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L’ASSOCIAZIONISMO ATTIVO DEL GARGANO CONTRO GLI EPISODI DI MALAVITA ORGANIZZATA

La legalità è un valore indispensabile, dal quale non è possibile prescindere per poter puntare ad un significativo progetto di sviluppo del territorio. Il Gargano è purtroppo martoriato, specie di recente, da episodi gravissimi di malavita organizzata, come i recenti omicidi – ben 6 negli ultimi nove mesi – in particolare quelli avvenuti nel territorio di Manfredonia-Monte Sant’Angelo-Mattinata. A questi si aggiunge una probabile “lupara bianca”.
L’associazionismo garganico non può più tollerare questa escalation di episodi negativi che stanno danneggiando oramai in modo indelebile l’immagine del nostro amato territorio. La faida garganica sta tornando alla ribalta con una naturalezza unica che crea in noi ansia e preoccupazione. La società civile deve reagire di fronte a questi episodi intollerabili.
Noi vogliamo un altro Gargano, ed oggi ci sentiamo a disagio. Questi personaggi, che stanno causando morte e paura, sembrano piuttosto a proprio agio nel nostro territorio. Bene, noi non lo siamo! Chiediamo alle istituzioni di intervenire tempestivamente per arginare questi episodi di malavita organizzata che riportano le nostre menti agli anni della grande paura per la faida Garganica.
Chiediamo alle istituzioni politiche e giuridiche di intervenire per garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità. Il nostro territorio ha bisogno innanzitutto di questo per poter puntare ad una concreta possibilità di sviluppo.

Il movimento “Associazionismo Attivo del Gargano”

LE ASSOCIAZIONI:
ARGOD, Io sono Garganico, Legambiente FestambienteSud, Arci Nuova Gestione, Venti da Sud, Green Tourism Gargano,Carpino Folk Festival, Obiettivo Gargano, Arci SMiL, Cittadina Macchia Libera, Rimboschiamo Peschici, Provo Cult, Circolo Culturale Giulio Ricci, Centro Studi Paglicci, Cala la Sera, Archeo-Speleo Club Rignano, ANAPIE, Motoclub “Lo sperone d’Italia”, Legambiente Ischitella, ENOCIBUS, Superamento Handicap, Legambiente circolo Iride ed altre.

A RIGNANO SI CENA COME I BRIGANTI NELL’OTTOCENTO

TRE FESTE ENO-GASTRONOMICHE, 9 TAPPE, 9 CONCERTI DAL VIVO

RIGNANO GARGANICO. Arriva l’estate e a Rignano Garganico, il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, si lavora per attirare i turisti diretti alla tomba di San Pio da Pietrelcina e alle località di mare, ma anche gli amanti della preistoria, della storia, della cucina tipica e dell’ambiente. L’ultima trovata è "A cena con il brigante Jalarde" (al secolo Gabriele Galardi da San Paolo di Civitate), una serie di tre feste eno-gastronomiche suddivise in 9 tappe e in 9 momenti musicali dal vivo.

L’idea è del Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci", una delle più importanti e conosciute associazioni culturali del Promontorio di San Michele. Il brigante Galardi, come noto, amava rifugiarsi con la sua banda a Grotta Paglicci, conosciutissimo giacimento paleolitico, dove pare avesse seppellito un ingente tesoro, talmente consistente da acquistare con esso ben sette castelli. Gli ori di "Jalarde" non sono stati mai rinvenuti, nonostante la caparbietà di un cercatore di tesori, tale Leonardo Esposito da San Nicandro Garganico, che ha messo a soqquadro l’intero sito preistorico portando indirettamente alla luce reperti archeologici di inestimabile valore. I rinvenimenti di Paglicci, circa 45.000, sono databili tra i 500.000 e gli 11.000 anni da oggi (http://www.paglicci.net) e sono oggi studiati dai ricercato dell’Università degli Studi di Siena.

