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A distanza di un mese il resoconto della XI edizione del Carpino Folk Festival.

Oltre 50 mila le presenze complessive e oltre 80 i volontari impegnati. Sono i numeri della 11ma edizione del Carpino Folk Festival forniti dall’Associazione Culturale Carpino Folk Festival.
L’edizione di questo anno ha fatto registrare il "tutto esaurito" in tutte le sette serate del festival.
La serietà dei corsi e dei seminari, l’ospitalità e l’allegria di un’intera cittadina che trasforma il proprio paese in una schietta e laboriosa factory di musica popolare, la festa, la cultura, l’orgoglio per questa unicità e la piacevole scoperta di un Sud che valorizza le proprie tradizioni senza cadere in scontati cliché, sono stati alla fine gli ingredienti giusti del successo della XI edizione del Carpino Folk Festival.

"Era difficile uguagliare i numeri delle decima edizione, quella della Reunion – ha detto la Presidente dell’Associazione Mattia Sacco – ma il pubblico, nonostante il rischio di pioggia che ha caratterizzato questa edizione, ancora una volta ci ha premiati e questa undicesima edizione si chiude consegnandoci nuova linfa per poter svolgere e raggiungere i nobili obiettivi che ci siamo posti.
Ora tocca rimetterci al lavoro, non staccare la spina con le istituzioni, in particolare con la Regione Puglia affinché insieme alla Provincia di Foggia, al Parco Nazionale del Gargano, alla Comunità Montana del Gargano e al Comune di Carpino si arrivi a dare stabilità alla nostra manifestazione che con gli anni è riuscita come poche altre ha stimolare la gente a riappropriarsi della propria identità e a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa, ma certamente degna di essere rivalutata.
Ormai sono undici anni che mostriamo di saperci fare e di essere la parte sana e attiva del Gargano. Non è da tutti gestire cosi tanti eventi e artisti cosi come abbiamo fatto noi qui a Carpino per di più senza nessuna società di management e di produzioni culturali alle spalle.
Ringrazio tutte le istituzioni e i privati che hanno creduto in noi, le migliaia di giovani che sono accorsi a Carpino, tutti i ragazzi che volontariamente hanno contribuito con il proprio lavoro, privandosi di un mese di ferie, alla riuscita della manifestazione e infine tutti gli artisti che hanno accettato il nostro invito. Grazie, grazie a tutti."
Ufficio Stampa
Associazione Culturale
Carpino Folk Festival

Discussione

4 pensieri su “A distanza di un mese il resoconto della XI edizione del Carpino Folk Festival.

  1. La manifestazione ricordiamolo, alla sua XI edizione, nel suo insieme si è svolta dal 31 luglio al 6 agosto 2006.

    In particolare essa è stata articolata cosi come segue:

    SuonidiPassi – Laboratori didattici
    Conformemente agli obiettivi statutari la manifestazione del 2006, come quelle precedenti, ha avuto azioni di valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico, storico, ambientale e culturale del Gargano, in particolare sono stati organizzati :
    CORSO DI DANZA POPOLARE ITALIANA
    CORSI DI MUSICA POPOLARE
    -chitarra battente
    -tamburello

    Il corso di ballo popolare diretto da Pino Gala e Tamara Biagi ha avuto una durata di 27 ore ed è stato rivolto a 19 partecipanti provenienti da tutta l’Italia e 7 provenienti dalla Francia. Il repertorio che i partecipanti hanno potuto seguire ha riguardato la tarantella di Carpino, di S. Giovanni Rotondo e di Ischitella, il valzer fiorato e la tarantella della Murgia dei Trulli, lo scozio e la tarantella del Pollino, la tarantella figurata e la quadriglia lucana.
    Il corso di chitarra battente diretto da Roberto Mennona ha visto la partecipazione di 6 partecipanti provenienti da tutta l’Italia che nel corso di 12 ore hanno potuto apprendere tutto il repertorio garganico.
    Il corso di tamburello diretto da Matteo Gabriele ha visto la partecipazione di 9 partecipanti provenienti da tutta l’Italia che nel corso di 12 ore hanno potuto apprendere tutto il repertorio garganico.

