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Padre Pio, una vita da santo ridotta a un reality show

I libri di Socci e Luzzatto hanno riacceso il dibattito sul frate di Pietrelcina. Ma è ripreso anche il linciaggio mediatico che lo trasforma in un’icona trash. Miracolo. Di Padre Pio parlano ormai anche i colti e gli scettici. Un tempo era il padre del popolino, dei parroci e delle donnette, visitato e criticato di nascosto dalle classi dirigenti, laiche e intellettuali del Paese, sprezzanti verso un fenomeno che ai loro occhi istruiti sapeva di peronismo religioso. Ora, invece la musica è cambiata. Due libri, di Luzzatto e di Socci, hanno riacceso le attenzioni intorno al controverso frate cappuccino. E la tv torna spesso sulla sua vita e le sue polemiche; è accaduto l’altra sera con un bel programma su Retequattro. Padre Pio in realtà corre due pericoli opposti e paralleli: uno, che viene dall’alto, e mira a demolire l’aura di santità, a dimostrare che fosse quasi un impostore. L’al tro è che la sua santa immagine si trasformi nell’icona kitsch del Mezzogiorno superstizioso e tardone, che non investe in sviluppo e solidarietà ma in pacchiana paccottiglia e feticismo monumentale.
Faccio un esempio, di cui ho letto sulla Gazzetta del Mezzogiorno. A Rignano Garganico sorgerà una statua del Santo di Pietrelcina alta sessanta metri che costerà dieci milioni di euro. Sarà la millesima statua di Padre Pio, che è ormai dappertutto, perfino nei condomini e nelle stazioni di servizio del sud. Ma questo monumento sarà gigantesco, come la statua della Libertà e il Colosso di Rodi. Sarà il frutto di una specie di azionariato popolare, coagulato tramite un sito internet, dieci milioni di pixel da un euro l’uno, in modo che ogni azionista potrà dire di aver portato il suo mattone. A promuovere l’iniziativa assiro-babilonese è un circolo culturale locale, ma il promotore è quell’ex frate Giuseppe Cionfoli passato dalla mistica leggera alla musica leggera, dal sacerdozio all’isola dei famosi. E mi pare davvero un progetto all’altezza di questa parabola, la riconversione di un santo in una star da reality, anzi da santiry show, degna di Las Vegas più che del Gargano. Per carità, non si tratta di denaro pubblico ma di private e volontarie donazioni; e non voglio nemmeno addentrarmi nell’ipermercato della fede, tra simoniaci, creste e business, che ruota dietro i circuiti della devozione. Ma un santo come Padre Pio che ha aiutato e miracolato tante persone, meriterebbe di veder devolvere queste cifre enormi in opere di bene, assistenza ai malati, aiuto ai bisognosi, e in mille opere di vera beneficenza per il sud. La statua invece è finalizzata al turismo religioso e ad un culto che rischia di sfociare nell’idolatria. Il mio disagio non nasce dalla diffidenza verso la devozione forte e diffusa a Padre Pio, ma al contrario, dal rischio che iniziative come queste squalifichino il Santo, il suo culto e i suoi devoti. E diano una brutta mano a questa rinnovata ondata di linciaggio verso Padre Pio, pompata da giornaloni, circoli laicisti e gruppi anticlericali, logge e lobbies ostili al santo terrone e alla devozione antica e genuina che suscita. Hanno ripreso 1’assurda storia delle stimmate artificiali, procurate con farmaci e le antiche insinuazioni sulla sua vita. Stimmate durate mezzo secolo e poi scomparse all’approssimarsi della morte, non sono frutto di acidi. Si riprendono le famose registrazioni in confessionale per insinuare intimità sessuali con le devote. Non credo, ma lasciatemi dire una cosa scandalosa: cosa volete che sia rispetto ad un grandioso percorso di santità un cedimento sessuale? Ma davvero dobbiamo misurare la santità con questi metri miserabili, da virtuismo borghese e da puritanesimo quacchero? Mi è capitato di sentire fior di atei militanti che si appellavano perfino all’autorità di un Papa, Giovanni XXIII, ostile verso il frate di Pietrelcina, per soste­nere la loro campagna contro Padre Pio. Ho loro chiesto se credevano al dogma dell’infallibilità del papa; assolutamente no, mi è stato risposto, e allora perché dovremmo credere a priori all’autorità di un papa, peraltro corretto dal suo successore Paolo VI e vistosamente smentito da un suo grande successore, papa Giovanni Paolo II? Padre Pio è un santo eletto per grazia di Dio e volontà della nazione, assurto agli altari per una forma insolita di elezione diretta, quasi di democrazia plebiscitaria applicata all’agiografia. È un santo che odora di Medio Evo, ma suscita devozioni insospettabili e una vastità impressionante di testimonianze sui suoi miracoli. Certo, poi c’è il risvolto fastidioso, la speculazione, il mercatino, il kitsch. Ma di fronte ad una società che si crede più smagata ma poi coltiva superstizioni ancora più ridicole, legate agli oroscopi, ai segni zodiacali e a mille nuove superstizioni, il culto di Padre Pio rivela la familiarità con il sacro e l’irruzione del religioso nella vita quotidiana, il bisogno, anzi la fame di santità e di fede di una società orfana di senso e braccata dalla disperazione e dalla solitudine. Lasciate che di Padre Pio ciascuno di noi coltivi un altarino domestico, e magari conservi nel proprio portafogli un’immagine, un ricordo, una traccia che ci è stata tramandata da una persona cara e che forse evoca una storia tragica e miracolosa. L’anno prossimo sarà il quarantennale del ’68, e tanti – me compreso – dedicheranno libri e iniziative a quell’anno. Sarà un caso, ma in quell’anno parricida, se ne andarono tre padri: Padre Pio, Giovannino Guareschi, che si fece seppellire con il tricolore con lo stemma sabaudo e Vittorio Pozzo, glorioso commissario della Nazionale che drogava i suoi calciatori con gli inni patriottici. E chiuse i battenti la tv educativa del Maestro Manzi. Che sia avvenuta allora, anziché nel ’43, la morte della patria?
Marcello Veneziani
Libero

