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APPELLO PER LA CULTURA IN AREA VASTA CAPITANATA 2020

Portale della Musica Popolare del Gargano

Gent.mi,
in questi giorni si leggono sulla stampa idee e ipotesi progettuali di singoli esponenti politici in merito alla pianificazione strategica territoriale di Area Vasta e quello che risalta maggiormente anche e soprattutto nella Deliberazione della Cabina di Regia dello scorso 24 luglio è il venir meno della centralità dello sviluppo culturale e di conseguenza del suo turismo sia nel dibattito che nelle dorsali e nei 38 progetti/bandiera del Piano Strategico.

Dal sito di Capitanata2020.eu viene dato ampio risalto ad uno studio del Parlamento UE perché darebbe conferme indirette alle opzioni di "Capitanata 2020" ma è proprio da quello studio che la Commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo prende spunto per raccomandare di promuovere il patrimonio e il turismo culturale al fine di diversificare l’offerta turistica delle regioni costiere.

Per queste ed altre ragione l’Associazione Culturale Carpino Folk Festival, nel condividere la richiesta del Sindaco Andrea Ciliberti di maggiore attenzione alla candidatura di Monte Sant’Angelo come Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e nel sostenere l’ennesimo appello del Centro Studi "Martella" di Peschici per la messa a tutela dell’Abbazia di Kalena, non vuole far mancare anche in questa circostanza il proprio contributo per ottimizzare la competitività sociale, ambientale, economica, turistica e il riposizionamento del nostro Gargano nel contesto regionale, italiano ed europeo.
 
Dal momento che le Misure 4.1 e 4.2 prevedono ingenti fondi per le infrastrutture, la promozione e la valorizzazione dell’economia turistica nonché per la tutela, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale, e poichè nella fase preliminare, con termine fissato al 30 settembre 2008, per gli interventi e i progetti di importo superiore al Milione di Euro non è necessaria la presentazione di un piano di fattibilità, sottoponiamo alla Vostra attenzione l’idea progettuale di un Auditorum della Musica Popolare, che terrebbe conto delle peculiarità del territorio, aiuterebbe la destagionalizzazione dei flussi turistici, ma, soprattutto, sarebbe in grado di favorire il riequilibrio tra aree costiere ed entroterra, valorizzando in particolare i borghi storici maggiormente dotati di patrimonio culturale materiale e immateriale.

Per rendere famoso in tutto il mondo un territorio e attrarre il turismo internazionale occorrono grandi simboli come la Torre Eifell, la Cupola del Brunelleschi a Firenze, il Ponte Vecchio, il Colosseo, il Ponte di Rialto a Venezia ecc.ecc.

Per far conoscere il Gargano nel mondo occorre un’opera attrattiva, unica, che susciti curiosità, polivalente, che produca reddito e lavoro, che faccia parlare di sé, che sia utile ai cittadini e identitaria, che sia eco-ambientale, che valorizzi la memoria storica e culturale locale e che ne incrementi il valore scenico e panoramico.
 
Per questa ragione vi proponiamo di inserire nella pianificazione strategica un Auditorum della Musica Popolare progettato da un grande architetto dei nostri tempi (ad es. Massimiliano Fuksas o Oscar Niemeyer), che insieme all’opera di Renzo Piano, per Padre Pio a S.Giovanni Rotondo, faccia convergere sul Gargano il turismo culturale internazionale.

Un opera che permetta di istituire un archivio multimediale e sonoro sulla cultura garganica di tradizione, periferico rispetto all’archivio delle musiche di tradizione della Puglia promosso dalla Regione Puglia d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali in divenire presso la Biblioteca Nazionale di Bari. (A questo proposito riteniamo ormai urgente – questo vuole essere un’altro progetto – che attraverso l’Università di Foggia e gli operatori culturali del territorio venga condotta un ampia ricerca su tutti gli aspetti del tutto vergini e ininvestigati del patrimonio culturale immateriale del Gargano, una ricerca sul campo per analizzare le pratiche musicali tradizionali (in primis la serenata), i suoi aspetti sociologici, semiotici e linguistici e soprattutto un indagine demoantropologica sui complessi rapporti tra i fenomeni produttivi e i fenomeni sociali del nostro territorio.)

