//
archives

carpino folk festival

Questo tag è associato a 571 articoli.

E’ morto Antonio Maccarone – cantore e suonatore di Carpino


E’ venuto a mancare un’altro informatore della tradizione musicale carpinese: il maestro Antonio Maccarone

Nei giorni scorsi aveva, insieme ad Antonio Piccininno, ricevuto l’ultimo attestato il Premio “Carlo Nobile”.
Per lui, gravemente malato, aveva ritirato il premio suo figlio.

Queste le motivazioni lette per l’occasione
Antonio Piccininno e Antonio Maccarone sono i pilastri viventi della musica popolare della nostra penisola. L’età dei due componenti storici di questo gruppo del Gargano è garanzia di originalità della loro musica, veramente tradizionale, testimonianza autentica di un patrimonio di cui sono i più genuini interpreti.
I brani del loro repertorio sono l’esempio della forma più tipica del canto garganico, il sonetto, che rientra nel modello dello strambotto meridionale.
La parte centrale di questo repertorio è costituito dalla “Canzone”, la vera serenata italiana che si avvale di un’ampia libertà vocale consentita dalle particolari tonalità della chitarra battente.

Antonio Piccininno e Antonio Maccarone rappresentano la diversita musicale e culturale della Capitanata che diventa ricchezza e patrimonio culturale capace di produrre spettacoli indimenticabili che lasciano una traccia positiva ed indelebile sull’identità e sul modo di essere del nostro territorio nella memoria dei fortunati spettatori, quindi uno dei nostri migliori biglietti da visita.

Interpreti della musica popolare e suonatore di nacchere e chitarre battenti e francesi, ma anche intrattenitori. cabarettisti e showman a tutti gli effetti, Piccininno e Maccarone grazie alla loro maggiore dote stilistica e artistica, quella dell’improvvisazione recitativa e canora, catturano l’attenzione della platea sin dal primo istante e la portano, senza alcun calo d’attenzione, fino al gran finale.

Potendo disporre di una memoria viva di un repertorio di tradizione orale imponente, tutto sempre e comunque immediatamente disponibile nella loro mente, i due cantori di Carpino creano e cantano brani ogni volta nuovi e irripetibili nella sequenza, attraverso l’accostamento di sonetti e strofette tra loro come coreografiche e spettacolari granate di poesia lanciate dal palco verso di noi.

Calcolato in oltre 2 Milioni di €uro l’impatto economico del Carpino Folk Festival

MUSICA: ‘Il festival della musica popolare del Gargano è a tutti gli effetti un investimento per il territorio tra i più remunerativi’
Carpino, 8 lug. – (Calcolato in oltre 2 Milioni di €uro l’impatto economico del Carpino Folk Festival) – L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival nella serata di ieri, 7 luglio, alle ore 19 ha presentato al Consiglio comunale di Carpino i risultati straordinari di una ricerca condotta per valutare gli effetti economici dell’omonimo festival che questo anno festeggerà la sua quattordicesima edizione dal 2 all’8 agosto.

Segue la sintesi della relazione
In una situazione di crisi economica come quella che stiamo attraversando sono in molti a chiedersi se sono opportune le sovvenzioni pubbliche a teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni. Molto clamore in proposito ha suscitato l’intervento di Alessandro Baricco su Repubblica. Il quale si spinge fino al punto da addebitare all’intervento pubblico lo stato di stagnazione della cultura italiana.
Nell’affrontare questa ricerca francamente neanche ci siamo posti il problema, perché altrimenti avremmo finito all’inizio e a nulla sarebbe servito questo lavoro.
Diciamo cosi: ci siamo attenuti al testo della Costituzione Italiana e abbiamo considerato fondamentale la promozione pubblica della cultura per allargare sempre di più la platea di coloro che ne possano godere, per evitare le distorsioni del mercato e per soddisfare la necessità di ogni democrazia di mantenere la cultura e quindi se stessa.

La ragione fondamentale che ci ha spinti ad intraprendere una ricerca sull’impatto economico del Carpino Folk Festival è essenzialmente per avere e fornire dei dati, concreti, confrontabili e convincenti per le istituzioni e gli imprenditori che debbono sovvenzionare o sponsorizzare l’evento.
Sentivamo la necessità di contestualizzare il festival più longevo della Puglia, nel suo settore, per collocarlo correttamente all’interno del sistema economico locale, giustificandone le spese e mettendone in risalto i benefici effetti sulla bilancia commerciale del nostro territorio.
Ma anche è soprattutto per avere dei dati che permettessero, con onestà intellettuale, valutazioni e confronti del nostro festival con le altre realtà simili che non fossero basati solo su numeri forniti a casaccio e su dichiarazioni soventemente campate per aria.

