

di Amedeo Trezza
Novantadue anni sono pochi! Nel giorno più freddo dell’anno questa mattina il nostro cantore garganico Antonio Piccininno vive il suo novantaduesimo compleanno. Raggiunto al telefono poco fa sembrava quasi non avvertire il carattere eccezionale della sua ‘impresa’. Volendo lanciare un messaggio al mondo in questa sua giornata non ha saputo dir altro che: “Sono contento, va tutto bene, vi ringrazio molto per il vostro affetto” e, su una previsione del traguardo del secolo: “Beh, ci proviamo, ok!”. Tutto con quella asciutta semplicità di sempre, tipica dei ‘nostri’ anziani meridionali.
Testimone della Cultura nel 2007, Antonio Piccininno è testimone anche e piuttosto di una vitalità (tipica delle ‘classi’ di inizio secolo) alla quale noi nipoti e pronipoti dovremmo attingere a piene mani, cosa che però non sempre accade. Troppo spesso infatti crediamo che preservare significhi solo e semplicemente ‘conservare’, agendo ‘in differita’ e ‘di rimessa’, piuttosto che agire al presente e nel presente, proponendo, provocando. La tradizione non deve essere messa in bacheca (o peggio, in azoto liquido) ma deve essere percorsa e agita dall’interno, provata, assaggiata con tutti i sensi. Non deve essere solo un piacere intellettuale ma una pratica polisensoriale esperita in ogni momento e nel vivere quotidiano.
È per questo che novantadue anni sono pochi: non perché Zì ‘Ntonio (e tutti i nostri anziani, Carpinesi o meno) non ci abbiano offerto abbastanza, ma perché siamo noi che non abbiamo ancora avuto la capacità di attingere abbastanza da loro.
E’ il primo verso di un “sonetto” con singolari istruzioni per imparare a fare l’amore a dare il titolo al volume di Leonarda Crisetti Grimaldi a Cagnano Varano, "Bbèlla, te vu’ mbarà a fa l’amóre". Il canto, già reso noto dai “Cantori di Carpino”, è uno dei tanti del repertorio musicale ancora vivo in tutto il Gargano. La raccolta di canti e storie di vita contadina, a tratti sorprendente, smentisce il preconcetto della donna del Sud succube delle convenzioni sociali: «Bella, se vuoi imparare a fare l’amore, prendi la paletta e vai in cerca del fuoco. Va’ a casa dell’innamorato, prenditi due ore di spasso e giochi. Se (poi) tua madre s’accorgerà dei baci , (tu le dirai) che sono state le faville del fuoco… (Bbèlla, te vu’ mbarà a fa l’amóre,/pìgghiete la palètta e vva’ pe ffòche./Vaje a lla casa de lu nnammurate/Pigghiete dóje ore de spasse e jóche./Se mammeta ce n’addóna de li vascë,/sò state li frajèdde de lu foche)».
Protagonista è la donna. Una donna lucidamente conscia dei problemi della vita, ma che non vuole rinunciare all’amore, di cui ha appreso fin da piccola la raffinata “arte” della seduzione. «Sono andata in giro piccolina per imparare le cose del mondo. Ho imparato come si comincia a fare l’amore (So gghiuta cammenanne piccolina/ Pe mbararme li cose de lu munne/. Li cóse de lu munne l’aje mbarate: /Accòme ce ccumènza a ffà l’amore) ». Un disponibile iniziatore è il suo innamorato, ma il sentimento d’amore verrà ben presto “sepolto” dai problemi di tutti i giorni, quelli economici. Essi si presentano subito, già al momento della comunicazione ufficiale ai parenti: l’ambasciata. «L’amore comincia con suoni e canti e finisce con l’ambasciatore (L’amore ccumènza cu ssóne e ccande / e cce ffuniusce cu ll’ambasciatóre)». Le estenuanti discussioni con cui le famiglie definivano minuziosamente il contratto dotale, che trovava una sistemazione giuridica nei capitoli matrimoniali, poco hanno a che fare con le dolci promesse che l’amante prospetta alla sua amata.
