Se giugno è stato impagabile, settembre in Puglia si preannuncia particolarmente allettante. L’Assessore regionale al Turismo e Industria alberghiera, Massimo Ostillio, è raggiante, ma lo sono ancora di più gli operatori del settore. Il loro silenzio è molto più loquace di tanti proclami. In questi tempi, di solito, le lamentele scrosciavano. Le prenotazioni, invece per dopo agosto, fioccano come manna, gli indici di presenze s’impennano e le previsioni sono più rosee di un’aurora mediterranea.
Obiettivi e impegni, mirati sulla destagionalizzazione turistica della regione, cominciano a veder delinearsi i contorni di un risultato piuttosto apprezzabile. E se il buongiorno si vede dal mattino, l’impressione è che finalmente la svolta si stia per concretizzare. Non resta che lavorare duro, per consolidare il trend e strutturare un’offerta turistica, che non solo attragga meglio, ma riesca a trattenere viaggiatori, pellegrini, bagnanti, escursionisti e visitatori ancora più a lungo.
Le Cassandre, ferme sui loro pulpiti e abituate a lamentare gli eventi piuttosto che a determinarli, avevano dato spinta alle paure, diventando megafoni di previsioni catastrofiche, per improbabili modelli statistici di osservatorii, più o meno blasonati, come TelefonoBlu o Trademark. Nel frattempo, girando per le spiagge, chiedendo ai ristoratori di provincia, sondando gli umori dell’entroterra e tastando il polso agli albergatori in genere, si notava e si registrava un movimento insolito, per il mese di giugno e un’aspettativa alquanto ottimista per il prolungamento di stagione settembrina. L’esatto contrario del vuoto pneumatico degli anni scorsi, quando gli agenti di viaggio parlavano di stagione a gonfie vele (forse tradendo un’attenzione più outgoing che incoming).
La crisi, certamente, traccia un segno determinante sull’evoluzione del fenomeno. Meno viaggi all’estero, soggiorni più corti e recupero delle mete italiane e delle soluzioni di alloggio più a buon mercato. Ma soprattutto migliore organizzazione degli stessi italiani, quando e per quanto possibile, a programmare i periodi di ferie meno a ridosso del picco d’agosto. E ad assumere abitudini sempre più europee, come il frazionamento dei periodi di vacanza durante tutto l’anno: più volte e meno lunghi.
Anche per questo, risultano favoriti quegli operatori che meglio riescono ad adattare la proposta turistica, rendendone più flessibile il combinato di servizi, qualità e tariffe. Mantenendo adeguato il tasso di qualità del prodotto standard, intuendo che in periodi di crisi la leva tariffaria non può essere tirata troppo (o affatto), e investendo sull’allargamento, la diversificazione e la fidelizzazione della propria clientela.
In particolare, coltivando anche l’umiltà di imparare a vendersi meglio. Perché dal primo rapporto dell’Osservatorio nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri risulta che l’Italia, nel mondo della domanda turistica, è un prodotto molto desiderato, ma poco venduto. E in quella fiera ed orgogliosa consapevolezza, da "pelide Achille", della forza del nostro stivale, la Puglia ne rappresenta il tacco, il tallone. La parte, in realtà e al momento, più vulnerabile nell’immaginario collettivo internazionale.
Antonio V. Gelormini
E’ così dopo il caos di ferragosto e la grande affluenza di turismo sul Gargano, per questo fine stagione tutti ci aspettavamo il classico temporale di fine estate, quasi a sancire un’altra stagione ormai in chiusura, dove anche i più caparbi amanti del nostro territorio sentono affiorare il triste desiderio del rientro dalle vacanze, dove chi invece preferisce settembre per le proprie vacanze, prima di tutto si informa sulle condizioni metereologiche, le previsioni… pioverà o no?
Ma quest’anno il tempo è stato molto buono e generoso con il nostro territorio, ed ecco così che oggi 2 settembre stiamo ancora vivendo delle bellissime giornate dove il mare sembra chiamare… come una calamita, un mare e un clima splendidi che non passano inosservati o in secondo piano, ma che grazie a questa stagione prolungata sono ancora in grado di offrire tutti i servizi, dalle spiagge ai tour in barca, dalle coste alle gite nel meraviglioso Gargano interno, con pic nic in Foresta Umbra, escursioni in jeep, passeggiate nei sentieri e quant’altro.