Pur essendo consapevoli che il fine di un evento culturale come il nostro resta la promozione del patrimonio materiale e immateriale cosi tanto prezioso quanto delicato, in questa circostanza il nostro obiettivo non è stato quello di evidenziare i benefici goduti dagli spettatori, ma quello di analizzare e valutare il beneficio economico goduto da una area limitata – che abbiamo fatto coincidere con il perimetro urbano della città ospitante, che poi è parte di un’area provinciale e quindi di un’area regionale – determinato dalle spese degli organizzatori e dei visitatori attratti dal nostro evento.

Lo studio, condotto sull’edizione 2008 del Carpino Folk Festival, verrà divulgato ai giornalisti nei prossimi giorni e pubblicato sul sito dell’associazione – www.carpinofolkfestival.com -.

Anticipiamo fin da ora che le conclusioni del rapporto ci permettono di affermare che il Carpino Folk Festival, nato come occasione per la comunità locale di misurarsi con il proprio patrimonio, rafforzando il senso di identità e il tessuto delle relazioni umane, è divenuto, anche e soprattutto, una grande risorsa economica e turistica che va difesa e tutelata, con tutte le iniziative per l’accrescimento delle forme di cooperazione e della cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza.
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

L’appello per l’inadeguato sfruttamento dei nostri giacimenti culturali

L’appello per la cultura delle istituzioni culturali private e pubbliche

In qualità di rappresentanti di istituzioni culturali private e pubbliche del nostro paese vi rivolgiamo un appello perché, attraverso nuove regole di sostegno, il nostro settore possa tornare ad agire da vero contributore della ripresa della sviluppo della nostra Nazione. In questi giorni il cinema, lo spettacolo dal vivo, la lirica, la danza stanno attraversando momenti di apprensione in attesa delle decisioni del Governo sulla dimensione di tagli alla spesa. Ma non è solo questo che ci angoscia. L’assenza di una visione strategica dell’intreccio e della fertilità di un incontro tra cultura e turismo di un progetto che assegni il ruolo che merita alla cultura di cui è ricco il nostro paese, provoca un inadeguato sfruttamento dei nostri giacimenti culturali e dunque di una leva formidabile per il bilancio della nostra economia.

I turisti vengono in Italia per l’Arena di Verona e sono una manna per i ristoranti, gli alberghi, i trasporti; migliaia di giovani vanno a Mantova per il Festival della Letteratura, a Modena per la filosofia, a Spoleto per il Festival e in genere per decine di rassegne estive e l’economia di quelle aree è notevolmente influenzata in tutte le componenti di servizi e di consumi e nelle grandi città i teatri offrono occasioni di intrattenimento in grado di rendere più gradevoli i soggiorni anche di affari. Crediamo che la cultura e la creatività, ancora una volta, possono essere elementi fondamentali per ricostruire un disegno generale di sviluppo del Paese, sia per risollevare l’economia che per riaffermare e sviluppare i caratteri della nostra identità culturale.

Ci riferiamo a un universo identitario di circa 6000 aziende distribuite sul territorio nazionale e di 200.000 lavoratori (artisti, tecnici, maestranze altamente qualificate, impiegati etc) che va dalle imprese creative alle giovani associazioni e che deve e vuole fornire l’humus culturale per il rilancio complessivo del Paese, per permettere allo spettacolo italiano di cogliere la sfida e porsi a livello globale come soggetto attivo in grado di dialogare ed imporsi sui mercati internazionali, fornendo alle generazioni future un nuovo patrimonio da tutelare e valorizzare. Le imprese dello spettacolo dal vivo producono ricchezza, beni materiali ed immateriali. Producono qualità del tempo e della vita, producono prospettive di emancipazione dal torpore dei modelli televisivi, producono diritti e senso civico svolgendo le loro funzioni di interesse pubblico nel presidiare ed arricchire la vita delle nostre sfilacciate comunità. E nonostante la crisi ogni sera si aprono centinaia di sipari, si inaugurano decine di rassegne estive, ci si predispone alla condivisione. Se non è ottimismo questo…..

Ma diversamente da quanto previsto per altri settori della produzione nazionale e locale, altrettanto vitali per questo nostro paese, per la cultura e per lo spettacolo che ne è parte integrante, il Governo non ha proposto nessun tipo di sostegno, anzi, sono stati effettuati tagli di bilancio e del principale strumento strutturale di finanziamento pubblico che è il FUS. Tutte le società del nostro settore saranno costrette ad una riduzione rilevante dell’attività con conseguenti perdite di moltissimi posti di lavoro per artisti, maestranze e per tutti coloro che lavorano nell’indotto. L’attuale Governo in più occasioni ha dichiarato di volersi impegnare al massimo in questo difficile momento economico per salvaguardare innanzitutto il lavoro e l’occupazione. Ci chiediamo quindi come intende affrontare una nuova "categoria" di disoccupati del settore dello spettacolo dal vivo, che, a breve, si aggiungerà a quelle di altri importanti settori.

