Il 13 Maggio alle ore 20.00, presso l’aula magna dell’Università Bocconi di Milano, si è svolta l’assegnazione del "Premio Ambasciatore di terre di Puglia".
Il premio è intitolato alla memoria di Francesco Marco Attanasi, giovane musicista scomparso prematuramente in un’incidente stradale.
Viene assegnato ogni anno a persone, associazioni, enti o gruppi che abbiano saputo coniugare nello svolgimento dei loro mandati, arti, professioni e mestier, il raggiungimento di più alti obiettivi oltre le loro personali ambizioni al fine di promuovere l’immagine delle "terre di Puglia".
Alla manifestazione di quest’anno sono stati premiati i Cantori di Carpino ed Antonio Piccininno, il regista Sergio Rubini, Paride De masi, Luca Montrone, Sergio Blasi.
Prima dell’inizio vedo Nicola Gentile sul palco e gli vado incontro per salutarlo; lui mi introduce dietro le quinte in modo da poter salutare "zi’ ‘Ntonie". Mi presento:sono di Carpino. Lui subito mi chiede "a chi sono figlio". Glielo spiego e lui mi dice di conoscere. E’ molto contento, mi dice di essere stato a fare un concerto "con centomila persone" e di essere qui a ritirare il premio. Io mi complimento e lo saluto. Poi ritorno a sedere.
All’annuncio del frizzante conduttore, Antonio Piccininno si reca sul palco per esibirsi in una colorita e applaudita introduzione alla personalità di un Cantore. Inizia con la descrizione delle origini di canto popolare, raccontando la sua storia personale, come esempio di quelle di altri cantori. Trascina il pubblico accattivandosene la simpatia sin dalle prime frasi, scaldando gli animi con il suo parlare schietto. L’aula gremita, al punto da obbligare molti a stare in piedi, apre il cuore ad un uomo del suo genere, con la sua storia singolare e tutta da imparare; l’anziano Cantore continua versegiando le strofe che andrà poi a cantare, intercalandogli curiose spiegazione della vita di una volta.
Inizia l’esibizione accompagnato nella musica da Nicola Gentile (Cantori di Carpino) e dal gruppo degli "Sciuacuddhuzzi", esegue per prima "Vide che bella giovene mei capate".
Termina il suo emozionante spettacolo con la "Ninna nanna", a conclusione della quale scaturisce un fortissimo e spontaneo applauso per quest’artista particolare, questo ultranovantenne che va in giro a diffondere quella che fu la sua cultura, con un vigore sorprendente ed una serenità contagiosa.
Tra il pubblico una signora commenta rivolta ad una vicina esprimendo la tenerezza provata per la sua persona.
La serata, aldilà di qualche "gaffe fotografica" (nella premiazione dell’organizzatore della Notte della Taranta,Sergio Blasi, viene mostrata tra le altre, la famosa foto della piazza di Carpino durante il Folk Festival che ha come protagonista la ballerina dalla gonna gonfiata dal ballo e come sfondo, il folto pubblico e la Chiesa di S. Cirillo d’Alessandria splendidamente illuminata), prosegue con le ulteriori premiazioni.
Ma l’impronta più marcata è stata lasciata dalla persona di Antonio Piccininno, arte: Cantore.
E questo è il ricordo che rimarrà a me e a molti altri di questa splendida serata, trascorsa in sua compagnia.
Rocco D’Antuono
E’ tempo di uscire dai ranghi. Di deragliare dai binari. Di staccarsi dal tracciato dei solchi.
Il futuro non è per sguardi incollati al presente né per pensieri reclusi nel passato.
Il futuro è per chi rompe la linea del tempo e dello spazio, oltrepassa la sequenza del kronos, perlustra nuove realtà, immagina nuovi linguaggi, incalza un nuovo bisogno di senso.
E’ tempo di disordine creativo, di spiazzamento generatore, di intelligenza eccentrica, insomma di idee che disorientino, di segni che sorprendano, di suoni che stupiscano.