Progetto di installazione di un allevamento di gamberi nella laguna di Varano

La Regione Puglia esprime parere favorevole alla compatibilità ambientale per il progetto di installazione di un allevamento di gamberi nella laguna di Varano, nel comune di Cagnano Varano (Fg), proposto dal dott. Leonardo Grimaldi – Via Bari, 2B – Cagnano Varano (Fg).

Le tipologie di gambero previste in allevamento sono il "Penaeus Japonicus" ed il "Melicertus Kerathurus"; la prima è stata introdotta nelle acque italiane dal 1979 ed è utilizzata nella maggior parte degli impianti di gambericoltura italiani: la seconda è autoctona oltre ad essere ampiamente diffusa nel bacino del mediterraneo.

Entrambe le tipologie di gamberi si nutrono della flora e fauna bentonica presente in laguna e considerata la natura estensiva dell’allevamento (2,3 soggetti/mq), esse non comportano significative alterazioni delle dette componenti ambientali ; si precisa che essendo il bacino della laguna di Varano fortemente eutrofizzato ed essendo i gamberi organismi detritivori, questi svolgono anche una importante funzione relativamente al degrado delle sostanze organiche presenti.
Speriamo bene!!!

I Cantori di Carpino, custodi delle antiche tradizioni garganiche da ben tre generazioni

