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Kàlena,un altro anno è passato

Dai racconti dei nostri nonni abbiamo appreso che, un tempo, il giorno dedicato alla Natività di Maria Santissima, l’otto settembre, veniva festeggiato a Peschici con una solenne processione della statua della Vergine, che muoveva dalla Chiesa Madre fino ad arrivare nella chiesa dell’abbazia di Kàlena (foto del titolo; ndr) accompagnata da numerosi fedeli, bambini festanti e dal parroco di Peschici. Oggi, però, le cose sono andate diversamente!

Dapprima voci di paese paventavano una totale assenza di autorità civili e religiose, poi la smentita, infine l’annuncio che la giornata di festa si sarebbe svolta come negli ultimi anni. E così, preceduto dalla Banda cittadina, uno sparuto corteo con alla testa sindaco e parroco , è giunto all’interno delle mura del recinto della “moderna” Abbazia di Kàlena (o di quello che ne rimane) per un momento di riflessione. E anche oggi si sono potuti ammirare i segni del tempo che inesorabilmente scavano la pietra e disseccano il legno, danneggiando sempre più irreparabilmente uno dei monumenti più belli della Montagna del Sole.

Attraversando l’arco che immette nel cortile , ci si trova davanti a un manto di folta edera che ricopre completamente la facciata interna dell’antico convento, trasformato in abitazione privata. Alte e rigogliose siepi sparse qua e là testimoniano l’assoluto stato di abbandono in cui versa l’intero plesso. Le travi in legno della copertura a capriate della chiesa più grande pendono pericolosamente dalla sommità del tetto, limitandone la fruizione completa della navata centrale. Nella stessa, poggiata sull’altare in pietra scolpita, è presente la statua lignea della Madonna col Bambino , restaurata qualche anno fa.

Rapiti dall’osservare tanta desolazione, quasi ci si dimentica che oggi è il giorno dedicato alla Madonna e che secoli fa i monaci benedettini trovarono il modo per fissarlo indelebilmente nel tempo. E ancora una volta, come accade da sempre nell’ora del vespro, un raggio di sole è penetrato dalla finestra orientata a sud ovest illuminando con precisione millimetrica la nicchia che custodiva la statua di Maria .

E così anche questo 8 settembre è passato. Uno sparuto gruppetto di persone ha potuto ammirare la grandezza dell’uomo e la sua incuria, e come avviene ogni anno, da anni, i fedeli si sono rivolti vicendevolmente le stesse domande, cui non hanno saputo dare risposta: “Per quanto tempo ancora questi luoghi dovranno restare nel silenzio dell’ignavia delle istituzioni? Quando queste mura potranno riascoltare le lodi e i canti di monaci e fedeli? E infine: ci sarà mai la possibilità di vedere recuperato questo patrimonio storico, vanto della comunità peschiciana e non solo?”

Lasciamo Kàlena, che rimane di nuovo lì, sola, abbandonata, ripiombata nel silenzio, nell’indifferenza, nell’oblio. Ci rimarrà ancora altri 364 giorni, quando il cancello si riaprirà per permettere, a chi lo vorrà, di visitarla. E il “rito” si ripeterà ancora, e poi ancora, e ancora, finché rimarrà pietra su pietra.

Le foto

Domenico Martino

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