GRANDE PARTECIPAZIONE DELLA STAMPA NAZIONALE ED ESTERA ALLA CONFERENZA DI PRESENTAZIONE DEL PIANO STRATEGICO DI MARKETING TURISTICO DELLA COMUNITA’ MONTANA DEL GARGANO
“L’odore dei pini e dei gerani che si mescolava a quello del mare”. Questa la sensazione olfattiva con cui Renzo Arbore ricorda il suo tanto amato Gargano. Non è un caso infatti che proprio lui sia stato scelto come testimonial in occasione della presentazione del piano strategico di marketing turistico del Gargano, reso noto alla stampa anche internazionale, ieri a Roma presso la sede della Regione Puglia. Il progetto, promosso dalla Comunità Montana del Gargano e realizzato dalla società di consulenza turistica bolognese Econstat, vede i suoi principali punti di forza in interventi che riguardano i trasporti e le tecnologie. Il piano infatti oltre ad un servizio navetta dagli aeroporti di Bari e Pescara prevede, sull’esempio campano, la realizzazione del Metromare Gargano ossia di un collegamento via mare, almeno nel periodo estivo, tra le principali località costiere che risolva almeno in parte la problematica della mobilità interna , e la creazione di un unico portale web che dia tutte le informazioni necessarie a chi inserisce la parola “Gargano” in un qualsiasi motore di ricerca. Durante l’incontro, presentato dall’annunciatrice Rai Alessandra Canale e al quale ha partecipato anche il presidente della giunta regionale Nichi Vendola si è parlato anche degli eventi del gargano. Il progetto punta infatti sulla crescita del Folk Festival di Carpino con la partecipazione di artisti di provenienza sempre più allargata e sulla nascita di un Festival della letteratura americana che parta dal racconto “Monte Sant’Angelo” di Arthur Miller. Per il Gargano è dunque arrivato il momento della svolta. Pur restando ancorato al modello tradizionale è bene che risponda in modo più adeguato alle esigenze del mercato moderno, inducendo così i turisti a sceglierlo come meta, non solo estiva. Marzia Campagna
L’unica etichetta di popular music attiva a Cremona, “città della musica”, dopo l’ottimo ritorno sulle scene discografiche dello storico gruppo I Giorni Cantati di Calvatone, documenta l’esperienza di una giovane band originaria del Salento, terra salita in anni recenti alla ribalta delle cronache del folk (e non solo).
I Khaossia, sestetto che tradisce sin dal nome la sua vocazione ‘world’, prende spunto dal fenomeno dell’emigrazione per collegare idealmente l’esperienza di alcuni dei suoi musicisti, trapiantati a Cremona per frequentare la facoltà di Musicologia, a quella di Ignatius Jerusalem, maestro di Cappella del Settecento che dalla nativa Lecce emigrò per affermarsi in Messico come compositore di musica sacra.
