Finalmente in Puglia si fa sistema! L’intera regione attende con interesse l’avvio del festival F.F.S.S..
Dopo la presentazione fatta da Renzo Arbore alla BIT si è creato un clima di attesa e di grande entusiasmo per il Five Festival Sud System, nato dall’unione delle principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.
L’iniziativa fortemente sostenuta e voluta dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dall’Azienda di Promozione Turistica di Foggia può diventare un fattore di sviluppo locale e di promozione turistica del Gargano, e non solo, proponendosi tra gli eventi culturali più importanti dell’intero centro sud.
Un unico festival di grande qualità, con ben due mesi di programmazione, luglio ed agosto, può attrarre molte migliaia di spettatori grazie agli oltre 250 artisti coinvolti negli spettacoli, diffusi su un territorio di venti comuni tra Gargano e Monti Dauni.
Mettendo i cinque eventi in sinergia come manifestazione unica con un cartellone unitario di alto profilo culturale e sociale ha garantito di evitare le sovrapposizioni di date tra i vari eventi e potrà sicuramente essere utilizzato da qui in futuro come laboratorio di sperimentazione e contenitore per un’offerta musicale complessa e completa: dal folk, alle tradizioni popolari, alla musica classica, al Jazz.
E’ uscito l’ultimo InformaCarpino
Era il mese di agosto del 2004, quando uscì per la prima volta in Carpino un giornalino che parlasse del nostro paese. InformaCarpino nacque dal bisogno di conoscere, di informare, di accogliere sollecitazioni e proporre interventi che riguardassero la realtà a noi più vicina, in tutte le sue manifestazioni: dall’aspetto sociale, al culturale, dal politico a quello economico ed amministrativo.
Nasceva dall’esigenza avvertita da moltissimi di seguire, costantemente, le vicende del nostro paese al di là delle sterili e confuse chiacchiere degli uomini di piazza, dei soliti stretti giri, che facevano scempio della verità. In questi anni, tutto quello che è stato scritto e documentato è stato fatto con la più totale imparzialità: certamente ci siamo creati diversi nemici per il semplice fatto che abbiamo messo a disposizione di tutti notizie sulle quali prima vi era il riserbo e venivano gestite dai soliti noti a proprio piacimento. Devo ringraziare tutte le persone che sono state vicine al nostro giornalino perché hanno avuto coraggio a continuare tra tante difficoltà.
A distanza di tanto tempo, è necessario un periodo di meditazione, non solo per valutare l’aspetto economico negativo per stampare il giornalino, ma anche per l’aspetto collaborativo che vi è stato solo in parte.
Le istituzioni e non solo loro, hanno fatto orecchie da mercante, tante altre persone, che potevano dare il loro contributo, sono stati condizionate perché scrivere qualcosa su qualcuno, avrebbe significato per la nostra realtà, non parlarsi più, non salutarsi più, il tutto esteso anche in ambito famigliare. Una mentalità gretta e subdola che difficilmente verrà sconfitta se non si ha il coraggio delle proprie azioni. Questo è successo in questi anni. La gente aspettava l’uscita di informaCarpino, anche parlandone male,( i nostri amici !!!) ma l’aspettava per vedere cosa ci stava scritto, per apprendere delle notizie dalle nostre rubriche, per leggere il mercatino, per sapere cosa succedeva a Palazzo di Città con la trasparente rubrica "allu scupert".
La cosa più esaltante è stato il rapporto che in questi anni vi è stato con i carpinesi residenti all’estero ed in altre regioni italiane: è stato il cordone ombelicale che ha tenuto uniti la nostra realtà con la loro, quante emozioni trasmesse con le foto del paese con le notizie su caio o sempronio. Non abbiamo avuto preferenze su nessuno, anche se su fatti un po’ delicati, sarebbe stato più opportuno tacere per non crearci rogne. Ma c’eravamo promessi di fare informazione, senza se e senza ma, non schierandoci, mai, dico mai, con nessuno: solo con la verità e la trasparenza. Chiunque ha potuto esporre democraticamente e liberamente il proprio pensiero, di qualsiasi fede politica ed estrazione sociale e culturale: a queste persone libere va il mio più sentito ringraziamento per aver collaborato a tenere in vita informaCarpino. Oggi serve una pausa di riflessione, serve un confronto tra le persone che vogliono mettersi in gioco per continuare in questa avventura, difficile, criticata, onerosa e con dispendio di tempo ed energie.
