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Foggia, il sito tra i più grandi in Europa, può ricevere 500mila metri cubi di spazzatura

Le sostanze pericolose finivano nel fiume. Danno ecologico per 315 milioni di euro
Rifiuti, arrestati 12 imprenditori – Scoperta enorme discarica abusiva
FOGGIA – Dodici imprenditori foggiani che operano nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, hanno ricevuto questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Bari. Avevano messo in piedi una discarica abusiva di circa 500.000 metri cubi, ritenuta dai carabinieri tra le più grandi d’Europa, e smaltivano rifiuti pericolosi nel fiume Cervaro, che scorre in un’area paesaggistica protetta. Il risultato è un vero e proprio disastro ecologico, che i carabinieri hanno quantificato come un danno ambientale pari a 315 milioni di euro.

L’operazione ”Black River” segue l’indagine, avviata alcuni mesi fa, sulla gestione di una discarica di rifiuti speciali pericolosi a Deliceto, nel foggiano. Gli indagati dovevano ampliare la discarica di rifiuti solidi urbani del comune pugliese e invece hanno sversato la spazzatura – sembra anche materiali pericolosi – nelle acque del fiume, di cui sarebbe stato deviato anche il corso.

Diversi i reati contestati, a vario titolo, agli arrestati, che ora si trovano agli arresti domiciliari per decisione del gip di Foggia: associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito dei rifiuti, disastro ambientale, falso, deturpamento di bellezze naturali, danneggiamento e deviazione delle acque di un fiume.

L’attività illecita, secondo le prime rivelazioni, avrebbe fatto risparmiare a una delle ditte coinvolte, la Agecos gestita da Rocco Bonassisa, due milioni e mezzo di euro per smaltire legalmente i rifiuti. Sono in tutto un centinaio le persone indagate nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura di Foggia. Secondo le prime rivelazioni sembra che siano coinvolte nove società, nei confronti delle quali sono in corso cinquanta provvedimenti di sequestro di beni e attrezzature riconducibili alla presunta attività illecita. E’ stato sequestrato anche un laboratorio di analisi di Manfredonia, sempre in provincia di Foggia.da Repubblica.it

Turismo Gargano, Vascello: una rondine non fa primavera, ma l’estate sarà boom

Su 26 strutture monitorate dall’Apt di Foggia sui territori di Vieste. Mattinata, Peschici e Monte Sant’Angelo, ben 17 hanno registrato l’overbooking (tutto esaurito), 4 avevano il 90% delle stanze occupate, 1 l’80%, 2 il 60% e 1 addirittura un + 20% rispetto alla stagione estiva 2007".

Snocciola con felicità i numeri record del ponte del 2 giugno sul Gargano, Nicola Vascello, neo assessore provinciale al turismo e commissario dell’Apt di Foggia. L’esamina dei numeri fa prendere corpo ad un boom turistico di gigantesche proporzioni. "Il bilancio è certamente ottimo – dichiara Vascello a l’Attacco – A dire la verità, e non per essere banale, io me l’aspettavo questo tsunami di positività sul Gargano.
Certo una rondine non fa primavera, ma l’esperienza insegna che da sempre i ponti del 1 maggio e del 2 giugno sono termometri e test attendibilissimi della stagione estiva". Gli operatori turistici ovviamente sono felici di tali risultati, e anche Vascello scaccia le ultime paure per una stagione da flop. "Credo proprio che ci attende una stagione ricca di soddisfazioni. La Puglia ormai è una regione che fa tendenza nel mondo del turismo, una moda per tutti coloro che si confrontano con il mercato delle vacanzesottolinea Vascello -. Finalmente raccogliamo i risultati di un alacre lavoro di promozione intrapreso dall’assessorato regionale al turismo, che ha risollevato le sorti di questo settore dopo anni bui e d’indolenza.
L’assessore Ostillio, assieme a tutti coloro che fanno parte del sistema turismo, ha fatto e sta facendo davvero un lavoro impeccabile- aggiunge- Ciò che davvero bisogna capire, è che il modo di viaggiare è cambiato rispetto al passato. Adesso non si prenota più la vacanza con largo anticipo, ma la fa da padrona il last minute per due ragioni: una è certamente la convenienza che si trova nelle offerte; l’altra è che il turista si orientato a fare proprie scelte anche in base alle condizioni meteo della meta da scegliere".
Ma questi buoni risultati non fermano l’azione di rilancio d’immagine del Gargano, anzi spinge gli attori principali del sistema turistico locale e provinciale ad intensificare gli sforzi. "In tal senso già siamo pronti a sfornare un paio d’iniziative- asserisce Vascello- Il 20 giugno ad Orsara di Puglia ci sarà la presentazione del FFSS (Five Festival Sud System), con un evento che vedrà protagonisti giornalisti e tour operator nazionali, ai quali oltre al calendario delle singole manifestazioni, saranno presentati i relativi pacchetti viaggi.

