Il sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, ha inviato una lettera all’assessorato regionale alle Politiche della Salute, al Dipartimento Igiene Pubblica dell’Ausl di Capitanata e al Servizio Ambiente del Comune di Foggia per chiedere più serrati controlli circa la presenza di alghe rosse nell’invaso della diga di Occhito. ‘E’ importante avere la possibilità di monitorare con maggiore attenzione la situazione al fine di rassicurare la popolazione. E questo è quanto intendiamo ottenere’, afferma Ciliberti.
redazione Teleradioerre
La redazione di "Schiamazzi" ha rilasciato il numero di febbraio 2009.
In primo piano c’è l’emergenza bullismo che dilaga, purtroppo, anche nel nostro paese.
Cagnano su Facebook: questo mese Giuseppe Miucci ci racconta come i cagnanesi si incontrano sul web.
Il pescatore raccontato attraverso la cultura: dall’arte alla musica, dal cinema alla letteratura, ecco come autori ed artisti sono affascinati dal personaggio del pescatore.
Febbraio, tempo di Carnevale: Caterina Di Biase e Tommaso Stefania ci raccontano cosa ci sarà a Carnevale a Cagnano. Con tanto di ricetta tradizionale.
Non mancano gli appuntamenti fissi: l’editoriale di Adriana Russi, il Diario di Bordo con le ultime novità cagnanesi, la posta dei lettori e la musica raccontata da Iolanda Carbonelli.
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Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi allaNatura, agli animali selvatici,ai parchi, alla nostra
stessa sicurezza: una bozza di disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E’ firmato dal senatore Franco Orsi, relatore
incaricato di predisporre un testo base unificato di una dozzina di altri ddl "spara-tutto" già depositati l’anno scorso (comitato ristretto in
seno alla Commissione Territorio e Abbiente del Senato).
Ecco la lista degli orrori:
Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.
L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
Scompare la definizione di specie particolarmente protette.
Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.
Si apre la caccia a molte specie lungo le rotte di migrazione.
Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
Totale liberalizzazione dei richiami vivi!
Il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente! Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.
Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti!!!
Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi.
I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
Mortificata la ricerca scientifica
L’Autorità scientifica di riferimento per lo Sato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali.
Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria.
Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.
Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.
Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette!
Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale!
Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!
Licenza di caccia possibile a 16 anni.
Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili !
Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera!
Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale "dia fastidio".
Un vero e proprio Far West naturalistico.
Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.
Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!
Caccia con neve e ghiaccio.
Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, riparo.
Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli!
Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!
Ridotta la vigilanza venatoria.
Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale.
Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa.
E altro, tanto altro ancora.
Fermiamoli!!!
Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook, scrivete ai senatori della Commissione Territorio e Ambiente ,
http://www.senato.it/loc/link.asp?t…ipo=0&cod=13
,partecipate alle iniziative che saranno organizzate!
Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita.
Luciano Ruggieri,presidente EBN Italia
Lo chiamano approccio multidisciplinare. Significa che i problemi vanno aggrediti servendosi di competenze diverse. L’approc – cio multidisciplinare implica che la Puglia diventa appetibile se insieme al sole e al mare ci si mettono anche percorsi ed eventi culturali, enogastronomici, squarci di natura intatta e fruibili. Alla Borsa internazionale del turismo (Bit) a Milano, la squadra pugliese, stavolta ci mette un ingrediente in più rispetto all’offerta già variegata: il cinema.
A fare da portabandiera della delegazione, promotrice della Puglia come scenario naturale per le riprese di pellicole destinate al grande schermo (nei prossimi mesi cominciano a girare, tra gli altri, i registi Sergio Rubini, Mario Martone, Virginia Barrett, Tonino Zangardi e Giovanni Albanese), l’assessore al mediterraneo, Silvia Godelli.
Assessore Godelli, com’è
cambiata la politica di promozione della Puglia?
«Arte, cultura e turismo disegnano insieme lo scenario de “La Puglia del futuro”. Ma l’azione incisiva dell’assessorato al Mediterraneo ha attraversato grande dell’attività di promozione di questi ultimi anni. Dalle grandi iniziative di arte contemporanea, con Jan Fabre e Michelangelo Pistoletto ad esempio, ai festival musicali come La notte della taranta, il Carpino Folk Festival e tanti altri. Il tutto si è coniugato alla perfezione con gli eventi turistici come la “Night parade”».
E il cinema? E’ d’accordo che potrebbe essere l’asso nella manica?
