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Si chiama Speranza il Cd de I Coribanti

Canti d’amore, pizziche scatenate, canti di protesta, stornelli e serenate fanno parte del repertorio di questo gruppo che è condensato in questa incisione che vede insieme cinque brani tradizionali e cinque nuove produzioni, quattro delle quali con testi di Giancarlo Colella. La parte classica tradizionale comprende Lu rusciu de lu mare, Kali Nifta, Pizzica per flauto, Nia nia e Lu paulinu. La nuova produzione abbraccia Pizzica de li Coribanti, Comu focu de ristucciu, Luna Rufiana, La morte de l’anima e Speranza.

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Discussione

Un pensiero su “Si chiama Speranza il Cd de I Coribanti

  1. Pizzica de li Coribanti rappresenta un inno al valore terapeutico della pizzica e nello stesso tempo un invito a tutti a lasciarsi andare al ritmo scatenato e coinvolgente di questo ballo. Il secondo brano, Comu focu de ristucciu, è un canto d’amore per il Salento. “Comu focu de ristucciu ardu pe’ ‘sta terra mia”, “Come fuoco di ristoppie ardo per questa terra mia”, ovvero l’amore per questa terra arde come il fuoco delle ristoppie, che è un fuoco incontenibile. Luna rufiana è invece una serenata alla luna, considerata da sempre dai poeti “complice degli innamorati”, alla quale si chiede di rimanere in cielo una settimana, finchè non sboccerà l’amore tra due innamorati. La morte de l’anima è un modo per affrontare con delicatezza e in musica un problema scottante che rappresenta una tragedia per tantissime famiglie, quello della tossicodipendenza. Qui si racconta la storia di una vittima di questo “male”, sin da quando sboccia l’amore tra i genitori per via “nu fiuru rigalatu”, “un fiore regalato”. Il ritornello sottolinea che “sta li more l’anima”, “sta morendo l’anima”, perchè chi cade in questo baratro non è più padrone di nulla e vive la peggiore delle tragedie, ovvero la morte di ciò che secondo la morale cristiana sarebbe immortale, “l’anima”. Speranza è il brano strumentale che dà il nome al Cd e che richiama i viaggi fatti verso il Salento e dal Salento nei secoli della storia. Tutti viaggi della speranza, come quelli dei Greci che sbarcarono sulle coste salentine con la speranza di trovare una terra accogliente, viaggi di centinaia di migliaia di salentini che sono andati all’estero con la speranza di tornare nella loro terra d’origine. Viaggi dei disperati che oggi sbarcano clandestinamente sulle coste salentine con la speranza di poter costruire un mondo migliore per i propri figli. Terra della Speranza, dunque, il Salento, che continua ad affascinare con la magìa della sua musica e con il messaggio trasmesso attraverso di essa. Questo in sintesi il senso della produzione de I Coribanti, che hanno voluto lanciare una sfida a se stessi ed agli altri gruppi musicali salentini ponendosi un interrogativo: “si può oggi produrre musica popolare nel Salento rispettando i canoni della tradizione sia linguistica che musicale?”. A voi l’ardua sentenza! Giancarlo Colella

    Pubblicato da festival | ottobre 27, 2006, 7:25 pm

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  • @DaniloToninelli Questo si era capito il giorno stesso del crollo. Il punto è ricostruirlo in un tempo ragionevole per i genovesi. 21 hours ago
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