Non so cosa accadrà, certamente è stata (tra tante difficoltà) una bella ed entusiasmante esperienza. Chi vorrà continuare a parlare con me per esporre qualsiasi cosa, potrà farlo chiamandomi sul cellulare: 333.4267454. Non so se sarà un arrivederci oppure un addio.
Grazie di cuore a tutti quelli (e sono tanti) che ci sono stati vicino. Santino Basanisi
Ciao
Antonio sono Roberto. Non potevo non notare e apprezzare il tuo appello per
votare e far votare per Eugenio Bennato e quindi anche per me e la nostra
esibizione al festival di Sanremo. Ti scrivo per ringraziarti e per dirti che
nonostante il nostro decimo posto siamo orgogliosi di aver speso molte parole
per la tutela del nostro patrimonio in ogni circostanza che ci si presentava.
Per me in particolare è un onore portare avanti la voce e i suoni di Carpino e di una terra che
tante emozioni mi ha regalato e mi sta regalando. Emozioni indescrivibili se
penso che dal nulla e anche grazie a Eugenio sono arrivato sul palco
dell’Ariston cantando nel dialetto che mi appartiene. Ti mando tanti saluti, a
presto Roberto Mennona.
Questo gli era dovuto e non siamo contenti di averlo sostenuto con i nostri
mezzi.
Roberto tuttavia vorrei sinceramente augurarti di ritornare su quel palco ma
suonando questa volta la tua battente nello stile del nostro grande cantore
Andrea Sacco. Non ti nascondo il mio personale rammarico per aver fatto ballare
e poi fattoti baciare dalla Guaccero (che invidia, ahi,
guardate qua) per aver suonanto il
tamburello a pizzica piuttosto che a tarantella di Carpino. Non che non sia
meritevole la pizzica, anzi…ma perchè ritengo questo un segnale di debolezza
del nostro lavoro. Significa che non ancora siamo riusciti a rendere altrettando
meritevole suonare a tarantella i nostri canti.
Questo ovviamente ci spingerà a fare di più e meglio anche grazie al tuo aiuto.
Roberto Mennona, ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra
battente di Carpino affiancando il più grande suonatore e
cantatore del Gargano, Andrea Sacco di cui è meritevolmente considerato l’erede.
Nei concerti con Eugenio Bennato e nei corsi che dirige al Carpino Folk Festival
il suo compito è quello di trasmettere le tecniche e gli stili esecutivi della
chitarra battente per l’accompagnamento dei canti e delle tarantelle del
Gargano.
E’ la Legge regionale 26 febbraio 2008 n.2 "Riconoscimento delle masserie didattiche", con cui la Regione istituisce un circuito di fruizione per le aziende agroalimentari e agroturistiche pugliesi che svolgono attività produttiva tradizionale e, inoltre, si impegnano in iniziative di divulgazione didattico-formative.
Negli undici articoli in cui si articola la legge regionale sono definite la figura dell’operatore dell’attività didattica e le modalità da seguire, da parte delle aziende interessate, per la presentazione dell’istanza di riconoscimento, istruttoria ed iscrizione all’Albo regionale delle masserie didattiche. La Legge regionale n,2/2008 è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n..34 suppl. 1 del 29 febbraio 2008
MONTE SANT’ANGELO. Artigianato musicale, orti periurbani e memoria orale. A Monte Sant’Angelo si aprono tre cantieri di lavoro. Per una volta non si tratta di cantieri edili. Ma di tre laboratori di soft economy e di recupero culturale e sociale. Legambiente, Arci e Diario Montanaro mettono al centro dell’attenzione tre progetti concreti da avviare subito.
