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Antonio Basile (Ufficiale)

Antonio Basile (Ufficiale) ha scritto 2098 articoli per Antonio Basile – OFFICIAL BLOG

Ischitella/ Olivicoltori in rivolata occupano la piazza

Gli olivicoltori di Ischitella, da ieri mattina, occupano la piazza principale del paese, e l’agitazione andrà avanti fin quando non ci saranno segnali positivi per uscire da una crisi che sta mettendo in ginocchio un comparto che rappresenta una delle voci più significative nel bilancio delle famiglie ischitellane.
«E’ evidente – dicono gli agricoltori – che la misura è colma” per questo motivo ci siamo mobilitati per far sentire alle istituzioni il forte disagio che si è determinato a seguito del crollo del prezzo del prodotto».
Il problema coinvolge l’intero comparto agricolo, con una ricaduta più pesante per quanto riguarda la filiera olearia che, vogliamo sottolineare, riguarda molti altri Comuni del Gargano nord.
Una risorsa, che a differenza di altre aree geografiche, per gli olivicoltori garganici ha costi maggiori per l’assenza di risorse idriche, per la scarsa viabilità rurale, tra valli scoscese ed irti pendii. Una terra dura da lavorare disseminata di pietre di selce e fitti anfratti. I numeri danno l’esatta misura della ricaduta negativa che ha per gli olivicoltori l’attuale crisi del mercato, a cui vanno aggiunti i maggiori costi per la lavorazione a fronte di un calo dei prezzi di mercato. Una produzione media di settantamila quintali di olive dal quale scaturiscono tredicimila quintali di olio che tradotti in danaro ai prezzi attuali diventano 3,5 milioni di euro che confrontati con i prezzi dell’inizio della campagna dello scorso anno ( 5,5, milioni di euro), presentano una differenza in meno di circa due milioni (quattro miliardi delle vecchie lire) che verranno meno alle famiglie di questo paese che già tante difficoltà viveva anche allora. Se a tutto questo si aggiunge il fatto che a un territorio che ricade nel Parco Nazionale si dovrebbe dare una priorità assoluta in termini di valorizzazione del prodotto e, di conseguenza, di commercializzazione, sono più che giustificate la protesta e mobilitazione.
In questo senso si stanno muovendo le amministrazioni comunali che stanno chiedendo a Regione e Governo misure urgenti perchè venga riconosciuto a questo territorio benefici ed incentivi che compensino lo svantaggio e mettano gli olivicoltori nelle condizioni di sopravvivere economicamente in un mercato inflazionato da prodotti contraffatti e da importazioni da paesi extra comunitari senza controlli.

Lo stato di malessere non è, come ricordavamo, circoscritto ad Ischitella, ma investe tutte le altre aree garganiche. Infatti, le amministrazioni comunali si stanno mobilitando perchè Regione e Provincia, ma soprattutto il Governo, adottino misure significative.

Giobbe Covatta, Piero Pelù e circo Les Farfadais. Foggia si prepara alla Notte Bianca

Foggia si prepara ad accogliere PUGLIA NIGHT PARADE, l’evento promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Puglia e organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, che attraverserà tutta la regione tra il 5 e il 7 dicembre con gli oltre 80 spettacoli in calendario, tutti ad ingresso gratuito.
Ad aprire le danze, venerdì 5 dicembre saranno Lecce e Foggia, dove la lunga notte bianca scorrerà in contemporanea con momenti di grande spettacolo. Si partirà alle 17.00 con il ludobus e l’animazione per ragazzi nell’isola pedonale per chiudere la lunga notte con il concerto del Raphael Gualazzi Trio che si terrà alle 4.30 del mattino al Moody Jazz.
L’appuntamento da non perdere è quello delle 21.30 con il fantasmagorico spettacolo della compagnia francese di circo visuale Les Farfadais (in foto): atmosfere stravaganti, messe in scena con costumi spettacolari incanteranno il pubblico in una straordinaria parata che attraverserà tutta la città, da Piazza Cavour a Piazza XX settembre.
Dal pomeriggio e fino all’alba si alterneranno spettacoli, cabaret con Giobbe Covatta (che si esibirà all’1.00 al teatro del Fuoco), incontri letterari con Davide Riondino, Paolo Sassanelli, Ippolito Chiariello, proiezioni e concerti .
Piazza Cavour ospiterà alle 23.00 il grande concerto in prima esecuzione assoluta di Ambrogio Sparagna e l’Orchestra popolare Italiana e Piero Pelù.
Ancora cinema e musica dal vivo in piazza Duomo a cura di David Treggiari e per finire grande festa con colazione all’alba all’Oda Teatro con il dj Passera. Insomma una lunga notte che soddisferà davvero tutti i gusti. Il calendario degli appuntamenti è on line sul sito www.viaggiareinpuglia.it.

