Con la riapertura delle scuole riparte il progetto “La tarantella del Gargano” un progetto dell’Ass. La Bella Cumpagnie – Cultura Etnica Popolare Garganica, direzione artistica e coordinamento a cura del M° Michele Mangano. A riabbracciare questo progetto è la Comunità Montana del Gargano, che ormai già dal 2002 ha aperto le porte degli istituti scolastici del Gargano alla danza e alla musica popolare, ma anche alla tradizione in senso più ampio, incontrando nel M° Michele Mangano il giusto interlocutore, il testimonial ideale per la diffusione della tarantella del Gargano non solo nella nostra terra, ma anche fuori dai confini nazionali. Quest’anno oltre a danza e musica desiderio dell’Ente sarà quello di dare importanza al sonetto e alla poesia di autori della nostra terra, al dialetto, agli usi e costumi. Inoltre sarà approfondito lo studio delle origini della tarantella, quello che la tarantella rappresenta oggi e alle occasioni in cui si cantava in passato. Afferma Mangano “La finalità è valorizzare e divulgare, attraverso un progetto didattico ampio nei suoi contenuti, la musica di tradizione orale garganica e nazionale che per lungo tempo, considerata marginale, è stata privata del giusto riconoscimento culturale. La musica di tradizione orale, appartenente per lo più alla società agro-pastorale, rappresenta l’animo, il pensiero e la voce di chi, vivendo nel quotidiano, ha formato la nostra storia locale. Il progetto vuol trasmettere ai giovani la musica,la danza e le tradizioni in genere, evidenziandone il loro ruolo di aggregazione”. L’Ass. La Bella Cumpagnie si avvarrà di professori e studiosi della cultura popolare tradizionale tra cui il dott. Carlo Di Silvestre, il M° Davide Conte dell’Ass. Culturale Spazi Neutrali di Roma, dei ballerini del Guta- Ass. Culturale di Chieti Scalo. (?)
Il progetto ha portato alla realizzazione di grandi eventi spettacolari, tra cui la partecipazione al programma televisivo “10 minuti di …” che ha dato ampio risalto al lavoro svolto dall’Associazione in co-organizzazione con la Comunità Montana del Gargano.
E ancora Mangano “Partire dalle nostre origini significa riappropriarsi della propria identità, per poi aprirsi a nuove esperienze confrontandosi con altre culture, ma rimanendo pur sempre fieri della nostra.”Tutto ciò per fare in modo che la danza e la musica popolare, per questi ragazzi, non siano un momento di moda, ma possano conoscere e capire l’importanza di ciò che fanno e quanto la tradizione popolare possa essere attuale e non materia da musei, se insegnata pensando ai giovani, come sta facendo da diversi anni, con ottimi risultati l’Ass. La Bella Cumpagnie. Novità di quest’anno è che le lezioni si terranno presso gli Istituti Comprensivi Statali del Gargano che negli scorsi anni non hanno avuto modo di aderire a questo progetto della Comunità Montana.
Particolare importanza sarà data quest’anno all’Istituto “Fiorentino” di Vico del Gargano, che per la prima volta aderisce a questo progetto. Afferma Mangano “Speriamo solo che questi seminari possano divenire sempre più numerosi nel nostro territorio, in modo da diffondere sempre più la nostra tarantella del Gargano , così antica, ma anche così attuale, in modo da potercene sempre più appropriare, e che sempre più enti, come da anni fa la Comunità Montana, possano sposare la valorizzazione della nostra amata tradizione”.
