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Le Radio Libere di Carpino ai primi anni 70 del secolo scorso


Riscoppia la battaglia degli anni 70 fra Radio Onda Amica e Radio Onda Rossa
Il pretesto sempre lo stesso: la radio deve avere o meno uno scopo alto ed educativo oppure deve essere lo strumento delle canzonette?
Anche i personaggi sempre quegli stessi di una volta: Lino Savio, Giancarlo Pelusi, Pierluigi Pelusi, Tonino Darnese (Cucc’), Mario Massa, Rocco Manzo, Michele Russi, Gino Zurlo, Mario Caputo (stokkett’), giovanni di brina (scannapesc’), carmine facenna (cap’ral’), marcello russi (cap’ton’) e tanti altri.
Ricordo che in un torrido pomeriggio d’estate arrivano a Carpino degli “spezzapttural” che ci chiedono se conoscevamo qualcuno che cantava canzoni locali, noi li accompagnammo da z Ndrej e dopo ore di “parlamenti” vennero tutti alla Radio. Mi ricordo che a casa di Gino Zurlo si mangiava i “mulagnan chijn” i nostri ospiti ne approfittarono facendosi fuori una decina di pacch. solo dopo venimmo a sapere chi erano (Carlo d’Angiò- Roberto De Simone- Eugenio Bennato ecc.)
Da lì (anno 1974/75) iniziò l’elaborazione del Disco Garofane d’ammore.
Prima radio a Carpino?
RADIO SUPERNATIONAL, non avevamo ancora il mixer ma ci arrangiavamo con un microfono e un giradischi
L’eco delle radio libere quando per le strade di Carpino si sentiva ancora l’eco.

Vediamo di mettere un po’ d’ordine sul capitolo radio libere a Carpino di Pierluigi Pelusi
La prima radio in assoluto che abbia mai trasmesso a Carpino e’ stata: Radio Supernational….facciamo un po’ di cronologia: era nella primavera del 1976 che mio fratello Giancarlo insieme a tonino D’arnese (Cucc’) costruirono un trasmettitore in seguito alla legge 103/1975 che aveva aperto ma non ancora del tutto la possibilita di creare radio libere. Le prove di trasmissione si fecero dalla sede del gruppo dell’allora “comunita cristina” che allora si riuniva nei locali annessi alla chiesa madre (sopra le suore per intenderci); quelle prime prove tecniche di trasmissione erano solo a scopo di prova e forse c’era intenzione di creare una radio di tendenza cattolica ….ma poi non se ne fece nulla…(allora il riferimento era don Francesco Gramazio da poco ordinato sacerdote). Poi in seguito alla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale (28 luglio 1976) che apri’ definitivamente le porte alle radio libere…Non ricordo precisamente come ma Matteo Maccarone (M’zzon’) si fece prestare da mio fratello giancarlo il trasmettitore e prese in affitto un locale vicino alla chiesa madre dove chiedendo l’aiuto mio, di mario massa, di rocco manzo, di michele russi,e altri aprimmo la prima radio libera….cioe’ radio supernational……ricordo che iniziammo le trasmissioni gia il mese prima della sentenza della corte costituzionale ( che era nell’aria)…..a radio supernational trasmettavamo con il mio giradischi, un microfono.
A radio supernational si unì subito dopo la radio di gino zurlo, lino savio e altri….
qualche mese dopo, precisamente i primi di settembre del 76 io e altri amici non ci trovammo d’accordo con Matteo Maccarone sull’impronta da dare alla radio;
Mi spiego meglio: mentre matteo (noto esponente del Fronte Della Gioventù) voleva dare alla radio un’impronta vicino alla destra di allora, io, mario massa, gianfranco di viesti, michele russi, rocco romagnolo e angelo circolone volevamo una radio libera che avesse uno scopo esclusivamente ludico e così nacque un conflitto interno che si risolse con la nostra fuoriuscita da radio supernational….in pratica avvenne che io mi ripresi il mio giradischi e il trasmettitore di mio fratello e una settimana dopo costituimmo Radio Onda Amica….. e nel gruppo gia citato dei dissidenti si aggiunse mario caputo (stokkett’). Solo 4 o 5 mesi dopo ripresero le trasmissioni della radio di matteo maccarone che poi non credo duro piu’ di tanto….

Non è vero la prima radio libera a Carpino la fondo Gino di Tullio assieme ai suoi amici costrui’ un trasformatore fatto da lui grande come un pacchetto di sigarette. Gino era un mostro dell’elettronica. i fondatori eravamo Gino Di Tullio, Tonino DI Perna (tonin la sciucc ), Angelo Antonio Di Lella, Stefano Bramante (nino), Nicola Finizio e trasmettavamo dietro il tabacchino di Tanino, la casa era di ZIA NINNELLA. Venivano a trasmettere Giovanni scannapesc, Franchino raptedd e Pascualino il figlio del capoguardia allora di CARPINO. La Radio si chiamava RADIO ANTENNA SUPERSONIC. Quando abbiamo raccolto un po di risparmi abbiamo cambiato sede e ci spostammo a Pastrumel dove la domenica c’era anche chi veniva a ballare.

