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Tutela e valorizzazione ulivi monumentali: approvata scheda di rilevazione necessaria per avere le risorse finanziarie

Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 87/2008 la delibera di Giunta regionale n. 707/2008 “Legge regionale 4 giugno 2007, n. 14 Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia. Scheda di rilevazione degli ulivi monumentali e Atto di indirizzo concernente l’applicazione delle deroghe previste dagli artt. 11 e 13 – approvazione".

Dall’operazione di rilevazione, utile per la predisposizione dell’elenco degli ulivi e uliveti monumentali, prendono avvio le deroghe, le cui modalità di applicazione sono indicate nell’atto di indirizzo approvato con lo stesso provvedimento, che consentono l’espianto e reimpianto per necessarie opere di pubblica utilità o per piccoli spostamenti all’interno di una stessa azienda.

E’ la legge regionale n. 14 del 4 giugno 2007, con la quale la Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, quali elementi peculiari e caratteristici della storia, della cultura e del paesaggio regionale.

Il carattere di monumentalità viene attribuito quando la pianta di ulivo possiede età plurisecolare deducibile dalle dimensioni del tronco della pianta, con diametro uguale o superiore a centimetri 100; oppure dall’accertato valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconiche-storiche.
La tutela degli ulivi non aventi carattere di monumentalità, invece, resta disciplinata dalla legge 14 febbraio 1951, n. 144 (Modificazione degli articoli 1 e 2 del decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475, concernente il divieto di abbattimento di alberi di ulivo) e dalle norme applicative regionali.
Per le finalità della legge è istituita la Commissione tecnica per la tutela degli alberi monumentali, che ha sede presso l’Assessorato regionale all’Ecologia.
La Commissione dura in carica cinque anni e scade con lo scioglimento del Consiglio regionale.
La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, approva, con proprio provvedimento, su proposta della Commissione tecnica per la tutela degli alberi monumentali, la scheda di rilevazione degli ulivi e degli uliveti monumentali della Puglia allo scopo di predisporne il rilevamento sistematico e la relativa identificazione.
A seguito della rilevazione sistematica e delle segnalazioni degli ulivi monumentali la Giunta regionale, su proposta dell’Assessorato all’ecologia, sentito il parere della Commissione tecnica, predispone e aggiorna annualmente l’elenco degli ulivi monumentali della regione Puglia e determina le risorse finanziarie destinate alla loro tutela e valorizzazione.
L’elenco è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia e comunicato agli enti interessati. Tale elenco contiene anche le indicazioni catastali utili per l’individuazione delle singole proprietà. I proprietari dei suoli possono, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia, proporre motivata opposizione alla Giunta regionale avverso il provvedimento.
La Giunta regionale, sentito il parere della Commissione tecnica, decide sulle opposizioni ricevute e approva in via definitiva l’elenco degli ulivi monumentali. Tale elenco è sottoposto a nuova pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia.
E’ istituito presso l’Assessorato regionale all’Ecologia anche l’albo degli “Alberi monumentali”, nel quale sono iscritti gli alberi di qualsiasi essenza spontanea o coltivata, anche in esemplari isolati, che presentino caratteristiche di monumentalità.
La legge, dichiarata urgente, entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, nel bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 83, supplemento, del 7 giugno 2007.

Il neo consigliere Rocco RUO evidenzia la mancanza nell’esecutivo provinciale di assessori garganici

Durante la seduta del Consiglio Provinciale del 29 maggio u.s., anche il neo eletto consigliere Rocco RUO, nel corso del suo intervento, evidenzia la mancanza nell’esecutivo provinciale di assessori garganici.

"Sig. Presidente della Giunta Provinciale, Cari Colleghi Consiglieri, da strade diverse, abbiamo condiviso la stessa meta con fiducia e tenacia.
Anche la nostra compagine politica “La capitanata Prima di tutto”, ha contribuito, con 13.217 voti, pari al 3,66% dei consensi, alla  storica vittoria del 27 e 28 aprile.
Purtroppo, con rammarico registriamo che con una scelta unilaterale, Ella Sig. Presidente ha ritenuto di escluderci dalla squadra di governo. Ritenevamo e riteniamo di avere acquisito i meriti, il diritto a farne parte “sul campo”.
Noi, dal canto nostro, siamo e restiamo forza di maggioranza e la incalzeremo per rivendicare non poltrone ma risposte per il territorio.

