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Le Radio Libere di Carpino ai primi anni 70 del secolo scorso


Riscoppia la battaglia degli anni 70 fra Radio Onda Amica e Radio Onda Rossa
Il pretesto sempre lo stesso: la radio deve avere o meno uno scopo alto ed educativo oppure deve essere lo strumento delle canzonette?
Anche i personaggi sempre quegli stessi di una volta: Lino Savio, Giancarlo Pelusi, Pierluigi Pelusi, Tonino Darnese (Cucc’), Mario Massa, Rocco Manzo, Michele Russi, Gino Zurlo, Mario Caputo (stokkett’), giovanni di brina (scannapesc’), carmine facenna (cap’ral’), marcello russi (cap’ton’) e tanti altri.
Ricordo che in un torrido pomeriggio d’estate arrivano a Carpino degli “spezzapttural” che ci chiedono se conoscevamo qualcuno che cantava canzoni locali, noi li accompagnammo da z Ndrej e dopo ore di “parlamenti” vennero tutti alla Radio. Mi ricordo che a casa di Gino Zurlo si mangiava i “mulagnan chijn” i nostri ospiti ne approfittarono facendosi fuori una decina di pacch. solo dopo venimmo a sapere chi erano (Carlo d’Angiò- Roberto De Simone- Eugenio Bennato ecc.)
Da lì (anno 1974/75) iniziò l’elaborazione del Disco Garofane d’ammore.
Prima radio a Carpino?
RADIO SUPERNATIONAL, non avevamo ancora il mixer ma ci arrangiavamo con un microfono e un giradischi
L’eco delle radio libere quando per le strade di Carpino si sentiva ancora l’eco.

Vediamo di mettere un po’ d’ordine sul capitolo radio libere a Carpino di Pierluigi Pelusi
La prima radio in assoluto che abbia mai trasmesso a Carpino e’ stata: Radio Supernational….facciamo un po’ di cronologia: era nella primavera del 1976 che mio fratello Giancarlo insieme a tonino D’arnese (Cucc’) costruirono un trasmettitore in seguito alla legge 103/1975 che aveva aperto ma non ancora del tutto la possibilita di creare radio libere. Le prove di trasmissione si fecero dalla sede del gruppo dell’allora “comunita cristina” che allora si riuniva nei locali annessi alla chiesa madre (sopra le suore per intenderci); quelle prime prove tecniche di trasmissione erano solo a scopo di prova e forse c’era intenzione di creare una radio di tendenza cattolica ….ma poi non se ne fece nulla…(allora il riferimento era don Francesco Gramazio da poco ordinato sacerdote). Poi in seguito alla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale (28 luglio 1976) che apri’ definitivamente le porte alle radio libere…Non ricordo precisamente come ma Matteo Maccarone (M’zzon’) si fece prestare da mio fratello giancarlo il trasmettitore e prese in affitto un locale vicino alla chiesa madre dove chiedendo l’aiuto mio, di mario massa, di rocco manzo, di michele russi,e altri aprimmo la prima radio libera….cioe’ radio supernational……ricordo che iniziammo le trasmissioni gia il mese prima della sentenza della corte costituzionale ( che era nell’aria)…..a radio supernational trasmettavamo con il mio giradischi, un microfono.
A radio supernational si unì subito dopo la radio di gino zurlo, lino savio e altri….
qualche mese dopo, precisamente i primi di settembre del 76 io e altri amici non ci trovammo d’accordo con Matteo Maccarone sull’impronta da dare alla radio;
Mi spiego meglio: mentre matteo (noto esponente del Fronte Della Gioventù) voleva dare alla radio un’impronta vicino alla destra di allora, io, mario massa, gianfranco di viesti, michele russi, rocco romagnolo e angelo circolone volevamo una radio libera che avesse uno scopo esclusivamente ludico e così nacque un conflitto interno che si risolse con la nostra fuoriuscita da radio supernational….in pratica avvenne che io mi ripresi il mio giradischi e il trasmettitore di mio fratello e una settimana dopo costituimmo Radio Onda Amica….. e nel gruppo gia citato dei dissidenti si aggiunse mario caputo (stokkett’). Solo 4 o 5 mesi dopo ripresero le trasmissioni della radio di matteo maccarone che poi non credo duro piu’ di tanto….

