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On line il numero di aprile di “Puntodistella”

Finalmente…era ora! Dal 1° marzo – data storica per il nostro/vostro periodico – anche noi siamo in rete! Internet ci ha spalancato le porte grazie a un favoloso Elia Tavaglione (e chi non lo conosce!) che ha costruito di sana pianta http://www.puntodistella.it il sito segnalato in gerenza sin dal primo numero e attivo dopo 5 mesi. E’ vero, è ancora da rifinire, ma almeno il giornale lo trovate e pure qualche numero precedente. Calma, ci stiamo organizzando: stiamo lavorando per voi! Permetteteci ora di ringraziare i webmaster di altri portali garganici (due per tutti: CarpinoFolkFestival e Uriatinon) che ci hanno ospitato finora e ci auguriamo continuino a farlo. Un altro grazie, non possiamo lesinarlo, va agli edicolanti di Vieste, Rodi, Cagnano, S.Giovanni R., Carpino, Ischitella, Vico e Peschici che ci distribuiscono gratis il giornale. il direttore

On line la versione web del mensile di Piero Giannini

In bocca al lupo, "punto di stella"!

www.puntodistella.it

Il mio augurio che la versione web di "punto di stella"  riesca ad avere il successo che ha già registrato, in questi pochi mesi di vita, con il cartaceo, distribuito gratuitamente a Peschici e nelle edicole di molti paesi del Gargano.
"Punto di stella", nella tradizione di Peschici, è un giorno festivo (il 20 luglio, il 15 agosto) tradizionalmente vocato alle attività spirituali, e ad alto rischio per chi queste feste trasgredisce dedicandosi ad attività  lavorative o ludiche.
Si racconta di marinai e ragazzi inopinatamente annegati per aver trasgredito la consegna, andando a pescare o al mare in questi giorni "vietati".
Che senso ha oggi pubblicare un giornale dal titolo "punto di stella"?
Segnala la criticità di certi comportamenti a rischio, in un periodo, quello del Terzo millennio, in cui tutto sembra consentito, e l’illegalità è divenuta fenomeno dilagante, e supinamente accettata nei nostri piccoli centri.
Il mio augurio è che "punto di stella" assolva il compito che si è prefisso: modificare una mentalità purtroppo finora vincente, e stratificatasi nell’ultimo cinquantennio, quella mentalità utilitaristica che ha fatto  del nostro Gargano un terreno fertile per comportamenti ad alto rischio che hanno letteralmente devastato la bellezza del nostro territorio.
Un segnale di questa criticità, il nostro "punto di stella" più tragico, è stato l’incendio del 24 luglio 2007. 
E’ giunta l’ora di cambiare, se non vogliamo ritrovarci a vivere in una landa desolata, oltre che dalle fiamme, dalla nostra colpevole indifferenza!
Cominciando da un’opera di sana e corretta informazione su "punto di stella"!
In bocca al lupo al direttore editoriale Piero Giannini e a tutta la redazione di Peschici.
Buon lavoro, e complimenti per l’iniziativa!
                Teresa Rauzino

Festa di musica e di tradizione domenica dalle 10 all’Eur

rassenga stampa

Il film di Natale “emigra” al caldo di Peschici da lunedi prossimo

Presentato a Roma l’inizio delle riprese di "Un’estate al mare", film a episodi con un supercast di volti noti: Greggio, Banfi, Proietti, Brilli, le maggiorate Seredova e co.
Il film di Natale "emigra" al caldo
Vanzina, ecco a voi il cinecocomero
Per la prima volta un film italiano di grande appeal commerciale verrà distribuito
a partire da fine giugno. Gli autori: "Una pellicola semplice e comica, un omaggio a Risi"
di CLAUDIA MORGOGLIONE

Anna Falchi alla presentazione del film
ROMA – Il senso dell’operazione Un’estate al mare, nei nostri cinema dal prossimo 27 giugno, è chiaro: bissare, tra sole e vacanze, il successo del film di Natale. Trasferendone gag e macchiette sotto l’ombrellone. Ma mantenendo gli stessi ingredienti: autori specializzati nel genere (i fratelli Vanzina), un cast fatto da comici più o meno televisivi (Enrico Brignano, Enzo Salvi, Biagio Izzo, Massimo Ceccherino), da mattatori indiscussi dello showbiz nostrano (Lino Banfi, Gigi Proietti, Ezio Greggio), da attrici brillanti (Nancy Brilli), dalle inevitabili maggiorate di turno (Anna Falchi, Alena Seredova, Victoria Silvstedt e la new entry spagnola Marisa Jara).

