Il progetto sarà presentato il 13 ottobre dai curatori Mimmo Ferraro e Vincenzo Santoro. A sostenerlo la Regione e lo Stato
di Antonella Gaeta
da La Repubblica di Bari, sabato 6 ottobre 2007
Non sarà più e solo la buona sorte a decidere se una serenata di cent´anni fa ne viaggerà altri cento. Si tratterà di trattenere scientificamente, per questa e per le future generazioni, quel che finora è stato complicatissimo, talora impossibile preservare. Un Archivio delle musiche di tradizione della Puglia con sede nella biblioteca nazionale di Bari, nella Cittadella della Cultura. Il progetto, vero e proprio work in progress, tanto atteso da studiosi e operatori culturali e dalle migliaia di appassionati, sarà presentato sabato 13 ottobre nella sua futura sede. E sarà la prima iniziativa a livello nazionale che segue di misura la ratifica in Parlamento della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
L´Archivio nasce da un progetto, coordinato da Vincenzo Santoro ed elaborato dall´associazione Altrosud, d´intesa con il Ministero per i Beni Culturali e la Regione. Centomila euro per cominciare a dar vita a questa teca della memoria sonora, la prima mai realizzata in Puglia e della quale si saggeranno gli effetti a fine 2008. E sarà solo l´inizio. «Perché quello di Bari sarà il primo cuore centrale e propulsore di un espansione che s´immagina territoriale, capillare» spiega Santoro che ricorda come la battaglia dell´archiviazione risalga all´impegno di Rina Durante, a più di quarant´anni fa. Un punto di partenza, dunque, ma anche un importante approdo. Tre ambienti saranno allestiti nella Cittadella. Uno, il più importante, conterrà un grande computer, un enorme database in cui saranno riversati tutti i materiali acquisiti, catalogati e conservati nel tempo. Un "cervello elettronico" con una serie di terminali collegati e accessibili agli utenti. Il tutto sarà completato da sale d´ascolto con cuffie, biblioteche dotate anche di materiali fotografici e video. Le informazioni saranno acquisite direttamente in loco o collegandosi a un sito internet che proporrà anche veri e propri percorsi tematici. Racconta Santoro: «Per quel che riguarda la ricerca di Lomax e Carpitella, sarà possibile collegarsi ad altri sottotesti come quello sull´uso del tamburello in Puglia con la mappa dei luoghi, dei costruttori con gli indirizzi, delle diverse tipologie e modi di suonarli». L´effetto più importante di questo lavoro d´archiviazione sarà il collegamento con patrimoni storici come quello dell´Accademia di Santa Cecilia o della Discoteca di Stato, anche tramite collegamenti diretti. Si procederà quindi – in pieno spirito di tangibilità dell´intangibile – ad acquisire le raccolte di privati, tra queste, la più importante è quella di Giovanni Rinaldi dedicata ai canti sociali della Puglia settentrionale, grande testimonianza delle lotte bracciantili animate da Giuseppe Di Vittorio. Sempre restando sul Gargano, si acquisiranno le registrazioni effettuate da Otello Profazio e, come sottolinea Santoro, si cercherà di «colmare la grande lacuna di originali che riguarda Matteo Salvatore». Quindi, le raccolte private datate anni Ottanta e Novanta, come quella in area Murgia e Salento all´incrocio tra Taranto, Brindisi e Lecce assicurata da Gianni Amati e Massimiliano Morabito.
Per quel che riguarda il Salento leccese, ricorda il coordinatore del progetto, invece la maggior parte è stato pubblicato e rientrerà nella sezione specifica dedicata alle raccolte editate. Com´è già accaduto per le ricerche di Lomax-Carpitella del ´54 e quelle di Carpitella-De Martino nel ´59-´60. Quindi, i lavori di registrazione successivi, risalenti agli anni Sessanta e Settanta in epoca di folk revival fino ad arrivare ai giorni nostri, nelle più diverse declinazioni dal jazz al dub. Qui s´inserisce tutto il movimento di cosiddetta riproposta della musica tradizionale con una schedatura e una raccolta di cd che supera i quattrocento pezzi. Dal primordiale Gruppo Folk del Salento di Luigi Lezzi e collegato a Giovanna Marini, nato nel 1971, fino ad arrivare ai più recenti approdi. Con una rarità: la biblioteca tematica sul tarantismo, la prima in Puglia, con testi, studi e tesi di laurea pubblicate sull´argomento.
