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cantori di carpino

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Una legge regionale ispirata da Matteo Salvatore

E’ questo il modo in cui la Puglia onora la memoria del folk singer di Apricena scomparso un anno fa. Il governo di via Capruzzi (assessori Lo Melo e Godelli e presidente del Consiglio, Pepe) ha condotto in porto il provvedimento che aiuterà altri artisti pugliesi bisognosi a vivere con dignità. Ne vanno fieri gli organizzatori del Premio Matteo Salvatore, che domani sera e domenica al Teatro del Fuoco celebrerà la sua seconda edizione. Conferenze, concerti animeranno domani il centro storico a partire dalle 17,30 (Edicolè presentazione del libro di John Sinclair «Va tutto bene», Stampa Alternativa; 18,30 Santa Chiara «Musica e potere in Africa»; 20 al Bellamì concerto con Otello Profazio, Davide Van De Sfroos, Raffaele, Vescera, Antonio Piccininno dei Cantori di Carpino, Dario Salvatori, Carlo Gentile, con il direttore artistico del Premio Tenco, Enrico de Angelis; dalle 22 performance di Sinclair) mentre domani sera, dalle 21, si terrà il galà presentato da Dario Salvatori per premiare Davide Van De Sfroos, Otello Profazio, John Sinclair e Afel Boucoum. E su Matteo Salvatore, altri ricordi commossi: il sindaco di Apricena, Vito Zuccarino, ha annunciato che gli sarà dedicato l’auditorium della città, «La Casa di Matteo Salvatore»; Ninni Maina e la sua Nuova Orchestra della Taverna del Gufo eseguiranno domani sera «La morte bianca» e «La cumeta», due brani di Matteo con l’arrangiamento di Potito Porrari. E poi c’è il Comune, che tramite l’assessore Potito Salatto ha individuato nel Premio (che ha come principale artefice il manager di Salvatore, Angelo Cavallo) uno di quei momenti di rinascita dello slancio culturale, incoraggiati da Palazzo di Città con finanziamenti che non siano più «a pioggia». Per questa seconda edizione del Premio Matteo Salvatore si preannuncia anche una presenza mediatica di qualità: la serata al Teatro del Fuoco sarà trasmessa sul satellite e pubblicizzata in programmi di Radiodue. a.lang.

Pizziche, tarantelle e canti tradizionali delle Puglie a Roma

Vi segnalo un prossimo concerto romano di uno dei gruppi più interessanti del "movimento di riproposta" della musica popolare pugliese, che si presentano con modalità e repertori inusuali. Fortemente consigliato!
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sabato 18 novembre, ore 22
Locanda Atlantide, via dei Lucani 22 (San Lorenzo), Roma
MALICANTI in concerto

Il gruppo esegue repertori tradizionali del mondo contadino della Puglia, appresi direttamente dagli anziani cantori (e in particolare da Uccio Aloisi di Cutrofiano e da Andrea Sacco da Carpino). Si caratterizza per un uso insolito e preponderante della voce: tutti i componenti cantano, e nessuno di loro con una impostazione classica, ma usando risonatori e respiri propri della musica di tradizione delle campagne.
Il repertorio è composto soprattutto da tarantelle e pezzi che consentono al pubblico di ballare per larga parte del concerto, intervallati da canti “alla stisa”, canti a tre o quattro voci diverse eseguiti senza accompagnamento musicale, i cori cioè che anticamente si facevano in campagna.
Con il cd "Tarantelle e Canti Tradizionali delle Puglie" [edizioni FINISTERRE 2005] hanno realizzato uno dei lavori più sorprendenti, vitali e interessanti della nuova musica popolare italiana.
A tale proposito riporto la recensione del giornalista specializzato Luca Ferrari

Ci ha lasciato un altro pezzo della memoria storica del Salento, Nino Campa.

