MONTE SANT’ANGELO. E’ Vinicio Razionale, direttore del consorzio Biogargano, il nuovo presidente del Gal Gargano, Gruppo di Azione Locale, nato in seguito alla stipula del protocollo d'intesa (07/07/2000), tra l'Ente Parco e la Comunità Montana del Gargano per la realizzazione dell' iniziativa comunitaria Leader Plus. Razionale succede a Nicola Abatantuono, che ha guidato il sodalizio per lunghi sette anni, dal 2003, due mandati triennali più uno di proroga. “Lascio un Gal tra i più finanziati nella Regione Puglia” ha affermato Abatantuono nel congedarsi. La nomina di Vinicio Razionale è arrivata ieri all’unanimità durante la seduta del nuovo Consiglio di Amministrazione del sodalizio formato da nove componenti. Dopo un settennio di un rappresentante del “p ubblico”, la presidenza stavolta tocca ai privati. Va rammentato che il Gal è un ente privato a capitale misto. Sorto nel 2003 grazie all’attivismo di un gruppo promotore in azione dal 2001, ini zialmente aveva un capitale sociale di 90 mila euro con prevalenza di quello pubblico (58 mila euro). Nel corso degli anni però, rispettando tra l’altro, la finalità istitutiva della legge, il capitale ha finito per avere una prevalenza privata. Oggi è di 160 mila euro. I comuni sono “entrati” di recente a gennaio 2010. Dopo la iniziale fase di creazione della struttura e con l’approvazione del PSL Piano di Sviluppo Locale in concomitanza dei fondi comunitari 2007-2013, s’intende esaurita la fase di programmazione degli interventi. Oggi è tempo, dopo aver individuato misure e beneficiari, di fare i bandi per le assegnazioni. Al Gal compete, nei fatti, solo assicurare nel finanziamento dei progetti, un certo equilibrio territoriale. Al neo Consiglio di amministrazione tocca anche chiarire la posizione dell’Ente Parco in seno al nuovo Cda. Oggi l’ente è assente perchè senza organo di vertice. Ma un domani che dal Ministero dell’Ambiente arriverà la nomina del nuovo presidente, giocoforza all’area protetta bisognerà trovare uno spazio nel CdA.
Ecco tutti i membri del Cda: Vinicio Razionale (Consorzio BioGargano), Biagio Di Iasio (Confcommercio), Gianfranco Tonti (ConfAgricoltura), Raffaele Zaffarano (Consorzio Gargano Mare), Domenico Pio Manzo (CnArtigianato), Matteo Bioancofiore (BCC San Giovanni Rotondo), Michele D’Errico (Consorzio Gargano Verde), e gli altri due Mario Trombetta e Giuseppe Miglionico in rappresentanza dei comuni.
Tanti auguri a Razionale, adesso i Bandi per i progetti da finanziare nel rispetto dell'equilibrio territoriale.
Saranno i “Sud Folk” di Monte Sant’Angelo ad aprire la terza edizione del Festival del Folklore e delle Tradizioni Popolari “Città di San Severo”, organizzato dal Centro Studi Tradizioni Popolari “Terra di Capitanata” e dalla Pro Loco, in collaborazione con la Federazione Italiana Tradizioni Popolari, lo IOV Italia e il patrocinio del Comune di San Severo. Evento ancora una volta incluso nel programma ufficiale della Festa Patronale in onore della Madonna del Soccorso.
Il primo appuntamento del 2010 è in programma sabato 8 maggio, alle ore 21.30, su viale Matteotti. La serata inaugurale di questa edizione del Festival propone i “Sud Folk”, gruppo di musica popolare molto attento alle tradizioni del Foggiano. L’ensemble garganico, guidato da Bernardo Bisceglia, è noto anche a livello nazionale: da ricordare la vittoria alla prima edizione del Festival Nazionale della Canzone Popolare, svoltasi a Sgurgola, in provincia di Frosinone. Presenterà la manifestazione Luciano Alfieri.