    CarpinoEtnoCinema
    L’obiettivo è sempre quello di studiare in un modo ancora più diretto la relazione esistente tra la musica ed il cinema, dalle sue origini, fino alle più recenti produzioni di registi che pongono la musica quale elemento centrale e determinante della loro realizzazione artistica.
    Quest’anno è stata la volta di Davide Marengo con il film documentario “Craj” presentato nella serata del 1° agosto, dopo essere stato premiato l’anno scorso alla Biennale di Venezia. L’associazione ringrazia sinceramente il regista Marengo per la sua disponibilità e gentilezza. Infatti pur non potendo essere presente, sta girando il suo prossimo lavoro, ha voluto salutare il pubblico presente ad ogni costo con la sua voce e lo ha fatto grazie ad un collegamento telefonico prima delle proiezione del suo lavoro. Ospiti della serata i Cantori di Carpino e moltissimi appassionati e operatori del settore.
    “CRAJ” è un viaggio ideale attraverso la terra e la musica popolare della Puglia, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
    Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano verso il profondo sud della Puglia. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino, Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena in provincia di Foggia, recentemente scomparso, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.

    Quattro maestri ottantenni che con la loro musica travolgente e commovente, e con il racconto diretto della loro storia e della loro vita, ci aprono le porte di una tradizione che fa incontrare l’antico e il moderno e che ancora ha molto da insegnare.
    E’ un viaggio nella memoria che vuole restare nel Domani, come una necessità incontrollabile. Una grande, indimenticabile, festa popolare.

    FestaFesta
    Musica e tarantelle tra vicoli e piazze nel corso del quale si ha modo di sfoggiare il repertorio appreso nei Laboratori grazie all’esibizione degli stessi insegnanti che cosi facendo restituiscono a Carpino e al giudizio severo dei carpinesi quanto a loro volta hanno potuto apprendere e oggi insegnare.
    In “piazzetta” colorati da stupende maschere della tradizione partenopea si sono esibiti in versione assolutamente acustica gli “Aperitivi”, un gruppo di provenienza francese che in ogni modo e con tanta forza ha voluto essere presente al festival e che l’associazione ringrazia doverosamente.

    CarpinoLetterario
    Il 1° agosto è stata la volta di Luca Ferrari e il suo “Folk Geneticamente Modificato”. Musiche e musicisti della moderna tradizione nell’Italia dei McDonald’s, con allegato CD.
    Mai come in questi ultimi tempi il folk è uscito dalle cantine e dal giro stretto degli appassionati per essere apprezzato da un pubblico di massa.
    Protagonista della contaminazione nel rock e nella world music, anche nel nostro paese è emerso un movimento di musicisti e gruppi che si sono lasciati alle spalle l’obbligo della “riproduzione fedele” per dare vita a una musica senza confini che, passati i tempi dei campi e delle officine, fa i conti coi ritmi della vita stessa, forte di nuovi strumenti, nuove tecnologie, nuove geografie.

    La Notte di chi Ruba Donne – Concerto della Tradizione
    La Notte di chi ruba donne è la notte in cui si gira per il paese a “fare innamorare le belle donne affacciare alla finestra”, la notte dei sonetti fatti a serenate. “Notte di luna, notte di stelle, questa è la notte di chi ruba le donne, (a Carpino) chi ruba le donne non si chiama ladro ma si chiama giovanotto innamorato”.
    Notte di danze al ritmo di musiche lontane, perse nella memoria dei secoli e riattualizzate tanto da rendere il presente in diretto contatto con il passato; notte di canti e di strani incontri tra culture diverse, in una Carpino che guarda lontano.
    In questa notte magica, il 2 agosto, si è reso omaggio alla tradizione con le esibizioni di :
    • I CANTORI DI CARPINO
    • I SUONATORI E CANTATORI DI COLLIANO (Salerno)
    • I CUGINI NIGRO (Calabria)
    • LI SANTANDUNJRË di Penna Sant’Andrea (Abruzzo) .
    Carpino ha vissuto dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane. La Notte ha registrato un’eccezionale successo di pubblico dando vita ad un’esperienza collettiva unica che mette in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare di questo territorio.

    Ma questa edizione del festival è stata la prima dopo la scomparsa del maggiore esponente delle musica popolare garganica: Andrea Sacco. Una lunga vita trascorsa a cantare e suonare la musica della sua terra. Un artista non valutabile né dal punto di vista della “pura” poesia, ne dal punto di vista della “pura” musica, infatti in quanto vero cantore di musica popolare, in Andrea Sacco la musica e la poesia non si sono mai divisi. Il suo canto popolare esprimeva in un certo senso la sua e la nostra esistenza. Una storia unica al mondo.