L’idea dell’associazione rignanese è quella di far conoscere e riproporre le pietanze tipiche dei briganti di Grotta Paglicci, partendo da "Lu panecutte" (il pancotto), passando per "Lajne e ciammariche" (pasta fatta in casa con sugo di lumache) e concludendo con "Lu pesce fijute" (zuppa con pane e aromi naturali al sapore di pesce). Tutto ciò contornato dall’ottimo caciocavallo podolico del posto, dalle verdure dei campi, dalle bufaline della piana, dall’olio di Paglicci, dal pane tipico, dal buon vino della prima fascia pedegarganica e dai volumi di autori locali.

Ecco il programma completo e le date delle tre feste:

20 e 21 giugno 2009
11 e 12 luglio 2009
LU PANECUTTE DE NONONNE
Pancotto alle 16 erbe dei campi
Ore 21.00 – Corso Giannone n.7

4 e 5 luglio 2009
25 e 26 luglio 2009
LAJNE E CIAMMARICHE
Pasta fatta in casa con sugo di lumache
Ore 21.00 – Corso Giannone n.7

2 agosto 2009
LU PESCE FIJUTE
Zuppa con erbe locali al profumo di pesce
Ore 21.00 – Corso Giannone n.7

Durante i vari eventi possibilità di visitare il Museo di Grotta Paglicci e della preistoria del Gargano.

Per informazioni e prenotazioni:
Cell. 349/4009003 – 340/9696989
http://www.ilrifugiodelbrigante.com
info@ilrifugiodelbrigante.com

L’acqua a sbafo ,27 prelievi illegali..anche a Carpino

Foggia – Rubare l’acqua è una delle pratiche più diffuse in agricoltura e attività… collaterali, accade purtroppo da tempo in numerose aree della Capitanata, sul Gargano hanno addirittura scoperto un’intera rete di tubazioni completamente illegale. I tecnici dell’Acquedotto pugliese hanno smantellato negli ultimi mesi sul promontorio 32 chilometri di reti abusive: ieri l’annuncio ufficiale dell’Aqp a conclusione della prima attività di individuazione degli illeciti, smantellamento delle condotte abusive e, speriamo ora, di controlli più ferrei.

 
I tecnici dell’Aqp hanno agito in questi mesi (l’azione è partita nell’autunno scorso) in collaborazione con le guardie della forestale, gli agenti di pubblica sicurezza, il coordinamento della prefettura e delle amministrazioni locali che hanno operato sul territorio finalmente all’unisono per scoraggiare (almeno così si spera) una delle pratiche più truffaldine che la cronaca registra nelle nostre aree rurali anche se generalizzare sarebbe un errore. 
Non è però una novità quanto viene oggi alla luce. Sul Gargano erano decine, forse centinaia coloro che si approvvigionavano dell’acqua potabile a sbafo, semplicemente infilando un tubo nella condotta principale. Da Carpino a Vieste, lungo i 142 pozzetti di sfiato, sono stati scoperti al termine delle indagini ben diciotto allacci completamente abusivi per complessivi 27 prelievi. Gli «utilizzatori», che sono stati denunciati all’autorità giudiziaria, agivano praticamente indisturbati. Chi sono? L’identità non viene resa nota dall’Aqp (per un reato così grave la semplice denuncia non sembra affatto la pena commisurata), ma l’arcipelago degli scrocconi è abbastanza variegato e attraversa trasversalmente un po’ tutti i settori trainanti dell’economica locale: agricoltori, allevatori, semplici cittadini. L’Acquedotto definisce «eclatante» il caso di una presa abusiva sul tratto di attraversamento della condotta del Fortore sul Vallone Caramanica che serviva una piccola "rete" di distribuzione interna nell’abitato della frazione di Macchia della Libera.  A via Cognetti non hanno dubbi che i disservizi dell’estate di un anno fa, quelli che lasciarono a secco i rubinetti di Vieste in piena estate, furono causati non dalle condotte troppo piccole per l’aumento di popolazione (come si disse all’epoca), ma a causa dei continui prelievi abusivi lungo tutta la rete. I prelievi avvenivano con modalità talmente indisturbate che nel corso del tempo (anni?) gli abusivi avevano provveduto a realizzare, sempre illegalmente, costruzioni nella fascia di pertinenza dell’acquedotto (12 casi di inglobamenti non autorizzati) proprio con l’obiettivo di impedire agli stessi tecnici dell’acquedotto di intervenire.
 