Discussione

2.307 pensieri su “Le Radio Libere di Carpino ai primi anni 70 del secolo scorso

  1. Avatar di Sconosciuto

    con riferimento al commento #86
    sono in parte d’accordo sull’analisi ma troverei più stimolante sapere con chi discuto….anche solo con uno pseudonimo (se proprio ci tieni all’anonimato) almeno si potrebbe avere un’idea piu’ chiara delle varie posizioni……
    insomma se possibile mettiamoci la faccia……che poi è sempre un buon inizio per tutto….( è solo un suggerimento senza nessuna vena di polemica)

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 18, 2009, 3:41 PM
  2. Avatar di Sconosciuto

    con riferimento al commento #86
    sono in parte d’accordo sull’analisi ma troverei più stimolante sapere con chi discuto….anche solo con uno pseudonimo (se proprio ci tieni all’anonimato) almeno si potrebbe avere un’idea piu’ chiara delle varie posizioni……
    insomma se possibile mettiamoci la faccia……che poi è sempre un buon inizio per tutto….( è solo un suggerimento senza nessuna vena di polemica)

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  3. Avatar di Sconosciuto

    con riferimento al commento #86
    sono in parte d’accordo sull’analisi ma troverei più stimolante sapere con chi discuto….anche solo con uno pseudonimo (se proprio ci tieni all’anonimato) almeno si potrebbe avere un’idea piu’ chiara delle varie posizioni……
    insomma se possibile mettiamoci la faccia……che poi è sempre un buon inizio per tutto….( è solo un suggerimento senza nessuna vena di polemica)

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  4. Avatar di Sconosciuto

    con riferimento al commento #86
    sono in parte d’accordo sull’analisi ma troverei più stimolante sapere con chi discuto….anche solo con uno pseudonimo (se proprio ci tieni all’anonimato) almeno si potrebbe avere un’idea piu’ chiara delle varie posizioni……
    insomma se possibile mettiamoci la faccia……che poi è sempre un buon inizio per tutto….( è solo un suggerimento senza nessuna vena di polemica)

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 18, 2009, 3:41 PM
  5. Avatar di Sconosciuto

    con riferimento al commento #86
    sono in parte d’accordo sull’analisi ma troverei più stimolante sapere con chi discuto….anche solo con uno pseudonimo (se proprio ci tieni all’anonimato) almeno si potrebbe avere un’idea piu’ chiara delle varie posizioni……
    insomma se possibile mettiamoci la faccia……che poi è sempre un buon inizio per tutto….( è solo un suggerimento senza nessuna vena di polemica)

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 18, 2009, 3:41 PM
  6. Avatar di Sconosciuto

    sempre io Savio!
    non capisco perchè non viene più il nome (Antò)

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    Pubblicato da utente anonimo | marzo 18, 2009, 4:37 PM
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    Pubblicato da festival | marzo 18, 2009, 4:41 PM
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    Su commenti non mi fà cliccare !
    non sò che ho fatto (Pierluigi zitto) ma sono entrato in una pagina vediamo se va bene così

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 18, 2009, 4:44 PM
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    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Io ero critico sul “consorzio culturale” il perchè lo ripeto anche adesso secondo me dobbiamo salvare e tutelare la nostra tradizione senza alcuna contaminazione esterna, però se il fine giustifica i mezzi ben vengano tutte le iniziative consortili a tal pro.
    Resto fiducioso di sapere come funziona il tutto

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 18, 2009, 4:48 PM
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    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Io ero critico sul “consorzio culturale” il perchè lo ripeto anche adesso secondo me dobbiamo salvare e tutelare la nostra tradizione senza alcuna contaminazione esterna, però se il fine giustifica i mezzi ben vengano tutte le iniziative consortili a tal pro.
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    Io ero critico sul “consorzio culturale” il perchè lo ripeto anche adesso secondo me dobbiamo salvare e tutelare la nostra tradizione senza alcuna contaminazione esterna, però se il fine giustifica i mezzi ben vengano tutte le iniziative consortili a tal pro.
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    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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  45. Avatar di Sconosciuto

    Va bene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 18, 2009, 4:48 PM
  46. Avatar di Sconosciuto

    Pierluigi allora quale era la vera Radio Libera?

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 18, 2009, 4:49 PM
  47. Avatar di Sconosciuto

    Savio voglio farti notare che la nostra tradizione non è solo di carpino, che si distingue dagli altri per gli stili di suono, ma di tutta un area che va da mattinata (cantano uguale a noi) a Rignano.
    Solo per farti comprendere il fenomeno ti allego qui sotto una cosa che se la discutessimo seriamente con il contributo di tutti (cosi rispondo anche a michele) potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza. Si tratta di una parte delle raccolte che andranno a costituire un archivio sonoro regionale.
    ————
    Capitanata (Gargano, Tavoliere e Subappennino Dauno)

    Il 23 e 24 agosto 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella, nel corso della loro pionieristica campagna di registrazioni che interessò tutta la penisola, si fermarono nei comuni di Sannicandro Garganico, Cagnano Varano, Carpino e Monte Sant’Angelo, raccogliendo numerosi documenti sonori con vari organici vocali e strumentali . Conservati presso gli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (a quel tempo Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare), questi documenti fanno parte della raccolta 24b.