Articolo apparso su Ondaradio
Quando si parla dei Cantori di Carpino non ci si riferisce soltanto ad un semplice gruppo di musica popolare dedito alla cura delle tradizioni canore locali. I Cantori di Carpino sono qualcosa di più, il loro nome riecheggia nelle valli del Gargano affondando le proprie radici nei decenni passati.
E’ trascorso più di mezzo secolo ma la loro denominazione è sempre lì, immutata. Sono cambiati i protagonisti, le persone fisiche, ma l’ anima è sempre quella perché, in fondo, le idee camminano sulle gambe degli uomini. I corpi passano, lo spirito resta. Come quello dei Cantori di Carpino giunti, con quella attuale, alla terza edizione di un gruppo ideato negli anni Sessanta dall’indimenticato Andrea Sacco. Trovare una continuità tra passato, presente e futuro" è l’obiettivo, sottolineato da Nicola Gentile, che anima i Cantori di Carpino. Gentile è uno dei promotori del terzo gruppo dei Cantori di Carpino, sorto nel 1997 in seguito alla volontà di alcuni giovani musicisti di non disperdere l’insegnamento dei propri padri. A fungere da sapienti guide ci pensava il trio storico del folk carpinese composto da Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone. Un mix generazionale di provata efficacia, una ensemble che ha catalizzato le attenzioni del pubblico negli ultimi dieci anni. Un ruolo decisivo nella fase di costituzione del terzo gruppo dei Cantori di Carpino, ricorda Nicola Gentile, è stato svolto da Eugenio Bennato fondatore della Nuova Compagnia di canto popolare a Napoli agli albori degli anni Settanta nonché ideatore circa un decennio fa del movimento Taranta Power oltre che profondo conoscitore della realtà garganica ed amico personale dei Cantori di Carpino, che ha spronato nel’97 i giovani carpinesi a seguire le orme dei loro avi. "Ci veniva spesso a trovare" ricor­da Nicolino Gentile. Se inizialmente non è stato facile assemblare musicisti provenienti da esperienze in diversi generi musicali, il progressivo e crescente successo riscosso dal ’97 in poi ha definitivamente persuaso i membri del gruppo, e non soltanto loro, della bontà dell’idea di non disperdere il prezioso patrimonio della cultura folk carpinese e garganica giunta sino a noi. Una musica ancestrale, pura, antica e dinamica, una musica senza tempo. Diverse le tournee effettuate in Italia e all’estero negli ultimi dieci anni dai Cantori di Carpino, che iniziano a programmare anche la nuova stagione. E’ all’orizzonte infatti un tour in Europa in programma la prossima primavera, ma prima di tornare ad esibirsi oltre confine il gruppo folk carpinese sarà di scena a Foggia giovedì 13 dicembre. Tra sei giorni quindi il capoluogo dauno si prepara ad ospitare il noto gruppo garganico in ima serata all’insegna del legame con la propria terra e delle tradizioni musicali datine, piazza XX Settembre la location prescelta per la prima edizione della Giornata della Rete nazionale di cultura popolare che si celebrerà contemporaneamente in tredici città capoluoghi di provincia. I Cantori di Carpino, che nell’occasione del 13 dicembre saranno affiancati da altri rinomati gruppi locali come i Malicanti e i Cantori di San Giovanni Rotondo sul palco che verrà allestito in piazza XX Settembre, a metà della prossima settimana, si sono recentemente esibiti a San Severo e a Carpineto Sinello in provincia di Chieti. Per quanto concerne invece i prossimi appuntamenti, dopo la serata foggiana,il taccuino dei Cantori di Carpino annovera il concerto in calendario a Cagnano Varano il 29 dicembre in prossimità di Capodanno. Se oggi Carpino rappresenta a pieno titolo uno dei punti di riferimento del panorama musicale folk nel territorio nazionale, lo si deve anche all’opera dei Cantori. Quelli passati dei due gruppi precedenti, quelli attuali e quelli futuri che, siamo certi, non mancheranno. E grazie anche alla presenza del Carpino Folk Festival, che quest’anno è giunto alla sua dodicesima edizione. Un appuntamento diventato una costante nell’ambito degli eventi nazionali in materia di musica folk e popolare. Erano circa 15mila le presenze nel corso della serata conclusiva dell’edizione 2007 del Festival, svoltasi lo scorso 11 agosto. Un riscontro di pubblico, un bagno di folla, in grado di rendere efficacemente l’idea dello spessore della manifestazione. Ma se oggi Carpino è un punto di riferimento nazionale della musica folk lo deve, dicevamo, anche ai suoi Maestri. Ci riferiamo al trittico Andrea Sacco, AntonioPiccininno e Antonio Maccarone, preziose guide per Nicola Gentile e gli attuali componenti del terzo gruppo dei Cantori. Andrea Sacco, scomparso a marzo del 2006 all’età di 95 anni, è il più grande interprete di tarantella. Dice di lui Eugenio Bennato: "Abbiamo fatto in tempo a fare qualcosa perché la sua lezione rimanga per le generazioni future. A Milano, Torino, Roma. Bologna, Firenze, Napoli, in Italia e in Europa, decine di giovani con il fiato sospeso di fronte alla semplice e misteriosa potenza della sua voce, di fronte al grande Andrea Sacco uomo del Sud, profeta di un rock lontano dalle finzioni del divismo contemporaneo, artista e sacerdote dello straordinario rito collettivo che si chiama musica popolare". Antonio Piccininno (91 anni) e Antonio Maccarone (87) sono i decani della musica popolare italiana. Passato, presente e futuro si fondono nei Cantori di Carpino, custodi delle tradizioni garganiche.
I GENERI
La serenata ad personam (per conto proprio, quando era innamorato ad essere il cantatore, o su commissione) era in passato il momento più importante per l’esecuzione di canti tradizionali di Carpino. Gli stessi canti che venivano utilizzati in una pluralità di occasioni: nell’ambito dei lavori campestri, durante la pesatura del grano in estate, la raccolta delle olive in autunno; nelle feste, specie durante il carnevale, sulle melodie strumentali dei balli, sul ritmo delle varie Tarantelle alla muntanara. La serenata a Carpino, come in altri paesi del promontorio, era di due tipi: d’amore e di sdegno.

