Dal 26 ottobre al 8 novembre 2007 tra Foggia, Cerignola, Apricena, San Paolo di Civitate
Il progetto “leggere la fatica di leggere“ è nato nel 2006 a Cerignola: terra di Nicola Zingarelli, autore del Vocabolario della lingua italiana, e terra di Giuseppe Di Vittorio che con un vocabolario cominciò la sua battaglia contro le ingiustizie e lo sfruttamento dei braccianti agricoli.
Quest’anno è proprio la musica il filo conduttore del progetto, interpretando e sostendendo argomenti quali l’emigrazione, i canti sociali e politici, la storia e all’epopea del movimento bracciantile con Giuseppe Di Vittorio.
Il progetto si estende anche territorialmente – su proposta del Comune di Foggia e del suo assessorato alle politiche giovanili – dal Basso all’Alto Tavoliere (Cerignola, Foggia, Apricena, San Paolo di Civitate). Ogni territorio, ogni comunità ha una sua storia e una sua identità e queste nella musica spesso si raccontano e rappresentano. “leggere la fatica di leggere“ compirà quest’anno un viaggio geografico e un viaggio nei generi -la musica popolare dal canto sociale e politico alla musica jazz e contemporanea-; nelle modalità di rappresentazione -presentazioni di libri, letture con musica, presentazioni multimediali, concerti; nelle differenti culture del cibo e dei prodotti genuini. Uno spazio particolare sarà organizzato per i giovani autori con letture e presentazione di inediti letterari. Partiamo da San Paolo di Civitate dove la cultura del movimento bracciantile ha permeato la storia dell’intera collettività; passiamo da Foggia città capoluogo al centro del Tavoliere, luogo di incontro di culture diverse, città di migranti e di immigrati; proseguiamo per Cerignola, in cui la cultura e la storia delle classi popolari si sono rispecchiate nella storia personale del grande sindacalista Giuseppe Di Vittorio, del quale proprio quest’anno il 3 novembre ricorre il 50° anniversario dalla morte; concludiamo ad Apricena, città natale di Matteo Salvatore, che attorno ai temi della musica popolare sta sviluppando un progetto autonomo di identità e cultura.
Gli incontri sono organizzati in luoghi differenti: uno stabilimento tipografico, una segheria della pietra, in un conservificio oleario, in una scuola elementare. Al termine degli eventi al pubblico presente saranno offerti prodotti della gastronomia locale, mentre nello stand dei libri saranno offerte proposte librarie con particolare attenzione ai temi e agli autori ospiti.
S. Donato Valcomino (FR). Attorno ad un bicchiere, racconti di cinema, letteratura e vino
Dialoghi sulla letteratura e sul vino: tanti modi di declinare la parola «vino», tra racconti, testimonianze, confessioni di autori italiani contemporanei. Affabulazioni seriamente divertite, o scherzosamente serie, su una gloria nazionale che è anche e soprattutto discorso sulla natura, la storia, i sentimenti, l’immaginazione del bere, su una delle libertà di essere e di esprimersi. Storie di luoghi, intrecci di vite e vitigni che hanno cambiato le strade degli uomini. Testimonianze di viaggi in Italia e nel mondo alla ricerca del senso della vita in un calice. Il senso in un odore, in un colore, in un sentore.
20 OTTOBRE 2007 – CINEMA E MUSICA
ore 19.00 Visioni: Craj – di D. Marengo
Quid Pro Quo – di J. Bellavista Caltagirone con Luciano Castelluccia e Alessandro Sinigagliese dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
ore 20.00 Dialoghi: Il ragno e il serpente ovvero la taranta e lo scorzone
Suoni: I Cantori di Carpino
ore 21.00 Visioni: Pizzicata – Intervista a E. Winspeare
Sangue Vivo – di E. Winspeare
“CRAJ” è un viaggio ideale attraverso la terra e la musica popolare della Puglia, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano verso il profondo sud della Puglia. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino, Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena in provincia di Foggia, recentemente scomparso, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.