La donna associa l’amore al matrimonio, l’uomo sembra invece correlare l’amore al piacere, e al sesso: se lei troverà il modo di lasciargli la porta aperta, egli potrà consolarsi fra le sue bianche lenzuola: «Che bell’ambasciatore sarei io! Quando tua madre ti manderà a chiudere la porta, fingi di chiuderla e lasciala aperta. Verso la mezzanotte, senza preoccuparmi se piove o nevica, verrò a coricarmi nel tuo bianco letto, mi stringerò al tuo petto e mi consolerò (Chè bbèll’ambasciatóre che ffurrija/ Quante màmmeta t’ammija a sserrà la pòrta,/ fa mbègna ca la sirre e lla lasse apèrta./ Quante jè llu tire de la medzanòtte/ Ne mme cure ca chióve e mmènsa fiòcche,/ me vènghe a ccrucà nd’a ssu gghianghe lètte/ m’abbrazze a llu tuo pètte e mme chenzóle) ».
Molto accorato è un canto, soffuso di tristezza, che nasce da un amore gentile, appassionato, rafforzato dalla lontananza. Il “cantatore” invoca una rondinella e le chiede un favore: desidera una delle sue eleganti piume, per poter scrivere una missiva d’amore. Vuole intingere la penna nel proprio sangue e sigillare la lettera con il suo cuore. Invoca la rondinella affinchè porti velocemente il messaggio d’amore alla sua donna: «Rondinella che vai per il mare. Voltati indietro e fammi un favore: vorrei strapparti una penna elegante per scrivere una lettera al mio amore. La scriverò con il mio sangue. E per sigillo metterò il mio cuore. Parti rondinella, va dal mio amore. E va’ a dirle quattro parole… (Rondinella che vvaje pe lu mare,/ vòltete ndiètro e famme nu faòre,/ quanda te sciòppe na pènna lejande,/ quanda scrive na lèttra a llu mi’ amóre./ Tutta de sanghe la vòglie stambare./E ppe sseggille ce vò mètte lu core./ Pàrtete, rondinèlla, va’ dal mi’ amóre/ E valle a ddicere quattre paróle)».
I cantatori e le cantatrici di Cagnano Varano appartenevano ai ceti popolari. Erano generalmente i pastori che intonavano sonetti e mannuètte; erano le raccoglitrici di olive e le braccianti che cantavano a distesa gli stornelli durante le varie fasi del lavoro. Nondimeno nei loro canti riecheggiano motivi “cortesi” tipici della scuola poetica siciliana o del dolce stil novo.
Con una fondamentale differenza: è donna a lodare le celestiali “qualità” dell’amato: «Alza quegli occhi, giovane galante/ perchè io possa ammirare la bellezza del tuo viso/ Tu somigli a due viole bianche/ Anzi, a un fiore del paradiso./Bello, a chi somigli? /Alla sfera del sole, a un fresco giglio. / Bello, a chi puoi essere paragonato?/Alla sfera del sole, quando splende in alto (Avèza quidd’occhj, giuvinotte galante,/C’ài vède li billizzi di lu tuo visu,/Tu sumigghje a doi viole bianche,/O puramènte a lu fiore di lu paravisu./E guarda, bèllu, a chi ti rassumigghi?/A la spèra di lu solu, a ‘nu friscu ggigliu./E guarda, bèllu, a chi ti à ssumigghiate?/Alla spèra di lu solu, quannu jè luvate)».