    Tre anni più tardi, nel 1957, Maria Sorda, un’etnografa interessata particolarmente ai temi della Passione, effettuò una serie di registrazioni nel Gargano, incluse nella raccolta contrassegnata come AELM 14 della Discoteca di Stato.

    Una nuova campagna, per il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, fu effettuata nel 1958 da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino che si fermarono a Vico del Gargano, Ischitella, Peschici, Sannicandro Garganico e Cagnano Varano, registrando i 90 documenti della raccolta 43.

    Recentemente è stata divulgata la notizia che, fra il ‘57 e il ’58, il compositore e musicologo Roman Vlad, per il film La legge di Jules Dassin, ambientato in Corsica ma girato a Carpino, effettuò una serie di registrazioni e di riprese filmate, di cui al momento non si conosce la collocazione.

    Particolarmente interessanti le rilevazioni che nel 1964 Leo Levi, fondatore degli studi sulla tradizione musicale ebraica in Europa, realizzò presso la comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico, successive a quelle effettuate in Israele e conservate nella raccolta 134a dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Sorta negli anni ’30 ad opera di Donato Manduzio, un contadino del luogo, e confluita in parte nel nascente Stato di Israele alla fine degli anni ’40, la comunità costituisce uno dei fenomeni più singolari della religiosità popolare del Novecento. Un anno dopo le registrazioni di Levi, Luigi Di Gianni realizzò a Sannicandro il documentario “Il messia”.

    Nel 1966, padre Remigio De Cristofaro, originario di Ischitella, costituì la raccolta 104 del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare registrando 106 documenti in 12 località (Foresta Umbra, Ischitella, Manfredonia, Matinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste).

    Un momento fondamentale, non solo per la ricerca ma soprattutto per la divulgazione, fu la raccolta effettuata da Leydi e Carpitella il 10 dicembre 1966 e il successivo spettacolo Sentite buona gente al Piccolo di Milano, cui presero parte Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo (Puglia 6) .

    Nel 1972, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, incluse nell’album Lo Guarracino col titolo improprio di Tarantelle del Gargano il più celebre sonetto del repertorio di Andrea Sacco, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, cantato da Carlo d’Angiò che nel 1976, dopo aver lasciato la NCCP e fondato il gruppo Musicanova con Eugenio Bennato, reinterpretò lo stesso brano con il titolo Montanara, nell’album Garofano d’ammore. L’album, che conteneva altri esempi di sonetti, oltre a una Pizzica Tarantata nello stile di Luigi Stifani, contribuì alla conoscenza e alla diffusione del tradizionale repertorio delle serenate del Gargano.

    All’estate del 1972 risalgono le registrazioni effettuate nei comuni di Cerignola e Stornarella dall’etnolinguista Glauco Sanga: 23 documenti fra i quali, in linea con gli interessi linguistici dello studioso, accanto a canzoni religiose e profane, compaiono anche racconti e filastrocche.

    All’attività didattica di Roberto Leydi, come docente di Etnomusicologia dell’università di Bologna, sono da riferire le registrazioni del 1973 di Stefano Giuseppe Manduzio a Casalvecchio di Puglia e Sannicandro Garganico, conservate nella raccolta Puglia 11 del Centro di Etnologia e Dialettologia di Bellinzona.

    Alla fine degli anni ’70, Gianni Rinaldi e Paola Sobrero svolsero, col patrocino della Biblioteca provinciale di Foggia, una vasta inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere, con indagini particolarmente estese sul pellegrinaggio al Santuario dell’Incoronata di Foggia, le maitanate di Celenza Valfortore, la corsa dei buoi di Chieuti e i riti pasquali di Vico del Gargano.

    Rivolta principalmente alle forme orali dell’espressività popolare, la ricerca ha una notevole importanza anche per quanto concerne gli aspetti musicali dell’area, di cui significative testimonianze sono conservate nelle raccolte Puglia 16, Puglia 17 e Puglia 18 del Fondo Leydi, soprattutto per quanto riguarda un filone politico e di protesta localizzato soprattutto nella zona di Cerignola, paese natale del sindacalista Giuseppe Di Vittorio .

    Del 1984 sono le rilevazioni di Gabriele Leggieri e Giovanni Canistro a Carpino, con una documentazione inedita di altri brani del repertorio di esecutori come Andrea Sacco e Antonio Piccininno, conservate nella raccolta Puglia 20 del fondo Leydi, che include anche 7 brani del 1966 di incerta provenienza e relativi a San Giovanni Rotondo.

    Al 1984 risalgono anche le registrazioni di S. Sansone a Monte Sant’Angelo che, conservate nella raccolta Puglia 22 del fondo Leydi, privilegiano, con esecuzioni musicali e interviste a Michele Stupiello e Michele Precipe, la presenza e diffusione del mandolino nel repertorio locale.

    A partire dagli anni ’80 iniziano le ricerche su tutta l’area garganica del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata diretto da Salvatore Villani, con contributi originali sia su fenomeni già noti, come i “sonetti” di Carpino, che su altri molto meno conosciuti, come la polifonia vocale sacra e profana: una selezione, parzialmente rappresentativa, di una ben più estesa attività di ricerca è nelle raccolte Puglia 23 (Ischitella), Puglia 24 (Ischitella e Monte Sant’Angelo), Puglia 25 (Monte Sant’Angelo e Cagnano Varano), Puglia 26 (Cagnano Varano, Sannicandro Garganico) e Puglia 27 (Sannicandro Garganico) del Fondo Leydi.