Altra iniziativa importante è la terza edizione di `Città aperte’, dove renderemo fruibili turisticamente diversi siti storici ed archeologici, difficilmente visitabili. L’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara, l’Abbazia di Pulsano, la Grotta di San Michele Arcangelo, l’Abbazia di Santa Maria di Siponto, il centro storico di Pietra Montecorvino, la Necropoli della Salata di Vieste, la Chiesa di Sant’Elia a Peschici, sono alcune delle mete del vasto circuito che coinvolgeranno attivamente i visitatori".

La promozione turistica varcherà anche i confini locali. "Nel giro di qualche giorno -conferma l’assessore – partirà l’intensa campagna pubblicitaria pensata per il Gargano. Sul sito web dell’importante quotidiano Repubblica.it (con maggior rilievo nelle sezioni di Milano, Roma e Napoli) saranno ben visibili i pacchetti per soggiornare in Capitanata in occasione degli eventi di FFSS.

Inoltre una massiccia campagna di promozione a 360° del Gargano è già partita sulle riviste specializzate, e a breve sarà presente anche sull’ importante inserto `Il venerdì di Repubblica’(4 uscíte)- conclude.
Però prima dell’estate vorrei riunire di nuovo il forum del turismo di Capitanata, per dare il via a quell’azione di cabina di regia che tanto manca al nostro territorio.
La mia idea è quella di creare due brand: quello del Gargano e quello dei Monti Dauni, che avranno una propria identità ed indigenza, ma che avranno diversi punti di contatto, in quanto certamente il Promontorio può fare da traino".

Matteo PALUMBO – l’Attacco 

A Vico del Gargano le tavole originali di Andrea Pazienza

L’esposizione e’ un viaggio a ritroso nell’immaginario, a volte fantastico, altre nostalgico, di Andrea Pazienza, in un luogo, il Gargano,  che l’artista sente come terra d’elezione e vi ambienta alcune delle sue storie piu’ belle.

La raccolta di queste tavole originali, dei quadri dai suggestivi scorci pittorici, dei tanti disegni fatti per gli amici durante i soggiorni estivi (inediti e mai presentati prima), oltre a tante bellissime fotografie, e’ un modo originale per ripercorrere l’opera di Andrea Pazienza, a venti anni dalla scomparsa. Con quella che ha sempre considerato la “sua” terra”.

L’esposizione e’ corredata da fotografie disposte lungo il percorso e in spazi riservati. Autori delle foto: Vanni Natola, Gino Nardella, Luigi Damiani, Enrico Pazienza. Una mostra delle sole fotografie ritraenti Andrea di Isabella Damiani sara’ allestita, nello stesso periodo, presso Villa Santovito, in San Menaio. Sagome e ingrandimenti saranno disposti lungo tutto il percorso della mostra mentre una saletta sara’ riservata alla proiezione di materiale video. Qui di seguito Il percorso della mostra:

Fumetti
“Le straordinarie avventure di pentothal” n. 6  tavole, “Il partigiano” n.15 tavole, “Una estate” n.14 tavole,“Figure storiche” n.6 tavole “Il perche’ delle anatre” n.8 tavole

Quadri
1 “Isa d’estate”, 2 “Gramsci”, 3-6 Autoritratti, 7 “Monte Pucci” 8 senza titolo (Bagnante, Torre Saracena, Che Guevara), 9 senza titolo (Peschici), 10 “Basket”, 11 senza titolo (Radura con alberi)
 
Illustrazioni e disegni
1 “Il telefono”, 2 Albero “Pazienza”, 3 “Vico Airline”, 4 “Isa mi legge eco”, 5 “Si apre la caccia” (vignetta), 6-22 Disegni Camping Calenella, 23 “Contadino pugliese”

Vico del Gargano (fg), Palazzo Della Bella
19 luglio- 24 agosto 2008

Per Info: giov.nicolai@tiscali.it / direttore@fuoriporta.info

Il neo consigliere Rocco RUO evidenzia la mancanza nell’esecutivo provinciale di assessori garganici

Durante la seduta del Consiglio Provinciale del 29 maggio u.s., anche il neo eletto consigliere Rocco RUO, nel corso del suo intervento, evidenzia la mancanza nell’esecutivo provinciale di assessori garganici.

"Sig. Presidente della Giunta Provinciale, Cari Colleghi Consiglieri, da strade diverse, abbiamo condiviso la stessa meta con fiducia e tenacia.
Anche la nostra compagine politica “La capitanata Prima di tutto”, ha contribuito, con 13.217 voti, pari al 3,66% dei consensi, alla  storica vittoria del 27 e 28 aprile.
Purtroppo, con rammarico registriamo che con una scelta unilaterale, Ella Sig. Presidente ha ritenuto di escluderci dalla squadra di governo. Ritenevamo e riteniamo di avere acquisito i meriti, il diritto a farne parte “sul campo”.
Noi, dal canto nostro, siamo e restiamo forza di maggioranza e la incalzeremo per rivendicare non poltrone ma risposte per il territorio.