Questi canti popolari oggi sono divenuti gli archivi del popolo, l’espressione del suo cuore (Herder). Con il venir meno di chi li ha prodotti, e tramandati nel tempo, sono a rischio di estinzione. Leonarda Crisetti Grimaldi, consapevole del rischio, li ha raccolti e trascritti, talvolta corredandoli dei relativi spartiti musicali. Ha restituito piena dignità letteraria a centinaia di canti anonimi. La sua ricerca inquadra questi canti in un preciso contesto, quello di Cagnano Varano, paese tra terra, mare e lago, già indagato nel secolo scorso da ricercatori di tradizioni popolari come Saverio La Sorsa ed Ernesto de Martino e da etnomusicologi come Alan Lomax e Diego Carpitella, che depositarono i nastri registrati durante le “campagne” di ricerca della musica popolare del Gargano presso gli Archivi di Etnomusicologia dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, a Roma. Cosa resta oggi di quei canti e di quelle melodie?
Sarà Renzo Arbore a tenere a battesimo FFSS (Five Festival Sud System), il brand adottato da Apt e Provincia di Foggia per indicare una sinergia tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.
E’ quanto fanno sapere Nicola Vascello e Giuseppe De Leonardis, rispettivamente commissario dell’Apt di Foggia ed assessore provinciale al turismo.
Il 21 febbraio prossimo, nell’area conferenza stampa del padiglione della Regione Puglia, alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, lo showman foggiano presenterà la nascita di questo nuovo evento con grandissima valenza culturale e turistica.
“Five Festival Sud System – ha detto Nicola Vascello – punta a diventare uno degli eventi culturali del centro sud. Accettando il nostro invito – ha aggiunto – Renzo Arbore ha dimostrato per l’ennesima volta di essere persona gentile e sensibile e di aver conservato integro nel tempo il grande amore per la sua terra d’origine”. L’idea dell’Azienda di Promozione Turistica, con l’appoggio di Provincia e Regione, è proprio quella di un unico festival di grande qualità che, con i suoi due mesi di programmazione, 160.000 spettatori e ben venti comuni, tra Gargano e Monti Dauni, coinvolti, diventerà, ogni anno di più, un vero e proprio evento.
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “Michelangelo Manicone”
Via Papa Giovanni XXIII, 45 – 71018 VICO DEL GARGANO (FG)
tel.( 0884 ) 991143 – fax 967084 – Cod. Mecc.: FGIC84100A – Cod . Fisc.: 93032440716
AVVISO PUBBLICO
PROGRAMMAZIONE FONDI STRUTTURALI 2007/2013
PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE “COMPETENZE PER LO SVILUPPO” FINANZIATO CON IL FSE
“AMBIENTI PER L’APPRENDIMENTO” FINANZIATO CON IL F. E. S. R. – ANNUALITA’ 2007 – 2008
Il Dirigente Scolastico informa che, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “competenze per lo sviluppo” e “Ambiente per l’apprendimento” sulla base dell’avviso prot. n. A00DGAI 872 del 01/08/2007 Programmazione Fondi Strutturali 2007-2013, il Ministero della Pubblica Istruzione – Direzione Generale Affari Internazionali Ufficio V” – ha autorizzato, per l’anno scolastico corrente, il Piano Integrato di Istituto cofinanziato dal Fondo Sociale Europep (F. S.E.) e dal Fondo Sociale Europeo per lo Sviluppo Regionale (F. E. S. R.). Visto le norme stabilite dalle linee guida Programma Operativo Nazionale 2007-2013 obiettivo “Convergenza” “Competenze per lo sviluppo” 2007 IT 05 1 PO 007 FSE e visti gli art. 33 e 40 del D. Lgs. n. 44 del 1.02.2001
INDICE
la selezione per il reclutamento di esperti e tutor per i seguenti percorsi formativi
PIANO INTEGRATO ANNUALITA’ 2008
Obiettivo B – Migliorare le competenze del personale della scuola e dei docenti. Formazione del personale della scuola. Azione B 4 – Didattica individualizzata e recupero del disagio. Percorso di formazione.
Titolo dell’azione “METODOLOGIE TRASVERSALI” Codice del piano integrato B 4 – FSE 2007 – 684
30 ore di formazione metodologico – didattica sulle strategie per il recupero del disagio.