A solo un anno e mezzo dalla presentazione alla mostra di Venezia, le attività cinematografiche della Puglia vengono sintetizzate nella brillante pubblicazione edita da Laterza e intitolata “Effetto Puglia, una Regione tutta da girare” che verrà presentata domani (oggi, ndr) pomeriggio alla Bit di Milano. L’Apulia film commission ha sviluppato infatti attività di prestigio nazionale e internazionale e si accinge a lanciare il territorio pugliese quale indiscusso scenario per il cinema e la televisione, strutturandosi anche con l’of ferta di servizi nei cineporti di Bari e di Lecce e con il sostegno alle produzioni dei grandi registi italiani già tutti pronti a girare in Puglia nel corso dei prossimi mesi.
Cineporti e insieme una scenografia naturale invidiabile: a quali bacini d’in fl u e n z a
ci si rivolge?
«Siamo pronti a inserirci nella progettazione euromediterranea attraverso la cooperazione con i Balcani e con il Sud del Mediterraneo. E poi, attraverso le azioni finanziate con i fondi strutturali, potremo consolidare la rete già esistente dei teatri di prosa e delle iniziative nel campo della musica e della danza disegnando un sistema artistico e culturale che porà ulteriormente sostenere la visibilità della regione e fare della cultura un traino speciale per lo sviluppo del territorio e per attrattiva turistica.
<!– Comunicato
–> Si è tenuta oggi la conferenza stampa “Puglia da brand turistico a sviluppo economico”. Oltre al presidente Vendola, hanno partecipato gli assessori Massimo Ostillio (Turismo), Enzo Russo (Risorse Agroalimentari) e Silvia Godelli (Mediterraneo).
Alla conferenza stampa hanno partecipato il direttore di “Dove”, Carlo Montanaro e il direttore di “Qui Touring”, Marco Berchi.
È stato presentato il report sui flussi turistici per la stagione 2008, che ha registrato un +7,25% degli arrivi (2.889.158) e un +4,89% di presenze (12.043.481), rispetto al 2007. Per gli arrivi, l’incremento maggiore è stato registrato negli esercizi extra-alberghieri, con un +9,97%.
Gli arrivi dei turisti italiani sono in amento dl 8,485 e le presenze del 4,7% rispetto al 2007. Un aumento rilevante si registra infine nelle presenze di turisti stranieri con un +6.9%.
La capacità ricettiva in Puglia nel 2008 è di 3441 esercizi ricettivi e 215.569 posti letto. Gli alberghi sono 889 con 79.866 posti letto, gli esercizi extralberghieri sono 2552 con 135.703 posti.
“Stiamo cercando – ha detto l’assessore Godelli – di alimentare una nuova mitologia del turista-viaggiatore in Puglia, con la riscoperta di morfologie e architetture integrate nell’ambiente, dove l’arte e le culture delle “Puglie” diventano la “Puglia”, un’unica terra tutta da girare. E non ci siamo affidati a una tattica di geniaccio del marketing che si ferma da noi per qualche giorno, ma abbiamo cercato una strategia che guarda al di là del mare”. L’assessore Enzo Russo ha ricordato la presentazione della guida dell’agriturismo e le azioni positive di legame tra agricoltura e turismo: “Lo abbiamo potuto fare – spiega – perché con il nostro PSR, il piano di sviluppo rurale siamo in anticipo di almeno due anni anche grazie all’apporto dei GAL”. “Puglia – ha concluso – significa sicurezza alimentare e sapori nuovi”.
“In Puglia – ha detto Carlo Montanaro, direttore di Dove – è in atto un vero rinascimento dopo la crisi, come si evince anche dai dati del sito specializzato Tripadvisor e anche i piccoli imprenditori del settore hanno cambiato mentalità”.
Lo ha confermato Ostillio a conclusione “Siamo cresciuti moltissimo anche nei mesi non balneari. I nostri operatori sono stati premiati dai dati. Abbiamo puntato all’ecosostenibilità del sistema, cominciando a rimuovere le brutture. Adesso il vanataggio dobbiamo mantenerlo e rinforzarlo, con le agevolazioni alle imprese per favorire l’aggregazione e l’innovazione delle aziende”.
Alla domanda del direttore di Quitouring sui fondi strutturali e la spesa nel settore, l’assessore Godelli ha rimarcato che “I fondi strutturali non ci bastano, li spendiamo tutti e questo anche grazie al fare rete e sistema, un sistema dove il materiale si coniuga all’immateriale”.