Quattro maestri ottantenni che con la loro musica travolgente e commovente, e con il racconto diretto della loro storia e della loro vita, ci aprono le porte di una tradizione che fa incontrare l’antico e il moderno e che ancora ha molto da insegnare.
E’ un viaggio nella memoria che vuole restare nel Domani, come una necessità incontrollabile. Una grande, indimenticabile, festa popolare.
L’Anas ha infatti inserito nel piano degli investimenti 2007-11 del contratto di programma sottoscritto con il Ministero delle Infrastrutture, il finanziamento del completamento della strada statale 693, la strada a scorrimento veloce del Gargano. Una prima tranche disponibile per la realizzazione dell’importante opera pubblica è individuata nel piano ed è pari a 21.197.237 euro. L’accordo Ministero-Anas prevede anche che le somme non utilizzate per i progetti vengano destinate ad altri. In sostanza, oltre ai 21 milioni di euro nel periodo 2007-11, la strada a scorrimento veloce, potrebbe beneficiare di ulteriori stanziamenti persi da altre progetti non finanziati.
Il 7 luglio scorso fu proprio il presidente della provincia Stallone a presentare in consiglio provinciale lo studio di fattibilità per la strada a scorrimento veloce del Gargano, che prevede un’infrastruttura della lunghezza complessiva di 11 chilometri e 650 metri, divisa in due tratti che consentiranno che la strada a scorrimento veloce colleghi Vico del Gargano a Mandrione (Vieste). Costo complessivo del progetto: 144 milioni di euro. L’infrastruttura avrà due corsie (di 3,75 metri ciascuna) e 2 banchine (1,50 metri). "Abbiamo ottenuto una prima significativa vittoria. La realizzazione di quest’opera rappresenta una svolta per i processi di sviluppo inerenti il Gargano e tutta la Capitanata. Il nostro impegno sarà quello di utilizzare subito e proficuamente questa prima tranche di finanziamenti per portare in porto positivamente questo fondamentale traguardo", questo il primo commento del presidente Stallone.
Una brochure turistica fatta da scrittori, registi e musicisti
Percorsi alternativi, spesso fuori dai tradizionali tour frutto di ricordi e ispirazioni
di Francesca Limongelli del La Repubblica di Bari
Gli occhi dell´artista, di chi è abituato a lavorare con le immagini, con il corpo o con le parole, possono svelare potenzialità nascoste dei luoghi osservati. Dare vita a letture che poco hanno a che fare con cartoline e moltissimo con le percezioni e le sensibilità di chi ha fatto dell´arte la propria vita. Come appunti personali presi su un taccuino di viaggio, i percorsi suggeriti dalla neonata guida "Itinerari d´autore in Puglia" raccolgono impressioni di personaggi la cui professione non c´entra assolutamente con le varie Lonely Planet. Fanno il regista, la ballerina, la giornalista, il musicista, lo scrittore, l´architetto, la gallerista e la designer e hanno aderito al progetto editoriale ideato da Doriana Cisonno e Naniskjia Carrieri, con il supporto dell´assessorato al turismo della Regione. Sono Alessandro Piva, Nicola Conte, Elisa Barrucchieri, Gianrico Carofiglio, Anna Dello Russo (direttore editoriale della rivista "Vogue"), Marilena Bonomo, Regina Gambatesa (designer di gioielli) – e Peppino Campanella, architetto e scultore.
Testimonial d´eccezione, hanno accolto l´invito di proporre i loro itinerari rispondendo alla richiesta dei committenti di offrire degli scenari che uscissero dai percorsi più tradizionali per svelare pezzi di regione a volte fuori dai circuiti classici. In italiano e in inglese la guida è stata distribuita nelle maggiori catene alberghiere nazionali e internazionali, nei musei, nelle grandi agenzie di viaggio e gli stessi itinerari saranno presto consultabili sul portale per il turismo della Regione, http://www.viaggiareinpuglia.it. E se la stagione estiva è ormai lontana, l´operazione vuole andare a collocarsi proprio nella direzione di quella «destagionalizzazione dell´offerta turistica» auspicata dall´assessore Massimo Ostillio.