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON e con comprovata esperienza sulle metodologie per la didattica individualizzata e sulle strategie per il recupero del disagio.
Tutor – riservato al solo personale dell’Istituzione scolastica – con comprovata esperienza sulle metodologie per la didattica individualizzata e sulle strategie per il recupero del disagio.
Obiettivo C – Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani – Azione C1
Interventi per lo sviluppo delle competenze chiave (comunicazione nella madre lingua, comunicazione nelle lingue straniere, competenza matematica e competenza di base in scienza e tecnologia,competenza digitale, imparare ad apprendere, competenze sociali e civiche, spirito d’iniziativa e imprenditorialità, consapevolezza ed espressione culturale).
Titolo dell’azione “LET’S IMPROVE ENGLISH?” – Codice del piano integrato C1 – FSE 2007 – 774
50 ore di formazione: integrazione delle attività di comprensione e produzione orale.
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON, e con comprovata esperienza nell’insegnamento della lingua inglese, preferibilmente madre lingua..
Tutor – riservato al solo personale dell’Istituzione scolastica – con comprovata esperienza sull’insegnamento della lingua inglese.
Obiettivo C – Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani – Azione C1
Interventi per lo sviluppo delle competenze chiave (comunicazione nella madre lingua, comunicazione nelle lingue straniere, competenza matematica e competenza di base in scienza e tecnologia,competenza digitale, imparare ad apprendere, competenze sociali e civiche, spirito d’iniziativa e imprenditorialità, consapevolezza ed espressione culturale).
Titolo dell’azione “A SCUOLA CON QUARK” – Codice del piano integrato C1 – FSE 2007 – 774
30 ore di formazione : consapevolezza e sviluppo delle capacità di analisi, di sintesi, di astrazione e padronanza del calcolo.
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON, e con comprovata esperienza nell’insegnamento della matematica.
Tutor – riservato al solo personale dell’Istituzione scolastica – con comprovata esperienza sull’insegnamento della matematica.
Obiettivo F – Promuovere il successo scolastico, le pari opportunità e l’inclusione sociale. – Azione F 1 – Interventi per promuovere il successo scolastico per le scuole del primo ciclo .
Percorso formativo su tematiche di carattere storico-ambientale – Titolo dell’azione “NOI E GLI ALTRI“ – Codice del piano integrato F 1 – FSE 2007 – 669
Modulo n°1 ( 60 ore ): “Teatro“
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON e con comprovata esperienza sulle seguenti attività : regia, scenografia, attività teatrali con ragazzi. (durata dell’intervento 30 ore)
Tutor – riservato al solo personale dell’istituzione scolastica- con comprovata esperienza sulle seguenti attività: regia, scenografia, attività teatrali con ragazzi. (durata dell’intervento 60 ore)
Tutor – riservato al solo personale dell’istituzione scolastica- con comprovata esperienza sulle seguenti attività: regia, scenografia, attività teatrali con ragazzi. (durata dell’intervento 30 ore)
Modulo n°2 ( 60 ore): “Danze folkloristiche“
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON e con comprovata esperienza sulle seguenti attività : danze folkloristiche, coreografia, didattica della danza.
Tutor – riservato al solo personale dell’istituzione scolastica- con comprovata esperienza sulle seguenti attività: danze folkloristiche, coreografia, didattica della danza. (durata dell’intervento 60 ore)
Tutor – riservato al solo personale dell’istituzione scolastica- con comprovata esperienza sulle seguenti attività: usi, costumi, tradizioni del luogo. (durata dell’intervento 30 ore)
Modulo n° 3 ( 30 ore): ”Il passato racconta“
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON e con comprovata esperienza sulle seguenti attività: usi, costumi, tradizione del luogo.