Per rispetto ai nostri elettori, ai 30 nostri candidati di tutti collegi della Provincia, conserviamo la nostra identità costituendoci quest’oggi in gruppo consiliare.
Personalmente, sono stato eletto in un collegio del Gargano Nord (Vico del Gargano) un collegio provinciale abbandonato dall’Istituzione Provincia da sempre. In particolare, il mio comune di provenienza (Carpino), non esprimeva un consigliere provinciale dal lontano 1970, quando il compianto nostro concittadino Ciccio Maccarone, fu eletto a Palazzo Dogana.

Inoltre, Sig Presidente, la sua scelta, ed eventualmente quella dei partiti della coalizione, di non nominare nella Giunta provinciale nessun assessore Garganico, nessun assessore rappresentante di una parte di territorio che, invece, meriterebbe attenzioni particolarissime e che ha contribuito, in maniera decisiva, alla Sua elezione non può assolutamente essere condivisa.
A lei e alla Giunta Provinciale formuliamo i migliori auguri di buon lavoro.
Rocco RUO capogruppo de “La capitanata Prima di tutto”
Fonte: Ondaradio

Per un turismo di qualità anche sul Gargano

Scriveva qualche anno fa una lettrice del “Gargano Nuovo”:
“Abito per scelta, nel centro storico di Cagnano Varano che, come tutti i paesi del Gargano, possiede una qualità dimenticata: un’anima.
Le ore qui scorrono lente, calme e per me, che arrivo da una città convulsa, dell’estremo nord della penisola, tutto è magico, fuori dal tempo. Ho voluto conoscere meglio Peschici, San Menaio e Vico del Gargano. Il tratto di litorale di San Menaio mi ricorda la Costa Azzurra, con la rigogliosa macchia mediterranea e le enormi agavi, che sembrano tentacoli verso il cielo. A Vico, mi sono accodata a un gruppo di turisti inglesi, che estasiati dal panorama scattavano foto dappertutto, anche contro sole.

Il centro storico mi è parso lo scenario di un enorme palcoscenico, accogliente e pulito, ed è stato ripavimentato in modo gradevole. Le piccole botteghe artigiane (e non), si affacciano nei vicoli creando suggestivi angoli dal sapore antico e familiare. Qui nel Gargano ho imparato molto dalla natura che mi circonda, ho conosciuto una maniera più semplice di vivere. C’è il tempo per tutto, gli amici, la chiacchiera, il pensare, lo scrivere, dipingere…, dipingere è la mia vita, e così ho aperto una bottega d’arte, dove espongo: quadri che produco, e mi piacerebbe farla diventare un salotto, dove si può discutere di tutto un po’, bere un caffè, o anche solo guardare, un sorriso, una stretta di mano ed amicizia è fatta…

Certo, a volte mi chiedo se sarebbe stata la stessa cosa, se mi fossi trasferita da un’altra parte; non credo, perché forse in un’altra vita, qui ci ero già stata, dato che ho spesso l’impressione di aver già visto, già sentito già conosciuto. Anche il silenzio, qui è più silenzio che altrove, e… musicale. Sto disegnando gli ulivi centenari, tipici del Gargano (a rischio per via degli incendi), quando ho finito il bozzetto, abbraccio come posso il tronco dell’albero (anche il suo cuore batte) e la stretta affettuosa fatta di sterpi è come un “grazie a questo splendido “orto del paradiso, dove vivo. Agli uccelli, ai grilli, ai gufi, alle cicale d’estate, grazie davvero, di tutto”.

Questa lettera è emblematica di come le qualità ambientali dei piccoli centri del Gargano Nord siano apprezzate più da coloro che giungono da altre realtà territoriali, che dai residenti.

Numerosi turisti italiani e stranieri preferirebbero trascorrere le loro vacanze nei nostri centri storici piuttosto che negli anonimi villaggi turistici periferici, ma solo pochi addetti ai lavori, gli ambientalisti e alcuni sindaci sembrano pienamente consapevoli delle potenzialità, in questo senso, dei “borghi antichi”. Eppure, varie indagini di mercato ci indicano che è possibile rivitalizzarli in funzione turistica ed artigianale.