Per rispetto ai nostri elettori, ai 30 nostri candidati di tutti collegi della Provincia, conserviamo la nostra identità costituendoci quest’oggi in gruppo consiliare.
Personalmente, sono stato eletto in un collegio del Gargano Nord (Vico del Gargano) un collegio provinciale abbandonato dall’Istituzione Provincia da sempre. In particolare, il mio comune di provenienza (Carpino), non esprimeva un consigliere provinciale dal lontano 1970, quando il compianto nostro concittadino Ciccio Maccarone, fu eletto a Palazzo Dogana.

Inoltre, Sig Presidente, la sua scelta, ed eventualmente quella dei partiti della coalizione, di non nominare nella Giunta provinciale nessun assessore Garganico, nessun assessore rappresentante di una parte di territorio che, invece, meriterebbe attenzioni particolarissime e che ha contribuito, in maniera decisiva, alla Sua elezione non può assolutamente essere condivisa.
A lei e alla Giunta Provinciale formuliamo i migliori auguri di buon lavoro.
Rocco RUO capogruppo de “La capitanata Prima di tutto”
Fonte: Ondaradio

Per un turismo di qualità anche sul Gargano

Scriveva qualche anno fa una lettrice del “Gargano Nuovo”:
“Abito per scelta, nel centro storico di Cagnano Varano che, come tutti i paesi del Gargano, possiede una qualità dimenticata: un’anima.
Le ore qui scorrono lente, calme e per me, che arrivo da una città convulsa, dell’estremo nord della penisola, tutto è magico, fuori dal tempo. Ho voluto conoscere meglio Peschici, San Menaio e Vico del Gargano. Il tratto di litorale di San Menaio mi ricorda la Costa Azzurra, con la rigogliosa macchia mediterranea e le enormi agavi, che sembrano tentacoli verso il cielo. A Vico, mi sono accodata a un gruppo di turisti inglesi, che estasiati dal panorama scattavano foto dappertutto, anche contro sole.

Il centro storico mi è parso lo scenario di un enorme palcoscenico, accogliente e pulito, ed è stato ripavimentato in modo gradevole. Le piccole botteghe artigiane (e non), si affacciano nei vicoli creando suggestivi angoli dal sapore antico e familiare. Qui nel Gargano ho imparato molto dalla natura che mi circonda, ho conosciuto una maniera più semplice di vivere. C’è il tempo per tutto, gli amici, la chiacchiera, il pensare, lo scrivere, dipingere…, dipingere è la mia vita, e così ho aperto una bottega d’arte, dove espongo: quadri che produco, e mi piacerebbe farla diventare un salotto, dove si può discutere di tutto un po’, bere un caffè, o anche solo guardare, un sorriso, una stretta di mano ed amicizia è fatta…

Certo, a volte mi chiedo se sarebbe stata la stessa cosa, se mi fossi trasferita da un’altra parte; non credo, perché forse in un’altra vita, qui ci ero già stata, dato che ho spesso l’impressione di aver già visto, già sentito già conosciuto. Anche il silenzio, qui è più silenzio che altrove, e… musicale. Sto disegnando gli ulivi centenari, tipici del Gargano (a rischio per via degli incendi), quando ho finito il bozzetto, abbraccio come posso il tronco dell’albero (anche il suo cuore batte) e la stretta affettuosa fatta di sterpi è come un “grazie a questo splendido “orto del paradiso, dove vivo. Agli uccelli, ai grilli, ai gufi, alle cicale d’estate, grazie davvero, di tutto”.

Questa lettera è emblematica di come le qualità ambientali dei piccoli centri del Gargano Nord siano apprezzate più da coloro che giungono da altre realtà territoriali, che dai residenti.

Numerosi turisti italiani e stranieri preferirebbero trascorrere le loro vacanze nei nostri centri storici piuttosto che negli anonimi villaggi turistici periferici, ma solo pochi addetti ai lavori, gli ambientalisti e alcuni sindaci sembrano pienamente consapevoli delle potenzialità, in questo senso, dei “borghi antichi”. Eppure, varie indagini di mercato ci indicano che è possibile rivitalizzarli in funzione turistica ed artigianale.

Oggi più che mai il turista chiede, oltre all’offerta “mare e luoghi incontaminati’, una vacanza che abbia due fondamentali punti di forza: animazione e contatto con la popolazione residente; percorsi guidati che per mettano, oltre alla fruizione di beni ambientali e culturali, la scoperta di mete alternative. Come, ad esempio, la visita a botteghe e laboratori artigianali, con particolare attenzione alle specialità eno-gastronomiche tipiche del luogo.
La collocazione all’interno del Parco Nazionale potrebbe costituire l’attrattiva vincente per l’auspicato ritorno di quel turismo di qualità, che caratterizzò il lancio del Gargano come meta preferita del turismo nazionale e internazionale alla fine degli anni Sessanta.

