ANTONIO PICCININNO: LA SUA EREDITA’, CONSIDERAZIONI A MARGINE
di Amedeo Trezza
Oggi è il novantatreesimo compleanno di Antonio Piccininno, auguri! La straordinaria occasione di avere tra di noi uno degli ultimi cantatori di tradizione del sud Italia non può che indurci a riflettere, ancora una volta, sul ruolo della testimonianza e sulle prospettive della musica popolare.
Questo appuntamento di compleanno è così per me diventata l’occasione per fare un punto della situazione in itinere sullo stato dell’arte nel dibattito in proposito. E così, come esattamente un anno fa richiamavo la necessità di non smettere mai d’apprendere dagli antichi cantatori e suonatori non tanto le etichette d’un mondo che non c’è più ma lo spirito di quel mondo, spirito che sotto forme diverse può restare identico nella sostanza, sia pur non nella forma, così quest’anno vorrei soffermarmi su di un altro aspetto del dibattito fra tradizione e innovazione.
Negli ultimi anni mi sembra di aver assistito a Carpino (ma comunque e per fortuna molto meno che altrove) ad una progressiva spettacolarizzazione della tarantella di Carpino e del Gargano, laddove il palcoscenico si mostrava come ribalta di una rappresentazione – a carattere ludico – quasi imprescindibile per la realizzazione delle performances artistiche. Questa forma di resa spettacolarizzante se per un verso ha il merito di ripresentare e preservare una porzione di memoria culturale dall’oblio, dall’altra ha portato ad una defunzionalizzazione dei canti carpinesi che appaiono ai più oggi come canti ludici fini a loro stessi. Non è superfluo invece ricordare che il vero contesto di realizzazione di tali pratiche sonore e canore era ben più complesso e mostrava risvolti socio-antropologici che possiamo per brevità qui individuare nella pratica di senso complessa incarnata dalla serenata d’amore ad personam (fatta non solo di sonetti e strofette ma anche – e soprattutto – dalla Canzone).
Tuttavia lo spirito dei tempi ci offre questo potente sistema di comunicazione che è la rappresentazione scenica che individua un recitante (un performante) e un pubblico che partecipa in quanto assiste, fruisce e semmai valuta la performance. È lo schema della comunicazione teatrale-televisiva che pervade anche ritmi, culture e contesti che per estrazione e vocazione erano a quel sistema (moderno consumistico) alternativi, estranei e critici. Tuttavia quello schema comunicativo prevale. Ma per fortuna non del tutto. E un notevole esempio ce lo dà proprio Antonio Piccininno il quale sa certo ben comportarsi da attore sul palcoscenico ma allo stesso tempo quando scende di lì non dismette il suo abito ma al contrario lo continua (e forse anche meglio) a vestire tra la gente, nei suoi posti abituali della piazza, nel paese, a casa sua. Il suo continuare a cantare, a darsi alla gente e agli amici a prescindere da quale spazio sociale del paese occupi in un dato momento il suo corpo la dice lunga sulla autenticità di un uomo che non ‘fa’ il cantatore ma lo è. Il suo valorizzare lo spazio urbano di Carpino al di là e al di fuori del palco e dei palchi ci suggerisce forse un modo per suggerire a noi stessi e al mondo un modo diverso e forse un po’ più motivato e organico di proporre e veicolare forme e sostanze di un patrimonio artistico di musica popolare come quello di Carpino e del Gargano.
Sarebbe bello ad esempio veder dedicata una serata allo spontaneismo in piazza e in strada nel paese, a gruppi volontari di cantatori e suonatori ‘sciolti’ catalizzare a turni non prestabiliti l’attenzione dei passanti che non saranno più classificabili come turisti-fruitori di un bene di consumo, bensì viaggiatori e produttori essi stessi di un bene immateriale.
È secondo questa logica che sarebbe veicolabile un sistema di valori basato non più sull’etica del consumo, cioè sul prodotto offerto da consumare ad opera di chi è stato già previsto come consumatore dall’organizzazione del Festival, bensì su quello della produzione partecipata incrociata di chi viene e di chi resta, associando a forme di spettacolarizzazione significativi momenti di co-produzione spontanea, che di certo non dispiacerebbero agli anziani cantatori e suonatori di Carpino. Una dimensione partecipativa che forse risolverebbe anche le beghe di gelosie e di visibilità tra di loro poiché a tenere il banco non sarebbe più il monopolio di un palco ma ciascuno si sceglierebbe il suo palco e la sua referenza.
