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GROTTA PAGLICCI: QUEL MUSEO CHE NON APRE, TRA ENORMI RITARDI E NULLITA’ TECNICHE E POLITICHE

QUELLO ARCHEOLOGICO E’ ORMAI UN’UTOPIA, QUELLO VIRTUALE E’ PER ORA SOLO UN SOGNO NEL CASSETTO DI POCHI, TRA MANCATI CONTROLLI E BLOCCHI COATTI. NEI GIORNI SCORSI LETTERA DEL COMUNE AL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO…

di Angelo Del Vecchio

RIGNANO GARGANICO. Purtroppo siamo di nuovo in questi spazi a scrivere dello spreco (o sperpero che dir si voglia) di fondi pubblici che orbitano intorno al noto giacimento preistorico di Grotta Paglicci, sito che ha restituito in 40 anni di scavi oltre 45.000 reperti databili tra i 500.000 e gli 11.000 anni da oggi.

Tantissimi miliardi di vecchie lire e milioni di nuovi euro sono stati impiegati per arrivare a magrissimi risultati e ad una ovvia ed evidentissima imperizia degli Enti Pubblici finanziatori e beneficiari.
Molto più di miliardo di lire (finanziamento Pop della Comunità Europea), come ormai ampiamente risaputo, è stato speso per creare presso la sede dell’ex-Municipio di Rignano Garganico (Corso Giannone n. 10) un Museo Archeologico che doveva risolvere i problemi occupazionali e turistici del più piccolo comune della Montagna del Sole. I soldi sono stati spesi e fino all’ultimo centesimo, ma di quella moderna struttura museale di cui si narrava nei libri progettuali nessuno ha mai visto nulla, se non sterili e vuote vetrine e pannelli illustrativi ormai fuori dal tempo. Mentre oltre 20 guide turistiche, opportunamente formate, sono emigrate al nord o hanno cambiato completamente indirizzo lavorativo.
E non è tutto, dei reperti archeologici che dovevano essere esposti nelle vetrine nessuno ha visto nulla finora, mentre lo ripetiamo i fondi sono stati spesi e spesi in enorme quantità. Ma siamo in Italia, tutti sanno e nessuno parla, chi doveva controllare non controlla e anzi fa finta di nulla, scaricando le responsabilità su altri. Alla fine a pagare sono Rignano e i rignanesi, dove l’emigrazione giovanile ha raggiunto ormai vette di non ritorno. Nonostante questi sperperi, la Regione Puglia e la Comunità Europea hanno voluto dare nuovi stimoli e nuova fiducia agli Enti territoriali, che anziché rifarsi per le mancanze pregresse, non hanno trovato di meglio che provocare ulteriori brutture, ritardi e perché no sprechi.
Le responsabilità di ciò sono ampie e variegate, chiaramente non escludono "disimpegni" di direttori dei lavori, sindaci, amministratori pubblici di maggioranza e di opposizione, presidenti di Parco, Regione e Comunità Montana del Gargano, dirigenti della Soprintendenza Archeologica competente, Università degli Studi di Siena. Tutte figure che, con vari gradi di responsabilità, hanno avuto a che fare con questi lavori e che, al di là delle mere chiacchiere ascoltate e riascoltate in incontri formali ed informali, non hanno prodotto nulla di concreto.
Circa 1 milione e mezzo di euro (3 miliardi di vecchie lire), per esempio, dovevano portare alla creazione di un moderno Museo Virtuale (un Centro Accoglienza per i turisti) e alla creazione di spazi pubblici presso l’ex-asilo comunale, presso la Chiesa del Purgatorio e presso la sede del mai inaugurato Museo Archeologico. A che punto stanno questi lavori? Dal Parco da circa un paio di anni continuano a dire che l’inaugurazione è imminente, ma finora nulla si è visto, nulla si è notato se non opere murarie e installazioni di ascensori. Tutto ciò mentre si sente chiacchierare di ritardi coatti, di ditte non pagate, di lavori ultimati oltre le scadenze.
Nei giorni scorsi il sindaco Antonio Gisolfi ha chiesto lumi alla Riserva Nazionale, inviando una missiva all’attenzione del presidente Giandiego Gatta. Ad oggi nulla è trapelato. A Gatta e a Gisolfi e a tutti i soggetti pubblici o privati interessati a questi lavori oggi chiediamo più trasparenza e soprattutto un pubblico incontro per chiarire alla popolazione rignanese cosa si è fatto e cosa si farà, visto che, non lo dimenticassero i politici e politicanti di turno, i fondi spesi sono di tutti e tutti hanno il diritto di sapere.
Al primo cittadino e ai suoi maggiorenti chiediamo più grinta e più tenacia, sollecitandoli a pressare ancor più sul Parco e nel contempo intervenendo pubblicamente in questo o in altri spazi web. Aspettiamo pazientemente i loro commenti.

PS = Questo non vuole essere un attacco frontale alla Pubblica Amministrazione di Rignano Garganico o al Parco Nazionale del Gargano, smettiamola con queste chiacchiere, ma l’avvio di una lunga campagna di sensibilizzazione sulle cose che non vanno in paese. La gente è stanca di promesse, ora ha bisogno di fatti concreti e tangibili.

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