Oggi più che mai il turista chiede, oltre all’offerta “mare e luoghi incontaminati’, una vacanza che abbia due fondamentali punti di forza: animazione e contatto con la popolazione residente; percorsi guidati che per mettano, oltre alla fruizione di beni ambientali e culturali, la scoperta di mete alternative. Come, ad esempio, la visita a botteghe e laboratori artigianali, con particolare attenzione alle specialità eno-gastronomiche tipiche del luogo.
La collocazione all’interno del Parco Nazionale potrebbe costituire l’attrattiva vincente per l’auspicato ritorno di quel turismo di qualità, che caratterizzò il lancio del Gargano come meta preferita del turismo nazionale e internazionale alla fine degli anni Sessanta.

La preoccupazione di chi ostacola ancora il pieno decollo del Parco perché “iingabbia l’espansione edilizia” è un anacronismo che nessuno può più permettersi. Occorre piuttosto una nuova progettualità urbanistica, legata anche a un deciso cambiamento di mentalità di tutti i cittadini. Non è affatto vero che le case non bastano: un censimento effettuato qualche anno fa dalla Comunità Montana indicò come disabitate e in precarie condizioni numerose abitazioni dei centri storici delle località dell’entroterra, rilevando nelle aree costiere (Lido del Sole, Foce Varano, Rodi, San Menaio, Peschici, Vieste) un’altissima percentuale di villette ed appartamenti utilizzati soltanto per le vacanze.

Invece di costruire case nuove, talvolta abusive, bisognerebbe recuperare queste residenze, destinate altrimenti a una rapida obsolescenza, evitando un ulteriore, inutile spreco, del nostro territorio.
Bisogna ristrutturare soprattutto le abitazioni dei centri storici: sono proprio queste ad aver conservato meglio le caratteristiche storiche e le tipologie abitative più particolari, come le cupole di Peschici.
Sarebbe davvero un peccato perderle del tutto!
Teresa M.Rauzino
Fonte : Puntodistella – Foto di Arcangelo Palumbo

I Cantori di Carpino e Antonio Piccininno premiati come Ambasciatore di terre di Puglia

Il 13 Maggio alle ore 20.00, presso l’aula magna dell’Università Bocconi  di Milano, si è svolta l’assegnazione del "Premio Ambasciatore di terre di Puglia".

Il premio è intitolato alla memoria di Francesco Marco Attanasi, giovane musicista scomparso prematuramente in un’incidente stradale.

Viene assegnato ogni anno a persone, associazioni, enti o gruppi che abbiano saputo coniugare nello svolgimento dei loro mandati, arti, professioni e mestier, il raggiungimento di più alti obiettivi oltre le loro personali ambizioni al fine di promuovere l’immagine delle "terre di Puglia".

Alla manifestazione di quest’anno sono stati premiati i Cantori di Carpino ed Antonio Piccininno, il regista Sergio Rubini, Paride De masi, Luca Montrone, Sergio Blasi.

Prima dell’inizio vedo Nicola Gentile sul palco e gli vado incontro per salutarlo; lui mi introduce dietro le quinte in modo da poter salutare "zi’ ‘Ntonie". Mi presento:sono di Carpino. Lui subito mi chiede "a chi sono figlio". Glielo spiego e lui mi dice di conoscere. E’ molto contento, mi dice di essere stato a fare un concerto "con centomila persone" e di essere qui a ritirare il premio. Io mi complimento e lo saluto. Poi ritorno a sedere.

All’annuncio del frizzante conduttore, Antonio Piccininno si reca sul palco per esibirsi in una colorita e applaudita introduzione alla personalità di un Cantore. Inizia con la descrizione delle origini di canto popolare, raccontando la sua storia personale, come esempio di quelle di altri cantori. Trascina il pubblico accattivandosene la simpatia sin dalle prime frasi, scaldando gli animi con il suo parlare schietto. L’aula gremita, al punto da obbligare molti a stare in piedi, apre il cuore ad un uomo del suo genere, con la sua storia singolare e tutta da imparare; l’anziano Cantore continua versegiando le strofe che andrà poi a cantare, intercalandogli curiose spiegazione della vita di una volta.