L’unico dubbio che nasce, tra i protagonisti, riguarda l’etichetta da affibbiargli: al posto di cinepanettone, potrebbe essere definito cinecocomero (come suggerisce la Brilli); oppure cinemelone, come preferisce Brignano ("il cocomero a luglio ancora non c’è, lo so io che so’ figlio di fruttarolo", spiega l’attore); o ancora cinegelato, come suggerisce il press agent del film, Enrico Lucherini…

Insomma, comunque lo chiamiate, benvenuti nel mondo della prossima avventura targata Vanzina. Le cui riprese cominceranno lunedì a Peschici, sul Gargano, per poi spostarsi in altre location, tutte rigorosamente balneari. Si tratta infatti di una pellicola a episodi, ognuno dei quali è ambientato in una località diversa.

Eccole. A Forte dei Marmi, Ceccherini nei panni di un ultrà della Fiorentina finisce per andare a letto con la moglie di un portiere del Real Madrid (Marisa Jara); a San Felice Circeo due amici, un uomo e una donna, aspettano i rispettivi coniugi (Nancy Brilli ed Enrico Brignano), che intanto vivono una torrida giornata di sesso clandestino a Roma; a Ostia, il papà sfigato e divorziato Enzo Salvi tenta di convincere il figlio di essere un vincente; a Ischia, Anna Falchi è una violinista che diventa l’amante di Ezio Greggio; a Capri, il finto gay Biagio Izzo non resiste al fascino della moglie di milionario Alena Seredova; a Peschici, l’emigrante Lino Banfi finge di essere sposato con la bonona Victoria Silvstedt; e infine, a Porto Rotondo, l’attore fallito nonché doppiatore Gigi Proietti (che è anche il narratore del film) si trova a sostituire sul palcoscenico un attore di grido. In uno spettacolo a cui assisterà anche Silvio Berlusconi…

Queste le minitrame di un film che i Vanzina, alla conferenza stampa di inzio riprese tenuta oggi a Roma, definiscono "comico, onesto e molto semplice". E che, a loro giudizio, si rifà a classici "balneari" della commedia all’italiana, "come Racconti d’estate o Quelle strane occasioni. E a tutto il cinema graffiante, fatto di sketch, di Risi".

Insomma, vedremo una galleria di personaggi che, sotto il sole d’estate, ingannano, tradiscono, vanno a letto insieme, e così via. E se le maggiorate di turno – Silvstedt e Marisa Jara – si limitano a dire di essere "molto onorate" di essere state scelte; se Nancy Brilli rivela di essere fortunata per avere avuto "un ruolo comico e non di spalla del comico", ironizzando poi sull’ebbrezza "della scena di sesso con Brignano"; se Anna Falchi, quasi rassegnata, racconta di avere "manco a dirlo, il ruolo dell’amante"; la meno comunicativa di tutte è la Seredova, fresca di maternità. "Avrei voluto fare una ragazza americana o italiana – spiega – e invece a causa del mio accento devo fare ancora una volta una dell’Est…". Il che, detto da una che nell’Est Europa ci è nata, non è proprio carino.

E poi ci sono i veterani. Come Lino Banfi, che con il recente L’allenatore del pallone 2 ha ripreso a fare cinema: "Erano vent’anni che ero lontano dal grande schermo – racconta – e ora sono felice di tornarci, in ruoli che per me sono una valvola di sfogo, rispetto alla tv: posso tornare a fare il Banfi vecchia maniera". Mentre Proietti tiene a sottolineare che il suo episodio, quello del doppiatore che si trova a sostituire il grande attore indisposto, "si rifà al classico schema della farsa teatrale, di una comicità incredibile".

Ma, al di là della folla di volti noti, Un’estate al mare è anche il capofila di un tentativo industriale molto interessante: quello di prolungare sul serio la stagione cinematografica, facendo uscire titoli di grande appeal commerciale nei mesi più caldi. "Un’idea in cui crediamo – spiega il numero uno di Medusa Gianpaolo Letta, che distribuisce la pellicola – sulla scorta di quanto fanno già le major americane, da 5-6 anni. Così, con Carlo ed Enrico Venzina, abbiamo deciso di rischiare. E per noi questo è solo il primo passo: stiamo già lavorando ad altri progetti, per i prossimi anni".