Una struttura architettonica (dicevamo) che, nata per valorizzare il ritmo della Puglia garganica, serva a realizzare ogni sorta di evento non solo artistico e culturale (concerti, spettacoli, mostre artistiche, proiezioni), ma anche ogni sorta di evento economico (fiere, esposizioni) e politico (congressi, dibattiti, comizi), nonché per sviluppare nuove attività che siano in grado di attrarre flussi consistenti di visitatori, nonché qualificare, diversificare e ampliare la filiera turistica.

Un Auditorum, quindi, sufficientemente multifunzionale che consenta il suo utilizzo per ogni aspetto della vita sociale di questa terra, una delle meno servite e svantaggiate del territorio nazionale da forme di aggregazione politica, economica e sociale.

Sicuri di avviare comunque un dibattito intorno alla nostro contributo e in attesa di poterlo precisare in ogni dettaglio, invitiamo tutti coloro che sono impegnati nella progettazione dei Piani Strategici ad avere a cuore le sorti del Gargano tenendo in dovuta considerazione la constatazione che le politiche regionali per il turismo nel nuovo periodo di programmazione 2007/2013, tutte volte a ridurre la pressione sulle zone costiere al fine di ridurre gli impatti negativi dal punto di vista ambientale, economico e sociale, saranno indirizzate da un lato a consolidare e valorizzare gli attrattori attualmente esistenti, dall’altro, a promuovere attività ed eventi culturali di richiamo su scala nazionale e internazionale che in assenza di strutture adeguate sul Gargano non solo non potrebbero essere realizzate, ma inevitabilmente lo taglierebbero fuori dal raggio del turismo culturale.