Carpino – Un morto sui binari

Un agricoltore di 64 anni nella sua Fiat Fiorino è stato travolto da un treno delle Ferrovide del Gargano, presso un passaggio a livello senza barriere
Ferrovia, binari FOGGIA – Una persona è morta nell’incidente ferroviario avvenuto questa mattina ad un passaggio a livello incustodito sulla linea Cagnano Varano-Carpino a pochi chilometri dalla stazione di Carpino (Foggia). Per cause in corso d’accertamento, il treno delle Ferrovie del Gargano ha travolto un «Fiorino» Fiat il cui conducente non è riuscito ad evitare l’impatto. L’uomo è morto sul colpo, illesi i passeggeri ed il macchinista del convoglio.
La vittima si chiamava Michele Trombetta, 64 anni, agricoltore di Carpino. L’uomo è stato travolto da un treno delle Ferrovie del Gargano, nei pressi di un passaggio a livello sprovvisto delle barriere, ma fornito di un segnalatore acustico e visivo. L’incidente è avvenuto sulla tratta Cagnano Varano – Carpino a circa duecento metri dalla stazione di Carpino. L’agricoltore, che aveva un terreno nei pressi del passaggio a livello, era a bordo del furgocino quando è stato travolto dal treno con a bordo soltanto quattro persone, tutti dipendenti delle Ferrovie del Gargano. Il convoglio non procedeva a velocità sostenuta anche perché la motrice non supera i 60 chilometri orari. Nonostante i tempestivi interventi dei Vigili del Fuoco e dei carabinieri di San Severo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto è intervenuto anche il sostituto procuratore del tribunale di Lucera Claudio Rastrelli della Procura di Lucera che sta indagando sull’incidente mortale e in particolare dovrà verificare se i segnalatori acustici e visivi al momento dell’incidente erano in funzione.

Frasca, Fanoia e olio novello a Carpino il 7 dicembre 2007

Ritorna a Carpino il rituale appuntamento del 7 dicembre con la manifestazione “Frasca, Fanoia e olio novello”, promossa dal Comune di Carpino e dalla Pro Loco, con la coorganizzazione della Comunità Montana del Gargano.

Se pure tra molteplici difficoltà, a causa dei violenti nubifragi abbattutosi su tutto il territorio comunale, compromettendo seriamente la produzione in atto, l’Assessore all’Agricoltura e Turismo, Mario Felice Ortore, ha voluto fortemente la realizzazione della manifestazione, sicuramente una delle più consolidate tra le innumerevoli tradizioni che caratterizzano la cultura locale.

Frasca, fanoia e olio novello, infatti, nasce dallo scopo di celebrare l’olio novello e riscoprire le antiche tradizioni contadine: attraverso itinerari nei quartieri si va alla riscoperta della “fanoia”, isolato falò di rami di ulivo che, bruciando la notte dell’Immacolata, rievoca, tra memoria pagana e adattamento cristiano, l’antico rito del raccoglimento e della purificazione: l’olivo bruciando diventa sacro e questa pianta rivela le sue molteplici attitudini: riscalda i cuori e rallegra le mense.
Attorno alla “fanoia” le donne intonano antichi canti religiosi, i bambini antichi sonetti e cantilene, mentre gli uomini preparano sotto la brace patate novelle irrorate con abbondante olio novello.

Nella seicentesca Piazza del Popolo, oltre alla sapienza dei produttori locali, sarà l’ipnotica melodia della tarantella a trascinare i visitatori in questa notte sacra con la partecipazione de “I cantori di Carpino” ed il gruppo Folk dell’Istituto Comprensivo “P.G.Castelli” di Carpino, autentici cultori e depositari della tradizione di una terra che, negli anni, ha saputo conservare e valorizzare la sua memoria.

Il Consigliere Rocco VIVOLI in Visita al Comune di Canino (VT) leggi il Reportage….

Dal portale del Comune di Carpino...
Nell’ambito delle iniziative sostenute dall’Amministrazione Comunale di Carpino in merito alla promozione dell’olio extravergine di oliva, si è tenuto presso il Comune di Canino, nell’alto Lazio in provincia di Viterbo, un’incontro tematico, all’interno della sagra dell’olivo, sul tema della qualificazione di questo prodotto tipico. Per il Comune di Carpino era presente una delegazione condotta dal consigliere comunale con delega alla Cultura e allo Spettacolo, dott. Rocco Vivoli.
Il consigliere sostiene che l’incontro è stato un utile appuntamento per promuovere e far degustare il nostro olio nell’ambito di una importante manifestazione fieristica che ha visto il nostro prodotto eccellere nello stand dedicato alla Puglia. L’incontro ci ha permesso di confrontare la realtà produttiva del nostro territorio con quelle degli altri comuni pugliesi e di altre regioni italiane.
L’opinione del consigliere Vivoli è che la nostra agricoltura si dimostra molto avanzata rispetto alle altre per quanto riguarda le tecniche di raccolta e di trasformazione delle olive, e ciò si riflette in un prodotto di eccellente qualità che sicuramente non ha pari tra quelli presenti alla manifestazione da lui presieduta. Dal punto di vista commerciale non vi è dubbio che esiste un notevole gap da colmare relativamente alla capacità di proporre con un giusto valore aggiunto il nostro prodotto, magari attraverso la costituzione di un consorzio pubblico/privato che riesca a valorizzare non solo la qualità del prodotto, ma anche a monetizzare in modo dignitoso lo sforzo e la cura che i produttori carpinesi profondono nel proprio lavoro. Il Consigliere Vivoli sostiene infine l’opportunità e la necessità di continuare in questa direzione per la promozione e la valorizzazione del nostro prodotto tipico, in modo da garantire una sempre maggior visibilità ai produttori carpinesi, al fine di ottenere un riconoscimento materiale e morale progressivamente più adeguato allo standard qualitativo del lavoro svolto.