Non è vero la prima radio libera a Carpino la fondo Gino di Tullio assieme ai suoi amici costrui’ un trasformatore fatto da lui grande come un pacchetto di sigarette. Gino era un mostro dell’elettronica. i fondatori eravamo Gino Di Tullio, Tonino DI Perna (tonin la sciucc ), Angelo Antonio Di Lella, Stefano Bramante (nino), Nicola Finizio e trasmettavamo dietro il tabacchino di Tanino, la casa era di ZIA NINNELLA. Venivano a trasmettere Giovanni scannapesc, Franchino raptedd e Pascualino il figlio del capoguardia allora di CARPINO. La Radio si chiamava RADIO ANTENNA SUPERSONIC. Quando abbiamo raccolto un po di risparmi abbiamo cambiato sede e ci spostammo a Pastrumel dove la domenica c’era anche chi veniva a ballare.

Discussione

2.307 pensieri su “Le Radio Libere di Carpino ai primi anni 70 del secolo scorso

  1. Avatar di Sconosciuto

    era Acid Jazz!!! con influenze….( del grande Parker ?) – poi il bassista era il massimo, ma il meglio si dava nelle jam di Blues ti ricordi? eri impareggibile negli accordi.
    Ovviamente il vicinato è andato in processione (scalzi) quando hanno saputo che avevamo terminato l’esperienza.

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 20, 2009, 8:42 am
  2. Avatar di Sconosciuto

    era Acid Jazz!!! con influenze….( del grande Parker ?) – poi il bassista era il massimo, ma il meglio si dava nelle jam di Blues ti ricordi? eri impareggibile negli accordi.
    Ovviamente il vicinato è andato in processione (scalzi) quando hanno saputo che avevamo terminato l’esperienza.

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 20, 2009, 8:42 am
  3. Avatar di Sconosciuto

    era Acid Jazz!!! con influenze….( del grande Parker ?) – poi il bassista era il massimo, ma il meglio si dava nelle jam di Blues ti ricordi? eri impareggibile negli accordi.
    Ovviamente il vicinato è andato in processione (scalzi) quando hanno saputo che avevamo terminato l’esperienza.

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 20, 2009, 8:42 am
  4. Avatar di Sconosciuto

    era Acid Jazz!!! con influenze….( del grande Parker ?) – poi il bassista era il massimo, ma il meglio si dava nelle jam di Blues ti ricordi? eri impareggibile negli accordi.
    Ovviamente il vicinato è andato in processione (scalzi) quando hanno saputo che avevamo terminato l’esperienza.

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 20, 2009, 8:42 am
  5. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  6. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  7. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  8. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  9. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  10. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  11. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  12. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
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    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  14. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  15. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
  16. Avatar di Sconosciuto

    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    Pubblicato da festival | marzo 20, 2009, 11:56 am
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    Bene Savio
    c’è tutto quello che occorre fare.
    Eppure a Carpino non sanno cosa fare e si aspettano che qualunque cosa debba essere fatta la debbano fare gli altri.
    La missione che si è data l’associazione è molto chiara : tutelare e promuovere il patrimonio musicale di Carpino e del Gargano e nel contempo dare una prospettiva turistica al nostro paese.
    Quest’ultimo aspetto è già oltre la ragione per la quale l’associazione è nata. Ma abbiamo ben presente che il nostro paese agricolo fondato su pensioni e integrazioni non ha futuro. Le pensioni prossime legate al sistema contributivo saranno da fame a Carpino, si prenderanno più soldi con la pensione sociale (400/450 euro oggi) che non con quella di vecchiaia. Nel prossimo sessenio a partire dal 2013 non ci saranno più le integrazioni, lo dico più esplicitamente non ci sarà più l’integrazione dell’olio e altre integrazioni legate all’agricoltura e all’allevamento.
    La popolazione è ferma da un po di anni, anzi al dire il vero sta calando, quindi non si costruiranno più nuove case, di edilizia pubblica manco a parlarne. Resteranno i soldi per farci una strada, per aggiustare un lampione o per piccoli lavori artigianali di manutenzione.
    Ci sarà il comune che continuerà a dare lavoro a una 50 di dipendenti e all’indotto (ossia alle loro famiglie) e poi?
    Ed allora, ossia fra pochi anni, cosa si farà? Forse troveremo un santo (nelle crisi e pestilenze in genere appaiono) oppure ci allungheremo a mare oppure tutti come noi si va via.
    Si potrebbe pensare di aprire una discarica, con il casino che c’è a Vieste probabilmente se ci proponiamo ci fanno sto piacere, ma sarebbe un vero piacere?
    Personalmente penso a Carpino come un piccolo borgo caratteristico del Gargano legato alle tradizioni, alle produzioni tipiche e all’artigianato che sia complementare sia al turismo religioso che a quello balneare e legato al Parco. Ma ci stiamo movendo in questo senso?
    L’anno scorso si tenne il Forum del turismo del Gargano a Vieste (la tendenza è a sottovalutare tutto, quindi anche questa cosa). Furono invitati tutti i comuni del gargano, tutti tranne Carpino. Chiamammo il commissario dell’Apt per avvisarlo della dimenticanza. Ci rispose che non era un errore. Carpino non era negli elenchi dei paesi a rilevanza turistica. Ma cagnano si, Ischitella pure. Carpino cosa aveva di diverso o di meno. Lo convincemmo arrivò il fax di invito al Comune.
    Non ci andò nessuno (vi prego non è mi interessa fare una polemica politica, probabilmente erano più prioritarie altre questioni e nessuno ci ha potuto andare), ci ando il presidente della nostra associazione in cerca di finanziamenti.