L’espressione delle autentiche vocazioni artistiche, professionali e tecniche di quanti oggi sono in grado – e vogliono – operare nel rispetto delle regole e nel riconoscimento delle proprie e altrui funzioni, pubbliche e private, è fondamentale per uscire dall’impoverimento ideale della nostra società e c’è bisogno di tempo per costruire, comunicare, precisare, definire, incontrare, ascoltare e condividere questo progetto di società con le Istituzioni per essere nuovamente insieme centro civico e culturale delle comunità che ci ospitano. Per fare questo è necessario che le “imprese creative etiche” piccole, medie e grandi, rafforzino i propri strumenti, anche innovativi per il nostro settore (finanziamenti, regolazione, deduzioni e detrazioni d’imposta, defiscalizzazione), complici del Governo che le rappresenta e non nemiche di chi con delega elettiva di rappresentanza dovrebbe garantire a tutta la popolazione non solo il diritto al lavoro ma la libera fruizione dei “beni primari” (che tutti gli esseri raziocinanti vorrebbero fruirne) considerati tali dalla nostra Costituzione (e la cultura è uno di questi), che sono l’essenza del consesso civile e che vanno trasmessi a chi viene dopo di noi.

Andrée Ruth Shammah, Marco Lucchesi, Vincenzo Monaci, Piero Maccarinelli
07 luglio 2009

Balli e Suoni al Ritmo Garganico dal 02 al 05 agosto 2009

Arrivato alla quattordicesima edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia e col sostegno della Birra Dreher

presenta
“Suoni di passi” – I laboratori didattici del Carpino Folk Festival 2009

LE TARANTELLE DEL GARGANO E I SALTARELLI DELLE MARCHE

Ideazione e direzione artistica prof. Pino Gala

Foto di Laura Marinaccio

Tradizione, musica popolare, capacità d’improvvisazione, una rosa, 5 corde e una chitarra. Il resto vien da sé. Che sia una serenata sotto casa della propria amata o semplicemente un sonetto a sdegno e di "stramurte" con evidenti traslati erotico-allusivi. È la chitarra battente, antico strumento popolare del Gargano, che torna come ogni anno con il suo ritmo e le sue particolarissime armonie a riproporre la storia, con suoni che rispolverano antichi usi e costumi.
La chitarra battente tra filosofia, antropologia e musica. Ma non solo. Coltivano la passione per questo strumento particolare da anni. Da quando erano bambini. Spettatori dei "nonni". Da quando assistevano alle feste di famiglia. La sua musica racconta di atmosfere e vissuti passati. Di quando bastavano una chitarra e quattro amici per rendere un semplice momento, un evento da ricordare. Le dita della mano destra dei suonatori sfregano e colpiscono, rimbombando, il piano armonico creando un effetto armonico percussivo. Si produce così un suono battente, da cui deriva il nome dello strumento. Ai suonatori di chitarra battente si accompagna la voce del "cantori". E poi i balli. Le tarantelle. Il tutto sulle note di antichi sonetti dedicati all’amore e alla passione. La passione per la musica popolare.
Scarica modulo di iscrizione

Continua l’originale cammino dei Laboratori didattici del Carpino Folk Festival, basati sul confronto fra tradizioni regionali diverse. La collaborazione con l’Ass. Taranta permette di insegnare danze direttamente attinte nei trenta anni di ricerca etnocoreutica e studiate nei luoghi di pratica tradizionale.

Quest’anno le danze del Gargano si confrontano con quelle delle Marche.

IL SALTARELLO MARCHIGIANO

Tra i balli delle 4 province marchigiane più propriamente dette (Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno) domina il saltarello, mentre il Montefeltro (provincia di Pesaro-Urbino) è a tutti gli effetti di cultura etnica romagnola.

Nelle Marche abbiano documentato tra gli anziani almeno 4 sottotipi stilistici diversi di saltarello, oltre a microvarianti locali. Così come ormai da decenni domina fra gli strumenti l’organetto, accompagnato spesso dal tamburello. Durante il corso affronteremo il saltarello maceratese e la castellana (balli della Valle del Chienti): si tratta di balli di coppia energici e rapidi, che esigevano una buona conoscenza dei passi e un vigore tutto contadino per eseguire con animosità appropriati movimenti corporei dal ritmo vivacissimo.