KERMESSE CULINARIA DI GRANDI CHEF

Per il terzo anno consecutivo la kermesse culinaria dei grandi chef, il Cooking for Wine (foto 3 sotto, il logo; ndr), nella prestigiosa cornice del Merano International WineFestival & Culinaria, diventato oramai da 17 anni un punto di riferimento fisso sul mercato vitivinicolo nazionale e internazionale, si è chiusa con un grande successo. Dall’8 al 10 novembre scorso, il CXW ha regalato momenti di ‘alta cucina’ e prelibatezze all’altezza dei palati più esigenti. Lo showcooking è stato animato da 15 chef, selezionati da Luigi Cremona (a sin. foto del titolo), noto critico gastronomico italiano, premio Luigi Veronelli 2008 e premio Bibenda 2007.

Hanno accompagnato l’evento una ristretta selezione di sponsor che hanno avuto la possibilità di presentare al pubblico i migliori prodotti dell’enogastronomia e dello stile di vita italiano. Quest’anno abbiamo avuto l’importante presenza deL Comune di Peschici che ha portato nella GourmetArena tutti i prodotti più genuini dell’enogastronomia pugliese, facendoli conoscere oltre i confini regionali. Nello spazio (foto 2) allestito e riservato al Comune di Peschici, i numerosi visitatori hanno potuto degustare i prodotti tipici, dai formaggi ai salumi, dal pane all’olio e ai vini, selezionati accuratamente per essere proposti al grande pubblico di esperti e non.

Tra i 15 chef che hanno animato lo showcooking nei tre giorni c’è stato Domenico Cilenti (foto del titolo e 1), chef del ristorante “Porta di Basso” a Peschici, premiato come “Miglior Chef emergente del Sud” lo scorso maggio a Vitigno Italia. Nella prima giornata della manifestazione, Cilenti ha preparato “caipirnha di pesce azzurro e verdurine dell’orto”, “stelline di zucca con fave di Carpino in guazzetto di ricotta e aria di pomodori” e “patate nere del Gargano con fonduta di caprini”. E in chiusura ha inventato sul momento una “riduzione di birra con strapazzata di uova del Gargano e caviale di limone”. Tutti piatti straordinari, preparati con gli ingredienti del territorio. Un’esperienza davvero entusiasmante, vissuta con l’obiettivo di diffondere ancor più le grandi ricchezze che la Puglia, e il Gargano in particolare, offre.
Rosalba Totaro
Ufficio Stampa Witaly – da puntodistella.it

GROTTA PAGLICCI : SALVI I 3 MILIARDI PER GROTTA PAGLICCI

Eppur si muove.  Esultano gli Amici di Paglicci

IL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO ANTICIPA I FONDI, A GENNAIO INIZIANO I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DEL MUSEO VIRTUALE DEDICATO ALLA PREISTORIA GARGANICA – ANCORA IN ATTESA, PERO’ DELL’APERTURA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO ATTESO DAL LONTANO 1998

RIGNANO GARGANICO. Sono salvi i 3 miliardi di vecchie lire destinati alla valorizzazione del sito paleolitico di Grotta Paglicci, il più importante sito preistorico d’Europa. Il Musuo Virtuale sulla grotta si farà grazie all’impegno del presidente del Parco Nazionale del Gargano, l’avvocato Giandiego Gatta.

E’ quanto emerso nel corso di un incontro-dibattito sulle energie rinnovabili svoltosi l’altra sera a Rignano Garganico (nel cui territorio è ubicata la famosa grotta) ed organizzato dal Nuovo Circolo Culturale "Giulio Ricci" e dal Coordinamento Amici di Paglicci. L’Ente Parco, a quanto pare, avrebbe anticipato i fondi necessari per scongiurare il ritorno alle casse europee di due finanziamenti Pis-Por da 750.000 cadauno e dato il via ai lavori per la realizzazione dell’opera che sarà dislocata in tre strutture pubbliche rignanesi (l’ex-chiesa del Purgatorio, l’ex-municipio e l’ex-asilo comunale). L’altro giorno sopralluogo a Rignano e a Grotta Paglicci dei dirigenti del Parco, dell’archeologa Anna Maria Ronchitelli (responsabile degli scavi a Paglicci), del Centro Studi Paglicci e del Comune. I lavori, a quanto si è appreso, inizieranno nel gennaio-febbraio 2009. A dare l’ok al tutto gli uffici competenti della Regione Puglia (Ente diramatore dei fondi) e della stessa riserva nazionale garganica (Ente beneficiario dei fondi).
Esultano dal Coordinamento Amici di Paglicci ed esulta Enzo Pazienza, presidente del Centro Studi Paglicci e gestore titolare della Mostra Isconografica Permanente ubicata in Corso Giannone n. 10 a Rignano Garganico. "Vogliamo ringraziare il Parco e quanti, Enti pubblici, associazioni, privati cittadini si sono battuti per salvare questi due finanziamenti – spiegano dal Coordinamento – ora si spera nel buon esito dei lavori e nella realizzazione di un’opera che potrebbe portare lavoro e sviluppo in un paese dimenticato dalle rotte economiche, sociali e turistiche che contano".