Vico del Gargano: tutto pronto per la 11ª Mostra-convegno “I Funghi del Gargano”
Quest’anno, come ogni anno, all’interno del parco nazionale del gargano, il Comune di Vico del Gargano organizza un week-end (Giovedì 1, 2 e 3 novembre) interamente dedicato alla micologia del Gargano, con la mostra mercato a Vico del Gargano e l’escursione naturalistica in Foresta Umbra.
Una manifestazione che si prefigge lo scopo di sensibilizzare gli appassionati a rispettare i funghi e soprattutto a seguire alcune fondamentali regole durante la raccolta. Ma non solo.
Ecco il Programma di massima:
– Giovedi 1 novembre
– Ore 17 presso “Palazzo della Bella” inaugurazione mostra della mostra sui funghi del Gargano, saluto delle autorità e dalle 19.30 nel “Trappeto Maratea” degustazione primo olio
– dalle ore 17,00 in Piazza San Domenico mostra mercato dei funghi e dei prodotti del bosco dei Parco Nazionale del Gargano.
– Momenti musicali con il gruppo “La Pacchianella”
– Venerdi 2 novembre
– Ore 9,30 Passeggiare per il bosco e andar per funghi, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e guidati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella” Incontro su temi ambientali e visita alla “Ecoteca” (piccola biblioteca itinerante)
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino novello e suoni e sapori in Piazza
– Sabato 3 novembre
– Ore 9,30 andare per castagne , in collaborazione con proprietari di castagneti accompagnati da micologi e botanici
– Ore 17,00 “Palazzo della Bella “ incontro con le scuole e premiazioni dei concorsi indetti su argomenti di natura ambientali in collaborazione con l’Associazione “Giacche Verdi” Sezione Gargano.
– Dalle ore 19,30 Castagne, vino e olio novello, suoni e sapori in Piazza allietati da “I Cantori di Carpino”
Si potranno fare escursioni con fuoristrada in percorsi inediti e suggestivi del nostro territorio in collaborazione con Gargano Tour.
La mostra rimarrà aperta al pubblico dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 22.
In serata in Piazza San Domenico di Vico del Gargano, continua la mostra mercato dei prodotti tipici.
Infine, la giornata di lunedì sarà riservata interamente a tutte le scolaresche della provincia che vorranno visitare la mostra dei funghi.
Info: Comune di Vico dei Gargano – Biblioteca Civica (te1.0884.994666)
biblioteca@comune.vicodelgargano.fg.it
Scelti tre centri pugliesi nell´elenco che certifica il benessere quotidiano
I requisiti: la salvaguardia delle tradizioni e la tutela della salute dei cittadini. Anche Cisternino, Orsara e Trani nell´albo delle città a misura d´uomo.