LE TARANTELLE DEL GARGANO

Anche se sempre più rare, in alcuni paesi garganici si conservano significative tracce di tarantelle di stile agro-pastorale arcaico. Carpino è uno dei paesi più conservativi dell’area ; ancora oggi si può assistere in situazioni strettamente private a esecuzioni di tarantelle, il cui repertorio però si sta sempre più semplificando e riducendo a schermaglie coreutiche a causa della non pratica, soprattutto da parte dei giovani. Il corso diventa dunque di importanza vitale perché trasmette i modi originali del ballo, visti e appresi dagli anziani, di cui si potranno visionare lunghe sequenze filmiche. La peculiarità delle tarantelle garganiche sta anche nel supporto strumentale di accompagnamento al ballo: chitarre battenti, chitarre francesi, tammurro e canto.

CORSO DI BALLO POPOLARE

Le tarantelle del Gargano e i saltarelli delle Marche
Repertorio: tarantella di Carpino, S. Giovanni Rotondo e Ischitella, valzer fiorato, saltarello della media valle del Chienti, castellana di Petriolo-Corridonia.
Antropologia della danza e della musica: prof. Pino Gala
Tecnica del ballo: Pino Gala e Tamara Biagi.
Durata totale: 15 ore

Il percorso didattico continua con la proposizione dei corsi sulle tecniche e gli stili esecutivi della Chitarra Battente e del Tamburello per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano e di gran parte del sud Italia.

CORSO DI CHITARRA BATTENTE

A Carpino grazie soprattutto ad Andrea Sacco è stato possibile tramandare le tecniche e gli stili esecutivi dello strumento principe della musica popolare garganica, la chitarra battente.
Chi ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano, trasmetterà le tecniche e gli stili esecutivi della chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del Gargano.
Repertorio: Montanara, Rodianella e Viestesana
Durata totale: 12 ore
Tecnica del suono : Roberto Menonna (suonatore dei Cantori di Carpino).

CORSO DI TAMBURELLO

L’esecuzione dell’altro strumento magico di tutte le tradizioni del Sud Italia, il tamburello, ci verrà tramandato da chi, oltre agli studi accademici, ha potuto apprendere lo stile musicale direttamente dai depositari della tradizione. I partecipanti potranno così acquisire una conoscenza di base di gran parte dei ritmi e delle tecniche tradizionali del Gargano e del Sud Italia nonché, compatibilmente con il tempo dedicato allo strumento, la capacità di eseguire alcuni di questi brani.
Repertorio: garganico, vari
Durata totale: 12 ore
Tecnica del suono : Davide Torrente

La partecipazione ai corsi è subordinata al versamento della quota associativa di €uro 80,00 che comprende la sola quota d’iscrizione ad uno dei corsi proposti.

Per informazioni : Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Via Mazzini, 88 – 71010 Carpino (FG) Tel. 0884 326145
laboratorididattici@carpinofolkfestival.com
Domenico Sergio Antonacci 329.1613763 e Sara Di Bari 347.9224940

Strutture Convenzionate
Hotel Bellavista a Carpino
pernottamento e prima colazione
€ 20,00 a persona – in quadrupla o quintupla
€ 25,00 a persona – in tripla
€ 30,00 a persona – in doppia
Camera singola su richiesta
Contattare Antonio Ortore: 0884.900358 – 338.2859550 –
info@hotelbellavista.com

Monte Sant’ Angelo: le novità del Five Festival

http://www.corrieredelgargano.it/multimedia/video//2009/Fivefestival-GTV-.wmv

Le determinazioni del Consiglio comunale sulla Manifestazione Carpino Folk festival

Convocato il Consiglio comunale in data 07/07/2009 alle ore 19,00 in prima convocazione ed ove occorra in seconda convocazione il giorno 09/07/2009 alle ore 19,00.
ORDINE DEL GIORNO:
1) Approvazione verbali seduta precedente;
2) Manifestazione Carpino Folk Festival – determinazioni;
3) Approvazione del Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2008, ai sensi dell’art. 227 del D.Lgs.
18/08/2000, n.267 T.U.E.L.;
4) Arch.Fatone Lorenzo -riconoscimento debito fuori bilancio;
5)Controversie potenziali zona P.I.P. – preliminare transazione per prevenire una lite potenziale – determinazioni;
6) Localizzazione di un programma costruttivo di edilizia residenziale pubblica ai sensi dell’art.51 della legge 865/71
I° stralcio – Approvazione;
7) Piano di lottizzazione aree cimitariali – Approvazione.