Il primo riguarda la creazione di un "laboratorio dell’artigianato musicale" che faccia piccola formazione non formale sulla costruzione degli strumenti musicali della tradizione della Capitanata e, al contempo, attivi iniziative concrete per la promozione del lavoro di quelli artigiani della provincia di Foggia che costruiscono chitarre battenti, tamburelli e piccoli strumenti in legno.
Il secondo, "fuori le mura", è un progetto che prevede la mappatura degli orti periurbani di Monte Sant’Angelo e successivamente, sotto la guida operativa dell’Arci nuova gestione di Monte Sant’Angelo, il recupero alla coltivazione di quelli incolti per produrre i prodotti tipici dell’agricoltura montana delle nostre zone.
Il terzo progetto ha valenza culturale e sociale ed è intitolato "il fuoco della memoria". Si tratta di un ciclo di eventi da realizzare nei quartieri di Monte Sant’Angelo per dare protagonismo a tutti coloro, anziani e non, che hanno da raccontare un pezzo di memoria passata. Una maniera per non perdere la memoria e per mettere le nuove generazioni di cittadini in contatto diretto, senza discutibili operazioni di mediazione, con la tradizione orale della nostra terra.
Questo ed altro è emerso nel corso di una due giorni di attività organizzata dalle associazioni che hanno siglato il "Patto per il rilancio di Monte Sant’Angelo a partire dalla sua Salvaguardia", con un convegno, intitolato IDEEsperienze per il centro storico di Monte Sant’Angelo verso l’Unesco in cui s’è discusso di come Monte Sant’Angelo possa cogliere l’obiettivo di entrare nel patrimonio mondiale dell’umanità; e con il primo appuntamento del "Fuoco della Memoria". I due eventi si sono tenuti nel centro storico della città dell’Angelo ed hanno visto la partecipazione di Franco Salcuni della direzione nazionale di Legambiente, Angela Bisceglia dell’Arci Nuova Gestione di Monte Sant’Angelo, Matteo Totaro de "il Diario Montanaro", Andrea Ciliberti, sindaco di Monte Sant’Angelo, Nicola Vascello, commissario dellAPT di Foggia, Franco Parisi, Vice Presidente della Provincia di Foggia, Ciro Pignatelli, commissario del Parco Nazionale del Gargano, Mario Simonelli, Sindaco di Orsara di Puglia, Luciano Castelluccia e Michele Ortore, del Carpino Folk Festival, Domenico Palena, Vito Tomaiuolo, Francesco Notarangelo, Giuseppe Guerra e tanti altri.
Da Ondaradio rimbalza una buona notizia per il nostro Gargano ve la riporto, mi metto alla ricerca e subito trovo conferme : Interviste a Anna Falchi e Lino Banfi.
Resto in attesa dei vostri commenti
Ciak, si gira: dal 30 marzo al 6 aprile a Peschici Si gireranno le riprese del film "Un’estate al mare" dei fratelli Vanzina. Molto ricco il cast: da Lino Banfi a Gigi. Proiettti, per continuare con Enrico Brignani. Enzo Salvi, Biagio Izzo, Anna Falchi. Victoria Sylversted, Nancy Brilli, Aida Yespica.
Come dire, il meglio della commedia italiana. Nel centro garganico, l’episodio vedrà impegnato il "nonno" più amato dagli italiani: quel simpaticone che si chiama Lino Banfi; insieme all’attore pugliese ci sarà Victoria Sylversted. Il film, ad episodi, tutti dal sapore di…sale, filone tanto caro ai fratelli Vanzina,toccherà tantissime altre località balneari: da Nord al Sud, passando per il Centro.
I fratelli Vanzina hanno scelto Peschici perchè sono innamorati di questa parte del Gargano. Ma personalmente credo che le cose stiano cambiando e uno degli obiettivi del CFF, l‘aumento dello sviluppo e della diffusione della creatività, si sta concretizzando. Diversi sono gli indicatori in tal senso, crediamoci di più tutti tanto a pensare positivo non ci costa nulla
ANNA FALCHI
"Perfetto da drive-in Che risate con Greggio"
Una «violinista molto romantica», sullo sfondo dell’isola d’Ischia, faccia a faccia con un partner che promette più risate che languidi sospiri. Lei è Anna Falchi, lui è Ezio Greggio, insieme sono protagonisti di uno dei dieci episodi (durata media 10-15 minuti l’uno) di Un’estate al mare, il nuovo film di Carlo Vanzina dedicato alla stagione principe della commedia all’italiana.
