Numerosi sepolcreti ipogei sono stati scoperti, disseminati in tutto il territorio garganico, dall’antico centro di Siponto a Mattinata, San Menaio e Vieste, lungo la costa sud-orientale del promontorio, fino a Ischitella, nell’interno, e a Cagnano Varano [A. M. Ariano, Sepolcreti ipogei inediti di Ischitella e Cagnano Varano: in Vetera Christianorum, 2, pp. 194 ss.].
E’ evidente che tali complessi sepolcrali non possono non richiamare alla nostra memoria i centri paleocristiani di Sipontum (Manfredonia, sec. I) Vicus (Vico del Gargano, sec. IV) , Garganus (Monte S. Angelo) e S. Ioannes in Lamis (S. Marco in Lamis, sec. V), Pharos (Lesina, sec. VI), Teutria (Isole Tremiti (sec. VIII) e Apeneste (Vieste, sec. X), e ancora altri nomi prestigiosi dell’antichità garganica: Ara Iani (tra Rignano Garganico e S. Giovanni Rotondo),
Collatia (in agro di Apricena), Matinum (Mattinata), Melita (S. Nicandro Garganico) e Merinun (nell’agro dell’attuale Vieste), oltre quelli di Agasus e Uria (nel territorio tra Cagnano Varano, Carpino, Ischitella e Rodi Garganico)…
da Quotidiano di Foggia

E’ di pochi giorni fa la notizia che il tetto di copertura dell’altare dell’Abbazia di Kàlena è crollato.Le travi di legno sono cadute sull’altare ed il loro peso consistente ha impedito agli operai di rimuoverli a mano. Ho avuto modo di vedere l’accaduto durante la manifestazione
Un drappo bianco a Kàlena per la libertà di Aung San Suu Kyu.La porta dell’Abbazia era purtroppo chiusa quindi non ho foto migliori di quelle che vedete.In attesa di ulteriori sviluppi della situazione vi rimando al prossimo aggiornamento.
Domenico S. Antonacci
PS
raccomando il giornalista di turno di copiare per bene la notizia per poi pubblicarla sui quotidiani che preferisce.

E’ uscito Punto di stella di giugno
Scaricatelo cliccando sull’immagine oppure qui

Dal 14 al 17 giugno, in occasione della festa patronale di San Nicandro Garganico, il Gruppo Archeo – Speleologico A.R.G.O.D. organizza una mostra fotografica dal nome "Gargano da Scoprire". Si tratta dei 100 scatti tra i più belli e suggestivi realizzati dai fotografi del gruppo durante le esplorazioni.
La mostra sarà visitabile tutti i gg della festa dal pomeriggio fino alla sera, nel suggestivo Palazzo Zaccagnino, in Corso Garibaldi.
Jo Lansdale. Lo scrittore texano in Puglia per un film che mette a confronto la sua terra con un’altra regione di frontiera: «compresi i terrificanti riti contadini» dice l’autore, «che solleticano il cherokee che è in me»
di Giuliano Aluffi
dal Venerdì di Repubblica del 12 giugno 2009
Monte Sant’Angelo (Gargano). «Sentivi strane presenze di notte, quando tutte le luci erano spente»? chiede l’uomo del Texas all’anziana signora Maria del rione Junno, il più antico di Monte Sant’Angelo, che ha appena finito di raccontare quanto fosse dura la vita al tempo della sua gioventù. Lui è Joe Lansdale, scrittore pulp (è appena uscito il suo ultimo romanzo con la celebre coppia Hap e Leonard, Sotto un cielo cremisi, Fanucci, pp 224, euro 16) e ultimo dei grandi contastorie del Sud degli Stati Uniti.
Lo hanno chiamato in Italia i registi Nene Grignaffini e Francesco Conversano, in collaborazione con RedTv, per Joe Lansdale e i luoghi dell’Altro, un diario di viaggio che accomuna Puglia e Texas nel concetto di frontiera, sia questa il Messico o l’Adriatico che ci separa dall’Albania. Una frontiera che si frappone anche tra realtà e immaginazione, tra vita e mito: una terra di nessuno abitata da esseri inquietanti. «Certe volte di notte ci veniva a trovare lu scazzamurreddu», racconta Maria a Joe di fronte alla cinepresa. «Lo poteva sentire solo chi ci credeva. Ti si sedeva sul petto mentre dormivi e non ti lasciava respirare bene, ti venivano gli incubi. Una volta mi sono svegliata e mi è sembrato di averlo toccato: era come un uomo, ma molto più piccolo, e aveva un poco di pelo liscio liscio, come un gattino».