Il Patrimonio Culturale Immateriale del Gargano

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival indice il Concorso Fotografico “Il Patrimonio Culturale Immateriale del Gargano" – Premio Rocco Draicchio II Edizione

 
Foto di Maria Rosa Comparato
Tema del Concorso: "La trasmissione della cultura popolare e la promozione di un mondo armonioso"
Attraverso la forza comunicativa della fotografia si vuole dar luce alla diversità delle bellezze storico-culturali e delle tradizioni del territorio garganico, dando particolare rilievo ai diversi aspetti e colori che caratterizzano il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni che vuole essere non solo il principale attore dell’animazione culturale del Gargano, ma anno dopo anno, lo strumento per promuovere e valorizzare tutte le risorse, da quelle naturalistiche a quelle alimentari, dai beni intangibili al patrimonio storico ed architettonico.
All’assegnazione del premio possono concorrere tutti i fotografi professionisti e dilettanti di qualsiasi provenienza ed età.
Ad ogni partecipante viene richiesto un lavoro esclusivamente fotografico realizzato sul tema del concorso. A riguardo dovranno consegnarsi minimo n. 5 foto che “dovranno raccontare e/o avere come sfondo” gli avvenimenti della XIV edizione del Carpino Folk Festival.
Vincitore risulterà il lavoro (le migliori 5 foto), coerente col tema proposto, che in base al criterio dell’originalità e della capacità rappresentativa della realtà territoriale del Gargano durante il Carpino Folk Festival avrà ottenuto il maggiore punteggio.
Scarica Bando e Scheda di Partecipazione

Sono previsti i seguenti premi:
– € 500,00 primo classificato.
– € 300,00 secondo classificato.

Giuria
La giuria è composta dal Presidente dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, Giuseppe Torre Coordinatore del Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale, da Arcangelo Palumbo de “News Gargano”, Angelo Del Vecchio giornalista, scrittore e direttore respondabile di “Garganopress.net”, da Domenico Prencipe – direttore del portale di informazione “il diario Montanaro”, da Piero Giannini direttore della testata giornalistica “NewPuntodistella” e corrispondente dal Gargano di "Puglia", da Gaetano Berthoud direttore di TuttoGargano, da Ninì delli Santi direttore di “Ondaradio”, da Piero Russo, direttore de "Il Grecale" – giornalista de "La Repubblica" e da Barbara Terenzi, Antropologa della Fondazione Basso Sezione Internazionale e Coordinatore del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani.
Alla votazione parteciperà la giuria popolare, per un peso del 20%, che esprimerà il proprio gradimento col voto online sul portale http://www.carpinofolkfestival.com entro le ore 12 del 50-esimo giorno dalla pubblicazione di tutte le voto che avranno ottenuto un punteggio da parte della giuria tecnica.

Le foto migliori, scelte tra quelle presentate al concorso, saranno utilizzate per la realizzazione dell’album del Carpino Folk Festival 2009.
La proclamazione avverrà entro il mese di Dicembre 2009 e la premiazione avverrà a Carpino in occasione della XV Edizione, salvo comunicazioni diverse.
Le comunicazioni ed eventuali approfondimenti sul concorso fotografico, saranno resi pubblici attraverso i portali, i forum e i blog delle seguenti testate giornalistiche: http://www.carpinofolkfestival.com, http://www.newsgargano.it, http://www.ildiariomontanaro.it, http://www.ilgrecale.it, http://www.puntodistella.it, http://www.ondaradio.info, http://www.tuttogargano.com.

L’iniziativa rientra nelle attività della XIV Edizione del Carpino Folk Festival 2009

Presentati i sei Festival di 5FSS, consorzio per la qualità culturale nel territorio

Five Festival Sud System: la cultura spinge l’estate pugliese

Articolo di Rosa Cotugno

È stato il Castello di Monte Sant’Angelo, appena restaurato, ad ospitare, venerdì 26 giugno, la serata di gala del Consorzio Five Festival Sud System,durante la quale sono stati presentati i programmi dei 6 Festival. Una spettacolare avventura artistica che partirà da Monte Sant’Angelo il 18 Luglio col Teatro Civile Festival di Legambiente e FestambienteSud, l’ecofestival delle questioni meridionali fino al 25. Quindi sarà la volta di Orsara di Puglia con i seminari internazionali e i concerti di Orsara Musica Jazz Festival fino al 2 agosto. Dal 02 fino all’08 agosto, sul Gargano, con le musiche di tradizione del Carpino Folk Festival. Nei comuni dei Monti Dauni, dal 02 al 16 agosto, con il Festival d’Arte Itinerante Apuliae, per cedere il passo, dal 16 al 20 agosto, ai concerti di Suonincava nella cava Pizzicoli di Apricena.

“Il Consorzio 5FSS è la massima espressione della mentalità vincente del ‘fare sistema’ – è stato il commento dell’Assessore provinciale alla Cultura, Maria Elvira Consiglio, vicepresidente del Consiglio provinciale, ospite della serata insieme a numerosi altri esponenti delle istituzioni – “Mettere in rete i festival e le relative risorse è una scelta vincente, che ha portato alla realizzazione di un calendario ad alto impatto culturale”.