    E’ un esempio come tanti altri per dire che non ci stiamo caratterizzando nel senso proposto.

    Ma veniamo alle questioni che tu poni.
    Cosa voglia fare l’associazione come detto è chiaro, altro non vuole fare e non potrebbe fare.
    Sulle empatia c’è poco da fare, se non si cambiano gli atteggiamenti non si fa niente in tal senso.
    Non è possibile che tutti oggi vogliano fare tutto quello che fa il CFF, con tante cose che ci sono da fare proprio le attività che segue l’associazione volete fare? Seriamente pensate che facendoci la guerra, ostacolandoci in ogni modo, denigrandoci in ogni sede, il festival possa crescere?
    Strutture idonee e luoghi atti a supportare l’evento e la ricettività. Esatto Savio. Il Comune per la sua parte ma anche e soprattutto i privati possibile che non trovino un’idea redditizia che sia anche funzionale a supportare il festival?
    Ma io dirò di più, possibile che non trovino un idea non per supportare il festival, ma per trovare il modo di sfruttare la luce che il festival riesce ad accendere? I proiettori una volta l’anno sono puntati su di noi. Ma come cazzo fate a non capirlo? Cosa aspettate?

    La Regione sosteniene le masserie didattiche. Inoltre c’è una legge che sostiene la manutenzione dei tratturi a uso turistico. Di ieri la notizia che verrà avviata una sperimentazione per dotare i paesi al di sotto dei 15000 abitanti a dotarsi di strutture attrattive e ricettive. C’è la legge regionale in materia di sport che potrebbe essere funzionale alla realizzazione di strutture sportive multifunzionali. Ci sono finanziamenti per le colture. C’è la legge sugli ulivi secolari. Ci sono finanziamenti per l’internazionalizzazione e le promozioni. Per i giovani c’è il progetto Bollenti Spiriti con bandi in uscita una volta l’anno.

    Noi proviamo a fare la guerra per avere un Auditorium e abbiamo il Comune dalla nostra parte ma ovviamente non basta. Vedremo abbiamo provato a smuovere altri canali, solo che non riesce a passare l’idea che la nostra proposta abbia un impatto su un area vasta e non solo comunale. Ma chi sono questi genii che non capiscono la valenza della proposta per l’intero Gargano?

    Sull’evoluzione dell’evento ci sarebbero tante cose da dire. Dal mio punto di vista ci siamo già spinti oltre quello che deve essere un evento legato alle musiche di tradizione. Ma dopo 13 anni non poteva che essere cosi. Eppure c’è chi ci chiede di far venire questo o quel cantante neanche se il nostro festival fosse un evento rockettaro oppure pensano che debba diventarlo ma se cosi fosse ci sono altri che farebbero le cose molto meglio di noi.
    Non può essere un evento replica di altri eventi che ci sono già in giro e che attualmente guardano a noi con molta curiosità (diciamo cosi).
    Cosa ci manca? secondo me un pò di produzione, ossia manca che produciamo noi uno spettacolo in proprio. Ma questo dipende molto dagli artisti che hai a disposizione e dalla loro disponibilità, oltre che dal cash.