Un essere mitologico un po’ folletto e un po’ gnomo che predilige le belle ragazze e si diverte a rovesciare le pentole e a intrecciare le code dei cavalli. «E se quando ti scegli sei veloce di mano e riesci a levargli il berretto, lu scazzamurreddu ti farà trovare denari in qualche angolo della casa» conclude Maria mentre Lansdale prende nota sul suo quadernetto e uno scampanio intenso accompagna queste parole pagane a disperdersi tra l’onnipresente bianco di muri e scalinate e l’azzurro del cielo primaverile.
Sono credenze più forti del tempo, come spiega a un Lansdale sempre più affascinato Giovanni Rinaldi, antropologo consulente dei registi del documentario: «la modernizzazione della Puglia riguarda solo la superficie delle cose: quando vai a parlare con le persone vedi che c’è un substrato di cultura arcaica che non è stato scalfito minimamente. Per esempio tutti in paese sanno la storia del folletto che arriva di notte, anche i giovani. Tutte le ragazze hanno il telefonino, tutte seguono il Grande Fratello… ma quando è buio può ancora arrivare lo scazzamurreddu».
A Joe Landsdale il buoi non piace: le sue suggestioni artistiche nascono dalla luce in movimento dei drive-in frequentati da ragazzo, quei rettangoli luminosi che si stagliano contro la notte catturando tutti gli sguardi per dare vita a storie grottesche sia sullo schermo che fuori. «Una sera, al drive-in di Gladewater, vidi una rissa tra due tizi che ricorderò finché campo», racconta lo scrittore. «Uno dei due aveva in mano il cric, l’altro un sacchetto gigante di popcorn con il quale cercava, in maniera goffa e frenetica, di parare i fendenti e colpire a sua volta, facendo volare chili di popcorn tutto intorno e ritrovandosi in mano un sacchetto via via più sgonfio. Beh, vinse quello col cric».
E in Puglia? La sua attenzione tutta visuale si divide tra la luce che disegna panorami selvaggi, di una bellezza quasi offensiva, e i misteriosi micromondi colorati degli ex voto visti nei santuari come quello dell’Incoronata, a una decina di chilometri da Foggia.
«Ognuna di queste raffigurazioni è una storia nella sua forma più ingenua e spontanea, quella che cerca di portare all’esterno le nostre realtà più intime adornandole con segni e colori vivaci», commenta Lansdale. «Sono un altro legame tra due Sud del mondo: il mio Texas, dove puoi trovare degli ex-voto messicani, molto simili a questo, e la Puglia. E poi certi ex voto sono ibridi di tecnologia americana e spiritualità pugliese: «Sono quelli dove si ricostruisce fotograficamente la scena, con il graziato che si fa fotografare sdraiato accanto all’auto incidentata, per poi aggiungere con Photoshop fumetti del tipo “Madonna, salvami”».
Joe Lansdale non è religioso, è lo storyteller che è in lui ad amare queste forme di espressione del vissuto. «E poi ci sono i colori» aggiunge. «La loro intensità naïf che sfugge a tutti gli equilibri ed esce fuori, va quasi incontro a chi guarda. Vive. Questo solletica quel po’ di sangue cherokee che ho nelle vene. Ricordare Manitù e immaginare che tutte le cose abbiano una loro essenza vitale mi aiuta a scrivere in maniera più vivida».
«Ioe riesce a cogliere e descrivere a tutti l’invisibile che c’è nelle cose» aggiunge il regista Francesco Conversano. «Per questo lo stiamo accompagnando in questo viaggio dentro una Puglia interiore, mistica, animata da una tradizione orale e un’attenzione alle radici che qui – soprattutto nel Salento – è stato il modo di salvarsi pur essendo esclusi dal boom economico che ha toccato invece Bari».