Inizia l’esibizione accompagnato nella musica da Nicola Gentile (Cantori di Carpino) e dal gruppo degli "Sciuacuddhuzzi", esegue per prima "Vide che bella giovene mei capate".

Termina il suo emozionante spettacolo con la "Ninna nanna", a conclusione della quale scaturisce un fortissimo e spontaneo applauso per quest’artista particolare, questo ultranovantenne che va in giro a diffondere quella che fu la sua cultura, con un vigore sorprendente ed una serenità contagiosa.

Tra il pubblico una signora commenta rivolta ad una vicina esprimendo la tenerezza provata per la sua persona. 

La serata, aldilà di qualche "gaffe fotografica" (nella premiazione dell’organizzatore della Notte della Taranta,Sergio Blasi, viene mostrata tra le altre, la famosa foto della piazza di Carpino durante il Folk Festival che ha come protagonista la ballerina dalla gonna gonfiata dal ballo e come sfondo, il folto pubblico e la Chiesa di S. Cirillo d’Alessandria splendidamente  illuminata), prosegue con le ulteriori premiazioni.

Ma l’impronta più marcata è stata lasciata dalla persona di Antonio Piccininno, arte: Cantore.

E questo è il ricordo  che rimarrà a me e a molti altri di questa splendida serata, trascorsa in sua compagnia.   

Rocco D’Antuono

  

Progetti Bollenti anche a Carpino, ma perchè nooo?

E’ tempo di uscire dai ranghi. Di deragliare dai binari. Di staccarsi dal tracciato dei solchi.
Il futuro non è per sguardi incollati al presente né per pensieri reclusi nel passato.
Il futuro è per chi rompe la linea del tempo e dello spazio, oltrepassa la sequenza del kronos, perlustra nuove realtà, immagina nuovi linguaggi, incalza un nuovo bisogno di senso.
E’ tempo di disordine creativo, di spiazzamento generatore, di intelligenza eccentrica, insomma di idee che disorientino, di segni che sorprendano, di suoni che stupiscano.
Diciamolo pure con coraggio: questo è tempo di disordini e di rumori, forse anche di caos positivo.
Perché c’è bisogno di visioni, che un guizzo dell’immaginazione anticipi mondi possibili, che un lampo dell’ingegno dischiuda scenari imprevedibili.
Questo tempo è kairos, aperto al cambiamento, come la porticina di Benjamin, lasciata appena socchiusa perché in qualsiasi momento possa irrompere la novità.
Questo tempo ha un luogo e un soggetto propizi, il mediterraneo e i giovani.
La Puglia invita i giovani artisti della piazza mediterranea, perimetrata dai confini del mare, a incrociare le loro espressioni per disegnare un futuro avvincente.
Una piazza perché i bollenti spiriti abbiano un luogo aperto per incontrare, ospitare, ascoltare, raccontare, conoscere. Per osare con curiosità.

N.B Il contributo regionale non è proporzionale rispetto al valore complessivo del progetto. Gli importi concessi da Principi Attivi e da eventuali altre fonti sono totalmente indipendenti, anzi il cofinanziamento può anche essere pari a zero.

Perchè i giovani di Carpino non ci devono provare? Forse hanno bisogno di essere aiutati?
Mi appello alla coscienza civile del nostro paese, buttiamo giù delle idee per i nostri ragazzi e cerchiamo di dargli un futuro a Carpino.

Dove sono i laureati under 32, i liceali, i ragionieri e i geometri, disoccupati o non appagati, che hanno il ‘coraggio’ di stare a Carpino? Possibile che per tutta la vita vi dovete nascondere o aspettare il posto e nel frattempo dare le colpe al sistema e al governo ladro. Qui puntano su di voi, sulla vostra capacità di fare impresa. Non stiamo parlando di dx o di sx, qui stiamo parlando di voi. Come dice Matteo Cannarozzi da Vico del Gargano (quando avrò il piacere di citare un carpinese?) "il momento delle doglianze speriamo sia finito! ora a tutti noi viene chiesto di "FARE" senza aspettare gli altri. Non è facile lo so. Proviamoci però. Perchè il cambiamento è un processo complesso e ha bisogno di tempo. Ai giovani oggi si chiede di appropriarsi del loro ruolo, da troppo tempo occupato da altri…fatevi avanti!"
I comuni vicino si stanno attrezzando, qui ad esempio potete leggere di Vico del Gargano, clicca qui per vedere. Cambiamo questa mappa e polticamente parlando la situazione deve trovare un equilibrio e quindi i vostri progetti hanno ampie possibilità di essere approvati.
Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio.

