
Riscoppia la battaglia degli anni 70 fra Radio Onda Amica e Radio Onda Rossa
Il pretesto sempre lo stesso: la radio deve avere o meno uno scopo alto ed educativo oppure deve essere lo strumento delle canzonette?
Anche i personaggi sempre quegli stessi di una volta: Lino Savio, Giancarlo Pelusi, Pierluigi Pelusi, Tonino Darnese (Cucc’), Mario Massa, Rocco Manzo, Michele Russi, Gino Zurlo, Mario Caputo (stokkett’), giovanni di brina (scannapesc’), carmine facenna (cap’ral’), marcello russi (cap’ton’) e tanti altri.
Ricordo che in un torrido pomeriggio d’estate arrivano a Carpino degli “spezzapttural” che ci chiedono se conoscevamo qualcuno che cantava canzoni locali, noi li accompagnammo da z Ndrej e dopo ore di “parlamenti” vennero tutti alla Radio. Mi ricordo che a casa di Gino Zurlo si mangiava i “mulagnan chijn” i nostri ospiti ne approfittarono facendosi fuori una decina di pacch. solo dopo venimmo a sapere chi erano (Carlo d’Angiò- Roberto De Simone- Eugenio Bennato ecc.)
Da lì (anno 1974/75) iniziò l’elaborazione del Disco Garofane d’ammore.
Prima radio a Carpino?
RADIO SUPERNATIONAL, non avevamo ancora il mixer ma ci arrangiavamo con un microfono e un giradischi
L’eco delle radio libere quando per le strade di Carpino si sentiva ancora l’eco.
Vediamo di mettere un po’ d’ordine sul capitolo radio libere a Carpino di Pierluigi Pelusi
La prima radio in assoluto che abbia mai trasmesso a Carpino e’ stata: Radio Supernational….facciamo un po’ di cronologia: era nella primavera del 1976 che mio fratello Giancarlo insieme a tonino D’arnese (Cucc’) costruirono un trasmettitore in seguito alla legge 103/1975 che aveva aperto ma non ancora del tutto la possibilita di creare radio libere. Le prove di trasmissione si fecero dalla sede del gruppo dell’allora “comunita cristina” che allora si riuniva nei locali annessi alla chiesa madre (sopra le suore per intenderci); quelle prime prove tecniche di trasmissione erano solo a scopo di prova e forse c’era intenzione di creare una radio di tendenza cattolica ….ma poi non se ne fece nulla…(allora il riferimento era don Francesco Gramazio da poco ordinato sacerdote). Poi in seguito alla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale (28 luglio 1976) che apri’ definitivamente le porte alle radio libere…Non ricordo precisamente come ma Matteo Maccarone (M’zzon’) si fece prestare da mio fratello giancarlo il trasmettitore e prese in affitto un locale vicino alla chiesa madre dove chiedendo l’aiuto mio, di mario massa, di rocco manzo, di michele russi,e altri aprimmo la prima radio libera….cioe’ radio supernational……ricordo che iniziammo le trasmissioni gia il mese prima della sentenza della corte costituzionale ( che era nell’aria)…..a radio supernational trasmettavamo con il mio giradischi, un microfono.
A radio supernational si unì subito dopo la radio di gino zurlo, lino savio e altri….
qualche mese dopo, precisamente i primi di settembre del 76 io e altri amici non ci trovammo d’accordo con Matteo Maccarone sull’impronta da dare alla radio;
Mi spiego meglio: mentre matteo (noto esponente del Fronte Della Gioventù) voleva dare alla radio un’impronta vicino alla destra di allora, io, mario massa, gianfranco di viesti, michele russi, rocco romagnolo e angelo circolone volevamo una radio libera che avesse uno scopo esclusivamente ludico e così nacque un conflitto interno che si risolse con la nostra fuoriuscita da radio supernational….in pratica avvenne che io mi ripresi il mio giradischi e il trasmettitore di mio fratello e una settimana dopo costituimmo Radio Onda Amica….. e nel gruppo gia citato dei dissidenti si aggiunse mario caputo (stokkett’). Solo 4 o 5 mesi dopo ripresero le trasmissioni della radio di matteo maccarone che poi non credo duro piu’ di tanto….
Non è vero la prima radio libera a Carpino la fondo Gino di Tullio assieme ai suoi amici costrui’ un trasformatore fatto da lui grande come un pacchetto di sigarette. Gino era un mostro dell’elettronica. i fondatori eravamo Gino Di Tullio, Tonino DI Perna (tonin la sciucc ), Angelo Antonio Di Lella, Stefano Bramante (nino), Nicola Finizio e trasmettavamo dietro il tabacchino di Tanino, la casa era di ZIA NINNELLA. Venivano a trasmettere Giovanni scannapesc, Franchino raptedd e Pascualino il figlio del capoguardia allora di CARPINO. La Radio si chiamava RADIO ANTENNA SUPERSONIC. Quando abbiamo raccolto un po di risparmi abbiamo cambiato sede e ci spostammo a Pastrumel dove la domenica c’era anche chi veniva a ballare.

