E’ passato poco più di giorno dall’invio della nostra Lettera Aperta e la nostra campagna di sottoscrizione per valutare se la richiesta di un Auditorium fosse avvertita solo da noi promotori oppure se, come pensavamo, il territorio ne sentisse veramente l’esigenza, ha avuto un immenso successo.Artisti, giornalisti, scrittori, registi, politici, albergatori, associazioni culturali, simpatizzanti del festival ma anche tant’altra gente comune, per lo più giovanissimi, che contattati con i normali strumenti di E-democracy hanno risposto positivamente e molti di loro hanno sentito il bisogno di dire qualcosa di diverso rispetto al testo proposto.
A tutti un ringraziamento, un saluto particolare a chi ha sottoscritto la lettera pur essendo fuori Italia.
Pieni di orgoglio, ma anche di tanta responsabilità continuiamo in quello che crediamo essere la giusta leva per uno sviluppo sostenibile per il nostro territorio.
La prosperità e il futuro di una comunità dipendono anche dalla funzione decisiva della Cultura. E’ per questo motivo che chiediamo a tutti coloro l’abbiano a cuore di sottoscrivere il nostro messaggio indirizzato al Presidente della Regione Puglia.
La tendenza a sottovalutare la funzione decisiva della cultura rischia di compromettere il futuro del nostro Paese.
“Una comunità avveduta non si appaga dell’oro sonante delle monete”, il monito di Erasmo da Rotterdam che ogni classe dirigente dovrebbe sempre tenere presente.
Così come vale per la giustizia e l’istruzione, la cultura è da considerarsi una necessità da cui la vita pubblica non può e non deve prescindere.
Nello specifico, è importante sottolineare che parlare della cultura di un territorio significa necessariamente riferirsi alle testimonianze che la storia ha depositato in esso, ma anche alla sua vita globale e quella attuale.
Ciò è tanto più vero nel momento in cui si considera quello che è il rapporto tra cultura e sviluppo.
“Cultura” è una di quelle parole usate con grande frequenza e disinvoltura, ma non sempre risulta facile definire esattamente il suo significato.
Un sociologo americano, parlando del proprio paese, tentò di darne uno proprio: “culture is how we do things on here”, ovvero la cultura non è altro che l’adoperarsi per il proprio territorio.
Molte volte capita di osservare come dalla fortuna di essere nati in un posto dalle mille risorse scaturisca nella popolazione una sorta di apatia.
Non si può fare affidamento esclusivamente su ciò che la natura offre; al contrario, occorre creare delle basi che possano rivalutarla e salvaguardarla nel tempo. Quale base migliore della cultura?
Oggigiorno la gente ha bisogno di nuovi stimoli e se si ha intenzione di promuovere il proprio territorio bisogna iniziare ad offrirne qualcuno; bisogna iniziare a fare cultura.
E’ ben difficile che vi sia salvezza per una qualsiasi comunità se le sue forze più fresche e generose non vengono cresciute nella luce dell’intelligenza, del sapere, della cultura.
Per la propria prosperità, per il proprio futuro, quindi la comunità regionale deve essere lungimirante e sostenere con ogni mezzo, come fattore essenziale di civiltà e sviluppo, le forme più degne della scienza e della cultura, tanto quelle coltivate nelle istituzioni statali, quanto quelle che fioriscono, spesso tra enormi difficoltà, nella società civile.
Alla luce delle considerazioni svolte chiediamo al Presidente della Regione Puglia un segnale nella direzione invocata già a partire dalla Pianificazione Strategica di Area Vasta.
Lo scorso mese di Settembre l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival rivolse un analogo appello alle istituzioni locali della Capitanata affinché anche la cultura avesse un progetto bandiera per Area Vasta "Capitanata2020".
L’appello nasceva dalla necessità di creare un simbolo che possa cogliere le peculiarità del territorio, che coniugasse nell’ottica eco-compatibile cultura, turismo e ambiente, e nello stesso tempo favorisse uno sviluppo sostenibile dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future: l’Auditorum della Musica Popolare del Gargano concilierebbe perfettamente tutto ciò.
Unitamente all’opera di Renzo Piano per Padre Pio a S. Giovanni Rotondo, l’Auditorium (progettato ad es. da Massimiliano Fuksas, grande rappresentate italiano dell’architettura dei nostri tempi, oppure da Richard Meier) sarebbe, inoltre, un ottimo biglietto da visita per il Gargano nel contesto del turismo culturale internazionale.
Quella dell’Auditorium è l’idea di una struttura architettonica idonea alla realizzazione di ogni tipo di evento, da quelli artistici e culturali (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni) a quelli economici (fiere, esposizioni) e politici (congressi, dibattiti, comizi), capace di sviluppare nuove attività in grado di attrarre flussi consistenti di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica.
Non deve suonare strano, chiediamo di fare turismo con la cultura.
Un Auditorium, quindi, sufficientemente multifunzionale che consenta il suo utilizzo per ogni aspetto della vita sociale delle nostre terre, tra le meno servite e svantaggiate del territorio nazionale da forme di aggregazione politica, economica e sociale.
