Il settore turistico di Capitanata è già pronto ad ingranare la quarta per voltare definitivamente pagina, e divenire più efficace ed efficiente. il nuovo punto d’innesto è dato dalla creazione dei sistemi turistici del Gargano e dei Monti Dauni, un’idea che sta portando avanti Nicola Vascello, assessore provinciale al turismo.
Il Sistema Turistico Locale costituisce uno degli strumenti di governance che vede gli Enti Locali, gli operatoti privati, singoli o associati egli altri soggetti pubblici, protagonisti dello sviluppo turistico dei propri territori. La Legge italiana individua questo strumento come “un contesto turistico omogeneo o integrato, comprendente ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzato dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate” (L.N. 29marzo 2001 n.135, “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, art.5).
Tra gli aspetti maggiormente innovativi e qualificanti di tale riforma figura l’introduzione di un nuovo modello organizzativo dell’offerta turistica, imperniato sul concetto di cooperazione sistematica tra i primi responsabili e beneficiari dello sviluppo quali gli enti locali, gli operatori del settore ed in genere la comunità locale. L’an. 2 prevede, infatti, che lo Stato e le Regioni riconoscono, sulla base del principio di sussidiarietà, il molo dei territori con particolare riguardo all’attuazione delle politiche intersettoriali ed infrastrutturali necessarie alla qualificazione dell’offerta turistica e, nel contempo, valorizzano l’apporto dei soggetti privati per la promozione e lo sviluppo dell’offerta turistica. Il primo comma dell’art. 5 della L. 135/2001, definisce i Sistemi Turistici Locali come modello organizzativo si caratterizza per due aspetti fondamentali: l’esaltazione della dimensione territoriale dell’offerta turistica e l’integrazione necessaria tra le diverse componenti del sistema, e in particolare fra gli attori pubblici e privati, non solo nella fase di gestione, ma anche in quella della elaborazione progettuale. Gli obiettivi da perseguire sono sostenere attivita’ e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche informa cooperativa, consortile e di affiliazione; attuare interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica e alla riqualificazione urbana e territoriale delle localita’ ad alta intensita’ di insediamenti turistico-ricettivi; sostenere l’innovazione tecnologica degli uffici di informazione e di accoglienza ai turisti, con particolare riguardo alla promozione degli standard dei servizi al turista, sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche, con priorita’ per gli adeguamenti dovuti a normative di sicurezza, per la classificazione e la standardizzazione dei servizi turistici, con particolare riferimento allo sviluppo di marchi di qualita’, di certificazione ecologica e di qualita’,e di club di prodotto, nonche’ alla tutela dell’immagine del prodotto turistico locale; promuovere il marketing telematico dei progetti turistici tipici, per l’ottimizzazione della relativa commercializzazione in Italia e all’estero. Ora questo iter legislativo approda anche in Capitanata. “Tutto è previsto dalla nuova Legge di riordino del turismo pugliese – dice Vascello a l’Attacco – Per quanto riguarda la nostra provincia, vorremmo creare due sistemi, uno del Gargano e uno dei Monti Dauni, che però non rimarranno due mondi separati perché tra di loro ci sarà un’osmosi. Infatti i due territori hanno diverse caratteristiche ed esigenze, ma anche altrettanti punti di contatto”. Vascello disegna il percorso da intraprendere. “I sistemi turistici locali favoriranno anche zone che non hanno vocazione turistica ma che hanno risorse da mettere in rete, come ad esempio Ordona. Tutto ciò va visto in un’ottica di movimento, imparando a non ripetere gli errori del del passato-aggiunge -. Questo è un importante strumento, che progettato bene diviene un’enorme risorsa, altrimenti si rivela un elemento di criticità che porta alla frammentazione del territorio. L’obiettivo è proprio quello di armonizzare le attività, ponendo fine allo scarso coordinamento e all’improvvisazione. Per fare il salto di qualità serve omogeneità e quindi dobbiamo dire basta alle sovrapposizioni dei vari Gal, Comunità Montana, Comuni e Provincia”. L’assessore conclude strizzando l’occhio al futuro.
“Una volta applicata la Legge saranno convocati i vari attori territoriali, ai quali saranno assegnati ruoli precisi. Pertanto precorreremo i tempi della legge di riordino regionale con il prossimo forum provinciale del turismo, cercando già di istituire un tavolo tecnico permanente”.