Per battere la concorrenza e mettere a frutto l’esempio salentino
Arriva anche a Manfredonia il movimento `Artisti popolari associati per il Gargano". Si tratta di un sodalizio che riunisce vari e diversi artisti garganici in un’unica associazione, finalizzata a promuovere le musiche e le esperienze musicali. L’obiettivo – definire -strategie e concretizzare manifestazioni che caratterizzino il Gargano, con le sue peculiarità culturali e musicali, sia all’interno che, soprattutto, all’esterno del promontorio. Nella città sipontina il movimento raccoglie diversi artisti impegnati in ogni genere musicale. II progetto – quello di fornire una dimensione nazionale, se non addirittura soprannazionale, alle risorse garganiche associandole ai grandi nomi del panorama internazionale. II progetto – si spiega- dovrà procedere con un "affiancamento" degli artisti garganici ai grandi nomi che bene o male transitano negli eventi della Capitanata, in modo da fornire visibilità e slancio agli artisti garganici che in questo modo si gioverebbero dei grandi nomi come di un traino. E’ chiaro che la "grandezza" non – da considerare come una definizione artistica, perchè gli artisti garganici non sono secondi a nessuno in termini di qualità delle proposte, quanto nel senso vero e proprio della visibilità nel circuito internazionale. Insomma, l’obiettivo strategico – far funzionare le "star" che arrivano sul territorio come una sorta di "tutor" per i locali, affinchè insieme si crei l’evento "garganico" in senso stretto ed in senso artistico, dove le diverse tipologie di artisti, riuniti in un’unica forma di evento, creino l’evento universalmente riconoscibile come "garganico". Il grande nome continuerebbe a promuovere questo evento anche al di fuori del circuito locale. Un pò quello che succede nel Salento, con la Notte della Taranta, si esemplifica dove Steve Copeland, batterista dei Police, ha suonato con gli artisti salentini.
Ah proprio un ottimo inizio, dall’oggi al domani, pronti via!!!
Vico del Gargano: tutto pronto per la 11ª Mostra-convegno “I Funghi del Gargano”
Quest’anno, come ogni anno, all’interno del parco nazionale del gargano, il Comune di Vico del Gargano organizza un week-end (Giovedì 1, 2 e 3 novembre) interamente dedicato alla micologia del Gargano, con la mostra mercato a Vico del Gargano e l’escursione naturalistica in Foresta Umbra.
Una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare gli appassionati a rispettare i funghi e soprattutto a seguire alcune fondamentali regole durante la raccolta. Ma non solo.
Ecco il Programma di massima:
– Giovedi 1 novembre
– Ore 17 presso “Palazzo della Bella” inaugurazione mostra della mostra sui funghi del Gargano, saluto delle autorità e dalle 19.30 nel “Trappeto Maratea” degustazione primo olio
– dalle ore 17,00 in Piazza San Domenico mostra mercato dei funghi e dei prodotti del bosco dei Parco Nazionale del Gargano.
– Momenti musicali con il gruppo “La Pacchianella”
– Venerdi 2 novembre
– Ore 9,30 Passeggiare per il bosco e andar per funghi, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e guidati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella” Incontro su temi ambientali e visita alla “Ecoteca” (piccola biblioteca itinerante)
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino novello e suoni e sapori in Piazza
– Sabato 3 novembre
– Ore 9,30 andare per castagne , in collaborazione con proprietari di castagneti accompagnati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella “ incontro con le scuole e premiazioni dei concorsi indetti su argomenti di natura ambientali in collaborazione con l’Associazione “Giacche Verdi” Sezione Gargano.
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino e olio novello, suoni e sapori in Piazza allietati da “I Cantori di Carpino”
Si potranno fare escursioni con fuoristrada in percorsi inediti e suggestivi del nostro territorio in collaborazione con Gargano Tour.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 22.
In serata in Piazza San Domenico di Vico del Gargano, continua la mostra mercato dei prodotti tipici.
Infine, la giornata di lunedì sarà riservata interamente a tutte le scolaresche della provincia che vorranno visitare la mostra dei funghi.
Info: Comune di Vico dei Gargano – Biblioteca Civica (te1.0884.994666)
biblioteca@comune.vicodelgargano.fg.it
Scelti tre centri pugliesi nell´elenco che certifica il benessere quotidiano
I requisiti: la salvaguardia delle tradizioni e la tutela della salute dei cittadini. Anche Cisternino, Orsara e Trani nell´albo delle città a misura d´uomo.