Diciamolo pure con coraggio: questo è tempo di disordini e di rumori, forse anche di caos positivo.
Perché c’è bisogno di visioni, che un guizzo dell’immaginazione anticipi mondi possibili, che un lampo dell’ingegno dischiuda scenari imprevedibili.
Questo tempo è kairos, aperto al cambiamento, come la porticina di Benjamin, lasciata appena socchiusa perché in qualsiasi momento possa irrompere la novità.
Questo tempo ha un luogo e un soggetto propizi, il mediterraneo e i giovani.
La Puglia invita i giovani artisti della piazza mediterranea, perimetrata dai confini del mare, a incrociare le loro espressioni per disegnare un futuro avvincente.
Una piazza perché i bollenti spiriti abbiano un luogo aperto per incontrare, ospitare, ascoltare, raccontare, conoscere. Per osare con curiosità.
N.B Il contributo regionale non è proporzionale rispetto al valore complessivo del progetto. Gli importi concessi da Principi Attivi e da eventuali altre fonti sono totalmente indipendenti, anzi il cofinanziamento può anche essere pari a zero.
Perchè i giovani di Carpino non ci devono provare? Forse hanno bisogno di essere aiutati?
Mi appello alla coscienza civile del nostro paese, buttiamo giù delle idee per i nostri ragazzi e cerchiamo di dargli un futuro a Carpino.
Dove sono i laureati under 32, i liceali, i ragionieri e i geometri, disoccupati o non appagati, che hanno il ‘coraggio’ di stare a Carpino? Possibile che per tutta la vita vi dovete nascondere o aspettare il posto e nel frattempo dare le colpe al sistema e al governo ladro. Qui puntano su di voi, sulla vostra capacità di fare impresa. Non stiamo parlando di dx o di sx, qui stiamo parlando di voi. Come dice Matteo Cannarozzi da Vico del Gargano (quando avrò il piacere di citare un carpinese?) "il momento delle doglianze speriamo sia finito! ora a tutti noi viene chiesto di "FARE" senza aspettare gli altri. Non è facile lo so. Proviamoci però. Perchè il cambiamento è un processo complesso e ha bisogno di tempo. Ai giovani oggi si chiede di appropriarsi del loro ruolo, da troppo tempo occupato da altri…fatevi avanti!"
I comuni vicino si stanno attrezzando, qui ad esempio potete leggere di Vico del Gargano, clicca qui per vedere. Cambiamo questa mappa e polticamente parlando la situazione deve trovare un equilibrio e quindi i vostri progetti hanno ampie possibilità di essere approvati.
Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio.
Autore: Antonio Vigilante
Ho voglia, nella giornata della memoria, di raccontarvi una storia non tragica, anzi a lieto fine; una storia nostra, garganica, anche se non abbiamo molta voglia di riconoscerla come tale, perché provoca in noi qualche imbarazzo. E’ una storia quasi incredibile, che percorre al contrario, ed in piccolo, il cammino che ha portato all’Olocausto.
La notte fra il 10 e l’11 agosto del 1930 un uomo dorme nella sua casa: una stanza imbiancata a calce con un soppalco in legno. Una casa povera di un paese povero. Il paese si chiama Sannicandro, e si trova nella parte settentrionale del Gargano.
L’uomo invece si chiama Donato Manduzio, ha quarantacinque anni, è sposato con una donna di poco più giovane di lui ed è conosciuto ed apprezzato nel paese per certe sue doti di guaritore, oltre che per l’abilità nell’organizzare teatrini popolari.
L’articolo continua Qui (cliccami)
Diffondere buona musica e promuovere a livello turistico zone del foggiano meno frequentate da turisti, anche nel periodo estivo. Questi gli obiettivi della manifestazione ‘Five festival sud system’ organizzata dall’Azienda di promozione turistica di Foggia, i direttori dei festival musicali, i sindaci dei Comuni di Orsara e Apicerna a rappresentanti delle agenzie di viaggio, con l’intento di accogliere turisti interessati alla musica e a scoprire il territorio. Nell’edizione 2008, i cinque festival della provincia di Foggia viaggeranno sotto un unico marchio.