Matteo Palumbo
L’Attacco
Dopo la ricerca delle vestigia saracene di Lucera, lo scrittore inglese Norman Douglas dedica al Gargano ben tre capitoli del volume “Old Calabria” (pubblicato nel 1915): si sofferma a descrivere “la città di Manfredi”, poi parla dell’Arcangelo e del suo “culto cavernicolo” (foto del titolo, disegno di Achille Vianelli; ndr).
Il reportage è ispirato da un avventuroso viaggio in carrozza compiuto a Monte Sant’Angelo. A Manfredonia, Douglas attende invano una bella giornata per scalare il Sacro Monte e visitare la “metropoli del culto europeo degli angeli”. Infine decide di andarvi con qualsiasi tempo. Fa convocare un vetturino e inizia una lunga trattativa sul prezzo della “corsa”. La richiesta iniziale è 65 franchi, il prezzo pagato l’anno precedente da un turista inglese. Douglas ribatte che il servizio di diligenza, andata e ritorno, costa un franco e mezzo e già quel prezzo gli sembra piuttosto esoso.
Ha visto tante grotte sante in vita sua! E in fin dei conti, chi è questo San Michele? Il Padreterno, per caso? Nulla del genere: solo un angelo qualunque. Ce ne sono a dozzine in Inghilterra. Fortunatamente, soggiunge, gli è già stata fatta l’offerta di unirsi a un gruppo privato per raggiungere la vetta in carrozza con una spesa di pochi centesimi. Ma il cielo è minaccioso. Ripensandoci, forse è più saggio rimandare l’escursione… A sorpresa, offre un sigaro al vetturino per ricompensarlo del disturbo. Con rapidità stupefacente, le pretese di costui scendono a otto franchi. Un signore che dà qualcosa in cambio di niente, beh… non si può mai sapere cosa si può ricavarne. Decide di correre il rischio!
Lo scrittore, la mattina dopo, apre le finestre, vede che il tempo è orribile, con forti raffiche di pioggia e nevischio. Ma non importa. La carrozza è già ferma davanti all’albergo e dopo una “detestabile parvenza di prima colazione”, il viaggio inizia, lungo il tracciato carrozzabile per Monte Sant’Angelo (foto 1 sotto, autore Beltramelli). Durante la salita dei ventuno tornanti, Douglas cerca di immaginare i principi normanni, gli imperatori, i pontefici e i tanti pellegrini celebri che si sono arrampicati scalzi e penitenti per quei pendii rocciosi, sotto la neve. Fu messa a dura prova persino la pazienza di San Francesco, quando effettuò l’ascesa al Sacro Monte. Il fraticello d’Assisi, secondo il Pontano, fece anche qui, en passant, un piccolo miracolo.
Dopo tre ore di viaggio, Douglas raggiunge la città di Sant’Angelo. L’altezza di 800 metri si fa sentire: il freddo è pungente. Seguendo il consiglio del vetturino scende subito al santuario: là sotto il caldo è assicurato. La grande festa dell’8 maggio è passata, ma torme di fedeli continuano ad arrivare (affluenza che diminuirà dall’inizio del ‘900, quando i pellegrini erano 30amila l’anno, per lo spopolamento provocato dall’emigrazione in America che farà perdere al Gargano metà della sua popolazione). Hanno un aspetto pittorescamente pagano, i bordoni sormontati da rami di pino, la bisaccia, gli indumenti sudici e cenciosi.
Sulle massicce porte di bronzo del santuario, ordinate a Costantinopoli il 1076 da un ricco cittadino di Amalfi, sono infilati anelli metallici. Il vero pellegrino, come da tradizione, deve batterli furiosamente contro le ante di bronzo per attirare l’attenzione delle potenze divine. Durante la preghiera, bisogna ancora una volta batterli con la massima forza, per segnalare l’atto di adorazione. “Ma a giudicare dal frastuono – commenta Douglas – la divinità doveva essere assai dura d’orecchio”.
