altro turno a patto che prima o poi arrivi il nostro turno. Ecco cosa intendo quando chiedo al politica del Gargano di dirci quali sono i termini dell’accordo che ha messo a tacere tutti. Spero che questo accordo sia nell’interesse generale e che sia nobile anche per le nostre genti. Non vorrei che avessimo venduto il Gargano per un piatto di lenticchie.
    Resto in attesa di email chiarificatrici e rassicuranti: magazinedelgargano@gmail.com

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 11:12 am
  42. Chiarissimo dottore
    tralascio gli aspetti sui quali ci troviamo anche in parte concordi.
    Ma sul treno tram non cambio idea. Un opera faraonica, anche un po irrealista per la morfologia del nostro territorio, che è completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori, paragonabile con le dovute proporzioni al Ponte sullo Stretto.
    Per lo più un pozzo senza fondo che prosciugherà tutti i finanziamenti come lei stesso conferma con la sua chiosa ” Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema”.
    Ma questa è opinione personale.

    Dottore il malessere e le rivendicazioni del Gargano non sono cosa di oggi e non è cosa inventata, quindi se in linea di principio potrei essere d’accordo con lei con le scelte basate sulla qualità, non la condivido per la nostra realtà territoriale dove un criterio salomonico che distribuisca su tutto il territorio i benefici anche economici di Area Vasta sarebbe stato in questa fase storica visto più equo e più corretto.
    Potrei anche essere d’accordo sulle poche cose da fare. Ma facciamolo sul tutto il territorio della provincia. Ed invece no. Stessa cosa sembra orintare il piano territoriale di coordinamento provinciale.
    Ma ancora una volta è di politica che dobbiamo parlare. Ho già avuto modo di dire in altra circostanza che i garganici possono anche aspettare un altro turno a patto che prima o poi arrivi il nostro turno. Ecco cosa intendo quando chiedo al politica del Gargano di dirci quali sono i termini dell’accordo che ha messo a tacere tutti. Spero che questo accordo sia nell’interesse generale e che sia nobile anche per le nostre genti. Non vorrei che avessimo venduto il Gargano per un piatto di lenticchie.
    Resto in attesa di email chiarificatrici e rassicuranti: magazinedelgargano@gmail.com

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 11:12 am
  43. Chiarissimo dottore
    tralascio gli aspetti sui quali ci troviamo anche in parte concordi.
    Ma sul treno tram non cambio idea. Un opera faraonica, anche un po irrealista per la morfologia del nostro territorio, che è completamente fuori contesto per le esigenze di Foggia Citta e per gli altri territori, paragonabile con le dovute proporzioni al Ponte sullo Stretto.
    Per lo più un pozzo senza fondo che prosciugherà tutti i finanziamenti come lei stesso conferma con la sua chiosa ” Avrei preferito e preferirei ancora che dessimo coerente seguito alla scelta di 3 anni fa: poche cose molto costose, capaci di innescare trasformazioni di sistema”.
    Ma questa è opinione personale.

    Dottore il malessere e le rivendicazioni del Gargano non sono cosa di oggi e non è cosa inventata, quindi se in linea di principio potrei essere d’accordo con lei con le scelte basate sulla qualità, non la condivido per la nostra realtà territoriale dove un criterio salomonico che distribuisca su tutto il territorio i benefici anche economici di Area Vasta sarebbe stato in questa fase storica visto più equo e più corretto.
    Potrei anche essere d’accordo sulle poche cose da fare. Ma facciamolo sul tutto il territorio della provincia. Ed invece no. Stessa cosa sembra orintare il piano territoriale di coordinamento provinciale.
    Ma ancora una volta è di politica che dobbiamo parlare. Ho già avuto modo di dire in altra circostanza che i garganici possono anche aspettare un altro turno a patto che prima o poi arrivi il nostro turno. Ecco cosa intendo quando chiedo al politica del Gargano di dirci quali sono i termini dell’accordo che ha messo a tacere tutti. Spero che questo accordo sia nell’interesse generale e che sia nobile anche per le nostre genti. Non vorrei che avessimo venduto il Gargano per un piatto di lenticchie.
    Resto in attesa di email chiarificatrici e rassicuranti: magazinedelgargano@gmail.com

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 11:12 am
  44. Anna Maria Di Miscio alle 12.55 del 03 giugno
    penso che se scippo c’è stato sia opportuno fare rcorso nelle sedi opportune, Regione, Capitanata e cabine di regia.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 11:58 am
  45. Anna Maria Di Miscio alle 12.55 del 03 giugno
    penso che se scippo c’è stato sia opportuno fare rcorso nelle sedi opportune, Regione, Capitanata e cabine di regia.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 11:58 am
  46. Anna Maria Di Miscio alle 12.55 del 03 giugno
    penso che se scippo c’è stato sia opportuno fare rcorso nelle sedi opportune, Regione, Capitanata e cabine di regia.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 11:58 am
  47. Anna Maria Di Miscio alle 12.55 del 03 giugno
    penso che se scippo c’è stato sia opportuno fare rcorso nelle sedi opportune, Regione, Capitanata e cabine di regia.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 11:58 am
  48. Anna Maria Di Miscio alle 12.55 del 03 giugno
    penso che se scippo c’è stato sia opportuno fare rcorso nelle sedi opportune, Regione, Capitanata e cabine di regia.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 11:58 am
  49. Anna Maria Di Miscio alle 12.55 del 03 giugno
    penso che se scippo c’è stato sia opportuno fare rcorso nelle sedi opportune, Regione, Capitanata e cabine di regia.

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    Pubblicato da utente anonimo | giugno 3, 2009, 11:58 am
  50. Antonio Basile alle 12.59 del 03 giugno
    E’ quello che sto facendo dottoressa. Ma contestualmente voglio sensibilizzare l’opinione pubblica.

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    Pubblicato da festival | giugno 3, 2009, 12:00 PM

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