Lasciandosi aiutare dal cinema, queste città non si mostrano con un montaggio nervoso da videoclip ma con una serie di morbidi piani sequenza come nella migliore tradizione dei vecchi maestri. Città dal passo lento, dall´attenzione estrema all´uomo come misura del presente, ma anche centro d´equilibrio tra passato e futuro. Sono tre le città slow pugliesi che rientrano nelle 54 promosse dall´omonimo movimento (www.cittaslow.net). Oltre all´unica, storica Trani, negli ultimi mesi due se ne sono aggiunte: Cisternino e Orsara di Puglia. Mentre resta in attesa di certificazione già da due anni la salentina Maglie. «Non è semplice rientrare in questa lista» conferma la responsabile delle certificazioni nazionali e internazionali, Rosanna Abbati. Una scelta molto meditata che passa attraverso l´esame di ben sessanta atti amministrativi. «Non basta – aggiunge Michele Bruno, presidente Sloow Food Puglia, associazione che corrobora le scelte – solo dichiarare di mettere in pratica il risparmio energetico o il recupero del centro storico, bisogna anche dimostrare, carte alla mano, di farlo». A decidere, oltre alle delibere, è una commissione che si sposta sul territorio per verificare in prima persona il rispetto dei parametri fondamentali. All´opposto dei principi di contrazione del tempo, queste sono città che hanno dimostrato di essere «animate da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l´uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni», come si legge nel regolamento di partecipazione. Città che rispettano la salute dei cittadini, la genuinità dei prodotti e della buona cucina. Ma anche contesti fertili per la conservazione di tradizioni artigianali e per quella del patrimonio artistico da ammirare in piazze, teatri, botteghe, caffè, ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati. Realtà attente alla «spontaneità dei riti religiosi e al rispetto delle tradizioni». E, soprattutto, piccoli paradisi percorsi da abitanti paghi della «gioia di un lento e quieto vivere». Particolarmente entusiasta dell´adesione è il centro di Orsara di Puglia, con le sue viuzze, la grotta di San Michele Arcangelo, l´Abbazia dell´Annunziata. Ma soprattutto fiera dei risultati incassati con il decennale del progetto Selor, curato dal Cnr di Pisa in materia di longevità. Tutto merito del selenio, potente antiossidante che previene la formazione dei radicali liberi, elemento che spiegherebbe, il segreto del campar cent´anni in questa città slow e benedetta dalla buona salute. Più facile la partita per Cisternino, centro che della propria bellezza e sospensione nella spirituale Valle d´Itria ha fatto motivo di forte attrattività turistica e residenziale. Lo stesso sito del movimento nazionale che riporta la guida delle città le sgrana, una ad una, dalla calce bianca alle tipiche costruzioni a trullo, dai fazzoletti di terra rossa ai mandorli e ulivi. E, ancora, definisce Cisternino «un´oasi di popolazione sparsa, alta su un gradone calcareo dell´ondulata Murgia di Sud-Est, lambita dalle brezze del vicino Adriatico e circondato dal rigoglio delle campagne». L´adesione di Trani è ormai storica, tra le prime in Italia registrate dal movimento Città Slow, attivo dal 1999. E, come considera il governatore Slow Food Puglia, Antonello Del Vecchio, «è città che cresce a dismisura». E le cui caratteristiche, forse, non fanno più tanto pensare a un´isola di lentezza e quiete, almeno non d´estate. «Il movimento – ricorda Del Vecchio – è nato proprio con l´intento di preservare il territorio dagli effetti globalizzanti». Un po´ più generoso in quanto a certificazioni, risulta essere il club dei Borghi più belli d´Italia (www.borghitalia.it), nato per desiderio della consulta del Turismo dell´Anci, l´Associazione dei comuni italiani. In questo caso, i requisiti richiesti sono «l´armonia architettonica del tessuto urbano e la qualità del patrimonio edilizio pubblico e privato», oltre alla vivibilità in termini di attività e servizi al cittadino. Tra gli obiettivi, il sostegno ai piccoli centri che rischiano lo spopolamento e il conseguente degrado. In Puglia, a essere promossi (oltre a Cisternino che ritorna anche in questa lista) figurano Alberona, Bovino, Locorotondo, Otranto, Pietramontecorvino, Roseto Valfortore, Specchia e Vico del Gargano.
Vico del Gargano
Scolpita nel filone della pietra di Monte S. Angelo con la quale ha costruito le sue case, a metà strada tra la Foresta Umbra e il mare, Vico è un presepe slabbrato. E’ urgente, pertanto, salvare il centro storico più affascinante del Gargano, col suo reticolo di edifici in stato di semi-abbandono nei quattro rioni più antichi, con l’incredibile ricchezza di portoni, inferriate, stemmi, scalinate e comignoli, con i suoi capitelli ingrigiti e sconnessi che pendono da archi quasi piegati da terremoti e sventure. Eppure, questi merletti di pietra trionfante e incrostata di storia, queste volte a crociera che sembrano sorreggere il cielo, devono la loro permanenza allo svuotamento del borgo, all’emigrazione. E’ così che si sono salvate le architetture tradizionali come la cucina “monacesca”, è così che Vico non si è snaturata, nel confronto col turismo di massa, come le vicine Peschici e Vieste. Poco alla volta, con fatica, con scarsi mezzi, Vico del Gargano cerca di recuperare la sua bellezza, che non è solo quella della pietra ma abbraccia anche la natura circostante, le colline di uliveti e agrumeti e di pini d’Aleppo.