I più importanti appuntamenti musicali, dal Carpino Folk Festival a Festambiente Sud di Monte Sant’Angelo, da Suoni in Cava di Apicerna al Festival Apuliae e all’Orsara Jazz, saranno uniti in un’ ‘unica orchestra’. Attraverso i circuiti delle agenzie di viaggio saranno messi in vendita pacchetti promozionali che consentiranno al turista di trascorrere qualche giorno in provincia di Foggia, visitando i luoghi caratteristici di giorno e ascoltando buona musica, non solo tradizionale, la sera. Soluzioni che soddisferanno tutti i tipi di richieste a partire dalla mattina e fino a dopo il tramonto. Il turismo in Capitanata, attraverso la musica, si colorerà di nuove manifestazioni, iniziative, eventi, tutto dedicato a chi la provincia di Foggia non l’ha mai vista o non ci è mai passato. Parlare a tutti di turismo con il linguaggio comune della musica.
da quotidianopuglia.it

Monte Sant’Angelo – In dirittura d’arrivo i lavori di restauro per la prestigiosa Abbazia di Pulsano che dista dalla città dell’Arcangelo circa nove chilometri ed è situata su un balzo che domina la sottostante pianura ed il Golfo di Manfredonia. E’ stata espletata la gara d’appalto.
I lavori sono stati affidati all’Impresa “Restauri Resta s.r.l.” di Bari. Il prezzo fissato è di euro 569.925 al netto del ribasso offerto del 24,5%. Sono pervenute, entro il termine stabilito, 32 offerte di cui 30 rimaste in gara. La ditta seconda in graduatoria è risultata la l’Associazione Temporanea d’Impresa – ditta ATHENA s.r.l. e ing. Antonio Resta di Bari con il ribasso del 24,20%. Il termine ultimo per la consegna dei lavori è di 120 giorni. Affidata anche la direzione dei lavori, appannaggio degli architetti Luigi Arciuolo e Carmela Gentile. Ricca la storia di questa abbazia. Secondo la tradizione, verso la fine del VI secolo, la comunità degli Equizi edificò nel medesimo luogo un monastero, passato poi ai Cluniacensi e distrutto dai Saraceni. Nel 1129 San Giovanni Salcione da Matera, dopo molte esperienze spirituali ed un lungo peregrinare, finalmente trovò la sua sede nell’antico e abbandonato monastero di S. Gregorio a Pulsano ribattezzandolo “Santa Maria di Pulsano”, lo ricostruì fondando la Congregazione benedettina degli Eremiti Pulsanesi. Nel XII secolo l’abbazia conobbe il momento di massimo fulgore divenendo uno dei monasteri più potenti dell’Italia meridionale, grazie anche alle cospicue donazioni dei benefattori, tra questi anche sovrani quali Ruggero II d’Altavilla e Federico II. Il monastero di Santa Maria di Pulsano fu sospeso nel 1806, conobbe un lungo periodo d’abbandono ma rifiorì quando il 20 dicembre 1997 si insediò una comunità monastica che è incardinata nell’arcidiocesi di Manfredonia ed è birituale, latina e bizantina, nell’espressione liturgica e spirituale. Nel 1966 il quadro della Madonna di Pulsano, un dipinto che secondo alcuni studiosi apparterrebbe alla scuola cosiddetta dei Ritardatari (fiorente in Puglia e Basilicata tra XII e XIII secolo), purtroppo fu rubato.
Dal 24 al 27 luglio la festa nel centro storico di Monte Sant’Angelo e nei giorni successivi il Teatro nel centro Storico di Vico del Gargano
Fervono i preparativi della quatra edizione di FestambienteSud, la festa nazionale di Legambiente per il Sud Italia. La novità di quest’anno è che il Teatro Civile Festival non coinciderà con le date di FestambienteSud, ma si svolgerà la settimana successiva, dal 29 luglio al 3 agosto, nel centro storico di Vico del Gargano.