Luca Ferrari
L’Ass. Culturale Carpino Folk Festival con la presente ringrazia il Presidente del Gal Gargano, Nicola Abatantuono, per l’attestazione di stima manifestata nei nostri confronti e si augura, e ne è certa, che saprà distinguere i giornalisti dai giornalai. Infatti l’Ass. ha manifestato amarezza per non aver visto finanziato un proprio progetto a cui tiene in modo particolare, ma nel nostro comunicato stampa (di cui è possibile leggere a questo indirizzo: http://carpinofolkfestival.splinder.com) non vi era da parte nostra nessuna vena polemica.Ufficio Stampa
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival
CARPINO (FG). Il Presidente del Gal Gargano, Nicola Abatantuono, interviene sulla polemica innescata dall’Associazione “Carpino Folk Festival” a proposito di un mancato finanziamento a favore della rassegna musicale che si svolge nella prima decade di agosto nel centro garganico. “Il Gal non ha mai boicottato il Carpino Folk Festival – ha precisato il presidente -, tant’è che abbiamo deciso di coinvolgere l’associazione nell’imminente gemellaggio con il Libano”. L’associazione Carpino Folk Festival ha recentemente partecipato ad un bando sulla promozione del territorio. La domanda è stata ammessa, ma non è stata finanziata per mancanza di fondi. “Il Gal – aggiunge Abatantuono – non elargisce contributi, ma è uno strumento che utilizza i finanziamenti comunitari per la promozione e lo sviluppo del nostro territorio, e nella valutazione dei bandi si avvale di una commissione di esperti che analizza le domande e stila una graduatoria ben precisa. Quindi non si può assolutamente affermare che il Gal Gargano ha boicottato il Carpino Folk Festival solo perché l’associazione non è entrata in graduatoria. A testimonianza che siamo vicini agli amici di Carpino, abbiamo coinvolto l’associazione nell’ambito dell’Asse 2 del Leader Plus (progetto di cooperazione traslnazionale che vede il Gal Gargano partner del Libano) che prevede l’abbinamento del Carpino Folk Festival con le attività culturali che si svolgono nella città di Byblos”. da garganopress
A quattro anni di distanza dall’omonimo album di debutto, ecco un nuovo disco di cover riarrangiate da una banda di ottoni e percussioni formata da musicisti giovanissimi, una trentina di elementi messi insieme dal maestro Luciano Russo, con la collaborazione e benevola protezione di Daniele Sepe. Questa volta non poteva mancare la magistrale versione della Tarantella del Gargano.
Una banda etno-metropolitana itinerante con un repertorio tra i più vari, divertenti e improbabili, che spazia da Nino Rota a Bob Marley, da Viviani a Prince passando per Jannacci e J. Brown; ed è proprio grazie a questa grande varietà che il nuovo disco la cattura fin dal primo ascolto, un risultato nient’affatto scontato per una banda di ottoni.
La Contrabbanda, nata d’impulso, durante un sogno su un tavolino di piazza Bellini, in un freddo febbraio del 2000, riunisce 26 ragazzi educati alla musica da Luciano stesso in una piscina senz’acqua.
L’ensemble napoletano è composto da non professionisti che suonano però sul serio, studiando e provando ore ed ore mossi da una sola pulsione – l’amore per la musica – ed un unico sogno comune quello di creare una grande banda metropolitana di strada.
Il GAL Gargano ha pubblicato le graduatorie dei beneficiari ammessi a finanziamento nell’ambito delle Misure del Piano di Sviluppo Locale. Non c’è il progetto dell’Ass. Culturale Carpino Folk Festival.
Il nostro progetto prevedeva di realizzare nell’ambito della XII edizione del Carpino Folk Festival un omaggio alla Tarantella del Gargano di modo da costringere tutti a rifare i conti con la tradizione di Carpino e dei comuni del Gargano, confrontandola con le tradizioni di altre aree geografiche dell’Italia. L’omaggio si doveva concretizzare nella realizzazione di una serata magica, in cui partendo dalle Terre del Gargano si voleva ripercorrere modi e forme espressive del patrimonio etnomusicale di gran parte dell’Italia che, nella pur grande varietà di espressioni regionali, sono comuni alla storia e alla cultura delle tradizioni popolari.
La serata magica, denominata “La Notte di chi Ruba Donne”, è quella in cui a Carpino si gira (va) per il paese a “fare innamorare le donne alla finestra", la notte dei sonetti fatti a serenate.
È questa la sezione del Carpino FOlk Festival in cui si intende dare ampio spazio alla musica popolare amata dagli studiosi, quella degli autentici interpreti, che in gergo sono definiti, “i cantori” o i “cantatori”. È in questa sezione che si possono realizzare le migliori condizioni per mettere a loro agio gli anziano cantori non abituati alla carnalità del grande pubblico che tuttavia con essi vuole ad ogni costo interloquire.
Niente da fare, il contributo richiesto al Gal Gargano per coprire i costi di questa notte magica non è arrivato – altri sono i progetti considerati prioritari dalla commissione di esperti chiamati a giudicare.