FOGGIA: PRIMA GIORNATA DELLA RETE NAZIONALE DI CULTURA POPOLARE

Ufficio Stampa Associazione Culturale Carpino Folk Festival

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Il Comitato Festival delle Province
in collaborazione con
Provincia di Foggia
Associazione Culturale Carpino Folk Festival

PRESENTA

PRIMA GIORNATA DELLA RETE NAZIONALE DI CULTURA POPOLARE

Foggia 13 dicembre 2007 – in contemporanea con altre 12 province italiane

Nella Terra della Chitarra Battente si narra sull’esistenza di esseri, di canti e di suoni antropomorfi e immortali, che vissero avventure e compirono azioni fantastiche, interessandosi a ciò che avveniva tra i mortali e modificando il mondo con il loro intervento. Il 13 Dicembre a Foggia in Piazza XX Settembre, il passato diventa presente, ciò che accadde accade ancora, una nuova vita si acquista e il mondo ri-nasce. Non mancare perderesti l’occasione di purificare il tuo corpo.

 

Dal 2007 il Comitato Festival delle Province è riconosciuto “Rete Italiana di Cultura Popolare” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Per celebrare questo importante riconoscimento, si dà vità alla Prima Giornata della Rete Nazionale di Cultura Popolare, giovedì 13 dicembre, presso tutte le 13 province socie del Comitato, per evidenziare il loro impegno nella difesa e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

La giornata del 13 dicembre verrà anticipata da una Tavola Rotonda che si terrà lunedì 10 dicembre presso la sede dell’UPI, piazza Cardarelli 4 a Roma, che vedrà coinvolte le province del Comitato, proprio sul tema della “Rete Italiana di Cultura Popolare” e sul progetto triennale co-finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

I lavori della tavola rotonda inizieranno alle 14,00, ma prima, alle 12,00 sempre presso l’UPI, si terrà la Conferenza Stampa della giornata della rete Nazionale di Cultura Popolare, a cui parteciperanno le Province socie del Comitato, il Ministero per i beni e le attività culturali ed il direttore generale dell’UPI.

A Foggia il 13 dicembre la Giornata della Rete Nazionale di Cultura Popolare, coorganizzata dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, sarà tutta volta a promuovere l’eccellenza del territorio in fatto di cultura popolare attraverso incontri, proiezioni e presentazioni che si terranno presso la sede della Provincia di Foggia a Palazzo Dogana per poi spostarsi in serata a Piazza XX Settembre dove si potranno ascoltare i concerti della Tradizione Garganica con i Cantori di Carpino, i Cala la Sera con i Cantori di San Giovanni Rotondo e i Malicanti.

Presentazione completa (per la stampa) della Prima Giornata della Rete Nazionale di Cultura Popolare a Foggia

Programma della Giornata della Rete nelle 13 Province

Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio Stampa dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival: info@carpinofolkfestival.com

www.carpinofolkfestival.com

Carpino Folk Festival
Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

1 .

Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni

Associazione Culturale Carpino Folk Festival – Iscritta all’Albo Regionale Pugliese dello Spettacolo al n°11