Ma per il Gargano non basta madre natura, anzi paradossalmente sembra condannato, non si capisce bene da chi (visto che in questo caso madre natura non c’entra), a calamità architettate o addirittura a coltellate gratuite dove si potrebbe addirittura sospettare ad una volontà precisa di spostare il turismo in altri angoli del sud o della stessa Puglia.
Ora vi starete chiedendo che cosa io stia dicendo, o meglio, balenando, molto semplice sto parlando del temporale di fine estate scatenato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, dove puntualmente è stato sbattuto (come un mostro) in prima pagina il Gargano proprio in questo periodo che grazie al clima poteva ancora allungare la nostra stagione ed invece (tanto per tagliarci le gambe) usciamo in prima nazionale in copertina con un titolo da brivido "Gargano sotto mirino dei Nas, sigilli a campeggi!" Che roba signori!
Ero sul divano la sera prima dell’uscita del giornale, durante quelle ore notturne che trasmettono la rassegna stampa, direi più che appisolato, quando di colpo ho fatto un salto da ritrovarmi direttamente in piedi, la rassegna stampa (credo) del Tg5 che riprendeva la notizia con l’evidenziatore, l’interlocutore che accennava al nostro territorio dove le strutture turistiche presentavano grossi handicap, sigilli a campeggi, controlli a setaccio.
Dopo aver perso quel bel sonno che mi proiettava verso la mia notte, di buon ora esco a comprare il giornale per raccogliere notizie e precisazioni "sulla tragedia", continuavo a chiedermi cosa mai fosse successo, cosa avevano trovato i Nas, qual’era la realtà delle cose tanto da meritarci la rassegna stampa di Canale 5 conseguente ad un titolo in prima pagina del giornale tra i più autorevoli del sud.
In effetti dal titolo c’erano tutti gli ingredienti da meritarsi la prima pagina nazionale "Sigilli a Campeggi, strutture fuorilegge, da Vico a Rodi a Peschici", bene andiamo avanti, quindi leggo l’articolo all’interno. Ma ecco che più leggo e più il caso sembra ridimensionato, anzi sull’articolo ci sarebbe poco da dire, parla di
4 strutture del Gargano dove i Nas hanno riscontrato rispettivamente quanto segue; in due casi mal conservazione di cibo congelato, in un altro non c’era l’attacco della fogna, nell’ultimo un pozzo non idoneo.
Chiarisco, non ho nulla in contrario al lavoro dei Nas, anzi il nostro augurio è che continuino con i controlli tanto da migliorare le regole che lo stesso turismo chiede, l’unica cosa che mi sento di aggiungere a questo aspetto e che sarebbe ottimo se il proprio dovere non lo facessero solo i Nas.
Sì, perchè mi chiedo proprio se i signori della Gazzetta pensano anche loro di aver fatto semplicemente il proprio dovere o il dovere dettato da chissà quale regola giornalistica, magari interpretata in un giorno dove forse non avevano proprio altre notizie, o chissà per quale altra ragione è sfuggito a loro il senso delle cose.
Perchè dico questo? Lo dico perchè dopo la mia notte insonne dovuta al forte nervosismo mi aspettavo chissà quale "caso" tanto da meritarsi la prima pagina, mi aspettavo di leggere che avevano trovato topi in qualche struttura, oppure cibo avariato, magari qualche turista che avesse subito problemi di salute cibandosi di qualcosa inadeguato, invece cari signori niente di tutto questo, per il nostro caro e sballottato Gargano è bastato un semplice e doveroso controllo dei Nas, dove sono stati riscontrati piccole e migliorabili anomalie (in un caso si parla addirittura di bevande conservate in un garage, cosa che nella mia ignoranza poteva anche essere nomale) ecco sono bastati 20 chili di pesce e carne mal conservati, attenzione…non avariati, scaduti o non commestibili, nella nota dei Nas si precisa "mal conservati", ciò significa che potevano e dovevano essere conservati meglio, ma niente di più, ecco è bastato questo al Gargano per finire in prima pagina a caratteri cubitali sulla prima nazionale.