Discussione

62 pensieri su “APPELLO PER LA CULTURA IN AREA VASTA CAPITANATA 2020

  1. Avatar di Sconosciuto

    Ecomusei e Cultura a Carpino si discute del futuro del Gargano nell’Unesco

    Carpino si interroga sul senso e sul modo di condurre cultura nei territori decentrati. Dopo la Tavola Rotonda dello scorso 4 agosto per l’inserimento dei beni immateriali garganici nel patrimonio dell’Unesco, che ha aperto l’edizione 2008 della kermesse, sul sito dell’Associazione Carpino Folk Festival sono già attivi i forum tematici per continuare ad interagire e dibattere sulla gestione degli intangibles culturali del Gargano e su come essi possano essere tutelati. Giuseppe Torre del comitato nazionale per la promozione del patrimonio immateriale, segue in tutto il mondo il confronto sulla valorizzazione delle espressioni intangibili della cultura di luoghi interni e meno battuti dai percorsi turistici di massa. “L’Associazione del Carpino Folk Festival si è dimostrata interessata al rispetto dei beni e alle aspettative di sviluppo del territorio e sono stati loro stessi a contattarci – dichiara Giuseppe Torre all’Attacco- il processo naturale per sedimentare certi concetti è abbastanza lento, ma sono arrivati dei segnali importanti. Noi crediamo ci sia una fortissima riflessione su come gestire gli eventi culturali in Puglia.
    Stiamo arrivando al capolinea. Il dibattito a livello internazionale va verso le rete degli ecomusei, come nella provincia di Trento. In Cina e in tutto l’Oriente stanno lavorando per qualificare il turismo. In Italia siamo, invece, ancora in ritardo. Abbiamo difficoltà a coinvolgere le amministrazioni locali.
    Gli ecomusei e la tutela del paesaggio, altrove, riesce ad attirare un turismo intelligente, colto e attento, non di massa. Un turismo che è anche più ricco, appassionato, adatto alle zone interne, e che tende a rilasciare risorse in più rispetto ai villeggianti marittimi. Basterebbe andare in Trentino e replicare le relazioni virtuose tra ambiente e cultura.
    Gli studi dell’Unesco sui beni immateriali si avvalgono di decine di panel di esperti, ma mai nessuna amministrazione locale ha pensato di chiedere una collaborazione, forse perché tutti i contributi presenti sul sito sono in lingua”. Qual è l’idea di chi guarda all’immaterialità della cultura? “Il nostro intento è valorizzare in modo sostenibile un territorio staordinario, totalmente sottodimensionato evidenzia deciso Giuseppe Torre – Se noi pensiamo che nell’ultimo documento regionale alla voce cultura non c’è nessun approfondimento e non viene presa in considerazione alcuna iniziativa o prospettiva di sviluppo, capiamo che le scelte politiche sono strane. E anomalo come comportamento. Per di più siamo di fronte a dei finanziamenti corposi e non certo a pochi spiccioli, ma non c’è la volontà di attivare i canali adeguati.
    Basterebbe coinvolgere l’Università, le cattedre di beni antropologici, gli studiosi di demoantropologia. Non si capisce perché le amministrazioni non chiedano.
    Anche a Foggia, all’Università c’è un fior fior di cattedre sull’argomento. La professoressa Resta, ad esempio, che il 4 agosto era a Carpino, ha detto che tante ricerche se le paga da sé. Non c’è un posto nell’inventario dei beni. Eppure lo sviluppo deriva soltanto dalla cultura e da come essa si trasmetta all’esterno. Non stiamo affatto investendo sulla cultura pur avendone da vendere.
    L’Italia da sola possiede l’80% del patrimonio immateriale di tutto il mondo. Non ha senso. Siamo stupefatti”. In tal senso, invece, l’Associazione Carpino Folk Festival, ha individuato un cambiamento di rotta. ‘Io credo che l’associazione abbia segnato una strada. Il Festival è sicuramente l’evento più visibile del Gargano. L’idea di inserire la cultura di Carpino nel patrimonio dell’Unesco è partita da loro. Ed è un segnale culturale importante. I segnali di reazione sono lunghi, ma stiamo continuando a dialogare. Certo non possiamo costringere la gente a vedere le cose come noi vorremmo”.

    Antonello Soccio

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    Pubblicato da festival | settembre 17, 2008, 9:51 am
  2. Avatar di Sconosciuto