    Sull’impatto che deve avere sul tessuto socio economico del paese, cosa vuoi che ti dica. Mi ripeteri per quanto detto sopra. Faccio solo osservare che un impatto sociale e culturale lo ha già. Vedo i giovanissimi su facebook e su youtube che parlano di se stessi parlando del festival e comunque identificano il loro paese con il festival ed anche nei peggiori commenti nei confronti di un paese che odiano trovano parole di incitamento per il loro festival.
    Mi orgoglisce molto il fatto che i “fuori sede” oggi per far comprendere da dove vengono non dicono più dalla Puglia, da Foggia, dal Gargano, ma provano a vedere se l’interlocutore che hanno davanti capisce subito se dice da Carpino.
    Io personalmente trovo molti riscontri in proposito. Di certo sono molto di più coloro che ci conoscono. Se poi andiamo in mezzo a coloro che sono del settore, ambè la possiamo fare i mastri.

    Per l’impatto economico nessuno dice nulla ma se ci mettessimo a fare stime e calcoli probabilmente verrebbe fuori che già oggi non c’è periodo dell’anno oltre quella settimana in cui i consumi siano altrettanto alti.
    Intanto possiamo dire che nessuno mette fuori un euro. Qualcuno semplicisticamente potrebber obiettare ma noi ce li mettiamo i soldi perchè quelli che spendete sono soldi pubblici. Intanto diciamo che quei pochi che li mettono i soldi, li metterebbero comunque che si faccia o meno il festival, non metterebbero un euro in meno, noi ci preoccupiamo di farli ritornare in patria e di spenderli per noi stessi.
    Di certo che a Carpino tutti prendono qualcosa dei finanziamenti che ci procuriamo dal bidello della scuola, alla protezione civile, ai maestri dei corsi, alli statt attent, agli autisti.
    Se intendi l’occupazione allora direttamente c’è poca cosa e soprattutto non retribuita. Indirettamente ci sono coloro che hanno aumentato le produzioni locali. Non diranno mai che è anche merito del festival, ma di fatto è cosi. Oggi anche chi vende l’olio trova più facilmente venderlo in proprio piuttosto che darlo alle ditte.
    Mi dispiace che non si sviluppa l’artigianato degli strumenti musicali. Chi fa il falegname dovrebbe specializzarsi anche in questo e cosi riempire i tempi morti con la produzione di una chitarra, oh si vendono a migliaia di euro.

    Però adesso mi sono rotto e ti ho risposto Savio solo perchè eri tu e mi sembrava sgarbato nei tuoi confronti. Agli altri vedrai che non gliene frega niente. Quindi mi rimetto a fare le cose mie perchè sono convinto che a goccia a goccia si riempie il mare.

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    GRAZIE ANTONIO.
    ELEQUENTE!!!!
    MA PURTROPPO SIAMO LEGATI COME FIGLI ALLE MAMME A QUESTO PAESE E CONTINUEREMO AD INCAZZARCI SEMPRE, SPERANDO CHE QUALCOSA PRIMA O POI CAMBI NELLA MENTE E NEI CUORI. GRAZIE

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 20, 2009, 12:25 PM
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    MA PURTROPPO SIAMO LEGATI COME FIGLI ALLE MAMME A QUESTO PAESE E CONTINUEREMO AD INCAZZARCI SEMPRE, SPERANDO CHE QUALCOSA PRIMA O POI CAMBI NELLA MENTE E NEI CUORI. GRAZIE

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    Ciao Savio
    L’anno scorso mi cimentai a fare dei calcoli per valutare anche l’impatto economico del festival, ma non ho mai insistito perchè sulle stime delle presenze potremmo non trovarci daccordo.
    Un amico che ha letto la nostra discussione e mi ha mandato questo studio.

    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

    1.569.732,00 (Totale senza Agosto)
    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

    212.095,00 (Totale Agosto)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,52

    Cosa ci dicono questi numeri? semplice che il consumo procapite aumenta del 50%.
    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

    Bene, adesso abbiamo anche dei numeri, possono essere sindacabili ma non possono essere trascurati.
    Savio tu cosa ne pensi, mi interessa sinceramente il tuo parere, visto anche la tua professione?