Dal Gargano al basso Salento, la guida presenta un percorso ordinato la cui prima tappa è affidata ad Alessandro Piva. Il regista barese d´adozione si è spostato tra i laghi di Lesina e Varano, Rodi Garganico, Peschici, le Tremiti, Monte Sant´Angelo e Mattinata: «Ho voluto invertire la mia solita rotta e spostarmi verso Nord piuttosto che a Sud» spiega e racconta di un Bosco Isola di «innegabile bellezza, seppur quest´estate toccato dagli incendi». Tra Torremaggiore, San Severo, Lucera, Bovino, Orsara e Barletta si è mosso invece lo scrittore Gianrico Carofiglio, sedotto da luoghi «dove il tempo sembra essersi fermato» e la cui storia passa dalle vicende dei Templari, di Federico II, ma anche dai vini e dall´arte dell´800. Le terre degli svevi (Minervino Murge, Altamura, Castel del Monte, Andria, Trani, Ruvo, Bitonto e Bari) sono state anche l´oggetto dell´intervento della gallerista Marilena Bonomo, mentre il musicista Nicola Conte ha girato sulle orme dei Messapi fra Taranto, Grottaglie, Crispiano, Manduria, Massafra, Laterza, Manduria e Avetrana. La luce «calda, densa di nostalgie» ha ispirato il viaggio in Valle d´Itria della giornalista Anna Dello Russo, mentre la designer di gioielli Regina Gambatesa ha scelto il Brindisino. Le bellissime ville liberty di Nardò hanno segnato l´inizio dell´itinerario nell´alto Salento di Elisa Barrucchieri della compagnia Res Extensa, penultima voce prima della chiusura affidata all´architetto Peppino Campanella. A lui il compito di fermarsi a Otranto, «la città più orientale d´Italia».
E’ stato lungo il cammino che ha portato al nuovo album di inediti dei Radiodervish, L’immagine di te, preceduto dal singolo omonimo che ronza nell’aria da qualche settimana.
Un lavoro che arriva sei anni dopo Centro del Mundo, ancora oggi un gioiello del pop italiano più obliquo e meno massificato, e a tre da In search of Simurgh , che era invece un concept che prendeva le mosse da un poema mistico-filosofico della cultura persiana del ‘300.
Nel mezzo, l’omaggio a Domenico Modugno della particolare Amara terra mia, una lunga attività live, praticamente senza interruzioni, e la definizione di un ensemble praticamente stabile intorno alla voce di Nabil ed alle chitarre di Michele Lobaccaro, con Alessandro Pipino alle tastiere, Anila Bodini agli archi e Antonio Marra tra batteria e percussioni varie.
«Volevamo recuperare – dice Michele – un linguaggio musicalmente pop che fosse immediatamente comunicativo, cercavamo leggerezza senza perdere in complessità. Alessandro Pipino si è aggiunto naturalmente a noi due nel processo creativo, mentre alla fine, col materiale già registrato e arrangiato, è emersa la necessità di trovare linguaggi forse non esattamente nelle nostre corde. Così è venuto naturale rivolgerci a produttori d’eccezione come Franco Battiato e Pino Pinaxa Pischetola». Già il titolo sembra contenere la suggestione dell’album, il tema attorno al quale ruota «L’immagine di te».
«E’ vero, quell’immagine ha un senso allargato, sottintende anche al nostro cambio di immagine da duo a gruppo assestato.
Ed è vero che ci piace giocare intorno ad un vecchio detto arabo che dice più o meno che la verità è uno specchio caduto e frantumato. Ognuno crede che il frammento che ha raccolto rimandi l’immagine della verità ed invece la verità è solo l’insieme di tutti quei pezzi sparsi. E il tema del doppio è sempre affascinante». E musicalmente, da dove siete partiti, per approdare dove? «Volevamo uscire dallo stereotipo che ci relegava un po’ nelle categorie esotiche, etniche. Pensiamo semplicemente ad una musica contemporanea per una società che cambia, sempre più aperta al mondo, al nuovo, al diverso da sè. Un primo passo per la nuova musica italiana».
Caparezza, Alessia Tondo. due collaborazioni che segnano l’album.