Andiamo da Monte Sant’Angelo a Santa Maria di Leuca, ossia dalla vetta del Gargano fino alla fine del mondo, toccando i luoghi di passaggio e pellegrinaggio dei crociati diretti a Gerusalemme, passando tra le terre dure della Murge a quelle dolci della valle d’Itria. Con Joe Lansdale nella doppia veste di alieno e di coinquilino del Sud del mondo sulle tracce di Arthur Miller – che nel dopoguerra ambientò proprio a Monte Sant’Angelo un racconto dove uno scrittore ritrova se stesso nel semplice vissuto dei paesani – dell’inafferrabile scazzamurreddu e delle tante storie che gli uomini amano raccontarsi di giorno e di notte, per ritrovarle nuove ogni volta.
Alla Cabina di regia (organo del piano strategico Capitanata 2020) scrivo come esponente dell’associazione «Italia Nostra» che da qualche decennio si occupa delle emergenze culturali del Gargano. Le molteplici peculiarità sottovalutate e dimenticate sono state messe in luce anche dal nostro impegno che con caparbia ostinazione ha percorso le tortuose strade del potere arrivando anche a qualche risultato positivo. Io non voglio pensare al Gargano come a un’«isola infelice». La sua straordinaria bellezza è stata decisa in una cabina di regia dove a noi non è stato dato di entrare, ma questa bellezza che oggi siamo chiamati a difendere non è solo natura, ma santuari, abbazie, luoghi solitari di una vocazione religiosa che sembrano perdersi tra cielo e mare; e come un gioiello incastonato tra uliveti secolari ai piedi di Peschici c’è l’abbazia di Kalena. Oggi nella pianificazione strategica dell’area vasta, è un numero (Rif. E7.111.38), ma l’abbazia di Kalena con le sue chiese millenane è la storia che tutti devono ancora avere l’opportunità di leggere. E’ stato lungo e faticoso raggiungere le condizioni perché questo potesse accadere, oggi ci sono e c’è già un progetto per queste chiese ridotte a pietre in agonia che chiedono di essere salvate.
Questo è un appello alla sensibilità degli uomini che oggi sono chiamati a decidere le sorti di un gioiello architettonico unico e irripetibile, un plus valore per un territorio a vocazione turistica la cui valenza deve essere recepita anche su un piano socio economico. Per salvare l’abbazia di Kalena abbiamo avuto la solidarietà di tutto il mondo; uomini di cultura, medievalisti di fama, gente che l’ha visitata in questo abbandono riprovevole e si chiede come è stato possibile consentirne il degrado. Ma io voglio ancora pensare alla Puglia di cui il Gargano fa parte come alla terra illuminista di Cesare Brandi dove, come ha detto Jorge Luis Bòrges, gli uomini cominciarono a pensare.
Menuccia Fontana
Presidente di Italia Nostra Gargano

Il 2009 potrebbe far registrare un incremento del turismo in provincia di Foggia
Una previsione fatta dall’Azienda di Promozione Turistica della provincia di Foggia che tra gli obiettivi ha anche quello di quantificare e analizzare le presenze dei turisti in Capitanata. Nel 2008, rispetto ai dati dell’anno precedente, in provincia di Foggia è stato registrato un incremento degli arrivi di turisti del 17,8 per cento, e del 9,6 delle presenze. Questo a dimostrazione che da un po’ di tempo anche in Capitanata si preferisce la classica vacanza del mordi e fuggi» – del fine settimana, anche di quello lungo – piuttosto che la vacanza tradizionale i sette o più giorni.
Ostillio su rapporto turismo Confesercenti SWG
Innovazione e diversificazione dell’offerta e politiche di contesto adeguate: sono questi gli ingredienti del successo turistico della Puglia, confermato oggi dalla ricerca Confesercenti-SWG”. Lo ha dichiarato l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Massimo Ostillio. “I dati che emergono sono molto interessanti e devono farci riflettere.
Primo: la crisi non frena le vacanze.
Secondo: cala il mare, ma la Puglia cresce.
Terzo: la nostra regione si piazza al secondo posto tra le destinazioni turistiche italiane, preceduta solo dalla Toscana, che è meta tradizionale ed affermata in tutto il mondo, già da molti anni”.