    Del 1988 sono le registrazioni che lo stesso Roberto Leydi, con Salvatore Villani, realizzò a Carpino nella raccolta Puglia 30, una sorta di “monografica” di Antonio Piccininno il cui repertorio è ulteriormente documentato nella raccolta Puglia 31, dove questo straordinario interprete della tradizione garganica compare in altri brani da solo e con la chitarra battente di Gennaro Liguori: la raccolta include anche 4 lunghe sequenze, con brani musicali, di una “conferenza-concerto sulla chitarra battente” tenutasi a San Giovanni Rotondo in data imprecisata.

    Nel 1987 è fondata l’associazione culturale “Taranta” di Michele Giuseppe Gala le cui attività di ricerca, orientate in particolare alle forme del ballo tradizionale, risalgono agli anni ’70 con un’estesa documentazione di musiche per ballo di cui, relativamente al Gargano, lo stesso Gala ha curato un CD antologico (“Tarantelle del Gargano”) con registrazioni dal 1980 al 1989.

    cantori_carpinoIl 29 e 30 settembre1987, Ettore De Carolis raccolse, a Sannicandro Garganico e soprattutto a Carpino, 27 documenti sonori in cui compaiono tutti i più importanti cantori e suonatori del paese, da Andrea Sacco ad Antonio Piccininno. Trasmessi nel corso del programma di Radio3 Appunti sulla musica folclorica, andarono a costituire la raccolta 135a delgli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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    Pubblicato da festival | marzo 18, 2009, 5:11 PM
  48. Avatar di Sconosciuto

    Savio voglio farti notare che la nostra tradizione non è solo di carpino, che si distingue dagli altri per gli stili di suono, ma di tutta un area che va da mattinata (cantano uguale a noi) a Rignano.
    Solo per farti comprendere il fenomeno ti allego qui sotto una cosa che se la discutessimo seriamente con il contributo di tutti (cosi rispondo anche a michele) potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza. Si tratta di una parte delle raccolte che andranno a costituire un archivio sonoro regionale.
    ————
    Capitanata (Gargano, Tavoliere e Subappennino Dauno)

    Il 23 e 24 agosto 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella, nel corso della loro pionieristica campagna di registrazioni che interessò tutta la penisola, si fermarono nei comuni di Sannicandro Garganico, Cagnano Varano, Carpino e Monte Sant’Angelo, raccogliendo numerosi documenti sonori con vari organici vocali e strumentali . Conservati presso gli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (a quel tempo Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare), questi documenti fanno parte della raccolta 24b.

    Tre anni più tardi, nel 1957, Maria Sorda, un’etnografa interessata particolarmente ai temi della Passione, effettuò una serie di registrazioni nel Gargano, incluse nella raccolta contrassegnata come AELM 14 della Discoteca di Stato.

    Una nuova campagna, per il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, fu effettuata nel 1958 da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino che si fermarono a Vico del Gargano, Ischitella, Peschici, Sannicandro Garganico e Cagnano Varano, registrando i 90 documenti della raccolta 43.

    Recentemente è stata divulgata la notizia che, fra il ‘57 e il ’58, il compositore e musicologo Roman Vlad, per il film La legge di Jules Dassin, ambientato in Corsica ma girato a Carpino, effettuò una serie di registrazioni e di riprese filmate, di cui al momento non si conosce la collocazione.

    Particolarmente interessanti le rilevazioni che nel 1964 Leo Levi, fondatore degli studi sulla tradizione musicale ebraica in Europa, realizzò presso la comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico, successive a quelle effettuate in Israele e conservate nella raccolta 134a dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Sorta negli anni ’30 ad opera di Donato Manduzio, un contadino del luogo, e confluita in parte nel nascente Stato di Israele alla fine degli anni ’40, la comunità costituisce uno dei fenomeni più singolari della religiosità popolare del Novecento. Un anno dopo le registrazioni di Levi, Luigi Di Gianni realizzò a Sannicandro il documentario “Il messia”.

    Nel 1966, padre Remigio De Cristofaro, originario di Ischitella, costituì la raccolta 104 del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare registrando 106 documenti in 12 località (Foresta Umbra, Ischitella, Manfredonia, Matinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste).

    Un momento fondamentale, non solo per la ricerca ma soprattutto per la divulgazione, fu la raccolta effettuata da Leydi e Carpitella il 10 dicembre 1966 e il successivo spettacolo Sentite buona gente al Piccolo di Milano, cui presero parte Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo (Puglia 6) .

    Nel 1972, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, incluse nell’album Lo Guarracino col titolo improprio di Tarantelle del Gargano il più celebre sonetto del repertorio di Andrea Sacco, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, cantato da Carlo d’Angiò che nel 1976, dopo aver lasciato la NCCP e fondato il gruppo Musicanova con Eugenio Bennato, reinterpretò lo stesso brano con il titolo Montanara, nell’album Garofano d’ammore. L’album, che conteneva altri esempi di sonetti, oltre a una Pizzica Tarantata nello stile di Luigi Stifani, contribuì alla conoscenza e alla diffusione del tradizionale repertorio delle serenate del Gargano.