Torna a riunirsi questa mattina a Bari la cabina di regia insediata dalla Regione per monitorare il grado di potabilità dell’acqua della diga di Occhito, colpita dalla Planktothrix rubescens un’alga di colore rosso particolarmente nociva per la salute dell’uomo. La cabina di regia – costituita dagli assessorati alla Sanità, Ambiente, Lavori pubblici e dall’Arpa regionale (l’agenzia per l’ambiente) – dovrà esprimersi sugli esami effettuati sugli ultimi campioni di acqua prelevati dall’invaso sul Fortore al fine di valutarne il rischio. Nel frattempo l’Acquedotto pugliese a titolo precauzionale, immette da qual che giorno nei rubinetti dei foggiani
acqua prelevata dal fiume Sele e dalla diga del Locone, opportunamente miscelata con l’acqua di Occhito. Ma vi è di più: i tecnici dell’acquedotto sono a lavoro da giorni per la sostituzione dei filtri dell’impianto di potabilizzazione di Finocchito. «E’ già stato montato un filtro a carbonio attivo che riduce notevolmente la quantità di particelle di questa alga portandole al di sotto della soglia di tollerabilità. Un secondo filtro – informa l’assessore ai Lavori pubblici, Onofrio Introna – forse riusciremo a montarlo già entro questa mattina. Si sta lavorando giorno e notte per utilizzare a fini potabili e prossimamente anche irrigui l’acqua dell’invaso di Occhito. Ma, tengo a precisarlo sin da ora, ogni forma di allarmismo è da ritenersi assolutamente ingiustificata».
ondaradio
Quelle 93 candeline sulla torta di PiccininnoEnza Moscaritolo dalla Gazzetta del Mezzogiorno
Mette tenerezza Antonio Piccininno, questo vecchietto fragile e ossuto, ma sempre sorridente, gli occhi scavati e l’imman – cabile coppola calcata bene in testa. Ieri, uno dei componenti dei Cantori di (insieme allo scomparso Andrea Sacco e ad Antonio Maccarone) ha festeggiato il traguardo dei novantatre anni, conservando ancora intatta la freschezza di un adolescente innamorato della vita, la schiettezza e la frugalità della sua terra e della sua storia. La fama e le tournée in giro per il mondo non lo hanno cambiato, anzi. Incanta i suoi interlocutori con le sue storie primordiali narrate in dialetto, alternato ad un po’ di italiano: ad animarlo è sempre quell’incontenibile voglia di raccontare e di raccontarsi, sul palco e fuori dal palco, senza quelle noiose pretese didascaliche e moraleggianti di chi è avanti negli anni e pretende di insegnare ai più giovani, chiosando con un semplice «Ai miei tempi si faceva così», di trasferire un bagaglio di informazioni ricco di aneddoti, di deliziose schermaglie d’amore e tecniche di corteggiamento della civiltà contadina. Ed è proprio per questo che i giovani e i ragazzi di questa generazione, che probabilmente non sanno nemmeno collocare storicamente gli eventi e le vicissitudini amorose cui Piccininno allude, lo seguono con calore e coinvolgimento. Un compleanno circondato dalle attenzioni della sua famiglia e della sua gente, della sua che grazie a questi personaggi, già scivolati nella leggenda, è diventata sinonimo di musica popolare in Puglia e nel mondo.
Nel pomeriggio di oggi dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia:
Auguri affettuosissimi ad Antonio Piccininno anche da parte mia!
02/19/2009 04:13 PM
Silvia Godelli
Cogliamo l’occasione di ringraziare quanti ci hanno riempiti di messaggi d’auguri per il nostro pastorello.

Una tre giorno nel cuore della capitale europea, Milano- Sandro Siena e Gaetano Simone vi porterano a spasso per la Borsa Internazionale del Turismo che si terrà come ogni anno nella zona fiera di Milano. Dalle 10,00 del mattino fino alle 16,00 tre lunghe dirette (imprevisti permettendo) con musica interviste e tavoli d’incontro sul turismo mondiale e locale del Gargano.
Per ascoltarla resta qui oppure vai su www.carpinofolkfestival.com
Massimiliano Iovane,è questo il nome del giovane sedicenne cagnanese diventato neo campione italiano del cubo di rubik nella specialità 3x3x3.La sua storia con il "cubo" iniziò ad aprile scorso, quando suo padre,di ritorno da un viaggio di lavoro,gli comprò il famoso gioco.Testardo,Max (come lo chiamano gli amici) non si diede pace finchè ,dopo qualche giorno di intenso allenamento, riuscì a risolvere il cubo.