Ma tranquilizziamo tutti, l’Ass. Culturale Carpino Folk Festival pur fortemente amareggiata non demorde "La Notte di chi Ruba Donne" si farà lo stesso, non si può negare a Carpino, ai suoi Cantori e ai loro appassionati questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane. La scorsa edizione de La Notte di chi ruba donne ha registrato un’eccezionale successo di pubblico, portando migliaia di visitatori nel nostro paese testimone della maggior parte delle raccolte etnomusicologiche di maggiore rilievo operate sul Gargano, dando vita ad un’esperienza collettiva unica, che ha messo in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare di questo territorio.
Dite la vostra nella Comunità del Carpino Folk Festival
Foto di Angelo Tundis
Carpino vivrà dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare delle diverse località italiane.
"Da 11 anni – Luciano Castelluccia, direttore artistico – siamo impegnati a organizzare “Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni”, un festival che ha promosso nel mondo e non soltanto in Italia l’immagine del Gargano e delle sue “belle anime” e che ha nel contempo svolto una efficace azione di marketing, ma anche e soprattutto una sperimentazione di stili musicali, ritmici, culturali risultati essere di grande interesse per gli artisti e gli studiosi del settore. Oggi, però, l’Associazione è convinta che ci può essere e ci deve essere anche un altro modo per espletare la sua missione. E questo è l’altro versante sul quale intende concentrare l’attenzione. L’altro versante è quello della ricerca sul campo, che oggi, a differenza di decenni fa, si può fare e fare bene perché si hanno a disposizione tutta una serie di tecnologie che consentono di salvare quello che rimane del timbro, del ritmo, della fonicità dei nostri cantori.
Negli ultimi tre, quattro anni molti di questi custodi della musica e della cultura popolare sono già deceduti. Siamo oramai in una fase estrema: o questa fonicità che ancora rimane nel canto popolare riusciamo a salvaguardarla, a recuperarla attraverso le tecnologie, il “salvataggio tecnologico” oppure man mano queste persone anziane passeranno a miglior vita perderemo il testimone più importante, al quale fare riferimento per salvaguardare appunto questo patrimonio di cultura popolare e di musica popolare".
"Due grandi progetti – Mattia Sacco, presidente dell’associazione -, che speriamo ricevano subito l’approvazione, non solo della Regione Puglia, ma anche di tutte le altre amministrazioni locali, per poter pienamente realizzare quanto ci proponiamo di fare: da una parte la valorizzazione del patrimonio culturale delle nostre terre attraverso la XIIª edizione del Carpino Folk Festival e dall’altra la salvaguardia di questo immenso patrimonio attraverso la ricerca sul campo, la trasmissione alle nuove generazioni e la riproposizione di un repertorio contadino sempre più defunzionalizzato e a rischio di estinzione".
“Ho scelto Giuseppe Di Vittorio come testimone del mio nuovo lavoro discografico perché fu un bracciante, un sindacalista, un leader politico sempre a fianco delle classi lavoratrici, mai al di sopra. Un uomo straordinario, che è riuscito dove tanti hanno fallito, che ha saputo ascoltare le ragioni degli altri e scoprire i diritti di tutti. Un uomo nuovo, capace di lottare insieme al…
…popolo per rivendicare diritti che oggi giudichiamo inalienabili, che riuscì a dare dignità a un’intera classe di lavoratori”. È quanto espresso dal pianista e compositore foggiano Umberto Sangiovanni (nella foto d’apertura) in merito all’opera musicale “Calasole” , realizzata dallo stesso Sangiovanni con il supporto del progetto “Casa Di Vittorio” e prodotta da “Rai Trade” , opera dedicata a Di Vittorio e realizzata traendo spunto dalle poesie, dai canti e dalla tradizione bracciantile.
Premiati come Testimoni della Cultura Popolare lo scorso mese di luglio, i Cantori di Carpino sono diventati i Docenti delle Musiche e dei Canti Popolari del Gargano.
Dal passato al presente, dalla tavola alla cosmesi, dall’uso che ne facevano i nonni alle moderne degustazioni: Mattinata si candida a farti vivere e rivivere le mille emozioni e le tante proprietà benefiche dell’olio extravergine di oliva!