“Insomma, la Puglia sale tra le preferenze dei vacanzieri non solo balneari. Viene scelta, infatti, anche per i tanti altri prodotti turistici che ha saputo creare e promuovere in questi anni, accompagnando e rafforzando i mercati già noti”, ha aggiunto l’assessore al Turismo.
“Questi successi non devono però essere considerati una sorpresa, poichè – negli ultimi anni – abbiamo puntato tutto sulla capacità di attrazione della nostra regione, rendendola più affascinante, seducente e piacevole, grazie alla qualità dei servizi, alle nuove politiche di tutela del territorio, di valorizzazione del paesaggio, dell’ambiente, dei centri storici, dei borghi minori e dei beni culturali. Senza dimenticare l’agricoltura e l’enogastronomia di eccellenza e, soprattutto, le scelte fortemente innovative nel campo della attività culturali, dell’arte e dello spettacolo”.
“Programmi ampi e articolati, ma anche coordinati, in grado di sfruttare a piene mani gli effetti derivanti da tutti gli ambiti di intervento della Regione. I risultati ottenuti sono, insomma, l’esito di politiche trasversali e sapienti modalità operative da ascrivere a merito della Regione, come anche degli enti locali e delle imprese”, ha concluso Ostillio.
Il Primo Stralcio dei Fondi Europei del Gargano agli altri territori della provincia di Foggia
Il buio con rilancio nelle strategie di Capitanata2020 penalizza il Gargano
articolo di Antonio Basile
A distanza di una settimana dalla pubblicazione de "Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta" e dopo la chiusura della campagna elettorale, sento doveroso rispondere alla comunicazione di Venerdì 05 giugno del Presidente del Parco del Gargano, unico politico dell’area garganica che ha sentito il bisogno di rispondere alla richiesta di rendere pubblici i termini dell’accordo preso in seno alla Cabina di Regia di Capitanata2020.
Intanto lo ringrazio sia per la risposta che per l’onesta intellettuale a non aver fatto ricorso a visioni complottistiche nei suoi confronti o di qualunquessia area politica, questo ci permette di affrontare adeguatamente le questioni nel merito.
Il Presidente mi risponde sentendosi direttamente chiamato in causa dal momento che è l’unico componente della Cabina di Regia che interviene in rappresentanza di 15 comuni garganici. Cosi facendo il Presidente conferma che in seno alla Cabina di Regia esiste una ripartizione territoriale e che ciascuno è portatore di interessi particolari. Nulla di male. E’ la somma degli interessi particolari che fa l’interesse generale. Ma il fatto rimane questo: nella provincia di Foggia quando debbono essere prese scelte strategiche, ci si divide in più territori.
Quali e quanti territori?
Se stiamo alla Cabina di Regia di Capitanata2020 che è composta dal sindaco di Foggia, dai sindaci di San Severo, Manfredonia, Cerignola, dal Presidente dell’Amministrazione Provinciale, dal Presidente dell’Ente Parco nazionale del Gargano.
Poi abbiamo la Cabina di Regia dei Monti Dauni, l’altra Area Vasta della provincia di Foggia, che a sua volta è composta dal Presidente Provincia di Foggia, dai presidenti della CM Monti Dauni Meridionali e Settentrionali e da alcuni dei Comuni del territorio.
Al Piano dei Monti Dauni, per il Primo Stralcio vanno 23,3 milioni di euro. A Capitanata 2020 sempre per il Primo Stralcio vanno 38,7 milioni di euro. Complessivamente sono 62 i milioni di euro per il territorio della provincia di Foggia.
Come gia ricordato l’assegnazione delle risorse è avvenuta attribuendo una dotazione fissa di 20 milioni di euro a ciascuna delle dieci aree vaste pugliesi e ripartendo una dotazione variabile in funzione della popolazione e della superficie territoriale.
Al Presidente chiedo per quale motivo ai Monti Dauni è stato permesso di andare da soli e al Gargano invece no?
Eppure avevamo alle nostre spalle l’esperienza del PIS 15 “Territorio Cultura e Ambiente del Gargano” della precedente programmazione.