Lasciandosi aiutare dal cinema, queste città non si mostrano con un montaggio nervoso da videoclip ma con una serie di morbidi piani sequenza come nella migliore tradizione dei vecchi maestri. Città dal passo lento, dall´attenzione estrema all´uomo come misura del presente, ma anche centro d´equilibrio tra passato e futuro. Sono tre le città slow pugliesi che rientrano nelle 54 promosse dall´omonimo movimento (www.cittaslow.net). Oltre all´unica, storica Trani, negli ultimi mesi due se ne sono aggiunte: Cisternino e Orsara di Puglia. Mentre resta in attesa di certificazione già da due anni la salentina Maglie. «Non è semplice rientrare in questa lista» conferma la responsabile delle certificazioni nazionali e internazionali, Rosanna Abbati. Una scelta molto meditata che passa attraverso l´esame di ben sessanta atti amministrativi. «Non basta – aggiunge Michele Bruno, presidente Sloow Food Puglia, associazione che corrobora le scelte – solo dichiarare di mettere in pratica il risparmio energetico o il recupero del centro storico, bisogna anche dimostrare, carte alla mano, di farlo». A decidere, oltre alle delibere, è una commissione che si sposta sul territorio per verificare in prima persona il rispetto dei parametri fondamentali. All´opposto dei principi di contrazione del tempo, queste sono città che hanno dimostrato di essere «animate da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l´uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni», come si legge nel regolamento di partecipazione. Città che rispettano la salute dei cittadini, la genuinità dei prodotti e della buona cucina. Ma anche contesti fertili per la conservazione di tradizioni artigianali e per quella del patrimonio artistico da ammirare in piazze, teatri, botteghe, caffè, ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati. Realtà attente alla «spontaneità dei riti religiosi e al rispetto delle tradizioni». E, soprattutto, piccoli paradisi percorsi da abitanti paghi della «gioia di un lento e quieto vivere». Particolarmente entusiasta dell´adesione è il centro di Orsara di Puglia, con le sue viuzze, la grotta di San Michele Arcangelo, l´Abbazia dell´Annunziata. Ma soprattutto fiera dei risultati incassati con il decennale del progetto Selor, curato dal Cnr di Pisa in materia di longevità. Tutto merito del selenio, potente antiossidante che previene la formazione dei radicali liberi, elemento che spiegherebbe, il segreto del campar cent´anni in questa città slow e benedetta dalla buona salute. Più facile la partita per Cisternino, centro che della propria bellezza e sospensione nella spirituale Valle d´Itria ha fatto motivo di forte attrattività turistica e residenziale. Lo stesso sito del movimento nazionale che riporta la guida delle città le sgrana, una ad una, dalla calce bianca alle tipiche costruzioni a trullo, dai fazzoletti di terra rossa ai mandorli e ulivi. E, ancora, definisce Cisternino «un´oasi di popolazione sparsa, alta su un gradone calcareo dell´ondulata Murgia di Sud-Est, lambita dalle brezze del vicino Adriatico e circondato dal rigoglio delle campagne». L´adesione di Trani è ormai storica, tra le prime in Italia registrate dal movimento Città Slow, attivo dal 1999. E, come considera il governatore Slow Food Puglia, Antonello Del Vecchio, «è città che cresce a dismisura». E le cui caratteristiche, forse, non fanno più tanto pensare a un´isola di lentezza e quiete, almeno non d´estate. «Il movimento – ricorda Del Vecchio – è nato proprio con l´intento di preservare il territorio dagli effetti globalizzanti». Un po´ più generoso in quanto a certificazioni, risulta essere il club dei Borghi più belli d´Italia (www.borghitalia.it), nato per desiderio della consulta del Turismo dell´Anci, l´Associazione dei comuni italiani. In questo caso, i requisiti richiesti sono «l´armonia architettonica del tessuto urbano e la qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato», oltre alla vivibilità in termini di attività e servizi al cittadino. Tra gli obiettivi, il sostegno ai piccoli centri che rischiano lo spopolamento e il conseguente degrado. In Puglia, a essere promossi (oltre a Cisternino che ritorna anche in questa lista) figurano Alberona, Bovino, Locorotondo, Otranto, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore, Specchia e Vico del Gargano.