Un saluto a Pierluigi, savio e Michele. Che ne pensate della vicenda delle pecore? Riusciremo a dare una svolta all’apatia imperante del paese?
Un caro saluto da Herat
Ciao
Giovanni
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 19, 2009, 8:32 amUn saluto a Pierluigi, savio e Michele. Che ne pensate della vicenda delle pecore? Riusciremo a dare una svolta all’apatia imperante del paese?
Un caro saluto da Herat
Ciao
Giovanni
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 19, 2009, 8:32 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
Ciao
Savio
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
Ciao
Savio
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
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Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
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Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
Ciao
Savio
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amAnche le pecore hanno diritto ad un parco gioco o a brucare l’erba il problema è la destinazione d’uso del terreno.
A parte gli scherzi ma vi sembra possibile che il parco giochi sia stato ubicato ai confini del mondo? di chi è stata la scelta? e perchè li? quanto ci è costato? con quali soldi? secondo me queste sono le domande da farsi, poi è normale se non vi è vigilanza o recinzione che tutti i tipi di animali entrano ed escono liberamente il problema non sono le pecore ma chi ha deciso che il parco andava fatto li, chi dovrebbe vigilare, chi dovrebbe fare la manutenzione e soprattutto il senso civico dei nostri paesani pronti a scagliare la pietra nel mese di agosto salvo poi chiudere occhi ed orecchie nei restanti mesi dell’anno.
Credo che la situazione sia drammatica non se ne uscirà, salvo che le nuove generazione e i loro formatori abbiano il coraggio di dire basta e da sudditi si trasformino in cittadini.
Questa è utopia. E’ meglio sopravvivere quotidianamente che lottare con il rischio di esporsi.
Un appello andrebbe fatto alla classe dirigente, agli intellettuali, ai professionisti, ai fuori sede, a chi a Carpino ci vive e ci muore giorno dopo giorno quando finirà? quando diremmo basta?
Quando tutti insieme progetteremo un futuro per questo paese e per i suoi abitanti? Mi ricordo un post di una Carpinese che disperatamente diceva che Lei non voleva sopravvivere ma vivere e far vivere i suoi figli in un humus culturale, civico diverso e urlava la sua rabbia, nessuno dico nessuno ha avuto il coraggio o si è sentito in dovere di dare una risposta NESSUNO e Maria Antonietta (se non sbaglio) è rimasta sola con la sua rabbia e con le sue aspettative, che dire questo è Carpino.
Mi incazzo perchè le potenzialità di questo paese sono enormi, basterebbe incanalarle,basterebbe un minimo di etica politica e civile per iniziare a cambiare qualcosa e la politica badate ha responsabilità enormi (responsabilità trasversali a destra, centro e sinistra) si continua con la politica del giorno dopo giorno senza alcun progetto a medio lungo termine. Il problema primario è il lavoro e bisognerebbe sfruttare tutte le opportunità che il territorio offre dal turismo all’agricoltura, dal lago alle montagne ma senza progettualità, senza sfide bhe le cose resteranno così.
Ora basta lo sfogo è terminato un abbraccio a tutti gli amici e non
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 24, 2009, 9:51 amsavio,forse non sei al corrente che questo è il parco giochi delle terre di san cirillo…a pochi passi dalla piazza
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Pubblicato da Crono88 | ottobre 24, 2009, 2:26 PMsavio,forse non sei al corrente che questo è il parco giochi delle terre di san cirillo…a pochi passi dalla piazza
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Pubblicato da Crono88 | ottobre 24, 2009, 2:26 PMCiao Savio su questo argomento è scoppiata una bagarre su facebook.
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Pubblicato da festival | ottobre 25, 2009, 8:11 amCiao Savio su questo argomento è scoppiata una bagarre su facebook.
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Pubblicato da festival | ottobre 25, 2009, 8:11 amche dire? anche le pecore hanno diritto a pascolare.
Ma quanti parchi gioco ci sono?
Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
Sarò scettico ma nell’immobilismo dinamico di questo paese nulla cambierà!
Ciao
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Pubblicato da utente anonimo | ottobre 28, 2009, 8:23 amche dire? anche le pecore hanno diritto a pascolare.
Ma quanti parchi gioco ci sono?
Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
Sarò scettico ma nell’immobilismo dinamico di questo paese nulla cambierà!
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Ma quanti parchi gioco ci sono?
Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
Sarò scettico ma nell’immobilismo dinamico di questo paese nulla cambierà!
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Ma quanti parchi gioco ci sono?
Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
Sarò scettico ma nell’immobilismo dinamico di questo paese nulla cambierà!
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Ma quanti parchi gioco ci sono?
Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
Sarò scettico ma nell’immobilismo dinamico di questo paese nulla cambierà!
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Ma quanti parchi gioco ci sono?
Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
Sarò scettico ma nell’immobilismo dinamico di questo paese nulla cambierà!
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Comunque nulla cambia su quanto detto prima, a parte le questioni di civiltà senso civico ecc. rimane il problema di fondo chi controlla? chi reprime? chi da gli indirizzi operativi?
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