Tutor – riservato al solo personale dell’istituzione scolastica- con comprovata esperienza sulle seguenti attività: usi, costumi, tradizioni del luogo. (durata dell’intervento 60 ore)
Tutor – riservato al solo personale dell’Istituzione scolastica – con comprovata esperienze nei percorsi formativi delle seguenti attività : usi, costumi, tradizioni del luogo(durata 30 ore)
Modulo n° 4 per i Genitori ( 30 ore): “ Genitori non si nasce “
COMPETENZE RICHIESTE
Esperto, anche appartenente ad azienda del settore, con documentata attività nell’ambito didattico delle azioni PON, e con comprovata esperienza in problematiche comportamentali degli adolescenti, anche in relazione a una corretta educazione alle relazioni di vita civile, alla prevenzione del disagio, di violenze e atteggiamenti asociali.
Tutor – riservato al solo personale dell’Istituzione scolastica – con comprovata esperienza sulle metodologie per la didattica individualizzata e sulle strategie per il recupero del disagio. ( durata dell’intervento 60 ore).
Gli esperti ed i tutor in possesso dei requisiti richiesti, dovranno presentare domanda con allegato curriculum in formato europeo, regolarmente sottoscritto, recante l’indicazione dell’obiettivo al quale si è interessati. La mancata indicazione ( obiettivo ed azione) e la non sottoscrizione del C. V. sarà ritenuto motivo di esclusione. Le domande indirizzate al D. S. dovranno pervenire, pena l’esclusione, entro e non oltre 15 giorni dalla data del presente bando, presso l’Ufficio Protocollo della scuola in busta chiusa con sopra la dicitura:
“Contiene domanda per la funzione di (tutor o esperto) per l’obiettivo (segnare l’obiettivo al quale si è interessati)_ previsto dal Piano Integrato d’Istituto annualità 2008” .
Il reclutamento avverrà a giudizio insindacabile del Gruppo Operativo di Progetto, in ottemperanza alle Linee Guida PON ed ai criteri stabiliti dal C.I. mediante comparazione dei ” curricula” e sulla base dei titoli, delle competenze e delle esperienze, che dovranno risultare adeguate ai contenuti e agli obiettivi formativi specifici dell’azione.
Gli interessati dipendenti della Pubblica Amministrazione, ove aggiudicatari della gara, dovranno presentare apposita autorizzazione; i dipendenti della P. A. dovranno essere autorizzati dal loro Dirigente e la stipula del contratto sarà subordinata al rilascio della predetta autorizzazione in forma scritta.
La graduatoria degli aspiranti sarà pubblicata all’albo della scuola entro i due giorni successivi al termine di presentazione delle istanze.
La gara sarà espletata, anche in presenza di un solo curriculum per ciascun modulo.
Tutte le attività si terranno nelle ore pomeridiane, secondo calendario da concordare con i tutor.
Il compenso lordo sarà quello previsto dalle singole voci di spesa del progetto, il tutto comprensivo di eventuali compiti aggiuntivi previsti dall’incarico.
La struttura pedagogico-organizzativa di ogni modulo, da inserire nel sistema “gestione e monitoraggio”, sarà definita dagli esperti con i tutor.
Ulteriori informazioni possono essere richieste presso gli Uffici di segreteria dell’Istituto
Il presente bando viene, in pari data, inviato via e-mail a tutte le istituzioni scolastiche della provincia, all’albo del Comune, all”Ufficio di Collocamento, all’Albo della Scuola .
Vico del Gargano, 1-02-08
Il Dirigente Scolastico prof. ssa Angelina Campanile

Fino al 7 febbraio cliccando qui troverete i 3 riddim messi a disposizione da Teresa per tutti coloro che vorranno tentare una grande avventura!
Per questo progetto Teresa ha tratto ispirazione, come d’altronde il titolo stesso rivela, da una “modalità” della musica giamaicana nella quale la stessa “base” creata da un determinato artista per un proprio pezzo, è poi riutilizzata da altri cantanti e compositori che a loro volta ricreano una nuova melodia e un nuovo testo e dunque una canzone completamente diversa.
L’ambizione è quella di introdurre questa usanza nella musica popolare italiana e, in particolare, nella musica folk-d’autore, che è l’ambito in cui Teresa si muove.