Lottizzazione servaggia la trionfera’ anche sui resti delle necropoli

Il caso emblematico della località pantanello di Vieste – di Modesta Raimondi

Noi speriamo che non accada.
Si chiama Michele Eugenio Di Carlo, il don Chisciotte viestano. E i suoi mulini a vento sono le ruspe che tra breve co­minceranno a costruire sopra all’antichissima necropoli di San Nicola. O meglio, conti­nueranno ad costruire, perché ciò che resta dell’ipogeo tra­sformato in chiesa rupestre non è molto. La collinetta su cuisorge lanecropoli, infatti, è stata da tempo sventrata dalle lottizzazioni, come spiega lo stesso Di Carlo. E non solo ver­so est, sulla città greca, dove sorge il noto rione Carmine, e dove, tempo addietro, venne­ro ritrovate 2 iscrizioni greche, per fortuna messe in salvo. Il convegno dello scorso marzo sulle necropoli paleo­cristiane del Gargano, orga­nizzato dalla sezione locale di Società diStoria Patria, Comu­ne di Vieste e Parco Nazionale del Gargano, che aveva per fi­ne quello di puntare l’atten­zione sulla salvaguardia del noto sito archeologico, pare non aver raggiunto il suo sco­po, dal momento che è dello scorso martedì, la decisione di giunta di continuare a erigere palazzi in località Pantanello. E pensare che in occasione del succitato convegno, anche Anna Campese Simone, ricer­catrice presso il Pontificio isti­tuto di archeologia cristiana si era mostrata preoccupata del­le condizioni di abbandono e degrado di molti siti archeolo­gici, "schiacciati dal turismo massificato che rovina lavori di recupero eseguiti con crite­rio e professionalità". Il problema è che la necro­poli è sempre passata inosser­vata", spiega DiCarlo, compo­nente dell’assemblea regiona­le del Partito democratico. "Non ci sono accortezze di al­cun tipo per salvaguardare l’interesse artistico. Pensa che domenica ho mandato un co­municato alla stampa, e mar­tedì la giunta ha approvato la nuova lottizzazione edilizia nelle immediate vicinanze di quella zona. Temo che finirà male per la necropoli". Appoggiato dal parlamenta­re diessino Michele Bordo (originario di Manfredonia), dall’associazione Italia No­stra, dal Carpino Folk Festival, Di Carlo non intende mollare la presa, e si dice fortemente interessato a portare fino in fondo questa battaglia. "I pa­trimoni danno fastidio, tocca­no interessi che non sono pub­blici. Ma bisogna saper dire Basta!". L’assessore all’urbanistica Angelo De Vita, protetto dal parere favorevole della sovrin­tendenza archeologica, parla di un piano di lottizzazione approvato già dalla giunta precedente, e chiama ‘ cretinate", le argomentazioni sul valore artistico del territorio. "Presentare le cose in que­sto modo è pretestuoso e scor­retto", esclama. "Noi poniamo le basi per la tutela definita di quella zona. Perché oltre a co­struire, realizzeremo un pic­colo museo collegato alle grot­te, che verranno valorizzate da un parco archeologico e punti di macchia mediterranea. La salvaguardia delle grotte è vin­colante alla realizzazione del­la lottizzazione". Tutto a posto dunque? Mah, certo è che pensare a nuovi pa­lazzi edificati su siti archeolo­gici, quasi a tutela e protezio­ne di questi, appare quanto­meno bizzarro. Ma neanche meeting e convegni appaiono adeguati aproteggere l’antico, come sottolinea Giuseppe Ruggieri, ispettore onorario ai beni architettonici e per il pae­saggio del Comune di Vieste. I convegni sono utili, per carità! Ma ciò che serve davve­ro è il vincolo: è il vincolo l’u­nico appiglio legale utile a di­fesa di un territorio. Ad esem­pio, ai convegni mi invitano sempre: sono momenti di pu­ro presenzialismo.Maquando si tratta di prendere decisioni importanti, mi tengono all’o­scuro di tutto. Le parlo a 50 metri dal Comune, e i miei rap­porti sono ottimi con tutti: parliamo di ogni cosa. Ma in realtà mi hanno isolato. Men­tre ciò che servirebbe è una strettissima collaborazione tra tecnici, residenti, funzio­nari, che abbiano poi capacità di collegamento con i palazzi romani. Fu quello che succes­se negli anni Ottanta, quando nell’arco di pochi mesi riu­scimmo con il nostro lavoro, entusiasmo e collaborazione continua, a far mettere vincoli su diversi punti del territorio di Vieste. Il vincolo per la ne­cropoli di san Nicola, infatti, risale proprio a quel periodo: precisamente al 10 agosto del 89". Tra le sue esperienza a dife­sa del territorio, Ruggieri rac­conta di quella volta in cui i tecnici decidero di porre un impianto biostabilizzatore dei rifiuti solidi urbani, in zona Ci­sco uomo morto, in pieno par­co del Gargano: un punto in­credibilmente panoramico. Per fortuna in quella occasio­ne si cambiò idea, grazie so­prattutto al forte impegno del governatore Nichi Vendola. "Spesso un luogo si salva dalla cementificazione per puro ca­so, per un incontro fortunato di eventi e persone" conclude Ruggeri. Chissà se anche per la necropoli di San Nicola sarà così. In ogni caso pare che oltre a Ruggieri, Di Carlo e pochi altri, non siano in molti ad interes­sarsene. Speriamo sia soltanto un’impressione.
Giuseppe Ruggieri: “ a Vieste ci si salva dalla cementificazione per caso”
La delusione dell’ispettore onorario per i Beni architettonici ed il paesaggio del comune di Vieste.
Incontriamo Giuseppe Rug­gieri, ispettore onorario per i beni architettonici e per il pae­saggio del Comune di Vieste.
Ispettore, qual è la sua opi­nione sulla necropoli di San Nicola al Pantanello?
E’ un sito piuttosto interes­sante: una chiesa rupestre de­dicata a San Nicola che conser­va sul fondo absidato una teo­ria di santi in affresco e tutta una serie di pilastri, il tutto in­cavato nella roccia. E’ un ipo­geo paleocristiano, con tutta una serie di strutture funerarie che andrebbero indagate. Ci sarebbe un grosso lavoro da fa­re…
E invece hanno deciso di co­struirci su…Come le sembra?
Lì andrebbe fatto un piccolo parco archeologico. Anche se è poca cosa ormai, assediato com’è da costruzioni e strade. E poi andrebbe salvaguardato il verde, fatti degli scavi, biso­gnerebbe restaurare, tutela­re …Io comunque non ho di­retta conoscenza della volontà del Comune: mi tengono all’o­scuro di tutto.
Il vincolo alla zona è stato posto nel 1989. Cosa è succes­so da allora?
C’è stato un continuo via vai di nuovi venuti: funzionari, tecnici: vanno, vengono. Ma nessuno mi ha mai contattato. Pensi che sono venuto a sapere al bar che ci costruiranno su.
Ma se ci costruiscono, i vin­coli non servono?
Fanno tutto con permessi. Se un luogo si salva dalla cemen­tificazione è per puro caso: per una combinazione felice di persone. Mai per una severa applicazione delle normative.