In questo senso sarebbe auspicabile, a mio avviso, far vedere – o far intra-vedere – tra le maglie del tempo dello spettacolo un altro tempo, quello della condivisione dall’interno e partecipata, come quella che ci suggerisce involontariamente Antonio Piccininno nella sua tensivizzazione dello spazio della piazza, dentro e fuori la piazza. Quando Antonio tante volte dice a me come ad altri, negli spazi del gazebo coperto della pro-loco, “aspettami qui, ora devo andare a cantare sul palco, poi quando finisco ritorno e riprendiamo a parlare e a cantare e suonare, non ti muovere” pare voler suggerire proprio questo.
Così, forse, si potrebbe ricominciare a rintracciare e praticare quelle precondizioni spontaneistiche che nella notte dei tempi hanno generato le più variegate e affascinanti forme di musica popolare.
Questo appuntamento di compleanno è così per me diventata l’occasione per fare un punto della situazione in itinere sullo stato dell’arte nel dibattito in proposito. E così, come esattamente un anno fa richiamavo la necessità di non smettere mai d’apprendere dagli antichi cantatori e suonatori non tanto le etichette d’un mondo che non c’è più ma lo spirito di quel mondo, spirito che sotto forme diverse può restare identico nella sostanza, sia pur non nella forma, così quest’anno vorrei soffermarmi su di un altro aspetto del dibattito fra tradizione e innovazione.
Negli ultimi anni mi sembra di aver assistito a Carpino (ma comunque e per fortuna molto meno che altrove) ad una progressiva spettacolarizzazione della tarantella di Carpino e del Gargano, laddove il palcoscenico si mostrava come ribalta di una rappresentazione – a carattere ludico – quasi imprescindibile per la realizzazione delle performances artistiche. Questa forma di resa spettacolarizzante se per un verso ha il merito di ripresentare e preservare una porzione di memoria culturale dall’oblio, dall’altra ha portato ad una defunzionalizzazione dei canti carpinesi che appaiono ai più oggi come canti ludici fini a loro stessi. Non è superfluo invece ricordare che il vero contesto di realizzazione di tali pratiche sonore e canore era ben più complesso e mostrava risvolti socio-antropologici che possiamo per brevità qui individuare nella pratica di senso complessa incarnata dalla serenata d’amore ad personam (fatta non solo di sonetti e strofette ma anche – e soprattutto – dalla Canzone).
Tuttavia lo spirito dei tempi ci offre questo potente sistema di comunicazione che è la rappresentazione scenica che individua un recitante (un performante) e un pubblico che partecipa in quanto assiste, fruisce e semmai valuta la performance. È lo schema della comunicazione teatrale-televisiva che pervade anche ritmi, culture e contesti che per estrazione e vocazione erano a quel sistema (moderno consumistico) alternativi, estranei e critici. Tuttavia quello schema comunicativo prevale. Ma per fortuna non del tutto. E un notevole esempio ce lo dà proprio Antonio Piccininno il quale sa certo ben comportarsi da attore sul palcoscenico ma allo stesso tempo quando scende di lì non dismette il suo abito ma al contrario lo continua (e forse anche meglio) a vestire tra la gente, nei suoi posti abituali della piazza, nel paese, a casa sua. Il suo continuare a cantare, a darsi alla gente e agli amici a prescindere da quale spazio sociale del paese occupi in un dato momento il suo corpo la dice lunga sulla autenticità di un uomo che non ‘fa’ il cantatore ma lo è. Il suo valorizzare lo spazio urbano di Carpino al di là e al di fuori del palco e dei palchi ci suggerisce forse un modo per suggerire a noi stessi e al mondo un modo diverso e forse un po’ più motivato e organico di proporre e veicolare forme e sostanze di un patrimonio artistico di musica popolare come quello di Carpino e del Gargano.
Sarebbe bello ad esempio veder dedicata una serata allo spontaneismo in piazza e in strada nel paese, a gruppi volontari di cantatori e suonatori ‘sciolti’ catalizzare a turni non prestabiliti l’attenzione dei passanti che non saranno più classificabili come turisti-fruitori di un bene di consumo, bensì viaggiatori e produttori essi stessi di un bene immateriale.