Un fitto sciame di straccioni devoti e maleodoranti scende lungo la scalinata angioina, sino all’anfrattuosità naturale nella roccia, illuminata da tante candele, dove dimora l’Arcangelo. Qui la sacra funzione procede al suono di “vivaci arie d’opera” eseguite da un organo asmatico. L’acqua sgocciola senza sosta dalla volta rocciosa sulle teste dei fedeli inginocchiati, “che coprono il pavimento, con candele accese in mano, dondolandosi estatici, biascicando e salmodiando”. Una scena irreale.
Douglas fa alcune osservazioni sul tanfo che rende la sacra grotta una serra umida e maleodorante: “E’ il bouquet di tredici secoli di pellegrini sporchi e sudati”. E ancora: “Terribilis est locus iste, dice un’iscrizione sull’ingresso del santuario. Verissimo. In posti del genere si capiscono le usanze, e forse l’origine, dell’incenso”. Lo inquieta il fanatismo religioso delle masse: “Date loro il nuovo Messia, e tutta la nostra arte e le nostre conoscenze faticosamente accumulate, tutto ciò che riconcilia l’uomo civile con l’esistenza terrena, viene buttato ai quattro venti!”.
La delusione diventa ancora più forte quando nota che, proprio vicino all’altare, i preti vendono le “pietre di San Michele”. Il commercio è più che mai attivo. Non gli piace affatto l’Arcangelo scolpito dal Sansovino: “Ogni traccia di divinità e di forza virile ne è stata spremuta. Così giovane e di bellezza tanto terrena, rassomiglia, piuttosto, a un bel ragazzetto che si è agghindato, per giuocare, con una spada e un elmo infantili – vien voglia quasi di divertircisi insieme. Questo non è un guerriero!”. Anche il gran drago, chiamato Diavolo o Satana, ha subìto una trasformazione: “Si è rattrappito diventando un povero piccolo rettile, un vermiciattolo, che quasi non vale nemmeno la pena di schiacciare!” (foto 2)
Douglas, approfittando di uno spiraglio di sole, visita le rovine del “Castello dei Giganti” (foto 3). Su una delle pietre è incisa la data 1491: una regina di Napoli (Giovanna) è stata uccisa tra quelle mura ora crollanti. La costruzione è quasi un rudere privo di tetto e il suo portale è chiuso. Con stupore nota che è contrassegnato dal numero civico tre. E’ questo l’ultimo “spasso” del Governo italiano: numerare le abitazioni di tutto il Regno, e non solo le abitazioni occupate da esseri umani, ma mura, vecchie rovine, stalle e… chiese. Un deputato romano ha giustificato così questa “trovata”: “Abbiamo gli impiegati e pertanto essi debbono pur trovare qualche cosa da fare!”
Tra dotte citazioni, riferimenti classici e archeologici, Norman Douglas (foto 4) schizza infine un amaro profilo della società contadina garganica: “Che si può offrire a questi montanari? La loro è una vita di miseria avvilente e rivoltante. Non hanno giuochi o sport, non hanno corse di cavalli, club, mostre di bestiame, caccia alla volpe, politica, o una di quelle tante gioie che rendono diversa la vita dei nostri contadini. Non leggono giornali o libri, nulla! La loro esistenza è quasi animalesca. Per quattro mesi l’anno sono stivati in tane umide che non si possono definire stanze, dove un inglese riterrebbe disonorante tenere un cane. Per il resto del tempo si affannano, con il sudore della fronte, a strappare qualche spiga di grano dall’ingrato terreno calcareo. Le visite all’Arcangelo – quei picnic invernali e autunnali – sono la loro unica forma di divertimento!”
Teresa Maria Rauzino
Bosco Quarto (Monte Sant’Angelo) – Si terrà venerdì 26 settembre 2008 alle ore 9,00 un convegno sulla “presenza del lupo nel Parco Nazionale del Gargano” in località Bosco Quarto, presso Casa Natura di “Coppa del Giglio” a Monte Sant’Angelo. L’incontro rientra nell’ambito del Progetto di ricerca “Il lupo nel Parco Nazionale del Gargano” realizzato dall’Ente Parco in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma. Sono annunciati interventi di esperti quali il prof Luigi Boitani, direttore del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università “La Sapienza” di Roma sulle problematiche del lupo in Italia e dei ricercatori Chiara Braschi, Simone Ricci, Lorenzo Manghi dell’Università romana sullo svolgimento del progetto di ricerca e sui risultati preliminari. Poi a seguire Valeria Salvatori rappresentante del progetto LIFE COEX parlerà delle problematiche derivate dalla coesistenza tra le attività agricole ed i grandi carnivori selvatici e sulle possibili soluzioni gestionali.
