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Leggende marinare: Il corvo di Manuela

Si racconta che tanti anni fa, al trabucco di Manaccora (Vieste),  c’era un corvo che non se ne andava neppure venendo cacciato a sassate. I trabucchisti gli si affezionarono e cominciarono a trattarlo come uno di loro, dandogli pane, acqua dolce e, a fine giornata una porzione del pescato: u ciambuttill (anche lui lavorava). Ed infatti lo consideravano un trabucchista a tutti gli effetti: se ne stava tutto il giorno sull’antenna più alta della vedetta fermo a fissare il mare e non si spostava mai neanche quando pioveva; muoveva le ali solo quando avvistava sotto l’acqua la sagoma scura del banco di cefali. I pescatori avevano imparato che quello era il momento giusto per sollevare le reti. In paese si cominciò a parlare di questo strano corvo che, al contrario degli altri uccelli, invece di librarsi in volo restava lì fermo per tutto il giorno a scrutare il mare. Sicuramente era un corvo diverso da tutti gli altri! Un vecchio del paese si ricordò di una storia sentita quando era bambino. C’era una volta una ragazza bella come il sole di nome Manuela. La famiglia era poverissima e per questo il padre decise di darla in sposa ad un vecchio ricco. Manuela però amava perdutamente Domenico, un giovane trabucchista di Manaccora. Ai due giovani fu precluso vedersi e parlarsi. Il padre non perdeva mai di vista Manuela. Tra rimpianti e sofferenze arrivò per lei il giorno fissato per le nozze con l’uomo che non avrebbe mai amato. Domenico, alle prime luci dell’alba, andò al trabucco per non vedere e sentire, sof friva troppo, inutile aggiungere sofferenza a sofferenza! Manuela, da parte sua, subì come un automa il peso di quell’interminabile giornata: quando potè, mentre gli invitati festeggiavano ancora, scappò via e, rubato dalla stalla del marito un asino per fare più in fretta, corse a casa di Domenico. Non trovandolo, si diresse al trabucco, ma vi erano soltanto i suoi vestiti. Non ci mise molto ad immaginare quel-lo che poteva essere accaduto, e, senza pensarci due volte, si buttò anche lei in mare. Fino a quattro o cinque anni fa, chi andava al trabucco di Manaccora poteva ancora vedere un corvo. Ed il vecchio diceva a tutti: «Quell’uccello non può essere che Manuela. Trasformata in corvo, guarda fisso il mare per scorgere fra le onde il suo grande amore».

Il racconto è tratto da “Il trabucco tra storia e leggenda" ,di Angela Campanile

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