È secondo questa logica che sarebbe veicolabile un sistema di valori basato non più sull’etica del consumo, cioè sul prodotto offerto da consumare ad opera di chi è stato già previsto come consumatore dall’organizzazione del Festival, bensì su quello della produzione partecipata incrociata di chi viene e di chi resta, associando a forme di spettacolarizzazione significativi momenti di co-produzione spontanea, che di certo non dispiacerebbero agli anziani cantatori e suonatori di Carpino. Una dimensione partecipativa che forse risolverebbe anche le beghe di gelosie e di visibilità tra di loro poiché a tenere il banco non sarebbe più il monopolio di un palco ma ciascuno si sceglierebbe il suo palco e la sua referenza.
In questo senso sarebbe auspicabile, a mio avviso, far vedere – o far intra-vedere – tra le maglie del tempo dello spettacolo un altro tempo, quello della condivisione dall’interno e partecipata, come quella che ci suggerisce involontariamente Antonio Piccininno nella sua tensivizzazione dello spazio della piazza, dentro e fuori la piazza. Quando Antonio tante volte dice a me come ad altri, negli spazi del gazebo coperto della pro-loco, “aspettami qui, ora devo andare a cantare sul palco, poi quando finisco ritorno e riprendiamo a parlare e a cantare e suonare, non ti muovere” pare voler suggerire proprio questo.
Così, forse, si potrebbe ricominciare a rintracciare e praticare quelle precondizioni spontaneistiche che nella notte dei tempi hanno generato le più variegate e affascinanti forme di musica popolare.
Antonello Vigliaroli alle 14.29 del 18 febbraio
auguroni a zì ntonje pecceninne!!!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 3:16 PMAgriturismo La Torre-Taronna alle 15.26 del 18 febbraio
tantissimi auguri !!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 3:29 PMAgriturismo La Torre-Taronna alle 15.26 del 18 febbraio
tantissimi auguri !!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 3:29 PMAgriturismo La Torre-Taronna alle 15.26 del 18 febbraio
tantissimi auguri !!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 3:29 PMAgriturismo La Torre-Taronna alle 15.26 del 18 febbraio
tantissimi auguri !!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 3:29 PMArtas Eventi E Servizi alle 16.10 del 18 febbraio
Auguroni zi’ Antonio !
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 4:14 PMArtas Eventi E Servizi alle 16.10 del 18 febbraio
Auguroni zi’ Antonio !
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 4:14 PMArtas Eventi E Servizi alle 16.10 del 18 febbraio
Auguroni zi’ Antonio !
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 4:14 PMArtas Eventi E Servizi alle 16.10 del 18 febbraio
Auguroni zi’ Antonio !
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 4:14 PMRocco D’Antuono alle 17.09 del 18 febbraio
Aurije zij ‘Nto’
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 5:26 PMRocco D’Antuono alle 17.09 del 18 febbraio
Aurije zij ‘Nto’
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 5:26 PMRocco D’Antuono alle 17.09 del 18 febbraio
Aurije zij ‘Nto’
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 5:26 PMRocco D’Antuono alle 17.09 del 18 febbraio
Aurije zij ‘Nto’
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 5:26 PMCarissimo zì Ndonio,
è così che ama chiamarti Matteo Grimaldi (Nudnda), e così che vorrei chiamarti anch’io. Ricordo vivo il giorno in cui siamo venuti a trovarti per cercare conferme sui canti della tradizione che tu interpreti con la passione e con il cuore. Sono rimasti rimasti indelebili la tua cortesia, la calorosa accoglienza, la tua umiltà, il piacere manifesto nell’indugiare nei ricordi, quando facevi il pastore a Cagnano, i canti condivisi con Pagliacce, Zzuzzù, Ruscitte. Mi ha stupito la tua destrezza con le tecnologie. Ricordi? Mi hai dedicato alcuni sunètte: di Carpino e di Cagnano. Due di essi propongo ora al pubblico, insieme ai miei più calorosi auguri di buon compleanno e alla speranza di ritrovarci in piacevole compagnia.
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Se ce hai li piacére, ti vènghe a sservì.
vuje mamme e ppatre stàteme a ssènde:
se me l’avite a dà, parlàteme nnanze,
i’ no vve cèrche cènde ducate,
ve cèrche a lla figliola che vvuje ce avite.
