//
archives

Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Scuola: atti vandalici alla ‘Padre Castelli’ di Carpino


Gran brutta sorpresa per gli alunni della scuola elementare "Padre Castelli" di Carpino. Ignoti, nella notte tra sabato e domenica, si sarebbero introdotti all’interno dell’istituto del centro garganico attraverso una finestra. Lì avrebbero divelto 20 armadietti, rovesciandone, poi, il contenuto sul pavimento.
Sono servite circa due ore al personale dell’istituto per ripulire i corridoi dell’edificio. Sul fatto indagano i carabinieri.
da Tatiana Bellezzi

Dallo SPECIALE ONDARADIO SU VICO del GARGANO il consigliere delegato Matteo Cannarozzi

Ritengo molto arguto il ragionamento sviluppato dal consigliere al turismo di Vico del Gargano pertanto ve ne propongo l’intervista video a scopo formativo.

Parla della Citta Gargano e dei Quartieri, parla della mancata Progettazione dei nostri territori, del rapporto tra pubblico e privato e di quali siano le usuali pratiche (definirei clientelari) per ottenere finanziamenti e creare sviluppo.
Ascoltatelo …

Sviluppo insostenibile di Ezum Valgemom

Questo racconto è per i miei paesani che continuano a cercare la luna e non si accorgono di vivere in un luogo dove è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale aspirano – Antonio Basile

Girando per valli e per monti di una splendida regione del Sud Italia, la Lucania, ci siamo spesso imbattuti in giovani che cantavano una truce litania:
"quanto siamo sfortunati, quanto siamo lontani dal mondo, quanto siamo poveri, quanto siamo arretrati, …"
"beati quelli che vivono nelle grandi città, beati quelli che hanno una connessione internet veloce, beati quelli che sanno cosa fare la sera, ecc…"
"vorrei fare la velina ma non posso, vorrei fare il calciatore ma non posso, vorrei fare la ballerina ma non posso, vorrei farmi la plastica al naso ma non posso…."
Tutti questi ragazzi – che abbiamo incontrato nel corso delle nostre "spedizioni" – hanno in comune una cosa: nessuno conosceva le risorse naturali, immateriali o materiali della propria città/paese/valle.
Spesso, inoltre, questi ragazzi e ragazze accompagnano la loro litania con abbondanti dosi di cannabis o alcol.
Poi abbiamo incontrato giovani che abbiamo definito "Quelli che ballano la Tarantella". Ossia ragazzi e ragazze che non conoscono affatto quella litania, ma in compenso conoscono tutto del loro paese (la storia, le tradizioni, le ricette, il dialetto, gli angoli più suggestivi, ecc…)
A questo punto gli antropologi presenti nel nostro gruppo – seduti al tavolino di un bar di un piccolo paesino lucano – si sono messi a dire cose strane, incomprensibili. Parlavano di "teoria delle finestre rotte", Gemeinschaft und Gesellschaft, crescita o sviluppo, ecc…
Ad un certo punto si avvicina un vecchietto piccolo piccolo e dice, in dialetto: "Voi non avete capito niente. I nostri giovani sono così depressi perchè hanno perso la Consonanza e l’Armonia".
Consonanza? Armonia? Ma certo! Pitagora, Ocello Lucano, Metaponto, Montescaglioso….
Ma tutto questo che c’azzecca con lo sviluppo?
C’azzecca, c’azzecca…..
A questo punto eravamo eccitatissimi, ma delle tesi di Pitagora avevamo solo vaghi ricordi liceali.
Tornati in sede abbiamo subito condiviso questa esperienza con i filosofi del nostro network, i quali ci hanno ricordato che si sa ben poco del grande pensatore vissuto in Lucania e che gran parte di quello che sappiamo ci arriva da suoi discepoli o dai suoi oppositori (politici o filosofici).
Ma alcune cose le sappiamo con certezza, ad esempio, sappiamo è che gran parte del suo pensiero si concentra sul rapporto tra uomo e natura e sul fatto che solo attraverso la conoscenza l’uomo di avvicina alla sua vera natura e all’Armonia.
Di qui tutti gli studi sulla matematica, la geometria, la musica, ecc…
Ecco le parole chiave: Conoscenza; Rapporto tra uomo e natura; Consonanza; Armonia.
Ma non finì qui.
Fummo invitati al concerto di un grande musicista lucano – Rocco De Rosa – che nel bel mezzo di composizioni minimaliste se ne esce con una roba incredibile: un suo componimento che si chiama STO.
Spiegò che aveva composto questo pezzo ispirato dall’atteggiamento filosofico degli anziani lucani.
Rocco un giorno si avvicinò ad uno dei suoi anziani concittadini, seduto su una panchina, con gli occhi persi nel vuoto delle nostre colline, e chiese:
Rocco: "Zì ‘ntò, che fai?"
E Zì ‘nto: "Sto!"
R: "Che vuol dire: stai?"
ZA: "Rocco, io non staio. Ho detto che Sto!"
R: "E che differenza c’è?"
ZA: "Ahhh, Rocchi, ma a te la capitale t’ha fatto male. Hai dimenticato tutto, pure gli Antichi"
R: "Antichi? Di che Antichi parli?"
ZA: "Marò! Sei diventato proprio un barbaro. Ti sei pure scordato la storia degli Antichi, quella di Achille e della tartaruga"