La preoccupazione di chi ostacola ancora il pieno decollo del Parco perché “iingabbia l’espansione edilizia” è un anacronismo che nessuno può più permettersi. Occorre piuttosto una nuova progettualità urbanistica, legata anche a un deciso cambiamento di mentalità di tutti i cittadini. Non è affatto vero che le case non bastano: un censimento effettuato qualche anno fa dalla Comunità Montana indicò come disabitate e in precarie condizioni numerose abitazioni dei centri storici delle località dell’entroterra, rilevando nelle aree costiere (Lido del Sole, Foce Varano, Rodi, San Menaio, Peschici, Vieste) un’altissima percentuale di villette ed appartamenti utilizzati soltanto per le vacanze.

Invece di costruire case nuove, talvolta abusive, bisognerebbe recuperare queste residenze, destinate altrimenti a una rapida obsolescenza, evitando un ulteriore, inutile spreco, del nostro territorio.
Bisogna ristrutturare soprattutto le abitazioni dei centri storici: sono proprio queste ad aver conservato meglio le caratteristiche storiche e le tipologie abitative più particolari, come le cupole di Peschici.
Sarebbe davvero un peccato perderle del tutto!
Teresa M.Rauzino
Fonte : Puntodistella – Foto di Arcangelo Palumbo

Sul Gargano per il ponte del 2 Giugno, gli operatori turistici possono sorridere

Peschici e Vieste dopo gli incendi dell’estate scorse sono risorte. Gli alberghi registrano il tutto esaurito.

Se lo specchio della stagione estiva sul Gargano è il ponte del 2 Giugno, gli operatori turistici possono sorridere. In questi giorni le località balneari della Montagna Sacra stanno facendo registrare il tutto esaurito. Peschici e Vieste sono risorte dal periodo nero degli incendi, an­che se già qualche giorno dopo il disastro del 24 luglio il flusso tu­ristico era tornato progressiva­mente alla normalità. Adesso tutto sembra andare per il verso giusto: alberghi pieni, sia quelli di categoria che i semplici `affit­tacamere’, ristoranti gremiti, ba­gnanti in spiaggia e tedeschi e ceki, regolarrnente in acqua aiu­tati anche dal solleone.
Ridono anche Rodi Gargani­co, San Menaio e Mattinata, tan­to che la troupe Rai, impegnata nelle riprese della Vita in Diretta, non è riuscita a soggiornare al­l’hotel Baia dei Faraglioni, sul li­torale tra Mattinata e Vieste, per­ché tutte le stanze erano preno­tate. Sul litorale nord del Garga­no, al Lido del Sole, Foce Varano e Capoiale, si predilige invece un turismo mordi e fuggi.
E sono soltanto i primissimi giorni di giugno, con la bella stagione esplosa da poco meno di una set­timana, dopo le temperature in­certe della primavera in Capita­nata. Vieste è invasa dai bambini di "Mangia Bene, Cresci Me­glio", una campagna di sensibi­lizzazione sull’importanza di una sana e corretta alimentazio­ne messa in atto dal ministero delle Politiche agricole e che ha visto in città centinaia di piccoli scolari in maglia bianca e capel­lino, provenienti da tutta Italia.
I dati registrati dal Telefono Rosso, lo sportello del Codacons dedicato alle vacanze degli ita­liani, fanno registrare un aumen­to del 13% sulle tariffe applicate dai vari stabilimenti balneari a quello che si considera il servizio base, ovvero l’affitto giornaliero di un ombrellone e 2 sdraio. An­che 18 curo in più rispetto all’an­no passato: sul Gargano tutto è rimasto alla scorsa stagione e la spesa media in provincia di Fog­gia è di 10,38 curo al giorno. Tra le spiagge più economiche della Capitanata, i dati dell’A­zienda di Promozione Turistica registrano quella di Macchia, nei pressi di Monte Sant’Angelo, con una spesa media di 7,3 euro, se­guita dalle spiagge di Chieuti e San Menaio, dove un tuffo in ma­re costa mediamente 7,42 e 7,87 curo. Stabili sui 9 euro i sevizi ba­se delle spiagge di Lesina (9,09) e Margherita di Savoia (9,59) men­tre, pur senza Bandiera Blu, om­brellone e sdraio costeranno 10,25 curo a Peschici e 10,89 eu­ro a Vieste. Le spese aumentano sulle spiagge di Rodi Garganico (13), Manfredonia (13,23) e Foce Varano (14). Anche gli albergato­ri di San Giovanni Rotondo sono contenti, perché l’ostensione delle spoglie di San Pio sta por­tando molti più fedeli in città ri­spetto agli altri anni.
Piero Russo
Nella foto Antonio Piccininno se la ride con la Sara Tommasi, qui le altre foto

Presentazione del nuovo libro di Angelo Del Vecchio:Lupi mannari, streghe e fantasmi del Gargano

RIGNANO GARGANICO. Sarà presentato il prossimo 12 agosto, alle ore 21.00, il nuovo lavoro editoriale del direttore dell’agenzia di stampa "on line" Garganopress.net, il giornalista Angelo Del Vecchio. Si tratta di "Lupi mannari, streghe e fantasmi del Gargano", una antologia di racconti fantastici e di storie realmente accadute. In tutto 10 brani che ricostruiscono leggende e fatti veramente accaduti tra il Settecento e gli inizi del Novecento.