Accrescere e qualificare le presenze turistiche nel territorio dell’Alto Tavoliere, attraverso innovative manifestazioni culturali ed artistiche. Potenziamento dell’offerta turistica mediante eventi culturali di rilievo. Valorizzazione delle risorse naturalistico-ambientali. Apertura di nuovi spiragli nei settori turistico e culturale.
Queste, in sintesi, le finalità principali del progetto “Autunno Barocco. I Tesori dell’Alto Tavoliere”, finanziato con fondi dell’Unione Europea nell’ambito della programmazione POR Puglia 2000/2006 – PIS Barocco Pugliese – Polo Alto Tavoliere – misura 4.15 con lo scopo di valorizzare il patrimonio architettonico, archeologico, storico-artistico e paesaggistico dell’Alto Tavoliere, attraverso attività di animazione territoriale diverse dalle già collaudate forme di animazione, costituite da sagre paesane e feste patronali.
Il progetto è stato redatto dalla Direttrice del Museo Civico di San Severo, Elena Antonacci, in collaborazione con Augusto Ferrara, Dirigente comunale dell’area Organi Istituzionali, l’Assessore alla Cultura Michele Monaco, l’Assessore al Turismo Antonio Villani ed il consulente per le politiche comunitarie Dante de Lallo.
L’iniziativa nasce dal Comitato di Coordinamento dei Sindaci dell’Alto Tavoliere con San Severo in veste di Ente capofila.
I centri di San Severo, Castelnuovo della Daunia, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate e Serracapriola, da venerdì 12 ottobre a domenica 11 novembre, per cinque week-end consecutivi, si animeranno e saranno collegati turisticamente tra di loro attraverso tre principali itinerari legati al Barocco dell’Alto Tavoliere: quello del culto mariano, quello degli ordini religiosi e quello dell’architettura profana dei palazzi del Settecento.
Sabato 10 novembre, ore 20,30 San Severo
In Collaborazione con l’Ass.Cult.Carpino Folk Festival
Concerto di musica popolare de I Cantori di Carpino in Piazza Municipio
Nei commenti l’intero programma della manifestazione
Si tratta di un gruppo folk nato “dall’oggi al domani”. “E’ davvero andata così”, rivela Lorenzo Vaira.
«Ho avuto richiesta dal Comune di Mattinata di suonare con i miei amici musicisti e cantori per la Festa degli Antichi Sapori, ad agosto. La richiesta mi era stata fatta due giorni prima e a dir la verità non ero neanche sicuro di formare un gruppo così velocemente. Ho contattato un pò di amici e fortunatamente sono stati tutti disponibili. Non è stato tanto duro perché la maggior parte di noi ha una passione per la musica folk, questo grazie al nostro maestro Nicola Mantuano, che ci ha tramandato questa passione: la maggior parte di noi ha partecipato al gruppo folkloristico scolastico “i cacchincidde ” per parecchi anni”.
Un gruppo alle prime esibizioni, ma già con notevole esperienza ed affiatamento: Luigi Bisceglia alla fisarmonica, Michele Mione alla chitarra, Lorenzo Vaira ai tamburelli, Lucio Morelli alle percussioni, Maria Grazia Guerra, Francesca Bisceglia, Maria Grazia Santamaria e Andrea La Torre alle voci. Quello che propongono al pubblico è un repertorio misto: brani tradizionali di Mattinata, brani che abbiamo appreso dal compianto maestro Mantuano, e, soprattutto, canzoni del gruppo di musica popola re di Monte Sant’Angelo, I Sammecalère. “Al debutto ” continuano i ragazzi “avevamo un pò paura del pubblico. Fortunatamente è andato nel migliore dei modi, con tantissima gente, tantissimi complimenti e, soprattutto altre richieste”.
Accogliamo con piacere la nuova nascita, ci auguriamo tuttavia che il nuovo gruppo riscopra le vere tradizioni locali attraverso la ricerca e l’affiancamento dei tanti cantori che sappiamo essere ancora presenti in quel di Mattinata e che quindi presto esca “dall’oggi al domani”.