Così come è bastato che una struttura che non è un campeggio, avvalendosi di una zona terriera per dare servizi non proprio a norma, ha praticamente infangato tutta la categoria dei Campeggi: forse pochi sanno che il Gargano ne detiene il maggior numero in Italia, ma soprattutto è bastata la Gazzetta del Mezzogiorno che riporta la notizia in Prima "Sigilli a Campeggi", quando poi si trattava di un’unica struttura che come detto non è neanche un campeggio e che i sigilli non sono ancora stati messi. Provate a pensare di essere uno dei circa 200 proprietari di un campeggio del Gargano…. come la pensereste?
Cara Gazzetta rifletti, te lo dice un libero cittadino pugliese, rifletti sul tuo ruolo e responsabilità, rifletti sulle tante volte che tratti il turismo del Gargano in modo molto approssimativo, dove un giorno dici che c’è un calo del 20%, e dopo una settimana un altro redattore scrive che c’è il boom, rifletti su alcuni tuoi numeri dove allo stesso interno trovi una notizia con la freccia verso su e nello stesse pagine ne trovi un altro che dice il contrario.
Rifletti sui tuoi collaboratori delle redazioni locali, che a volte smentiscono quanto sostenuto il giorno prima, rifletti sul fatto che se davvero ti vuoi occupare del turismo del Gargano devi farlo fino in fondo, con persone preposte e informate davvero sui fatti e sui numeri, invece di dare in pasto ad una manciata di collaboratori numeri e notizie come se fosse wall street, dove le strutture turistiche una settimana prima sono in declino e poi una settimana dopo sono in forte ascesa… you will think about it!
Rifletti se è giusto che invece che mettere il coraggio di Nicola Vascello in prima pagina metti invece il faccione di Caparezza, anche perchè nei giorni successivi si è voluto solo smontare una notizia montata, si è voluto giustificare e dare voce ad altri personaggi che coinvolti direttamente nella questione hanno solo voluto buttare acqua sul fuoco alludendo che Caparezza è un personaggio alternativo, che la sua provocazione è a fin di bene, che lui ama la Puglia ma è il suo personaggio che invece ha voglia di rivendicare un affetto gridato, urlato, ma nello stesso tempo, cara Gazzetta e caro Caparezza, forse dimenticate che Caparezza non ha scelto l’ultima traccia del suo album, non ha cantato quella canzone in piazza a Molfetta con voce e chitarra, ma ne ha fatto una bandiera del suo nuovo album, "Vieni a ballare in Puglia" è un pezzo che nasce prima dell’estate, un pezzo volutamente strutturato per essere commerciale, un video che viene trasmesso all’infinito sui video canali, diciamo come stanno le cose, un’operazione altamente studiata a livello commerciale, quindi nessuno ci venga a raccontare che "Il Gargano brucia… e che in Puglia ti aspetta il Boia" solo perchè Caparezza è un personaggio alternativo. Riflettiamo. (Per chi non avesse seguito la vicenda qui il testo della canzone di Caparezza)
Oppure parliamo della leggerezza di un certo Ernesto Tardivo, che nella ricorrenza del 24 Luglio di Peschici, si sforza solo di dire che Peschici è uguale ad un anno fa, che il 24 Luglio 2008 sembra non rappresentare niente a Peschici, perchè l’abbandono è totale, lo stesso concerto di Arbore sembra un non evento, certo io ad esempio non sono stato d’accordo con premi a destra e manca. Secondo me andavano solo premiati i cittadini, gli altri ritengo che hanno fatto solo il loro dovere, ma a parte questo, avrei preferito vedere un pò di affetto e di amore almeno per rispetto ai cittadini di Peschici e alla stessa ricorrenza, magari allo stesso Arbore che sempre si è reso disponibile per noi garganici, invece quel redazionale fondamentalmente voleva dire che chi non andava a Peschici non si perdeva niente… compreso l’orchestra Italiana.