«Quello con Caparezza – spiega Nabil – non è stato un incontro immediato, anche se ne parlavamo da tempo. Poi invece, quando Michele ha preso a muoversi nel suo mondo all’interno del mondo Radiodervish, tutto è fluito naturale. E Babel è già passata per esempio nella selezione radio di Alessio Bertallot, che è sempre attentissimo al nuovo. Quanto ad Alessia, benché giovanissima, (ha solo 16 anni) ha un talento che è impossibile non notare. La traduzione in griko di Yara è venuta da Gianni De Santis e siamo molti soddisfatti del risultato» .
Ma com’è la vita da italiano (Nabil ha ottenuto la cittadinanza da poche settimane)?
«Lo shock più grande è stato veder strappato sotto i miei occhi il permesso di soggiorno, che per 25 anni è stato il mio unico strumento di salvezza, come per tutti gli immigrati – conclude Nabil – Non ho ancora ben messo a fuoco il mio status, so solo che è la prima volta che io, palestinese nato profugo in Libano, ho un’identità precisa: cittadino italiano ed europeo.
Non è facile, per chi nasce in un paese radicato e libero, capire cosa significhi, ma io lo so bene e non potrò mai dimenticarlo».
L’assessore regionale al turismo Massimo Ostillio, che aveva deciso di sopprimere le Apt, fa marcia indietro e concede una proroga fino al 30 giugno 2008. Altri nove mesi, dunque, per non far morire il turismo, fiore all’occhiello dell’economia pugliese, nell’attesa del riordino complessivo del sistema turistico pugliese. Una decisione che giunge dopo gli appelli degli esercenti e delle pro loco pugliesi, e soprattutto dopo il documento approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di Foggia, in cui si chiedeva proprio di non sopprimere l’Apt foggiana, retta da Nicola Vascello. E proprio il commissario dell’Azienda di Promozione Turistica di Foggia, si è detto "Lusingato dal provvedimento del consiglio provinciale: è’ un atto che significa che il lavoro svolto in questi due anni – ha aggiunto Vascello – è stato apprezzato dalle forze politiche di maggioranza ed opposizione. La propoga di nove mesi ci inciterà a fare ancor di più per il nostro territorio, che ha risorse immense che necessitano continuamente di essere supportate e valorizzate".
Presentato oggi dall’assessore al Turismo Massimo Ostillio il volume Itinerari d’Autore in Puglia, a cura di Eventi d’Autore. Il volume è una vera e propria guida turistica, con percorsi tra arte, cultura, artigianato e enogastronomia. In Presidenza, oltre all’assessore, hanno partecipato anche Doriana Cisonno e Nanijska Carrieri, curatrici degli otto itinerari (in italiano e inglese) descritti da otto testimonial come Anna Dello Russo, direttore editoriale di Vogue; Alessandro Piva, regista, Elisa Barucchieri, ballerina, Gianrico Carofiglio, magistrato e scrittore, Nicola Conte, musicista, Marilena Bonomo, gallerista, Regina Gambatesa, designer di gioielli, Peppino Campanella, architetto e scultore. “Otto talenti artistici pugliesi, di fama nazionale ed internazionale a testimonianza di un indiscusso risveglio culturale – scrivono i promotori dell’iniziativa – le loro emozioni narranti, i loro appunti di viaggio – veri e propri carnet de voyage – e insoliti scatti visivi e fotografici accendono la curiosità del viaggiatore lasciando assaporare lentamente il profumo e i colori di Puglia”. Le guide saranno distribuite in alberghi e masserie pugliesi a 4 e 5 stelle, in gallerie e musei, a tour operator,a agenzie di viaggio e durante le fiere di settore come la Bit. Insieme alla guida, anche una raccolta di cartoline d’autore. L’obiettivo è quello della destagionalizzazione del turismo pugliese, ancora troppo ancorato al turismo balneare. “siamo su una buona strada – ha dichiarato l’assessore Ostillio – la Puglia è l’unica regione meridionale che non ha subito decrescita di flussi quest’anno. Tra gli obiettivi, rimane quello di una crescita senza strappi, supportando in modo adeguato i flussi turistici e l’incoming, proporzionando le attività per servizi di sempre migliore qualità. Abbiamo avuto gli alberghi pieni per i ponti di Primavera e le previsioni sono ottimistiche anche per gli “short break” di autunno, quelli che si chiamavano una volta fine settimana e ora diventano mini vacanze. Si tratta di confermare politiche che hanno reso la Puglia regione “alla moda”, con il segno più del 6% per i turisti stranieri come nel 2007. Iniziative come quella della guida servono per attirare un turismo “colto”, curioso, attento alla qualità e che va coccolato con un plus di servizi e prodotti diversificati”
Egr. Sig. Presidente,Il Comune di Vico del Gargano ed altri 12 Comuni, tra cui Carpino, Rodi Garganico, Rignano Garganico e Monte Sant’Angelo, costituiscono la Comunità Montana del Gargano con sede a Monte Sant’Angelo.