Provinciali nel Gargano Nord

Due i collegi elettorali che comprendono sette comuni, così distribuiti: Collegio: Vico-Cagnano Varano-Carpino- Ischitella; Collegio: Vieste-Peschici-Rodi Garganico.

Centro destra – Candidato presidente Antonio Pepe. Michele Pupillo (Vico) – “Alleanza per la Capitanata”; Giuseppe Di Pumpo (Vico) e Angelo De Vita (Vieste) – “Po – polo delle libertà”; Michele Dionisio (Vico) e Carmine D’Anelli (Vieste) “Lista Pepe”; Maria Giannino (Vico) e Giuseppe Piracci (Vieste) – “Oltre il Polo”; Rocco Ruo (Vico) e Giovanni Maggiano (Vieste)  “Capitanata prima di tutto”.

Candidato presidente Enrico Santaniello. Franco Tanaglione (Vico e Vieste) Lista Santaniello; Costanzo Di Iorio (Vico), Sante Di Mauro (Vieste) Popolari per le libertà; Michele Di Fine (Vico) e Domenico Prudenza (Vieste) “Udc”; Nicola Apruzzese (Vico) e Fabrizio Losito (Vieste) “Rosa Bianca”; Luigi Tricarico (Vico) e Vincenzo Sciarpa (Vieste) – “I socialisti”.

Candidato presidente Paolo Agostinacchio -Matteo Tricarico (Vico) – “Destra”. Candidato  presidente Francesco Niglio -Loana Mancini (Vico) e Mariangela Niglio (Vieste) – “Forza nuova”.Centro sinistra – Candidato presidente Paolo Campo -Roberto Budrago (Vico) e Michelangelo Di Candia (Vieste) – “PD”; Nicola Mitrione (Carpino) e Michele Miceli (Vieste) – “Sinistra arcobale no”; Nicola Tavaglione (Vico) e Giampiero Protano (Peschici) – “Partito socialista”; Antonio Speradio (Vico) – “Movimento per i diritti della Capitanata”; Gaetano Beverelli (Vico) e Ortensia Pecorelli (Vieste) – “Italia dei valori”. Due gli esponenti uscenti del Gargano nord. Uno di maggioranza, l’assessore al bilancio nonchè sindaco di Cagnano Varano, il socialista Nicola Tavaglione. Sul versante opposto, Angelo De Vita di Vieste, esponente del centro destra. Numerosi, tra i candidati consiglieri, anche i sindaci. Oltre a Nicola Tavaglione, ci sono i colleghi di Rodi Garganico, Carmine D’Anelli, e di Peschici, Francesco Tavaglione. Ma c’è anche un ex sindaco, Giuseppe Di Pumpo, primo cittadino di Cagnano Varano alla fine degli anni novanta.Numerosa, inoltre, la presenza di amministratori comunali: gli assessori Fabrizio Losito (Peschici), Roberto Budrago e Michele Pupillo (Vico del Gargano); i consiglieri Michele Dionisio (Ischitella), Rocco Ruo (Carpino), Giovanni Maggiano (Peschici), Costanzo Di Iorio (Vico del Gargano).I trenta candidati consiglieri, come ricordavamo, sono, senz’ombra di dubbio, una consistente rappresentanza che fa ben sperare che, dopo il 14 aprile (il 28, in caso di ballottaggio), un numero significativo possa sedere a Palazzo Dogana.
Dobbiamo andare indietro di qualche anno per trovare due esponenti nord garganici in Provincia: gli ultimi, in ordine temporale, Vincenzo Caruso (Vieste), Guido Pupillo (Vico del Gargano); nella giunta del presidente Antonio Pellegrino, l’ex assessore (esterno) Pierino Amicarelli.

