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Gaetano Berthoud continua la querelle colla Gazzetta che censura a modo suo gli operatori del Gargano

Cara Gazzetta quando finirai di stupirmi?! Sono le 09,15 del 5 settembre ed ho appena ricevuto una telefonata da un operatore turistico che mi informava di un nuovo articolo o meglio di una lettera aperta alla Gazzetta pubblicata nelle pagine di Capitanata, dal titolo "Ma non siamo tutti truffatori", una lettera che, a leggere l’articolo, sarebbe stata mandata da Albano Rita proprietaria di una struttura turistica di Rodi Garganico. Da come l’hanno presentata sembra un unico grido d’allarme, la rivendicazione che c’è qualcuno che non ha accettato il "Trattamento" ricevuto Domenica 31 agosto, dove il Gargano è finito in prima pagina.

Cara Gazzetta ora spiegaci delle cose, ad esempio perchè non hai scritto che di quelle email ne sono arrivate a decine nella vostra redazione, arrivate da operatori turistici di tutto il Gargano, da Vieste a Rodi, da Peschici a Ischitella, invece la fai passare come un urlo nel deserto di un unico operatore?

Cara Gazzetta potevi anche far finta di niente e come da me consigliato "riflettere", invece ora spiegaci come mai, se proprio avevi voglia di affrontare la cosa non hai risposto a noi associazione "Io Sono Garganico" che come sai siamo i primi responsabili di quelle rivendicazioni? Perchè non hai pubblicato fino in fondo la lettera che come già detto hai ricevuto da moltissimi operatori, dove appunto si continuava dicendo "Mi auguro che oltre al restiling grafico e di formato nasca anche una nuova linea editoriale, decisamente più attenta e responsabile nel trattare le problematiche, i numeri del turismo e la stessa promozione del Gargano, Se il mio appello non sarà raccolto mi riprometto che non comprerò più il vostro giornale e non lo metterò più a disposizione dei miei ospiti", cara Gazzetta why not?

Cara Gazzetta di Capitanata evidentemente sei convinta che abbiamo ancora voglia di raccattare briciole per il nostro territorio, evidentemente pensi che tanto puoi fare e continuare a fare ciò che vuoi con le informazioni, omettendo ciò che non gradisci ma sei riuscita anche questa volta a contestualizzare un titolo ""Ma non siamo tutti truffatori", riferito agli operatori ma espresso a modo tuo, vergogna!
Vergogna cara Gazzettina, perchè se tu fai un titolo a nome di un unico operatore ""Ma non siamo tutti truffatori", implicitamente le strutture che hai nominato nell’articolo dell’altro giorno vuol dire che sono dei Truffatori. Vergogna.
Vergogna perchè meriteresti una bella denuncia (e non è detto che da qualche operatore non ti arrivi) per come ti senti padrone di emettere sentenze e giudizi, sebbene non hai ancora collaboratori esperti del turismo del Gargano.

Cara Gazzetta di Capitanata, ci ripromettiamo di scivere una lettera al direttore De Tomaso per chiedergli un incontro, dove ci auguriamo che il direttore abbia tempo e pazienza di riceverci per un appello pacato e riflessivo.
Il nostro dissenso non è verso la Gazzetta ma nello specifico verso alcuni giornalisti che poi secondo me non meritano questo titolo, e chissà che pian piano la Capitanata possa tirar fuori un prodotto migliore, chissà che finisca una volta per sempre questa non linea editoriale dove basta che ritrovano una macchina bruciata 3 mesi fa per farne come al solito l’ennesima e inutile copertina di cronaca, dove a parte questo non si capisce quale sia la notizia.
articolo di Gaetano Berthoud

Discussione

9 pensieri su “Gaetano Berthoud continua la querelle colla Gazzetta che censura a modo suo gli operatori del Gargano

  1. Avatar di Sconosciuto

    SBATTUTI IN PRIMA PAGINA!

    Come garganici, come figli del turismo – unica fonte di guadagno dalla quale attingiamo – e soprattutto come persone amanti della verità siamo sdegnati e decisamente preoccupati da questo modo piuttosto barbaro di fare giornalismo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno che, senza sentire anche la parte lesa e senza evidentemente aver letto i verbali e le dichiarazioni dei rispettivi proprietari delle strutture alberghiere, a priori si permette di additarli “degni”, nel senso negativo del termine, della prima pagina con tanto di foto delle strutture.

    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

    Se questo significa fare giusta informazione, scusateci ma, nel nostro piccolo, ci dissociamo totalmente da questo modo di operare. E’ doveroso invece far sentire anche la nostra voce a difesa di un’immagine turistica creata con anni di grandi sinergie di professionalità e di investimenti che, a quanto pare, si cerca di minare e sgretolare, purtroppo anche in barba alla verità.