Fare circolare la propria musica, metterla a disposizione di altri musicisti e stimolare la loro immaginazione, un vero progetto di creatività e produttività interattiva.
Tutti i gruppi, musicisti e autori, potranno provarsi a comporre e interpretare la propria canzone usando uno dei riddim che troverete qui. C’è una versione di 5 mega solo per l’ascolto, mentre quella da 50 mega, in alta definizione, potrete scaricarla e utilizzarla come base su cui incidere altri strumenti e la voce. La ritmica ovviamente rimarrà quella.
Una volta registrato dovrete spedire il cd audio a questi indirizzi entro il 15 febbraio:
CORE srl c/o Stefano Bornigia Via Francesco Denza, 27 – 00197 Roma
MEI – Concorso RIDDIM – Via Della Valle 71, 48018 Faenza (Ra)
Si prega di non mandare più gli mp3 tramite e-mail ma di spedire solo il cd contente la registrazione.
tra tutti i partecipanti 3 cantautori o gruppi saranno selezionati e potranno accedere all’ultima selezione per partecipare al progetto discografico chiamato appunto RIDDIM A SUD prodotto dalla CORE, l’etichetta di Teresa De Sio, la cui uscita è prevista per il mese di maggio e che vedrà impegnati nella stessa impresa alcuni tra i più noti e significativi artisti della scena folk rock italiana.
Attraverso la musica e le immagini che raccontano dal vivo le fasi della ricerca, gli Archivi custodiscono testimonianze di culture (albanesi di calabria, comunità ebraiche, confraternite), di territori (il mare delle tonnare siciliane, le montagne del Trentino, la Lucania), di mestieri (carrettieri, pescatori, ambulanti), di tecniche espressive (il canto a tenore sardo, il trallallero genovese, i canti accompagnati da chitarra battente del Gargano), di riti e liturgie (ebrei askenaziti, cristiani greco ortodossi, diverse comunità islamiche).
Ettore de Carolis, ai più sconosciuto, aveva contribuito a "modo suo" a raccogliere molte di queste testimonianze, una di queste è la "Raccolta 135" sui canti popolari di Carpino.
Fu lui stesso, Compositore di musica, Polistrumentista ed arrangiatore, Ricercatore di musica etnica, Autore di programmi radiofonici e televisivi, a donarla all’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. La consegna avvenne la mattina del 2 Agosto 2006 nelle mie mani, alla presenza di Mattia Sacco e Luciano Castelluccia, rispettivamente presidente e direttore artistico dell’associazione, dei soci e degli studiosi Antonello Ricci, Roberta Tucci e Pino Gala. Con loro in quella giornata si ebbe modo di riflettere sulla utilizzazione, spettacolarizzazione e sulla destinazione dei repertori musicali di Carpino, ma poi Ettore non volle intervenire (si alzo e andò via) al convegno tenutosi in serata in opposizione al modo di raccontare accademico dei primi.
De Carolis, saputo della probabile apertura di un museo musicale in Carpino volle anche fare dono di ben 10 puntate della trasmissione radiofonica dal titolo “Appunti sulla musica folclorica”.
La raccolta 135, come spiega lo stesso De Carolis, contiene 23 brani registrati tutti a Carpino, 2 racconti effettuati da Francesco Solimando cantore di Sannicandro Garganico e si completa con 28 foto "che scattai personalmente. Non professionali, ma che raccontano…".
Dal 29 al 30 settembre 1987 sono state registrate, da un tecnico della RAI di Napoli, le voce e le musiche di informatori (quasi tutti scomparsi), portatori diretti di una tradizione popolare che rischia di sparire nei meandri della dimenticanza e nella caoticità della riproposta. Tra gli altri sono stati immortalati nella "Raccolta 135": Andrea Sacco, Antonio Piccinino, Rocco Andrea Sacco, Gaetano Bernardini, Rocco Valente e Domenico ‘Minguccio’.