A Foggia 5 festival per promuovere il turismo – Organizzati con l’Apt

Diffondere buona musica e promuovere a livello turistico zone del foggiano meno frequentate da turisti, anche nel periodo estivo. Questi gli obiettivi della manifestazione ‘Five festival sud system’ organizzata dall’Azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival musicali, i sindaci dei Comuni di Orsara e Apicerna a rappresentanti delle agenzie di viaggio, con l’intento di accogliere turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio. Nell’edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia viaggeranno sotto un unico marchio.
I più importanti appuntamenti musicali, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant’Angelo, da Suoni in Cava di Apicerna al Festival Apuliae e all’Orsara Jazz, saranno uniti in un’ ‘unica orchestra’. Attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio saranno messi in vendita pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia, visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica, non solo tradizionale, la sera. Soluzioni che soddisferanno tutti i tipi di richieste a partire dalla mattina e fino a dopo il tramonto. Il turismo in Capitanata, attraverso la musica, si colorerà di nuove manifestazioni, iniziative, eventi, tutto dedicato a chi la provincia di Foggia non l’ha mai vista o non ci è mai passato. Parlare a tutti di turismo con il linguaggio comune della musica.
da quotidianopuglia.it

A Vico del Gargao incontro di approfondimento su ‘Principi Attivi’ il progetto della Regione Puglia rivolto ai Giovani

Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio.
La Regione Puglia, Assessorato alle Politiche Giovanili, la Commissione Nazionale ANCI sulle politiche giovanili, il Comune di Vico del Gargano Assessorato allo Sport e Politiche Giovanili,
incontrano i giovani per illustrare i nuovi progetti, le prospettive, gli obiettivi allo scopo di creare occasioni di apprendimento e di attivazione diretta, promuovere capacità progettuale, nuove idee per una Puglia dinamica e migliore.
Nel corso dell’incontro, il dirigente dei “Bollenti Spiriti” Roberto Covolo, insieme ad Annibale D’Elia e Carmine Ranieri, illustrerà i contenuti del progetto articolato su: Principi Attivi; Master e
Perfezionamento; Laboratori Urbani.

L’incontro con i giovani si terrà nella sala consiliare del Comune, alle ore 17.00 del 19/5/2008.
Qui puoi scaricare il bando e gli allegati

Si cercano giovani idee per una Puglia migliore

Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio: parte Principi Attivi, la nuova scommessa di Bollenti Spiriti. 


Ci siamo!  Il bando di Principi Attivi è stato approvato con determina del Dirigente del Settore Politiche Giovanili e Sport n. 213 del 7 maggio 2008. Nella prossima settimana sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia: da quel momento saremo pronti a ricevere le vostre proposte.

C’è tempo fino al 31 luglio per la presentazione delle domande: cerchiamo giovani idee per una Puglia migliore. 
Scarica il bando di concorso [icon Principi Attivi – Bando (153.77 kB)]
Scarica il formulario di candidatura [icon Principi Attivi – Formulario (1.02 MB)]
Scarica le linee guida per l’ammissibilità delle spese [icon Principi Attivi – Linee Guida (178.73 kB)]

D’ora in poi chi si lamenta è un cazzone se non presenta il suo progetto, perchè la schedina bisogna giocarla per fare 13 !!!

Carpino Folk Festival 2008: pacchetti Apt per turisti

da Teleradioerre
Saranno messi in vendita, attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio ed altri canali turistici, pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica la sera.
L’azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival che rientrano nell’iniziativa "Five festival sud system" – le manifestazioni musicali che si svolgono in estate nel foggiano – i sindaci dei comuni di Orsara e Apricena e i rappresentanti delle agenzie di viaggio hanno curato un programma per accogliere i turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio.
La manifestazione "Five festival sud system" è nata con lo scopo di portare, oltre alla buona musica, anche il turista nelle zone del foggiano meno frequentate da turisti nel periodo estivo. Nell’edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia, infatti, viaggeranno sotto uno stesso marchio, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant’Angelo, dai Suoni in cava di Apricena al Festival Apuliae e all’Orsara Jazz.