Sabato 13 e domenica 14 ottobre 2007 ritorna in 3.000 piazze italiane e quindi anche a Carpino il consueto appuntamento con la solidarietà per combattere la Sclerosi Multipla, promosso dall’AISM, dalla sua Fondazione e da UNAPROA, (la principale unione di produttori ortofrutticoli d’Europa).
In Piazza del Popolo l’iniziativa è coordinata dalla Pro Loco e dal gruppo Fratres di Carpino.
350 mila sacchetti di mele, per un totale di oltre 4 milioni di frutti, forniti dal VOG, il Consorzio della Mela Marlene (associata ad UNAPROA) invaderanno pacificamente le piazze con i loro colori. Una festa di sapori e colori a cui, con un piccolo contributo di 7 euro, non si potrà resistere e lasciarsi tentare sarà l’occasione per poter sostenere la lotta alla sclerosi multipla."
“Lasciati tentare dalle mele della vita. Non coglierle è un peccato
Il futuro dei giovani con sclerosi multipla dipende anche da un tuo gesto”.
I fondi raccolti con “Una Mela per la Vita” contribuiranno a finanziare attività di ricerca scientifica e servizi socio-sanitari dedicati alle persone con sclerosi multipla. Da quest’anno, una parte dei fondi andranno a sostenere il Programma “Giovani Oltre la Sm” che comprende attività di informazione e servizi a carattere nazionale e sul territorio, mirati ad aiutare i giovani con sclerosi multipla nei diversi ambiti della vita lavorativa, sociale e familiare.
L’iniziativa si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Lo scorso 2 ottobre il Comune di Carpino insieme agli altri comuni morosi del Gargano dovevano presentarsi a Foggia presso la Prefettura per l’annosa questione dei crediti che il Comune di Vieste vanta per l’utilizzo della locale discarica.
All’incontro, già programmato in precedenti riunioni — per Vieste erano presenti il sindaco Ersilia Nobile, l’assessore all’Ambiente Antonio D’Errico con il proprio dirigente di settore Luigi Vaira e di quello ai tributi, ma le assenze non sono mancate.
ECCO LA SITUAZIONE DEBITORIA
Pregresso (al 31/12/2006) Anno 2007 (al 31/07/2007)
CARPINO
Ecotassa 120.269,45 3.252,26
Conferimenti 88.615,19 19.785,73
208.884,64 23.037,99
PESCHICI
Ecotassa 420.075,12 18.464,27
Conferimenti 12.432,84 121.458,60
432.507,96 139.922,87
VICO
Ecotassa 9.494,55 6.430,05
Conferimenti 56.934,10 39.068,99
66.428,65 45.499,04
RODI G.
Ecotassa 378.890,44 7.834,09
Conferimenti 63.028,96 45.843,48
941.919,40 53.677,57
CAGNANO V.
Ecotassa ——— 6.245,58
Conferimenti ——— 37.948,15
——— 44.193,73
ISCHITELLA
Ecotassa 144.920,29 15.935,26
Conferimenti 338.410,36 96.822,65
483.330,65 112.757,91
SANNICANDRO
Ecotassa 665.013,04 40.490,01
Conferimenti 1.950.456,00 246.017,33
2.615.469,04 286.507,34
«Purtroppo anche in questa riunione — ha evidenziato l’assessore D’Errico in un’intervista ad OndaRadio — abbiamo notato che i Comuni morosi, in particolare quello di Rodi Garganico, non hanno ottemperato a quanto deciso nelle precedenti riunioni. Questo è un fatto molto grave perché questi Comuni non solo non pagano quanto dovuto ma hanno anche la sfrontatezza di disertare riunioni previste.
I Comuni in regola con i pagamenti si sono, invece, regolarmente presentati. Si è presentato, ad esempio, il sindaco di Sannicandro Garganico, il Comune più moroso, che ha ottemperato almeno in parte a quanto previsto nel precedente incontro ed ha riferito che porterà presto in Consiglio comunale una delibera che predispone un piano di rientro per i debiti pregressi dall’inizio dei conferimenti fino al 2006».