    Ecomusei e Cultura a Carpino si discute del futuro del Gargano nell’Unesco

    Carpino si interroga sul senso e sul modo di condurre cultura nei territori decentrati. Dopo la Tavola Rotonda dello scorso 4 agosto per l’inserimento dei beni immateriali garganici nel patrimonio dell’Unesco, che ha aperto l’edizione 2008 della kermesse, sul sito dell’Associazione Carpino Folk Festival sono già attivi i forum tematici per continuare ad interagire e dibattere sulla gestione degli intangibles culturali del Gargano e su come essi possano essere tutelati. Giuseppe Torre del comitato nazionale per la promozione del patrimonio immateriale, segue in tutto il mondo il confronto sulla valorizzazione delle espressioni intangibili della cultura di luoghi interni e meno battuti dai percorsi turistici di massa. “L’Associazione del Carpino Folk Festival si è dimostrata interessata al rispetto dei beni e alle aspettative di sviluppo del territorio e sono stati loro stessi a contattarci – dichiara Giuseppe Torre all’Attacco- il processo naturale per sedimentare certi concetti è abbastanza lento, ma sono arrivati dei segnali importanti. Noi crediamo ci sia una fortissima riflessione su come gestire gli eventi culturali in Puglia.
    Stiamo arrivando al capolinea. Il dibattito a livello internazionale va verso le rete degli ecomusei, come nella provincia di Trento. In Cina e in tutto l’Oriente stanno lavorando per qualificare il turismo. In Italia siamo, invece, ancora in ritardo. Abbiamo difficoltà a coinvolgere le amministrazioni locali.
    Gli ecomusei e la tutela del paesaggio, altrove, riesce ad attirare un turismo intelligente, colto e attento, non di massa. Un turismo che è anche più ricco, appassionato, adatto alle zone interne, e che tende a rilasciare risorse in più rispetto ai villeggianti marittimi. Basterebbe andare in Trentino e replicare le relazioni virtuose tra ambiente e cultura.
    Gli studi dell’Unesco sui beni immateriali si avvalgono di decine di panel di esperti, ma mai nessuna amministrazione locale ha pensato di chiedere una collaborazione, forse perché tutti i contributi presenti sul sito sono in lingua”. Qual è l’idea di chi guarda all’immaterialità della cultura? “Il nostro intento è valorizzare in modo sostenibile un territorio staordinario, totalmente sottodimensionato evidenzia deciso Giuseppe Torre – Se noi pensiamo che nell’ultimo documento regionale alla voce cultura non c’è nessun approfondimento e non viene presa in considerazione alcuna iniziativa o prospettiva di sviluppo, capiamo che le scelte politiche sono strane. E anomalo come comportamento. Per di più siamo di fronte a dei finanziamenti corposi e non certo a pochi spiccioli, ma non c’è la volontà di attivare i canali adeguati.
    Basterebbe coinvolgere l’Università, le cattedre di beni antropologici, gli studiosi di demoantropologia. Non si capisce perché le amministrazioni non chiedano.
    Anche a Foggia, all’Università c’è un fior fior di cattedre sull’argomento. La professoressa Resta, ad esempio, che il 4 agosto era a Carpino, ha detto che tante ricerche se le paga da sé. Non c’è un posto nell’inventario dei beni. Eppure lo sviluppo deriva soltanto dalla cultura e da come essa si trasmetta all’esterno. Non stiamo affatto investendo sulla cultura pur avendone da vendere.
    L’Italia da sola possiede l’80% del patrimonio immateriale di tutto il mondo. Non ha senso. Siamo stupefatti”. In tal senso, invece, l’Associazione Carpino Folk Festival, ha individuato un cambiamento di rotta. ‘Io credo che l’associazione abbia segnato una strada. Il Festival è sicuramente l’evento più visibile del Gargano. L’idea di inserire la cultura di Carpino nel patrimonio dell’Unesco è partita da loro. Ed è un segnale culturale importante. I segnali di reazione sono lunghi, ma stiamo continuando a dialogare. Certo non possiamo costringere la gente a vedere le cose come noi vorremmo”.

    Antonello Soccio

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    Pubblicato da festival | settembre 17, 2008, 9:51 am
  3. Avatar di Sconosciuto