Gli organi amministrativi dei Comuni evidenziati si sono rinnovati a seguito delle ultime consultazioni amministrative del maggio 2007.
Il nostro Comune ha provveduto sin dal 27 giugno 2007 ad eleggere i Rappresentanti dell’Ente comunale in seno alla Comunità Montana del Gargano, e la deliberazione de qua è stata trasmessa sin dal 28 giugno 2007 al Presidente della Comunità Montana del Gargano.
Trascorsi quasi tre mesi il Presidente non ha convocato l’Assemblea dell’Ente Montano, ed a seguito di richiesta di otto Consiglieri, la Prefettura di Foggia con apposita diffida invitava il Presidente dell’Organo Comunitario a voler convocare l’Assemblea consiliare per discutere gli argomenti all’O.d.G. tra i quali la ratifica delle nomine dei rappresentanti eletti nelle nuove amministrazioni comunali.
Il Presidente della Comunità provvedeva alla convocazione del Consiglio per il giorno 25.09.2007 in prima convocazione, ed il giorno 04.10.2007 in seconda convocazione. Andata deserta la prima, nella seduta del 4 ottobre il Presidente rilevava che, tra i cinque Comuni che avevano rinnovato i Consigli comunali, il comune di Carpino non aveva provveduto alla nomina dei propri rappresentanti in seno alla Comunità Montana. Veniva, quindi, presentata una mozione d’ordine in cui, contrariamente a quanto affermato dal Segretario Generale dell’Ente, si sosteneva l’impossibilità di procedere alla proclamazione dei nuovi componenti l’Assemblea, in quanto mancava la nomina dei rappresentanti del comune di Carpino, in conformità al parere emesso dall’Ufficio Legislativo della Regione Puglia con propria nota n. 636/SL dell’11.09.2007 che si allega. Si procedeva alla votazione e la mozione d’ordine, in questione, veniva approvata.
Tanto premesso, alcune brevi considerazioni: al di là dell’interpretazione dell’art. 12 della L.R. n. 20/2004 che prevede le ipotesi di rielezione totale o parziale dei Consigli comunali che compongono la Comunità Montana, va evidenziato quanto dispone l’articolo 12 al comma 8, che prevede la decadenza dei componenti l’Assemblea allorquando decade il Consiglio comunale che li ha eletti. Aggiungasi che, fin dalla loro costituzione, è stata prassi consolidata quella di integrare immediatamente i nuovi rappresentanti dei comuni, a seguito di nuove elezioni amministrative allo scopo, lapalissiano, di non interferire, ostacolare, rinviare sine die, il diritto di rappresentanza a preminente tutela della volontà espressa da una o più parti del territorio.
Invece questa disperata ed accanita difesa dell’ attuale compagine esecutiva fa in modo che la comunità di Vico del Gargano, ad oggi, sia rappresentata da persone che non sono più espressione popolare in quanto non eletti nei Consigli comunali.
Non sappiamo i motivi per cui il Consiglio comunale di Carpino non abbia ancora nominato i suoi rappresentanti in seno alla Comunità Montana. Sicuramente saranno buoni motivi.