Vico del Gargano
Scolpita nel filone della pietra di Monte S. Angelo con la quale ha costruito le sue case, a metà strada tra la Foresta Umbra e il mare, Vico è un presepe slabbrato. E’ urgente, pertanto, salvare il centro storico più affascinante del Gargano, col suo reticolo di edifici in stato di semi-abbandono nei quattro rioni più antichi, con l’incredibile ricchezza di portoni, inferriate, stemmi, scalinate e comignoli, con i suoi capitelli ingrigiti e sconnessi che pendono da archi quasi piegati da terremoti e sventure. Eppure, questi merletti di pietra trionfante e incrostata di storia, queste volte a crociera che sembrano sorreggere il cielo, devono la loro permanenza allo svuotamento del borgo, all’emigrazione. E’ così che si sono salvate le architetture tradizionali come la cucina “monacesca”, è così che Vico non si è snaturata, nel confronto col turismo di massa, come le vicine Peschici e Vieste. Poco alla volta, con fatica, con scarsi mezzi, Vico del Gargano cerca di recuperare la sua bellezza, che non è solo quella della pietra ma abbraccia anche la natura circostante, le colline di uliveti e agrumeti e di pini d’Aleppo.
Avviso pubblico della Comunità Montana del Gargano per l’affidamento di incarichi di prestazione d’opera professionale di natura occasionale per attività di valorizzazione delle produzioni tipiche garganiche ai fini della realizzazione del paniere garganico, in particolare per la redazione dei disciplinari di produzione inerente i gruppi di prodotti di seguito riportati:
1. pane di Monte Sant’Angelo, pasta fresca (orecchiette, troccoli, etc.) e dolci tipici (ostia, poperato, mostaccioli, etc.);
2. musciska, agnello garganico, carne di bovino podolico;
3. cappero, spezie (origano, rosmarino, timo);
4. pecorino garganico, caciocavallo garganico, caciocavallo podolico garganico.
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Foggia. E’ venuto a sostenere le “iniziative di prossimità” e una programmazione turistica che non espropria le istituzioni locali dei propri ruoli e competenze l’assessore regionale al Turismo Massimo Ostillio, che ha partecipato in Fiera ai lavori della tappa foggiana del Forum Regionale del Turismo. Un momento per fare il punto sulla stagione estiva appena trascorsa e sui progetti della Regione per il futuro. «Bisogna pensare ad una via pugliese per lo sviluppo», ha dichiarato Ostillio, sgombrando il campo dalle ipotesi di accentramento della programmazione turistica nelle mani della Regione. «Vorrei in questa sede tranquillizzare quanti temono una visione "Baricentrica" del turismo pugliese. Una visione che non ha ragion d’essere. La Regione non vuole togliere ai Comuni, alle Province e a tutte le istituzioni territoriali le loro competenze. Ci vuole però un coordinamento limpido e lineare delle varie iniziative.
Non possono arrivare sui tavoli del mio assessorato centinaia di richieste di contributi da mille euro per sponsorizzare questa o quella sagra».
Sull’abolizione delle Apt, aziende di promozione turistica, Ostillio è altrettanto chiaro: «la soppressione delle Apt andrà di pari passo con l’istituzione di tavoli che possano gestire tutte le competenze in materia di promozione turistica».
Ma sulla stagione turistica appena trascorsa soffia ancora il fumo dell’incendio di Peschici e Vieste del 24 luglio.
E’ fin troppo chiaro Luigi Manzionna, presidente del Cotup, consorzio degli operatori turistici della Puglia, e albergatore turistico viestano. «L’incendio – dichiara – ha messo in evidenza le carenze delle infrastrutture sul Gargano. E’ venuta meno la possibilità di comunicare. Le migliaia di turisti sballottati a destra e sinistra non potevano comunicare fra di loro, nè con i telefoni fissi nè con i cellulari. Dopo l’incendio bisognava far vedere che le cose tornavano alla normalità, ma cosi non è stato. E il turismo sul Gargano dopo il 24luglio ha subito un calo importante, ce ne siamo accorti tutti».
E’ sempre Manzionna ad elencare alcuni dati sul turismo in Puglia e in Capitanata in particolare: «Bisogna partire dal presupposto che la provincia di Foggia copre il 40% delle presenze turistiche pugliesi, per cui dei 3 miliardi di euro che ha fatturato il turismo nella nostra regione nel 2006, circa la metà sono frutto dell’offerta turistica del Foggiano». La stessa equazione può essere quindi applicata ai posti di lavoro. Secondo l’osservatorio turistico regionale nel 2006 ci sono state 580 assunzioni regolari e a tempo indeterminato in strutture di accoglienza o ristorazione, ovvero quasi 1’8 per cento dei nuovi posti di lavoro a livello regionale. Un incremento che va di pari passo con l’aumento delle presenze di turisti nella regione, legato soprattutto ai voli low cost. «Uno studio dell’ente nazionale per il turismo – conclude Manzionna -eseguito con i dati dei tour operator internazionali, ha dimostrato come in media sia cresciuto del 7 per cento il turismo nelle province pugliesi provviste di uno scalo aeroportuale: Noi siamo rimasti ai blocchi, per mancanza di un aeroporto. Stiamo però elaborando un progetto che potrebbe coinvolgere l’aeroporto di Pescara. I turisti ce li andiamo a prendere lì».