Le registrazioni originali, sono state trasmesse per radio nel corso della trasmissione andata in onda su Radio 3, tra il 1987 e il 1988, dal titolo “Appunti sulla musica folclorica", e conservate, gelosamente, negli archivi del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare.
Ecco di seguito l’incipit con quale sono state archiviate :
1 La montanara 29.9.1987
2 Sonetto 29.9.1987
3 Rodianella 29.9.1987
4 Viestesana 29.9.1987
5 Sonetto 29.9.1987
6 Sonetto 29.9.1987
7 Canzona 29.9.1987
8 Rosa rossa culurita e bella (sonetto) 29.9.1987
9 Mille bongiorno a te, primo arruvato (sonetto) 29.9.1987
10 Io a diventa’ ‘nu pazziarielle (sonetto) 29.9.1987
11 Intervista sul modo di eseguire le serenate 29.9.1987
12 Vedi che bella giorne hai capato 30.9.1987
13 Che bello ramajette di viuole (sonetto) 30.9.1987
14 Il mio core ferito ferito 30.9.1987
15 Come aj a fa’ pe’amma’ questa femmena 30.9.1987
16 Garofano d’amore 30.9.1987
17 Che bella figlia 30.9.1987
18 Che bello Sabato Santo 30.9.1987
19 Fronned’aulive sposo nuvello 30.9.1987
20 Ce sta ‘na donna qua, se chiama Anna 30.9.1987
21 Tarantella alla carpinese 30.9.1987
22 Sonetto 30.9.1987
23 Piccola manovettapaesana 30.9.1987
Ettore De Carolis era senza ombra di dubbio un uomo fuori dal comune e questo suo gesto è quello che tutti, coloro che amano la musica e hanno realizzato raccolte, dovrebbero compiere per trasmettere alle nuove generazioni quell’identità che altrimenti andrà perduta nel tempo.
Altre raccolte effettuate da De Carolis sono quelle del :
-Lazio (1970/76), Basso Lazio, Monti Lepini, Alto Aniene, Monti Sabini, Piana Tiberina
-Abruzzo (1971/73, e poi 1987), Lanciano e Monti Frentani, reg. Casauria, Piana di Popoli, Penne
-Molise (1973), Alto Volturno
-Fiuggi (FR) (1988), Canti di Confraternite
Ciao Ettore mi piace ricordarti con le tue parole.
Oggi non si usa più cantare, ma cantare in passato svolgeva un’importante funzione umana tra le più normale e quotidiane. Non si cantava solo davanti ad un pubblico per eseguire un brano. Cantavano un po tutti dovunque e nelle piu disparate occasioni: di mattina, di giorno e di notte; in casa, per strada e durante i lavori.
Altre informazioni su www.ettoredecarolis.com
Consiglio "È tanto Tempo che non Recantavo" Canti e musiche tradizionali dalla provincia di Roma – Ricerche di Ettore De Carolis – Finisterre 2006

Al festival di Sanremo i sapori, i suoni e gli umori della musica popolare saranno rappresentati da Eugenio Bennato con ‘Grande Sud’
Io scopro subito le mie carte "faccio il tifo per lui" – appena possibile pubblicherò il testo della sua canzone.
Ecco i nomi e i titoli dei brani in gara.
EUGENIO BENNATO Grande sud
LOREDANA BERTÈ Musica e parole
SERGIO CAMMARIERE L’amore non si spiega
TOTO CUTUGNO Un falco chiuso in gabbia
GIÒ DI TONNO E LOLA PONCE Colpo di fulmine
FINLEY Ricordi
FRANKIE HI NRG Rivoluzione
MAX GAZZÈ Il solito sesso
GIANLUCA GRIGNANI Cammina nel sole
L’AURA Basta!