Nennèlla, nennèlla, ti voglio servire,
ti voglio servire per sempre, Rusètta, Rusètta.
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate!
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate
e nne me fanne jì a nnesciune loche.
Ji me ne vènghe addò cas ò cchiamate,
l’amore mija te la tire a ppoche a ppoche,
nennèlla, nennèlla, nennèlla, sckattosa e bbèlla.
Ahhh, ma i’ no nzapéve né la via e mmanghe la casa.
Na vòveta che sònghe venute e mm’aje mbarate l’use
sòtte na pambanèlla de cerasa.
Maria, Maria, quande sònne grande lo tòje bbellizze!
Uh Maria, Mariaaaa.
Ahhh, ma mò jè lu tèmbe che cce cogghje lo rose,
vedime chi ce la capa la cchiu bbèlla.
E me l’éje capate: ji songhe l’amande.
Maria, maria, maria, vulìmece bbéne addavéramènde,
tutt’e dduje a ccòre a ccòre, maria, Mariaaaaa.
… e ricorda, sei un tassello importante della nostra storia.
Dina Crisetti
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:51 PMCarissimo zì Ndonio,
è così che ama chiamarti Matteo Grimaldi (Nudnda), e così che vorrei chiamarti anch’io. Ricordo vivo il giorno in cui siamo venuti a trovarti per cercare conferme sui canti della tradizione che tu interpreti con la passione e con il cuore. Sono rimasti rimasti indelebili la tua cortesia, la calorosa accoglienza, la tua umiltà, il piacere manifesto nell’indugiare nei ricordi, quando facevi il pastore a Cagnano, i canti condivisi con Pagliacce, Zzuzzù, Ruscitte. Mi ha stupito la tua destrezza con le tecnologie. Ricordi? Mi hai dedicato alcuni sunètte: di Carpino e di Cagnano. Due di essi propongo ora al pubblico, insieme ai miei più calorosi auguri di buon compleanno e alla speranza di ritrovarci in piacevole compagnia.
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Se ce hai li piacére, ti vènghe a sservì.
vuje mamme e ppatre stàteme a ssènde:
se me l’avite a dà, parlàteme nnanze,
i’ no vve cèrche cènde ducate,
ve cèrche a lla figliola che vvuje ce avite.
Nennèlla, nennèlla, ti voglio servire,
ti voglio servire per sempre, Rusètta, Rusètta.
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate!
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate
e nne me fanne jì a nnesciune loche.
Ji me ne vènghe addò cas ò cchiamate,
l’amore mija te la tire a ppoche a ppoche,
nennèlla, nennèlla, nennèlla, sckattosa e bbèlla.
Ahhh, ma i’ no nzapéve né la via e mmanghe la casa.
Na vòveta che sònghe venute e mm’aje mbarate l’use
sòtte na pambanèlla de cerasa.
Maria, Maria, quande sònne grande lo tòje bbellizze!
Uh Maria, Mariaaaa.
Ahhh, ma mò jè lu tèmbe che cce cogghje lo rose,
vedime chi ce la capa la cchiu bbèlla.
E me l’éje capate: ji songhe l’amande.
Maria, maria, maria, vulìmece bbéne addavéramènde,
tutt’e dduje a ccòre a ccòre, maria, Mariaaaaa.
… e ricorda, sei un tassello importante della nostra storia.
Dina Crisetti
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:51 PMCarissimo zì Ndonio,
è così che ama chiamarti Matteo Grimaldi (Nudnda), e così che vorrei chiamarti anch’io. Ricordo vivo il giorno in cui siamo venuti a trovarti per cercare conferme sui canti della tradizione che tu interpreti con la passione e con il cuore. Sono rimasti rimasti indelebili la tua cortesia, la calorosa accoglienza, la tua umiltà, il piacere manifesto nell’indugiare nei ricordi, quando facevi il pastore a Cagnano, i canti condivisi con Pagliacce, Zzuzzù, Ruscitte. Mi ha stupito la tua destrezza con le tecnologie. Ricordi? Mi hai dedicato alcuni sunètte: di Carpino e di Cagnano. Due di essi propongo ora al pubblico, insieme ai miei più calorosi auguri di buon compleanno e alla speranza di ritrovarci in piacevole compagnia.