    All’estate del 1972 risalgono le registrazioni effettuate nei comuni di Cerignola e Stornarella dall’etnolinguista Glauco Sanga: 23 documenti fra i quali, in linea con gli interessi linguistici dello studioso, accanto a canzoni religiose e profane, compaiono anche racconti e filastrocche.

    All’attività didattica di Roberto Leydi, come docente di Etnomusicologia dell’università di Bologna, sono da riferire le registrazioni del 1973 di Stefano Giuseppe Manduzio a Casalvecchio di Puglia e Sannicandro Garganico, conservate nella raccolta Puglia 11 del Centro di Etnologia e Dialettologia di Bellinzona.

    Alla fine degli anni ’70, Gianni Rinaldi e Paola Sobrero svolsero, col patrocino della Biblioteca provinciale di Foggia, una vasta inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere, con indagini particolarmente estese sul pellegrinaggio al Santuario dell’Incoronata di Foggia, le maitanate di Celenza Valfortore, la corsa dei buoi di Chieuti e i riti pasquali di Vico del Gargano.

    Rivolta principalmente alle forme orali dell’espressività popolare, la ricerca ha una notevole importanza anche per quanto concerne gli aspetti musicali dell’area, di cui significative testimonianze sono conservate nelle raccolte Puglia 16, Puglia 17 e Puglia 18 del Fondo Leydi, soprattutto per quanto riguarda un filone politico e di protesta localizzato soprattutto nella zona di Cerignola, paese natale del sindacalista Giuseppe Di Vittorio .

    Del 1984 sono le rilevazioni di Gabriele Leggieri e Giovanni Canistro a Carpino, con una documentazione inedita di altri brani del repertorio di esecutori come Andrea Sacco e Antonio Piccininno, conservate nella raccolta Puglia 20 del fondo Leydi, che include anche 7 brani del 1966 di incerta provenienza e relativi a San Giovanni Rotondo.

    Al 1984 risalgono anche le registrazioni di S. Sansone a Monte Sant’Angelo che, conservate nella raccolta Puglia 22 del fondo Leydi, privilegiano, con esecuzioni musicali e interviste a Michele Stupiello e Michele Precipe, la presenza e diffusione del mandolino nel repertorio locale.

    A partire dagli anni ’80 iniziano le ricerche su tutta l’area garganica del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata diretto da Salvatore Villani, con contributi originali sia su fenomeni già noti, come i “sonetti” di Carpino, che su altri molto meno conosciuti, come la polifonia vocale sacra e profana: una selezione, parzialmente rappresentativa, di una ben più estesa attività di ricerca è nelle raccolte Puglia 23 (Ischitella), Puglia 24 (Ischitella e Monte Sant’Angelo), Puglia 25 (Monte Sant’Angelo e Cagnano Varano), Puglia 26 (Cagnano Varano, Sannicandro Garganico) e Puglia 27 (Sannicandro Garganico) del Fondo Leydi.

    Del 1988 sono le registrazioni che lo stesso Roberto Leydi, con Salvatore Villani, realizzò a Carpino nella raccolta Puglia 30, una sorta di “monografica” di Antonio Piccininno il cui repertorio è ulteriormente documentato nella raccolta Puglia 31, dove questo straordinario interprete della tradizione garganica compare in altri brani da solo e con la chitarra battente di Gennaro Liguori: la raccolta include anche 4 lunghe sequenze, con brani musicali, di una “conferenza-concerto sulla chitarra battente” tenutasi a San Giovanni Rotondo in data imprecisata.

    Nel 1987 è fondata l’associazione culturale “Taranta” di Michele Giuseppe Gala le cui attività di ricerca, orientate in particolare alle forme del ballo tradizionale, risalgono agli anni ’70 con un’estesa documentazione di musiche per ballo di cui, relativamente al Gargano, lo stesso Gala ha curato un CD antologico (“Tarantelle del Gargano”) con registrazioni dal 1980 al 1989.

    cantori_carpinoIl 29 e 30 settembre1987, Ettore De Carolis raccolse, a Sannicandro Garganico e soprattutto a Carpino, 27 documenti sonori in cui compaiono tutti i più importanti cantori e suonatori del paese, da Andrea Sacco ad Antonio Piccininno. Trasmessi nel corso del programma di Radio3 Appunti sulla musica folclorica, andarono a costituire la raccolta 135a delgli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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    Savio voglio farti notare che la nostra tradizione non è solo di carpino, che si distingue dagli altri per gli stili di suono, ma di tutta un area che va da mattinata (cantano uguale a noi) a Rignano.
    Solo per farti comprendere il fenomeno ti allego qui sotto una cosa che se la discutessimo seriamente con il contributo di tutti (cosi rispondo anche a michele) potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza. Si tratta di una parte delle raccolte che andranno a costituire un archivio sonoro regionale.
    ————
    Capitanata (Gargano, Tavoliere e Subappennino Dauno)

    Il 23 e 24 agosto 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella, nel corso della loro pionieristica campagna di registrazioni che interessò tutta la penisola, si fermarono nei comuni di Sannicandro Garganico, Cagnano Varano, Carpino e Monte Sant’Angelo, raccogliendo numerosi documenti sonori con vari organici vocali e strumentali . Conservati presso gli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (a quel tempo Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare), questi documenti fanno parte della raccolta 24b.