SALVIAMO DALLA CEMENTIFICAZIONE LA NECROPOLI DI SAN NICOLA

Riceviamo e diffondiamo per amore di tutto il territorio del Gargano

S.O.S. Ieri, in Consiglio Comunale a Vieste si è assistito ad un’altra lottizzazione nelle immediate adiacenze della necropoli di S. Nicola a Vieste.
Aiutatemi a contattare tutte le istituzioni culturali ed ambientali del territorio garganico, pugliese e nazionale e facciamo partire una petizione per salvare dalla cementificazione le grotte di S. Nicola, già compromesse, degradate e abbandonate. All’interno, vi sono anche affreschi probabilmente di origine longobarda. Grazie!

Il 9 marzo 2007, nella sala normanna del castello Svevo di Vieste, si è tenuto un importante convegno dal tema “Le necropoli paleocristiane del Gargano”, organizzato dalla sezione locale della Società di Storia Patria, dal Comune di Vieste, dal Parco Nazionale del Gargano.
In tale occasione, presenti le massime autorità comunali e del Parco, nonché la relatrice del convegno, la professoressa Chiara Lambert dell’Università di Salerno, la professoressa Anna Campese Simone, ricercatrice presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, ha presentato il suo volume “I cimiteri tardo antichi e altomedievali della Puglia Settentrionale”, minuzioso lavoro di ricerca completo di fotografie e piantine dei siti studiati.
Nel corso del convegno la professoressa Campese comunicò la grande importanza di Vieste, S. Tecla e Monte Sant’Angelo nell’Alto Medio Evo, come poli di aggregazione di contadini e pastori più ampi rispetto ad altri, ma, soprattutto, la professoressa Campese certificò l’alto valore archeologico e l’importanza storico-culturale della necropoli di “San Nicola”, situata in località “Pantanello” del Comune di Vieste, quale unico ipogeo trasformato in chiesa rupestre che si conosca sino ad oggi. Nello stesso tempo, la professoressa apparve molto preoccupata delle condizioni di abbandono e degrado di molti importanti siti archeologici in presenza di un turismo di massa che distrugge e rovina, raccomandando interventi di recupero fatti con criterio, competenza e professionalità.
Visto che l’Amministrazione Comunale ha patrocinato tale convegno, pienamente edotta e consapevole dell’importanza storico, culturale, sociale ed economica, tra gli altri, del sito della necropoli di San Nicola; considerato il degrado e l’abbandono che avvolge tale sito anche a causa di lottizzazioni edilizie non programmate nella maniera opportuna; nota la possibilità di inserire nel mercato dell’offerta turistica pugliese e nazionale la riscoperta e la valorizzazione di molti dei nostri siti culturali con conseguenti ampi vantaggi economici ed occupazionali, chiediamo all’Amministrazione Comunale di Vieste di rendere noti e pubblici gli interventi di recupero, di ripristino e di valorizzazione programmati ad oggi per la necropoli di San Nicola.
Nello stesso tempo lanciamo un appello a tutte le associazioni e a tutti gli enti culturali del territorio garganico e pugliese col preciso intento di salvare la necropoli di San Nicola di Vieste dall’abbandono, dal degrado, dallo scempio, dalla cementificazione.