Da allora portò sempre con se il rompicapo e non perse un occasione per esercitarsi: durante la ricreazione tra i banchi di scuola,nel tragitto per andare a scuola (a Carpino),ormai Max era diventato un "cubodipendente".I tempi per risolvere il gioco passarono dai 10 minuti ai 5 fino ai pochi secondi (di fatto soli 13 circa).Ormai noto per la sua spiccata bravura nella attivissima community virtuale che raccoglie gli appassionati del cubo,Max decide di partecipare alla sua prima competizione ufficiale,l’Italian open 2009,svoltosi a Bergamo il 14 febbraio.Lì conosce di persona i suoi "rivali",alcuni provenienti dal Giappone,altri dall’Olanda,poi ancora cinesi,inglesi ma anche,ovviamente, un nutrito numero di italiani per un totale di circa 70 partecipanti.
Max ,mantenendo la calma,non si è fatto sopraffare dalla "tensione della prima volta" e si è distinto tra tutti piazzandosi tra i miglior tempi nelle varie categorie e diventando Campione italiano del cubo di rubik nella specialità 3x3x3 ,con il secondo miglior tempo italiano di sempre ,13,87 secondi.
Questo gioco è ancora poco diffuso in italia nonostante negli ultimi anni ,grazie ad internet,gli appassionati possono "incontrarsi",sfidarsi via videochat e scambiarsi consigli ed opinioni sulla passione che gli accomuna.Massimiliano Iovane farà parte nel team che rappresenterà l’Italia ai prossimi Mondiali del Cubo di Rubik.In bocca al lupo Max,e tieni alto il nome del Gargano!
I cubi di Max
Canale Youtube di Max Iovane
Sito web dell’Open Italian 2009 – Classifica dell’Open Italian 2009
ANTONIO PICCININNO: LA SUA EREDITA’, CONSIDERAZIONI A MARGINE
di Amedeo Trezza
Lo strumento, che individua e disciplina le potenzialità e le criticità del territorio sotto il profilo paesaggistico, ambientale, culturale, della mobilità e dei trasporti, è stato votato all’unanimità dal Consiglio della Provincia di Foggia giovedì 11 dicembre 2008, nelle sue diverse declinazioni tematiche.
In data 12 febbraio 2009 è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia l’avviso di deposito dello Schema di Piano Territoriale di Coordinamento provinciale aprendo cosi la fase di sessanta giorni di consultazione delle organizzazioni ambientaliste, socioculturali, sindacali ed economico-professionali attive nel territorio.
Per tale ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival ha sentito la necessità di far sentire anche il suo punto di vista che andiamo a declinare di seguito.
Esprimiamo ampia soddisfazione, per questo importante risultato, e ci auguriamo che costituisca per la Capitanata un nuovo punto di inizio per un sviluppo ecocompatibile, capace di tutelare e valorizzare il suo grande patrimonio ambientale e culturale e risolvere i diversi problemi che affliggono diverse parti delle aree interne e costiere.
Apprezziamo il grande lavoro di monitoraggio compiuto sulle caratteristiche geomorfologiche del territorio (http://www.territorio.provincia.foggia.it).
Notevole la monografia dei beni culturali: tutte le Masserie identificate, le Poste, gli Sciali e i Casini, ed ancora le Ville e i Poderi, le Taverne e i Trabucchi, le Torri e le Fortificazioni, i Castelli, i Palazzi Signorili, le Abbazie, i Monasteri, le Chiese e le Cappelle, ma anche le Fontane, i Pozzi e i Ruderi, le Grotte (ce ne risultano molte di più) e gli Acquedotti hanno oggi uno strumento di pianificazione strategica per essere tutelati e valorizzati.
Concordiamo nell’individuazione delle lagune di Lesina e Varano come aree di intervento prioritario per la promozione di iniziative di riqualificazione.
Condividiamo tutte le criticità del sistema ambientale e quelle relative al sistema insediativo dovute alla carenza nella dotazione e nella qualità delle infrastrutture (nei giorni scorsi si faceva notare che sul Gargano non è possibile neanche organizzare dei congressi, noi aggiungiamo che non è possibile realizzare nessun evento culturale, artistico, sportivo, economico e politico di rilievo nazionale e internazionale ed è per questo che ci auguriamo che dalle azioni che scaturiranno dal Piano vi siano anche quelle volte a sostenere la realizzazione dell’Auditorium della Musica Popolare – http://www.carpinofolkfestival.com -, ribadiamo una struttura architettonica idonea alla realizzazione di ogni tipo di evento, capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti e sostenibili di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica).
Siamo pienamente d’accordo sulla necessità di specificare il termine risorsa, quando ci si riferisce alle risorse culturali, per evitare che esse vengano viste per finalità meramente economiche e quindi destinate al mero consumo senza provvedere anche alla loro conservazione, in quanto condividiamo in pieno il monito della Relazione Generale secondo la quale le risorse culturali della Capitanata e del Garganon “sono già in uno stato non buono e necessitano di politiche volte al recupero e alla fruizione”.