    Tre anni più tardi, nel 1957, Maria Sorda, un’etnografa interessata particolarmente ai temi della Passione, effettuò una serie di registrazioni nel Gargano, incluse nella raccolta contrassegnata come AELM 14 della Discoteca di Stato.

    Una nuova campagna, per il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, fu effettuata nel 1958 da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino che si fermarono a Vico del Gargano, Ischitella, Peschici, Sannicandro Garganico e Cagnano Varano, registrando i 90 documenti della raccolta 43.

    Recentemente è stata divulgata la notizia che, fra il ‘57 e il ’58, il compositore e musicologo Roman Vlad, per il film La legge di Jules Dassin, ambientato in Corsica ma girato a Carpino, effettuò una serie di registrazioni e di riprese filmate, di cui al momento non si conosce la collocazione.

    Particolarmente interessanti le rilevazioni che nel 1964 Leo Levi, fondatore degli studi sulla tradizione musicale ebraica in Europa, realizzò presso la comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico, successive a quelle effettuate in Israele e conservate nella raccolta 134a dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Sorta negli anni ’30 ad opera di Donato Manduzio, un contadino del luogo, e confluita in parte nel nascente Stato di Israele alla fine degli anni ’40, la comunità costituisce uno dei fenomeni più singolari della religiosità popolare del Novecento. Un anno dopo le registrazioni di Levi, Luigi Di Gianni realizzò a Sannicandro il documentario “Il messia”.

    Nel 1966, padre Remigio De Cristofaro, originario di Ischitella, costituì la raccolta 104 del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare registrando 106 documenti in 12 località (Foresta Umbra, Ischitella, Manfredonia, Matinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste).

    Un momento fondamentale, non solo per la ricerca ma soprattutto per la divulgazione, fu la raccolta effettuata da Leydi e Carpitella il 10 dicembre 1966 e il successivo spettacolo Sentite buona gente al Piccolo di Milano, cui presero parte Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo (Puglia 6) .

    Nel 1972, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, incluse nell’album Lo Guarracino col titolo improprio di Tarantelle del Gargano il più celebre sonetto del repertorio di Andrea Sacco, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, cantato da Carlo d’Angiò che nel 1976, dopo aver lasciato la NCCP e fondato il gruppo Musicanova con Eugenio Bennato, reinterpretò lo stesso brano con il titolo Montanara, nell’album Garofano d’ammore. L’album, che conteneva altri esempi di sonetti, oltre a una Pizzica Tarantata nello stile di Luigi Stifani, contribuì alla conoscenza e alla diffusione del tradizionale repertorio delle serenate del Gargano.

    All’estate del 1972 risalgono le registrazioni effettuate nei comuni di Cerignola e Stornarella dall’etnolinguista Glauco Sanga: 23 documenti fra i quali, in linea con gli interessi linguistici dello studioso, accanto a canzoni religiose e profane, compaiono anche racconti e filastrocche.

    All’attività didattica di Roberto Leydi, come docente di Etnomusicologia dell’università di Bologna, sono da riferire le registrazioni del 1973 di Stefano Giuseppe Manduzio a Casalvecchio di Puglia e Sannicandro Garganico, conservate nella raccolta Puglia 11 del Centro di Etnologia e Dialettologia di Bellinzona.

    Alla fine degli anni ’70, Gianni Rinaldi e Paola Sobrero svolsero, col patrocino della Biblioteca provinciale di Foggia, una vasta inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere, con indagini particolarmente estese sul pellegrinaggio al Santuario dell’Incoronata di Foggia, le maitanate di Celenza Valfortore, la corsa dei buoi di Chieuti e i riti pasquali di Vico del Gargano.

    Rivolta principalmente alle forme orali dell’espressività popolare, la ricerca ha una notevole importanza anche per quanto concerne gli aspetti musicali dell’area, di cui significative testimonianze sono conservate nelle raccolte Puglia 16, Puglia 17 e Puglia 18 del Fondo Leydi, soprattutto per quanto riguarda un filone politico e di protesta localizzato soprattutto nella zona di Cerignola, paese natale del sindacalista Giuseppe Di Vittorio .

    Del 1984 sono le rilevazioni di Gabriele Leggieri e Giovanni Canistro a Carpino, con una documentazione inedita di altri brani del repertorio di esecutori come Andrea Sacco e Antonio Piccininno, conservate nella raccolta Puglia 20 del fondo Leydi, che include anche 7 brani del 1966 di incerta provenienza e relativi a San Giovanni Rotondo.

    Al 1984 risalgono anche le registrazioni di S. Sansone a Monte Sant’Angelo che, conservate nella raccolta Puglia 22 del fondo Leydi, privilegiano, con esecuzioni musicali e interviste a Michele Stupiello e Michele Precipe, la presenza e diffusione del mandolino nel repertorio locale.