Ma non sono tutte rose e fiori. Infatti, si attende dal lontano 1998 l’inaugurazione del Museo Archeologico di Grotta Paglicci, per il quale sono stati spesi oltre 1 miliardo di vecchie lire, ma che pastoie burocratiche e processi inutili e costosi stanno mandando al macero. Chi interverrà per risolvere anche questo problema?

Per saperne di più su Grotta Paglicci: www.paglicci.net

Il Comune di Carpino informa che ….

CRISI DEL COMPARTO OLIVICOLO ANNATA AGRARIA 2008 2009
Convocata riunione associazioni di categoria, istituzioni e sindacati per giovedì 27 novembre 2008 ore 16,00 presso la sala consiliare.
Al grido d’allarme dell’intera regione Puglia circa la grave situazione che attanaglia il comparto olivicolo dell’intero territorio e delle imprese che vi operano, non si sottrae sicuramente il Sindaco di Carpino Prof.Rocco MANZO che, d’intesa con l’Assessore all’Agricoltura Mario Felice ORTORE, ha inteso avviare una energica azione di informazione e sensibilizzazione affinchè tutte le forze politiche, le istituzioni e le associazioni locali di categoria presenti sul territorio, si attivino in maniera massiccia per sostenere iniziative e proposte a sostegno del comparto olivicolo in crisi.

Iniziative e proposte concrete, scaturiranno dall’incontro pubblico promosso dall’Amministrazione comunale presso la sala consiliare giovedì 20.11.2008 alle ore 16,00 e che vedrà la partecipazione di forze politiche, sindacati, patronati ed associazioni locali di categoria.

Successivamente la convocazione in seduta monotematica vedrà impegnato il Consiglio comunale di Carpino a rivolgere al Governo centrale e regionale la richiesta di adozione di provvedimenti urgenti a difesa del settore olivicolo e dell’intero territorio.

LETTERA APERTA DELL’ASSESSORE Mario Pio ORTORE
Ai Sindacati, Patronati
ed Associazioni locali di Categoria
LORO SEDI

Carpino,li 25.11.2008
OGGETTO: Crisi Comparto olivicolo campagna olearia 2008/2009
Il continuo ribasso della quotazione del prezzo dell’olio extravergine di oliva, senza alcuna motivazione concreta, sta determinando una situazione ormai insostenibile per le aziende Olivicole Carpinesi.
I prezzi assolutamente insufficienti per remunerare o semplicemente coprire i costi di raccolta e produzione stanno mettendo in ginocchio la nostra economia.
Ci troviamo al cospetto di una vera e propria speculazione, con inevitabili rischi di esasperazione e di tensioni alimentate da una crisi economica già da tempo in atto.
Sono necessari provvedimenti urgenti e tempestivi per arginare la crisi .
Il nostro Extra vergine di oliva di qualità molto elevata necessita un adeguata tutela e maggiori controlli sul mercato da parte delle autorità preposte per una sempre più chiara trasparenza sul commercio.
Ulteriori controlli andrebbero fatti alle eccessive importazioni di Olio estero, ricordando, inoltre, che le multinazionali, le aziende Spagnole e comunque i grandi importatori usano i nostri marchi per commercializzare il loro olio non di origine italiana, invadendo i nostri mercati con oli di dubbia qualità e provenienza.
È indispensabile che si faccia chiarezza su questa crisi se è vero che si auspica la ripresa della nostra economia. E’di vitale importanza, a mio parere, che produttori , frantoiani , commercianti ed industriali adottino una condotta comune, finalizzata alla tutela e valorizzazione di ogni anello della catena produttiva olearia, riconoscendo ed incentivando maggiormente il ruolo fondamentale del produttore primario.

Certo che la presente possa servire da materia di riflessione e spunto propositivo per le SSVV,
Vi porgo i miei più distinti saluti.

L’Assessore All’Agricoltura
Mario Felice Ortore
Tel. 0884/900711 – Fax. 0884/900734

La corsa degli asini a Carpino a cura di Patrizia Resta

http://www.festeincapitanata.it/images/stories/carpino.swf

Carpino: finanziati 1.450.000 euro

Risarciranno i danni dell’alluvione di ottobre 2007
Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, On. Stefania Prestigiacomo, ha inviato al Presidente della Regione Puglia, On. Niki Vendola e, per conoscenza,  al Sindaco del Comune di Carpino (FG) "per inlformarla che il finanziamento dell’intervento da lei richiesto è stato inserito nel Piano Strategico Nazionale e di intervento per la mitigazione del rischio idrogeologico, di cui all’art. 2, comma 321 della legge 24.12.2007, definito con D.M. n. DEC/DDS/2008/0856 del 10/11/2008, provvedimento già trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione".
Ricordiamo che il piccolo centro garganico, il 21 e 22 ottobre 2007, è  stato interessato da una violenta alluvione che aveva procurato ingentissimi danni all’agricoltura e soprattutto alla "Zona 167", per l’occasione evacuata a seguito di allagamenti di diverse abitazioni.
Pertanto, il Governo Centrale, dopo aver riconosciuto con Decreto Ministeriale il ristoro dei danni patiti dagli agricoltori ha, con quest’ultimo provvedimento, finanziato i lavori necessari alla messa in sicurezza della Zona "167" del Comune di Carpino. Grande soddisfazione espressa dal Sindaco Rocco Manzo che oltre a ringraziare tutte le autorità che hanno prontamente dato risposte concrete potrà garantire ai propri cittadini di non subire più il ripetersi di simili disavventure in occasioni di eventi atomsferici così straordinari.