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Se ce hai li piacére, ti vènghe a sservì.
vuje mamme e ppatre stàteme a ssènde:
se me l’avite a dà, parlàteme nnanze,
i’ no vve cèrche cènde ducate,
ve cèrche a lla figliola che vvuje ce avite.
Nennèlla, nennèlla, ti voglio servire,
ti voglio servire per sempre, Rusètta, Rusètta.
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate!
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate
e nne me fanne jì a nnesciune loche.
Ji me ne vènghe addò cas ò cchiamate,
l’amore mija te la tire a ppoche a ppoche,
nennèlla, nennèlla, nennèlla, sckattosa e bbèlla.
Ahhh, ma i’ no nzapéve né la via e mmanghe la casa.
Na vòveta che sònghe venute e mm’aje mbarate l’use
sòtte na pambanèlla de cerasa.
Maria, Maria, quande sònne grande lo tòje bbellizze!
Uh Maria, Mariaaaa.
Ahhh, ma mò jè lu tèmbe che cce cogghje lo rose,
vedime chi ce la capa la cchiu bbèlla.
E me l’éje capate: ji songhe l’amande.
Maria, maria, maria, vulìmece bbéne addavéramènde,
tutt’e dduje a ccòre a ccòre, maria, Mariaaaaa.
… e ricorda, sei un tassello importante della nostra storia.
Dina Crisetti
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:51 PMCarissimo zì Ndonio,
è così che ama chiamarti Matteo Grimaldi (Nudnda), e così che vorrei chiamarti anch’io. Ricordo vivo il giorno in cui siamo venuti a trovarti per cercare conferme sui canti della tradizione che tu interpreti con la passione e con il cuore. Sono rimasti rimasti indelebili la tua cortesia, la calorosa accoglienza, la tua umiltà, il piacere manifesto nell’indugiare nei ricordi, quando facevi il pastore a Cagnano, i canti condivisi con Pagliacce, Zzuzzù, Ruscitte. Mi ha stupito la tua destrezza con le tecnologie. Ricordi? Mi hai dedicato alcuni sunètte: di Carpino e di Cagnano. Due di essi propongo ora al pubblico, insieme ai miei più calorosi auguri di buon compleanno e alla speranza di ritrovarci in piacevole compagnia.
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Ehhhh di prime amòre e tti vènghe a saluto!
Se ce hai li piacére, ti vènghe a sservì.
vuje mamme e ppatre stàteme a ssènde:
se me l’avite a dà, parlàteme nnanze,
i’ no vve cèrche cènde ducate,
ve cèrche a lla figliola che vvuje ce avite.
Nennèlla, nennèlla, ti voglio servire,
ti voglio servire per sempre, Rusètta, Rusètta.
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate!
Oh bbèlla che st’occhie tuie m’hanne allegate
e nne me fanne jì a nnesciune loche.
Ji me ne vènghe addò cas ò cchiamate,
l’amore mija te la tire a ppoche a ppoche,
nennèlla, nennèlla, nennèlla, sckattosa e bbèlla.
Ahhh, ma i’ no nzapéve né la via e mmanghe la casa.
Na vòveta che sònghe venute e mm’aje mbarate l’use
sòtte na pambanèlla de cerasa.
Maria, Maria, quande sònne grande lo tòje bbellizze!
Uh Maria, Mariaaaa.
Ahhh, ma mò jè lu tèmbe che cce cogghje lo rose,
vedime chi ce la capa la cchiu bbèlla.
E me l’éje capate: ji songhe l’amande.
Maria, maria, maria, vulìmece bbéne addavéramènde,
tutt’e dduje a ccòre a ccòre, maria, Mariaaaaa.
… e ricorda, sei un tassello importante della nostra storia.
Dina Crisetti
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:51 PMPaolo Petrucci alle 19.44 del 18 febbraio
auguri zi’ndo!!!!!!!!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMMaria Caputo alle 19.52 del 18 febbraio
auguriiiiiiiiiiiiiii piccininnoooooooooo proprio piccolino eh?? ciaooooooo
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMRenato Gatti alle 19.30 del 18 febbraio
altri cento di questi giorni…..e magari anche di questi personaggi.
