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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

TORNA new PUNTO DI STELLA

Clicca per IngrandireE’ tornato!
Da scaricare e gustare subito !!!

Le cose belle non possono morire. Non devono. E non lo diciamo noi che lo ideiamo, programmiamo, impaginiamo e licenziamo. Lo dicono tutti coloro che non vedendolo nelle edicole o in distribuzione negli esercizi commerciali di Peschici, Vieste, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Carpino, Cagnano Varano e San Giovanni Rotondo, ci hanno tempestato di telefonate, chiedendoci di pubblicarlo… almeno on line. Per la verità, nostro intendimento era riavere fra le mani il “cartaceo”, col suo tipico profumo di tipografia, lo scrocchio caratteristico delle pagine sfogliate (parente alla lontana del fruscio che si ascolta sul web), il rituale inserimento nel faldone sempre più pesante della collezione e il suo essere a portata di mano ogni momento, senza dover accendere il pc, sbarcare sulla Rete, navigare alla sua ricerca, vederselo lì, freddo e asettico sullo schermo senz’anima del monitor.

Per lungo tempo abbiamo accarezzato l’aura di questa speranza. Nessuno più di noi – provenendo da redazioni vissute lungo tempo, con annesse rotative immerse nell’odore degli inchiostri – può comprendere e apprezzare (quasi amare) il foglio di carta che da bianco si tinge di nere lettere le quali, come folletti dispettosi ma asserviti a volontà e maestrìa del proto, danzano per creare pensieri e tradurre in frasi i pensieri stessi. Eppure abbiamo dovuto cedere alla legge del mercato enormemente influenzata – in questo periodo storico – dalla strisciante quanto velenosa spirale della crisi globale, tanto più strisciante e tanto più velenosa quanto più micro sono le “imprese”. Eh sì, non ce l’abbiamo fatta a sostenere i costi e non abbiamo trovato nessuno che ci allungasse una mano. Tutti coloro che avevano esaltato il nostro “gioiellino”, che ne avevano predicato la sopravvivenza perché non poteva “morire” un giornale del luogo, che ne avevano auspicato nuovi traguardi e ben più stimabili successi, sono… spariti! I primi a non chiedere come mai non si vedesse più in circolazione il… “giornalino”. I pochi rimasti (ma veramente pochi) non potevano da soli affrontarne i costi tecnici e sopportare una spesa mensile non indifferente.

Il tracollo si è trasformato in disfatta quando l’agenzia pubblicitaria alla quale ci eravamo affidati è venuta meno. In quel momento, non ci siamo seduti a braccia conserte in attesa della manna, ci siamo dati da fare, ma il risultato non è stato quello sperato. Non affibbiamo colpe a nessuno. Neanche a chi ha fatto “avanzata francese e ritirata spagnola”, neanche a chi ha svilito il personale entusiasmo trasformandolo in sgradevole apatia. Abbiamo infatti continuato a lavorare sul sito, abbandonando al momento l’idea di portarlo nelle case del popolo garganico – se non tutto, di certo una fetta consistente – non solamente come freddo prodotto telematico, che di autentico “giornale” sa molto poco. Poi, le insistenze, le richieste, le vere e proprie istanze, le tangibili testimonianze di chi continuava a sentenziare “il cartaceo non può morire” (… senza mettere mano ai cordoni della borsa), ci hanno lasciato convincere, sospinti – sciapo ancorché autorevole conforto – dall’anticipazione del New York Times: “Dal 2012, solo on-line!”

A questo punto è sorta la più spinosa delle difficoltà. Non si poteva, cioè, creare un prodotto-web utilizzando le notizie che già sul web erano apparse. Sarebbe stata una presa in giro professionalmente inaccettabile. Con pazienza e un pizzico di mestiere siamo riusciti alla fine a confezionare un mensile – nell’occasione un bimensile – che almeno per il novanta percento riporta eventi nuovi di zecca, inediti ma degni di essere diffusi, scelti fra gli accadimenti occorsi sul nostro territorio, tenendo fede al pay off della testata: “mensile d’informazione del gargano”. Il restante dieci percento lo abbiamo destinato a notizie che era un peccato giornalistico abbandonare nei meandri degli archivi informatici, di importanza tale da rivestire una funzione ripropositiva quasi indispensabile.