newsgargano.it
Da fonti vicine alle parti interessate, veniamo a conoscenza che sembra stia per raggiungersi un accordo – che definire storico sembra riduttivo – fra la proprietà della ultramillenaria Abazia di Calena (872 d.C.), la famiglia Martucci, e l’Amministrazione comunale di Peschici sulla destinazione del cenobio benedettino. Questa “prima” conclusione scaturirebbe da un incontro avuto stamattina fra due dei quattro eredi della famiglia (che dovrebbero ora confrontarsi con i due assenti) e la maggioranza di governo della cittadina garganica, sindaco in testa, alla presenza dell’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. D’Ambrosio.
Pare che la proprietà si sia decisa a trasferire in concessione alla comunità peschiciana parte della proprietà. Presumiamo debba ritenersi quella afferente alle due chiese ormai in rovina. Se l’accordo venisse raggiunto, si potrebbero attivare tutte le procedure per l’ottenimento di finanziamenti europei (Obiettivo Uno, ultima chance), mirati al recupero e al successivo restauro, recuperabili dall’inserimento del progetto nel programma di “Area Vasta-Capitanata 2020”, pari a circa tre milioni e mezzo di euro, raggiungendo così l’obiettivo che il Centro Studi Martella – guidato dalla sua presidente prof. Teresa M. Rauzino – persegue da oltre un decennio. Obiettivo supportato questa volta dalla ferma volontà del Municipio peschiciano di risolvere finalmente l’annosa questione.
Con lo stesso beneficio d’inventario comunichiamo il laconico commento dell’Arcivescovo, nella cui diocesi ricade il bene architettonico abbandonato a se stesso: “Miracolo!” Sempre secondo la fonte cui si accennava, un secondo incontro fra le parti – si spera definitivo – dovrebbe aversi venerdì prossimo per la firma della Convenzione. Il lunedì successivo, inoltre, si metterebbe in cantiere una seduta di Consiglio comunale straordinaria per rendere il tutto esecutivo.
Mai come in questa occasione vale il detto: “Chi vivrà, vedrà!”
Piero Giannini puntodistella.it
Gran successo per l’iniziativa ‘Il treno del Gargano – Viaggio tra natura, cultura e tradizioni’, svoltasi nella giornata di ieri. Iniziativa sperimentale – organizzata congiuntamente dalla Provincia di Foggia e dal Fai (Fondo per l’ambiente italiano) in collaborazione con le Ferrovie del Gargano – volta a restituire splendore a un pezzo di storia della Capitanata costituito dalla tratta ferroviaria garganica, mettendola ancor di più al servizio del sistema turistico del territorio. Obiettivo dichiarato: istituzionalizzare il servizio consegnandolo alla disponibilità dei flussi turistici diretti sul Gargano non solo nei mesi estivi.
“Un itinerario pensato per esaltare il felice connubio tra turismo lento, attraverso il trasporto su rotaia, e l’opportunità di arricchirsi attraverso la scoperta di due tra i tanti e stupendi luoghi del Gargano – ha affermato il presidente della Provincia, Antonio Pepe. – Tutto ciò è fondamentale non solo in ottica turistica ma anche ambientale poiché si cercano di ridurre le emissioni inquinanti nell’aria offrendo quindi la possibilità di un turismo ecologicamente sostenibile”.
“La positiva risposta che abbiamo ricevuto dalla partecipazione di utenti a questa iniziativa – ha spiegato l’assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello – ci dimostra che investire energie e progettualità in questo programma di rilancio della tratta ferroviaria garganica è la strada giusta da seguire per incrementare i flussi turistici per quel che riguarda il trasporto su rotaia, offrendo una proposta qualitativamente importante. La generale rivalutazione del turismo lento, infatti, ci invita a profondere tutta la nostra attenzione verso una ricchezza che questo territorio possiede e deve essere resa funzionale e fruibile per l’utenza turistica che fa tappa nei luoghi del Gargano. Una bella opportunità per far conoscere il nostro territorio nelle sue peculiarità ambientali, culturali ed enogastronomiche. Viaggiando in treno – ha concluso – si ha ovviamente più possibilità di restare affascinati dalle ricchezze che il Gargano possiede; cosa che non sempre invece è possibile viaggiando in auto”.