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    Pubblicato da festival | marzo 21, 2009, 2:10 PM
  45. Avatar di Sconosciuto

    Ciao Savio
    L’anno scorso mi cimentai a fare dei calcoli per valutare anche l’impatto economico del festival, ma non ho mai insistito perchè sulle stime delle presenze potremmo non trovarci daccordo.
    Un amico che ha letto la nostra discussione e mi ha mandato questo studio.

    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

    1.569.732,00 (Totale senza Agosto)
    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

    212.095,00 (Totale Agosto)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,52

    Cosa ci dicono questi numeri? semplice che il consumo procapite aumenta del 50%.
    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

    Bene, adesso abbiamo anche dei numeri, possono essere sindacabili ma non possono essere trascurati.
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    Ciao Savio
    L’anno scorso mi cimentai a fare dei calcoli per valutare anche l’impatto economico del festival, ma non ho mai insistito perchè sulle stime delle presenze potremmo non trovarci daccordo.
    Un amico che ha letto la nostra discussione e mi ha mandato questo studio.

    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

    1.569.732,00 (Totale senza Agosto)
    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

    212.095,00 (Totale Agosto)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,52

    Cosa ci dicono questi numeri? semplice che il consumo procapite aumenta del 50%.
    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

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    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

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    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

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    4.642 (abitanti istat 2001)
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    Cosa ci dicono questi numeri? semplice che il consumo procapite aumenta del 50%.
    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

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    Un amico che ha letto la nostra discussione e mi ha mandato questo studio.

    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

    1.569.732,00 (Totale senza Agosto)
    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

    212.095,00 (Totale Agosto)
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    Cosa ci dicono questi numeri? semplice che il consumo procapite aumenta del 50%.
    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

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    Un amico che ha letto la nostra discussione e mi ha mandato questo studio.

    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

    1.569.732,00 (Totale senza Agosto)
    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

    212.095,00 (Totale Agosto)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,52

    Cosa ci dicono questi numeri? semplice che il consumo procapite aumenta del 50%.
    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

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    Un amico che ha letto la nostra discussione e mi ha mandato questo studio.

    L’imbatto economico del CFF va valutato calcolando il Pil in relazione alla produzione dei rifiuti prodotti.
    I dati dei rifiuti di Carpino risultanti alla discarica di vieste sono per mese da gennaio a dicembre 2008 i seguenti:
    136.063,00
    124.374,00
    144.243,00
    138.920,00
    154.433,00
    140.707,00
    169.871,00
    212.095,00
    135.482,00
    140.655,00
    141.032,00
    143.952,00
    1.781.827,00 (Totale)

    1.569.732,00 (Totale senza Agosto)
    142.702,91 (Media mensile)
    4.642 (abitanti istat 2001)
    1,02 (produzione pro capite, media nazionale 1,3 quindi sufficientemente attendibile)

    212.095,00 (Totale Agosto)
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    Certo i consumi procapite possono aumentare, ma qui stiamo nella statistica, il che significa esattamente che la produzione dei rifiuti ci dice, che oltre ai residente, Carpino ogni giorno nel mese di agosto ha 2313 presenze turistiche (turisti e carpinesi non residenti).
    Ora consideriamo che non viviamo sulla luna e che in realtà Carpino, come tutti i paesi dell’entroterra garganico, ha visitatori, se non piove e se i giorni del calendario si incastrano bene, al massimo per 15 giorni (faccio osservare che cosi la stima per il CFF è per difetto).
    Sai che significa? Significa che quel numero deve essere raddoppiato e diventa 4626.
    Bene adesso moltiplicalo per 9, ossia per i giorni del CFF= 41635 presenze.

    Orbene se si stima che una presenza turistica comporta una spesa giornaliera media di €.50.00 (vitto + alloggio + altri consumi) si ha un PIL derivante dal Turismo pari a 41635*50,00= €.2.081.762,73
    Questo valore ci dice che il CFF è, innanzitutto, una grande risorsa economica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative di miglioramento dell’accoglienza e della ricettività e pensando ad una sana politica di ridistribuzione del reddito sulla popolazione residente.

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