Massimo Ostillio: "Necessario promuovere uno sviluppo del territorio inteso come risorsa globale, da valorizzare per un arco di tempo ben più esteso di quello estivo" (6/10/2007)
“Essere protagonisti del proprio successo in un sistema che veda i vari attori dello sviluppo, pubblici e privati, impegnati in un progetto di ampio respiro”. E’ questa, secondo l’assessore regionale al Turismo ed Industria Alberghiera, Massimo Ostillio la “chiave di volta” individuata ed illustrata nel corso del convegno di questa mattina sul tema “I bisogni e le necessità del territorio”, organizzato nell’ambito della 29^ edizione della Fiera Campionaria d’Ottobre e che ha visto fermare a Foggia la tappa del Forum regionale del Turismo, organizzato dall’assessorato regionale. “Una visione – ha sottolineato Ostillio – che mira ad armonizzare un notevole patrimonio che già c’è, con la promozione di uno sviluppo del territorio inteso come risorsa globale, da promuovere e valorizzare per un arco di tempo ben più esteso di quello estivo”. A supporto di questa progettualità, l’Assessore Ostillio ha posto l’accento sul fatturato annuo di 3 miliardi di euro del settore turistico pugliese, il che ne fa un comparto strategico, e sul trend in crescita degli ultimi due anni, che ha fatto della Puglia una regione “cult” in campo turistico. “Di qui l’esigenza – ha proseguito l’assessore – di rendere operativo il recente Protocollo d’intesa firmato con le associazioni degli Enti Locali e di categoria, che assegna all’Ente regionale un ruolo di coordinamento, demandando alle altre componenti di questo sistema il compito di mettere in campo gli strumenti finanziari e normativi che sono il frutto di quell’accordo”. Sulla questione APT, Ostillio ha poi sottolineato che “non vi è affatto una visione “baricentrica”, ma che al contrario resta l’esigenza di utilizzare postazioni di prossimità che siano in grado di entrare in una nuova visione promozionale, che può e deve prendere corpo, del sistema turistico pugliese, in un gioco di squadra che vede, appunto, ciascun soggetto al centro del nuovo modello di sviluppo regionale”. Per quel che concerne in maniera specifica il Gargano, e l’area fra Peschici e Vieste flagellata dall’incendio di luglio, che ha devastato buona parte del patrimonio ambientale. Ostillio si è impegnato personalmente con i sindaci di Vieste e Peschici, affinché i tanto sospirati stanziamenti possano giungere nel più breve tempo possibile.
da Il Grecale
C’è un tempo per sognare ed un tempo per agire.
Per l’Italia, ed in modo particolare per il Mezzogiorno, per la Puglia e per la Capitanata, è tempo che la politica mostri la sua capacità di tradurre le idee in progetti e di passare dalle parole ai fatti.
Il perdurante differenziale nei tassi di occupazione, negli indici di crescita e di reddito e nei parametri più significativi della qualità della vita, a danno della nostra Provincia e di gran parte del Mezzogiorno rispetto al centro-nord d’Italia, richiede strategie chiare, sollecita interventi urgenti ed indifferibili e soprattutto impone comportamenti coerenti su molte pre-condizioni dello sviluppo:
Riteniamo che un programma che punti sulla valorizzazione del capitale umano, sull’efficienza della pubblica amministrazione, sulla sicurezza collettiva e la legalità, sulle risorse ambientali e le infrastrutture ed una classe dirigente rinnovata e credibile possano consentire al Mezzogiorno di ridurre il divario rispetto al Centro-nord, di contribuire con forza allo sviluppo del Paese e di essere parte, a pieno titolo, della grande famiglia europea.