Achille e la tartaruga!!!!!

Porca miseria. Il vecchio parlava di Zenone, di Parmenide, della scuola di Elea.
Fummo portati a pensare che queste fossero casualità, ma presto ci accorgemmo che non era affatto così.
Dopo qualche mese ci invitano a tenere un seminario sul patrimonio immateriale in un piccolissimo paese del cuore della Lucania.
Con noi c’era Rasche, un tedesco stranissimo e coltissimo che si occupa di musica antica e musica religiosa medievale.
Stranamente la saletta del centro sociale era gremitissima. Cominciamo il nostro seminario e arriviamo a parlare di zampogna in Lucania.
Ad un certo punto il pubblico comincia a guardare con insistenza un vecchietto che ad un certo punto – non potendone più fare a meno, vista l’insistenza tacita dei concittadini – caccia da una borsa da pastore una stranissima zampogna, una via di mezzo tra una zampogna a chiave ed una surdulina, gonfia l’otre e comincia a suonare.
Rasche a questo punto sembra come impazzito. Ride, si agita sulla sedia, non riesce tener ferme le braccia, si alza si risiede, prende appunti, scrive formule matematiche,….
I "suoni" si placano, la sala è ammutolita.
Rasche si catapulta sul vecchietto e comincia a gridare come un ossesso frasi apparentemente senza senso: "…intervalli di quinta, intervalli di ottava, monocordo, logaritmi…."
Il vecchio lo guardava impassibile con un leggero sorriso, ma non rispondeva alle migliaia di domande di Rasche.
"Rasche calmati! Che è successo? Facci capire."
Rasche: "Questa zampogna è accordata su una scala pitagorica modificata. La scala pitagorica è stata in uso fino al medioevo e poi è stata sostituita da altre scale. Questa zampogna ci ha portato indietro nel tempo di almeno 800 anni se non addirittura di 2500. Quella musica la sentivano alla corte di Federico II e a Metaponto a Taranto ad Atene, a Roma a… a….. Ma vi rendete conto! Nooo voi non vi rendete conto. Quello strumento vale tanto quanto il Colosseo o la cappella sistina o la Pietà di Michelangelo. LO CAPITE?"
Silenzio.
Quello strumento è arrivato fino a noi, immodificato, semplicemente sulla base della trasmissione orale della conoscenza.
A questo punto il tedesco era scatenato, sale in cattedra e comincia a parlare di musica medievale, canto gregoriano, musica alchemica, musica pitagorica, musica federiciana, di musica celata nei simboli impressi sulle tele medievali o celata nelle architetture delle chiese, di Bach, di passacaglia, di scale musicali arcaiche, di tarantella, di parallelismo tra tarantismo tedesco, spagnolo, berbero e apulo-lucano, di discanto, ecc….