LITTLE TONY Non finisce qui
PAOLO MENEGUZZI Grande
MIETTA Baciami adesso
AMEDEO MINGHI Cammina cammina
FABRIZIO MORO Eppure mi hai cambiato la vita
ANNA TATANGELO Il mio amico
TIROMANCINO Il rubacuori
TRICARICO Vita tranquilla
MARIO VENUTI A ferro e fuoco
MICHELE ZARRILLO L’ultimo film insieme
La quindicesima edizione del tradizionale concerto di Natale quest’anno si è tenuta a Verona. Dopo le tredici edizioni svolte in Vaticano, nell’aula Paolo VI, e quella a Montecarlo dello scorso anno, quest’anno è stata la volta di Verona.
Il 9 dicembre, al Teatro Filarmonico, Roberto Mennona con Eugenio Bennato insieme ad artisti internazionali si sono esibiti interpretando brani della propria tradizione natalizia e del miglior patrimonio musicale mondiale; a dirigere l’orchestra dell’ Arena il maestro Renato Serio.
Il concerto, presentato dalla conduttrice Mara Venier e stato trasmesso su Rai2 ieri sera, 24 dicembre.
L’elenco degli artisti
Michael Bolton – Niccolò Fabi – Anggun – Eugenio Bennato (Roberto Mennona) – Massimo Ranieri – Ron – Mario Biondi – Giovanni Allevi – Francesco Malapena – Mika Kunii – Gerardina Trovato – Helena Hellwig – Lighea – Ornella Vanoni – Serena Autieri – Matia Bazar – Mattafix – RyanDan – Rev.do Everett Jenkins and The Virginia Gospel Choir – Coro Summertime – I Piccoli Musici – Coro di Voci Bianche "A.d’A.MUS" di Verona diretto dal Maestro Marco Tonini
Roberto Mennona, ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, Andrea Sacco.
Nei concerti di Eugenio Bennato e nei corsi che dirige al Carpino Folk Festival il suo compito è quello di trasmettere le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del gargano.
Si terrà quest’anno a Castelluccio dei Sauri, dal 27 dicembre al 3 gennaio "Capodanze", il festival di musiche e danze popolari organizzato dall’Associazione Culturale Carovana Folkart, con il patrocinio dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione e del Comune.
Capodanze è un festival da "ballare" e non solo da ascoltare o da guardare. Centinaia i corsisti attesi da tutte le regioni d’Italia e dall’estero. Collaudata la formula: ogni giorno corsi di danze popolari (pizziche, tammurriate, tarantelle, occitane, francesi, greche, balcaniche, ecc.) suddivisi in quattro turni da un’ora e mezza ciascuno per un totale di sei ore di lezioni e, dopo cena, concerti e spettacoli fino a notte inoltrata durante i quali gli allievi ballano insieme ai gruppi folk, ai musicisti e agli insegnanti, anche loro provenienti da tutta l’Italia e dall’estero.
Capodanze si propone come vetrina folk internazionale di musiche, canti e danze popolari della tradizione, che in questa edizione è testimoniata dagli anziani, oltre che da musicisti che dagli anziani hanno appreso direttamente e che con loro continuano a suonare, a cantare, a ballare, nelle feste tradizionali della Campania, del Salento e del Gargano.
Il doveroso omaggio che la provincia di Foggia deve ai suoi due più grandi interpreti della musica popolare, i compianti Andrea Sacco e Matteo Salvatore, è affidato direttamente al gruppo dei Cantori di Carpino, di cui Andrea è stato il principale ispiratore, e a Nicola Briuolo, unico allievo di Matteo Salvatore e che tanto gli assomiglia, oltre che nello stile musicale, anche in quello di vita.
Come sempre il festival non farà mancare ai suoi partecipanti pizziche, tammurriate e tarantelle, eseguite da Cinzia Villani e Ballati Tutti Quanti dal Salento, Damadakà e La Tammorra di Monte Coppola dalla Campania. Per le danze occitane, francesi, basche, ci saranno gli Stygiens, Yves Leblanc, Maurizio Diamantini e Andrea Capezzuoli & compagnia dalla Lombardia.