Il 15 maggio (ore 9, Auditorium Teatro Comunale “Verdi”) convegno sul tema: “Forme ed espressioni della religiosità popolare”. Previste le relazioni di Luigi Maria Lombardi Satriani dell’Università “La Sapienza” di Roma (“Corporeità e Sacralizzazione”), Mario Atzori dell’Università degli Studi di Sassari (“Devozione e feste nella tradizione sarda”), Maria Margherita Satta dell’Università degli Studi di Sassari (“Religiosità popolare, naufragi e tavolette votive”). Le conclusioni saranno affidate a Patrizia Resta dell’Università degli Studi di Foggia (“Belle da vedere. Immagini della religiosità popolare in Capitanata”). Prevista la presenza di mons. Lucio Angelo Renna, vescovo della Diocesi di San Severo, mons. Mario Cota, commissario Arciconfraternita del Soccorso, Benito Ripoli, presidente nazionale della FITP.
L’ultimo appuntamento con il Festival del Folklore e delle Tradizioni Popolari “Città di San Severo” si terrà domenica 30 maggio. Protagonisti i Gruppi Folklorici “I Terrazzani” di San Severo e “L’Eco del Gargano” di San Giovanni Rotondo. Durante la serata, è in programma anche la premiazione dell’8° Palio delle batterie serali “Maria Santissima del Soccorso”, organizzato dalla Pro Loco
Ieri sera un'emozione incredibile: "Ora farò una canzone di un grande cantore,del più grande cantore sullo sfruttamento,il grande Matteo Salvatore", parole di Vinicio Capossela che subito dopo ha invitato sul palco Ginevra di Marco..vi lascio al video (scusate per la bassa qualità):
E' proprio vero, chi suona e canta non muore mai
Anche nel 2009 alcune parole di Matteo Salvatore furono "recitate" sul grande palco di Piazza San Giovanni da Sergio Castellitto con l'accompagnamento del cantautore Alessandro Mannarino (video), scusate se è poco, fieri di essere garganici..
Si è svolta giovedì 29 aprile (non il 26 come programmato), la prima riunione del Tavolo tecnico sul Piano integrato plurifondo presso l’Area per la Promozione del Territorio, dei Saperi e dei Talenti della Regione Puglia.
La riunione ha avuto come oggetto la presentazione da parte del Direttore d’Area, dott. Francesco Palumbo, del report di avanzamento messo a disposizione del tavolo, al fine di illustrarne i contenuti per la successiva condivisione degli stessi.
In particolare, ripercorrendo gli obiettivi dello strumento del piano Integrato Plurifondo (PIP) si sono descritte le principali caratteristiche del processo di Concertazione del Piano e la sua articolazione nelle diverse fasi attuative dell’iter procedurale a seguito di quanto già avviato nella fase negoziale iniziale e ad oggi svolto (condivisione delle strategie alla base; condivisione delle valutazioni sui “temi emergenti”; avvio dell’iter di approfondimento dei progetti cantierabili) articolate in diverse fasi:
a) individuazione di idee forza, assi e azioni di sviluppo futuro che possano rendere più concentrata, integrata ed efficace la strategia di valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio dell’Area Vasta;
b) condivisione dei macrocriteri per la selezione delle operazioni che comporranno il PIP al fine di garantire alti livelli di concentrazione, selettività ed Efficacia dei singoli interventi e della strategia complessiva;
c) individuazione e condivisione di principi e regole per definire le priorità e gli elementi di “gerarchizzazione delle operazioni” fattibili nell’ambito di ciascuna Area Vasta. In particolare, la “gerarchizzazione delle operazioni” dovrebbe avvenire mediante l’attribuzione di punteggi alle singole operazioni fattibili per consentire di individuare – nell’ambito delle diverse Aree Vaste – un ordine prioritario di finanziabilità dei progetti dei PIP, fermo restando la successiva verifica di ammissibilità e Valutazione di merito mediante l’applicazione dei criteri di selezione specifici di ciascuno strumento di programmazione (POR FESR, POIN, FAS, ecc.);
d) verifica di ammissibilità e valutazione di merito delle singole operazioni attraverso l’applicazione dei criteri di selezione definiti a livello di programma operativo.