E proprio l’alto livello culturale è il leitmotiv della programmazione dei festival. “Nonostante la stringente crisi economica che ha tagliato anche i nostri budget, l’obiettivo di tutti noi rimane quello di offrire un livello di qualità artistico-culturale costantemente in ascesa” – dichiara Franco Salcuni, Presidente del Consorzio.

Ivano Fossati, Mauro Pagani, Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora, Enzo Avitabile e i Bottari, gli Skiantos, Teresa De Sio, Marc Ribot con l’Orchestra Municipale Balcanica, Al Foster e Steve Grossman, Edmar Castaneda, i Cantori di Carpino, Gloria Gaynor, Vincenzo Galassi con l’orchestra sinfonica russa "Udmurzia Tchaikovsky", i Carmina Burana di Orff, Euphoria, i Balletti di Giorgia Maddamma, Gianna Fratta e l’Ensemble “U. Giordano” di Foggia, i Motus, Giovanni Mauriello, Dario Vergassola, il Teatro delle Albe e la tappa del Trialogo Festival sono solo alcuni degli artisti di cui i direttori artistici dei sei festival hanno preannunciato la presenza.

Durante la serata è stato consegnato ad Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, dei Cantori di Carpino, il Premio Carlo Nobile 2009. “Antonio Piccininno e Antonio Maccarone rappresentano la diversità musicale e culturale della Daunia che diventa ricchezza e patrimonio collettivo capace di produrre spettacoli indimenticabili che lasciano, nella memoria dei fortunati spettatori, una traccia positiva ed indelebile sull’identità e sul modo di essere del nostro territorio, quindi uno dei nostri migliori biglietti da visita.”- questa la motivazione letta da Nicola Vascello, Assessore Provinciale al Turismo. E Antonio Piccininno ha offerto agli ospiti una vera chicca, una suggestiva esibizione live in una delle sale interne del Castello, splendida cornice di un momento magico.

La serata ha visto la partecipazione anche di Eugenio Bennato, che ha presentato il suo nuovo progetto “Taranta Opera”, nell’ambito di Città Aperte ‘09, e di Alessandra Benvenuto, una delle autrici di “Effetto Puglia”, la prima guida cineturistica in Italia, concepita sia per il turista attratto dal cinema, sia per il cineasta in cerca di luoghi.

Quella di venerdì è stata, in definitiva, un’occasione di confronto e di scambio reciproco, che ha visto la partecipazione dei direttori artistici dei sei festival coinvolti, delle Istituzioni, con i sindaci e gli assessori di molti comuni della Provincia, del mondo dell’associazionismo e della comunicazione, tutti riuniti a Monte Sant’Angelo per programmare l’intrattenimento artistico-musicale dell’estate dell’intera Provincia, creando, sulla scia della forte interazione del Five Festival Sud System, sinergie positive per la crescita culturale del territorio.

Inizia la festa popolare del Carpino Folk Festival 2009

L’Associazione Culturale Carpino Folk Festival

e il Consorzio Five Festival Sud System

presentano

Carpino Folk Festival 2009

Il promontorio del Gargano, pur essendo una delle prime terre emerse in tutta Italia, fino a non molto tempo fa era costituito da un inaccessibile e misterioso gruppo di montagne circondate da zone paludose e inabitabili.

Fotografo Antonio Soimero

Arroccato nel suo isolamento viveva una vita stenta e piena di lotte continue con la sua terra arida e brulla che favorì localismi che rallentarono ilunlentaronolismi che impedirono sano e fisiologico sviluppo economico.

Questo aspetto selvaggio e primitivo e la mancanza di facili vie di comunicazione tenne lontano i viaggiatori e rese i commerci umani e culturali molto radi e casuali, ma allo stesso tempo permise ai suoi abitanti di coltivare le proprie tradizioni e i propri miti, tramandati oralmente da generazione in generazione, come fonti esclusive della propria maturazione civile e culturale.

Il Gargano, la terra sperduta che fino a poco tempo fa pochi sentivano nominare, la terra delle selve, dei giardini, degli aranceti e dei limoni, la terra della chitarra battente e della tarantella, la terra schiva, refrattaria a confidenze, che spesso nasconde il meglio di sè sotto coltri di pudore primitivo, col Carpino Folk Festival svela le sue bellezze segrete e i suoi più preziosi tesori.