Il nostro Appello è stato accolto dalla progettualità del Comune di Carpino, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata.
Ora chiediamo al Presidente della Regione Puglia di dare slancio al nostro simbolo, intervenendo affinché l’Auditorium diventi un progetto concreto della Puglia.
Nel riallineamento delle proposte progettuali relative al Documento Strategico Regionale, chiediamo che gli venga dato il valore specifico adeguato a promuovere anche sul nostro Gargano attività ed eventi culturali di richiamo di scala nazionale e internazionale, che in assenza di strutture adeguate non solo non potrebbero essere realizzate, ma inevitabilmente taglierebbero fuori questo territorio dal raggio del turismo culturale.
Certi che le nostre aspettative non rimarranno disattese, porgiamo i nostri più distinti saluti.
Ciao Antonio,
sono Rocco Vivoli e ti preannuncio che firmerò la lettera aperta per supportare la realizzazione dell’auditorium, anche in virtù della carica istituzionale che ricopro. Purtroppo non sono d’accordo con voi per la scelta dell’architetto a cui commissionare il lavoro. Le ragione della mia poca simpatia nei confronti dell’Arch. Fuksas ha una duplice origine. La prima è squisitamente personale, in quanto più di una volta egli ha avuto uscite infelici verso lo Stato italiano, e quindi credo che chi non rispetti le nostre istituzioni non debba avere l’onore di realizzare opere finanziate dalle casse pubbliche. Magari potrà lavorare su commissione di privati, ci mancherebbe altro! Il secondo motivo è di carattere tecnico, e questo riflette i miei (e non solo) gusti estetici. Infatti credo che il professionista in questione abbia disseminato di brutture il modo intero, vedi l’edificio progettato per le Distillerie Nardini di Vicenza, il Padiglione di Porta Palazzo di Torino, lo Zenith di Strasburgo, il cimitero di Civita Castellana, le residenze Gecos di Rimini, o il Museo Piaggio di Pontedera e il centro Congressi Roma Eur in corso di costruzione. Non credo che queste siano opere d’arte, né tanto meno credo che il progetto di massima che vedo nel sito sia coerente con la nostra cultura e il nostro territorio. Meditate!
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Pubblicato da utente anonimo | novembre 17, 2008, 5:55 PMsono d’accordo con te…però alla fin dei conti l’importante è che l’auditorium si faccia;anche se per alcuni la scelta dell’architetto è importante ,la cosa rimane soggettiva.oggettivamente a noi garganici serve l’auditorium…e avast!
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Pubblicato da Crono88 | novembre 17, 2008, 8:30 PMFuksas, Calatrava o Piano che dilemma!!! Signori qui c’è gente che “non arriva alla fine del mese” (…perchè a molti non arriva nemmeno lo stipendio!!!) invece si discute su quale grande architetto debba progettare l’ennesima CATTEDRALE NEL DESERTO!!!
Su questo bisogna meditare!!!!
GARGANICO 100%
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Pubblicato da utente anonimo | novembre 18, 2008, 1:05 amCiao Rocco, firma pure e nella motivazione indica le tue perplessità su Fuksas.
Credo che un opera diventa un arte quando sa trasmettere emozioni positive e negative forti. Quindi..
Personalmente mi piacerebbe un complesso architetonico che fosse utilizzabile durante tutto l’anno e per una miriade di iniziative non solo legate allo spettacolo e alla cultura, ma trovo molto bello e adatta al nostro territorio e ai vincoli ambientali quello di Richard Meier proposto nella Lettera.
Sui problemi del mondo, non condivido. Non sarà la costruzione o meno dell’Auditorium a negare o meno la risoluzione di tali problemi. Per chi conosce le strategie europee sa che vi sono risorse destinate a quel tipo di problemi e risorse destinate per la tutela, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale.
Bisogna essere bravi a spendere bene gli uni e gli altri.
Se poi vuoi sentirti dire che sarebbe meglio indirizzare tutte le risorse per risolvere o sollevvare per alcuni giorni dal problema della fame gran parte delle popolazioni del mondo, te lo dico e cosi anche per me.
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Pubblicato da festival | novembre 18, 2008, 10:03 amPremesso che Fuksas ha avuto posizioni polemiche contro il governo italiano e non contro lo Stato italiano ma questo che c’entra? Firmate l’appello senza se e senza ma…. di brutture Carpino ne è piena…. e si continua cosi (vedi tratturi ecc. ecc.).
Ciao
Rom
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Pubblicato da utente anonimo | novembre 18, 2008, 10:07 amHo firmato la lettera senza alcun commento poichè ritengo un opportunità per la valorizzazione della nostra cultura oltre ad eventuali benifici economici per la nostra economia sono perplesso sull’impatto ambientale che tale opera inevitabilmente avrà sul nostro territorio.
Comunque la ritengo una opportunità.
Savio
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Pubblicato da utente anonimo | novembre 18, 2008, 11:09 am