Noi eravamo terrorizzati. Temevamo che l’uditorio si spazientisse o si annoiasse. E invece no. Stavano tutti attentissimi e annuivano. Alcuni addirittura intervennero o fecero delle domande.
Uno spettacolo incredibile.
Alla fine del seminario, durato un’ora più del previsto. Si avvicina un prete, vecchissimo, e ci invita a seguirlo.
Ci porta in un archivio al quale ha accesso solo il clero e ci mostra degli antichi manoscritti miniati.
Su questi manoscritti c’era di tutto: studi storici, archeologici, demo-antropologici, trascrizioni di canti e musiche popolari, riproduzioni di strumenti musicali e passi di danza popolare.
Un tesoro, un vero immenso tesoro.

Il tedesco, a questo punto, era totalmente fuori dalla grazia di Dio, e rivolse al prete la fatidica domanda:
"Ma questo materiale è del tutto sconosciuto. Perché non lo pubblicate? Perchè non consentite agli studiosi di accedere a questa miniera di Sapere e di Conoscenza?"
Il prete sorrise e rispose così:
"Non è ancora giunto il tempo.
Questo materiale sta qui celato da centinaia di anni e molti anni dovranno ancora passare prima che esso veda la luce.
Se oggi lo pubblicassimo non ci sarebbero risorse a sufficienza, umane e monetarie, per studiarlo compiutamente e accadrebbe quello che è già successo in passato: qualcuno costruirebbe la sua carriera universitaria su queste antiche pagine senza dare niente in cambio, in termini di crescita culturale e sociale, a questo paesello dimenticato dagli uomini, ma non da Dio".
Aveva ragione. Aveva maledettamente ragione.
Ma io non mi arresi e dissi: "Padre, lei ha ragione, ma non si potrebbe far studiare queste carte ai giovani di questo Paese?"
E lui: "Ci ho provato, ma nessuno dei giovani di questo paese crede che queste siano cose importanti.
Tutti pensano che oggi sia importante l’informatica, le veline, viaggiare, scoprire il mondo, il Grande Fratello, bere acqua minerale francese, …
Tutti loro pensano che il mondo sia fuori da questo paese e non vedono che invece in questi luoghi è nascosto un universo infinitamente più interessante e ricco di quello al quale riusciranno ad accedere una volta andati via di qui."
Ezum Valgemom – …segue su http://raccontamiunafiaba.blogspot.com/

Esito di Gara Lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada provinciale 50 (Piano Canale : Carpino)

La ditta “I.CO.STRA. S.a.s.” di Teramo si è aggiudicata il bando di gara per i lavori di sistemazione e messa in sicurezza della strada provinciale 50 (Piano Canale – Carpino). Il bando è parte integrante delle azioni strategiche implementate dalla Provincia di Foggia per usufruire dei fondi messi a disposizione dalla Regione Puglia per la manutenzione delle arterie di interesse regionale.
Importo complessivo del progetto: 238.448,75 euro. Nel dettaglio saranno realizzati interventi di movimento materie, demolizioni, rifacimento della pavimentazione con conglomerato bituminoso, lavori diversi, sottofondi stradali, installazione di barriere e altre opere di protezione stradale e di segnaletica orizzontale e verticale.
"La progettazione integrata alla quale abbiamo dato vita, quando, di concerto con i comuni, abbiamo deciso di competere con azioni di qualità e di respiro strategico agli obiettivi fissati dalla Regione Puglia tocca tutte le aree del territorio provinciale con particolare riferimento a quelle dove più forti sono i fenomeni di dissesto idrogeologico e le condizioni strutturali di disagio”, afferma il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone. “Con questi lavori possiamo dire di aver concretamente posto in essere un rinnovamento, una rivoluzione copernicana ma gentile della viabilità in Capitanata. Un impegno al servizio di tutto il territorio”, conclude l’assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Antonello Summa.