La chitarra battente, una gioia solo per chi l’intende

Su la terrazza della cascina in Val delle Rose. Il plenilunio è sereno, tutta una dolcezza argentea si distende intomo Alcuni contadini, chiamati dal mio ospite, sono giunti per farci assistere ad un ballo tipico del paese: il  pizzèca pizzèca. In una panca, messa in disparte appositamente, prende posto l’orchestra. Sono tre individui, tre istrumenti: una chitarra battente, che il Signore conservi sempre laggiù per gioia di chi s’intende; un tamburello e la cupa-cupa, strumento primitivo composto da una pignatta chiusa all’imboccatura da una pelle fortemente tesa. Detta pelle è attraversata, al centro, da un bastoncello. Il suonatore, dopo essersi spalmato le mani di saliva, le fa scorrere lungo il bastoncello e produce un’ armonia che, udita da lontano, potrebbe essere anche gradevole .
Il ballo comincia. Viene intonata una canzone d’amore dalle cadenze malinconiche. Fino ad ora l’orchestra accompagna in sordina; la cupa-cupa pare un armonioso muggito. L’uomo balla di fianco e in tale posizione compie vari giri intorno alla ballerina, la quale pare perplessa e non sa se sostare o fuggire. Fra il pollice e l’indice di ambo le mani tiene sollevato, con un gesto di grazia, il grembiule. E’ un gesto di disimpegno. La scena di seduzione mi rammenta per associazione di idee i miei studi di ornitologia: molti volatili tentano condurre l’amata al loro desiderio precisamente così, girandole intorno. La scena cambia di aspetto all’improvviso; la ballerina si decide; leva un braccio in molle curva sul capo, appunta l’altro sul fianco e con un guizzo si allontana facendo schioccare le dita. Comincia l’inseguimento. L’ uomo tiene il capo arrovesciato all’indietro e manda un suono speciale, un «ha-ha» prolungato, rincorrendo la compagna che con agili scatti e balzi e guizzi gli sfugge continuamente. Poi si calmano e ricominciano. Così per lungo tempo, sotto le cadenze melanconiche della canzone d’amore e i mugolii della cupa-cupa.
E’ una dolcissima serenità che innamora; l’antica anima della terra vive in quest’ora e in questa scena.

Antonio Beltramelli, Il Gargano

Dove volano i kangaroos – di Enrico Noviello

Il Racconto di Enrico Noviello, leader del gruppo musicale i Malicanti

“Senza una buona dose di demenza, nessuna iniziativa, nessuna impresa, nessun gesto. La ragione, ruggine della nostra vitalità”

I compagni nel pulmino fanno un sacco di battute, ci facciamo grandi risate e ogni tanto qualche cantata pure, sono così grato alle persone divertenti, è il segreto della vita, essere allegri. Diceva zì Andrea che i compagni sono quelli con cui suoni e canti, e bevi dormi e ti spartisci un pezzo di pane, e tra noi è una grande allegria. Pure, ogni tanto guardo fuori dal finestrino, e cerco il perché siamo qui.

Melbourne è una città gigantesca, tutte case basse, un piano massimo due, si estende per chilometri. A parte i difetti congeniti a tutti i gigantismi, quello che più di tutto urta la mia sensibilità è la presenza ingombrante degli umani, per chilometri, questa lunga mano di modernità che spazza via il selvatico. Di fatto, ma anche metaforicamente.

A Melbourne puoi toccare con mano come gli esseri umani sappiamo essere come i virus, conquistare territori, depredarli di risorse naturali, addomesticarli ai nostri bisogni, e scacciare tutto quello che in prima battuta non ci serve. Ecco, questo a Melbourne si vede molto di più che a Manfredonia o a Carpino o a Roma, e fa impressione.

Certo che per loro deve essere stata una lotta dura, fatta in pochi decenni dove da noi ci siamo presi secoli o millenni, e probabilmente è questo antropocentrismo estremo degli USA e dell’Australia che fa mancare loro ogni misura nei modi e nei desideri, con quelle street e quelle aiuole così squadrate.

L’Oceano non è il mare, perchè qui tutto è gigante: le alghe lunghe quanto Daniele, le patelle che per farle sugli scogli invece che il coltellino ci vuole l’ascia, e poi quando te la mangi sembra che te ne mangi 3 o 4 delle nostre, tanto sono grandi. Si chiama Sorrento, e i colori sono belli come i nostri, la spiaggia, il mare, rimaniamo incantati, e ci soffia un vento pazzesco, gelido nonostante il sole, perchè viene dritto dritto dalle terre dei Pinguini…dal Sud.