E’ per questo che, di fronte alla deriva di un massimalismo miope e controproducente ed al rischio di un riformismo parolaio e inconcludente, sosteniamo la candidatura di Enrico Letta a segretario nazionale per un Partito Democratico in grado di realizzare un programma realmente riformista e di restituire all’agire politico capacità, moralità, innovazione e concretezza.
I candidati del Collegio: Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano, Vieste.
Lista NAZIONALE
1. Ragni Aldo
2. Penne Tina
3. Gorgoglione Michele
4. Aurelio Angela
Lista REGIONALE
1. Vergura Luigia
2. Dimaggio Vincenzo
3. Savastano Raffaella
4. Orlando Matteo
5. Mazzone Michela
6. Turco Antonio
7. Iacovangelo Elsa
Il comitato cittadino della lista “Rosy Bindi, democratici davvero” e della lista “Antonio Gaglione e Rosy Bindi” capeggiata dal candidato viestano Francesco CLEMENTE, organizza per domenica 7 ottobre all’ingresso della Villa Comunale un banchetto per spiegare come e perché partecipare alle primarie del 14 ottobre per il partito democratico.
Grazie alla lista Bindy queste primarie sono vere: la candidatura di Rosy Bindi ha riaperto e reso più libera la competizione elettorale, iniziata con un candidato unico designato dai vertici dei due partiti promotori, Ds e Margherita. Quella di Rosy è una candidatura vera, autonoma, coraggiosa: una scelta che nasce fuori dagli apparati di partito e dalle correnti che hanno paura del rinnovamento e vedono il Pd come nuovo vestito e non come un partito nuovo. La lista Bindy esprime una novità politica. La novità di un partito di centrosinistra che ama la legalità e la Costituzione; che lavora per un nuovo bipolarismo in cui, senza inciuci e trasformismi, i cittadini scelgono il governo e i rappresentanti in parlamento. Rosy è oggi la più credibile alternativa per un vero rinnovamento della politica contro ogni forma di berlusconismo. Sono queste alcuni dei tanti motivi che hanno convinto tante donne e uomini viestani a costituire il comitato promotore per la lista “Rosy Bindi, democratici davvero”.
I candidati del Collegio n. 2 (Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano, Vieste) sono:
Per l’Assemblea costituente nazionale
“ Rosy Bindi. Democratici, davvero”
1. FINI Erminia
2. CLEMENTE Francesco
3. CRISETTI Maria
4. DI MAURO Giovanni
Per l’Assemblea costituente regionale
“Con Rosy Bindi e Antonio Gaglione”
1. CLEMENTE Francesco
2. DAVELLO Annamaria
3. DI MAURO Giovanni
4. FINI Erminia
5. BISCOTTI Pasquale
6. CRISETTI Maria
7. FORMIGLIA Marcello

Il turista che percorra l’area compresa tra il corso del fiume Fortore (confine naturale tra Puglia e Molise) e le prime propaggini del Promontorio del Gargano si accorgerà non solo delle bellissime colline verdi, ma anche dell’inconfondibile paesaggio rurale.
Quest’area, chiamata "Alto Tavoliere", compresa in quella più estesa detta comunemente Capitanata (dal nome degli antichi Catapani Bizantini che un tempo governavano l’intera regione fino al fiume Ofanto), presenta una forte caratterizzazione rurale ereditata dal passato quando il territorio era circondato da boschi di quercia, leccio e roverella, in cui i feudatari locali erano soliti praticarvi la caccia. Grazie alla viabilità di epoche diverse, l’alto Tavoliere si presenta ricco di resti di villaggi preistorici e reperti di sicura bellezza e notevole valore storico – architettonico. I "tratturi" in particolare, oltre a portarci verso gli antichi insediamenti come "Plantilianum", "Fiorentino", "Dragonara" e "Dragonarella", avevano in passato una notevole funzione poiché rappresentavano le vie d’erba di transumanza attraverso cui i "pastori abruzzesi" trasferivano le greggi per il pascolo. Elemento caratterizzante del paesaggio rurale è la "masseria", il cui termine viene propriamente utilizzato in Puglia per indicare una tipica azienda cerealicola (masseria di campo) o cerealicola-pastorale (masseria di pecore o posta di pecore) a carattere estensivo. Dall’epoca "Federiciana", le masserie venivano abitate e condotte da "magistri massariarum" nominati direttamente dal Clero o dall’Imperatore.