Per il Comune di Vieste la situazione finanziaria relativa all’attività della discarica è divenuta molto difficile. Il sito di Landa della Serpe va sempre più verso l’esaurimento, anche per l’impossibilità di avviare la triturazione dei rifiuti per ridurne i volumi, dovendo acquistare un’apposita attrezzatura per un costo aggiuntivo non sostenibile visto che da un lato si deve porre mano a continue anticipazioni di cassa per il funzionamento della discarica a fronte della pluriennale (e accondiscesa) inadempienza dei Comuni nel pagare il dovuto per il conferimento.
Sono oltre 5 milioni di euro (10 miliardi delle vecchie lire) l’ammontare del credito che il Comune di Vieste vanta nei confronti dei Comuni che vengono a conferire i rifiuti in discarica.
Per il Comune di Vieste le continue anticipazioni di cassa stanno facendo lievitare gli interessi ed incidendo pesantemente sul bilancio.
«Da quanto è emerso dalla riunione, — ha sottolineato D’errico — siccome abbiamo già avuto molte confronti in cui il Prefetto per andare incontro alle esigenze dei Comuni debitori aveva più volte differito i termini per regolarizzare i pagamenti, il rappresentante del Governo farà un atto formale di diffida a quanti non sono in regola con le spettanze dovute del 2007. Per il pregresso, ovvero per i tributi dovuti per gli anni precedenti il sindaco Nobile è stata comprensiva in quanto si è detta disponibile ad accettare una dilazione dei pagamenti. Questo però deve essere comprovato da una delibera di Consiglio comunale, cosa che Sannicandro intende effettuare mentre per gli altri Comuni si sa ben poco, ovvero Ischitella, Rodi Garganico e Peschici, anche se quest’ultimo solo per il tributo che si deve alla Regione Puglia».
«Per il 2007, perciò, tutti i Comuni devono versare in modo completo quanto dovuto. — ha evidenziato ancora l’assessore comunale all’Ambiente — In questo senso il sindaco [di Vieste, ndr] è stato molto categorico ed il rappresentante del Prefetto ha recepito questa volontà in quanto noi non possiamo fare ancora fare anticipi di cassa per garantire lo smaltimento dei rifiuti. Il sindaco Nobile ha chiarito categoricamente che d’ora in poi, almeno finchè non ci sarà una risposta positiva alla diffida che il Prefetto farà ai Comuni morosi, sarà precluso l’accesso a quanti non regoleranno i pagamenti per il 2007. La società Ecosesto che gestisce la discarica cittadina dovrà così precludere l’accesso a questi Comuni morosi».
La diffida che il Prefetto invierà ai Comuni morosi sembra "sposare" la linea dura che il sindaco Nobile aveva già da tempo minacciato di attuare dopo aver intimato più volte agli altri Sindaci (anche attraverso le vie legali) il pagamento delle somme arretrate e di quelle correnti.
Avviso pubblico della Comunità Montana del Gargano per l’affidamento di incarichi di prestazione d’opera professionale di natura occasionale per attività di valorizzazione delle produzioni tipiche garganiche ai fini della realizzazione del paniere garganico, in particolare per la redazione dei disciplinari di produzione inerente i gruppi di prodotti di seguito riportati:
1. pane di Monte Sant’Angelo, pasta fresca (orecchiette, troccoli, etc.) e dolci tipici (ostia, poperato, mostaccioli, etc.);
2. musciska, agnello garganico, carne di bovino podolico;
3. cappero, spezie (origano, rosmarino, timo);
4. pecorino garganico, caciocavallo garganico, caciocavallo podolico garganico.
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Foggia. E’ venuto a sostenere le “iniziative di prossimità” e una programmazione turistica che non espropria le istituzioni locali dei propri ruoli e competenze l’assessore regionale al Turismo Massimo Ostillio, che ha partecipato in Fiera ai lavori della tappa foggiana del Forum Regionale del Turismo. Un momento per fare il punto sulla stagione estiva appena trascorsa e sui progetti della Regione per il futuro. «Bisogna pensare ad una via pugliese per lo sviluppo», ha dichiarato Ostillio, sgombrando il campo dalle ipotesi di accentramento della programmazione turistica nelle mani della Regione. «Vorrei in questa sede tranquillizzare quanti temono una visione "Baricentrica" del turismo pugliese. Una visione che non ha ragion d’essere. La Regione non vuole togliere ai Comuni, alle Province e a tutte le istituzioni territoriali le loro competenze. Ci vuole però un coordinamento limpido e lineare delle varie iniziative.