 Rosa viene dritta verso di me, mi dà del “giovanotto”, e mi dice che mentre cantavo le ho ricordato quando le avevano portato a lei la serenata, tanti tanti anni fa. Le chiedo di dov’è, “di Carpino” mi dice. La guardo con stupore, perchè pur essendo la mia famiglia di Manfredonia, i miei canti li ho imparati a Carpino. Allora mi faccio coraggio, le chiedo se si ricorda chi era che le aveva portato la serenata, “certo”, mi risponde, “uno era Garëbaldë, e l’altro Sbarlagammë, Sbarlagammë figuriamoci me lo ricordo bene, con lui abitavamo nella stessa via, lì vicino via Roma…”, adesso si chiama via Caracciolo, le dico io, e parliamo di quei portoni, le dico che gli ultimi 10 anni di vita di Sbarlagammë io sono stato sempre a via Caracciolo, mi chiede se Graziella la moglie è morta, è morta dico io, le chiedo se si ricorda delle figlie, si ricorda, e poi mi dice un sonetto a memoria, una serenata “poteva durare un’ora”, i figli e le figlie di Rosa sono accanto a lei, fanno sì con la testa, vorrei stare ancora con Rosa, viaggiare insieme a lei nella sua memoria, come la più preziosa macchina del tempo… così bello… così breve?…

Io se dovessi dire com’è l’Australia che ho visto direi che è un posto organizzato, cool, leggero, moderno, anglosassone. E che gli manca il sangue, il latino, il mediterraneo.

La city è bella, pulita, mai frenetica, e piena di verde.

Eppure ti respinge, dice Elia, non ci sono bar per chiacchierare, non ci sono muretti per cazzeggiare, non ci sono piazze per sostare, per vivere, per trovarsi due volte di seguito. I luoghi per sostare sono i luoghi del consumo mercificato: gli shopping, il casinò, l’acquarium. Ecco, a Melbourne per sostare devi comprare qualcosa.

Puoi comprare una magnifica presentazione sugli squali (“lo sapevate che ogni anno muoiono 10 persone per squali e circa 30 per caduta di cocchi in testa?”, ci dice il perfetto presentatore all’acquarium); una magnifica emozione dall’88° piano tutto vetrato del grattacielo più alto, dove per il vento si oscilla di 50 o 60 cm, solo 15 $ per salirci sopra, venghino signori venghino; o nello zoo safari di Healesville dove alle 11:30 puoi avere l’addomesticatore che comanda all’aquila di sfrecciarti sulla spalla, e alle 12:00 la sua collega sta già preparandoti il cibo da dare ai cangurini… già, ecco i canguri… una giornata indimenticabile?… venghino signori

Nella foresta umbra appare un cervo, un daino, un cinghiale, e quello per noi è il selvatico. Senza organizzazioni, senza presentazioni, il mio modo è quello, sbattermi nella foresta e camminare, magari incontro qualche bestia, magari no.

Come con le persone. Da noi sono tutti strambi, e c’è quello che ti porta a casa a mangiare ma anche quello che ti frega. Nell’Australia che vediamo invece la gente in giro è sempre amabile, gentile, carina. Puoi stare tranquillo a Melbourne, nessun inconveniente. Anche, nessuno ti porterà a casa a mangiare. Manca qualcosa, qualcosa che stava nelle parole di Sbarlagammë quando cantava… mancano i canguri…

Insieme a Joe, di Carpino, sindaco di Moreland, andiamo a conoscere i nostri italiani d’Australia, e io cerco sempre quella cosa lì che stava nelle canzoni. Forse a San Marco è il momento più duro, tavoli imbanditi nella sala rigorosamente congelata anni ’70, e tutti che aspettano le canzoni colte anni ’50, o al massimo Matteo Salvatore, vogliono la musica che ha già preso le distanze dalle sofferenze di contadini e pastori, dalla vita brava selvatica e quasi disumana del mondo rurale prima della modernità. I nostri suoni sono antichi anche per loro, troppo antichi, le voce gridate non le ricordano, non le vogliono ricordare, e forse non le vogliono neanche + sentire, si chiama processo di rimozione della memoria, e qui a San Marco quello che gli preme è solo che diciamo ai sanmarchesi di Puglia che loro stanno bene, meglio di noi, e che le tarantelle non sanno più neanche cosa siano… venghino signori…

Anche di questo parliamo nel pulmino, con Franck, fratello di Joe, che spesso ci guida per Melbourne. Sono due persone eccezionali, questi due fratelli, un gran privilegio essere con loro. Ora siamo in periferia, e dal finestrino ecco un cartello: “Development coming soon”. Già, perchè attorno è tutto costruzioni, e quella area ancora non antropizzata per gli australiani è un “non ancora”, presto arriverà lo sviluppo, scusate tanto se non è ancora arrivato.