Campionato di III Categoria, il Carpino è convinto di poter agganciare gli spareggi

Il netto successo sul Santucci Ischitella (3-0) nell’ultima giornata di campionato ha rilanciato i sogni del Don Bosco Carpino del presidente Michele Simone di poter disputare i playoff e sperare nel campionato regionale. Domenica prossima Giuseppe Di Mauro, Matteo Azzarone, Antonio Trombetta, Antonio Coccia e Mauro Trombetta potrebbero allungare ancora: contro 1’Alexina si va a caccia del risultato pieno. «Nonostante la loro classifica, si preannuncia una partita tirata – ammette il tecnico Simone -. Vedremo come finirà, ma siamo pronti». L’allenatore si aspetta una squadra volitiva, vincente. Un esame vero una partita che potrebbe dare precise indicazioni sulla reale forza-psicologica di questa squadra per il proseguo del campionato. Il risultato è importante, la tensione si avverte, ma è normale. Piero Calmieri, Simone Di Giacomo e Pasquale Toma dovranno dare il massimo. Saranno novanta minuti da vivere intensamente. «Una formazione molto organizzata – precisa Simone – con una classifica falsa: i lagunari meritavano di più da questo torneo.Comunque noi abbiamo voglia di vincere- continua -. Dobbiamo fare risultato, vivere la partita come una sorta di trampolino per il futuro». Impegnatissimo psicologicamente nella volata per i playoff, il Don Bosco Carpino, però, deve necessariamente trovare un successo importante. Il tecnico, d’altronde, è abilissimo nel costruire la rosa da mandare in campo per tempo, nonostante abbia ancora gli uomini contati. Michele Simone continua nell’anticipare i rivali con operazioni sorpresa. Ma stavolta la differenza di progettazione è notevole e da quella dipende l’intera stagione. A cominciare dai suoi giocatori leader: «Nonostante sappiano quanto sia difficile l’impegno, restiamo tranquilli – dice l’allenatore -, giochiamo la nostra gara cercando di imporre il nostro gioco».
Antonio Villani
La Classifica

La terra dei ricordi, dei racconti, dei campi, delle stagioni…

Le antiche masserie mostrano un pezzo della nostra storia quando essa si ricongiunge alle tradizioni dei saperi e dei sapori della nostra terra, alla naturalità dei movimenti, degli affetti, della convivialità.
Il recupero di questa genuinità e l’invito a ridiffonderne l’importanza educativa, ma ancor prima sociale, sono favoriti da un significativo impegno delle istituzioni e degli operatori agricoli a sostenere lo sviluppo di forme di turismo socio didattico presso le antiche masserie delle nostre campagne.
La “didattica” nelle masserie responsabilizza la pratica agricola, assegnandole un ruolo pedagogico che valorizza e consolida la nuova era della multifunzionalità rurale:
ad esse il compito di “fare scuola” a piccoli e grandi attraverso la promozione dei valori legati all’ambiente, all’alimentazione sana e consapevole, all’agricoltura ed allo spazio rurale.

Il Convegno “Dall’azienda agricola alla masseria didattica: il progetto della CCIAA di Foggia e la legge n. 2/2008 della Regione Puglia”
In occasione del Salone delle Produzioni Agroalimentari e Ortofrutticole di Puglia, Euro&Med Food 2008, il giorno 27 marzo 2008, alle ore 15,30, si è tenuto, presso l’Ente Fiere di Foggia, il Convegno dal titolo in cui è stata illustrata la legge della Regione Puglia sulle modalità di riconoscimento delle masserie didattiche, ed è stato presentato il progetto della Camera di Commercio di Foggia sulla creazione di una rete di coordinamento e di assistenza delle masserie all’ottenimento del riconoscimento e alla realizzazione di programmi socio educativi. Oltre alla Presidente per l’imprenditoria femminile Lucia La Torre, ha partecipato anche l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Puglia, Elena Gentile.
        Dopo aver ascoltato le esperienze di alcune imprenditrici locali, la Gentile si è soffermata sull’importanza di un gruppo che lavori affinché il mondo femminile dell’imprenditoria, si affermi in tutto il territorio, diventando riferimento per un nuovo sviluppo economico occupazionale e sociale.
Al termine del convegno sono state premiate le migliori imprenditrici dell’anno con il Premio “Esperidi di Capitanata”. Giunto alla sua seconda edizione il premio ha visto risultare vincitrici:
–         per l’innovazione, Antonella Pasqualicchio dell’azienda Lucky Wind, operante nel settore delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile;
–         per i nuovi prodotti, Rosita Basta dell’azienda “da cosa nasce cosa”, che si interessa di realizzare nuovi prodotti con il riciclo di materiale già lavorato;
–         per l’impresa più longeva, Faustina Libera Munno dell’azienda agrituristica omonima, per la lavorazione di prodotti agricoli e successiva commercializzazione.
 