    Ecomusei e Cultura a Carpino si discute del futuro del Gargano nell’Unesco

    Carpino si interroga sul senso e sul modo di condurre cultura nei territori decentrati. Dopo la Tavola Rotonda dello scorso 4 agosto per l’inserimento dei beni immateriali garganici nel patrimonio dell’Unesco, che ha aperto l’edizione 2008 della kermesse, sul sito dell’Associazione Carpino Folk Festival sono già attivi i forum tematici per continuare ad interagire e dibattere sulla gestione degli intangibles culturali del Gargano e su come essi possano essere tutelati. Giuseppe Torre del comitato nazionale per la promozione del patrimonio immateriale, segue in tutto il mondo il confronto sulla valorizzazione delle espressioni intangibili della cultura di luoghi interni e meno battuti dai percorsi turistici di massa. “L’Associazione del Carpino Folk Festival si è dimostrata interessata al rispetto dei beni e alle aspettative di sviluppo del territorio e sono stati loro stessi a contattarci – dichiara Giuseppe Torre all’Attacco- il processo naturale per sedimentare certi concetti è abbastanza lento, ma sono arrivati dei segnali importanti. Noi crediamo ci sia una fortissima riflessione su come gestire gli eventi culturali in Puglia.
    Stiamo arrivando al capolinea. Il dibattito a livello internazionale va verso le rete degli ecomusei, come nella provincia di Trento. In Cina e in tutto l’Oriente stanno lavorando per qualificare il turismo. In Italia siamo, invece, ancora in ritardo. Abbiamo difficoltà a coinvolgere le amministrazioni locali.
    Gli ecomusei e la tutela del paesaggio, altrove, riesce ad attirare un turismo intelligente, colto e attento, non di massa. Un turismo che è anche più ricco, appassionato, adatto alle zone interne, e che tende a rilasciare risorse in più rispetto ai villeggianti marittimi. Basterebbe andare in Trentino e replicare le relazioni virtuose tra ambiente e cultura.
    Gli studi dell’Unesco sui beni immateriali si avvalgono di decine di panel di esperti, ma mai nessuna amministrazione locale ha pensato di chiedere una collaborazione, forse perché tutti i contributi presenti sul sito sono in lingua”. Qual è l’idea di chi guarda all’immaterialità della cultura? “Il nostro intento è valorizzare in modo sostenibile un territorio staordinario, totalmente sottodimensionato evidenzia deciso Giuseppe Torre – Se noi pensiamo che nell’ultimo documento regionale alla voce cultura non c’è nessun approfondimento e non viene presa in considerazione alcuna iniziativa o prospettiva di sviluppo, capiamo che le scelte politiche sono strane. E anomalo come comportamento. Per di più siamo di fronte a dei finanziamenti corposi e non certo a pochi spiccioli, ma non c’è la volontà di attivare i canali adeguati.
    Basterebbe coinvolgere l’Università, le cattedre di beni antropologici, gli studiosi di demoantropologia. Non si capisce perché le amministrazioni non chiedano.
    Anche a Foggia, all’Università c’è un fior fior di cattedre sull’argomento. La professoressa Resta, ad esempio, che il 4 agosto era a Carpino, ha detto che tante ricerche se le paga da sé. Non c’è un posto nell’inventario dei beni. Eppure lo sviluppo deriva soltanto dalla cultura e da come essa si trasmetta all’esterno. Non stiamo affatto investendo sulla cultura pur avendone da vendere.
    L’Italia da sola possiede l’80% del patrimonio immateriale di tutto il mondo. Non ha senso. Siamo stupefatti”. In tal senso, invece, l’Associazione Carpino Folk Festival, ha individuato un cambiamento di rotta. ‘Io credo che l’associazione abbia segnato una strada. Il Festival è sicuramente l’evento più visibile del Gargano. L’idea di inserire la cultura di Carpino nel patrimonio dell’Unesco è partita da loro. Ed è un segnale culturale importante. I segnali di reazione sono lunghi, ma stiamo continuando a dialogare. Certo non possiamo costringere la gente a vedere le cose come noi vorremmo”.

    Antonello Soccio

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    Pubblicato da festival | settembre 17, 2008, 9:51 am
  4. Avatar di Sconosciuto