Adesso, il nuovo numero di “new Punto di Stella” (gennaio-febbraio 2010, anno III) è quì, sulla homepage del sito che da figlio del cartaceo ne è diventato la matrice. Lo si può leggere, sfogliare, perfino scaricare e stampare… Ecco, questo chiediamo ai nostri utenti: stampatelo, e datelo ai vostri genitori, ai vostri nonni, a tutti coloro che non hanno abituale accesso a un computer, a tutti gli amici che lo attendevano all’uscita delle chiese o negli esercizi commerciali di cui erano clienti. Forse li farete felici. E grazie per tutto l’affetto che in questi “quattro più due” lunghi mesi ci avete riservato.

Vogliamo chiudere con un invito di “buona lettura” suggerendovi quanto messo in evidenza sulla copertina del primo numero dell’anno in corso, ovvero le notizie più appetibili e accattivanti:
– chi ha “assassinato” i capodogli di Foce Varano
– studio di Lidia Croce per il porto di Vieste
– mostra di un artista-uomo-politico: Carlo Nobile
– le lettere… “anonime” mai pubblicate sul sito
– la spada di Damocle sul Rione “Cambomilla”
… e tanto altro ancora (favoriti dalla totale assenza di spazi pubblicitari…).

il direttore editoriale

Google car a Carpino


La google car si trova oggi a Carpino per scattare le fotografie per Google Street View, il servizio che permette di vedere le strade di tutto il mondo dal vostro pc. Per altri paesi del Gargano il servizio è già disponibile da qualche mese, per Carpino dovremmo attendere ancora alcune settimane (forse alcuni mesi).


Il programma della Puglia migliore di Nichi Vendola punta alla valorizzazione del Carpino Folk Festival

Le politiche culturali della Regione Puglia si iscrivono nel contesto delle dimensioni strategiche dello sviluppo territoriale: è indispensabile perciò riproporre strumenti di programmazione poliennale delle attività attraverso i Programmi triennali dello Spettacolo e delle Attività Culturali, e integrare risorse straordinarie di diversa derivazione (principalmente il FAS appena sarà assegnato alla Puglia, e il FESR attraverso il Programma Poliennale di Attuazione 2011-2013) con le risorse ordinarie del bilancio autonomo della Regione, per costruire azioni intese a perseguire i seguenti obiettivi:

Coniugare sviluppo culturale e attrattività territoriale: in tal senso saranno orientate le attività volte a valorizzare le tradizioni culturali dei territori e la fruizione dei più importanti beni culturali e delle risorse naturalistiche del territorio. Gli interventi più significativi saranno rappresentati:
* dalle iniziative di sostegno alle produzioni cinematografiche nazionali e internazionali e al cineturismo, esercitate attraverso la Fondazione Apulia Film Commission e con l’offerta di servizi dei Cineporti di Bari e di Lecce;
* dalle importanti mostre e attività imperniate attorno ai grandi artisti pugliesi o attivi in Puglia, da De Nittis a De Napoli a Pino Pascali, consolidando e mettendo a sistema la collaborazione con i Comuni sede di Musei e con le Sovrintendenze ai Beni Culturali e alimentando i rapporti con i grandi Musei Italiani e Europei;
* dallo sviluppo del circuito dell’arte contemporanea nei Castelli e nei Borghi storici della Puglia, riproponendo le straordinarie esperienze condotte attraverso il progetto Intramoenia Extra Art e l’APQ Puglia Circuito del Contemporaneo;
* dalle attività teatrali realizzate in luoghi storici, monumentali, naturalistici (Festival Castel dei Mondi a Castel del Monte, Festambiente nel Gargano);
* dai Festival Culturali organizzati nelle più significative turistiche, in primo luogo I Dialoghi di Trani, straordinaria occasione di confronto culturale e letterario tra Paesi del Mediterraneo;
* dalla valorizzazione del patrimonio delle tradizioni immateriali e popolari della Puglia, dalla Notte della Taranta al Carpino Folk Festival al Carnevale di Putignano, in rapporto con le politiche dell’Unesco e attraverso la Cooperazione culturale con i Paesi dei Balcani e con la Grecia.

Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti

Feste e Riti d’Italia – Il Sud, collana sul Patrimonio Immateriale

Un testo imponente, di 450 pagine, in formato 24×30, di una qualità grafica che solitamente si utilizza per i libri d'arte i cui contenuti, a detta di molti, non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni in campo artistico o culturale. Il Comitato per la promozione del patrimonio immateriale ha investito molto in questo progetto e Barbara Terenzi ci ha lavorato per più di un anno. Più di 300 persone hanno collaborato, sono state raccolte migliaia di foto e documenti, percorsi più di 20.000 chilometri, partecipato a decine e decine di feste, e tutto è avvenuto a titolo assolutamente gratuito.
Non è e non voleva essere uno studio scientifico, ma un tentativo per stimolare il territorio a produrre cultura ed a guardare con occhi diversi al suo patrimonio culturale per far emergere, dagli archivi di stato, documenti fotografici di enorme valore culturale ed antropologico, che nessuno aveva mai visto prima. Materiale raccolto nelle nostre comunità negli ultimi 100 anni che oggi torna ai luoghi di origine.
Adesso è il momento di raccogliere i frutti di questo immane lavoro: restituire alle comunità ciò che gli appartiene, far comprendere alle persone che le feste, il patrimonio culturale immateriale, non è un patrimonio minore, ma è il luogo dove per millenni si sono formati valori e saperi e dove valori e saperi dovrebbero continuare a formarsi.
La nostra speranza è che da questo studio scaturiscano – dalla società civile – tanti altri studi di approfondimento su un fenomeno di enorme complessità come quello delle feste.
Speriamo anche che questo lavoro possa limitare il devastante fenomeno della trasformazione delle feste in sagre e che possa aprire un dibattito sul tema della valorizzazione sostenibile e responsabile di queste risorse culturali, che sempre più spesso vengono utilizzate a scopi turistici e di promozione del territorio senza tenere in conto i rischi derivanti da politiche irrispettose di questo delicato patrimonio.
(Estratto da presentazione di Giuseppe Torre)

Elenco delle feste riguardanti la Puglia presenti nell'opera:

  • Maria Santissima Addolorata, Molfetta
  • Settimana Santa, Ruvo
  • Settimana Santa, Taranto
  • San Michele Arcangelo, Monte Sant’Angelo (testo di Teresa Maria Rauzino)

Dati sulla pubblicazione:
Feste e Riti d'Italia – Primo volume – Il Sud
Collana sul patrimonio immateriale italiano
Istituto centrale per la demoetnoantropologia
Ministero dei beni culturali
Comitato per la promozione del patrimonio immateriale (ICHNet)

De Luca Editore,Sito

da Argoiani


LA POLEMICA: IL CARPINO FOLK FESTIVAL DEVE RIMANERE A CARPINO

di Angelo Del Vecchio da garganopress

CARPINO. Il Carpino Folk Festival deve rimanere sul Gargano e a Carpino! Contro gli scippi della politica invitiamo il mondo culturale del Promontorio, della Daunia e della Puglia a mobilitarsi per salvare uno degli eventi più importanti della Montagna del Sole, che sta portando lustro, indotto lavorativo e ricchezza ad una comunità storicamente trascurata e fuori dai grandi flussi commerciali ed economici.

Che in campagna elettorale si debba dire di tutto e di più questo è ormai un dato assodato, ma pensare di ricevere consensi politici da esternazioni e valutazioni opportunistiche dell'ultimo momento si può trasformare in un vero e proprio boomerang per chi le fa. Al caro Michele Emiliano diciamo francamente di starsene tranquillo dove sta, nella sua terra di Bari. Non tocchi il Carpino Folk Festival e si faccia la sua cara campagna elettorale. Di seguito alcuni comunicati su questa polemica. Un in bocca al lupo a tutti.

Aldo Ragni | Petruzzelli megafono del “made in Capitanata”

Aldo Ragni: “Esportiamo cultura, Emiliano dacci una mano”
“L’Orsara Jazz è arrivato a New York, se aspettiamo Pepe stiamo freschi”

 



Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti
“Bari apra le porte al ‘made in Capitanata’. All’amico Michele Emiliano lancio un’idea: il Petruzzelli, patrimonio di tutti i pugliesi, ospiti una data di ogni evento della provincia di Foggia tra quelli più importanti: dal Carpino Folk Festival, all’Orsara Jazz, da Suoni in Cava al Festival della Letteratura Mediterranea di Lucera. Usciamo dal provincialismo, visto che abbiamo un ente provincia incapace e privo un assessore che si occupi di promozione culturale e turistica. Prendiamoci il meglio del capoluogo di regione. Emiliano ci dia una mano, che se aspettiamo Pepe e i suoi assessori fantasma stiamo freschi”. Aldo Ragni rilancia. Il candidato del Pd al Consiglio regionale, dopo avere ottenuto il “si” alla proposta di ospitare una data del Carpino Folk Festival nel teatro Petruzzelli, si fa portavoce di un progetto più ampio, teso a regalare una nuova vetrina ai festival più importanti della Capitanata, trasformando l’insieme degli eventi in un sistema di promozione territoriale. “Dobbiamo esportare cultura. L’Orsara Jazz negli ultimi anni è diventato itinerante, con concerti e jam session a Bologna, Foggia e la significativa partecipazione all’Italian Jazz Days di New York in occasione delle celebrazioni del Columbus Day. Apriamo nuove strade ai nostri eventi culturali, visto che le arterie provinciali versano in condizioni irachene e, anche in questo caso, non c’è nemmeno un assessore che si occupi del problema. Ogni territorio, in provincia di Foggia, è rappresentato da uno o più eventi di rilievo culturale e di respiro internazionale. Nel capoluogo dauno abbiamo il Festival del Cinema Indipendente, a Manfredonia uno dei carnevali più spettacolari d’Italia, a Monte Sant’Angelo c’è Festambiente: creiamo alleanze anche con le regioni più vicine, penso alla Campania, alla vetrina rappresentata da Napoli, per veicolare quanto di meglio riesce a produrre la nostra cultura che racconta del Gargano, dei Monti Dauni, delle città del Tavoliere. Facciamo che i nostri eventi siano sentiti come propri da tutta la Puglia”.

Vi racconto l’ultimo sogno di Paz Storia di Astarte il cuore di cane

di ROBERTO SAVIANO

Storia di Astarte è un sogno bellissimo, l'ultimo di Andrea Pazienza. Un'opera incompiuta. È un sogno classico, di quelli che quando ti svegli ti senti al centro dell'universo, come se avessi fatto parte della storia e il tuo fosse stato un ruolo attivo. Quando mi sono arrivate le tavole, quando per la prima volta le ho avute tra le mani, confesso di esserne rimasto folgorato. I disegni sono meravigliosi, precisi anche quando appena tratteggiati. E il testo è epica. Andrea Pazienza riesce, attraverso un cane, a costruire una atmosfera di combattimento e scontro, dove ogni parte del conflitto diviene chiaramente una scelta tra bene e male. Tutto attraverso un cane.

Le sperimentazioni che aveva fatto negli anni precedenti, spingendosi da un estremo all'altro delle possibilità espressive del linguaggio a fumetti, hanno trovato in Storia di Astarteuna ricomposizione naturale e perfetta. Non ci sono sbavature, non c'è nulla di manieristico, non c'è l'errore in cui cadrà chi dopo di lui si cimenterà nel racconto classico, ossia la retorica da centurione che tutto deve dire con flemma e ieraticità. No, le sue tavole sono naturali, anche quando sono grumi d'inchiostro soltanto. E muscoli da cane combattente.

Io vengo dalla terra che pregiudicò ad Annibale la vittoria su Roma. Vengo dalla terra dove si fermò per i suoi dannati ozi. Dove, prima di intraprendere l'ultima fatale fatica, decise di riposarsi e far riposare il suo esercito. Annibale trascorse l'inverno a Capua e i suoi uomini, abituati alla fame da manipolo e alle condizioni più difficili,
furono facile preda del torpore della Campania felix. Vino, libagioni, bagordi, donne e bagni termali li fiaccarono nell'anima e nei corpi. Peccato davvero non aver potuto vedere come Pazienza avrebbe descritto la mia terra, come ne avrebbe disegnate le bellezze. Avrei voluto "sognarlo" quell'angolo di paradiso perduto, nell'inchiostro di Paz.

Storia di Astarte è un sogno dal quale ti svegli di soprassalto. Un sogno solenne dal risveglio brusco. Eppure, prima che l'eroina gli fermasse il cuore, Pazienza ha saputo darci un'opera avvincente e colma dell'epica propria delle storie che sembrano secondarie ma che la letteratura riesce a rendere fondamentali. Si percepisce quasi, in Paz, il piacere di lasciarsi andare a un finale diverso, di pensare a come sarebbe andata la storia se il generale nero Annibale avesse vinto. L'Africa era stata a un passo dallo schiacciare per sempre Roma e in Astarte, forse proprio nella sua incompiutezza, c'è la possibilità di una storia non realizzata.