In compenso pero il nostro caro Tardivo l’affetto lo dimostra eccome per una struttura privata del Gargano, il club naturalistico FKK, dove addirittura, oltre alla prima pagina di Capitanata, vengono dedicate due intere pagina (la seconda e la terza) a questo angolo di Paradiso presente nel Gargano. Niente di male e niente in contrario ma poi qualcuno ci deve spiegare perchè allora il "Marechiaro" finisce sul giornale nazionale per un semplice controllo dei Nas ma mai un trafiletto di come abbia sollevato i servizi di San Menaio, dove grazie a loro e ad altre strutture turistiche oggi San Menaio offre diversi servizi che diversamente e anche i giovani sarebbero costretti a mettersi in macchina per andare a cercarli chissà dove; animazione in spiaggia, self service, gite ed escursioni, discoclub serale… tutto questo è grazie al Marechiaro e ad altri operatori.
Ma non c’è bisogno che difenda gli operatori. Basterebbe pensare che ogni anno che ho pubblicato la guida Tuttogargano, strumento identificativo del territorio e punto di riferimento di turisti, se non facevo almeno 10 telefonate il mio piccolo e umile trafiletto sull’uscita di Tuttogargano non era possibile averlo poichè veniva considerato pubblicità.
Cara Gazzetta accetta la critica e mi auguro che tu sappia ben interpretarla poichè noi garganici stiamo solo difendendo l’amore per la nostra terra e perchè no i nostri interessi, come presidente dell’Associazione "Io Sono Garganico", posso solo dare il massimo della disponibilità a fornirvi dati e numeri reali e concreti per poter migliorare l’informazione che è di tutti, come associazione possiamo solo augurarci che venga colto lo sdegno e non la critica poichè sappiamo che gestire un grande giornale non è affatto facile e come l’esperienza mi insegna, a volte i migliori consigli si nascondono dietro una critica apparente.
Cari operatori turistici ora sapete altro, se qualche vostro ospite vi chiede un cornetto alla crema attenzione che non sia al cioccolato, a questo punto rischiamo di uscire in prima anche per questo.
Gaetano Bertoud
Presidente dell’Associazione "Io Sono Garganico"
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A TUTTI I NAVIGANTI!
29 agosto 2008: un giorno da ricordare. “Signori, ce l’abbiamo fatta!”: è nata l’Associazione Culturale “Punto di Stella”
29 agosto 2008: un giorno da ricordare. Uno di quei giorni in cui ti auguri che l’ispirazione ti stia accanto e si manifesti in forme tali da farti scrivere l’articolo dell’anno, sospingendoti verso la meta del premio giornalistico più importante della terra. E poi, molto semplicemente, non ti viene che annunciare, altrettanto semplicemente: “Signori, ce l’abbiamo fatta!” Il progetto che avevamo in testa da tempo è andato in porto: è nata l’Associazione culturale “Punto di Stella”!
Superando la terza parte della locuzione – facilmente riconducibile a testimonianze cartacee e mediatiche di recente costituzione e fra breve anche “ri”costituzione per cause non dipendenti dalla nostra volontà ma effetto di comportamenti lontani un milione di anni-luce dalle nostre ottiche di vita – soffermiamoci un attimo sulle prime due, “associazione” e “culturale”, entrambe divenute nel tempo ambigue, distorte dalla loro inflazione e dal loro ricorso a situazioni che non hanno nulla di associativo o associazionistico, e di culturale. Nel nostro caso, al contrario, l’intenzione è di riconquistarne il significato che compete loro perché le energie che sono in noi e in chi ha voluto costituire il sodalizio sono fuori discussione.
Anche se le mille 669 parole che compongono lo statuto (postato nella categoria ULTIME DAL PALAZZO, nel qual caso il “palazzo”… è il nostro; ndr) appariranno viete e di routine, pure dietro ciascuna di esse c’è una sofferta e ponderata misurazione e valutazione del vocabolo, dell’aggettivo, del verbo, finanche delle congiunzioni scelte e utilizzate. Ergo: nel momento in cui sono state vergate hanno riassunto il loro autentico significato, non solo, ma anche sintetizzato – ci auguriamo felicemente – l’obiettivo-principe, anzi “gli” obiettivi-principe della neonata “Punto di Sella”: valorizzazione del territorio, considerato nelle sue decine e decine di sfaccettature, finalizzata al recupero integrale delle tradizioni, e – tenetevi forte – “destagionalizzazione”!
