CARPINO Indice puntato nei confronti di Nicola Mitrione, esponente della locale sezione del Partito della Rifondazione comunista, ritenuto responsabile dell’inasprimento dei controlli che, in questo periodo, i carabinieri stanno effettuando per accertare che la manodopera che i proprietari di oliveti impiegano nei lavori di raccolta del prodotto oleario, si attengano alle norme contrattuali, ma anche per verificare la posizione degli stessi lavoratori, in larghissima parte extracomunitari, molti dei quali, senza permesso di soggiorno. L’unica «colpa», se colpa si può addossare a Mitrione, sarebbe stata quella di aver denunciato le «sofferenze e le preoccupanti condizioni in cui è costretta a vivere la stragrande maggioranza degli extracomunitari a Carpino nel periodo della campagna olearia». Denuncia avvenuta nel corso di un convegno organizzato, dal suo partito e al quale parteciparono il sottosegretario del Ministero per i diritti e le pari opportunità, Donatella Linguiti, e Giovanni Daniele, segretario provinciale della Flai-Cgil, il sindaco, Nicola Trombetta, ed esponenti del mondo cattolico.
Caso ha voluto che nel corso di uno dei tanti controlli i carabinieri abbiano accertato alcune situazioni irregolari e, di conseguenza, elevato delle contravvenzioni. Il centro garganico, con una produzione tra le più alte della Capitanata (tra i comuni del Gargano è secondo soltanto a Vieste), ha un numero di immigrati residenti di circa seicento, quasi tutti albanesi e rumeni, ai quali, nel periodo della raccolta delle olive, bisogna aggiungere una significativa numerica presenza di stagionali, in gran parte extracomunitari, definiti, non caso, immigrati «senza diritti». Mitrione, nel suo intervento, si riferì proprio a questi ultimi che sarebbero oggetto di «sfruttamento, e di vivere in condizioni igienico sanitarie, vergognose, e di un caporalato che trae grossi profitti». Ma, non da meno, furono gli interventi del segretario provinciale della Flai-Cgil, Giovanni Daniele, e del sottosegretario, Donatella Linguiti. La Linguiti spiegò il motivo della sua presenza in Puglia e, dunque, anche sul Gargano, presenza – precisò – voluta dal Governo al fine di raccogliere tutti gli elementi utili per definire, di concerto con gli altri Ministri, un piano organico al fine di dare risposte concrete per la risoluzione di un fenomeno sempre più drammatico e incontrollabile. E’ nell’ordine delle cose che, anche a seguito della campagna di stampa dei mesi scorsi, che ha messo a nudo una situazione non più tollerabile visto che da una parte ci sono persone che vengono sfruttate e che sono costrette a vivere in condizioni, in molte casi, inumani, e, dall’altra, c’è un caporalato che incassa cifre considerevoli. Le operazioni dei carabinieri non crediamo che abbiano nulla a che vedere con i risultati del convegno, trattandosi di normali controlli che i militari dell’Arma effettuano, in ogni periodo dell’anno e su tutto il territorio del Gargano e della Capitanata. E’ naturale che la venuta del sottosegretario non sia da ritenere un fatto a se stante da uno stato di cose che nessuno, che almeno non voglia tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi, può far finta che non esista. Anzi, l’ha detto lo stesso rappresentante del Governo che la sua presenza era da collegare all’attenzione che Esecutivo e Parlamento hanno nei confronti di quella che viene definita come una nuova forma di schiavitù. fr.mas.
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Pubblicato da festival | novembre 14, 2006, 3:35 PMIl mondo è strano, va alla rovescia.
Riporto quanto un anonimo a scritto su queste pagine un paio di giorni fa:
Ti voglio troppo bene, paese mio,
sento, ovunque io vada, sempre i tuoi profumi, porto con me i tuoi ricordi di tempi ormai lontani dove la gente semplice, leale e sincera sprigionava sorrisi. Ora mi sforzo per capire che cosa abbia rotto questa magia e mi auguro di poter ritornare indietro.
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Pubblicato da festival | novembre 14, 2006, 3:37 PM