Percorrendo da nord la S.S. 16, attraverso i lussureggianti oliveti dell’Alto Tavoliere, la prima tappa da visitare dell’itinerario "Provenzale – Garganico" è Serracapriola, cittadina agricola ricca di oliveti, con il caratteristico centro storico, il "Castello Federiciano" e il "Convento dei Cappuccini".
Proseguendo più a sud, dopo una sosta ai resti della romana "Civitate", incontriamo Torremaggiore, importante centro agroalimentare, contornato da oliveti secolari e notevoli siti d’interesse storico, come il "Codacchio", il "Castello dei Principi De Sangro" e "Castel Fiorentino" (nel 1250 vi morì Federico II di Svevia), i cui reperti hanno dato origine all’importante "Museo Archeologico". Per i cultori dei vini di qualità e dei raffinati oli d’oliva, San Severo costituisce un punto di riferimento della Daunia, mentre agli amanti dell’arte non sfuggirà la bellezza delle numerose Chiese del centro storico e della "Cattedrale di Santa Maria" (sec. XII) dove si venera la protettrice della città, la "Beata Vergine del Soccorso". Continuando per la S.S. 89 giungiamo ad Apricena, noto centro ortofrutticolo, ma ancor di più per l’attività estrattiva della ricercata "Pietra di Apricena", mentre seguendo la S.P. 22 per Rignano Garganico sarà possibile entrare in quello che possiamo definire il Cuore verde della Daunia: il "Promontorio del Gargano".
La scoperta delle radici storiche, culturali e paesaggistiche del Gargano non sarebbe possibile senza una visita alla "Grotta Paglicci" di Rignano Garganico che mirabilmente affrescata, risulta uno dei centri Paleolitici più importanti d’Europa.
La stessa S.P. conduce a San Marco in Lamis, cittadina suggestiva sia per le ricche concrezioni della "Grotta di Montenero" sia per i santuari (San Matteo) e le spettacolari tradizioni religiose (Fracchie del Venerdì Santo). Quest’aere pregno di religiosità continua, ancora, a San Giovanni Rotondo dove la tomba e la cella di "Padre Pio da Pietrelcina", nel Santuario di "Santa Maria delle Grazie", richiamano milioni di fedeli ogni anno. A pochi chilometri ci si può incamminare verso la celebre "Grotta dell’Arcangelo Michele", ove i pellegrini di tutto il mondo si ritrovano accomunati dall’unisono desiderio di pietà e carità.
Non distante si erge la caratteristica Chiesa di "Santa Maria di Pulsano", tipica espressione dell’arte pugliese del XII secolo. Proseguendo per Manfredonia, oltre alla "Cattedrale" e al "Castello Svevo-Angioino", suggeriamo al turista una visita più a sud all’antica Cattedrale di "Santa Maria di Siponto" (sec. XI) e alla riserva naturale delle "paludi di Frattarolo", mentre, fra le distese del paesaggio dauno, è possibile ammirare una tra le più importanti opere romanico- bizantine, "l’Abbazia di San Leonardo".
Per chi si muove sulle orme del passato, è consigliabile, scendendo verso la costa attraverso la S.S. 89, una visita alla "Necropoli di Monte Saraceno" a Mattinata, dove sono state rinvenute moltissime tombe. Si giunge, infine, alle rovine dell’ "Abbazia benedettina" che domina austera e imperante sulla piana olivicola. In seguito si procederà verso la "Salata" a Vieste, rappresentanza tangibile dell’arrivo dei primi cristiani sul Gargano, e verso quella di "Manaccora" a Peschici, dove altrettanto suggestivo è il contrasto con il verde imperante degli ulivi.
Breve è il passo che ci lega a Vico del Gargano e, precisamente, al suo "Museo Trappeto Marateo" mentre, come "voci di sirene", i profumi degli agrumeti attireranno il viaggiatore lungo il litorale. Proseguendo lungo le coste del Lago di Varano, ricoperte di ulivi secolari, si giungerà a Carpino, famosa per la "Sagra delle fave e dell’olio d’oliva" e per i suoi carismatici "Cantori" che trovano l’apice della loro espressività artistica nel Folk-Festival d’agosto.