    Ecomusei e Cultura a Carpino si discute del futuro del Gargano nell’Unesco

    Carpino si interroga sul senso e sul modo di condurre cultura nei territori decentrati. Dopo la Tavola Rotonda dello scorso 4 agosto per l’inserimento dei beni immateriali garganici nel patrimonio dell’Unesco, che ha aperto l’edizione 2008 della kermesse, sul sito dell’Associazione Carpino Folk Festival sono già attivi i forum tematici per continuare ad interagire e dibattere sulla gestione degli intangibles culturali del Gargano e su come essi possano essere tutelati. Giuseppe Torre del comitato nazionale per la promozione del patrimonio immateriale, segue in tutto il mondo il confronto sulla valorizzazione delle espressioni intangibili della cultura di luoghi interni e meno battuti dai percorsi turistici di massa. “L’Associazione del Carpino Folk Festival si è dimostrata interessata al rispetto dei beni e alle aspettative di sviluppo del territorio e sono stati loro stessi a contattarci – dichiara Giuseppe Torre all’Attacco- il processo naturale per sedimentare certi concetti è abbastanza lento, ma sono arrivati dei segnali importanti. Noi crediamo ci sia una fortissima riflessione su come gestire gli eventi culturali in Puglia.
    Stiamo arrivando al capolinea. Il dibattito a livello internazionale va verso le rete degli ecomusei, come nella provincia di Trento. In Cina e in tutto l’Oriente stanno lavorando per qualificare il turismo. In Italia siamo, invece, ancora in ritardo. Abbiamo difficoltà a coinvolgere le amministrazioni locali.
    Gli ecomusei e la tutela del paesaggio, altrove, riesce ad attirare un turismo intelligente, colto e attento, non di massa. Un turismo che è anche più ricco, appassionato, adatto alle zone interne, e che tende a rilasciare risorse in più rispetto ai villeggianti marittimi. Basterebbe andare in Trentino e replicare le relazioni virtuose tra ambiente e cultura.
    Gli studi dell’Unesco sui beni immateriali si avvalgono di decine di panel di esperti, ma mai nessuna amministrazione locale ha pensato di chiedere una collaborazione, forse perché tutti i contributi presenti sul sito sono in lingua”. Qual è l’idea di chi guarda all’immaterialità della cultura? “Il nostro intento è valorizzare in modo sostenibile un territorio staordinario, totalmente sottodimensionato evidenzia deciso Giuseppe Torre – Se noi pensiamo che nell’ultimo documento regionale alla voce cultura non c’è nessun approfondimento e non viene presa in considerazione alcuna iniziativa o prospettiva di sviluppo, capiamo che le scelte politiche sono strane. E anomalo come comportamento. Per di più siamo di fronte a dei finanziamenti corposi e non certo a pochi spiccioli, ma non c’è la volontà di attivare i canali adeguati.
    Basterebbe coinvolgere l’Università, le cattedre di beni antropologici, gli studiosi di demoantropologia. Non si capisce perché le amministrazioni non chiedano.
    Anche a Foggia, all’Università c’è un fior fior di cattedre sull’argomento. La professoressa Resta, ad esempio, che il 4 agosto era a Carpino, ha detto che tante ricerche se le paga da sé. Non c’è un posto nell’inventario dei beni. Eppure lo sviluppo deriva soltanto dalla cultura e da come essa si trasmetta all’esterno. Non stiamo affatto investendo sulla cultura pur avendone da vendere.
    L’Italia da sola possiede l’80% del patrimonio immateriale di tutto il mondo. Non ha senso. Siamo stupefatti”. In tal senso, invece, l’Associazione Carpino Folk Festival, ha individuato un cambiamento di rotta. ‘Io credo che l’associazione abbia segnato una strada. Il Festival è sicuramente l’evento più visibile del Gargano. L’idea di inserire la cultura di Carpino nel patrimonio dell’Unesco è partita da loro. Ed è un segnale culturale importante. I segnali di reazione sono lunghi, ma stiamo continuando a dialogare. Certo non possiamo costringere la gente a vedere le cose come noi vorremmo”.

    Antonello Soccio

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    Pubblicato da festival | settembre 17, 2008, 9:51 am
  5. Avatar di Sconosciuto