Non possono arrivare sui tavoli del mio assessorato centinaia di richieste di contributi da mille euro per sponsorizzare questa o quella sagra».
Sull’abolizione delle Apt, aziende di promozione turistica, Ostillio è altrettanto chiaro: «la soppressione delle Apt andrà di pari passo con l’istituzione di tavoli che possano gestire tutte le competenze in materia di promozione turistica».
Ma sulla stagione turistica appena trascorsa soffia ancora il fumo dell’incendio di Peschici e Vieste del 24 luglio.
E’ fin troppo chiaro Luigi Manzionna, presidente del Cotup, consorzio degli operatori turistici della Puglia, e albergatore turistico viestano. «L’incendio – dichiara – ha messo in evidenza le carenze delle infrastrutture sul Gargano. E’ venuta meno la possibilità di comunicare. Le migliaia di turisti sballottati a destra e sinistra non potevano comunicare fra di loro, nè con i telefoni fissi nè con i cellulari. Dopo l’incendio bisognava far vedere che le cose tornavano alla normalità, ma cosi non è stato. E il turismo sul Gargano dopo il 24luglio ha subito un calo importante, ce ne siamo accorti tutti».
E’ sempre Manzionna ad elencare alcuni dati sul turismo in Puglia e in Capitanata in particolare: «Bisogna partire dal presupposto che la provincia di Foggia copre il 40% delle presenze turistiche pugliesi, per cui dei 3 miliardi di euro che ha fatturato il turismo nella nostra regione nel 2006, circa la metà sono frutto dell’offerta turistica del Foggiano». La stessa equazione può essere quindi applicata ai posti di lavoro. Secondo l’osservatorio turistico regionale nel 2006 ci sono state 580 assunzioni regolari e a tempo indeterminato in strutture di accoglienza o ristorazione, ovvero quasi 1’8 per cento dei nuovi posti di lavoro a livello regionale. Un incremento che va di pari passo con l’aumento delle presenze di turisti nella regione, legato soprattutto ai voli low cost. «Uno studio dell’ente nazionale per il turismo – conclude Manzionna -eseguito con i dati dei tour operator internazionali, ha dimostrato come in media sia cresciuto del 7 per cento il turismo nelle province pugliesi provviste di uno scalo aeroportuale: Noi siamo rimasti ai blocchi, per mancanza di un aeroporto. Stiamo però elaborando un progetto che potrebbe coinvolgere l’aeroporto di Pescara. I turisti ce li andiamo a prendere lì».

La Puglia, terra di mare e di monti, si configura vasta e diversificata geograficamente ma, anche musicalmente.
Il Gargano, area della provincia di Foggia, è famosa per i suggestivi paesaggi e le folle di turisti che ne riempiono i vicoli, le spiagge e le masserie ogni stagione dell’anno.
Quest’estate, in Europa e in Italia si sono sviluppati gravissimi incendi che hanno travolto anche la zona del Gargano; ciò nonostante, la Puglia ha registrato un’importante riscontro turistico, dovuto anche alle consuetudini estive tipiche della Regione.
Il Gargano, che sorge in montagna e tramonta sul mare, ha dato i natali a personaggi che ne hanno costruito la storia e l’orgoglio: i campi ed i tratturi hanno ispirato una secolare tradizione musicale, tramandata oralmente, che sopravvive ancora oggi grazie al caparbio impegno di giovani associazioni locali e di illuminate istituzioni locali.
Alle più note Peschici e Vieste, il Gargano nasconde tra distese di fichi d’india un piccolo gioiello cittadino che preserva integra la natura contenuta, discreta ma non per questo meno vitale, lo spirito contadino: Carpino.
Comune incluso nel Parco Nazionale del Gargano, Carpino, sin dagli anni ’50, ha incuriosito etnomusicologi di fama internazionale per i tradizionali canti popolari e la produzione di una particolare chitarra: la chitarra battente.
Matteo Salvatore ed i Cantori di Carpino, sono i maggiori rappresentanti di questa realtà folk, tutt’oggi studiata, amata e preservata dall’oblio.