FestambienteSud è musica, letteratura, artigianato, gastronomia e ambiente.
Dal Il diario Montanaro l’intervista a Salcuni direttore di FestambienteSud
Salve Sign. Salcuni. Ci racconti cos’è F.F.S.S. (Five Festival Sud System) e come nasce quest’idea.
FFSS è una rete di cinque festival della provincia di Foggia che hanno deciso autonomamente di mettersi assieme. Si tratta di FestambienteSud e Teatro Civile Festival di Legambiente, Suoni in Cava di Apricena, Carpino Folk Festival, Orsara Jazz e Festival d’Arte itinerante Apuliae. Per la verità già da qualche anno sono stati fatti tentativi di consorziare i festival, ma senza successo. A rilanciare l’idea è stato l’APT di Foggia che ha raccolto l’invito di Legambiente di supportare la creazione di un unico prodotto turistico della Capitanata legato ai più grossi eventi estivi. La rete comprende i festival estivi finanziati da bilancio dalla Provincia di Foggia e che beneficiano di finanziamento regionale o nazionale. A differenza della Notte della Taranta la nostra è una rete di iniziative eterogenee nelle arti e nei generi. Il Messaggio che abbiamo lanciato è che in Capitanata tra luglio e agosto trovi qualità ed eterogeneità: dal teatro alla letteratura, ai più disparati generi musicali (Jazz, lirica, folk, d’autore…).
Quali sono gli obiettivi che si vuole raggiungere accorpando i cinque festival?
Abbiamo deciso di partire dal turismo, sfruttando i festival come contenuti da offrire ai visitatori della nostra terra. E proprio per questo abbiamo lanciato FFSS alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, con un testimonial d’eccezione. Renzo Arbore ha sposato la nostra causa anche per cercare di controbilanciare il danno d’immagine derivato dai disastrosi incendi che l’anno scorso hanno colpito il Gargano. Noi di FestambienteSud ricordiamo bene quel 24 luglio del 2007, poiché abbiamo dovuto prendere la difficile decisione se andare avanti con il nostro festival, che iniziava quella sera, oppure chiudere per lutto. Decidemmo assieme al sindaco di Peschici che era il caso di lanciare dal Gargano qualche segnale di normalità, portando avanti la nostra iniziativa, nei giorni in cui tutti i media nazionali ed internazionali descrivevano il Gargano come un inferno. E fioccavano le disdette per il mese di agosto (noi stessi abbiamo vissuto il mancato arrivo della maggior parte degli espositori e di alcuni ospiti a causa dell’emergenza incendi). Andammo avanti, ma annullammo le iniziative più festaiole, mantenendo gli eventi culturali. Il risultato è stato un festival più serio e composto. Meno sagra e più cultura.
Quali sono stati i motivi che vi hanno indotto a spostare la location del “Teatro Civile Festival” a Vico del Gargano (dato che lo scorso anno, lo stesso, ha avuto un enorme successo di critica e di pubblico, a Monte Sant’Angelo)?
Perché è stata chiesta, dalla comunità di Vico del Gargano, una certa attenzione da parte di Legambiente. Come dire di no, dal momento che Vico è dotato di un notevolissimo centro storico e di una grande tradizione di stagioni teatrali? Il centro storico di Vico del Gargano è ben conservato e merita, al pari di quello di Monte del Gargano, di essere conosciuto, frequentato e apprezzato. Il successo del teatro civile festival ha sorpreso anche noi. La presenza di critici teatrali e di un pubblico molto qualificato, l’attenzione della stampa nazionale generalista e di settore, l’incoraggiamento istituzionale da parte della Regione Puglia e del Teatro Pubblico Pugliese, il successo delle nostre produzioni teatrali, in tournee in tutta Italia, ci hanno confermato nell’idea che il futuro di FestambienteSud è nella qualità artistica e culturale della sua proposta. Proprio perché importante da subito, abbiamo deciso di staccare il teatro civile festival dall’appuntamento di FestambienteSud e di dargli la dignità di appuntamento a sé. Speriamo di aver fatto la scelta giusta.