Progetto gioco Cagnano Varano,presentazione risultati dell’indagine

PROGETTO GIOCO

presentazione dell’indagine svolta

dalle classi 1, 2, 3 e 5 liceo SOCIO-PSICOPEDAGOGICO

CAGNANO VARANO

giorno 6 giugno aula magna del Liceo

referente prof.ssa Leonarda Crisetti

dirigente prof. A. Scalzi 

gruppo 1

 
I giochi della tradizione garganica
Dalle risposte alla domanda n. 10 del questionario ai nonni e ai genitori e dalla lettura dei grafici è possibile effettuare  diverse considerazioni, trarre elementi di conoscenza interessanti, forse anche nuovi. Prima di proporveli, sembra utile offrire qualche spiegazione sul metodo seguito nelle leggere e interpretare i dati.
Abbiamo sottoposto il questionario a 168 adulti e anziani. Abbiamo, poi, raggruppato le risposte per campione: M. Anziani, M. Adulti, F. Anziane e F. Adulte. Quindi abbiamo rappresentato le risposte nei vari grafici indicando i valori di percentuale [vedi grafici da 1 a 70]. In seguito abbiamo classificato le risposte riconducendole a tre gruppi: giochi essenzialmente femminili, giochi essenzialmente maschili e giochi più o meno equamente svolti da maschi e femmine. Abbiamo letto le risposte in orizzontale, individuando analogie e differenze tra i vari gruppi. Abbiamo, infine, letto in verticale sia i giochi essenzialmente femminili sia quelli prevalentemente maschili, per individuare eventuali cambiamenti dalla generazione dei nonni a quella dei genitori e cogliere trasformazioni.


tratto dal blog di Leonarda Crisetti:clicca qui per leggere l’intera notizia

Peschici “luogo dell’anima” per due artisti d’eccezione: Alfredo Bortoluzzi e Romano Conversano

A Bortoluzzi, che nel 1953 chiedeva a un’agenzia di viaggi come arrivare nella cittadina  garganica, consigliarono di prendersi una bicicletta di TERESA RAUZINO

Una settimana fa, nella mia casella di posta elettronica ho trovato un’e-mail di Cecilia Porro, conduttrice della trasmissione radiofonica di RAI International "Taccuino Italiano": «Seguiremo tappa dopo tappa i luoghi del Giro d’Italia. Come saprà, giovedì 15 è previsto il giro del Gargano, con arrivo a Peschici. Mi piacerebbe che fosse lei la nostra guida al Gargano, alla sua storia, alle sue tradizioni; abbiamo 15 minuti a disposizione, da registrare telefonicamente nei prossimi giorni. La prego di contattarmi per farmi sapere se è disponibile e, eventualmente, per concordare gli argomenti di cui parlare. Se vuole conoscere la trasmissione, che va in onda via satellite e su internet, la invito a visitare il sito http://www.international.rai.it/taccuinoitaliano; le tappe del Giro d’Italia saranno inserite nello spazio "Oggi parliamo di…", alle 14.45 circa. Spero di sentirla presto». Naturalmente, Cecilia Porro mi ha sentito, eccome. Di cosa ho parlato? Ma naturalmente degli artisti che hanno amato Peschici scegliendola, fin dagli anni Cinquanta, come “luogo dell’anima”.  Ne parlerò domani anche  ai lettori dell’Attacco.

L’ispirazione materica è alla base della passione che alcuni pittori nutrono per Peschici e per i colori della sua tavolozza mediterranea, che costituiscono da sempre un polo di attrazione per molti artisti italiani e stranieri. ALFREDO BORTOLUZZI, leggendario artista di origine italiana, si stabilì a Peschici nel 1957, in un bianco villino laboratorio antistante la spiaggia, in località Valle Clavia. “Un fascio di luce mediterranea trasfiguratrice di ogni cosa, lo aveva ammaliato e ancorato ai piedi della rupe di Peschici “. Nella Germania degli anni Trenta il pittore era stato allievo dei mitici maestri della Bauhaus: Klee, Kandisky, Albers, Schlemmer. Una loro mostra collettiva di dirompente speri­mentalismo fu sequestrata dal regime nazista nel 1933 a Dusseldorf.  Bortoluzzi smise di dipingere e si dedicò al balletto classico, diventò quindi coreografo e sce­nografo di successo.