Il riferimento cinematografico dovrebbe essere a metà strada tra i Nuovi mostri, firmato nel ‘77 da Ettore Scola, Dino Risi e Mario Monicelli, e Casotto di Sergio Citti, girato, nello stesso anno, dentro lo sgangherato spogliatoio di una spiaggia romana molto popolare. Il tutto naturalmente condito in salsa vanziniana, nel segno di Sapore di mare, titolo cult della ditta, ambientato a Forte dei Marmi nell’arco di un’estate Anni Sessanta rimasta scolpita nel ricordo dei protagonisti che la rievocano.
Alla base di Un’estate al mare c’è una scommessa produttiva che potrebbe rivoluzionare il panorama cinematografico dei mesi più caldi. L’idea è provare a lanciare nell’epoca delle sale chiuse per ferie, quando solo pochi kolossal americani possono permettersi di sfidare le leggi del botteghino, un titolo italiano che punta ai grandi incassi. Come se, dopo i collaudatissimi cinepanettoni, si tentasse la strada dei cinegelati. E che bello sarebbe, aggiunge la Falchi, se la pellicola venisse proiettata in «quei drive-in che non esistono più, dove si vedevano i film godendosi il fresco».
Per lei Sapore di mare è un titolo «indimenticabile, quando l’ho visto la prima volta ero piccolissima, mi ha lasciato la voglia di quel tipo di storie, leggere, tranquille». E un ricordo importante è legato anche a Casotto: «Altro film mitico, che ha aperto la strada a tantissimi attori poi diventati di successo. Sergio Citti è stato un grandissimo, gli sono stata vicina, ci tengo a ricordarlo». Eppure per l’attrice la parola estate è sinonimo di sacrificio: «Purtroppo da otto anni a questa parte soffro di un’allergia che m’impedisce di prendere il sole, così ho finito per non amare molto un periodo dell’anno in cui devo sempre stare attenta a proteggermi». Quindi niente «voglia di remare per vedere gli ombrelloni-oni-oni» come cantava Giuni Russo. Resta la consolazione della tintarella di luna: «Faccio un sacco di bagni al tramonto, sono molto belli anche quelli».
LINO BANFI
"Io, quello che fa i soldi. E nessuno sa come"
In Puglia li chiamano «ciaonè», sono quei «personaggi di cui nessuno conosce la vera vita, arricchiti non si sa come, che all’improvviso si fanno rivedere in giro e non si riesce a capire come abbiano fatto i soldi, se quella che esibiscono al fianco è davvero la loro moglie…, la gente non chiede niente apertamente, per non metterli in imbarazzo, però se ne parla, si fanno congetture». Nel film di Carlo Vanzina Un’estate al mare Lino Banfi è uno di loro, protagonista di un episodio pieno di sorprese, ambientato nel Gargano.
Come è nata l’idea del personaggio?
«Una volta ho parlato dei “ciaonè” con i fratelli Vanzina, così chiacchierando, loro ci hanno pensato ed ecco che è venuto fuori il mio ruolo. C’è un detto, sempre in Puglia, usato per questo genere di persone, tradotto suona più o meno “non si fila e non si tesse, ma da dove escono ‘sti gomitoli?”. I gomitoli sono i soldi arrotolati nelle tasche. Insomma, nella mia storia, a un certo punto, si scopriranno degli altarini, si inizierà a capire da dove vengono i gomitoli…».
È la prima volta che gira con i Vanzina?
«Sì, avevo sempre desiderato farlo, ma era mancata l’occasione. Ho lavorato invece con Steno, il padre di Carlo e Enrico, facevo il salumiere gay in Dio li fa e poi li accoppia, un personaggio molto divertente».
C’è un film che per lei è particolarmente legato alla stagione estiva?