Ma non ci sembra condivisibile che, il semplice perdurare di questa inerzia amministrativa, sorprendentemente definita “economicità dell’azione amministrativa”, possa prolungare una situazione di palese illegittimità, che rende vane le decisioni di quattro Consigli comunali e che mortifica e stravolge il rispetto delle regole democratiche oltre del buonsenso.
Ed allora ci si chiede se questa istituzione, che potrebbe, e dovrebbe, essere davvero importante ed utile al territorio, abbia ancora un senso che vada oltre la gestione di un potere fine a sé stesso od il mantenimento ad oltranza di comode e lucrose posizioni di rendita politica.
Tanto premesso ed evidenziato, chiedo un intervento autorevole da parte della S.V. per far ripristinare le regole della corretta interpretazione ed applicazione delle norme e consentire la ripresa, legittima, delle attività in seno all’Assemblea della Comunità Montana del Gargano.
Nell’attesa di un cortese riscontro si porgono deferenti ossequi.
IL SINDACO Luigi DAMIANI
Il progetto con altre cinque città accomunate dal passato longobardo. Cosa vorrebbe dire per il turismo.
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno – LUCIA LA GATTA
E’la «Via dell’Angelo» su cui per secoli specie in età medioevale, salirono papi, sovrani, santi predicatori ed umili pellegrini. Un’umanità in cerca di salvezza che, prima dai territori limitrofi e poi dall’Europa intera, fece di questo percorso un crocevia di genti e culture diverse, già patrimonio culturale dell’Europa dal 2002, adesso aprirà la strada a pellegrini e turisti verso Monte Sant’Angelo ed alla Basilica di San Michele che si apprestano a entrare (almeno questa è la speranza) tra le città patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’Italia candida quest’anno siti di interesse mondiale: in comune hanno aver rappresentato la storia longobarda in Italia. E in questo senso Monte Sant’Angelo entra a pieno titolo, sperando anche di cogliere tutti gli importanti frutti che una tale opportunità potrà offrire. «Il nostro obiettivo – dice il sindaco Andrea Ciliberti – è far diventare a livello mondiale Monte una città d’arte. Abbiamo intrapreso con Cividale del Friuli, Brescia, Spoleto, Castelserpio e Benevento il progetto finalizzato alla candidatura del sito «Italia Langobardorum. Centri di culto e di potere (568-774 d.C.)».
IL PROGETTO – Nei giorni scorsi a Benevento ha portato alla firma dell’intesa per l’attuazione del piano di gestione del sito tra il ministero per i beni culturali, le Regioni Venezia Giulia, Lombardia, Umbria, Campania e Puglia, le Province di Udine, Brescia, Varese, Perugina, Benevento e Foggia, i Comuni di Cividale del Friuli, Brescia, Castelseprio, Spoleto e Monte S. Angelo, l’arcidiocesi di Spoleto, la basilica di S. Michele, il parco del Gargano, la Comunità montana del Gargano, la Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, il centro italiano di studi sull’alto medioevo ed il centro di studi micaelici garganici. Una sinergia per giungere a questo risultato storico. Il Santuario di San Michele, nell’ambito del sito Unesco, è portatore dell’elemento culturale, comprende l’area mediterranea, e può coinvolgere tutti i territori ed i luoghi connessi, vicini o lontani che siano, in processi diffusi di valorizzazione di alto profilo culturale, sociale ed economico. Anche l’assessore al turismo della Provincia di Foggia Giuseppe De Leonardis, presente all’incontro di Benevento, ha assicurato sostegno alla candidatura Unesco. Il sindaco Ciliberti si dice sicuro che «i cittadini di Monte sapranno affrontare questa sfida consapevoli che i frutti del “sistema Unesco” rapprsenteranno occasioni di sviluppo e occupazionali».
I VANTAGGI – I vantaggi sono molteplici, duraturi, in grado di incidere sull’economia di un territorio.
Un dato interessante in tal senso può essere quello riferito alla continuità del flusso turistico mondiale verso i siti Unesco. È un turismo di qualità, che non conosce crisi anche in periodi di tensioni o difficoltà internazionali.