In una bellissima intervista di una deci­na di anni fa, l’artista, visibilmente commosso dai ricordi, ci racconta il suo pri­mo rocambolesco ma affascinante viaggio-scoperta verso il favoloso Gargano: «Sono arrivato a Peschici nel 1953 per la prima volta, era in febbraio… Il mio cri­tico d’arte mi aveva raccontato del Gargano… molto bello, verde e selvaggio e così mi sono messo in viaggio fino a Roma. A una agenzia di viaggi ho chiesto come si arriva nel Gargano. Mi hanno detto: “Si può andare fino a San Severo e là non c’è più un mezzo per andare più avanti; prenditi una bicicletta”. Ma abbiam tro­vato un trenino e un pullman che ci hanno portato fino a Peschici. Siamo anda­ti subito alla spiaggia, era dopo una pioggia, avevano messo le barche ad asciugare e le vele erano tutte dipinte dagli stessi pescatori con colori molto vivaci, anche una Madonna. Era bellissimo, mi ha impressionato molto. La gente aveva una cultura rustica, erano molto gentili. Quello che mi è piaciuto molto a Peschici erano le cupolette delle case, quasi orientali, mi sembrava che le onde e le cupole avevano lo stesso movimento. E mi sono innamorato di Peschici. E adesso sono diventato proprio meridionale e mi sento a casa, qui…».

Secondo il critico Carlo Munari, il pittore aveva colto Peschici quale simbolo del suo stesso atteggiamento spirituale, protesa com’è, simile ad un’invocazione, verso il mondo greco. I monti, e le valli, e il mare, le ore di Peschici diventano pretesti per evocare la Stimmung della solarità. Molti pittori, avventuratisi a dipingere lag­giù nella suggestione delle luci e dei colori garganici, si sono ritrovati, alla fine, prigionieri di quelle suggestioni. Solo lui, Bortoluzzi, ha saputo imprimere all’im­magine la vitale energia di un’intuizione poetica. E strutturarla, quell’immagine, in una durata, sottraendola all’occasionalità effimera. L’immagine si decanta in visione, nella maniera impalpabile del sogno.

Bortoluzzi è morto qualche anno fa, a novant’anni, ma il suo ricordo è ancora vivo in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. La Chiesa Matrice di Sant’Elia di Peschici ha il privilegio di essere ricca delle sue opere, tra cui uno stupendo polittico d’altare e le stazioni di una Via Crucis.

Un altro grande pittore, “innamorato” della nostra Peschici, è ROMANO CONVERSANO. Egli nasce il 30 settembre 1920 a Rovigno d’Istria. Nel solaio della “casa veneziana, con l’altana, a picco sul mare”, ancora ragazzo ritrova, per caso, i vecchi attrezzi per dipin­gere del nonno materno. Scopre così la propria vocazione artistica, distinguendo­si per l’abilità del segno che contorna le figure senza soluzione di continuità. A Parigi, oltre ai quadri degli impressionisti, scopre la poesia dei simbolisti; “le bateau ivre”, l’ivresse di Rimbaud sono simili a quelli istriani, misti di bora, mare e cielo.

Più tardi in Spagna scopre i colori delle terre, le case contadine cubiche, scolpite nel tufo. Milano è il luogo di lavoro, ma la malinconia padana, le nebbie, le estati continentali non lo ispirano, se non nel “ripensamento”.

E’ l’Italia del sud ad attrarlo come un ricordo atavico, una necessità del sangue: vi scende di corsa, tormentato dall’idea che l’improvvisa illuminazione gli possa sfuggire come acqua tra le dita aperte.

“Arroccata sul promontorio del Gargano, Peschici appare a Conversano, in un mattino d’estate, come una visione di fiaba: un bianco candeggiato, un lustro di rocce, un cielo satinato sul mare di smeraldo puro. Quando rocce, mare e cielo appaiono agli occhi del pittore, non hanno bisogno di essere amati, poiché lo sono già da tempo immemorabile… E diventano un luogo della memoria, un luogo dell’anima. E’ il lontano 1957. Il mare, gli scogli, la pineta, la vegetazione aggrovigliata e lucente gli appaiono il luogo congeniale dove fermarsi, dove poter costruire, un quadro dopo l’altro, il proprio racconto pittorico… Cerca un luogo qualsiasi, un locale ampio, una stalla. Trova invece un castello medievale un tempo fortezza, torre d’avvistamento, a picco sul mare, ormai rudere, per il quale si trasforma in fabbro, falegname, restauratore…

Diventerà il suo rifugio, a con­tatto con la natura, lontano dal caos metropolitano, dove è possibile «addor­mentarsi col rombo del mare sotto le finestre, svegliarsi col suo respiro possente, avendo subito negli occhi colori incredibili». Dipinge ammaliato da quelle luci, dall’incantesimo di quel mare sempre azzurro, fra rocce, pini d’Aleppo e sabbie. E’ il periodo dedicato alla “Puglia antica”, ma anche alle enigmatiche “donne del mare”, quelle donne che aveva ritrovato pro­prio qui, cariche del loro antico fascino slavo e mediterraneo.