«Sì, Il commissario Lo Gatto di Dino Risi, tanti chili e tanti anni fa. Abbiamo girato tutto a Favignana, con l’orario che in gergo cinematografico si chiama “francese”. Alle quattro del pomeriggio Risi interrompeva la lavorazione e ci diceva “adesso tutti a prendere il sole”. Ricordo le mangiate, tonnellate di pesce».
E per Lino Banfi l’estate che cos’è?
«È quando mi vado a chiudere nella casa di Morlupo, vicino Roma, e lì facciamo base con tutta la famiglia, vengono i miei figli, Rosanna e Walter, i miei nipoti. In Puglia ci sono un sacco di posti di mare bellissimi, ma da quando vivo nella capitale, ormai una cinquantina d’anni, preferisco starmene lì, dove nessuno mi vede fare il bagno… Non so nuotare, me ne sto in piscina e sono libero di praticare il mio stile, a metà tra il merluzzo e la rana».
Il film di Carlo Vanzina arriva dopo il successo dell’«Allenatore nel pallone», vuol dire che d’ora in poi dedicherà più tempo al cinema che alla tv?
«Sono contento di essere tornato al grande schermo, l’Allenatore è stato un test che ha dato risultato positivo, si vede che la gente mi aspettava, io invece non sapevo più se, avendo fatto tanta televisione, avrei funzionato di nuovo anche al cinema. Comunque a maggio sarà impegnato di nuovo con la fiction, vado in Argentina, a Buenos Aires, per girare Scusate il disturbo, due puntate per Raiuno ispirate alle storie di anziani maltrattati negli ospizi. La regia è di Luca Manfredi».
In una lunga intervista a Ondaradio Nicola Vascello, commissario dell’Apt di Foggia, fa il quadro sulla situazione per quanto riguarda il settore turistico: da Aurea alle iniziative promozionali, dai programmi per la prossima estate ai rapporti con i privati.
In particolare Vascello mette in evidenza l’importanza di coordinare le iniziative fra i vari Enti per evitare sovrapposizioni e sperpero di risorse e di internazionalizzazione dei festival del sistema FFSS.
http://lnx.ondaradio.info/images/stories/audio/turismo/VASCELLO_APT_01_03_2008.mp3
Grossi consensi per il cantante napoletano preso a simbolo con la sua chitarra battente dal Carpino Folk Festival per lanciare l’appello per la tutela del Patrimonio Immateriale del Gargano.
Mario Luzzatto Fegiz nelle sue pagelle sul «Corriere della Sera» ha elargito 7 e mezzo con la seguente motivazione
«Brano che illumina un nobile folk italiano […] Tappeto musicale esotico, stupenda fonè, orgoglio meridionale».
Erano 17 anni che Eugenio Bennato mancava dal Festival di Sanremo. Ritorna per questa cinquattottesima edizione con un brano di forte impatto, un motivo di grande melodia popolare, un racconto fatto diesperienze di vita che risce a contagiare anima e corpo. Scritto con lo stile inconfondibile che contraddistingue da sempre Eugenio, grande interprete e innovatore.
Questa canzone sarà il singolo apripista del nuovo progetto discografico che prende il titolo dalla canzone sanremese "GRANDE SUD", un album che conterrà inediti e brani del repertorio dell’artista"
L’album "GRANDE SUD" e’ infatti uscito in questi giorni prodotto da Italiapromotions e distribuito da Edel.
Eugenio Bennato ha studiato Fisica presso l’Università degli Studi di Napoli "Federico II" senza tuttavia portare a termine il corso di Laurea[2]. Dopo la parentesi con la Nuova Compagnia di Canto Popolare si iscrive all’Università di Carpino (FG) per un lungo apprendistato al seguito di Andrea Sacco e la sua magica chitarra battente, di seguito nel 1976 costituisce il suo nuovo gruppo, Musicanova, e pubblica Garofano d’ammore il suo primo LP, Philips-Phonogram, in cui con un ispirato Carlo d’Angiò omaggia la musica di Carpino (FG)
Grandi consensi ha ottenuto per l’esibizione con Pietra Montecorvino, e per l’inedita performance del dopo festival di una inconsueta O mia bella madunina con accompagnamento di tamorre e chitarra battente, strumenti della tradizione popolare musicale del Sud Italia.