HARP TO HARPS è il nuovo CD di Giuliana De Donno

HARP TO HARPS
FESTA DI PRESENTAZIONE CD

2 Dicembre 2007 ore 18.30
CAFFE’ LETTERARIO
Via Ostiense 95
ROMA

HARP TO HARPS
HARP TO HARPS è il nuovo CD di Giuliana De Donno realizzato con il contributo IMAIE e prodotto da Lincoln Almada per Twilight Music.
L’affascinante viaggio nel mondo dell’arpa compiuto in questo lavoro discografico racconta una piccola parte di storia dello strumento attraverso l’arpa Irlandese (Celtica), Sud-Americana (Paraguayana), Italiana (Viggianese) e Classica moderna.

Oltre ad avere un carattere storico, il progetto musicale nasce anche dall’esigenza di reinterpretare con libertà e fantasia, brani del ricco repertorio della tradizione popolare e classica : il Barocco musicale irlandese con il Concerto di O’ Carolan, quello Ispano-sud-Americano con la Paradetas di Ribayaz e quello classico con la Sarabanda di Couperin e la Toccata di Paradisi; il Romanticismo con la trascrizione per arpa classica della Serenada Granada dello spagnolo Albeniz; l’antico repertorio musicale dell’area Celta del nord-Europa con Baltiorum, Gaelic waltz, the Knappogue medley ed inoltre la tradizione popolare del sud-Italia con Tarantella Capuanese e Tarascone e quella del sud-America con recenti composizioni che attingono dal passato, come Pampalirima, Merengue rojo, Villavicencio e Milonga par amar.
Nella serata di presentazione della prima uscita di HARP TO HARPS, Giorgio Verdelli racconterà insieme a Giuliana, le immagini, i suoni e le emozioni che hanno ispirato questo affascinante viaggio musicale.
In anteprima assoluta Giuliana suonerà, nel corso della serata, un’arpa originale Viggianese dell’ ‘800, fresca di restauro : si tratta di uno dei pochi esemplari di questo strumento riportato al suo antico splendore e che vanta un posto di riguardo nella storia della musica popolare Italiana e Lucana.
Suoneranno insieme a Giuliana gli ospiti che hanno collaborato al cd :
Lincoln Almada (arpa paraguayana)
Arnaldo Vacca e Massimo Cusato (percussioni)
Raffaello Simeoni e Clara Graziano (organetti)
Marco Tomassi (zampogna)
Elena Somarè (fischio)

Un sistema produttivo del Gargano da realizzare nell’ambito del turismo ad escludendum

Pubblichiamo le dichiarazione di Gianni Sollitto apparse questa mattina sul portale di OndaRadio
Come si vede il fantomatico "Sistema" che si intende creare sul Gargano esclude come in passato le solite località, complimenti.

Un sistema produttivo, da realizzare nell’ambito del settore turistico. E’ questa la nuova ed interessante ini­ziativa che í comuni di Vieste. Peschici, Rodi, Vico, Monte SanfAngela, Mattinata e Isole Tremiti, hanno in animo di attuare, quali partner delle imprese, sfiuttando le opportunità offerte in tale senso dalla Regione Puglia. L’Ente di via Capruzzi, infatti, con la legge 2.3 del 3 agosto scorso, ha inteso "promuovere, sostenere e favorire le iniziative e i programmi di sviluppo su base territoriale tesi a rafforzare la competitivi­a, l’innovazione, l’inter­nazianalizzazione, la crea­zione di nuova e migliore occupazione e la crescita delle imprese che operano nei settori dell’agricoltu­ra, della pesca, delf artì­giauato,dell’industria, del turismo, del commercio e dei servizi alle imprese". Ragion per cui, poiché esiste già da tempo una forte volontà di costituire un Sistema territoriale tu­ristico locale, finalizzato a sviluppare una relazione più efficiente tra i soggetti stessi teso a rafforzare il sistema di offerta locale e creare una filiera turistica integrata úi modo da stimolare le economia interne ed esterne, si è deciso dì aderire all’invito della Regione con il quale si potrà attingere a cospicui finanziamenti. Si sa bene che il comparto del turismo ricopre, per il Gargano, una particolare importanza nel quadro delle politiche di svi­luppo economico e assume una valenza strategica nella co­struzione di un sistema capace di rafforzare la competitività e la capacità attrattiva dell’economia locale. Per cui, il Distretto produttivo turistico che si intende attuare, può rappresentare un decisivo elemento strategico per la valorizzazione e lo svi­luppo della filiera turistica, con effetti diretti sullo sviluppo infrastrutturale, economico-sociale dell’intero territorio e dal dal punto di vista reddituale:A parere dei sette comuni in­teressati ad entrare a far parte del Distretto, con la sua rea­lizzazione si potrà favorire e valorizzare le risorse territoriali.

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