Più di 200 telai a Carpino nel 1866, ma si tesseva già nella villa romana di Avicenna

‘TELAI E PANNI DEL GARGANO’
Tra passato e presente – recensione di Teresa Rauzino

Disvela i tracciati dell’antica arte della tessitura. Nasce dai ricordi personali che hanno radici profonde nel cuore di chi scrive. Come le tradizioni narrate. Ricordi che riportano alla mente i rumori operosi dei telai a mano su cui le donne, fin dalla più tenera età, un tempo realizzavano i capi del corredo delle future spose. Ma anche, non dimentichiamolo, quello degli sposi.
 
Il telaio rappresenta il simbolo della civiltà agro-pastorale, fino agli anni Sessanta del Novecento componente fondamentale dell’economia pugliese, ma non solo. Fu una costante di tutta l’area mediterranea. Fino a qualche tempo fa, in Sardegna, la nascita di una bambina veniva salutata con una frase emblematica: ‘hamus una filonzana!’, ‘abbiamo una filatrice!’. Le candide telerie pugliesi erano apprezzate in tutto il Mediterraneo fin dai tempi più remoti. Nelle zone archeologiche dell’area oggi inclusa nel Parco Nazionale del Gargano sono stati ritrovati dei reperti tipici di questa antica attività, come i pesi da telaio e le spole. Testimoniano, se mai ce ne fosse bisogno, la diffusione a tappeto dell’arte della tessitura nelle nostre contrade. E questo è attestato fin dal tardo Neolitico.
In epoca greca, l’attività è documentata dall’iconografia vascolare. E dalla figura-simbolo di Penelope che, in attesa del ritorno ad Itaca del suo errante Ulisse, ‘finchè il giorno splendea, tessea la tela/superba, e poi la distessea la notte/al complice chiaror di mute faci(Odissea, libro II)’. Anche tra i ruderi delle antiche ‘villae’ romane di Santa Maria di Merino (Vieste), di Agnuli (Mattinata), di Avicenna (Piana di Carpino) di Sant’Annea (Sannicandro ) sono stati trovati antichi pesi da telaio.
Per l’età medievale, il ‘Codice diplomatico di Tremiti’ ed il ‘Regesto di San Leonardo’ di Siponto documentano che la realizzazione di panni di seta, di lana e di lino era un’attività esercitata presso i monasteri femminili, oltre che dalle tessitrici laiche. Erano ‘le donne di Dio’ a confezionare i capi di vestiario dei frati di Pulsano, come testimoniano le ‘lamentazioni’ delle Monache del Convento di Santa Cecilia di Monte Sant’Angelo, dipendenti dal suddetto cenobio. Le ‘mistiche’ fanno presente ad Alessandro III, di passaggio sul Gargano, che i monaci pretendono troppo da loro, sollecitano troppo spesso una maggiore produzione di ‘pannos, suderas, cingolas, besaciolas, saccos’. E, sicuramente, esse preferirebbero impegnare il loro prezioso tempo nelle salvifiche preghiere. Oppure miniando pregevoli codici, come quello oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli e realizzato dalle consorelle foggiane del loro stesso ordine monastico.
Panni d’altare, tovaglie, parati di lino, pianete di seta, imbottite di lana e penne d’oca, oltre che cuscini, coltri, tovaglioli, ‘tele grosse’ utilizzate in cucina sono ‘donati’ dagli Oblati dell’Ordine Teutonico alla Chiesa di S. Pietro di Vico del Gargano.
La produzione della lana aumentò in modo eccezionale in epoca aragonese con l’istituzione della ‘Regia Dogana della Mena delle Pecore’. Il prodotto grezzo era conservato nei fondaci appartenenti a commercianti locali, ma anche a quelli esteri. Furono i Veneziani a monopolizzarne lo smercio.
L’attività tessile si affinò sempre più. Il frate minore Michelangelo Manicone, autore di una delle più singolari opere dell’illuminismo europeo, ‘La Fisica Appula’, in una lettera all’Intendente di Capitanata datata 8 luglio 1809, afferma che le telerie che si lavorano in Vico del Gargano, suo paese natale, ‘potrebbero gareggiare con quelle delle Fiandre, se vi si introducesse il metodo d’imbiancar le tele, e di darle il lustro, come in quella Nazione si usa’.
