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Le Radio Libere di Carpino ai primi anni 70 del secolo scorso


Riscoppia la battaglia degli anni 70 fra Radio Onda Amica e Radio Onda Rossa
Il pretesto sempre lo stesso: la radio deve avere o meno uno scopo alto ed educativo oppure deve essere lo strumento delle canzonette?
Anche i personaggi sempre quegli stessi di una volta: Lino Savio, Giancarlo Pelusi, Pierluigi Pelusi, Tonino Darnese (Cucc’), Mario Massa, Rocco Manzo, Michele Russi, Gino Zurlo, Mario Caputo (stokkett’), giovanni di brina (scannapesc’), carmine facenna (cap’ral’), marcello russi (cap’ton’) e tanti altri.
Ricordo che in un torrido pomeriggio d’estate arrivano a Carpino degli “spezzapttural” che ci chiedono se conoscevamo qualcuno che cantava canzoni locali, noi li accompagnammo da z Ndrej e dopo ore di “parlamenti” vennero tutti alla Radio. Mi ricordo che a casa di Gino Zurlo si mangiava i “mulagnan chijn” i nostri ospiti ne approfittarono facendosi fuori una decina di pacch. solo dopo venimmo a sapere chi erano (Carlo d’Angiò- Roberto De Simone- Eugenio Bennato ecc.)
Da lì (anno 1974/75) iniziò l’elaborazione del Disco Garofane d’ammore.
Prima radio a Carpino?
RADIO SUPERNATIONAL, non avevamo ancora il mixer ma ci arrangiavamo con un microfono e un giradischi
L’eco delle radio libere quando per le strade di Carpino si sentiva ancora l’eco.

Vediamo di mettere un po’ d’ordine sul capitolo radio libere a Carpino di Pierluigi Pelusi
La prima radio in assoluto che abbia mai trasmesso a Carpino e’ stata: Radio Supernational….facciamo un po’ di cronologia: era nella primavera del 1976 che mio fratello Giancarlo insieme a tonino D’arnese (Cucc’) costruirono un trasmettitore in seguito alla legge 103/1975 che aveva aperto ma non ancora del tutto la possibilita di creare radio libere. Le prove di trasmissione si fecero dalla sede del gruppo dell’allora “comunita cristina” che allora si riuniva nei locali annessi alla chiesa madre (sopra le suore per intenderci); quelle prime prove tecniche di trasmissione erano solo a scopo di prova e forse c’era intenzione di creare una radio di tendenza cattolica ….ma poi non se ne fece nulla…(allora il riferimento era don Francesco Gramazio da poco ordinato sacerdote). Poi in seguito alla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale (28 luglio 1976) che apri’ definitivamente le porte alle radio libere…Non ricordo precisamente come ma Matteo Maccarone (M’zzon’) si fece prestare da mio fratello giancarlo il trasmettitore e prese in affitto un locale vicino alla chiesa madre dove chiedendo l’aiuto mio, di mario massa, di rocco manzo, di michele russi,e altri aprimmo la prima radio libera….cioe’ radio supernational……ricordo che iniziammo le trasmissioni gia il mese prima della sentenza della corte costituzionale ( che era nell’aria)…..a radio supernational trasmettavamo con il mio giradischi, un microfono.
A radio supernational si unì subito dopo la radio di gino zurlo, lino savio e altri….
qualche mese dopo, precisamente i primi di settembre del 76 io e altri amici non ci trovammo d’accordo con Matteo Maccarone sull’impronta da dare alla radio;
Mi spiego meglio: mentre matteo (noto esponente del Fronte Della Gioventù) voleva dare alla radio un’impronta vicino alla destra di allora, io, mario massa, gianfranco di viesti, michele russi, rocco romagnolo e angelo circolone volevamo una radio libera che avesse uno scopo esclusivamente ludico e così nacque un conflitto interno che si risolse con la nostra fuoriuscita da radio supernational….in pratica avvenne che io mi ripresi il mio giradischi e il trasmettitore di mio fratello e una settimana dopo costituimmo Radio Onda Amica….. e nel gruppo gia citato dei dissidenti si aggiunse mario caputo (stokkett’). Solo 4 o 5 mesi dopo ripresero le trasmissioni della radio di matteo maccarone che poi non credo duro piu’ di tanto….