Faccio notare che i Monti Dauni hanno 102.038 abitanti e il Gargano 212.375 abitanti.
Se il Gargano strategicamente fosse andato da solo avrebbe preso in questo primo stralcio una dotazione fissa di 20 Meruo + quella variabile. Cosi invece abbiamo preso molto meno dei Monti Dauni pur avendo il doppio della popolazione. Il Presidente stesso sostiene 10 Meuro (in attesa della riparametrazione) a fronte di 23,3 Meuro.
Per pignoleria facciamo presente al Presidente che, fatto 640.752 la popolazione complessiva della provincia di Foggia e prendendo come cosa ormai data l’area vasta autonoma dei Monti Dauni, il peso del Gargano (40%) avrebbe portato ad un’attribuzione di 15,26 Meuro e non ancora 10 Meuro (in attesa della riparametrazione).
Il ragionamento non cambia, anzi è più favorevole al Gargano, se parliamo in termini di superficie.
Il Presidente contesta poi il “silenzio assordante” sostenendo che il Laboratorio di Pianificazione Strategica di Foggia che ha il compito della comunicazione ha ben operato.
Qui devo dare atto del fatto che su questo piano strategico tutti i documenti sono stati resi pubblici e sono tutti reperibili online. Ma al Presidente cosi come al Laboratorio di Pianificazione Strategica chiedo se, nonostante la comunicazione operata, ritengono che l’effettiva conoscenza di Area Vasta Capitanata2020, ma soprattutto la partecipazione dei cittadini e dell’opinione pubblica, sia adeguata alla sfida a cui la pianificazione strategica mira?
Non voglio mettere in dubbio le cifre fornite, ma voglio chiedere al Presidente se considera la rete Wi-Max un intervento strategico?
Ormai anche nella nostra provincia la rete si è diffusa e il gap con il resto del paese si sta colmando anche senza questo intervento. Ricordiamo le risorse spese col progetto della Comunità Montana del Gargano e le altre previste da un bando emesso dal Parco stesso lo scorso anno in questi stessi giorni.
Il Presidente, ancora, cita a vantaggio del Gargano la messa a sistema dei centri bibliotecari e museali, ma esistono già sistemi nazionali pubblici di catalogazione a cui si può aderire senza spendere 5 Meuro e poi non sono tante le biblioteche e i musei presenti sul Gargano rispetto a quelli del resto del territorio di Foggia.
Infine ricordo al Presidente le mie perplessità, riportate dall’articolo del 6 giugno 2009 della Gazzetta del Mezzogiorno a firma Anna Lucia Sticozzi (Le associazioni: “Capitanata 2020 ha penalizzato il Gargano”), circa l’opportunità di inserire nei progetti da realizzare con Area Vasta, gli interventi, urgenti e urgentissimi, che dovrebbero essere garantiti comunque ai cittadini della capitanata attraverso la fiscalità generale, cosi come avviene nel resto d’Italia. Mi riferisco a difesa della costa, alla rete antincendio e anche al completamento dei porti sul Gargano.
Presidente, Lei mi attribuisce un ruolo di sprono alla politica di cui ne vado fiero ed è l’unico mio fine, mi creda. Questo e il mio precedente articolo servono proprio a questo.
Non ho intenzione di delegittimare nessuno, ne tanto meno la politica e le istituzioni. Vorrei solo che i politici legittimamente eletti dai propri cittadini partecipassero realmente alla vita politica, sociale ed economica del nostro territorio. Vorrei che tutti operassero nell’interesse generale e che tutti avessero la necessaria serenità e libertà per affrontare le sfide che debbono essere vinte.
Le ribadisco che, personalmente, non sono affatto soddisfatto di come siano andate fino ad oggi le cose su Area Vasta. Ma sono fiducioso per i prossimi stralci. Faccio molto affidamento sui Fas e sui POin.
Presidente, poiché lei stesso nella sua risposta più volte rimarca la parola "provvisorio", per il futuro le vorrei chiedere di pretendere ripartizioni più eque e più corrette e, se possibile, un riequilibro della situazione attuale, ad esempio ottenendo risorse adeguate per un grande piano di rivitalizzazione dei centri storici dei paesi che sono l’anima del Gargano.