La ‘Statistica’ del prefetto Scelsi elenca il numero dei telai e delle tessitrici di tutta la Capitanata nel 1866: l’arte della tessitura è esercitata in 39 comuni con 2426 telai. Il numero delle addette è pari al numero di telai presenti in ogni paese, ma le apprendiste non vengono contate. L’attività è concentrata quasi esclusivamente sul Gargano: si distinguono Vico (800 telai), Rodi (250 telai), Carpino (200 telai), Monte Sant’Angelo (130), Cagnano Varano (80), Vieste (60), San Severo (50), Peschici (48), Ischitella (42). Fanalino di coda: Foggia con 12 telai e Cerignola con 10.
Il libro di Lemme e de Leo riporta innumerevoli ‘carte dotali’ ritrovate negli Archivi di Stato di Foggia-Lucera. Documenti estremamente interessanti, che elencano i vari tipi di capi presenti nelle cassapanche delle famiglie di rango, e che illuminano un buio passato. Scrigno di tesori artistici e naturali, il Gargano ha custodito immutate queste antiche tradizioni, che rischiavano di essere disperse.
Dobbiamo al ricordo ed alla manualità delle anziane tessitrici di Vico e di Carpino la conservazione di originali tecniche artigiane. Oggi sono rivissute e rivisitate dalle giovani imprenditrici delle cooperative ‘Telaio di Carpino’ e ‘Penelope’ che, dopo un periodo di specifica formazione professionale, hanno incominciato a produrre i manufatti in fibre naturali. Rispettando la tradizione nell’innovazione, con esperte di ‘design’ come la ventisettenne Alessandra Ruo, che diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti, e già affascinata dalla storia del laboratorio tessile della Bauahus, scuola tedesca di arte e mestieri in cui insegnavano ‘maestri’ del calibro di Paul Klee e Wassilj Kandiskij, decise di iscriversi al corso di formazione per tessitrici del Parco Nazionale del Gargano. Divenendone, di fatto, la stilista.
Il merito di aver creduto fortemente nell’iniziativa, presentando il ‘Progetto Penelope’ fin dall’Istituzione del Parco, va comunque tutto ascritto a Menuccia Fontana. Il concreto sostegno dell’Ente e delle leggi sull’imprenditoria giovanile ha reso fattibile il suo sogno, la sua ‘utopia’: l’artigianato tessile è risorto dalle ceneri dell’oblio e della dimenticanza. Come l’Araba Fenice.

Telai e panni del Gargano di Carmine de Leo e Mario Lemme,  Edizioni del Parco, Grenzi, 2002

La chiesa di Sant’Anna a Carpino

da http://www.puntodistella.it
Vorrei richiamare l’attenzione dei lettori di “punto di stella” sulla storia di un monumento del mio paese.
Carpino, fin dalle sue origini, è sempre stato un borgo agricolo. Per questo fu fatta costruire la chiesa di Sant’Anna: per consentire agli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa.
Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant’Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare allo stato di rudere.
Oggi questa chiesetta è dimenticata, nessuno più ne parla; i ragazzi del paese non sanno neppure dove si trova. La Chiesa di Sant’Anna si presenta in una condizione di totale abbandono, se la si guarda, si nota come essa ha preso la forma di una vecchia “torre” di campagna, ormai dimenticata dal mondo. Ora vi chiedo: perché questa chiesa, che ha contribuito a costruire la religiosità degli abitanti di Carpino, deve essere dimenticata e abbandonata? Perché nessuno fa niente per salvare questo nostro pezzo di storia? DONATELLA MARCANTONIO
Ringraziamo Donatella e per merito di Crono88 accendiamo i riflettori sulla Chiesa di S.Anna cliccando qui

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