Tanto trova dimostrazione nel dato statistico riferito alle presenze turistiche rilevate a Noto in Sicilia che, seppur dichiarata sito Unesco poco dopo il tragico evento dell’11 settembre, fece registrare incremento pari al 30% in un solo anno, a fronte di un generalizzato calo del flusso turistico su scala mondiale. Si sta già elaborando un pacchetto turistico comune con le altre città interessate al progetto, da presentare in un unico stand alla prossima edizione della Bit, la borsa internazionale del turismo di Milano. Verrà predisposto un sito web e una guida multimediale. A gennaio 2008 a Parigi verrà formalizzata ufficialmente la candidatura del sito «Italia Longobardorum». Un patrimonio dell’umanità dell’Unesco è un luogo specifico: una foresta, una montagna, un luogo, oppure una città, fino ad un edificio o che è stato nominato per il programma internazionale dei patrimoni dell’umanità (World Heritage Fund) amministrato dall’Unesco. Il programma ha lo scopo di catalogare, indicare e preservare siti di eccezionale importanza, sia naturale sia culturale, per il patrimonio comune dell’umanità. Venne fondato con la convenzione riguardante la protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale, adottata dalla Conferenza generale dell’Unesco il 16 novembre 1972.
COSA FARE – Tutti i livelli istituzionali interessati, nell’ambito delle proprie competenze, si impegnano a coordinarsi e a collaborare per valorizzare le aree ricadenti nel sito per il quale è stato richiesto l’inserimento nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, per la tutela e la riqualificazione urbana e paesaggistica e la valorizzazione socio-economica dei territori di riferimento delle aree candidate.
Con il piano di gestione del sito sarà possibile orientare le scelte di pianificazione urbanistica ed economica, attraverso la valorizzazione e la conservazione delle risorse di carattere storico, culturale ed ambientale.
I vantaggi per Monte S. Angelo, saranno notevoli sia perché sarà possibile accedere in maniera prioritaria ai finanziamenti nazionali ed europei, sia perché le città del sito avranno comuni norme urbanistiche ed ambientali che eviteranno saccheggi e distorsioni varie. In tutte le città patrimonio dell’Unesco il turismo è diventato la prima fonte di ricchezza perché i siti nel Mondo sono solo 830 presenti in 138 nazioni, e per essere inseriti devono avere un valore eccezionale ed universale.
Il turismo di Monte, caratterizzato dalla presenza annuale di oltre 2 milioni di turisti e pellegrini che, nella stragrande maggioranza dei casi sono solo di passaggio, cambierà radicalmente e gli alberghi (attualmente meno di mille posti letto nella zona) non saranno in grado di soddisfare a tutte le richieste. Definiti i dossier sull’arte e il piano di gestione, che costituiscono i documenti base necessari agli ispettori Unesco per la valutazione della candidatura.
Con la riapertura delle scuole riparte il progetto “La tarantella del Gargano” un progetto dell’Ass. La Bella Cumpagnie – Cultura Etnica Popolare Garganica, direzione artistica e coordinamento a cura del M° Michele Mangano. A riabbracciare questo progetto è la Comunità Montana del Gargano, che ormai già dal 2002 ha aperto le porte degli istituti scolastici del Gargano alla danza e alla musica popolare, ma anche alla tradizione in senso più ampio, incontrando nel M° Michele Mangano il giusto interlocutore, il testimonial ideale per la diffusione della tarantella del Gargano non solo nella nostra terra, ma anche fuori dai confini nazionali. Quest’anno oltre a danza e musica desiderio dell’Ente sarà quello di dare importanza al sonetto e alla poesia di autori della nostra terra, al dialetto, agli usi e costumi. Inoltre sarà approfondito lo studio delle origini della tarantella, quello che la tarantella rappresenta oggi e alle occasioni in cui si cantava in passato. Afferma Mangano “La finalità è valorizzare e divulgare, attraverso un progetto didattico ampio nei suoi contenuti, la musica di tradizione orale garganica e nazionale che per lungo tempo, considerata marginale, è stata privata del giusto riconoscimento culturale. La musica di tradizione orale, appartenente per lo più alla società agro-pastorale, rappresenta l’animo, il pensiero e la voce di chi, vivendo nel quotidiano, ha formato la nostra storia locale. Il progetto vuol trasmettere ai giovani la musica,la danza e le tradizioni in genere, evidenziandone il loro ruolo di aggregazione”. L’Ass. La Bella Cumpagnie si avvarrà di professori e studiosi della cultura popolare tradizionale tra cui il dott. Carlo Di Silvestre, il M° Davide Conte dell’Ass. Culturale Spazi Neutrali di Roma, dei ballerini del Guta- Ass. Culturale di Chieti Scalo. (?)