Il progetto della Camera di Commercio di Foggia
Ad oggi in Puglia esistono programmi sull’educazione alimentare di cui fanno parte integrante la degustazione dei prodotti locali e la conoscenza del territorio e che accennano proprio alla promozione di “percorsi di educazione alimentare…nelle aziende agricolo-alimentari aderenti ai programmi della Regione…”, inoltre, è stata approvata una legge specifica in materia che regola il riconoscimento, l’accreditamento e le attività del percorso didattico delle masserie didattiche (legge regionale 2/2008).
Il Progetto della Camera di Commercio trova il suo complemento operativo proprio nella recentissima legge sul riconoscimento delle Masserie didattiche. La procedura individuata dalla legge stabilisce criteri e caratteristiche che le aziende agricole devono possedere per richiedere il riconoscimento e lo svolgimento conseguente delle attività socio educative.
L’iniziativa progettuale della Camera di Commercio mira, in tal senso, alla creazione di una rete di gestione assistenza e coordinamento delle fattorie didattiche nella provincia di Foggia, intesa a promuovere e valorizzare la natura polifunzionale delle attività che può svolgere un imprenditore agricolo e a rafforzare il dialogo tra il cittadino consumatore e fruitore dei servizi e delle attività ricreative e le strutture agricole che tutelano l’agro – diversità e promuovono il turismo rurale.

Pronto il Fuoriporta di marzo


Per i nostri naviganti, in anteprima come sempre, il Fuoriporta di marzo.
In primo piano l’allarme randagismo, il problema del prezzo dell’olio e la malasanità.
La politica con i suoi candidati alle provinciali. Un po’ di storia e di cultura con il centro storico di Vico. Buona lettura.

Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (3)

100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l’errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa ne pensano i  pubblicitari e gli intellettuali del Gargano?

Taranta, ecco lo strada del Sud che ha un’idea

di Sergio Blasi
da Paese Nuovo di sabato 22 marzo 2008

Ho letto con attenzione il lungo, lucido ed appassionato intervento di Mauro Marino sulla questione della Fondaziona La Notte della Taranta.
Raccolgo l’auspicio e l’invito ed ecco pronto il petto alla frecce.
L’ho sempre fatto in questi lunghi anni di attività politica ed amministrativa, provando sempre a metterci le idee senza esitazione e la faccia senza tentennamenti.
C’è un’idea della politica alla quale non so rinuciare ed è quel nobile e splendido insegnamento di Norberto Bobbio che pensava: "la democrazia (quindi il governo del popolo) è il governo della cosa pubblica in pubblico".
E allora il senso profondo che io attribuisco alla Notte della Taranta è l’idea di un Sud che sa partendo da sé dalle sue risorse pensarsi e pensare ad un progetto di sviluppo. La fondazione l’ho sempre pensata così, il luogo nel quale è possibile preservare un progetto culturale senza tinteggiarlo con con la vernice dell’appartenenza politica a questo o a quello schieramento.
La fondazione è l’unico possibile dentro il quale approfondire la conoscenza, investigare il passato, tradurlo con le parole e il linguagio di oggi, dove possono trovare soddisfazione e mettere a disposizione di tanti giovani curiosi ed appassionati studiosi, materiali, ricerche e mezzi per catalogare tutto il possibile per consentire finalmente di avere un luogo fisico, pareti tavoli, sedie, carta, penne, fotocopiatori, dove tutti questi materiali siano a disposizione di tutti.
La fondazione non potrà e non è mai stata pensata a tale scopo avere come suo unico campo d’azione, come sua unica ragione sociale, l’organizzazione del festival "La Notte della Taranta".
Anche perché non solo il festival c’è già, ma perché è molto più comodo molto più discrezionale per gli amministratori della Grecìa pensare di organizzare il festival nell’ambito dell’Unione Grika. La fondazione al contrario diretta da altri soci che si aggiungono alla Grecìa come la Provincia e la Regione (oggi sono governate dal centrosinistra e io spero che lo siano anche da qui a cent’anni).
Allora è chiaro che la fondazione è uno strumento culturale a tutto tondo capace di esprimere pensiero culturale e quindi politico sullo sviluppo e sul futuro di una terra come il Salento.
Ed è qui la riflessione sul Sud, su cosa siamo stati e su cose potremmo essere, tutto dipende dalle scelte che faremo come classe dirigente, è il nostro compito.
E allora a lungo siamo stati braccia, che lasciavano le nostre case per andare in America prima, nelle miniere poi e nelle fabriche del Nord.
Lavoravamo sin da bambini andavamo a raccogliere le olive e a infilare con gli aghi spadino le foglie di xanti yaca e sul lungomare tiravamo lunghe reti intrecciate da corde grosse come braccia. Non avevamo il petrolio ma un pezzo del Sud non se lo fece mancare. Navi grandi lo portavano a raffinare sulle nostre spiagge più belle e puzzava soprattutto quando spirava scirocco e la fiamma perpetua che smaltiva le scorie di quel raffinare è stato per lungo tempo il nostro cero acceso al dio progresso.
Non avevamo più eretto torri per avvistare i Saraceni ma ne avevamo altre di forma più stretta, più snella, più alte e in cima fumavano.
Abbiamo portato in giro per le piazze d’Italia reclamando attenzione sul quel nostro essere Sud: eravamo la questione meridionale. Le classi dirigenti locali, piagnone e pavide, pronte ad aggrpparsi all’elemosina di turno, furono pronte a ringraziare chi ci dispensò la Cassa del Mezzogiorno.
Ci diedero a mensa pasti buoni a saziarci per cinque minuti e subito dopo lasciarci nella fame della disoccupazione.
Furono i tempi delle fabbriche buone solo per il giorno dell’inaugurazione, magari con padroni venuti dal Nord che dopo aver intascato gli "aiuti" ci consegnavano l’abbandono. Poi furono i terremoti del Sud ad indicarci un modello di sviluppo, fiumi di denaro finiti in mille mani che nei ritagli di tempo si preoccupavano di ricostruire, e nella gran parte del tempo di costruire 1.000 "imprese", società per azioni e sopraffazioni.
Poi ci pensò l’Europa, aree sottosviluppate così a Bruxelles chiamano il nostro sottosviluppo e invece di portarci opportunità collettiva una classe dirigente ancora una volta miope e pasticciona ha sprecato in incomprensibili acronomi POP, POR PIS, ecc una chance per noi e per le generazioni che verranno.
Ecco allora il pensiero del ragno La Notte della Taranta come un grande atto politico che metta nelle condizioni una terra come il Salento di fronte ad un mondo che cambiava, e cambia velocemente, di ripartire da sé.
Dal proprio pensiero e dalla propria capacità di pensarsi e progettarsi. Questo è la Notte della Taranta.
E la fondazione dovrà essere la staizone di comando, affinché al tavolo dove si progetta e si programma lo sviluppo, al nostro arrivo, all’arrivo del Salento, non si trovino solo posti in piedi; e quello che ci rimane da prendere non sia altro che ciò che il Nord scarta. Non vogliamo essere una sfumatura del Nord.