Nell’esibizione sanremese Eugenio ha schierato una formazione multietnica :
Mohammed Ezzaime El Alaoui, dal Marocco Zaina Chabane dal Mozambico ed Esha Mbotizafi dall’isola del Madagascar. A completare la band due calabresi Francesco Loccisano e Stefano Simonetta e due pugliesi Roberto Menonna erede dello stile di suono della battente del Cantore carpinese Andrea Sacco e la ballerina Sonia Totaro. Erasmo Petringa ha diretto l’Orchestra.
Questo il tema del forum organizzato per domani alle ore 17 dalle associazioni il diario Montanaro, Arci Nuova Gestione e Legambiente nonché firmatarie del patto per il rilancio di Monte Sant’Angelo a partire dalla sua salvaguardia.
L’appuntamento è per venerdì 29 febbraio 2008 alle ore 17.00 presso il Museo Etnografico “Giovanni Tancredi”. Si parlerà naturalmente anche di idee per la prossima meta di Monte Sant’Angelo ovvero l’iscrizione del sito nel patrimonio dei beni dell’umanità dell’UNESCO e per questo interverranno oltre che agli esponenti delle tre associazioni, anche rappresentanti istituzionali quali il sindaco di Monte Sant’Angelo, dott. Andrea Ciliberti, il commissario dell’APT (Agenzia Provinciale Turismo) di Foggia, Nicola Vascello, Mario Simonelli nonchè sindaco di Orsara di Puglia, il direttore artistico del Carpino Folk Festival, Luciano Castelluccia e poi concluderà il tutto il Vicepresidente della provincia di Foggia, Franco Parisi.
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Il percussionista è per l’occasione Roberto Menonna erede in realtà del stile di suono della battente del Cantore Andrea Sacco |
Perché votare la canzone di Eugenio Bennato a Sanremo? Semplice…perché ha portato la chitarra battente sul palco dell’Ariston. |
I primi documenti scritti sulla chitarra detta "battente" sono della metà del ‘600. Questo strumento, tutto italiano, si differenziava dalla chitarra spagnola (quella che comunemente chiamiamo ancora oggi chitarra) per avere i tasti fissi, ottenuti intarsiando delle sbarrette di metallo o avorio sulla tastiera, e perché il suo ponticello era mobile, tenuto in posizione dalla tensione delle corde. Queste caratteristiche fanno pensare che sullo strumento fossero normalmente montate corde di metallo (ottone o acciaio a bassa tempera).
La chitarra battente trae origine quasi sicuramente da quella barocca, tuttavia, col passare dei secoli, la chitarra barocca ha subito molte trasformazioni fino alla sua forma attuale, mentre la chitarra battente, salvo particolari trascurabili, è rimasta per lo più identica. Non a caso, la famiglia dei famosi liutai De Bonis, per la piegatura delle fasce, utilizza ancora oggi delle forme del 1700.
Strumento diffusissimo fino ai primi decenni del nostro secolo, attualmente è presente in Calabria, Cilento, Gargano, Campania, ma è stato relegato ad ambiti musicali sempre più ristretti, per cui i numerosi costruttori hanno quasi smesso di costruire questo antico strumento.
Chiediamo di votare per il suono della chitarra battente perché la riteniamo il simbolo delle tradizioni musicali italiane, tradizioni che attendono da molto tempo di essere tutelate e protette.
Questa tutela sembra essere ormai a portata di mano grazie alla Convenzione dell’Unesco in materia di Patrimonio Culturale Immateriale. Infatti la convenzione finalmente disciplina un settore sinora scarsamente riconosciuto dal punto di vista giuridico, comunemente definito come “cultura tradizionale”, “folclore” o “cultura popolare”.
In particolare la Convenzione mirerebbe a salvaguardare, promuovere e condurre attività di ricerca sulle forme di espressione culturale tradizionali quali la musica, le leggende, la danza nonché il sapere tradizionale relativo all’ambiente e alle tecniche artigianali, ponendo al centro dell’attenzione l’importanza della trasmissione orale e la pluralità globale delle forme tradizionali di espressione culturale.