Il viaggio, partito alle 9 dalla stazione di Foggia, ha avuto le sue due tappe fondamentali a Rodi Garganico, dove si è svolta una visita guidata al centro storico e la successiva degustazione di prodotti tipici presso la stazione del paese del Promontorio, e successivamente a Peschici, con la visita guidata al Trabucco e al centro storico.
da puntodistella.it

Ecco a voi il forum dei Carpinesi;ho deciso di creare questo piccolo e semplice luogo di ritrovo virtuale dove parlare del più e del meno e spero che possa diventare insieme al blog del CarpinoFolkFestival una tavola rotonda intorno alla quale discutere delle questioni circa il nostro stupendo paese ,ma anche un punto di ritrovo per chi è lontano da Carpino (in Italia e all’estero,per lavoro e per studio e chi più ne ha più ne metta).
Spero che l’idea vi piaccia…iscrivetevi subito al forum, cosa aspettate??
Continua il percorso che potrebbe portare Monte Sant’Angelo, il paese che sorge su uno sperone nel massiccio garganico, a far parte del patrimonio Unesco.
Per domani si attende la visita degli ispettori dell’organizzazione che dovranno valutare la candidatura, mentre già si stanno leggendo i documenti presentati.
Il promontorio del Gargano conobbe una notevole fortuna per la presenza, nel suo territorio, del santuario di san Michele Arcangelo. Uno dei luoghi di culto che è meta continua di pellegrinaggi illustri e di gente di ogni condizione sociale, provenienti anche da mete molto lontane. Il cammino verso l’Unesco per Monte Sant’Angelo è iniziato il 9 gennaio con la firma nel corso di una cerimonia a Roma presso il Ministero dei Beni Culturali. Oltre al Sindaco, Andrea Ciliberti, firmarono anche i rappresentanti di Regione, Provincia, Ente Parco, Comunità Montana del Gargano, Centro Studi Micaelici e Basilica di San Michele Arcangelo.
Ma per sapere se il prestigioso obiettivo potrà essere raggiunto, bisognerà pazientare fino a luglio del 2009, quando a Siviglia avverrà la valutazione finale di quella che è stata definita una delle candidature più innovative e complesse mai presentate dall’Italia all’Unesco.
Tommi Guerrieri
Gent.mi,
in questi giorni si leggono sulla stampa idee e ipotesi progettuali di singoli esponenti politici in merito alla pianificazione strategica territoriale di Area Vasta e quello che risalta maggiormente anche e soprattutto nella Deliberazione della Cabina di Regia dello scorso 24 luglio è il venir meno della centralità dello sviluppo culturale e di conseguenza del suo turismo sia nel dibattito che nelle dorsali e nei 38 progetti/bandiera del Piano Strategico.
Dal sito di Capitanata2020.eu viene dato ampio risalto ad uno studio del Parlamento UE perché darebbe conferme indirette alle opzioni di "Capitanata 2020" ma è proprio da quello studio che la Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo prende spunto per raccomandare di promuovere il patrimonio e il turismo culturale al fine di diversificare l’offerta turistica delle regioni costiere.
Per queste ed altre ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, nel condividere la richiesta del Sindaco Andrea Ciliberti di maggiore attenzione alla candidatura di Monte Sant’Angelo come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e nel sostenere l’ennesimo appello del Centro Studi "Martella" di Peschici per la messa a tutela dell’Abbazia di Kalena, non vuole far mancare anche in questa circostanza il proprio contributo per ottimizzare la competitività sociale, ambientale, economica, turistica e il riposizionamento del nostro Gargano nel contesto regionale, italiano ed europeo.
Dal momento che le Misure 4.1 e 4.2 prevedono ingenti fondi per le infrastrutture, la promozione e la valorizzazione dell’economia turistica nonché per la tutela, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale, e poichè nella fase preliminare, con termine fissato al 30 settembre 2008, per gli interventi e i progetti di importo superiore al Milione di Euro non è necessaria la presentazione di un piano di fattibilità, sottoponiamo alla Vostra attenzione l’idea progettuale di un Auditorum della Musica Popolare, che terrebbe conto delle peculiarità del territorio, aiuterebbe la destagionalizzazione dei flussi turistici, ma, soprattutto, sarebbe in grado di favorire il riequilibrio tra aree costiere ed entroterra, valorizzando in particolare i borghi storici maggiormente dotati di patrimonio culturale materiale e immateriale.