Sin dal 1996, nella piazza di Carpino, si svolge il Carpino Folk Festival che si propone di diffondere il sapere, la cultura, il sentimento e le ragioni di un costume popolare, peculiare per quest’area pugliese. Concerti, conferenze, corsi di danza, canto e musica popolare per educare ed insegnare a conoscere, alle nuove generazioni, la loro identità, la loro storia.
I più famosi artisti italiani ed internazionali, si sono esibiti sul palco del Carpino Folk Festival; film e documentari sono stati realizzati, raffinate mostre fotografiche.
Il 30 Settembre prossimo, verrà festeggiata a Roma, nei Fori Imperiali, la Giornata della Cultura Immateriale: i Cantori di Carpino saranno presenti. Nel 2008, infatti, anche l’Italia potrà presentare le proprie candidature per Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Una convenzione che disciplina un settore scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come “cultura tradizionale”, “folclore” o “cultura popolare”.
In particolare mira a salvaguardare, promuovere e condurre attività di ricerca sulle forme di espressione culturale tradizionali quali la musica, il teatro, le leggende, la danza nonché il sapere tradizionale relativo all’ambiente e alle tecniche artigianali, ponendo al centro dell’attenzione l’importanza della trasmissione orale e la pluralità globale delle forme tradizionali di espressione culturale.
Si tratta di una importante possibilità per scoprire questa ricchezza culturale regionale: i cantori si ostinano a tramandare, anche in età molto avanzata, i canti memorizzati nei campi e tra i pascoli, gli strumenti fabbricati artigianalmente: la chitarra battente e i tre principali motivi ritmici della musica del Gargano, la rurianella, la viestisana e la mundanara.
by Raffaella Delvecchio
Massimo Ostillio: "Necessario promuovere uno sviluppo del territorio inteso come risorsa globale, da valorizzare per un arco di tempo ben più esteso di quello estivo" (6/10/2007)
“Essere protagonisti del proprio successo in un sistema che veda i vari attori dello sviluppo, pubblici e privati, impegnati in un progetto di ampio respiro”. E’ questa, secondo l’assessore regionale al Turismo ed Industria Alberghiera, Massimo Ostillio la “chiave di volta” individuata ed illustrata nel corso del convegno di questa mattina sul tema “I bisogni e le necessità del territorio”, organizzato nell’ambito della 29^ edizione della Fiera Campionaria d’Ottobre e che ha visto fermare a Foggia la tappa del Forum regionale del Turismo, organizzato dall’assessorato regionale. “Una visione – ha sottolineato Ostillio – che mira ad armonizzare un notevole patrimonio che già c’è, con la promozione di uno sviluppo del territorio inteso come risorsa globale, da promuovere e valorizzare per un arco di tempo ben più esteso di quello estivo”. A supporto di questa progettualità, l’Assessore Ostillio ha posto l’accento sul fatturato annuo di 3 miliardi di euro del settore turistico pugliese, il che ne fa un comparto strategico, e sul trend in crescita degli ultimi due anni, che ha fatto della Puglia una regione “cult” in campo turistico. “Di qui l’esigenza – ha proseguito l’assessore – di rendere operativo il recente Protocollo d’intesa firmato con le associazioni degli Enti Locali e di categoria, che assegna all’Ente regionale un ruolo di coordinamento, demandando alle altre componenti di questo sistema il compito di mettere in campo gli strumenti finanziari e normativi che sono il frutto di quell’accordo”. Sulla questione APT, Ostillio ha poi sottolineato che “non vi è affatto una visione “baricentrica”, ma che al contrario resta l’esigenza di utilizzare postazioni di prossimità che siano in grado di entrare in una nuova visione promozionale, che può e deve prendere corpo, del sistema turistico pugliese, in un gioco di squadra che vede, appunto, ciascun soggetto al centro del nuovo modello di sviluppo regionale”. Per quel che concerne in maniera specifica il Gargano, e l’area fra Peschici e Vieste flagellata dall’incendio di luglio, che ha devastato buona parte del patrimonio ambientale. Ostillio si è impegnato personalmente con i sindaci di Vieste e Peschici, affinché i tanto sospirati stanziamenti possano giungere nel più breve tempo possibile.
da Il Grecale