Ci venga però permesso di negare l’affermazione secondo la quale "il censimento dei beni culturali dà un immagine compiuta della ricchezza e della varietà del patrimonio culturale della provincia di Foggia". Non è cosi. Nel Piano è quasi completamente assente la componente immateriale di questo patrimonio, ossia non c’è nessun riferimento a "(Art. 2 della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco) le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, le abilità – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali agli stessi associati – che le comunità, i gruppi, e in alcuni casi, gli individui, riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in funzione del loro ambiente, della loro interazione con la natura e la loro storia, e dà loro un senso di identità e di continuità, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana".
Come la stessa Relazione Generale afferma non possiamo considerare sufficiente uno sviluppo fondato esclusivamente sulle iniezioni di strade, edifici e aree produttive, dobbiamo per forza di cose tenere in considerazione anche la componente immateriale.
Probabilmente ci sono ancora molte difficoltà da superare affinché si giunga presto a conoscere, tutelare, conservare e promuovere il ricchissimo patrimonio intangibile che molti considerano appartenente solo al mondo degli appassionati e degli amatori, ma che, invece, etnologi, sociologi, antropologi, paesaggisti ed una lunga serie di altri professionisti non considerano affatto un patrimonio volatile e di inessenziale, basti pensare che ormai anche nel mondo dell’impresa e dell’economia, il vantaggio competitivo non è più rappresentato tanto dalla tecnologia in se stessa, ma dal capitale umano disponibile, dall’insieme delle competenze delle persone capaci di indirizzare e svilupparne le potenzialità.
Chiunque davanti alla redazione di un strumento di pianificazione strategica non può più non fare una seria riflessione sui temi dell’identità locale e della cultura, ma anche sulla qualità della vita dei suoi “abitanti” e pertanto non può prescindere per la Capitanata e per il Gargano da ciò che per le nostre comunità rappresenta la diversità culturale e la creatività umana che è rinchiusa nei pellegrinaggi, nelle cavalcate, nelle Feste Patronali e dei Santi, nelle Feste dei Fuochi e dei Falò, nelle Fiere e nelle Sagre, nei Cortei e nelle Giostre, nelle Corse degli Asini e dei Palii, nelle Rappresentazione, nelle Processioni e nelle Via Crucis, nei Carnevali e nelle Fanoie ed ancora nella Cultura Musicale locale, nelle Forme e nei Comportamenti, negli Stili, nei Lessici e negli Strumenti musicali, nei Musicisti e nei Cantori e in tutte le occasioni del canto.
Anche volendo solo considerare il solo aspetto della valorizzazione e quindi del turismo (ma viene da sé anche la tutela), la considerazione che ci viene da fare è quella che quando facciamo un viaggio non siamo solo incuriositi dal patrimonio ambientale, dai monumenti, dalle infrastrutture e dai servizi di mobilità, ma siamo anche e forse soprattutto desiderosi di scoprire gli uomini che ci vivono, le loro famiglie, i loro usi e i loro costumi ed anche il loro sistema dei valori, quindi anche se non vogliamo dare una specificazione a questo tipo di risorse, potremmo permetterci di non tenerne conto dal punto di vista strategico?
Può, in altre parole, un innovativo modello di sviluppo territoriale non dare un importante ruolo alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale?
Pensiamo di no, pensiamo che un Piano Territoriale di Coordinamento debba valorizzare i centri storici, le risorse naturali, quelle archeologiche, la mobilità e il trasporto ma anche le risorse culturali materiali ed immateriali, artistiche, etnoantropologiche, quelle artigianali, gastronomiche e delle tipicità agroalimentari e nel contempo avvalersi di prestigiose rassegne culturali ormai affermate.
Riteniamo quindi che sia necessario attivare anche una rete interculturale che tenga insieme la musica, il teatro, la danza, le tradizioni storiche ed etnoantropologiche, e favorire l’erogazione di fondi di sostegno agli operatori che si occupano della tutela e della promozione del nostro patrimonio culturale ed artistico.
Certi che questi nostri spunti siano meritevole di ulteriori riflessioni, ci auguriamo che il Piano indirizzi e coordini le azioni e i progetti dei comuni e degli altri enti locali verso una vera valorizzazione paesistica, di tutela dell’ambiente, di supporto allo sviluppo economico e all’identità culturale e sociale, di miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale per accrescere il benessere delle genti della Capitanata e del nostro Gargano.