Una buona idea, minimo 2 persone tra i 18 e i 32 anni, fino a 25.000 € di contributo, 1 anno di tempo, scade il 31 luglio.
La Regione Puglia, Assessorato alle Politiche Giovanili, la Commissione Nazionale ANCI sulle politiche giovanili, il Comune di Vico del Gargano Assessorato allo Sport e Politiche Giovanili,
incontrano i giovani per illustrare i nuovi progetti, le prospettive, gli obiettivi allo scopo di creare occasioni di apprendimento e di attivazione diretta, promuovere capacità progettuale, nuove idee per una Puglia dinamica e migliore.
Nel corso dell’incontro, il dirigente dei “Bollenti Spiriti” Roberto Covolo, insieme ad Annibale D’Elia e Carmine Ranieri, illustrerà i contenuti del progetto articolato su: Principi Attivi; Master e
Perfezionamento; Laboratori Urbani.
L’incontro con i giovani si terrà nella sala consiliare del Comune, alle ore 17.00 del 19/5/2008.
Qui puoi scaricare il bando e gli allegati
Continua il cammino da parte del sito “Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”, per raggiungere il prestigioso obiettivo di entrare a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Sito nel quale figura, come si ricorderà, anche la basilica del santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo. Ieri da Spoleto, dove si è conclusa la due giorni (6 e 7 maggio) dell’incontro tra tutti i referenti istituzionali coinvolti (vale a dire cinque regioni, sei province, otto amministrazioni comunali, l’ente parco del Gargano, due comunità montane, tre enti ecclesiastici, due fondazioni pubblico-private, due centri di studi, diciannove uffici territoriali del ministero tra direzioni e sovrintendenze), sono arrivate buone nuove. Una su tutte: la rinomata Accademia della Norvegia ha inviato nei giorni scorsi al Ministero dei Beni Ambientali e Culturali, un nota di sostegno scientifico alla candidatura del sito. Una iniziativa, questa, che viene ritenuta, da parte degli addetti ai lavori, di buon auspicio per l’esito finale, poiché l’accademia norvegese è considerata un organismo scientifico di grande prestigio. “Se tanto… mi dà tanto…allora siamo cavallo” recita un vecchio adagio. Ad ogni buon conto per numeri di enti e istituzioni coinvolte, si tratta di una delle candidature più innovative e complesse mai presentate dall’Italia all’Unesco. Per la città dell’Arcangelo a Spoleto era presente il sindaco Andrea Ciliberti: «Tutto procede per il verso giusto – ha detto a margine dell’incontro – siamo in pieno fase operativa e ci stiamo preparando ad accogliere la visita ispettiva nel prossimo periodo estivo. Intanto annuncio che dopo Spoleto, tutti i soggetti interessati, si riuniranno a Monte Sant’Angelo nel prossimo mese di giugno». Lo scopo dell’incontro tra tutti referenti istituzionali è stato quello di verificare le attività avviate (o da avviare) sui singoli luoghi della rete (sono sette come ben si ricorderà ossia Cividale del Friuli, sede del primo ducato longobardo e comune che ha proposto per primo la candidatura nel 1996, Brescia, Castelseprio, Spoleto, Campello, Benevento ed appunto Monte Sant’Angelo) e soprattutto per pervenire alla costituzione formale della struttura che sarà chiamata a coordinare e monitorare il processo di gestione previsto nel piano elaborato per la candidatura (sito web, pubblicazioni, segnaletica, pannellistica, etc.). Il Piano di gestione del progetto è stato presentato a fine febbraio scorso all’ambasciatore italiano presso l’Unesco, che ha avviato poi l’istruttoria con l’Icomos (International Council on monuments and sites). Si sta così procedendo con la prima valutazione della documentazione presentata e con l’ispezione fissata nell’estate del 2008 (a luglio o a settembre) che potrebbe comportare una (eventuale) richiesta di documentazione integrativa da presentare entro gennaio 2009. Se la candidatura sarà accolta lo si saprà solo a luglio 2009, quando avverrà la valutazione finale, la quale sarà comunicata nella riunione spagnola di Siviglia. Si è quindi in dirittura d’arrivo: dopo aver svoltato l’angolo, Monte Sant’Angelo “vede ” il traguardo stagliarsi all’orizzonte. Partita lo scorso 9 gennaio con la storica firma presso la sede del Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali di via del Collegio Romano 27 a Roma, l’avventura sta procedendo sui binari concordati. Tutto procede secondo copione. Sulla base di un trattato internazionale conosciuto come Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale, adottato nel 1972, l’Unesco ha finora riconosciuto un totale di 830 siti (644 beni culturali, 162 naturali e 24 misti) presenti in 138 Nazioni del mondo. Attualmente l’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti. L’Unesco riconosce il titolo di Patrimonio Mondiale, facendo sì che la loro tutela diventi una responsabilità ripartita fra i membri della Comunità internazionale.
da http://www.newsgargano.it
Vieste – E’ stato avviato un percorso virtuoso che potrebbe avere come risultato la realizzazione di un aeroporto a Vieste. Il primo passo importante c’è stato l’altra sera in Consiglio comunale dove, a maggioranza, è stato approvata la variante al Piano regolatore generale per la realizzazione di infrastrutture aeroportuali in località “Piano Grande”, una vasta area pianeggiante che supera i cento ettari alle porte del centro garganico, dove potrebbe nascere, appunto, l’aeroporto.
Un sogno accarezzato da sempre, ma che, per alterne vicende, non è stato possibile, almeno finora concretizzare. Molto entusiasmo al momento del voto favorevole di tutta la maggioranza di centrodestra; pollice verso della componente di minoranza del Partito democratico. La proposta dell’assessore al turismo, Nicola Rosiello, è stata, e non poteva essere diversamente, oggetto di un serrato confronto tra maggioranza e opposizione, ma alla fine, è passata con i voti dei soli consiglieri del suo gruppo. Un risultato, questo, non certamente scontato alla vigilia dei lavori consiliari, visto che, in altri momenti una parte della stessa componente di maggioranza aveva espresso non poche perplessità sulla bontà dell’iniziativa, ma soprattutto sulla sua fattibilità. Evidentemente, gli argomenti portati dall’assessore Rosiello sono stati più che convincenti, tanto da ricevere il voto unanime dei suoi colleghi di gruppo. Il primo passo è stato fatto; d’ora in poi il cammino non sarà certamente privo di ostacoli. Il primo scoglio vero sarà quello di convincere i proprietari (una ventina) dell’area su cui dovrebbe nascere la struttura aeroportuale, a vendere. Una ipotesi di fattibilità che sarebbe meno ostica di quanto si potesse pensare fino a non molto tempo fa, allorchè il solo tentativo di avviare una trattativa con i proprietari era da ritenere addirittura perdente. Ora, il fronte del “no” sarebbe meno rigido e il fatto che Rosiello abbia, insistentemente, voluto che la massima assise cittadina approvasse quella che, almeno per il momento, è soltanto un’ottima iniziativa che esiste ancora sulla carta, vuol dire che per l’assessore al turismo ci sono le condizioni per poter avviare l’iter procedurale al fine di concludere la fase progettuale. L’area ritenuta idonea si trova, come ricordavamo, non molto distante da Vieste: cento ettari di superficie che, in un territorio come Vieste, rappresentano, per i proprietari una sorta di gallina dalle uova d’oro. Per l’opposizione si tratta soltanto di voler gettare polvere negli occhi dell’opinione pubblica, perchè il progetto è di difficile