Ieri ci sono stati i funerali di Nino Campa, storico componente dei Cantori di Corigliano, che gli appassionati ricorderanno di aver visto all’incontro di Pizzicata di Uggiano La Chiesa ad agosto 2004.
Voce potentissima, grande conoscitore di canti in griko, la sua lingua.
Si è spenta un’altra grande biblioteca di suoni e di storia.
Nella foto :
A sinistra Nino Campa, a destra Giuseppe Lolli

Un disco dedicato al re dei Cantori di Carpino

Da Roma al Gargano un disco dedicato alla memoria di Andrea Sacco, uno dei magnifici Cantori di Carpino. E’ il progetto a cui sta lavorando Anna Nacci, pugliese trapiantata a Roma, che da tempo opera nel settore della musica popolare e della ricerca. Il lavoro iniziato nel maggio scorso vedrà la luce a marzo dell’anno prossimo. Si tratta di un laboratorio musicale nel carcere romano di Rebibbia che ha come obbiettivo la realizzazione di un cd audio e un dvd. E’ l’ennesimo esperimento che si pone l’onere di applicare la musica a dinamiche di gruppo per una rielaborazione dell’interazione sociale tra persone recluse. Il progetto annovera la presenza di grandi ospiti della musica italiana : Teresa De Sio, Gabin Dabirè, Massimo Carrano, Marcello Colasurdo, Antonio Infantino, Ettore Castagna, Luigi Cinque, Sud Sound System, Mario Ancora, Mimmo Epifani, Marcello Vento, Raffaello Simeoni, Rodolfo Maltese, Rocco Capri Chiumarulo, Antonello Ricci, Andrea Parodi.
Il cd conterrà inoltre un brano inedito con testi tratti dalla tradizione carpinese e sarà inciso per omaggiare la figura dello straordinario Andrea Sacco. Il lavoro ha anche un titolo "jesce fore" (esci fuori).
La musica come strumento terapeutico – racconta Anna Nacci – , come mezzo per favorire il senso di appartenenza a microstrutture sociali, nel nostro caso ad un gruppo musicale; il fare musica, lo stimolo della individuale creatività come spinta ad una reale reintegrazione nella società e nelle dinamiche relazionali.
L’obiettivo non ce lo inventiamo bensì crediamo fermamente che questa e solo questa debba essere la logica intrinseca al “saldo di un debito” nei confronti della società.
E che succede alla fine?….
Coordinatori e conduttori del laboratorio presso Rebibbia: ANNA NACCI, VINCENZO GAGLIANI e GIANLUCA CASADEI

Canti e Incanti della Taranta

Le sonorità dei NIURI TE SULE affondano le proprie radici nella  penisola Salentina, quella terra in cui da secoli si insinua il mitico  morso di una tarantola velenosa che solo certi ritmi musicali sono in grado di sfidare.
Per definizione le ballate del gruppo sono proprie di quella pizzica tarantata che un tempo gli antichi suonavano per curare dal morso del temuto ragno.
I testi delle canzoni infatti sono quasi interamente tradizionali e perciò cantati perlopiù nel dialetto salentino: sono melodie d’amore ma anche di lavoro, che rimandano ai tempi più lontani in cui le donne cantavano nei campi e gli uomini inventavano nenie e serenate.
La musica che avvolge questi testi e’ una musica energica, vitale al cui suono è impossibile restar fermi.
 Registrato presso lo Studio  Parsifal di Sesto Fiorentino nella primavera del 2003,  completamente autoprodotto, rappresenta la  prima impresa discografica dei Niuri Te Sule.
In questo CD il gruppo propone alcuni dei testi più conosciuti della tradizione pugliese, ed in particolare di quella salentina, arrangiati seguendo due direzioni distinte: l’interpretazione quanto più fedele possibile alla tradizione, nel tentativo di mantenere l’antica eleganza degli originali, e la completa o parziale rielaborazione musicale, alla ricerca di nuove melodie che caratterizzino lo stile del gruppo.
Non manca la Tarantella del Gargano.

Il Nuovo progetto di Stefano Miele si chiama Glocalizm Vol.1 Samples, traditionals & folk!