Vendola salva la Taranta
di Francesco Lefons
100.000 euro per la Notte della Taranta
di Giovanni Pellegrino

Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (2)

100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e cercare di capire insieme a voi come mai invece sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l’errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo e d ancora cosa pensano i  pubblicitari e  gli intellettuali?

Vendola salva la Taranta
Da Bari arrivano le assicurazione dell’assessore regionale, Silvia Godelli. Ma nel Salento la cultura è sempre più terreno di scontro politico per la legittimazione del potere
di Francesco Lefons
da Paese nuovo di giovedì 20 marzo 2008

I soldi per la "Notte della Taranta" non mancheranno, almeno non quelli di Nichi Vendola. Ad assicurarlo è l’assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che spiega come l’Unione dei Comuni della Grecìa non rimarrà a secco per l’edizione 2008 del Festival nonostante il recente aut aut posto da Pellegrino. Una decisione, quella del Presidente della Provincia di Lecce, dal sapore fortemente politico; una sorta di attacco frontale nei confronti di Sergio Blasi. Tra qualche mese infatti (nel 2009), i due potrebbero trovarsi nel mezzo di un campagna elettorale interna al centrosinistra per decidere per decidere chi dovrà correre per la poltrona più alta di Palazzo dei Celestini. E poi c’è l’affare culturale, divenuto ormai vero e proprio terreno di scontro per la legittimazione del potere politico.
Dovesse andare male, i soldi, per la Notte della Taranta, non mancheranno. Parola di assessore regionale, parola di Silvia Godelli. Lei, delle beghe politiche tra Giovanni Pellegrino e Sergio Blasi, dice di saperne poco e niente. Non sa, e forse neanche le interessa sapere, che il Presidente della Provincia ha di recente annunciato di non essere disposto a finanziare l’evento se non a riparo di una fondazione. Il che, in termini strettamente economici, vuol dire che l’edizione 2008 del Festival dovrà fare a meno di qualcosa come 200.000 euro, visto che sembra del tutto improbabile si possa procedere a creare ex novo una Fondazione della Taranta (o qualcosa di simile) in tempi utili.
"Per quanto riguarda la Regione – spiega la Godelli – le cose funzionano diversamente. Io, in un certo senso, ho l’obbligo di finanziare la Notte della Taranta". Trattasi di obblighi di carattere normativo e nulla più. Esistono, infatti, appositi bandi regionali per l’area spettacoli con i quali si accordano finanziamenti a quei soggetti che rispondono a determinati requisiti. L’Unione dei Comuni rientra tra questi soggetti, cosicché "nel finanziamento all’evento in questione – continua l’assessore regionale – procedo per evidenza pubblica. Non faccio altro che seguire le procedure". Nulla è dato di sapere in merito all’entità della somma (che dovrebbe oscillare tra i 150.000 e i 200.000 euro), l’istruttoria dei progetti presentati si è appena conclusa, e solo tra un mese si procederà alle delibere per il finanziamento. Quanto all’ipotesi Fondazione, la Godelli la considera "auspicabile" non tanto per questioni di natura finanziaria, quanto per il potenziamento qualitativo del Festival. A riguardo, però, un’altra perplessità: "Le confesso di non sapere come mai una Fondazione ancora non ci sia". E tanto basterebbe per capire che il terreno del dibattito tarantato tra Pellegrino e Blasi abita giustappunto tra Palazzo dei Celestini e Melpignano. Ma, soprattutto, appare del tutto evidente che il terreno di scontro tra i due non è la cultura in sé, ma una particolare categoria a essa strettamente correlata: quella che dal palco di Melpignano crea consenso e, di lì a poco, potere. A maggior ragione se tra qualche mese i due potrebbero trovarsi nel mezzo di una lotta