Il fumetto viene come cantato a Pazienza dal cane di Annibale, che gli appare in sogno: "Li senti i campanelli, le risate, le urla, il bramito dei cammelli?", dice Astarte a Pazienza, "Spalanca gli occhi adesso, apri le nari… è Cartagine" e inizia a raccontargli le sue gesta. I primi anni di vita da cucciolo, l'addestramento alla guerra, poi gli scontri in battaglia e il legame unico e umanissimo tra lui e Annibale. Astarte è lì, al seguito dell'esercito cartaginese, dalla nascita in Spagna fino alla marcia in Italia, attraverso i Pirenei e sul Rodano. Ai piedi delle Alpi ci sarà il primo scontro coi Romani, e qui la storia si interrompe, perché a interrompersi è la vita di Pazienza.
Storia di Astarte ha come sfondo, dunque, la Seconda guerra punica, ma si apre con una citazione da Pascoli, "La grande proletaria si è mossa verso la quarta sponda", che celebra l'invasione italiana della Libia: "La grande proletaria ha trovato luogo per loro. […] Là i lavoratori non saranno rifiutati, come merce avariata, al primo approdo; e non saranno espulsi, come masnadieri, alla prima loro protesta; e non saranno, al primo fallo d'un di loro, braccheggiati inseguiti accoppati tutti, come bestie feroci. […] Vivranno liberi e sereni su quella terra che sarà una continuazione della terra nativa. Anche là è Roma".

Storia di Astarte, insieme a tutto il resto, sarà forse anche una critica appena accennata alla perenne ricerca di una "quarta sponda", che dalle guerre puniche attraverso la campagna di Libia, arriva a quella che ci è più familiare, che dà manodopera a basso costo, lager in cui stipare chi tenta di costruirsi una vita in Italia, discariche improvvisate in cui smaltire i rifiuti tossici di cui il Sud è ormai stracolmo.

Ma nonostante il tentativo di voler attribuire uno "scopo" al lavoro di Pazienza, Storia di Astarte rimane un'opera d'arte. Un connubio perfetto ed equilibrato tra parole e immagini a sancire la grandezza di un intellettuale del nostro tempo. E vale la pena ricordare quello che lui stesso ci ha confidato sul suo lavoro, con una frase densa di significati: "Il fumetto è evasione, è sempre evasione, deve essere evasione, del resto la parola evasione è una bellissima parola, evadere è sempre bello, la cosa più saggia da fare… Poi se c'è qualcos'altro ben venga".

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© 2010 by Roberto Saviano / Agenzia Santachiara Fonte Repubblica.it

Franco Salcuni | Al Giordano, al Petruzzelli, al … Madison Square Garden! Macchè il Carpino Folk Festival a Carpino!

Il Carpino Folk Festival a Carpino
Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 

Ho dato comunicazione ufficiale al consiglio direttivo del Consorzio Five Festival Sud System (5FSS) di autosospensione dall'incarico di Presidente nel periodo della campagna elettorale, vista l'incompatibilità sostanziale tra la carica di presidente di un consorzio e quella di candidato alle regionali.
Questo anche allo scopo di poter parlare liberamente dei temi che hanno a che fare con la cultura e lo spettacolo. Come ex presidente del consorzio, però, devo dire che mi sento in parte lusingato, in parte mi sento offeso da questa improvvisa attenzione che candidati di più parti politiche dedicano al Carpino Folk Festival e alla cultura del nostro territorio.
Ci chiediamo perchè, all'improvviso, vi interessiate del rilancio della cultura del Gargano, facendo proposte estemporanee ed eclatanti (il Carpino folk festival al Giordano, al Petruzzelli, al … Madison Square Garden!).
Mi permetto di dire la mia sostenendo la necessità di far crescere il Carpino Folk Festival li dove è nato, a Carpino, dando il massimo sostegno affinché a Carpino si radichi e prosperi.
Chiedo inoltre perché a tutt'oggi il progetto dell'Auditorium della Musica di Carpino non è ritenuto una priorità per il territorio.
Infine chiedo a tutti di prendere impegni economici precisi per permettere a chi organizza un festival di non soffrire, come per anni hanno fatto e fanno ancora gli amici del Carpino Folk Festival, nonostante che l'impegno regionale abbia permesso a quello e ad altri festival di incrementare il proprio valore e le proprie risorse.
Prendete impegni precisi, senza lasciarsi andare a strumentalizzazioni elettorali per poi dimenticare tutto il giorno dopo. E chi ha rivestito incarichi in Provincia si chieda cosa ha fatto per valorizzare di più la rete dei festival e il Carpino Folk Festival anche nelle politiche provinciali. Evitiamo pertanto le strumentalizzazioni elettorali per dare spazio a ragionamenti seri e non estemporanei.