“Destagionalizzazione”, altro sostantivo inflazionato, non dalla sua puntuale traduzione in fatti ed eventi, ma dalla sistematica impotenza a realizzarla, incapacità a vivificarla, indecisione a fornirla di linfa vitale. Le attività fondanti dell’associazione, infatti, saranno informate a richiamare – pur con il coacervo delle difficoltà logistiche e strutturali (di collegamenti e trasporto, viabilità e velocità di raggiungimento) di un territorio abbandonato a se stesso – i nostri vicini dell’entroterra subappenninico, dell’irpinate, delle aree murgiano-salentina e lucana, prima, poi dei flussi turistici organizzati provenienti da zone sempre più lontane, nelle fasce temporali “morte” di una stagionalità allargata. E creare così nuove “stagioni” per il nostro territorio che non siano più la sola estate o scampoli primaveril-autunnali, ma l’enfatizzazione di periodi altrettanto suggestivi e accattivanti, per l’offerta variegata di colori, profumi, attrazioni, festività, consuetudini, diversi e diversificati a seconda degli eventi aggreganti di popolazioni che sanno ancora stare insieme esaltando la personale abilità genetica a creare momenti di allegria e, perché no, nuove dimensioni.
Non sarà facile, lo sappiamo, ma per “forma mentis” miriamo alto per colpire a mezz’altezza; non sarà tutto scontato, ce l’abbiamo in preventivo, ma solo chi non fa non produce (… e non sbaglia!) e noi intendiamo produrre (… e, possibilmente, sbagliare poco!).
Piero Giannini
Ecco la festa che tutti i garganici doc aspettavano… ritorna la festa della Foresta Umbra, la festa della natura, delle tradizioni.. del folk.. del Gargano.. ricordiamo la prima edizione del Festival intitolato “Umbra Forest Folk”.. non poteva di certo mancare il folk.. che per questa occasione di sposta in foresta.. invitiamo quindi i membri di "Io sono Garganico" e tutti coloro che volessero venire, il 7 settembre, presso il piccolo laghetto… ad allietare la giornata prodotti tipici garganici.. con stand e grigliate.. allora: 7 settembre 2008.. ore 14.00.. laghetto UMBRA.. vi aspettiamo TUTTI… ps. IO sono GARGANICO e TU?
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Telenorba partner ufficiale 2008 del Carpino Folk Festival, è la tv fra le prime dodici TV Locali più seguite in Italia che copre l’intero territorio di Puglia, Basilicata e Molise, e parte di Calabria e Campania, per un totale di oltre 6 milioni di abitanti.
Lo speciale sarà incentrato sulla serata del 06 Agosto 2008 e su "Scusë Nënellë se lu cantenë a malë" il progetto musicale curato da Enrico Noviello
La serata comincia e finisce con rievocazioni sonore della figura del grande musicista tradizionale di Carpino, Andrea SACCO, cui alcuni dei musicisti erano particolarmente legati, e si snoda tra le principali forme di canto e di musica della regione pugliese.
Si alternano sul palco e si accompagnano reciprocamente vecchi e giovani suonatori e cantatori di diverse aree: Gargano, Salento, Murgia.
Caratteristica comune a tutti gli esecutori più giovani, e dunque non interni alla tradizione contadina, è da una parte l’amicizia con i più vecchi, dall’altra la vocalità e la affinità stilistica musicale: voci piene e non edulcorate, stili essenziali con arrangiamenti praticamente inesistenti.
Prodotto della serata, diverse ore di musica tradizionale eseguita all’antica, con una preponderanza delle voci gridate e dei ritmi da ballo di pizziche e tarantelle, per una sera proposti al pubblico senza rinforzi di batterie, bassi elettrici o tamburi estranei alla tradizione musicale pugliese.