interna per stabilire chi sarà il candidato del centrosinistra nella corsa elettorale alla Provincia. Vista sotto quest’ottica la "Notte della Taranta" assume un’importanza che va al di là dei 200.000 euro, della Fondazione e di qualsiasi capriccio istituzional-formale. A meno che questi capricci non tornino utili per la definizione dei rapporti di forza all’interno dello scacchiere poliitco-territoriale dell’intera provincia. Se così fosse, il reale obiettivo dell’attuale presidente della Provincia – decisamente poco popolare – potrebbe essere quello di attirare a sé le simpatie bipartisan di tutti i sindaci "antiblasiani" sparsi qua e là per il Salento, usando come terreno di manovra proprio la "Notte della Taranta", vera e propria croce e delizia – forse più croce che delizia – dell’agenda politica provinciale.
Si potrebbe dire che la contesa politica, in realtà, è culturale; oppure che una certa cultura del potere trasforma la cultura in un imprescindibile presupposto per il potere. Come fosse una sorta di status che corona le teste di politici illuminati e che, proprio per questo motivo, non possono essere considerati come tutti gli altri. E poi, puerile ma vero, occuparsi di cultura vuol dire misurare gli umori di una larga fetta di elettorato e vuol dire, tra le altre cose, gestire somme di denaro di non poco conto.
Ci dovrà pur essere un motivo se le due grandi querce del panorama politico salentino – Adriana Poli e Giovanni Pellegrino – sono saldamente ancorati alla poltrona dell’assessorato alla Cultura. La Poli da ormai dieci anni gestisce l’affare, mentre Pellegrino, dopo l’abbandono di Sandra Antonica, ha impedito che il "giovane Blasi" ne prendesse il posto. E lo ha fatto come fosse un anziano educatore che sorprende il bambino troppo vivace con tutte e due le mani nella mamellata. In fondo si sa, la cultura è roba da grandi. Ai bambini spetta il gioco e quella beata innocenza che li esclude da ogni questione decisionale. I problemi cominciano a sorgere quando i bambini di una volta si fanno grandi e cominciano ad avanzare pretese nuove: il gioco diventa serio e i tempi belli della beata innocenza prendono la strada del ricordo.
Se a livello cittadino il pericolo di lesa maestà è ridotto al minimo – nessuno sembra avanzare pretese rispetto al "dominio" della Poli – a livello provinciale le cose stanno diversamente. La leadership culturale di Pellegrino sente sul collo il fiato di Blasi e, più in generale, di quella che lo stesso segretario provinciale del Pd ha definito "Generazione Taranta". Per informazioni vedere sulla cartina geografica i confini della Grecìa Salentina, concentrare l’attenzione su Melpignano e Martignano, e poi trarre l duvute considerazioni.
Basta poco per rendersi conto che il vento che soffia su Palazzo dei Celestini è grecanico. Pellegrino lo sa e cerca di arginare ogni spiffero proveniente da quelle terre. Ma il 2009 elettorale per ora è lontano – ci sono le politiche – e le occasioni per per mettere in chiaro strategie e rapporti di forza si moltiplicheranno strada facendo. Nel breve periodo resta da capire se la posizione (politica) di Pellegrino nei confronti dell’edizione 2009 della "Notte della Taranta" sarà, soìino alla fine, quella espressa nei giorni scorsi: ossia il non finanziamento in attesa di una Fondazione. Appurato che Regione e Ministero, con relativi finanziamenti, viaggiano su altri binari rispetto a quelli provinciali, non rimane che attendere la risposta (politica) di Blasi e "Generazione Taranta" tutta. Per il momento le grecaniche bocche sono cucite. Nessuno vuol parlare, men che mai Blasi. A lui, che è segretario provinciale del Pd, la campagna elettorale lo impedisce per ragioni di partito. Non a Pellegrino, però, che almeno per il momento gioca la sua partita da libero battitore.