Franco
Salcuni
Candidato al Consiglio Regionale della Puglia

«MA QUALE PETRUZZELLI, IL CARPINO FOLK FESTIVAL FACCIAMOLO AL TEATRO GIORDANO!»

«MA QUALE PETRUZZELLI, IL CARPINO FOLK FESTIVAL FACCIAMOLO AL TEATRO GIORDANO!»
Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 
«Forse qualche candidato del Pd invece di farsi vedere in giro con il sindaco di Bari, che evidentemente non conosce il territorio, dovrebbe spiegare al suo accompagnatore come stanno le cose per evitare inutili parole e fuorvianti proclami»
Così Vito Guerrera commenta l’iniziativa che vorrebbe aprire le porte del Teatro Petruzzelli al Carpino Folk Festival.
«Una boutade elettorale che offende ancora una volta il Gargano e l’intero territorio dauno. Il sindaco di Bari, cion il plauso di qualche candidato locale, crede, forse, che la Puglia si fermi all’Ofanto, perché dimentica che Foggia e la Capitanata hanno non solo patrimoni culturali e musicali, degnamente rappresentati dai Cantori di Carpino o dal Carpino Folk Festival, ma ha anche le strutture adatte per ospitare eventi di grande richiamo internazionale», afferma ancora Guerrera.
«Il candidato del Pd invece di genuflettersi ancora una volta a Bari, perché non condivide una battaglia che sto portando avanti affinché la Capitanata abbia giusta rappresentanza e visibilità in Regione? Perché invece di guardare al Petruzzelli non ci si mobilita per riavere il nostro Teatro Giordano, gioiello dell’architettura, della cultura e dell’acustica. Il Teatro Giordano potrebbe, tranquillamente, ospitare un festival di musica popolare interculturale, senza necessità di spostarsi verso Bari. Viste le varie culture presenti in Capitanata: penso, ad esempio, a quella albanese, ebraica, francoprovenzale, il Teatro Giordano potrebbe diventare contenitore di un evento annuale che abbracci il Mediterraneo e che si faccia messaggero di fratellanza tra i popoli in nome della musica», sostiene Guerrera che lancia anche un’altra proposta:
«Nei prossimi giorni mi farò promotore, nella rinnovata e deserta piazza davanti al “Giordano”, di un’iniziativa per la raccolta di firme per la riapertura del nostro teatro. Mi auguro di avere al mio fianco il candidato del Pd e attendo pure la firma del sindaco di Bari, come quella di tutti quelli, politici e cittadini, che vogliono rivedere aperto il Teatro Giordano e gridare insieme a me: BENVENUTA CAPITANATA

Antonio Giuffreda | L’Auditorium è essenziale e strategico per far crescere le nuove generazione


L'Auditorium della musica popolare può diventare uno degli strumenti essenziali e strategici per conservare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale del Gargano. In un territorio privo di risorse materiali, i luoghi dove far nascere nuove idee e produrre beni immateriali sono indispensabili per far crescere le nuove generazioni.

Non pubblicheremo interventi di nessun candidato, salvo quelli che parlano dei nostri progetti 

Presentazione dell’8° Corso di Speleologia della Scuola “Luigi Gualano” di San Marco in Lamis

Cari amici speleologi e non,
sabato 6 marzo alle 16,30 presso l'Auditorium di Palazzo Fioritto a San Nicandro Garganico, verrà presentato l'8° Corso di Speleologia della Scuola "Luigi Gualano" di San Marco in Lamis con il Gruppo Speleologico Montenero e con la collaborazione del Team Archeo-Speleologico ARGOD di San Nicandro Garganico. Sarà anche l'occasione per presentare la Scuola di San Marco in Lamis con la nuova intesazione dedicata all'amico "Luigi Gualano".

Interverranno i Presidenti dei gruppi coinvolti, i Direttori della Scuola e del Corso e il Coordinatore delle Scuole di Speleologia della Regione Puglia. Inoltre sarà presente l'Assessore al Turismo, Sport ed Associazionismo del omune di San Nicandro Garganico.

Sono invitati tutti i gruppi speleologici e la cittadinanza per avere la possibilità di scoprire un mondo tutto nuovo. Quindi vi aspettiamo a San Nicandro Garganico, Palazzo Fioritto nel Centro Storico alle 16,30, sabato 6 marzo. Dopo l'incontro inizierà il corso con le lezioni teoriche previste, dove si potrà anche assistere. Per chi fosse interessato c'è ancora qualche posto disponibile per iscriversi.

Cordiali saluti.

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