Nelle 182 proposte progettuali di Capitanata2020 vi sono molte buone idee.
Molte volte si ha l’impressione, ma può essere personale, che i nostri amministratori si limitino a gestire solo quello che dagli altri gli viene affidato. Se fosse cosi Presidente le chiedo di adoperarsi per rompere questo schema. Lavoriamo per ottenere ciò che ci spetta e individuiamo altre nuovi fonti di finanziamento.
Realizziamole quelle idee per migliorare realmente la qualità della vita anche dei garganici.
Chiudo con un auspicio.
Come si vede anche il sottoscritto ha una sua Verità e sono convinto che ve ne siano molte altre. Per questa ragione Presidente le volevo chiedere di provare a metterle insieme tutte, queste verità. L’occasione ci viene fornita dai Sistemi Turistici di territorio e di prodotto, una nuovo modello organizzativo utile per dare slancio al territorio, mediante una specifica pianificazione dedicata al turismo, tendenzialmente integrata alla programmazione di Area Vasta.
Come Lei sa la regolamentazione regionale pugliese consente la costituzioni dei Sistemi Turisti a forma mista (pubblici e privati), con la partecipazione delle associazioni e di altre organizzazioni senza scopo di lucro, che operano per lo sviluppo turistico, nonché per la valorizzazione delle specificità, delle identità locali e delle produzioni tipiche;
I termini di presentazione delle istanze di riconoscimento dei suddetti Sistemi turistici sono stati prorogati al 15 ottobre prossimo. Quindi di tempo ce ne ancora, ma non è molto e anche in questa circostanza il silenzio è assordante.
Auspico, pertanto, che ancora una volta i politici garganici non si reputino autosufficienti e confido in un intervento del Presidente del Parco del Gargano, affinché si realizzi la più ampia partecipazione delle intelligenze che vi sono sul Gargano, per valorizzare tutte le risorse esistenti sul territorio.
Cordialissimi
Un comune cittadino garganico
Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta – di Antonio Basile con commenti di Giovanni Dello Iacovo
Lettera a Nichi Vendola su esclusione Abbazia di Càlena dai finanziamenti di “Area Vasta" – di Teresa Maria Rauzino
La risposta di Gatta a “GARGANO SCIPPATO”- con commento di Piero Giannini e Gaetano Berthoud
Le associazioni: ‘Capitanata 2020 ha penalizzato il Gargano’ di Anna Maria Sticozzi – GdM
E’ stato fissato per venerdì 12 giugno alle ore 18,30 il nuovo appuntamento tra le associazioni del Gargano, in una location nel cuore del centro storico vichese, denominata “Orto del Conte” messa a disposizione dal signor Edoardo Tomaiuoli.
Questa volta l’incontro avrà un ospite d’eccezione, l’Assessore al Turismo, allo Sport e Trasporti Nicola Vascello, che nello specifico rappresenterà l’Ente Provincia di Foggia, in un dibattito e confronto pubblico con le tante associazioni del territorio, una volontà espressa proprio dall’istituzione per meglio comprendere e condividere le tante sfaccettature del territorio e delle forze sociali che ne fanno parte.
Nel ringraziare l’Ente per la sensibilità dimostrata al lavoro delle Associazioni, molte volte passato in sordina, Io Sono Garganico ha voluto dare un tema ben preciso all’incontro, ormai molto ricorrente, appunto quello di “parlare Garganico”.
Da qui il titolo “Parla Garganico”, cioè la necessità di confrontarsi cercando di superare definitivamente i campanilismi tra località e cominciare a lavorare su tematiche e problemi che riguardano tutto il territorio. Si discuterà di queste esigenze e di quanto sia importante rivolgerci alle nuove generazioni individuando il Gargano come un unico territorio da comprendere e salvaguardare.
Noi crediamo profondamente che il Gargano ha bisogno di tutto il Gargano, crediamo profondamente nell’investitura delle nuove generazioni per garantire quello sviluppo culturale che ci porti pian piano nell’identificarci sotto un’unica bandiera, quella del Gargano, dove ogni località porta e riceve il suo contributo sia sotto forma di turismo che di sviluppo.