concretizzazione, sia per i tempi lunghi, ma anche per difficoltà oggettive che verranno fuori nel momento in cui si dovrà passare dalle buone intenzioni e dall’entusiamo iniziale a tradurre il tutto in documenti di fattibilità. Comunque, da qualsiasi parte la si guardi, l’idea dell’aeroporto a Vieste e, di riflesso, a servizio anche degli altri Comuni di questa fascia di territorio, non può che essere sostenuta, pur sapendo che il suo “decollo” avrà bisogno di un buon motore e di ottime ali. Il primo e più spigoloso degli ostacoli da superare sarà, senz’ombra di dubbio, ottenere il placet da parte dei proprietari, operazione non certamente semplice per via degli interessi che sono in gioco. Tant’è che non sono in pochi coloro che sospettano che, dietro la facciata della realizzazione dello scalo aeroportuale, ci sia soltanto una possibile speculazione edilizia. Quanto ci sia vero e fondato, ma anche che possa trattarsi di un tentativo per far fallire sul nascere l’iniziativa dell’aero – scalo è tutto da verificare. Il tempo, come suol dirsi, sarà, come sempre, galant uomo. Certo è che bisognerà valutare i prossimi passi per capire se il tutto è soltanto una bolla di sapone oppure ci sia, non solo da parte dell’Organo di Governo cittadino, ma il concorso di Enti, e non solo, la ferma volontà di arricchire il territorio di una nuova, importante opportunità di sviluppo e, pertanto, di lavoro.
“Chiamarlo evento è riduttivo. Un evento va collocato in un lasso temporale con un inizio e una fine lasciando poi il senso dell’effimero. La Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo si inserisce in quelle manifestazioni destinate a lasciare memoria nelle persone e nei luoghi. Non è una semplice rassegna ma il crocevia di culture che si incontrano e producono arte. Diletta ma insegna, ed è soprattutto il punto nodale per la carriera dei tanti giovani che vi partecipano”. Lo ha detto Ruggero Martines, direttore regionale ai Beni Culturali e paesaggistici, commentando la notizia dell’arrivo della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si terrà alla Fiera del Levante di Bari dal 22 al 31 maggio 2008. La tredicesima edizione della Biennale sarà presentata nei particolari a giorni a Roma (5 Maggio). In riferimento Martines – l’esponente più autorevole in Puglia materia di valorizzazione del patrimonio culturale – ha poi aggiunto: “Se mai si inizia mai si arriva, e la Biennale è quel punto di partenza per una strada costellata di successi. Apprezziamo il coraggio di organizzarla a Bari, pare di ritornare ai tempi in cui la città celebrava artisti d’avanguardia come Armenise”. Poi, il direttore Martines ha concluso: “L’auspicio è che la Biennale cresca e continui a diffondere la creatività e la cultura del nuovo”.
La Fiera del Levante di Bari per dieci giorni si trasformerà nel poliedrico “villaggio della creatività”. In 10 mila metri quadri si dipaneranno ben 400 produzioni artistiche, 1200 opere esposte fra arti visive e plastiche, 25 appuntamenti dedicati a poesia e letteratura, ed inoltre 40 film, medio e cortometraggi, 13 collezioni di stilisti emergenti, 60 spettacoli di musica/teatro/danza. 12 padiglioni intorno alla grande fontana di Piazza delle Pace.
A completare il “melting pot” creativo ci sono anche le degustazioni etniche preparate dai giovani cuochi ospiti della Biennale.
La manifestazione è promossa dalla Regione Puglia e dall’Associazione Internazionale BJCEM e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese.
Dalla prima edizione di Barcellona nel 1985, la Biennale ha profuso in vent’anni un profluvio di inventiva ed estro, ed è stata in molti casi il trampolino di lancio per una gran quantità di artisti specializzati nella experimental – art.