Non è vero la prima radio libera a Carpino la fondo Gino di Tullio assieme ai suoi amici costrui’ un trasformatore fatto da lui grande come un pacchetto di sigarette. Gino era un mostro dell’elettronica. i fondatori eravamo Gino Di Tullio, Tonino DI Perna (tonin la sciucc ), Angelo Antonio Di Lella, Stefano Bramante (nino), Nicola Finizio e trasmettavamo dietro il tabacchino di Tanino, la casa era di ZIA NINNELLA. Venivano a trasmettere Giovanni scannapesc, Franchino raptedd e Pascualino il figlio del capoguardia allora di CARPINO. La Radio si chiamava RADIO ANTENNA SUPERSONIC. Quando abbiamo raccolto un po di risparmi abbiamo cambiato sede e ci spostammo a Pastrumel dove la domenica c’era anche chi veniva a ballare.

Discussione

2.307 pensieri su “Le Radio Libere di Carpino ai primi anni 70 del secolo scorso

  1. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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    Pubblicato da festival | marzo 19, 2009, 10:14 am
  2. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  3. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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    Pubblicato da festival | marzo 19, 2009, 10:14 am
  4. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  5. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  6. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  7. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  9. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  10. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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  11. Avatar di Sconosciuto

    Personalmente penso che la primissima cosa che serve è l’armonia.
    Solo in una comunità dove vige l’armonia si canta e si suona.

    Solo in una comunità dove vige l’armonia potranno essere tollerati dei comportamenti eccessivi.

    Poi però dobbiamo trovare il modo di ridurre gli eccessi, perchè la pazienza ha un limite.

    Il problema dei bagni, il problema dell’illuminazione, il pernottamento, insomma l’accoglienza.

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    Pubblicato da festival | marzo 19, 2009, 10:14 am
  12. Avatar di Sconosciuto

    caro lino savio credo che la diatriba su quale fosse la ” vera radio libera ” sia difficilmente risolvibile anche perche’ la cosa dipende dall’ottica di giudizio; una cosa per’ è ormai accertata che se c’è stata vera liberta’ questa è da ricercarsi comunque in queste due radio: Radio Onda Rossa/RC1 e Radio Onda Amica che hanno percorso due strade diverse negli obbietivi iniziali, ma molto simili nella pratica…..io ripeto, posso parlare per Radio Onda Amica e riaffermo la nostra liberta’ intellettuale e materiale; non eravamo legati ne’ finanziariamente, ne’ politicamente a nessuno e questo ci ha permesso di essere liberi da qualsiasi forma di pressione ( diretta o indiretta) che poteva essere esercitata su dei ragazzi, si “RAGAZZI” questo e’ molto importante, avevamo 15, 16, 17, 18 anni ed erano gli anni 70 in un piccolo paese di provincia…..ed era molto facile venire convogliati, blanditi da qualcuno….ebbene noi questo lo abbiamo evitato…con tutti i limiti che possono avere un gruppo di ragazzi che fa’ qualcosa di importante divertendosi.

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 19, 2009, 10:25 am
  13. Avatar di Sconosciuto

    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 19, 2009, 10:28 am
  14. Avatar di Sconosciuto

    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 19, 2009, 10:28 am
  25. Avatar di Sconosciuto

    Antonio, io ricordo che quando ero ragazzo si diceva che un gruppo di carpino era stato alle selezioni di san remo con canzoni della nostra tradizione……tu ne sai qualcosa???
    credo che la cosa si riferisse agli anni 50.

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    Pubblicato da pierluigipelusi | marzo 19, 2009, 10:28 am
  26. Avatar di Sconosciuto

    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
    Un abbraccione a tutti
    P.S. d’ora in poi chiamatemi Cavaliere

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 19, 2009, 12:48 PM
  27. Avatar di Sconosciuto

    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
    Un abbraccione a tutti
    P.S. d’ora in poi chiamatemi Cavaliere

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 19, 2009, 12:48 PM
  28. Avatar di Sconosciuto

    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
    Un abbraccione a tutti
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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 19, 2009, 12:48 PM
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    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
    Un abbraccione a tutti
    P.S. d’ora in poi chiamatemi Cavaliere

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 19, 2009, 12:48 PM
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    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
    Un abbraccione a tutti
    P.S. d’ora in poi chiamatemi Cavaliere

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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 19, 2009, 12:48 PM
  31. Avatar di Sconosciuto

