Carnevale, la festa più colorata, divertente e allegra dell’anno. Ai tempi dei nostri avi questa era una delle feste più sentite a Monte Sant’Angelo, ed era ricchissima di tradizioni…. E ora?
Scritto Valentina Scirpoli & Anna Maria Sacco
Come narra Tancredi nel celebre libro Folclore Garganico, il carnevale era ricco di tradizioni popolari.
Uomini e donne, con maschere tipiche del posto: pacchiane (costume tradizionale delle contadine montanare), cafoni (costume tradizionale dei contadini montanari), ialantomene (satire dell’aristocrazia) e il Fracchaccone (un’originale interpretazione della maschera di Pulcinella),
festeggiavano con danze accompagnate dal suono dell’organetto e delle chitarre, con getti di confetti contenuti nelle federe dei cuscini, sfilando per i vicoli dell’attuale centro storico, “indossando” a mo’ di bracciale, al braccio sinistro, i puprete (dolce tipico paesano).
Verso la mezzanotte (del giorno di carnevale), al suono delle campane, si interrompevano i festeggiamenti, e si procedeva col funerale di un pupo, curato in tutti suoi particolari da Tumese lu lampiunere, che simboleggiava il carnevale che stava per morire.Il pupo, era seguito dal suono di bidoni percossi, da sonagli, e da cassette vuote di petrolio legate a qualche cane che correva maledettamente.
Ora, ci chiediamo: come mai tutte queste usanze divertenti e originali si sono perse?
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