Fonte. La Gazzetta del Mezzogiorno

Monte Sant’Angelo, La Chiesa Trinità in abbandono

Monte Sant’Angelo – Chiesa della SS.ma Trinità di Monte Sant’Angelo necessita di interventi urgenti sulla tettoia per evitare infiltrazioni di acqua. Le ultime piogge hanno causato problemi alla struttura.Di qui la necessità di intervenire in maniera urgente.
Come si ricorderà la Chiesa della SS.ma Trinità e l’annesso ex monastero delle clarisse occupano una vasta area nel cuore del centro storico di Monte Sant’Angelo e dominano con le loro fabbriche il caratteristico rione ”Junno”.
La Chiesa attuale, di stile prettamente barocco, risale alla metà del 1600; essa poggia su una più antica e preesistente Chiesa risalente al 1400 della quale restano le imponenti strutture murarie che si possono osservare dall’attiguo monastero.
L’intero complesso venne eretto ufficialmente il 17 agosto 1404 con atto dell’arcivescovo sipontino Niccolò II di Imola, il quale concesse al ricco e nobile cittadino garganico Antonio Poldeo di fondare il monastero che ebbe vita floridissima per quasi cinque secoli e che fu un grande centro – ha visto la presenza mediamente di 29 monache, oltre alle educande – sia di preghiera che di cultura, in esso, bisogna ricordare, ci fu nel 1700 una scuola di pittura e di artigianato sacro.

Fonte:lagazzettadelmezzogiorno.it

E’ online il Gargano Nuovo





E’ arrivato il nuovo numero del "Gargano Nuovo",il mensile di informazione sul Gargano.Potete scaricarlo cliccando sul logo o qui

BUONA LETTURA!

I segni del passato di Carpino in scatti

 Clicca qui per iniziare il tour virtuale dei segni del passato di Carpino

Video dell’inaugurazione delle Ferrovie del Gargano nel 1931

Documentario Istituto Luce anni ’50 sul Lago di Varano e

Documentario dell’ Istituto Luce anni ’50 sul Lago di Varano e "lu ton", una particolare tecnica di pesca cagnanese ormai in disuso

L’ennesima menzogna

Nel catasto delle aree boschive percorse dagli in­cendi del Comune di Vieste, sul Gargano, ci sarebbero delle «in­quietanti » anomalie: «Alcune aree investite dall’incendio del lu­glio 2007 non sono state inserite. Deve intervenire il Corpo Foresta­le dello Stato per evitare nuove aggressioni cementizie». La de­nuncia è del Wwf Puglia che ha inviato una serie di documenta­zioni fotografiche e catastali al Corpo Forestale regionale chie­dendo di verificare cosa sia acca­duto. L’area che non sarebbe sta­ta riportata nel catasto e che è sta­ta distrutta dal fuoco, come mo­strano le fotografie scattate all’in­domani dell’incendio, è quella di San Lorenzo-Defensola. Un’inse­natura protetta dai venti alla qua­le si accede attraverso due sentie­ri dalla strada Vieste-Peschici. Era una spiaggia molto caratteri­stica per la retrostante vegetazio­ne mediterranea che degradava fino alla sabbia. «C’erano giunte diverse segnalazioni da parte di cittadini del Gargano sul fatto che talune aree non fossero state inserite in questo importante do­cumento – spiega il presidente del WWF Puglia, Antonio De Feo – abbiamo ottenuto dal Comune di Vieste il catasto delle aree bo­schive percorse da incendi e ab­biamo notato che risultano non censite come percorse dal fuoco alcune zone che invece sono sta­te investite dal disastroso incen­dio boschivo».