Se impariamo tutti insieme a migliorare le peculiarità del Gargano allora una nuova strada si potrà tracciare, riflessione che investe anche le classi politiche del Gargano, tante volte sommerse dai problemi locali.
L’ Ente Provincia ci dimostra fiducia per questa volontà di intenti, cosa che riteniamo un ottimo segnale da parte delle istituzioni. Anche il Presidente Gatta ha manifestato interesse per questi incontri, pertanto sono in programma nuovi confronti con le istituzioni su questo argomento.
Proprio per restare in tema, “Parla Garganico” vedrà aprire il dibattito da giovanissimi talentuosi del territorio, cominciando il confronto con le tante associazioni partendo proprio dalle loro riflessioni. Riflessioni di ragazzi diciottenni, ma che hanno mostrato un forte attaccamento e una spiccata sensibilità per un territorio che ha bisogno di più attenzioni.
Prima della conferenza “Parla Garganico”, ci sarà un incontro nel pomeriggio nella sede Io Sono Garganico, che vedrà la partecipazione di molte agenzie che svolgono escursioni nel territorio. Anche loro a confronto con l’Assessore Vascello. Vi aspettiamo a Vico il 12 giugno.
Programma degli Interventi che precederanno il Forum:
.Nicola Vascello – Assessore al Turismo Provincia di Foggia
.Emanuele Sanzone – Domenico Mascolo – Nicola del Conte
Giuseppe Bruno – Domenico Antonacci
Associazionismo Garganico 6° Giornata
Centro Sudi Martella, Punto di Stella, Argod, Legambiente FestambienteSud, Arci Nuova Gestione, Venti da Sud, Green Tourism Gargano, Carpino Folk Festival, Obiettivo Gargano, Arci Smil, Cittadina Macchia Libera, Rimboschiamo Peschici, Provo Cult, Circolo Culturale Giulio Ricci, Centro Studi Paglicci, Cala la Sera, Archeo-Speleo Club Rignano, Anapie, Motoclub “Lo sperone d’Italia”, Legambiente Ischitella, Enocibus, SuperamentoHandicap, Legambiente circolo Iride, Schiamazzi, Gargano Europa, *E’ Primavera Ragazzi, *Giro in Giro (*primo invito).
Scarica la locandina
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Anna Lucia Sticozzi
Gazzetta del Mezzogiorno – ed. Gazzetta di Capitanata del 6 giugno 2009
GARGANO – “Al Gargano solo briciole!”. Questo il grido di protesta che si leva dal variegato mondo associativo-culturale garganico, contro la classe politica locale, ritenuta incapace di rappresentare le istanze del territorio nelle progettualità del piano strategico “Capitanata 2020 – Innovare e connettere” ammesse ai finanziamenti per il programma stralcio di interventi dell’area vasta della provincia di Foggia, approvati pochi giorni fa dalla giunta regionale. “Solo 5 milioni di euro per il Gargano, nel primo Accordo Stralcio proposto alla regione – scrive in una nota condivisa da un gran numero di associazioni, Antonio Basile portavoce del Carpino Folk Festival, nonché analista esperto nella progettazione e gestione dei finanziamenti europei, nazionali e regionali, -. Un dato questo che adesso dovrà essere aggiornato per tenere conto della riparametrazione operata dai 50 a 38,7 milioni di euro approvati (non ci meraviglieremo se la ‘nostra’ Cabina di Regia facesse ricadere pesantemente il taglio ancora sulla quota del Gargano). Al momento, quindi, i Fondi Europei per gli interventi di Area Vasta per colpe, se di colpe possiamo parlare, della nostra classe politica di centro, di sinistra e di destra non miglioreranno di certo la qualità della vita della popolazione dei 18 comuni del Gargano.” Carpino Folk Festival, Gargano Green Tourism, Arci Nuova Gestione, Obiettivo Gargano, Gargano Europa, Centro Studi Paglicci, Centro studi Martella,Giacche Verdi Gargano, Argod, Legambiente festambientesud, Io Sono Garganico, Punto di stella, Rimboschiamo Peschici, le realtà associative più dinamiche del territorio non intendono subire in silenzio ed alzano la voce per il trattamento riservato al Gargano, ancora una volta penalizzato, escluso