Costruire, civilizzare, progredire, consumare, è tutto qui?

Quello che proprio dovremmo imparare noi è la lealtà, l’etica di questa gente, vivere qui è facile, e non devi inventarti ogni giorno la vita. A me magari sembra poco, ma so per certo che per un vecchio o per un bambino è una cosa determinante. E cerco di annotare, e di imparare.

La cosa che + mi piace è l’integrazione perfettamente riuscita di tutti, anche dei cinesi, sembra davvero un paese dove ci sia posto per tutti.

Anzi, tutti no. Gli aborigeni no. Lo stato sta restituendo loro alcune terre, terre strappate con i soliti trucchi e violenze dai signori del capitale d’occidente, è la stessa storia in America Latina, in Africa, in Asia, e anche qui.

E la gente dice: si insomma gliele possiamo anche restituire, le terre, ma poi loro non ci fanno niente, non è che ci fanno degli shopping, delle case, delle città, e allora cosa gliele diamo a fare?? Non le mettono a frutto… Non valorizzano… Già, venghino anche voi, aborigeni…

Siamo stanchi l’ultimo giorno, siamo pieni di racconti, e sembra non entrarci più niente nelle nostre zucche. Vorremmo cantare 2 o 3 canzoni e andar via, ma i pugliesi di Anzano stanno lì per noi, e vorrebbero fare sera insieme a noi, così finiamo per cantare per un’ora buona.

Alla fine viene una signora e prende il microfono. Recita la sua poesia, una poesia di parole scarne, poco ricercate, perché viene dal mondo orale, che poi la signora ha anche vinto dei premi, ma il suo mondo rimane quello, dove le parole sono dirette e ben agganciate alle emozioni, e la sua domanda è “chi mi restituirà quel sorriso?” e rimane senza risposta. Il sorriso, ci dice in rima, è rimasto in Puglia.

Un bacio, un grazie di cuore le do io, perchè signora ci fai vedere anche la parte più dolorosa.

Il ritornello è sempre quello: dite che stiamo bene, che facciamo una bella vita, abbiamo delle belle case, che non stiamo in mezzo ai canguri, che stiamo meglio di voi.

La signora invece squarcia il velo, non cerca comparazioni o rivalse, vuole solo ricordare, che quello strappo lì, di essere andati via, non si ricuce mai, per sempre.

Anche zio mio, si chiama Girolamo, e non ha paura di mostrarmi le ferite.

Vive qui da 1956, e se non fosse stato per i calabresi, mi racconta anche lui, che dopo 1000 provocazioni contro gli italiani, i calabresi hanno ripreso i coltelli, e ogni provocazione una coltellata, e sui giornali dicevano che gli italiani erano belve che accoltellavano, finchè un intellettuale australiano doc fece un articolo, e chiedeva ai suoi perchè mai gli italiani accoltellavano… saranno mica le nostre provocazioni, si chiedeva… piano piano finì, e gli italiani continuarono a lavoravare 7 giorni su 7, come prima

Lavoravano 7 giorno su 7 ma poi il sabato andavano al Trocadero di Melbourne, e corteggiavano le ragazzone bionde australiane, che subito ci stavano a ballare, perchè sapevamo ballare come nessuno, gli italiani, e insomma “prima di conoscere tua zia, Enrico, qui abbiamo solo lavorato, sempre, tranne il sabato al Trocadero…”

Dice zio “che destino ho mai avuto io, per avere 10 fratelli a Manfredonia, ed essere rimasto qui da solo, con mio figlio”, me lo dice nella sua bella casa, ha una buona pensione zio ora che ha 82 anni. A Manfredonia è tornato una sola volta, era il 1971, è stato 4 mesi, suo figlio – mio cugino dice “i + bei 4 mesi della mia vita”, e zio dice che da Manfredonia a Fiumicino Aereoporto non è riuscito a dire una parola, una, che veniva solo da piangere, eppure in Australia si stava meglio, eppure… roba di terra e sangue, inutile scriverne, si può solo sentire, non spiegare o capire…

I compagni sono partiti, e mi dispiace tanto perchè è viaggiando che si diventa compagni e loro parlano con lo stesso accento di Sbarlagammë, e io non lo so perchè sono diventato così vicino a Carpino, che ora poi ho anche il mio proprio nome, ‘Nrichë.

Così vado da solo alla ABC, che sarebbe come la RAI in Italia, io e la mia chitarra battente. Allora canto e suono, e rispondo in inglese a Paul Petran, che dicono che sia uno importante, e che decide anche dei Festival di World Music in Australia. Dice che il prossimo anno dobbiamo tornare, che ci inviteranno a Port Fairy.