Per rendere famoso in tutto il mondo un territorio e attrarre il turismo internazionale occorrono grandi simboli come la Torre Eifell, la Cupola del Brunelleschi a Firenze, il Ponte Vecchio, il Colosseo, il Ponte di Rialto a Venezia ecc.ecc.
Per far conoscere il Gargano nel mondo occorre un’opera attrattiva, unica, che susciti curiosità, polivalente, che produca reddito e lavoro, che faccia parlare di sé, che sia utile ai cittadini e identitaria, che sia eco-ambientale, che valorizzi la memoria storica e culturale locale e che ne incrementi il valore scenico e panoramico.
Per questa ragione vi proponiamo di inserire nella pianificazione strategica un Auditorum della Musica Popolare progettato da un grande architetto dei nostri tempi (ad es. Massimiliano Fuksas o Oscar Niemeyer), che insieme all’opera di Renzo Piano, per Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, faccia convergere sul Gargano il turismo culturale internazionale.
Un opera che permetta di istituire un archivio multimediale e sonoro sulla cultura garganica di tradizione, periferico rispetto all’archivio delle musiche di tradizione della Puglia promosso dalla Regione Puglia d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali in divenire presso la Biblioteca Nazionale di Bari. (A questo proposito riteniamo ormai urgente – questo vuole essere un’altro progetto – che attraverso l’Università di Foggia e gli operatori culturali del territorio venga condotta un ampia ricerca su tutti gli aspetti del tutto vergini e ininvestigati del patrimonio culturale immateriale del Gargano, una ricerca sul campo per analizzare le pratiche musicali tradizionali (in primis la serenata), i suoi aspetti sociologici, semiotici e linguistici e soprattutto un indagine demoantropologica sui complessi rapporti tra i fenomeni produttivi e i fenomeni sociali del nostro territorio.)
Una struttura architettonica (dicevamo) che, nata per valorizzare il ritmo della Puglia garganica, serva a realizzare ogni sorta di evento non solo artistico e culturale (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni), ma anche ogni sorta di evento economico (fiere, esposizioni) e politico (congressi, dibattiti, comizi), nonché per sviluppare nuove attività che siano in grado di attrarre flussi consistenti di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica.
Un Auditorum, quindi, sufficientemente multifunzionale che consenta il suo utilizzo per ogni aspetto della vita sociale di questa terra, una delle meno servite e svantaggiate del territorio nazionale da forme di aggregazione politica, economica e sociale.
Sicuri di avviare comunque un dibattito intorno alla nostro contributo e in attesa di poterlo precisare in ogni dettaglio, invitiamo tutti coloro che sono impegnati nella progettazione dei Piani Strategici ad avere a cuore le sorti del Gargano tenendo in dovuta considerazione la constatazione che le politiche regionali per il turismo nel nuovo periodo di programmazione 2007/2013, tutte volte a ridurre la pressione sulle zone costiere al fine di ridurre gli impatti negativi dal punto di vista ambientale, economico e sociale, saranno indirizzate da un lato a consolidare e valorizzare gli attrattori attualmente esistenti, dall’altro, a promuovere attività ed eventi culturali di richiamo su scala nazionale e internazionale che in assenza di strutture adeguate sul Gargano non solo non potrebbero essere realizzate, ma inevitabilmente lo taglierebbero fuori dal raggio del turismo culturale.
Il Consiglio delle Istituzioni del Piano Strategico di Area Vasta “Capitanata 2020” ha approvato, nei giorni scorsi, le dorsali–progetti di qualità selezionati dalla Cabina di Regia (Organo Tecnico) e già approvati dall’Assemblea del Partenariato economico-sociale, rispettivamente (Rappresentanti delle categorie sociali, economiche e ambientali), il 24 luglio e il 31 luglio scorsi. Sulle progettualità si è espresso il voto unanime dei 21 sindaci e presidenti presenti, sui 34 componenti del Consiglio delle Istituzioni (Organo Politico).