Riportiamo la discussione in essere intorno alla NdT (1)

100.000 euro per la Notte della Taranta – è il titolo apparso sulla GdM che sta accendendo una discussione che trovo interessante riportare sul nostro Blog per mostrare quanta passione, giusta o sbagliata, il Salento dedica alla NdT e per cercare di capire insieme come mai, invece, sul  Gargano si dedica poco spazio, anche nell’attuale campagna elettorale a temi che ruotano intorno alle parole : cultura, turismo e marketing territoriale.
Attenzione a non commettere l’errore di pensare che si tratti di un problema esclusivamente politico, anzi qui la politica centra molto poco. Cosa ne pensano i giornalisti, gli artisti, gli operatori turisitici, quelli dello spettacolo ed ancora cosa pensano i  pubblicitari e gli intellettuali?
100.000 euro per la Notte della Taranta
Lo stanziamento da parte della Provincia di Lecce «A smentire notizie apparse sulla stampa su una mia volontà di non contribuire al Festival per il corrente anno» ha sottolineato Giovanni Pellegrino
da www.lagazzettadelmezzogiorno.it di giovedì 20 marzo 2008


Il presidente della Provincia di Lecce Giovanni Pellegrino ha diffuso una nota con cui precisa la sua posizione a proposito della manifestazione musicale ‘La Notte della tarantà che si svolge in agosto nei comuni della Grecia salentina.


«A smentire notizie apparse sulla stampa su una mia volontà di non contribuire al Festival della Notte della Taranta per il corrente anno – sottolinea Pellegrino – sta l’oggettività della proposta di bilancio approvata dalla Giunta provinciale nei giorni scorsi. Nella stessa è previsto uno stanziamento di euro 100.000 come contribuito alla organizzazione del prossimo Festival, suscettibile di essere erogato ovviamente a valle dell’approvazione del bilancio da parte del Consiglio Provinciale».

«L’erogazione non è condizionata – precisa il presidente – ad una preventiva costituzione della Fondazione, anche se auspico che la Fondazione si costituisca al più presto per le ragioni di opportunità che da oltre un anno hanno indotto questa Provincia a deliberare di parteciparvi. Nè esiste – continua – alcun contrasto personale tra Sergio Blasi e me in ordine ad una futura candidatura alla carica, che attualmente ricopro. Il mio punto di vista sul punto è noto da anni».

«Ritengo che le forze politiche che attualmente compongono la maggioranza consiliare in Provincia dovrebbero presentarsi – conclude Pellegrino – unite anche nel nuovo confronto; ed auspico che le stesse concordemente individuino un candidato alla presidenza che sappia unitariamente rappresentarle e sia di me meno carico d’anni o comunque dotato di più fresche energie. Se ho segnalato ad altri la opportunità di un rinnovamento delle rappresentanze politiche, il principio non può non valere anche per quanto personalmente mi riguarda. Nelle forze politiche che sostengono l’attuale Governo provinciale sussistono molte personalità capaci di affrontare la difficile sfida. Sergio Blasi è indubbiamente tra queste».
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