    Ecomusei e Cultura a Carpino si discute del futuro del Gargano nell’Unesco

    Carpino si interroga sul senso e sul modo di condurre cultura nei territori decentrati. Dopo la Tavola Rotonda dello scorso 4 agosto per l’inserimento dei beni immateriali garganici nel patrimonio dell’Unesco, che ha aperto l’edizione 2008 della kermesse, sul sito dell’Associazione Carpino Folk Festival sono già attivi i forum tematici per continuare ad interagire e dibattere sulla gestione degli intangibles culturali del Gargano e su come essi possano essere tutelati. Giuseppe Torre del comitato nazionale per la promozione del patrimonio immateriale, segue in tutto il mondo il confronto sulla valorizzazione delle espressioni intangibili della cultura di luoghi interni e meno battuti dai percorsi turistici di massa. “L’Associazione del Carpino Folk Festival si è dimostrata interessata al rispetto dei beni e alle aspettative di sviluppo del territorio e sono stati loro stessi a contattarci – dichiara Giuseppe Torre all’Attacco- il processo naturale per sedimentare certi concetti è abbastanza lento, ma sono arrivati dei segnali importanti. Noi crediamo ci sia una fortissima riflessione su come gestire gli eventi culturali in Puglia.
    Stiamo arrivando al capolinea. Il dibattito a livello internazionale va verso le rete degli ecomusei, come nella provincia di Trento. In Cina e in tutto l’Oriente stanno lavorando per qualificare il turismo. In Italia siamo, invece, ancora in ritardo. Abbiamo difficoltà a coinvolgere le amministrazioni locali.
    Gli ecomusei e la tutela del paesaggio, altrove, riesce ad attirare un turismo intelligente, colto e attento, non di massa. Un turismo che è anche più ricco, appassionato, adatto alle zone interne, e che tende a rilasciare risorse in più rispetto ai villeggianti marittimi. Basterebbe andare in Trentino e replicare le relazioni virtuose tra ambiente e cultura.
    Gli studi dell’Unesco sui beni immateriali si avvalgono di decine di panel di esperti, ma mai nessuna amministrazione locale ha pensato di chiedere una collaborazione, forse perché tutti i contributi presenti sul sito sono in lingua”. Qual è l’idea di chi guarda all’immaterialità della cultura? “Il nostro intento è valorizzare in modo sostenibile un territorio staordinario, totalmente sottodimensionato evidenzia deciso Giuseppe Torre – Se noi pensiamo che nell’ultimo documento regionale alla voce cultura non c’è nessun approfondimento e non viene presa in considerazione alcuna iniziativa o prospettiva di sviluppo, capiamo che le scelte politiche sono strane. E anomalo come comportamento. Per di più siamo di fronte a dei finanziamenti corposi e non certo a pochi spiccioli, ma non c’è la volontà di attivare i canali adeguati.
    Basterebbe coinvolgere l’Università, le cattedre di beni antropologici, gli studiosi di demoantropologia. Non si capisce perché le amministrazioni non chiedano.
    Anche a Foggia, all’Università c’è un fior fior di cattedre sull’argomento. La professoressa Resta, ad esempio, che il 4 agosto era a Carpino, ha detto che tante ricerche se le paga da sé. Non c’è un posto nell’inventario dei beni. Eppure lo sviluppo deriva soltanto dalla cultura e da come essa si trasmetta all’esterno. Non stiamo affatto investendo sulla cultura pur avendone da vendere.
    L’Italia da sola possiede l’80% del patrimonio immateriale di tutto il mondo. Non ha senso. Siamo stupefatti”. In tal senso, invece, l’Associazione Carpino Folk Festival, ha individuato un cambiamento di rotta. ‘Io credo che l’associazione abbia segnato una strada. Il Festival è sicuramente l’evento più visibile del Gargano. L’idea di inserire la cultura di Carpino nel patrimonio dell’Unesco è partita da loro. Ed è un segnale culturale importante. I segnali di reazione sono lunghi, ma stiamo continuando a dialogare. Certo non possiamo costringere la gente a vedere le cose come noi vorremmo”.

    Antonello Soccio

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    Pubblicato da festival | settembre 17, 2008, 9:51 am
  6. Avatar di Sconosciuto

    Antonella Soccio – errata corrige

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    Pubblicato da festival | settembre 17, 2008, 1:32 PM
  7. Avatar di Sconosciuto

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    Pubblicato da festival | settembre 18, 2008, 8:12 PM
  8. Avatar di Sconosciuto

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    Pubblicato da festival | settembre 18, 2008, 8:12 PM
  9. Avatar di Sconosciuto

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    Pubblicato da festival | settembre 18, 2008, 8:12 PM
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    Pubblicato da festival | settembre 18, 2008, 8:12 PM
  11. Avatar di Sconosciuto

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    Pubblicato da festival | settembre 18, 2008, 8:12 PM
  12. Avatar di Sconosciuto

    grandeeee

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    Pubblicato da Crono88 | settembre 18, 2008, 8:29 PM

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