Esito di Gara Lavori di Adeguamento Impianto di Illuminazione Pubblica di Carpino


Esito di Gara Lavori di Adeguamento Impianto di Illuminazione Pubblica

 Aggiudicataria dell’ appalto è risultata l’impresa I.T. S.r.l. – Innovazioni e Tecnologie – con sede alla Via S. Maria – 84030 San Pietro al Tanagro (SA).

L’importo di aggiudicazione dei lavori è risultato di € 275.816,11, oltre agli oneri per la sicurezza di € 7.779,00

Nasce FFSS, un cartellone per cinque festival

Presentato ‘Five festival sud system’, la rete integrata delle cinque principali manifestazioni musicali di Capitanata

“Una grande rete delle cinque più importanti manifestazioni musicali di Capitanata per mettere in vetrina il meglio delle nostre risorse”. Così il presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone, ha illustrato il contenuto dell’iniziativa “Five festival sud system” la rete unitaria che crea una sinergia integrata tra "Carpino Folk Festival", "Orsara Jazz Festival", "Suoni in Cava (Apricena)", "Festival d’Arte dei Monti dauni", "FestambienteSud".
Alla conferenza di presentazione di “Five festival sud system” erano presenti
Giuseppe De Leonardis, assessore provinciale al Turismo, Rino Manduzio, delegato alla Cultura e ai Grandi Eventi della Provincia di Foggia, Mario Simonelli, sindaco di Orsara, Vito Zuccarino, sindaco di Apricena, Luciano Castelluccia, direttore artistico del "Carpino Folk Festival", Franco Salcuni, direttore di "FestambienteSud", Gianna Fratta ("Festival d’arte dei Monti Dauni"), Nicola Vascello, commissario Apt di Capitanata.
“I dati sulla partecipazione a questi eventi, circa 120 mila spettatori all’anno, ci hanno spinto ad osare di più. Creare una programmazione unitaria vuol dire andare oltre i confini del territorio provinciale e porsi in relazione con le più avanzate realtà della Puglia e d’Italia”, ha proseguito Stallone. Da questo momento, dunque, i cinque eventi si muoveranno in sinergia come un’unica manifestazione promuovendo un cartellone unitario già a partire dai prossimi appuntamenti. Entro febbraio sarà presentato un programma unitario con i nomi di tutti gli artisti che parteciperanno, in modo tale da poterlo presentare ufficialmente alla Bit di Milano.
“Sulla scorta degli ottimi risultati che abbiamo avuto lanciando un cartellone unitario per Teatro del Fuoco e Oda Teatro, la Provincia di Foggia ha inteso lanciare una nuova sfida. Investendo sul patrimonio consolidato di questi cinque eventi di alto profilo culturale e sociale vogliamo creare un cartellone unitario che eviti le sovrapposizioni di date tra i vari eventi e possa fungere da laboratorio di sperimentazione e da contenitore in grado di delineare un’offerta musicale molto completa: dal folk, alle tradizioni popolari, alla musica classica, al Jazz, alla libera espressione dei talenti di tanti nostri giovani”, ha affermato Manduzio.
“Questa sperimentazione, il “Five festival sud system”, rappresenterà un potente strumento per incentivare lo sviluppo e la crescita del turismo in Capitanata e per rafforzare la presenza e la capillarità dell’offerta culturale delle istituzioni sul territorio”, ha dichiarato De Leonardis.
“Questi appuntamenti, nel corso degli anni, sono cresciuti diventando appuntamenti e punto di riferimento di grande importanza. Con la nascita di una programmazione integrata, noi compiamo la scommessa più importante: le cinque manifestazioni, giunte alla fase della piena maturità, diventano una programmazione unica che dovrà fungere da snodo strategico per lo sviluppo dell’indotto turistico”, ha illustrato Vascello.
A seguire gli interventi degli esponenti dei cinque eventi.
Comunicato Stampa Provincia di Foggia

F.F.S.S., cinque festival sotto un unico brand

Si tratta diindicare una sinergia tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”.