dalle scelte importanti e dalle strategie di sviluppo, a vantaggio dei grandi centri della Capitanata, per i quali “la “visione strategica” e le “azioni di sistema” della cabina di regia – come aggiunge Teresa Maria Rauzino del Centro Studi Martella – sono state fatte all’esclusivo scopo di fare guadagnare punti in graduatoria a quei progetti che presi singolarmente non avrebbero avuto la stessa valenza.” Il Gargano rivendica dignità ed attenzione, dunque, per ripristinare un equilibrio che è sempre mancato nella destinazione dei fondi per lo sviluppo, a cominciare dalle tre priorità che proprio da qui erano state indicate per Capitanata 2020: il recupero del complesso dell’abbazia di Kàlena, bene di grande valenza storico-culturale e simbolo e di una lunga lotta per la sua salvaguardia e valorizzazione, la realizzazione di un Auditorium per il Gargano, una nuova grande opera funzionale alle esigenze dei giovani e della cultura della montagna del sole e, infine, un grande piano armonico di recupero e di rivitalizzazione di tutti i centri storici. Priorità per le quali le associazioni avevano già chiesto attenzione, ma che, a quanto pare, “per questo giro” dovranno ancora restare al palo. E dai sodalizi garganici si punta il dito contro politici e rappresentanti istituzionali eletti sul Gargano, a cominciare dai componenti della “cabina di regia” di Capitanata 2020 (ricordiamo che è composta da: sindaco di Foggia, Comune capofila, che la presiede, dai sindaci di San Severo, Manfredonia, Cerignola, dal presidente dell’Amministrazione Provinciale, dal presidente dell’Ente Parco nazionale del Gargano e dal presidente della ex Comunità Montana del Gargano) per aver, ancora una volta, relegato il Gargano a “cenerentola” della provincia di Foggia, preferendo alle istanze che da questo territorio sono pervenute, progetti che avrebbero potuto essere finanziate con gli strumenti ordinari e che, per le associazioni garganiche non avevano bisogno dello strumento di pianificazione strategica di Capitanata 2020 per essere realizzate. “Perchè sono stati inseriti nell’elenco delle opere da realizzare con Area Vasta – si chiedono le associazioni garganiche – interventi, urgenti e urgentissimi, che dovrebbero essere garantiti ai “foggiani foggiani” e ai “foggiani garganici” a prescindere? Cioè, perchè la difesa della costa o la rete anticendio sul Gargano deve essere finanziata da Capitanata 2020 e nel resto d’Italia invece viene finanziata dalla fiscalità generale? Perchè queste opere non sono state tenute fuori e la politica foggiana tour court non trova modo di farsele finanziare comunque dallo Stato?”. Poi, ancora un affondo ai politici garganici che avevano minacciato di far saltare il tavolo istituzionale di Capitanata 2020 e che ora pare non abbiano nulla da dire: “Cosa ha fatto cambiare idea alla politica garganica che nei giorni precedenti l’approvazione da parte della Cabina di Regia era in fibrillazione e dal giorno dopo tace tutta compatta? Possibile che nessuno abbia da ridire qualcosa? Si destinano milioni di euro è tutti sono d’accordo?”.
Il Gargano scippato dei Fondi Europei per lo Sviluppo di Area Vasta – di Antonio Basile con commenti di Giovanni Dello Iacovo
Lettera a Nichi Vendola su esclusione Abbazia di Càlena dai finanziamenti di “Area Vasta" – di Teresa Maria Rauzino
La risposta di Gatta a “GARGANO SCIPPATO”- con commento di Piero Giannini e Gaetano Berthoud
La regione Puglia premia chi attua una buona pratica sul paesaggio.
Scarica il Bando Regionale "Premio per la Valorizzazione di Buone Pratiche di Tutela e Valorizzazione del Paesaggio Agrario e nel campo dell’Architettura, dell’Urbanistica e delle Infrastrutture" (Determina n°58 del 14 maggio 2009) a cura del Forum del Paesaggio
NB: per effettuare le segnalazioni delle Buone Pratiche sull’Osservatorio, seguire le istruzioni.