    A partire dagli anni ’80 iniziano le ricerche su tutta l’area garganica del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata diretto da Salvatore Villani, con contributi originali sia su fenomeni già noti, come i “sonetti” di Carpino, che su altri molto meno conosciuti, come la polifonia vocale sacra e profana: una selezione, parzialmente rappresentativa, di una ben più estesa attività di ricerca è nelle raccolte Puglia 23 (Ischitella), Puglia 24 (Ischitella e Monte Sant’Angelo), Puglia 25 (Monte Sant’Angelo e Cagnano Varano), Puglia 26 (Cagnano Varano, Sannicandro Garganico) e Puglia 27 (Sannicandro Garganico) del Fondo Leydi.

    Del 1988 sono le registrazioni che lo stesso Roberto Leydi, con Salvatore Villani, realizzò a Carpino nella raccolta Puglia 30, una sorta di “monografica” di Antonio Piccininno il cui repertorio è ulteriormente documentato nella raccolta Puglia 31, dove questo straordinario interprete della tradizione garganica compare in altri brani da solo e con la chitarra battente di Gennaro Liguori: la raccolta include anche 4 lunghe sequenze, con brani musicali, di una “conferenza-concerto sulla chitarra battente” tenutasi a San Giovanni Rotondo in data imprecisata.

    Nel 1987 è fondata l’associazione culturale “Taranta” di Michele Giuseppe Gala le cui attività di ricerca, orientate in particolare alle forme del ballo tradizionale, risalgono agli anni ’70 con un’estesa documentazione di musiche per ballo di cui, relativamente al Gargano, lo stesso Gala ha curato un CD antologico (“Tarantelle del Gargano”) con registrazioni dal 1980 al 1989.

    cantori_carpinoIl 29 e 30 settembre1987, Ettore De Carolis raccolse, a Sannicandro Garganico e soprattutto a Carpino, 27 documenti sonori in cui compaiono tutti i più importanti cantori e suonatori del paese, da Andrea Sacco ad Antonio Piccininno. Trasmessi nel corso del programma di Radio3 Appunti sulla musica folclorica, andarono a costituire la raccolta 135a delgli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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    Pubblicato da festival | marzo 18, 2009, 5:11 PM
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    Savio voglio farti notare che la nostra tradizione non è solo di carpino, che si distingue dagli altri per gli stili di suono, ma di tutta un area che va da mattinata (cantano uguale a noi) a Rignano.
    Solo per farti comprendere il fenomeno ti allego qui sotto una cosa che se la discutessimo seriamente con il contributo di tutti (cosi rispondo anche a michele) potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza. Si tratta di una parte delle raccolte che andranno a costituire un archivio sonoro regionale.
    ————
    Capitanata (Gargano, Tavoliere e Subappennino Dauno)

    Il 23 e 24 agosto 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella, nel corso della loro pionieristica campagna di registrazioni che interessò tutta la penisola, si fermarono nei comuni di Sannicandro Garganico, Cagnano Varano, Carpino e Monte Sant’Angelo, raccogliendo numerosi documenti sonori con vari organici vocali e strumentali . Conservati presso gli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (a quel tempo Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare), questi documenti fanno parte della raccolta 24b.

    Tre anni più tardi, nel 1957, Maria Sorda, un’etnografa interessata particolarmente ai temi della Passione, effettuò una serie di registrazioni nel Gargano, incluse nella raccolta contrassegnata come AELM 14 della Discoteca di Stato.

    Una nuova campagna, per il Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, fu effettuata nel 1958 da Diego Carpitella ed Ernesto De Martino che si fermarono a Vico del Gargano, Ischitella, Peschici, Sannicandro Garganico e Cagnano Varano, registrando i 90 documenti della raccolta 43.

    Recentemente è stata divulgata la notizia che, fra il ‘57 e il ’58, il compositore e musicologo Roman Vlad, per il film La legge di Jules Dassin, ambientato in Corsica ma girato a Carpino, effettuò una serie di registrazioni e di riprese filmate, di cui al momento non si conosce la collocazione.

    Particolarmente interessanti le rilevazioni che nel 1964 Leo Levi, fondatore degli studi sulla tradizione musicale ebraica in Europa, realizzò presso la comunità neo-ebraica di Sannicandro Garganico, successive a quelle effettuate in Israele e conservate nella raccolta 134a dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Sorta negli anni ’30 ad opera di Donato Manduzio, un contadino del luogo, e confluita in parte nel nascente Stato di Israele alla fine degli anni ’40, la comunità costituisce uno dei fenomeni più singolari della religiosità popolare del Novecento. Un anno dopo le registrazioni di Levi, Luigi Di Gianni realizzò a Sannicandro il documentario “Il messia”.

    Nel 1966, padre Remigio De Cristofaro, originario di Ischitella, costituì la raccolta 104 del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare registrando 106 documenti in 12 località (Foresta Umbra, Ischitella, Manfredonia, Matinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste).

    Un momento fondamentale, non solo per la ricerca ma soprattutto per la divulgazione, fu la raccolta effettuata da Leydi e Carpitella il 10 dicembre 1966 e il successivo spettacolo Sentite buona gente al Piccolo di Milano, cui presero parte Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Rocco Di Mauro, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosimo (Puglia 6) .