Antonio Piccininno Cantatore e Raccoglitore dei Canti Popolari di Carpino

Antonio Piccininno, Piccëninnë, nasce il 18 febbraio 1916 a Carpino, in provincia di Foggia. Pastore e, contadino, con le sue novantadue primavere rappresenta, oggi come oggi, una delle personalità più interessanti, autentiche e complesse della tradizione musicale del Gargano. Cantatore eccellente, tra i più anziani del paese, porta con sé un bagaglio di conoscenze che lascia quale eredità culturale alle nuove generazioni. La sua testimonianza di vita, la sua interpretazione canora e la sua raccolta di canti sono punti di riferimento imprescindibili per un’adeguata comprensione della sua unicità. Il suo percorso si colloca in un ambito intermedio tra oralità e scrittura, frutto di stratificazioni in progress di apprendimento, dalla fase mnemotecnica orale del periodo giovanile, alla fase della partecipazione diretta ai riti collettivi delle serenate e dei balli (quando non ancora defunzionalizzati), alla fase dell’appropriazione autodidattica della scrittura per la raccolta dei canti popolari.
Questo libro vuole essere un omaggio di chi l’ha frequentato con amicizia per quasi un quarto di secolo. Al suo interno sono stati riportati i manoscritti originali della sua autobiografia e del suo ultimo quaderno di raccolta dei canti popolari di Carpino. Allegato un CD musicale con 38 brani della tradizione carpinese da lui interpretati tra cui la ninna nanna, sonetti d’amore e di disprezzo nelle varie forme di tarantella, il canto religioso del Venerdì Santo (in cui Piccininno canta e si accompagna con la chitarra francese).
BRANI CD
01. Ninnë ninnë ninnë ninnë nanno (2:48)
2. Accomë j’èja fa’ p’amà ’sta donnë (2:25)
03. Rosa roscë e culurita bellë (1:29)
04. Turtarellë che ha persë lu cumpagnë (1:34)
05. Lucë lu solë quannë iè bontempë (1:48)
06. Ejë camënatë lu munnë a palmë a palmë (1:38)
07. Cë sta ‘na donnë a qua fa li cavzettë (1:58)
08. Che stratë alluttë alluttë Nënnella bellë (1:50)
09. Donnë che sta’ ‘ffacciatë a ‘ssa fënestrë (1:44)
10. Tridëcë stellë portë la Puddarë (2:26)
11. Bellë che da Napëlë songhë vënutë (1:47)
12. Non m’importë che si’ piccolë ma si’ bellë (1:43)
13. Vurrijë dëvëntà nu pazziarillë (2:20)
14. Allu spuntà lu solë veji ‘na donnë (2:38)
15. J’èjë truatë la stratë dëlla fatë (2:07)
16. Nu jurnë më në jittë marë marë (1:43)
17. Fënestrë falla tu l’ammasciatorë (1:29)
18. Sopë a nu montë javtë jescë lu solë (1:30)
19. Mille bongiornë a te primë arruuatë (2:58)
20. Che dei Nënnellë che të vejë afflittë (2:23)
21. Stënuccë dëllu corë tu si’ l’affettë (1:43)
22. Nu jurnë andajë a caccià ‘na donna unestë (1:49)
23. Questë iè la stratë dëllu nobëlë fiorë (2:09)
24. Vidë quantë n’èji vistë ‘sta matinë (1:50)
25. Puntë songhë arruuatë a ‘stu palazzë d’orë (1:44)
26. Nënnellë che bellu sonnë songhë sunnatë (1:35)
27. Bella donnë che sta’ javtë a supranë (1:48)
28. Rëndënellë che spacchë lu marë (2:04)
29. Alla larghë alla larghë tuttë a qua ‘tturnë (1:47)
30. Vidë che bella lunë che belli stellë (1:20)
31. Occhji nerë capillë castagnazzë (recitato) (1:16)
32. Occhji nerë capillë castagnazzë (1:47)
33. Saccë nu sunettë alla traversë (1:39)
34. Vurrijë che chiuvessë maccarunë (1:59)
35. Nu jurnë andajë a caccià li cardillë (1:57)
36. E jè Vënardija Sandë (3:44)
37. Faccë dë rumungellë ‘ngiallanutë (1:22)
38. Omënë pë’ femënë ji songhë natë (2:06)
Per contatti:
Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata
Via Gioielli n.15 – 71010 Rignano Garganico (Foggia)
Cell. 333/2308282- E-mail: info@folkloregargano.com
E’ on line il Gargano Nuovo di Agosto, potete leggerlo o scaricarlo qui, in formato PDF:
http://files.splinder.com/a8da54d5bdd18fc231431917ce438e2b.pdf
“Caro Gargano Nuovo,
Tu non sei una cosa con i limiti materiali della carta che ti ospita! Non sei una cosa finita, come un giornale, un romanzo, un film, una vita! Tu trascendi tutto questo: sei l’amore del figlio per la propria madre, una fiamma che è destinata a splendere e scaldare nel tempo, oltre la vita del singolo, finchè questa terra avrà un figlio che si riconosce come tale, e non se ne vergogna!”.