Da ieri, 30 Aprile 2010, in tutte le sale cinematografiche d’India è in programmazione “Housefull” diretto da Sajid Kahn e girato, con il contributo dell’Apulia Film Commission e Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera della Regione Puglia, sul Gargano.
Il Gargano, definito dal New York Times uno dei must see del mondo, ha ospitato le riprese del blockbuster indiano tra la fine del mese di Agosto e l’inizio del mese di Settembre 2009.
A voi, il trailer!
LA TRASMISSIONE DEL 19 MARZO 2010 "IO VOTO GARGANICO, E TU?" in onda sul web grazie ad un accordo editoriale tra Idm Tv, Il Corriere Del Sud, Garganopress.net, Ildiariomontanaro.it, Sanmarcoinlamis.eu, Sangiovannirotondonet.it, Jano, Radiocapitanata, Rignanonews.com, Bolognapugliese.com, Newsgargano.it, La Mia Città, Sannicandro.org e Ventonuovo.eu
Sponsor la Banca di Credito Cooperativo, cerimonia nella sede della banca alla presenza di sua Eccellenza l’Arcivescovo, Monsignor Michele Castoro.
La Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, da sempre attenta alla storia del proprio territorio e all’arte che lo rende unico, ha deciso di finanziare il restauro della Tavola raffigurante la Madonna di Siponto e della statua lignea detta “Sipontina”, le due opere sono attualmente custodite ed esposte nella Cattedrale di Manfredonia .
Il progetto affidato ad una ditta specializzata sarà seguito direttamente dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, che ha già effettuato un primo sopralluogo per verificare lo stato attuale del quadro e della statua lignea per pronosticare l’intervento da effettuare.
Una cerimonia ufficiale, con la presenza del Vescovo Michele Castoro, si è svolta mercoledì 17 marzo presso la sede della banca. Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Generale hanno ufficializzato l’impegno della BCC a finanziare il delicato e importante intervento di restauro. Inoltre il Vescovo è stato nominato socio onorario dell’istituto di credito.
<< Ringrazio la banca per questo importante gesto – ha dichiarato il Vescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo nel corso della sua visita- credo che sia il miglior modo per presentarsi alla popolazione di Manfredonia, vista l’imminente apertura di una filiale BCC nella città, sarà un importante biglietto da visita. Quando ero vescovo di Oria avevo un buon rapporto con le vostre consorelle presenti su quel territorio e sono sicuro che ci sarà un ottimo rapporto anche con la BCC di San Giovanni Rotondo>>.
<< La BCC è una banca differente perché aiuta il territorio in cui opera- ha dichiarato nel corso della cerimonia Matteo Biancofiore Presidente della BCC- per noi è un gesto di affetto nei confronti della città di Manfredonia e un modo per contribuire a mantenere in buono stato l’immenso patrimonio artistico della provincia di Foggia. Ringrazio il Vescovo per la visita di oggi e per le parole che ha speso per il nostro Istituto>>.
L’icona di Santa Maria di Siponto è stata dipinta tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo,anche se una tradizione orale la fa risalire ad una delle tre copie di un’immagine venerata a Costantinopoli, ordinate da San Lorenzo Maiorano all’imperatore Zenone nel VI secolo. Prima di essere trasferita definitivamente nella Cattedrale di Manfredonia il 1973, era collocata nella attuale basilica di Santa Maria di Siponto. La venerata icona,è stata notevolmente danneggiata da un incendio nel 1872. Quanto possiamo attualmente ammirare, è frutto di pesanti ridipinture che ne hanno stravolto lo schema iconografico originale.
Altrettanto importante è la statua della Sipontina. La pregevole scultura raffigura una veneratissima immagine della Vergine in trono, detta la Sipontina o "Madonna dagli occhi sbarrati". La Vergine, che si presenta seduta in trono, indossa una tunica scura, tendente all'azzurro – violaceo, bordata in oro ai polsi ed è tutta avvolta dal manto di colore rosso. La statua, in cui si ravvisano reminiscenze di natura bizantina e influssi primo gotici dell’Ile de France, è stata ascritta dagli studiosi alla fine del XII ed è da sempre considerata la più antica attestazione tra le statue lignee della Vergine in terra Pugliese.
da sanmarcoinlamis.eu
E’ tornato!