    Gabriele Draicchio

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | settembre 6, 2008, 1:11 PM
  2. Avatar di Sconosciuto

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    Come garganici, come figli del turismo – unica fonte di guadagno dalla quale attingiamo – e soprattutto come persone amanti della verità siamo sdegnati e decisamente preoccupati da questo modo piuttosto barbaro di fare giornalismo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno che, senza sentire anche la parte lesa e senza evidentemente aver letto i verbali e le dichiarazioni dei rispettivi proprietari delle strutture alberghiere, a priori si permette di additarli “degni”, nel senso negativo del termine, della prima pagina con tanto di foto delle strutture.

    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

    Se questo significa fare giusta informazione, scusateci ma, nel nostro piccolo, ci dissociamo totalmente da questo modo di operare. E’ doveroso invece far sentire anche la nostra voce a difesa di un’immagine turistica creata con anni di grandi sinergie di professionalità e di investimenti che, a quanto pare, si cerca di minare e sgretolare, purtroppo anche in barba alla verità.

    Gabriele Draicchio

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    Pubblicato da festival | settembre 6, 2008, 1:11 PM
  3. Avatar di Sconosciuto

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    Come garganici, come figli del turismo – unica fonte di guadagno dalla quale attingiamo – e soprattutto come persone amanti della verità siamo sdegnati e decisamente preoccupati da questo modo piuttosto barbaro di fare giornalismo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno che, senza sentire anche la parte lesa e senza evidentemente aver letto i verbali e le dichiarazioni dei rispettivi proprietari delle strutture alberghiere, a priori si permette di additarli “degni”, nel senso negativo del termine, della prima pagina con tanto di foto delle strutture.

    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

    Se questo significa fare giusta informazione, scusateci ma, nel nostro piccolo, ci dissociamo totalmente da questo modo di operare. E’ doveroso invece far sentire anche la nostra voce a difesa di un’immagine turistica creata con anni di grandi sinergie di professionalità e di investimenti che, a quanto pare, si cerca di minare e sgretolare, purtroppo anche in barba alla verità.

    Gabriele Draicchio

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    Pubblicato da festival | settembre 6, 2008, 1:11 PM
  4. Avatar di Sconosciuto

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    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

    Se questo significa fare giusta informazione, scusateci ma, nel nostro piccolo, ci dissociamo totalmente da questo modo di operare. E’ doveroso invece far sentire anche la nostra voce a difesa di un’immagine turistica creata con anni di grandi sinergie di professionalità e di investimenti che, a quanto pare, si cerca di minare e sgretolare, purtroppo anche in barba alla verità.

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  5. Avatar di Sconosciuto

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    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

    Se questo significa fare giusta informazione, scusateci ma, nel nostro piccolo, ci dissociamo totalmente da questo modo di operare. E’ doveroso invece far sentire anche la nostra voce a difesa di un’immagine turistica creata con anni di grandi sinergie di professionalità e di investimenti che, a quanto pare, si cerca di minare e sgretolare, purtroppo anche in barba alla verità.

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    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

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    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

    Se questo significa fare giusta informazione, scusateci ma, nel nostro piccolo, ci dissociamo totalmente da questo modo di operare. E’ doveroso invece far sentire anche la nostra voce a difesa di un’immagine turistica creata con anni di grandi sinergie di professionalità e di investimenti che, a quanto pare, si cerca di minare e sgretolare, purtroppo anche in barba alla verità.

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    Ma non basta! Per meglio sottolineare e individuare con estrema precisione i “colpevoli”, riporta addirittura fatti non proprio corrispondenti alla verità, creando così ingiustificati allarmismi e ripercussioni negative per il turismo della nostra terra garganica la quale, con estremi sacrifici, dopo quanto già patito, cerca in tutti i modi di rialzarsi e continuare a fare turismo nella migliore tradizione, con sforzi e investimenti enormi.

    Di cosa dovrebbe vergognarsi colui che ha scritto l’articolo apparso in prima pagina sulla Gazzetta del Mezzogiorno? In primis la mancanza di firma da parte dello stesso autore del pezzo e poi il fatto che abbia parlato di alimenti avariati anziché di cibi forse mal conservati. E la differenza è abissale, non vi pare?

    La leggerezza con la quale è stata trattata la notizia infastidisce fino allo sdegno. Questo modo di fare informazione a dir poco disattento e lesivo da parte della Gazzetta del Mezzogiorno è inaccettabile. Sia chiaro, qui non si condanna l’informazione, ma il modo come la si fa, e questa volta la testata giornalistica pugliese ha avuto un atteggiamento decisamente poco professionale e, nonostante le numerose e-mail di protesta, la redazione della Gazzetta non ha ritenuto opportuno pubblicare due righe a rettifica o quantomeno correggere l’errato tiro.

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    Pubblicato da festival | settembre 6, 2008, 1:11 PM
  9. Avatar di Sconosciuto

    servirebbe anche qualche garganico al tg3r e telenorba e company private

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    Pubblicato da Crono88 | settembre 6, 2008, 10:03 PM

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