Al Consiglio, sotto la presidenza dell’Amministrazione Provinciale, rappresentata dall’assessore alla Programmazione, Leonardo Di Gioia, erano presenti le Amministrazioni comunali di Apricena, Carpino, Cerignola, Foggia, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Orta Nova, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola, Storna-ra, Torremaggiore, Vico del Gargano e Vieste.
Manca l’opinione dei cittadini e della società civile, per questo vi ripropongo il dettaglio delle cosiddette “dorsali” o progetti-bandiera selezionati dalla Cabina di Regia.
Reti e mobilità. Studio/attuazione di interventi sulla rete stradale e ferroviaria volti a migliorare e potenziare l’accessibilità del Gargano, in particolare attraverso la messa in sicurezza della rete viaria e la rifunzionalizzazione dei seguenti itinerari: Strada a Scorrimento Veloce Garganica (Strada Statale 693) / Strada Statale 89; linea ferroviaria San Severo – Apricena – Rodi Garganico – Calenella – (Peschici – Vieste); percorso turistico-religoso San Severo – San Marco in Lamis – San Giovanni Rotondo – Monte Sant’Angelo – Manfredonia (Strada Statale 272) – Cerignola.
Rifunzionalizzazione e potenziamento del porto industriale di Manfredonia e specializzazione per le Autostrade del Mare e il trasporto combinato.
Adeguamento e potenziamento del corridoio stradale Lucera – Foggia – Manfredonia in un’ottica di interconnessione con
la Strada Regionale
1 Pedesubappenninica.
Adeguamento, potenziamento ed eventuale prolungamento della linea ferroviaria Lucera – Foggia – Manfredonia, con sperimentazione di sistemi di trasporto innovativi (tecnologia Treno-Tram).
Adeguamento, potenziamento e interconnessione del corridoio ferro-stradale Cerignola – Foggia – San Severo e dei relativi nodi logistici (Cerignola – Incoronata – San Severo) e sua messa a sistema con il porto di Manfredonia.
Realizzazione di un sistema integrato per la logistica leggere e pesante.
Aeroporto “Gino Lisa”.
Governance e Processi. Costituzione di un soggetto dei Comuni dell’area vasta con deleghe quale Organismo Intermedio alla pianificazione e gestione dei processi di sviluppo territoriale, ferme restando le specifiche competenze degli Enti Locali e territoriali.
Creazione dell’Associazione degli Stakeholders di Area Vasta organizzati in Comitati di Indirizzo e Monitoraggio (la creazione dell’Associazione deve essere prevista nello Statuto del Soggetto gestore e i Comitati debbono essere Organi del Soggetto).
Analisi funzionale dei processi di servizio dei Comuni e loro classificazione per omologia di servizio / classi di utenza / popolazione.
Definizione e attuazione delle procedure per la riorganizzazione degli uffici e delle strutture comunali in funzione dell’efficacia ed efficienza dei servizi al cittadino e alle imprese.
Certificazione di qualità dei servizi.
Portale di Area Vasta con consultazioe on line dello stato di avanzamento di progetti / programmi / processi.
Creazione di un polo per l’innocazione dei processi di governance e della Pubblica Amministrazione Locale che attui: metodologie e sperimentazione di soluzioni innovative per l’organizzazione dei Servizi della P.A.; coordinamento della partecipazione attiva e dei Comitati di Indirizzo e Monitoraggio degli Stakeholders; coordinamento delle procedure di certificazione dei processi e dei servizi della P.A. Locale; progettazione e sviluppo di strumenti per la formazione continua della P.A.; scouting e riuso di soluzioni per l’e-governement.
Produzione e Servizi. Completamento ed adeguamento (nell’ottica della migliore tecnologia ambientale) di infrastrutture e impianti presenti negli agglomerati ASI.
Promozione e sostegno di adeguate politiche di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese.
Promozione e sostegno di sistemi organizzati e di aggregazioni di impresa nella filiera agroalimentare e della pesca (marina e laguare).
Creazione di una filiera turistica organizzata in maniera da essere riconosciuta come Sistema Turistico Locale.