Ma è notizia degli ultimi giorni che l’Italia, come già accaduto in Francia, vorrebbe tutelare tutta una miriade di beni che la logica delle cose vorrebbe che venissero tenuti fuori dalla Convenzione sulla salvaguardia del patrimonio intangibile. Non che questi ultimi non siano meritevoli di tutela, ma poiché già giuridicamente abbondantemente protetti sarebbe bene privilegiare in questa circostanza un patrimonio che man mano che gli anziani portatori scompaiono è destinato altrimenti a scomparire con loro.
Ecco perché invitiamo tutti gli italiani e gli amanti della musica della tradizione popolare del nostro Paese a votare per Eugenio Bennato e la chitarra battente, la vera chitarra italiana.
IL SISTEMA DI VOTAZIONE SANREMO 2008
Il meccanismo di votazione sarà affidato ad una giuria demoscopica, diversa per ciascuna serata, dislocata nelle venti sedi Rai: la classifica definitiva di questa giuria, una per sezione, risulterà dalla media delle votazioni nelle diverse serate, per la definizione della canzone vincitrice con un peso uguale al 50%.
Da giovedì 28 febbraio (terza serata) si potrà votare anche attraverso il sistema del televoto: attraverso telefonia fissa e telefonia mobile (sms). La media dei risultati delle serate in cui sarà attivo il televoto avrà un peso del 30%.
Venerdì 29 febbraio e sabato 1° marzo, rispettivamente serata conclusiva della sezione Giovani e della sezione Campioni, è prevista una terza giuria: la giuria di qualità, nominata dall’Organizzazione e formata da esperti nel campo della musica, cultura e spettacolo che opererà in composizione diversa nella quarta serata (Giovani) e nella quinta (Campioni). Per la classifica generale conclusiva delle due distinte sezioni, i valori espressi peseranno il 20%.
NB: Per la tradizione popolare italiana il voto potrà essere dato giovedì e sabato.
Dalle rilevazioni di Repubblica.it i giochi non sono ancora decisi, anzi…
Il Testo della Canzone Grande Sud che Eugenio Bennato canterà al Festival di Sanremo 2008
| C’è una musica in quel treno che si muove e va lontano musica di terza classe in partenza per Milano c’è una musica che batte come batte forte il cuore di chi parte contadino ed arriverà terrone. C’è una musica in quel sole che negli occhi ancora brucia nell’orgoglio dei braccianti figli della Magna Grecia in quel sogno di emigranti grande come è grande il mare che si porta i bastimenti per le Americhe lontane (E chi parte oggi pe’ turnare crai(1) e chi è partuto ajere pe’ un turnaremai). Grande sud che sarà quella anonima canzone di chi va per il mondo e si porta il sud nel cuore. Grande sud che sarà quella musica del ghetto di chi va per il mondo e si porta il suo dialetto. (None none none none Lieva la capa da lu sole Ca t’abbruciarrai lu viso Perdarrai lu tuo colore None none none none Piglia lu libro e va alla scola Quando te ‘mpari a legge e a scrive Tanto te ‘mpari a fa l’amore)(2) C’è una musica nei sogni di chi dorme alle stazioni negli antichi sentimenti delle nuove emigrazioni c’è una musica nel viaggio dalla terra di nessuno di chi porta nel futuro i tamburi del villaggio. |
(Zehey maro nandeha Nandeha ny lefa jialy Nmatsiaro anareo Matsiaro antanana).(3) Grande sud che sarà quella anonima canzone di chi va per il mondo e si porta il sud nel cuore. Grande sud che sarà (E chi parte oggi pe’ turnare crai(1) Grande sud che sarà |
(1) Domani (dialetto napoletano)
(2) Strofa in dialetto di Carpino (FG)
(3) Mettersi in cammino, per sfuggire la povertà, nell’anima chi ci ama e chi ci pensa (lingua malgascia del Madagascar)
(4) Quella luna che illumina, quella luna che illumina chi fa innamorare (lingua swahili del Mozambico)
(5) Mi ha tradito la mia lingua ma non lo farò mai, la vita è troppo amara e io non racconterò mai i segreti (lingua araba)