Chi è alla ricerca del sacro respirerà tutto il misticismo della "Grotta di San Michele" a Cagnano Varano o rivivrà l’antico culto del "Policromo Crocifisso" ligneo trecentesco. Si giungerà così a Sannicandro Garganico, centro rinomato per la produzione dei fiori secchi, per il "Museo etnografico" e soprattutto per la caratteristica chiesa romanico – pugliese di "Santa Maria di monte d’Elio". A pochi chilometri dall’abitato è possibile osservare, immersa in un verde lussureggiante, la "Dolina di Pozzatina", per proseguire verso la Laguna di Lesina, dove si potranno ammirare le bellezze naturalistiche e il "Bosco Isola", suggestiva testimonianza di macchia mediterranea.
Per chi è sensibile al fascino della natura, infine, avrà modo di vivere una tra le più suggestive esperienze semplicemente ascoltando gli echi e i silenzi della rigogliosissima "Foresta Umbra", ospitale cuore verde del Parco Nazionale del Gargano, suggestiva e unica per la sua ricchezza naturalistica.
A questo punto può dirsi concluso il tour e il visitatore sarà soddisfatto per aver visto un posto unico per fascino e suggestione.
"Il visitatore della Piana, stordito dal misterioso silenzio e stupito della semplicità del paesaggio non tralascerà di udire a questo punto il messaggio sussurrato e al vento affidato da questa meravigliosa terra".
Se un tempo pastorizia, transumanza e cultura rurale caratterizzavano la "Piana Pugliese", oggi essa è fortemente impegnata nella valorizzazione e tutela delle sue produzioni agro-alimentari, ormai note in tutto il mondo.

Il Forum regionale del Turismo in Puglia – tenutosi a Bari a fine 2006 – è stata una prima tappa positiva di un percorso di confronto e ascolto fortemente voluto dall’Amministrazione regionale, con l’obiettivo principale di promuovere un “gioco di squadra” tra cittadini, istituzioni ed operatori del comparto, a vantaggio di un settore strategico e trainante per lo sviluppo sociale ed economico della
Puglia.
In tale logica e alla luce dei risultati della stagione estiva appena conclusa, questo Assessorato vuole proseguire il confronto con gli attori locali per una programmazione strategica condivisa, attraverso workshop sul territorio.
Nel prossimo incontro, che si terrà sabato 6 ottobre alle ore 10.30 nella Sala B della Fiera di Foggia, si discuteranno i bisogni e le necessità del territorio, con particolare attenzione ai possibili interventi per rilanciare l’area del Gargano.
Al Workshop sono invitati operatori e imprenditori del comparto turistico, rappresentanti di Enti locali, addetti del sistema camerale, cittadini e consumatori e tutti quei Soggetti, che a vario titolo, contribuiscono allo sviluppo turistico della nostra regione.
Nella speranza di incontrarci presto, auguro a tutti buon lavoro.
On. Dott. Massimo Ostillio
Assessore regionale al Turismo ed Industria alberghiera
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Sabato 6 ottobre 2007
Fiera di Foggia – Sala convegni “B”
I BISOGNI E LE NECESSITÀ DEL TERRITORIO CON PARTICOLARE ATTENZIONE AI POSSIBILI INTERVENTI PER RILANCIARE L’AREA DEL GARGANO.
WORKSHOP SUL TERRITORIO:
OPERATORI TURISTICI, AMMINISTRATORI LOCALI E CONSUMATORI A CONFRONTO
Programma
Ore 10.15 Registrazione partecipanti
Ore 10.30 IL PUNTO SULLE ATTIVITÀ AL TERMINE DELLA STAGIONE ESTIVA 2007.
L’IMPEGNO DELLA REGIONE E DEL TERRITORIO PER LA PROGRAMMAZIONE FUTURA.
Massimo Ostillio, Assessore al Turismo e Industria Alberghiera, Regione Puglia
Ore 11 LE PECULIARITÀ E SPECIFICITÀ DELL’AREA. BISOGNI, NECESSITÀ E PROPOSTE
Ne discutono rappresentanti degli Enti Locali, Sistema Camerale, Associazioni di categoria, Imprenditori, Terzo settore.
Ore 12 Interventi dal pubblico