Anche stavolta l’obiettivo è valorizzare la creatività come veicolo di dialogo interculturale, punto di partenza per costruire quella rete di cooperazione culturale ed economica motore propulsore di sviluppo verso quel processo di internazionalizzazione che in questi anni caratterizza l’impegno programmatico della Regione Puglia.
Contenitore privilegiato della XIII Biennale sarà la Fiera del Levante di Bari, luogo deputato da sempre agli scambi cultuali e commerciali, che per l’occasione si trasformerà in una vero e proprio “villaggio della creatività” dove verranno allestiti due teatri da circa 300 posti che ospiteranno gli spettacoli di teatro e danza, oltre a due sale per i concerti e le sfilate di moda, uno spazio per i reading e le performance, infine due sale per la sezione immagini, per la proiezione dei cortometraggi. Cuore pulsante della manifestazione sarà poi il Meeting point che rappresenterà la “zona franca” nella quale i giovani artisti avranno l’opportunità di entrare in contatto fra loro e con critici d’arte ed operatori culturali nazionali ed internazionali.
Il tema di questa XIII edizione della Biennale è “La nostra diversità creativa: kairos”. Una parola greca che significa momento giusto, opportunità, tempo in cui il cambiamento è possibile. E’ previsto l’arrivo di 20 inviati delle più importanti testate giornalistiche internazionali (ha confermato la sua presenza la BBC) e si conta saranno almeno un centinaio i giornalisti provenienti da tutta Italia.
La Biennale sarà così l’occasione per un grande happening internazionale, dove gli spettacoli, gli eventi e le esposizioni saranno integrate in un percorso unico, per creare un senso di continuità ed offrire aree di socializzazione, incontro, condivisione, con una programmazione capace di stimolare la curiosità, di generare il desiderio, di consumare cultura e creatività, espresse in così tante forme.
La selezione degli artisti pugliesi è stata curata dall’Arci Puglia.
Intanto continua fino al 17 maggio 2008 il preludio francese alla XIII edizione della Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo che si terrà dal 22 al 31 maggio alla Fiera del Levante di Bari. 12 padiglioni, 46 paesi, 700 artisti, 2.000 performance formeranno il melting pot culturale in un grande “villaggio della creatività”.
Dal 10 aprile sulla costa sud della Francia, a Marsiglia, è in corso la manifestazione “Le prélude a Marseille”, 37 giorni dedicati all’arte ed alla musica. Sono 28 le produzioni artistiche francesi – provenienti da Montpellier, dalla Costa Azzurra e da Marsiglia – presenti a questa tredicesima edizione pugliese della Biennale.
Al via l’esposizione organizzata nel centro culturale Montévidéo di Marsiglia che dedicherà, a partire dalle 20.30, tre giornate alla musica ed alle esposizioni. Si comincia con il concerto di musica elettroacustica «Octo» di Mathieu Hours, poi si proseguirà con il concerto dei Trash Aka L. Venerdì sarà il teatro il protagonista del “Le prélude a Marseille” con il reading di Jihane El Meddeb al quale seguirà l’opera teatrale «Hamlet Exhibition» di Thomas Gonzalez. Ultimo appuntamento sabato 26 con il concerto di Sophie Gonthier et Christophe Arlt in “Anything Maria”.
La conferenza stampa del 5 maggio a Roma, nella sede della Regione Puglia di via Barberini 36, vedrà la presenza di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, Luigi Ratclif, Presidente della BJCEM, Antonio Princigalli, Direttore della Biennale Puglia 2008, Alessandro Stillo, Segretario Generale della BJCEM, Cosimo Lacirignola, Presidente della Fiera del Levante di Bari.
Partecipano: Sandro Frisullo, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Silvia Godelli, Assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, Assessore alla Cittadinanza Attiva della Regione Puglia, Carmelo Grassi, Presidente del Consorzio Teatro Pubblico Pugliese, Bernardo Notarangelo, Dirigente Settore Mediterraneo della Regione Puglia e Davide Pellegrino, Dirigente Settore Sviluppo Economico della Regione Puglia.