Arrivato alla XIV edizione, il festival della musica popolare e delle sue contaminazione, promosso dall’Assessorato al Mediterraneo e dellAssessorato al Turismo della Regione Puglia, dalla Provincia di Foggia, dal Comune di Carpino, dal Parco Nazionale del Gargano ed organizzato nell’ambito del Five Festival Sud System dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Foggia e la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci di Foggia, è senza dubbio il primo evento internazione per promuovere la tutela delle ricchezze culturali immateriali.

Col Carpino Folk Festival le tradizioni musicali del Sud Italia non sono più una reliquia culturale di cattivo gusto, ma tesori che raccontano l’evoluzione di una civiltà e collegano il passato con il presente.

Da quando nel 1996 fu inaugurata la prima edizione al Carpino Folk Festival si sono esibiti i più grandi Cantori della tradizione e gli Artisti italiani della riproposta, e come da formula collaudata, nonostante la crisi economica mondiale, la rassegna di quest’anno sarà ricca e densa di musica popolare, di eventi e di progetti speciali.

Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora apriranno giovedi 06 agosto in Piazza del Popolo la sezione dei concerti del Carpino Folk Festival 2009. Uno straordinario progetto speciale che verrà presentato in esclusiva in Puglia.

Come il manicomio, la miniera è un’istituzione totalizzante” ha dichiarato il cantante che due anni fa vinse il Festival di Sanremo proprio con una canzone dedicata al disagio mentale.

“Si tratta di mantenere viva una memoria – Luciano Castelluccia Direttore Artistico – e il festival che si occupa, con grande successo di pubblico e di critica, delle culture popolari e delle contaminazioni musicali vuole quest’anno partire con uno spettacolo legato alla Maremma, al Monte Amiata e alla sue tradizioni”.

Sette le date del festival che si snoderà nel piccolo comune del Gargano ogni sera fino a notte fonda dall’2 all’8 agosto, molti i gruppi per un totale che supera i 150 musicisti impegnati a coniugare innovazione e tradizione. Ma ancora 3 i laboratori didattici per i giovani musicisti che arrivano a Carpino da tutta l’Italia e anche dall’estero, e poi progetti speciali, produzioni originali del festival, un concorso fotografico, una serata omaggio per i grandi artisti italiani, un convegno nazionale in collaborazione l’Archivio delle Musiche di Tradizione della Puglia, proiezioni cinematografiche e presentazioni editoriali, La Notte di Chi Ruba Donne con i concerti della tradizione e l’esibizioni dei Cantori di Carpino che chiuderà come ogni anno la rassegna accompagnati quest’anno da due grandi artisti, Teresa De Sio e Giovanni Mauriello, che insiema a loro stanno preparando un progetto tutto incentrato sul ritmo della puglia garganica.

Ufficio Stampa

Associazione Culturale

Carpino Folk Festival

info@carpinofolkfestival

www.carpinofolkfestival.com

Il Polo del Gargano nel Programma Operativo Interregionale ‘Attrattori Culturali, Naturali e Turismo’

Nasce il Polo del Gargano per valorizzare il patrimonio culturale, naturale e paesaggistico locale

di Antonio Basile

Con deliberazione di Giunta n.830 del 13 maggio 2009 è stato approvato il Programma Interregionale che ha la finalità di promuovere e sostenere lo sviluppo economico e sociale dei territori regionali attraverso la valorizzazione, anche a fini turistici, del patrimonio di attrattori culturali, naturali e paesaggistici in essi localizzato.
Il programma mira a strutturare un sistema interregionale di offerta culturale e naturalistica, composto da un ridotto numero di località (i Poli), infatti individua i “POLI” e le “RETI” da candidare, nell’ambito della programmazione e attuazione del POIn, (Attrattori culturali, naturali e turismo);
POLI:
(A) POLO DEL GARGANO;
(B) POLO DELLAVALLE D’ITRIA;
(C) POLO DEL SALENTO.

RETI:
1. Rete della Magna Grecia;
2. Rete del gusto e dei sapori;
3. Rete delle baie e dei porti;
4. Rete della mobilità slow;
5. Rete delle eccellenze;
6. Rete dei parchi e della natura;
7. Rete del barocco;
8. Rete degli eventi e della religione.

Il Polo del Gargano nasce all’interno dell’area del Parco Nazionale del Gargano e si sviluppa sull’Adriatico per una lunghezza di circa 65 km, comprendendo al suo interno anche l’Arcipelago delle Isole Tremiti. Si riconosce nel valore naturalistico del Parco Nazionale del Gargano il “leit motiv” tematico del Polo; un’area verde che si estende su tutto il promontorio omonimo caratterizzato da casi rarissimi se non unici, di habitat naturalistici. Oltre al Parco Nazionale del Gargano, la presenza all’interno del Polo dell’Arcipelago delle Isole Tremiti, il paesaggio costiero, la presenza di numerose riserve naturali, ma anche altre tipologie di attrattori come gli importantissimi luoghi di culto rappresentati da San Giovanni Rotondo, una delle principali mete di pellegrinaggio italiane, da Monte Sant’Angelo (candidato al riconoscimento UNESCO) e da San Marco in Lamis, fin dai tempi più antichi uno dei principali luoghi di culto di quest’area territoriale.
Nello specifico l’area geografica del Polo del GARGANO è costituita dai territori dei seguenti Comuni: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Poggio Imperiale. Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico, Vico del Gargano e Vieste.