E’ lo scrittore Dino Buzzati a descriverci magistralmente le sue marine, il chiaro­re accecante delle case mediterranee controra, i trabucchi, il mare di cobalto, le donne, facendoci immergere nella magia del Castello, studio artistico d’eccezio­ne, “antico fortilizio sul ciglio della rupe precipitante a picco nel mare”. Conversano riesce a comunicargli il senso del vuoto, della profondità dell’abisso: “scaglie di colore, verdi e azzurri dominanti, fuse e sovrapposte a creare un tipico fermento, vibrazione, lievitazione”. “Ma è soltanto la luce a far questo?” “o è una irrequieta sensibilità del pittore che trasmette alle cose il fremito che porta dentro?” si domanda Buzzati.

E’ la sua stessa risposta ad evocare ulteriori suggestioni: “Non si muovono solo le acque laggiù, ma si muo­vono anche le scogliere, tremolano le bianche case nel sole meridiano e non rie­scono all’immobilità neppure gli alberi, i prati, la pelle delle giovani donne, non parliamo poi degli occhi!“.

Anche il poeta Mario Luzi fu profondamente colpito dagli occhi delle “donne d’oggi e di sempre” di Romano Conversano, nereidi dotate di sguardo indagatore, franco, che rivelano a ciascuno di noi il suo cuore.

Ancora nulla di fatto per Grotta Paglicci

RIGNANO GARGANICO. Non è ancora finita l’emergenza legata alla valorizzazione e alla salvaguardia di Grotta Paglicci, il sito paleolitico più importante d’Europa. Il Parco Nazionale del Gargano, titolare di un finanziamento Pis da 750.000 euro per la realizzazione del Museo Virtuale sulla grotta, tarda ancora ad avviare la gara per l’aggiudicazione dei lavori, che devono essere ultimati entro e non oltre il 31 dicembre 2008.

Quasi impossibile, visti i tempi stretti, la richiesta alla Regione Puglia di una proroga dei lavori che, se tutto andrà per il meglio, potrebbero a questo punto iniziare a settembre inoltrato. Ma si deve per forza di cose avviare la gara che potrebbe essere rivolta a ditte convenzionate e riconosciute dalla Soprintendenza Archeologica della Puglia e dal Ministero per i Beni Culturali.

Al Parco da più parti viene chiesto di seguire una procedura breve per l’appalto, possibile seguendo semplici disposizioni di legge, e di evitare lunghe procedure che ingigantirebbero ancor più i tempi di consegna dell’opera, che sarà dipanata su tre strutture: l’ex-Chiesa del Purgatorio, l’ex-asilo comunale e la mostra-museo di Grotta Paglicci. Nelle prossime ore ne sapremo di più. Intanto, non si conoscono i tempi per l’apertura del vero e proprio Museo, soprattutto perchè vi è una causa pendente tra il Comune e la Ditta Claudio Grenzi Editore, titotale dell’allestimento della struttura espositiva, ubicata a Rignano in Corso Giannone al civico 10 (non si doveva giungere ad un accordo?). E non è tutto. La grotta resta ancora nelle mani dei privati e non ci si sta muovendo speditamente per ovviare alla questione. Due le possibilità per la Pubblica Ammnistrazione e per il Ministero competente: espropriare il bene o cercare un rapido accordo con la famiglia Bramante, titolare e responsabile dell’area esterna al giacimento preistorico.
Fonte Garganopress.net

