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Peschici e il Gargano un grande set per i Vanzina

Da Ondaradio rimbalza una buona notizia per il nostro Gargano ve la riporto, mi metto alla ricerca e subito trovo conferme : Interviste a Anna Falchi e Lino Banfi.
Resto in attesa dei vostri commenti

Ciak, si gira: dal 30 marzo al 6 aprile a Peschici Si gireranno le riprese del film  "Un’estate al mare" dei fratelli Vanzina. Molto ricco il cast: da Lino Banfi a Gigi. Proiettti, per con­tinuare con Enrico Brignani. Enzo Salvi, Biagio Izzo, Anna Falchi. Victoria Sylversted, Nancy Brilli, Aida Yespica.
Co­me dire, il meglio della com­media italiana. Nel centro garganico, l’epi­sodio vedrà impegnato il "non­no" più amato dagli italiani: quel simpaticone che si chia­ma Lino Banfi; insieme all’at­tore pugliese ci sarà Victoria Sylversted. Il film, ad episodi, tutti dal sapore di…sale, filone tanto ca­ro ai fratelli Vanzina,toccherà tantissime altre località bal­neari: da Nord al Sud, pas­sando per il Centro.
I fratelli Vanzina hanno scel­to Peschici perchè sono inna­morati di questa parte del Gar­gano. Ma personalmente credo che le cose stiano cambiando e uno degli obiettivi del CFF, l‘aumento dello sviluppo e della diffusione della creatività, si sta concretizzando. Diversi sono gli indicatori in tal senso, crediamoci  di più tutti tanto a pensare positivo non ci costa nulla

ANNA FALCHI
"Perfetto da drive-in Che risate con Greggio"
Una «violinista molto romantica», sullo sfondo dell’isola d’Ischia, faccia a faccia con un partner che promette più risate che languidi sospiri. Lei è Anna Falchi, lui è Ezio Greggio, insieme sono protagonisti di uno dei dieci episodi (durata media 10-15 minuti l’uno) di Un’estate al mare, il nuovo film di Carlo Vanzina dedicato alla stagione principe della commedia all’italiana.

Il riferimento cinematografico dovrebbe essere a metà strada tra i Nuovi mostri, firmato nel ‘77 da Ettore Scola, Dino Risi e Mario Monicelli, e Casotto di Sergio Citti, girato, nello stesso anno, dentro lo sgangherato spogliatoio di una spiaggia romana molto popolare. Il tutto naturalmente condito in salsa vanziniana, nel segno di Sapore di mare, titolo cult della ditta, ambientato a Forte dei Marmi nell’arco di un’estate Anni Sessanta rimasta scolpita nel ricordo dei protagonisti che la rievocano.

Alla base di Un’estate al mare c’è una scommessa produttiva che potrebbe rivoluzionare il panorama cinematografico dei mesi più caldi. L’idea è provare a lanciare nell’epoca delle sale chiuse per ferie, quando solo pochi kolossal americani possono permettersi di sfidare le leggi del botteghino, un titolo italiano che punta ai grandi incassi. Come se, dopo i collaudatissimi cinepanettoni, si tentasse la strada dei cinegelati. E che bello sarebbe, aggiunge la Falchi, se la pellicola venisse proiettata in «quei drive-in che non esistono più, dove si vedevano i film godendosi il fresco».

Per lei Sapore di mare è un titolo «indimenticabile, quando l’ho visto la prima volta ero piccolissima, mi ha lasciato la voglia di quel tipo di storie, leggere, tranquille». E un ricordo importante è legato anche a Casotto: «Altro film mitico, che ha aperto la strada a tantissimi attori poi diventati di successo. Sergio Citti è stato un grandissimo, gli sono stata vicina, ci tengo a ricordarlo». Eppure per l’attrice la parola estate è sinonimo di sacrificio: «Purtroppo da otto anni a questa parte soffro di un’allergia che m’impedisce di prendere il sole, così ho finito per non amare molto un periodo dell’anno in cui devo sempre stare attenta a proteggermi». Quindi niente «voglia di remare per vedere gli ombrelloni-oni-oni» come cantava Giuni Russo. Resta la consolazione della tintarella di luna: «Faccio un sacco di bagni al tramonto, sono molto belli anche quelli».

LINO BANFI
"Io, quello che fa i soldi. E nessuno sa come"
In Puglia li chiamano «ciaonè», sono quei «personaggi di cui nessuno conosce la vera vita, arricchiti non si sa come, che all’improvviso si fanno rivedere in giro e non si riesce a capire come abbiano fatto i soldi, se quella che esibiscono al fianco è davvero la loro moglie…, la gente non chiede niente apertamente, per non metterli in imbarazzo, però se ne parla, si fanno congetture». Nel film di Carlo Vanzina Un’estate al mare Lino Banfi è uno di loro, protagonista di un episodio pieno di sorprese, ambientato nel Gargano.

Come è nata l’idea del personaggio?
«Una volta ho parlato dei “ciaonè” con i fratelli Vanzina, così chiacchierando, loro ci hanno pensato ed ecco che è venuto fuori il mio ruolo. C’è un detto, sempre in Puglia, usato per questo genere di persone, tradotto suona più o meno “non si fila e non si tesse, ma da dove escono ‘sti gomitoli?”. I gomitoli sono i soldi arrotolati nelle tasche. Insomma, nella mia storia, a un certo punto, si scopriranno degli altarini, si inizierà a capire da dove vengono i gomitoli…».

È la prima volta che gira con i Vanzina?
«Sì, avevo sempre desiderato farlo, ma era mancata l’occasione. Ho lavorato invece con Steno, il padre di Carlo e Enrico, facevo il salumiere gay in Dio li fa e poi li accoppia, un personaggio molto divertente».

C’è un film che per lei è particolarmente legato alla stagione estiva?
«Sì, Il commissario Lo Gatto di Dino Risi, tanti chili e tanti anni fa. Abbiamo girato tutto a Favignana, con l’orario che in gergo cinematografico si chiama “francese”. Alle quattro del pomeriggio Risi interrompeva la lavorazione e ci diceva “adesso tutti a prendere il sole”. Ricordo le mangiate, tonnellate di pesce».

E per Lino Banfi l’estate che cos’è?
«È quando mi vado a chiudere nella casa di Morlupo, vicino Roma, e lì facciamo base con tutta la famiglia, vengono i miei figli, Rosanna e Walter, i miei nipoti. In Puglia ci sono un sacco di posti di mare bellissimi, ma da quando vivo nella capitale, ormai una cinquantina d’anni, preferisco starmene lì, dove nessuno mi vede fare il bagno… Non so nuotare, me ne sto in piscina e sono libero di praticare il mio stile, a metà tra il merluzzo e la rana».

Il film di Carlo Vanzina arriva dopo il successo dell’«Allenatore nel pallone», vuol dire che d’ora in poi dedicherà più tempo al cinema che alla tv?
«Sono contento di essere tornato al grande schermo, l’Allenatore è stato un test che ha dato risultato positivo, si vede che la gente mi aspettava, io invece non sapevo più se, avendo fatto tanta televisione, avrei funzionato di nuovo anche al cinema. Comunque a maggio sarà impegnato di nuovo con la fiction, vado in Argentina, a Buenos Aires, per girare Scusate il disturbo, due puntate per Raiuno ispirate alle storie di anziani maltrattati negli ospizi. La regia è di Luca Manfredi».

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