Quella risultante che sgorga imprevista dall’incrocio tra le melodie popolari e gli arrangiamenti universali. Venerdì 15 settembre, il dj e produttore partenopeo Stefano Miele ha trasformato per una sera la libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri in un club in cui è stato garantito libero accesso a chiunque. L’occasione della speciale festa open era la presentazione del suo terzo album, “Glocalizm vol. 1 – Samples, Traditionals & Folk!” (MòGlocal – Animamundi). Un collage sorprendente di ritmi ancestrali e tradizionali – tammurriate e pizziche – reinterpretati in chiave dub, trance, psichedelica e ragamuffin. Dalla “Tammurriata nera” di E. A. Mario (1944) alla serenata in greco antico “Matinata”, scritta a cavallo tra Otto e Novecento da Vito Domenico Palumbo, ogni traccia esprime passione, erotismo, senso e desiderio di comprendere in maniera moderna i segmenti della musica del passato. Dal vivo, Stefano Miele ha presentato alcuni brani del suo album, esibendosi al computer e alle macchine-effetti digitali. A supportarlo, le voci veraci di Brunella Selo (che ha riproposto la Tarantella del Gargano), Marcello Colasurdo – che naturalmente ha portato con sé una tammorra – e Rosapaeda, magnifica espressione del canto pugliese. A raccontare i retroscena e le tante ricerche alla base di questa particolare analisi ritmico-linguistica è stato lo stesso Miele, in compagnia del musicologo e compositore napoletano Pasquale Scialò e di Alex Giordano, responsabile dell’osservatorio sul marketing non-convenzionale Ninja Marketing.

ISO e’ il titolo del disco di Brunella Selo

Brunella Selo è una delle voci più interessanti uscite da Napoli. Una scuola, quella della città, notoriamente di grandissima tradizione, anche se oggi a corto di idee rispetto a qualche decennio fa. La ricordiamo nell’esperienza di Claudio Mattone Gruppo Aperto – ‘A città ‘e Pulecenella oltre che ne La cantata dei pastori sotto la guida di Roberto de Simone. Il grande pubblico la conosce per la partecipazione come vocalist di Nino d’Angelo al Festival di Sanremo alcuni anni fa, ma sostanzialmente rimane ancorata alla sua città, dove lavora anche come musicoterapeuta. Dopo vari anni di carriera ha deciso di dare alle stampe Iso, il suo primo lavoro solista. Non deve essere stata una scelta facile: la Selo (come pochi altri nomi in Italia) ha un grande potenziale che solo un mercato discografico poco propenso al rischio non ha sfruttato al meglio. Un disco dedicato alla cultura popolare, già toccata dalla cantante, avrebbe infatti trovato uno spazio più adeguato una decina d’anni fa seguito poi da lavori più sperimentali per la voce. Questo anche perché spesso e volentieri ci siamo trovati di fronte ad artisti che hanno recuperato moltissimo materiale trasformandolo con strumenti ormai di uso comune (violoncello, oud, bouzouki) e che troviamo in questo disco. È anche vero che la scelta effettuata dalla Selo è comunque coraggiosa, perché la sua Napoli compare solo in poche occasioni. Toltasi quindi in parte “la coperta di Linus” ecco che compaiono brani originali (in alcuni casi della stessa solista) e rielaborazioni; il sardo, il gaelico e il portoghese si accompagnano al napoletano e la voce preferisce privilegiare il lirismo piuttosto che la potenza timbrica. L’inziale Arvolera, Rosa Baccana e la rivisitazione della Tarantella del Gargano (che insieme a In galera li panettiere era ed è tutt’ora uno dei punti di forza della Nuova compagnia di canto popolare) sono sicuramente tra i momenti migliori di un album che è comunque ben costruito e dall’ascolto gradevole. Ma aspettiamo una nuova prova, magari interamente di brani originali.
Michele Manzotti