Riflessioni e scelte per il Turismo nel Gargano di Gaetano Berthoud

Tempo di turismo, tempo di scelte da parte delle nuove istituzioni dopo le ultime votazioni. Ad esempio, cosa accadrà a Palazzo Dogana? Cosa si deciderà per le sorti e le strategie turistiche del Gargano?
La Provincia, di fronte ad un evento tanto storico, cioè la vittoria dello schieramento di centro destra, in questi giorni sta decidendo le cariche, gli assessorati, si sta scegliendo la nuova squadra che dovrà occuparsi delle varie problematiche della Capitanata.
Certe è che dopo 60 anni di sinistra a Palazzo Dogana, l’attesa e la curiosità è forte, ma ancor più forte per noi Garganici è vedere quali saranno le scelte che ci toccano più da vicino, vale a dire l’Ambiente e soprattutto il Turismo.
In effetti, subito dopo aver appreso della vittoria del Dott. Pepe, il mio pensiero è corso agli ultimi 10/11 anni di Palazzo Dogana, agli 8 anni del Dott. Pellegrino, poi il Dott. Stallone e a quanto sia sempre stato messo in secondo piano il Turismo e il Gargano.
Di solito sentivo dire; "il turismo è l’ultimo assessorato", questo importante settore per il Gargano, nelle tante volte che ho fatto su e giu per quelle scale di Palazzo Dogana, l’ho visto sempre trascurato, sminuito, non sufficentemente responsabilizzato, diciamo una carica "vestita" da contentino per qualche partito un pò lamentoso, questo è stato e poco più, ma soprattutto non ricordo questo incarico nelle mani di un Garganico.
Dal ’98 in poi abbiamo visto su quella poltrona esponenti di sinistra moderata fino alla sinistra estrema, ma mai un Garganico, eppure dovrebbe essere un nostro sacro santo diritto ricoprire quel ruolo, così come quello regionale, dato che il Gargano rappresenta circa il 60% dell’ospitalità turistica di tutta la Puglia. Ma niente, da allora quella poltrona è stata data a Lapollo (di Cerignola), poi Valentino (Cerignola), Lonigro (Foggia), Pica (Lucera), De Leonardis (Troia).
Qualcuno potrebbe pensare che voglia fare del campanilismo, ma al contrario vorrei semplicemente porre l’attenzione su 2 aspetti, il priimo è sicuramente che noi garganici dobbiamo essere un pò più intraprendenti, il secondo è che non c’è da meravigliarsi se nessuno ci regala niente.
La verità è che Palazzo Dogana è troppo lontano dal mare, piazza XX Settembre è troppo distante dalla sensibilità che una zona turistica come il Gargano necessita, e poi le tante problematiche di San Giovanni Rotondo,  diciamo pure che non è colpa di nessuno, ma certamente tutto questo andrebbe considerato, ad esempio che è un’utopia fare promozione al Gargano, al Preappennino e al Tavoliere, come se avessero un unico bacino di utenza.
Ad esempio un certo De Leonardis o Pica cosa ne potevano sapere del Gargano? Ricordo che, chi in un modo chi in un altro, cercavano di draghettare grandi e piccoli problemi legati al turismo con quella facilità quasi da Assessore al Turismo di Sanremo, che puntualmente sale sul palco durante il Festival per regalare i fiori all’ospite di turno. Signori non è, e non è stata colpa vostra, semmai la colpa è di chi ha deciso di mettervi in quel ruolo inappropriato, barattando semmai una rivendicazione politica con un assessorato che avrebbe dovuto gestire e pianificare valide soluzioni al Turismo per il Gargano.
Personalmente mi sono anche stancato di tutte quelle parole inutili pronunciate, sono stanco del comportamento e atteggiamento di alcuni foggiani, foggiani che dimenticano che se non fosse per noi Garganici, la provincia di Foggia sarebbe una delle più povere, dimenticano che il PIL prodotto dal Gargano è la vera ricchezza per questa Provincia, dimenticano che è troppo semplice fare da spettatori e molte volte a spettegolare sui Garganici, quando poi in molti casi vengono qui a chiedere voti dimenticandosi puntualmente le loro responsabilità.
Un’altra verità su questo argomento è che i foggiani ma aggiungo anche San Severo ed altri centri del Tavoliere e Preappennino devono decidersi una volta per tutte se sono nostri cugini o nostri nemici.
Quando andiamo nel Salento, che sia Lecce o Gallipoli la gente ti dice "sono salentino", noi timidamente cominciamo a dire "sono garganico", voi a questo punto siete di fronte ad una scelta e cioè "cosa volete essere?", ecco, se il Gargano non vi piace, non lo amate, non volete difenderlo, ma solo tenervi il PIL alto, e venire a passare la pasquetta, il più delle volte criticandoci in tutto, allora a questa gente dico di lasciarci in pace e sentirsi ciò che vuole, meno che Garganico.
Qui c’è una storia da scrivere dove non c’è tempo ancora per lamentele inutili, luoghi comuni di chi si sofferma a fare da spettatore, il mio augurio è che venga raccolta questa riflessione per quel che saranno le decisioni almeno in ambito Turistico, al quale mi auguro di vedere assegnata quella carica ad un Garganico vero, un garganico che conosce gli operatori turistici e conosce i tanti problemi ancora irrisolti e che non si possono ancora cammuffare con l’evento, anche perchè non vorrei proprio che anche questa volta finisce a "tarallucc e vin’".
Mi auguro che la carica al Turismo sia data ad un Garganico come Lonigro (che è di Foggia, ma in quei 2 anni aveva dato serietà a questo assessorato e sensibilità agli operatori), mi auguro che ci sia finalmente un Grande Presidente che si ricorda che nella provnicia di Foggia abbiamo uno dei massimi esperti di Turismo il cui nome è Vincenzo D’Onofrio, avvocato, di Manfredonia, ex direttore Apt, console Touring Club e soprattutto la persona che ha scritto e conserva i migliori progetti di Turismo (chiaramente mai realizzati)  dove è esattamente da quei progetti che dovremmo ripartire.
Mi auguro che ci sia al Turismo un Garganico che ami il Gargano, perchè è solo questo che significa Garganico.
Alla nuova giunta faccio i miei più sinceri auguri da presidente dell’associazione Io Sono Garganico e dei tanti operatori turistici che rappresento, al Dott. Pepe auguro i migliori successi e di rendere finalmente Grande la Provincia e Il Gargano, e se posso permettermi un consiglio, ascolti quanto più potrà i professionisti dei vari settori e poco i dirigenti poichè tra loro e i vari assessori passati, i danni sono già inquantificabili.
Della regione non voglio aggiungere altro a quanto già detto dall’assessore Ruocco, ecco perchè, a maggior ragione il mio più grande desiderio è una forte risposta dalla nostra nuova Provincia di Foggia.
Presidente, in bocca al lupo!
Gaetano Berthoud

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