Così Antonio Flaman, presidente dell’Associazione “Il Gargano Nuovo” racconta una storia centenaria iniziata a Monte Sant’Angelo con “Il Gazzettino del Gargano”, l’11 novembre 1900 per merito di Michele Flaman. Diretto da Filippo Ungaro, con la collaborazione di Ciro Angelillis, il quindicinale, venduto a 10 centesimi, si proponeva di “… conquistare ciò che spetta a questi luoghi, … per l’elevazione del nostro promontorio benedetto da Dio e dimenticato dagli uomini”. La pubblicazione, interrotta nel 1914, riprese nel 1950 col nome di “Gargano”, organo di stampa dell’Associazione “Rinascita Garganica”, grazie a Giuseppe D’Addetta, e durò fino ai primi anni Settanta.
Dopo qualche anno, nel 1974, alcuni giovani intellettuali vichesi raccolsero la “fiaccola”. Venne costituita l’Associazione “Il Gargano Nuovo” e ritornò in edicola il periodico omonimo, “quale mezzo di incontro, di dibattito e diffusione, per la crescita culturale e sociale … per sensibilizzare e per favorire la ricerca, gli studi, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnologico, ambientale e naturale del Gargano”.
Edito in Vico del Gargano, il giornale è stato sempre presente nei dibattiti, man mano accesisi, sul futuro del promontorio. Flaman ricorda con orgoglio l’epoca dell’impegno in difesa dell’ambiente e per l’istituzione del Parco Nazionale, che valse all’Associazione un premio di 500mila lire, conferito dall’allora presidente della provincia Kuntze e dall’assessore Matteo Fusilli. Erano i primi anni Ottanta, “… in questo campo c’era il vuoto. Oggi, proprio attorno al Parco, tanti ecologisti, naturalisti, opportunisti… Come può il Presidente Fusilli ricordarsi di noi?”
Ma il giornale, quasi ignorato da amministrazioni locali, professionisti, commercianti e operatori turistici, deve la vita all’amore per la propria terra degli uomini dell’Associazione, della redazione e ai collaboratori. Oltre alle “firme”, già citate delle prime due edizioni, Flaman ha ricordato gli attuali più assidui sostenitori della “identità garganica”: Filippo Fiorentino, Felice Clima, Enzo Lordi, Leonardo Augello, Francesco Ferrante, Giuseppe Piemontese, Giacomo Aliota, Teresa Rauzino e altri, sparsi per il Gargano e oltre.
Voci dal promontorio, che nelle sue pagine hanno profuso garganicità, mai campanilismo. Al caro Gargano Nuovo, mille di queste voci!
Silverio Silvestri (da puntodistella.it)
Oggi segnaliamo il sito della Marina di Rodi Garganico,dove possiamo vedere il plastico del porto ad oggi in fase di costruzione e scoprirne i dettagli tecnici ed i servizi che fornirà al suo completamento (tra i quali connettività internet wifi a banda larga).Inoltre il sito ci informa sulle tariffe degli affitti per le postazioni dei natanti.Un bel progetto,ma se ne sentiva veramente il bisogno?