Da scaricare e gustare subito !!!
Le cose belle non possono morire. Non devono. E non lo diciamo noi che lo ideiamo, programmiamo, impaginiamo e licenziamo. Lo dicono tutti coloro che non vedendolo nelle edicole o in distribuzione negli esercizi commerciali di Peschici, Vieste, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Carpino, Cagnano Varano e San Giovanni Rotondo, ci hanno tempestato di telefonate, chiedendoci di pubblicarlo… almeno on line. Per la verità, nostro intendimento era riavere fra le mani il “cartaceo”, col suo tipico profumo di tipografia, lo scrocchio caratteristico delle pagine sfogliate (parente alla lontana del fruscio che si ascolta sul web), il rituale inserimento nel faldone sempre più pesante della collezione e il suo essere a portata di mano ogni momento, senza dover accendere il pc, sbarcare sulla Rete, navigare alla sua ricerca, vederselo lì, freddo e asettico sullo schermo senz’anima del monitor.
Per lungo tempo abbiamo accarezzato l’aura di questa speranza. Nessuno più di noi – provenendo da redazioni vissute lungo tempo, con annesse rotative immerse nell’odore degli inchiostri – può comprendere e apprezzare (quasi amare) il foglio di carta che da bianco si tinge di nere lettere le quali, come folletti dispettosi ma asserviti a volontà e maestrìa del proto, danzano per creare pensieri e tradurre in frasi i pensieri stessi. Eppure abbiamo dovuto cedere alla legge del mercato enormemente influenzata – in questo periodo storico – dalla strisciante quanto velenosa spirale della crisi globale, tanto più strisciante e tanto più velenosa quanto più micro sono le “imprese”. Eh sì, non ce l’abbiamo fatta a sostenere i costi e non abbiamo trovato nessuno che ci allungasse una mano. Tutti coloro che avevano esaltato il nostro “gioiellino”, che ne avevano predicato la sopravvivenza perché non poteva “morire” un giornale del luogo, che ne avevano auspicato nuovi traguardi e ben più stimabili successi, sono… spariti! I primi a non chiedere come mai non si vedesse più in circolazione il… “giornalino”. I pochi rimasti (ma veramente pochi) non potevano da soli affrontarne i costi tecnici e sopportare una spesa mensile non indifferente.
Il tracollo si è trasformato in disfatta quando l’agenzia pubblicitaria alla quale ci eravamo affidati è venuta meno. In quel momento, non ci siamo seduti a braccia conserte in attesa della manna, ci siamo dati da fare, ma il risultato non è stato quello sperato. Non affibbiamo colpe a nessuno. Neanche a chi ha fatto “avanzata francese e ritirata spagnola”, neanche a chi ha svilito il personale entusiasmo trasformandolo in sgradevole apatia. Abbiamo infatti continuato a lavorare sul sito, abbandonando al momento l’idea di portarlo nelle case del popolo garganico – se non tutto, di certo una fetta consistente – non solamente come freddo prodotto telematico, che di autentico “giornale” sa molto poco. Poi, le insistenze, le richieste, le vere e proprie istanze, le tangibili testimonianze di chi continuava a sentenziare “il cartaceo non può morire” (… senza mettere mano ai cordoni della borsa), ci hanno lasciato convincere, sospinti – sciapo ancorché autorevole conforto – dall’anticipazione del New York Times: “Dal 2012, solo on-line!”
A questo punto è sorta la più spinosa delle difficoltà. Non si poteva, cioè, creare un prodotto-web utilizzando le notizie che già sul web erano apparse. Sarebbe stata una presa in giro professionalmente inaccettabile. Con pazienza e un pizzico di mestiere siamo riusciti alla fine a confezionare un mensile – nell’occasione un bimensile – che almeno per il novanta percento riporta eventi nuovi di zecca, inediti ma degni di essere diffusi, scelti fra gli accadimenti occorsi sul nostro territorio, tenendo fede al pay off della testata: “mensile d’informazione del gargano”. Il restante dieci percento lo abbiamo destinato a notizie che era un peccato giornalistico abbandonare nei meandri degli archivi informatici, di importanza tale da rivestire una funzione ripropositiva quasi indispensabile.