    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    OK ma il problema ora riguarda la ricettività, gli spazi, la convivenza e si sa quando una manifestazione diventa “di massa” gli indigeni sono poco propensi ad accettare “l’invasione” perchè i tempi di vita sono diversi, le esigenze sono diverse le risposte sono diverse.
    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    Io partivo dal presupposto che tutte le manifestazione Popolari devono svolgersi dentro al tessuto sociale che le ha generate pertanto pensavo centro storico ecc., ora, nello specifico di carpino la struttura del paese non è in grado di sopportare più di 100/200 ospiti (Capossela ne è l’esempio) e la politica, le istituzioni non hanno dato alcun tipo di risposta non dico per risolvere il problema ma almeno per alleviarlo temporaneamente.
    Giustissimo quello che dici ma nei dopo festival quanti ragazzi che vivono a Carpino sono presenti? Credo che il problema, quello della conoscenza, della tradizione anche orale, possa essere affrontato con l’aiuto della Scuola, delle Istituzioni, delle associazioni di volontariato e via discorrendo.
    Poi il concetto di comunità si basa su valori condivisi e non credo che ci sia qualcosa di condividibile tra i Carpinesi e tutti i fruitori delle serate musicali e non e non certo per colpa di quest’ultimi, il problema è che sieamo una comunità arcaica nei valori poco propensa al nuovo in tutti i sensi, siamo una comunità conservatrice arroccata su principi e regole che ormai non hanno più senso, hai mai sentito parlare qualche possidente sui lavoratori extracomunitari? tutti ladri, sporchi e che costano tanto di contributi salvo poi pagare una miseria ed evadere su tutto, ma questo è un trend nazionale.
    Noi purtroppo non abbiamo avuto i Francescani che con il loro modo di vivere avrebbero potuto farci uscire dall’oblio mentale in cui versiamo da sempre.
    Altra nota dolente le Istituzioni sempre assenti se non latitanti, mai un progetto che arrivasse a dopodomani ma si sa la logica di chi governa è il consenso. Mai un confronto costruttivo, mai una iniziativa e non parlo di cose estemporanee ma di interventi strutturali in grado di poter intervenire su alcuni aspetti salienti che sono quelli che poi provocano le “incomprensioni” che sò ricettività, viabilità, spazi, organizzazione di eventi correlati, coinvolgimento del paese, impatto sui visitatori, attrazione per chi non sa dell’esistenza di carpino e potrei continuare all’infinito ma..
    Spero che questa ulteriore provocazione apra un serio dibattito tra i soggetti interessati o comunque citati, perchè sono convinto che moltissimi leggono ma non so perchè sono restii al confronto.
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    Pubblicato da LinoSavio | marzo 19, 2009, 12:48 PM
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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
    Appena trovo il documento te lo riporto.

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    Pubblicato da festival | marzo 19, 2009, 1:21 PM
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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
    Appena trovo il documento te lo riporto.

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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
    Appena trovo il documento te lo riporto.

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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
    Appena trovo il documento te lo riporto.

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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
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    Pubblicato da festival | marzo 19, 2009, 1:21 PM
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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
    Appena trovo il documento te lo riporto.

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    Allora dato l’orario rispondo a quella più semplice.
    Pierluigi su Sanremo siamo in presenza di una leggenda. Tutti i cantori ricordano Sanremo ma nessun dice cosa andarono a fare a Sanremo.
    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
    Appena trovo il documento te lo riporto.

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    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
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    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
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    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
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    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
    Mi piacerebbe essere smentito. Magari.
    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
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    Non vi fu nessuna selezione.
    Per quello che io so, i cantori ci andarono veramente a sanremo, ma a san remo citta. Ci andarono forse in occasione di un festival (ma non ne sono certo) e probabilmente furono accompagnati da Roberto Leydi.
    La loro fu un esibizione alla zampognara, ossia arrivarono a san remo e percorsero il centro storico di san remo suonando e cantando.
    Ho provato a cercare nella stampa dell’epoca, sui giornali usciti in quegli anni ma niente riporta a niente.
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    Il punto centrale della storia dei cantori però si svolge a Milano, al piccolo di Milano.
    Lo spettacolo “sentite buona genete” fa da spartiacque negli studi di etnomusicologia e nelle organizzazioni delle manifestazioni di musica tradizionale. Da allora niente fu come prima.
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