Sarebbe bello, tornare da Rosa e sentirla parlare per ore, lei che è troppo vecchia per avere paura del passato, e nei barbecues di Joe e di Franck, da Azzurra e Isabella e Domenica e Kavisha, e con tutti i compagni miei, tutti, nello stesso pulmino.
Sarebbe bello tornare alla city, imparare ancora perchè la gente qui è così friendly, e magari ascoltare un’altra poesia, e stavolta zio mio insieme a mio cugino tornate insieme a me a raccontare voi perchè l’Australia è così bella e generosa, e perchè però non si può morire lontano dal mare nostro, più piccolo, più fragile, e che amiamo così tanto.

La prosperità e il futuro di una comunità dipendono anche dalla funzione decisiva della Cultura. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro l’abbiano a cuore di sottoscrivere il nostro messaggio indirizzato al Presidente della Regione Puglia per un Auditorium della Musica Popolare sul Gargano.

Gli italiani che vivono il mondo, colorano il mondo

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Grande successo, agli antipodi, per la Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia. Cultura e convivialità hanno rivitalizzato le relazioni tra i pugliesi in patria e quelli all’estero, al di là di ogni aspettativa, confermando quanto la musica dei popoli possa essere il giusto collante non solo per la comunità originaria, ma anche per quella che fu costretta a mettersi in viaggio per terre sconosciute.

Le vie dei canti seguite dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival
Melbourne è la seconda città australiana per dimensioni ed è un fiorente centro economico. Melbourne è proiettata verso l’esterno ed è fortemente creativa. Posizionata sul fiume Yarra, Melbourne è la capitale artistica e culturale dell’Australia. Il mondo delle arti visive di Melbourne vanta più di 100 gallerie pubbliche e non. Melbourne è la capitale del business, dell’arte, della moda e dei ristoranti di lusso in Australia.
Il Racconto di Enrico Noviello, leader del gruppo musicale i Malicanti

Reportage del nostro inviato Rocco D’Antuono
L’intervista all’emittente televisiva SBS
L’intervista all’emittente radiofonica Rete Italia

Riflettendo sulla prima Settimana della Cultura dei Pugliesi in Australia, siamo spinti a sottolineare innanzitutto i contenuti innovativi e le modalità che l’hanno caratterizzata. La delegazione giunta dall’Italia era composta dai membri dell’Associazione Culturale Carpino Folk Festival e dagli artisti del gruppo di musica di tradizione popolare pugliese I  Malicanti.

Non è un fatto casuale che la Settimana sia partita, il mattino del 20 ottobre, con l’incontro nella sede del Comune di Moreland con il Presidente della Federazione Pugliesi Australiani, Joseph A. Caputo, che rappresenta tutte le associazioni dei Pugliesi presenti in Australia. Joseph A. Caputo, oltre ad essere il presidente della Federazione e di origini Carpinesi, è anche Sindaco di Moreland ma soprattutto una sorta di factotum per gli Italiani di Melbourne.
 
Sulla scommessa di rinsaldare i rapporti tra Pugliesi in patria e quelli all’estero, si sono articolati tutti gli altri incontri della Settimana. «Mi sento fiero di appartenere a questa comunità e a questa cultura», ha affermato il Major Joseph A. Caputo nel saluto inaugurale rivolto ai membri della delegazione e ai duecento invitati, ricevuti nella storica sede del San marco in Lamis SC. «Finalmente, come ci eravamo ripromessi ormai da troppo tempo siamo riusciti a portare qui in Australia il profumo delle nostre origini».
Gli ha fatto eco Luciano Castelluccia: «Parlare a molte migliaia di chilometri da casa, in una struttura che della Puglia porta il nome e il simbolo, è un’emozione. Voi avete dovuto abbandonare la nostra terra, ma avete saputo costruire mezza città di Melbourne. No, voi non vivete con i Kangaroo nelle foreste, voi siete l’Australia. Ma anche la Puglia che avete lasciato non è lo stessa di allora: è una regione che ha saputo crescere e diventare competitiva a tutti i livelli. Ciò che ci rende grandi, in Australia e in Puglia, è la straordinaria voglia di sacrificio della nostra gente».
 
Il risultato della Settimana della Cultura dei Pugliesi di Melbourne è riassunto nei documenti Video e Audio che abbiamo riportato in Italia, presso la nostra sede e che verranno messi a disposizione del pubblico quanto prima. Negli articoli quotidiani usciti in Australia su "La Fiamma" ed "Il Globo", che escono con "La Repubblica", e dalle interviste all’emittente televisiva, della SBS, e radiofonica, a Rete Italia. Nelle 5 esibizione ufficiali tenute martedì 21 ottobre alla Melbourne Girls Grammar, giovedi 23 ottobre al San marco in Lamis SC, venerdì 24 ottobre all’Associazione Culturale Pugliese, sabato 25 ottobre al Box Forrest College di Glenroy e domenica 26 ottobre all’Anzano di Puglia di Altona e nelle altre esibizioni spontanee avvenute nelle piazze di Melbourne e nei locali che abbiamo avuto il piacere di visitare.
Ma quali possono essere le sensazioni e i contenuti che la delegazione italiana ha portato con sé? Innanzitutto la positività di un’esperienza comunitaria, vissuta nella riscoperta dell’identità pugliese, e la ricchezza di tanti incontri che hanno offerto la possibilità di confrontarsi e di dialogare con amici provenienti da ogni dove, anche solo per darci un saluto e per chiederci se conoscevamo questo o quello.
 