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMPaolo Petrucci alle 19.44 del 18 febbraio
auguri zi’ndo!!!!!!!!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMMaria Caputo alle 19.52 del 18 febbraio
auguriiiiiiiiiiiiiii piccininnoooooooooo proprio piccolino eh?? ciaooooooo
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMRenato Gatti alle 19.30 del 18 febbraio
altri cento di questi giorni…..e magari anche di questi personaggi.
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMPaolo Petrucci alle 19.44 del 18 febbraio
auguri zi’ndo!!!!!!!!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMMaria Caputo alle 19.52 del 18 febbraio
auguriiiiiiiiiiiiiii piccininnoooooooooo proprio piccolino eh?? ciaooooooo
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMRenato Gatti alle 19.30 del 18 febbraio
altri cento di questi giorni…..e magari anche di questi personaggi.
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMPaolo Petrucci alle 19.44 del 18 febbraio
auguri zi’ndo!!!!!!!!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMMaria Caputo alle 19.52 del 18 febbraio
auguriiiiiiiiiiiiiii piccininnoooooooooo proprio piccolino eh?? ciaooooooo
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PMRenato Gatti alle 19.30 del 18 febbraio
altri cento di questi giorni…..e magari anche di questi personaggi.
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 8:58 PML’Associazione Culturale “Punto di Stella” si associa agli auguri per un “mostro” del patrimonio intangibile e auspica ancora lunghi anni di partecipazione attiva al movimento intellettuale di cui Antonio Piccininno costituisce uno dei punti nodali, se non il più essenziale, rappresentativo e producente.
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:08 PMscritto da whitefox, 18 febbraio 2009
Auguri, nonno Antonio! Che Dio ti benedica!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:09 PMscritto da whitefox, 18 febbraio 2009
Auguri, nonno Antonio! Che Dio ti benedica!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:09 PMscritto da whitefox, 18 febbraio 2009
Auguri, nonno Antonio! Che Dio ti benedica!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:09 PMscritto da whitefox, 18 febbraio 2009
Auguri, nonno Antonio! Che Dio ti benedica!
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:09 PMPierluigi Pelusi ha scritto alle ore 10.13
auguri di cuore a Antonio Piccininno per il suo 93° compleanno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:14 PMPierluigi Pelusi ha scritto alle ore 10.13
auguri di cuore a Antonio Piccininno per il suo 93° compleanno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:14 PMPierluigi Pelusi ha scritto alle ore 10.13
auguri di cuore a Antonio Piccininno per il suo 93° compleanno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:14 PMPierluigi Pelusi ha scritto alle ore 10.13
auguri di cuore a Antonio Piccininno per il suo 93° compleanno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:14 PMFrancesco Reale ha scritto alle ore 11.18
Tanti auguri Antò
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMMaria Chiara Rametta ha scritto alle ore 14.15
ZI’ANTONIO,i piu’ sentiti auguri per il vostro compleanno.vi mando un abbraccio grande sperando di darvelo presto di presenza.la vostra voce è sempre nei nostri cuori.
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMRione Junno ha scritto alle ore 15.23
auguri di cuore maestro Piccininno! un abbraccio…
rione junno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMFrancesco Reale ha scritto alle ore 11.18
Tanti auguri Antò
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMMaria Chiara Rametta ha scritto alle ore 14.15
ZI’ANTONIO,i piu’ sentiti auguri per il vostro compleanno.vi mando un abbraccio grande sperando di darvelo presto di presenza.la vostra voce è sempre nei nostri cuori.
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auguri di cuore maestro Piccininno! un abbraccio…
rione junno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMFrancesco Reale ha scritto alle ore 11.18
Tanti auguri Antò
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMMaria Chiara Rametta ha scritto alle ore 14.15
ZI’ANTONIO,i piu’ sentiti auguri per il vostro compleanno.vi mando un abbraccio grande sperando di darvelo presto di presenza.la vostra voce è sempre nei nostri cuori.
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auguri di cuore maestro Piccininno! un abbraccio…
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMFrancesco Reale ha scritto alle ore 11.18
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PMMaria Chiara Rametta ha scritto alle ore 14.15
ZI’ANTONIO,i piu’ sentiti auguri per il vostro compleanno.vi mando un abbraccio grande sperando di darvelo presto di presenza.la vostra voce è sempre nei nostri cuori.
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auguri di cuore maestro Piccininno! un abbraccio…
rione junno
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Pubblicato da festival | febbraio 18, 2009, 9:15 PM