 

Foggia – Si chiama F.F.S.S. (Five Festival Sud System) il brand adottato da Apt e Provincia di Foggia per indicare una sinergia tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti Dauni”, “FestambienteSud”. Cinque festival di grande importanza, che adesso, sotto un unico marchio, potranno fare sistema ed essere esportati in tutta la Puglia e soprattutto nel resto dell’Italia. L’idea dell’Azienda di Promozione Turistica, con l’appoggio di Provincia e Regione, è proprio quella di un unico festival di grande qualità che, secondo il commissario dell’Apt Nicola Vascello, “Si appresta a diventare uno degli eventi culturali più importanti dell’Italia meridionale, con i suoi due mesi di programmazione, 160.000 spettatori e ben venti comuni, tra Gargano e Monti Dauni, coinvolti”. (Il Grecale)

Le principali manifestazioni culturali della Capitanata provano a fare sistema

Si terrà mercoledì 16 gennaio alle 11 presso la sala Giunta della Provincia di Foggia una conferenza stampa inerente le sinergie tra le principali manifestazioni culturali della Capitanata: “Carpino Folk Festival”, “Orsara Jazz Festival”, “Suoni in Cava (Apricena)”, “Festival d’Arte dei Monti dauni”, “FestambienteSud”.

Interverranno Carmine Stallone, presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe De Leonardis, assessore provinciale al Turismo, Mario Simonelli, sindaco di Orsara, Vito Zuccarino, sindaco di Apricena, Luciano Castelluccia, direttore artistico del “Carpino Folk Festival”, Franco Salcuni, direttore di “FestambienteSud”, Dino De Palma, direttore artistico del “Festival d’arte dei Monti Dauni”, Nicola Vascello, commissario Apt di Capitanata.

E’ uscito il numero di gennaio 2008 del mensile Punto di stella

Scarica una copia gratuita da Qui

 

Mensile di informazione del Gargano

Morte di un ricercatore di gusti arcaici – Ettore de Carolis

Attraverso la musica e le immagini che raccontano dal vivo le fasi della ricerca, gli Archivi custodiscono testimonianze di culture (albanesi di calabria, comunità ebraiche, confraternite), di territori (il mare delle tonnare siciliane, le montagne del Trentino, la Lucania), di mestieri (carrettieri, pescatori, ambulanti), di tecniche espressive (il canto a tenore sardo, il trallallero genovese, i canti accompagnati da chitarra battente del Gargano), di riti e liturgie (ebrei askenaziti, cristiani greco ortodossi, diverse comunità islamiche).
Ettore de Carolis, ai più sconosciuto, aveva contribuito a "modo suo" a raccogliere molte di queste testimonianze, una di queste è la "Raccolta 135" sui canti popolari di Carpino.

Fu lui stesso, Compositore di musica, Polistrumentista ed arrangiatore, Ricercatore di musica etnica, Autore di programmi radiofonici e televisivi, a donarla all’Associazione Culturale Carpino Folk Festival. La consegna avvenne la mattina del 2 Agosto 2006 nelle mie mani, alla presenza di Mattia Sacco e Luciano Castelluccia, rispettivamente presidente e direttore artistico dell’associazione, dei soci e degli studiosi Antonello Ricci, Roberta Tucci e Pino Gala. Con loro in quella giornata si ebbe modo di riflettere sulla utilizzazione, spettacolarizzazione e sulla destinazione dei repertori musicali di Carpino, ma poi Ettore non volle intervenire (si alzo e andò via) al convegno tenutosi in serata in opposizione al modo di raccontare accademico dei primi.
De Carolis, saputo della probabile apertura di un museo musicale in Carpino volle anche fare dono di ben 10 puntate della trasmissione radiofonica dal titolo “Appunti sulla musica folclorica”.
La raccolta 135, come spiega lo stesso De Carolis, contiene 23 brani registrati tutti a Carpino, 2 racconti effettuati da Francesco Solimando cantore di Sannicandro Garganico e si completa con 28 foto "che scattai personalmente. Non professionali, ma che raccontano…".