Il progetto ha portato alla realizzazione di grandi eventi spettacolari, tra cui la partecipazione al programma televisivo “10 minuti di …” che ha dato ampio risalto al lavoro svolto dall’Associazione in co-organizzazione con la Comunità Montana del Gargano.
E ancora Mangano “Partire dalle nostre origini significa riappropriarsi della propria identità, per poi aprirsi a nuove esperienze confrontandosi con altre culture, ma rimanendo pur sempre fieri della nostra.”Tutto ciò per fare in modo che la danza e la musica popolare, per questi ragazzi, non siano un momento di moda, ma possano conoscere e capire l’importanza di ciò che fanno e quanto la tradizione popolare possa essere attuale e non materia da musei, se insegnata pensando ai giovani, come sta facendo da diversi anni, con ottimi risultati l’Ass. La Bella Cumpagnie. Novità di quest’anno è che le lezioni si terranno presso gli Istituti Comprensivi Statali del Gargano che negli scorsi anni non hanno avuto modo di aderire a questo progetto della Comunità Montana.
Particolare importanza sarà data quest’anno all’Istituto “Fiorentino” di Vico del Gargano, che per la prima volta aderisce a questo progetto. Afferma Mangano “Speriamo solo che questi seminari possano divenire sempre più numerosi nel nostro territorio, in modo da diffondere sempre più la nostra tarantella del Gargano , così antica, ma anche così attuale, in modo da potercene sempre più appropriare, e che sempre più enti, come da anni fa la Comunità Montana, possano sposare la valorizzazione della nostra amata tradizione”.
Per battere la concorrenza e mettere a frutto l’esempio salentino
Arriva anche a Manfredonia il movimento `Artisti popolari associati per il Gargano". Si tratta di un sodalizio che riunisce vari e diversi artisti garganici in un’unica associazione, finalizzata a promuovere le musiche e le esperienze musicali. L’obiettivo – definire -strategie e concretizzare manifestazioni che caratterizzino il Gargano, con le sue peculiarità culturali e musicali, sia all’interno che, soprattutto, all’esterno del promontorio. Nella città sipontina il movimento raccoglie diversi artisti impegnati in ogni genere musicale. II progetto – quello di fornire una dimensione nazionale, se non addirittura soprannazionale, alle risorse garganiche associandole ai grandi nomi del panorama internazionale. II progetto – si spiega- dovrà procedere con un "affiancamento" degli artisti garganici ai grandi nomi che bene o male transitano negli eventi della Capitanata, in modo da fornire visibilità e slancio agli artisti garganici che in questo modo si gioverebbero dei grandi nomi come di un traino. E’ chiaro che la "grandezza" non – da considerare come una definizione artistica, perchè gli artisti garganici non sono secondi a nessuno in termini di qualità delle proposte, quanto nel senso vero e proprio della visibilità nel circuito internazionale. Insomma, l’obiettivo strategico – far funzionare le "star" che arrivano sul territorio come una sorta di "tutor" per i locali, affinchè insieme si crei l’evento "garganico" in senso stretto ed in senso artistico, dove le diverse tipologie di artisti, riuniti in un’unica forma di evento, creino l’evento universalmente riconoscibile come "garganico". Il grande nome continuerebbe a promuovere questo evento anche al di fuori del circuito locale. Un pò quello che succede nel Salento, con la Notte della Taranta, si esemplifica dove Steve Copeland, batterista dei Police, ha suonato con gli artisti salentini.
Ah proprio un ottimo inizio, dall’oggi al domani, pronti via!!!