Il 24 luglio 2007 fu una giorna­ta drammatica e tragica per la montagna del sole: complice un caldo torrido, 40 gradi e il vento di scirocco fu facile per le fiam­me divorare centinaia e centina­ia di ettari di bosco e macchia mediterraneo lungo il litorale che collega Peschici e Vieste. Una catastrofe di proporzioni enormi nella quale persero la vi­ta anche tre peschiciani. Oggi a distanza di due anni sono amara­mente visibili le ferite di quell’in­cendio la cui inchiesta della Pro­cura di Lucera, archiviata, non ha chiarito né le cause né ha in­dividuato alcun responsabile. Il rischio sul quale accende i riflet­tori il Wwf e che le aree che sfug­gono al catasto finiscano per es­sere cementificate. E si fa dun­que appello ad una legge appro­vata nove anni fa tesa proprio a sottrarre a speculatori, allevatori aree che in passato sono state da­te alle fiamme «a vantaggio – co­me ricorda l’associazione – di nuovi alberghi, villaggi, pascoli». «La legge 353/2000 non con­sente costruzioni o destinazioni diverse da quelle in atto prima dell’incendio nelle aree colpite dalle fiamme – ricorda il Wwf ­se però non esistono o sono in­complete le mappe dei terreni percorsi dal fuoco sarà poi im­possibile controllare che real­mente su questi territori non si edifichi».

La baia Defensola-San Loren­zo che non risulta in quel docu­mento del Comune di Vieste ap­partiene al demanio comunale e in parte è una proprietà privata. «Proprio per queste sue caratte­ristiche potrebbe essere molto appetibile per futuri progetti edi­lizi », questo il rischio paventato dal Wwf. Quando quel 24 luglio le fiamme ancora divoravano il Gargano, il capo della Protezio­ne civile, Guido Bertolaso dichia­rò «chiedete ai sindaci perché non hanno fatto il catasto delle aree incendiate. Andate a vedere quanti sono stati i censimenti e i catasti, nonostante il Corpo Fo­restale dello Stato e noi avessi­mo dato la massima disponibili­tà a fornire aerofotogramme­trie, i rilevamenti, i parametri delle zone devastate dal fuoco».

Torna dunque forte la preoc­cupazione che ancora una volta dalla mappatura obbligatoria possano sfuggire angoli naturali­stici straordinari della costa gar­ganica.

Incendio a Carpino

Ieri pomeriggio alle 15.00 circa un incendio è divampato in località "Costa delle Confina"-"Macchito" a Carpino,lungo la strada provinciale che porta ad Ischitella.L’incedio ha interessato oltre venti ettari di macchia mediterranea e di terreno adibito al pascolo;le fiamme,alimentate dal forte vento,avrebbero potuto minacciare anche il bosco che si trova a ridosso del cimitero,ma grazie all’intervento sul posto di 3 mezzi del comando dei Vigili del Fuoco di Vico del Gargano e della Protezione Civile ed un lavoro protrattosi fino a sera l’incendio è stato spento.Quella di ieri,comunque,è stata una giornata ricca di incendi (una ventina) per la provincia di Foggia (a Manfredonia e a Foggia i più gravi oltre a Carpino).Speriamo che almeno quest’anno Pastromele venga risparmiato!!

Domenico S. Antonacci

Edicole devozionali a Carpino

Mi sono accorto che mancava qualche "statuetta sacra" a Carpino,così ho girato tutto il paese ed ho scoperto che non era l’unica mancante….

Corso Vittorio Emanuele:

Prima:

Via Madonna:

Via Madonna 2:

Via Madonnella:

Recenti:

Mancano quindi quella di Via Madonna e quella di Corso Vittorio Emanuele.Spero che le abbia controllate tutte,nel caso qualche carpinese passi di qui e ne conosca altre può riferire tramite i commenti.Qui potete vedere le foto ad alta risoluzione

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