Scaramouche, folk’n’roll e commedia dell’arte

Scaramouche è il nome di una nuova band di «fiorentini importati dal Sud». Il gruppo è guidato dal pugliese Michele Lombardi, (l’agrigentino Pino Fidanza alla batteria) ed ha trovato nei Litfiba un autorevole «sponsor» per spingersi lungo la trafficata strada del «folk’n’roll». Nel disco di debutto, che prende il titolo dal nome della formazione, s’intersecano atomi di country, elettroni di gothic, briciole underground, coriandoli di jazz, stelle filanti di hard rock. A unificare i tasselli, la tradizione italiana (da Modugno agli Avion) e la commedia dell’arte, con personaggi che prendono vita in canzoni come
«La tarantella del gargano», «L’ultima mano», «Il netturbino», «Il presidente» (con citazione di Totò) e la stessa «Scaramouche».
La musica è ibrida al massimo grado che siamo riusciti a immaginare.
La ricetta è questa: prendi la musica cantautorale italiana e fagli un primo innesto con il folk (del sud Italia e non solo). Riuscito il primo esperimento, come un piccolo Frankenstein, bombarda di particelle il prodotto della prima fusione: ogni particella, un genere musicale. Un atomo di country, un elettrone di gothic, briciole di scena underground, coriandoli di jazz, stelle filanti di hard rock. Istanti metal, soul, progressive. Niente più che spezie, però: mai abusarne.
Ora che il mostro è stato creato, immergilo in un bagno chimico rock e lascialo marinare un bel po’. Estrailo, battezzalo Scaramouche e mandalo a giro per il mondo, sperando che non faccia troppi casini. O che li faccia, se preferisci.

Passione per la propria terra e per la musica come espressione dell’anima di cui la terra vive ed ha vissuto.
I Terranima nascono dall’incontro di musicisti professionisti i quali, spinti dalla passione di riscoprire la musica popolare incidono un cd intitolato La Tarantolata. Questo lavoro è il frutto di svariate esperienze musicali da cui i musicisti provengono. Come si evince dall’ascolto del cd, la musica tradizionale assume un carattere armonicamente elaborato di immediato impatto nell’ascolto.
Nel mese di Luglio 2006 la Band ha presentato il nuovo album dal titolo “Tarantè” distribuito dalla Venus di Milano.

La Tarantella del Gargano nei MusicaMusicanti il nuovo cd dei Musicanti del Piccolo Borgo

Non è facile ricreare su disco l’atmosfera, sempre magica, che avvolge musicisti e pubblico durante un concerto dal vivo. Pensare un disco e pensare un’esibizione dal vivo sono infatti due esercizi di creatività ben diversi, che nascono da motivazioni dissimili e vanno in direzioni spesso differenti. Individuare sistemi per ovviare a questa difficoltà è un impegno notevole, è un’esigenza che può sentire soltanto chi vuole privilegiare il proprio rapporto con il pubblico, chi ha capito che non ha alcun senso suonare per se stessi.

Stile, storia e musica alla Carpinese

"Siamo ancora qua. Noi, un tempo chiamati cafoni, perseguitati…ora richiesti in tutta Italia"
Antonio Maccarone 06-08-2006 Piazza del Popolo – Carpino Folk Festival XI edizione
Semplicemente Straordinari – Gli unici grandi maestri della tarantella del Gargano, grazie alla loro memoria non si sono perse nel tempo quelle tradizioni che hanno reso Carpino il punto di riferimento della musica popolare italiana.
Intorno a Sacco Andrea, scomparso quest’anno all’eta’di 95 anni, il piu’ grande interprete di tarantelle del Gargano, insieme agli anziani Antonio Piccininno, 91 anni e Antonio Maccarone, 87 anni, si raduna dal 1997 un gruppo di giovani diretti da Nicola Gentile. Nasce cosi il nuovo gruppo dei CANTORI DI CARPINO formato dai tre maestri e dai giovani musicisti e cantori che l’accompagnano, un "ensamble generazionale" che da vita ad uno straordinario concerto di musica etnica di valore internazionale e che testimonia il portentoso salto di generazioni che questa musica riesce a compiere. Una musica ancestrale che si offre al nuovo millenio come forma purissima, antica e dinamica.

Tel.+39 0884/900360–Fax.+39 0884/992979-Mail: booking@carpinofolkfestival.com

I prossimi appuntamenti dei Cantori di Carpino
OTTOBRE
14 FIRENZE (TEATRO FLOG)
17 FOGGIA FESTA CGIL

DICEMBRE
31 ROCCAMONTEPIANO (CH) AL BRANCALEONE

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