Dal 29 al 30 settembre 1987 sono state registrate, da un tecnico della RAI di Napoli, le voce e le musiche di informatori (quasi tutti scomparsi), portatori diretti di una tradizione popolare che rischia di sparire nei meandri della dimenticanza e nella caoticità della riproposta. Tra gli altri sono stati immortalati nella "Raccolta 135": Andrea Sacco, Antonio Piccinino, Rocco Andrea Sacco, Gaetano Bernardini, Rocco Valente e Domenico ‘Minguccio’.

Le registrazioni originali, sono state trasmesse per radio nel corso della trasmissione andata in onda su Radio 3, tra il 1987 e il 1988, dal titolo “Appunti sulla musica folclorica", e conservate, gelosamente, negli archivi del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare.
Ecco di seguito l’incipit con quale sono state archiviate :
1 La montanara 29.9.1987
2 Sonetto 29.9.1987
3 Rodianella 29.9.1987
4 Viestesana 29.9.1987
5 Sonetto 29.9.1987
6 Sonetto 29.9.1987
7 Canzona 29.9.1987
8 Rosa rossa culurita e bella (sonetto) 29.9.1987
9 Mille bongiorno a te, primo arruvato (sonetto) 29.9.1987
10 Io a diventa’ ‘nu pazziarielle (sonetto) 29.9.1987
11 Intervista sul modo di eseguire le serenate 29.9.1987
12 Vedi che bella giorne hai capato 30.9.1987
13 Che bello ramajette di viuole (sonetto) 30.9.1987
14 Il mio core ferito ferito 30.9.1987
15 Come aj a fa’ pe’amma’ questa femmena 30.9.1987
16 Garofano d’amore 30.9.1987
17 Che bella figlia 30.9.1987
18 Che bello Sabato Santo 30.9.1987
19 Fronned’aulive sposo nuvello 30.9.1987
20 Ce sta ‘na donna qua, se chiama Anna 30.9.1987
21 Tarantella alla carpinese 30.9.1987
22 Sonetto 30.9.1987
23 Piccola manovettapaesana 30.9.1987

Ettore De Carolis era senza ombra di dubbio un uomo fuori dal comune e questo suo gesto è quello che tutti, coloro che amano la musica e hanno realizzato raccolte, dovrebbero compiere per trasmettere alle nuove generazioni quell’identità che altrimenti andrà perduta nel tempo.

Altre raccolte effettuate da De Carolis sono quelle del :
-Lazio (1970/76), Basso Lazio, Monti Lepini, Alto Aniene, Monti Sabini, Piana Tiberina
-Abruzzo (1971/73, e poi 1987), Lanciano e Monti Frentani, reg. Casauria, Piana di Popoli, Penne
-Molise (1973), Alto Volturno
-Fiuggi (FR) (1988), Canti di Confraternite

Ciao Ettore mi piace ricordarti con le tue parole.
Oggi non si usa più cantare, ma cantare in passato svolgeva un’importante funzione umana tra le più normale e quotidiane. Non si cantava solo davanti ad un pubblico per eseguire un brano. Cantavano un po tutti dovunque e nelle piu disparate occasioni: di mattina, di giorno e di notte; in casa, per strada e durante i lavori.

Altre informazioni su www.ettoredecarolis.com

Consiglio "È tanto Tempo che non Recantavo" Canti e musiche tradizionali dalla provincia di Roma – Ricerche di Ettore De Carolis – Finisterre 2006

Archivi