Adesso, il nuovo numero di “new Punto di Stella” (gennaio-febbraio 2010, anno III) è quì, sulla homepage del sito che da figlio del cartaceo ne è diventato la matrice. Lo si può leggere, sfogliare, perfino scaricare e stampare… Ecco, questo chiediamo ai nostri utenti: stampatelo, e datelo ai vostri genitori, ai vostri nonni, a tutti coloro che non hanno abituale accesso a un computer, a tutti gli amici che lo attendevano all’uscita delle chiese o negli esercizi commerciali di cui erano clienti. Forse li farete felici. E grazie per tutto l’affetto che in questi “quattro più due” lunghi mesi ci avete riservato.
Vogliamo chiudere con un invito di “buona lettura” suggerendovi quanto messo in evidenza sulla copertina del primo numero dell’anno in corso, ovvero le notizie più appetibili e accattivanti:
– chi ha “assassinato” i capodogli di Foce Varano
– studio di Lidia Croce per il porto di Vieste
– mostra di un artista-uomo-politico: Carlo Nobile
– le lettere… “anonime” mai pubblicate sul sito
– la spada di Damocle sul Rione “Cambomilla”
… e tanto altro ancora (favoriti dalla totale assenza di spazi pubblicitari…).
il direttore editoriale
La google car si trova oggi a Carpino per scattare le fotografie per Google Street View, il servizio che permette di vedere le strade di tutto il mondo dal vostro pc. Per altri paesi del Gargano il servizio è già disponibile da qualche mese, per Carpino dovremmo attendere ancora alcune settimane (forse alcuni mesi).


Un testo imponente, di 450 pagine, in formato 24×30, di una qualità grafica che solitamente si utilizza per i libri d'arte i cui contenuti, a detta di molti, non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni in campo artistico o culturale. Il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale ha investito molto in questo progetto e Barbara Terenzi ci ha lavorato per più di un anno. Più di 300 persone hanno collaborato, sono state raccolte migliaia di foto e documenti, percorsi più di 20.000 chilometri, partecipato a decine e decine di feste, e tutto è avvenuto a titolo assolutamente gratuito.
Non è e non voleva essere uno studio scientifico, ma un tentativo per stimolare il territorio a produrre cultura ed a guardare con occhi diversi al suo patrimonio culturale per far emergere, dagli archivi di stato, documenti fotografici di enorme valore culturale ed antropologico, che nessuno aveva mai visto prima. Materiale raccolto nelle nostre comunità negli ultimi 100 anni che oggi torna ai luoghi di origine.
Adesso è il momento di raccogliere i frutti di questo immane lavoro: restituire alle comunità ciò che gli appartiene, far comprendere alle persone che le feste, il patrimonio culturale immateriale, non è un patrimonio minore, ma è il luogo dove per millenni si sono formati valori e saperi e dove valori e saperi dovrebbero continuare a formarsi.
La nostra speranza è che da questo studio scaturiscano – dalla società civile – tanti altri studi di approfondimento su un fenomeno di enorme complessità come quello delle feste.
Speriamo anche che questo lavoro possa limitare il devastante fenomeno della trasformazione delle feste in sagre e che possa aprire un dibattito sul tema della valorizzazione sostenibile e responsabile di queste risorse culturali, che sempre più spesso vengono utilizzate a scopi turistici e di promozione del territorio senza tenere in conto i rischi derivanti da politiche irrispettose di questo delicato patrimonio.
(Estratto da presentazione di Giuseppe Torre)
Elenco delle feste riguardanti la Puglia presenti nell'opera:
Dati sulla pubblicazione:
Feste e Riti d'Italia – Primo volume – Il Sud
Collana sul patrimonio immateriale italiano
Istituto centrale per la demoetnoantropologia
Ministero dei beni culturali
Comitato per la promozione del patrimonio immateriale (ICHNet)
De Luca Editore,Sito