Il provvedimento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 87 del 16 giugno 2009.

I mille volti di Taranta Power nel Mondo

ImageEvento/esperimento musicale sul Gargano. Sabato 27 giugno nella Baia di Peschici alle ore 21,00 Eugenio Bennato, per la prima volta con un’orchestra sinfonica, eseguirà la musica folk di Puglia per il progetto "Taranta Power". In anteprima ad Ondaradio, Eugenio Bennato ha presentato l’importante iniziativa.
Ascolta l’intervista


di Francesco Barritta
Il leader dei Taranta Power Bennato: “Un’onda anomala che ha conquistato uno spazio visibile”

“Il Carpino Folk Festival è paragonabile ad una calamità naturale, dove sarebbe stupido e presuntuoso pensare di poterla combattere, al contrario, come è giusto fare con la natura e i suoi eventi, bisogna solo farsi da parte e capire che non si può fermare un fiume in piena, ma semmai costruire nuove dighe per sostenere ciò che ormai va ben oltre l’iniziativa di un piccolo paese garganico ricco di cotanta cultura”. Uno studioso pugliese così ha definito il festival di musica etnica più importante del Sud. Una definizione pregnante che può essere applicata anche ad altri eventi incentrati sulla cultura musicale e coreutica del Mezzogiorno d’Italia. Alcuni famosi, è il caso del “Kaulonia taranta festival”, altri meno conosciuti, come il “Tamburello festival” di Zambrone, ma tutti accomunati da un’irrefrenabile passione per la musica e le danze popolari. Eugenio Bennato ha sempre creduto nella rinascita di questo frammento bimillenario della cultura etnica. Sin dal 1969 allorquando fondò la “Nuova Compagnia di Canto Popolare”, primo gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell’Italia meridionale. Nel 1976 con “Musicanova” avviò un’autonoma attività di compositore con costante riferimento allo stile popolare. Nel 1998, la svolta: sulla scia di un rinnovato interesse del grande pubblico verso il ritmo della Taranta rurale, fonda “Taranta Power”. Un momento di frattura col passato modo di vivere la musica popolare italiana. E’ un successo clamoroso che varca i confini nazionali e si appropria di spazi fino ad allora riservati al pop, al rock, alla musica classica o al jazz. Il quattro novembre (in occasione della festa patronale in onore di San Carlo Borromeo), Eugenio Bennato si è esibito proprio a Zambrone. Un ennesimo trionfo.
“Taranta Power” un movimento che si è sviluppato con la stessa forza d’urto di un’onda anomala…
Mi piace questa definizione. Il movimento del 1998 non era in linea con quanto accadeva all’epoca. Proprio perché un’ “onda anomala” ha conquistato uno spazio specifico e visibile.
Quali differenze esistono tra la musica pugliese e quella calabrese?
Ettore Castagna afferma che la tarantella calabrese non esiste. Parafrasando questa frase potrei dire che non esiste neanche la tarantella pugliese. Esistono le musiche di ogni villaggio. Al di là di questo, nel confronto tra la “Tarantella riggitana” e la “Pizzica” devo dire che la prima è superiore perché contiene (per esempio nelle “passate” di organetto) una rilevante componente di virtuosismi e personalità dell’esecutore.
Ha sempre considerato la Calabria la sua patria adottiva, ma non le ha mai dedicato una canzone. Non pensa sia una gravissima lacuna ?
La farò… Ma questa osservazione me ne ricorda una analoga di trent’anni fa che mi rivolse un ragazzo della Basilicata e allora scrissi: “Che ne saccio da Basilicata”.
In Calabria la musica é…
Identica al suo paesaggio, si nasconde nelle pieghe frastagliate di un monte o di una foresta e viene fuori all’improvviso.
Cosa pensa quando vede il mare Ionio o il Tirreno palpitare nel loro eterno movimento ?
Penso che la storia di una terra sia strettamente collegata alla sua geografia.
Cosa le piace della Calabria ?
Il fatto che per secoli ha respinto i turisti.
Qual è il libro preferito di Eugenio Bennato ?
E’ difficile sceglierne uno. Se dovessi dare un consiglio suggerirei “Lezioni americane” di Italo Calvino.

Archivi