Creazione di un Polo e potenziamento della rete per l’innovazione strategica del territorio, con particolare riferimento alle attività produttive, con base in località ASI Foggia – Incoronata composto di: Centro direzionale per la formazione e l’innovazione tecnologica di concerto con istituzioni di ricerca regionali, nazionali e comunitarie; coordinamento dei Servizi per l’innovazione dell’agroindustria (Sidat, Dare, ecc.); scouting e trasferimento di servizi innovativi per l’economia turistica (Osservatorio Turismo); audit e monitoraggio delle esigenze di sviluppo del territorio; Centro per la valorizzazione delle produzioni locali, scambi commerciali, borse mercato; Centro servizi e polo multifunzionale per la logistica in rapporto al parco ferroviario esistente e al nuovo casello autostradale.
Ambiente e Spazio rurale. Creazione di centri di produzione locale di energia da fonti alternative: biomasse, eolico (attraverso l’attivazione di impianti eolici), solare (attraverso l’attivazione nelle aree ecologicamente attrezzate di centrali elettriche di tipo fotovoltaico).
Migliorata efficienza nell’utilizzo dell’acqua nel settore agricolo, turistico e nelle aree urbane.
Delimitazione, bonifica e rilancio produttivo sostenibile dei siti inquinati (in particolare di quelli industriali e quelli a maggior valore e sensibilità ambientale) e delle discariche abusive (censimento siti).
Aumento dell’efficienza del ciclo integrato dei rifiuti.
Sviluppo e sostegno della rete ecologica di scala vasta (Appennino Parco d’Europa; Parco Nazionale del Gargano, Zone di Protezione Speciale, Siti di Importanza Comunitaria) attraverso la realizzazione di un’unica struttura logica gestita dal Parco Nazionale del Gargano, che consenta di organizzare servizi di raccolta dati, monitoraggio e controllo tra l’area Parco ed il resto del territorio di area vasta.
Tutela delle formazioni boschive e arbustive e riqualificazione del paesaggio attraverso un sistema integrato di monitoraggio del territorio.
Definizione di un piano comune per la tutela delle spiagge e delle coste (con particolare enfasi per azioni mirate ad arginare il fenomeno dell’erosione costiera) e dell’ambiente marino.
Progetti integrati per la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle borgate.
Città e Solidarietà.Implementazione di strumenti in grado di contrastare i fenomeni dell’economia sommersa e del lavoro irregolare.
Creazione/Miglioramento di servizi a supporto dei lavoratori: asili nido, mense, mobility management, ecc.
Riduzione del digital divide in area vasta favorendo lo sviluppo di competenze locali in ambito ICT e garantendo l’accesso alle reti a bada larga a tutti i cittadini dell’area vasta.
Creazione/ammodernamento di una rete integrata dei distretti socio-sanitari, ambulatori ASL e consultori.
Centro Unico di Prenotazione per tutti i presidi ospedalieri dell’area vasta.
Sviluppo e promozione di servizi di assistenza sanitaria di prossimità anche attraverso l’utilizzo di innovative tecnologie.
Sostegno alle iniziative (pubbliche o private) volte al riutilizzo del patrimonio storico-culturale per finalità pubbliche o di interesse collettivo.
Adozione di iniziative rivolte a promuovere lo sviluppo dell’economia creativa (cultura, comunicazione, ICT).
Creazione di un Polo e potenziamento della rete, per l’innovazione strategica del territorio composto di: osservatorio per la conoscenza, valorizzazione e promozione del territorio; sezione/gruppo territoriale per la diffusione della conoscenza, delle iniziative e delle potenzialità territoriali; scouting e trasferimento dell’innovazione per l’ambiente e l’agricoltura; coordinamento e implementazione del Servizio Territoriale per il Monitoraggio dell’inquinamento ambientale; calcolo dell’impronta ecologica; sviluppo e coordinamento di un servizio integrato per l’energy-control sulle reti esistenti (acquedotto, energia elettrica, metano); sviluppo e gestione del Catasto dei Toponimi.
Crazione di un Polo e potenziamento della rete per la ricerca e l’innovazione nel settore sociale con funzioni di: Osservatorio per la conoscenza e la valorizzazione delle tradizioni, della cultura locale e del tessuto sociale; integrazione e coordinamento dei diversi Piani Sociali di Zona; monitoraggio del grado di implementazione, della qualità e dell’impatto delle iniziative in ambito sociale; scouting e implementazione di casi di best pratice; tavolo di confronto e messa in rete delle Associazioni di Volontariato.