Gli italiani, ha voluto sottolineare il Presidente Joseph A. Caputo, hanno avuto un ruolo di primo piano nella storia dei flussi immigratori che ha visto protagonista questo Paese. Dopo aver ripercorso le tappe fondamentali di questo esodo, dai primi cercatori d’oro del 1851, ai grandi flussi del secondo dopoguerra, fino all’esaurirsi degli ingressi italiani a partire dagli anni Settanta. Oggi, la comunità italiana può essere stimata in circa 1.500.000 unità. "Il censimento australiano del 1996 ha registrato 838.000 italiani di prima e seconda generazione, senza tenere conto delle generazioni successive che vengono considerate australiane a tutti gli effetti. Da tali dati si ricava che la componente di ‘italianità’ corrisponde a circa il dieci per cento dell’intera popolazione australiana, pari a venti milioni di abitanti, preceduta per numero solo da quella di derivazione anglo-celtica". Oggi con speciali permessi per gli studenti si registra un altro nuovo flusso immigratorio, all’incirca 3000 giovani italiani annui visitano l’Australia e molti decidono di rimanere.
 
Il grande interesse verso la nostra cultura non è solo da parte degli italiani, ma anche degli australiani, il successo registrato con le ragazze della Melbourne Girls Grammar lo dimostra. Si può pertanto ragionevolmente ipotizzare che le nuove generazioni, oggi solo orgogliose di essere di origini italiane ma insensibili al vivere all’italiana, domani manifesteranno un interesse crescente per riallacciare i rapporti con "quel legame originario".
 
Permetteteci un ringraziamento particolare per Elena Gentile e i funzionari dell’Assessorato alla Solidarietà, Politiche Sociali e Flussi Immigratori della Regione Puglia che ci hanno permesso di vivere, da veri pionieri, un esperienza indimenticabile e di realizzare attività accolte e gradite con molto entusiasmo sia dai pugliesi che da tutti gli altri italiani situatosi nella città di Merlbourne e nei suoi sobborghi.

La prosperità e il futuro di una comunità dipendono anche dalla funzione decisiva della Cultura. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro l’abbiano a cuore di sottoscrivere il nostro messaggio indirizzato al Presidente della Regione Puglia per un Auditorium della Musica Popolare sul Gargano.

RICONOSCERE RACCOGLIERE E CUCINARE ERBE SPONTANEE EDULI


L’Associazione Culturale Amici della Valletta

organizza
1°  corso  di  etnobotanica
RICONOSCERE RACCOGLIERE E CUCINARE ERBE SPONTANEE EDULI

Il corso  vuole  fornire  la base culturale  per  riconoscere  le  diverse erbe  di interesse alimentare, nonchè la conoscenza del territorio e delle tradizioni popolari  ed affrontare argomenti riguardanti:
                          –  eventuali rischi di confusione con piante tossiche o velenose;
                          –  la conoscenza degli ambienti che ospitano le varie erbe a diversi livelli;
                          –  i periodi migliori per la raccolta in relazione alla utilizzazione;
                          –  i pericoli derivanti dalla raccolta in ambienti inadatti;
                          –  le precauzioni per evitare danni alle popolazioni vegetali interessate dalla raccolta.  
PROGRAMMA
Il programma del corso prevede sei appuntamenti in cui verranno sviluppate le seguenti tematiche: ambiente, flora, vegetazione, erbario e identificazione, composite, precauzione nella raccolta; principi  alimentari  delle  erbe,  usi e tradizioni,  conservazione,  antiche e nuove ricette  con le erbe. I temi proposti saranno trattati con lezioni frontali e soprattutto con lezioni in ambiente. Ogni appuntamento  si chiuderà  con un  laboratorio  di cucina delle erbe raccolte dai partecipanti e conseguente degustazione.

Il primo appuntamento è programmato per domenica  21  dicembre  2008, ore  10,30 – Presentazione del corso e prime informazioni sul patrimonio di erbe eduli di Capitanata – prof.Nello Biscotti, responsabile del corso.
LEZIONI E MATERIALI DIDATTICI
Le lezioni saranno tenute da esperti (botanici) con l’apporto di docenti e ricercatori universitari. I materiali utilizzati dai docenti per le lezioni saranno messi a disposizione dei partecipanti, sia in formato cartaceo che su CD.

*  La quota d’iscrizione al corso è fissata in 50 euro per ogni appuntamento e da diritto alla partecipazione alle lezioni e ai laboratori gastronomici.
N. posti disponibili  40  le iscrizioni si ricevono presso la sede del centro del benessere ‘La Valletta’ tel. 0884 996175
info@lavallettacentrobenessere.it

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