    Nel 1972, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, incluse nell’album Lo Guarracino col titolo improprio di Tarantelle del Gargano il più celebre sonetto del repertorio di Andrea Sacco, Accomë j’eia fa’ p’ama ’sta donnë, cantato da Carlo d’Angiò che nel 1976, dopo aver lasciato la NCCP e fondato il gruppo Musicanova con Eugenio Bennato, reinterpretò lo stesso brano con il titolo Montanara, nell’album Garofano d’ammore. L’album, che conteneva altri esempi di sonetti, oltre a una Pizzica Tarantata nello stile di Luigi Stifani, contribuì alla conoscenza e alla diffusione del tradizionale repertorio delle serenate del Gargano.

    All’estate del 1972 risalgono le registrazioni effettuate nei comuni di Cerignola e Stornarella dall’etnolinguista Glauco Sanga: 23 documenti fra i quali, in linea con gli interessi linguistici dello studioso, accanto a canzoni religiose e profane, compaiono anche racconti e filastrocche.

    All’attività didattica di Roberto Leydi, come docente di Etnomusicologia dell’università di Bologna, sono da riferire le registrazioni del 1973 di Stefano Giuseppe Manduzio a Casalvecchio di Puglia e Sannicandro Garganico, conservate nella raccolta Puglia 11 del Centro di Etnologia e Dialettologia di Bellinzona.

    Alla fine degli anni ’70, Gianni Rinaldi e Paola Sobrero svolsero, col patrocino della Biblioteca provinciale di Foggia, una vasta inchiesta sulla memoria storica dei braccianti del Tavoliere, con indagini particolarmente estese sul pellegrinaggio al Santuario dell’Incoronata di Foggia, le maitanate di Celenza Valfortore, la corsa dei buoi di Chieuti e i riti pasquali di Vico del Gargano.

    Rivolta principalmente alle forme orali dell’espressività popolare, la ricerca ha una notevole importanza anche per quanto concerne gli aspetti musicali dell’area, di cui significative testimonianze sono conservate nelle raccolte Puglia 16, Puglia 17 e Puglia 18 del Fondo Leydi, soprattutto per quanto riguarda un filone politico e di protesta localizzato soprattutto nella zona di Cerignola, paese natale del sindacalista Giuseppe Di Vittorio .

    Del 1984 sono le rilevazioni di Gabriele Leggieri e Giovanni Canistro a Carpino, con una documentazione inedita di altri brani del repertorio di esecutori come Andrea Sacco e Antonio Piccininno, conservate nella raccolta Puglia 20 del fondo Leydi, che include anche 7 brani del 1966 di incerta provenienza e relativi a San Giovanni Rotondo.

    Al 1984 risalgono anche le registrazioni di S. Sansone a Monte Sant’Angelo che, conservate nella raccolta Puglia 22 del fondo Leydi, privilegiano, con esecuzioni musicali e interviste a Michele Stupiello e Michele Precipe, la presenza e diffusione del mandolino nel repertorio locale.

    A partire dagli anni ’80 iniziano le ricerche su tutta l’area garganica del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata diretto da Salvatore Villani, con contributi originali sia su fenomeni già noti, come i “sonetti” di Carpino, che su altri molto meno conosciuti, come la polifonia vocale sacra e profana: una selezione, parzialmente rappresentativa, di una ben più estesa attività di ricerca è nelle raccolte Puglia 23 (Ischitella), Puglia 24 (Ischitella e Monte Sant’Angelo), Puglia 25 (Monte Sant’Angelo e Cagnano Varano), Puglia 26 (Cagnano Varano, Sannicandro Garganico) e Puglia 27 (Sannicandro Garganico) del Fondo Leydi.

    Del 1988 sono le registrazioni che lo stesso Roberto Leydi, con Salvatore Villani, realizzò a Carpino nella raccolta Puglia 30, una sorta di “monografica” di Antonio Piccininno il cui repertorio è ulteriormente documentato nella raccolta Puglia 31, dove questo straordinario interprete della tradizione garganica compare in altri brani da solo e con la chitarra battente di Gennaro Liguori: la raccolta include anche 4 lunghe sequenze, con brani musicali, di una “conferenza-concerto sulla chitarra battente” tenutasi a San Giovanni Rotondo in data imprecisata.

    Nel 1987 è fondata l’associazione culturale “Taranta” di Michele Giuseppe Gala le cui attività di ricerca, orientate in particolare alle forme del ballo tradizionale, risalgono agli anni ’70 con un’estesa documentazione di musiche per ballo di cui, relativamente al Gargano, lo stesso Gala ha curato un CD antologico (“Tarantelle del Gargano”) con registrazioni dal 1980 al 1989.

    cantori_carpinoIl 29 e 30 settembre1987, Ettore De Carolis raccolse, a Sannicandro Garganico e soprattutto a Carpino, 27 documenti sonori in cui compaiono tutti i più importanti cantori e suonatori del paese, da Andrea Sacco ad Antonio Piccininno. Trasmessi nel corso del programma di Radio3 Appunti sulla musica folclorica, andarono a costituire la raccolta 135a delgli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

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