    Per omaggiare Andrea Sacco l’associazione ha organizzato sempre il 2 agosto, un convegno dal tema “Carpino: Terra di Esplorazione, Espropriazione e Riappropriazione della propria identità Culturale”.
    Purtroppo l’esplorazione e l’espropriazione sono avvenute alla grande qui a Carpino, mentre la riappropriazione o meglio la consegna a Carpino della propria identità è un tema ancora difficile da affrontare.
    Erano stati invitati diversi studiosi a partire dal maestro Roberto De Simone, quindi l’Accademia di Santa Cecilia, ma anche la Fondazione Alan Lomax, ma non hanno potuto essere presenti (?).
    L’associazione consapevole delle numerose difficoltà è decisamente per la politica dei piccoli passi e quindi confida per il futuro di vedere tornare a Carpino tutti coloro che nel nostro paese già sono stati in passato, con quanto espropriato.
    Ringrazia invece i presenti che invitati dall’associazione, fin dall’inizio hanno manifestato interesse e gioia di ritornare a Carpino, in particolare Antonello Ricci, Roberta Tucci, Pino Gala e Ettore De Carolis. Quest’ultimo in modo particolare ha interpretato il giusto senso del dibattito (in forte contrasto con gli altri ospiti ha preferito non intervenire) quindi ha voluto donare all’associazione la sua raccolta operata nel 1987 e ben 10 puntate della trasmissione radiofonica, andata in onda su Radio 3, tra il 1987 e il 1988, dal titolo “Appunti sulla musica folclorica”.
    Con loro si è riflettuto sulla utilizzazione, spettacolarizzazione e sulla destinazione dei repertori musicali di Carpino e, speriamo, che loro e voi tutti ci doniate nuova linfa per proseguire il lavoro che ogni anno presenta sempre maggiori e nuove difficoltà ma anche tante, grosse soddisfazioni.
    Sono intervuti, quali spettatori, il Presidente delle Provincia di Foggia, Stallone, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Gatta, il Presidente della Comunità Montana del Gargano, Pinto, e il Sindaco di Carpino, Trombetta.

    CarpinoFolkFestival2006 – Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni
    Questa è la sezione della manifestazione completamente dedicata ai concerti degli artisti di culto e giovani emergenti, icone della musica folk di provata esperienza e luminosa carriera che hanno sintetizzato i variegati percorsi della musica popolare con le sue espressioni ancora ortodosse.
    Il Carpino Folk Festival è tradizionalmente un festival molto eclettico, che offre ogni anno al suo pubblico differenti opportunità di approccio alla musica. Ci sono concerti per la tradizione in piccoli spazi e grandi spettacoli in piazza. La musica in piazza, dove non si paga nessun biglietto, è una tradizione antica per una manifestazione che non ha i tratti snobistici dell’esclusivismo e che non respinge nessuno. Il Carpino Folk Festival dopo tutto è nato così, come una grande festa popolare a ritmo di tarantelle. E la tradizione continua anche se da allora molto è cambiato….

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    Pubblicato da festival | settembre 8, 2006, 9:58 am
  2. La manifestazione ricordiamolo, alla sua XI edizione, nel suo insieme si è svolta dal 31 luglio al 6 agosto 2006.

    In particolare essa è stata articolata cosi come segue:

    SuonidiPassi – Laboratori didattici
    Conformemente agli obiettivi statutari la manifestazione del 2006, come quelle precedenti, ha avuto azioni di valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico, storico, ambientale e culturale del Gargano, in particolare sono stati organizzati :
    CORSO DI DANZA POPOLARE ITALIANA
    CORSI DI MUSICA POPOLARE
    -chitarra battente
    -tamburello

    Il corso di ballo popolare diretto da Pino Gala e Tamara Biagi ha avuto una durata di 27 ore ed è stato rivolto a 19 partecipanti provenienti da tutta l’Italia e 7 provenienti dalla Francia. Il repertorio che i partecipanti hanno potuto seguire ha riguardato la tarantella di Carpino, di S. Giovanni Rotondo e di Ischitella, il valzer fiorato e la tarantella della Murgia dei Trulli, lo scozio e la tarantella del Pollino, la tarantella figurata e la quadriglia lucana.
    Il corso di chitarra battente diretto da Roberto Mennona ha visto la partecipazione di 6 partecipanti provenienti da tutta l’Italia che nel corso di 12 ore hanno potuto apprendere tutto il repertorio garganico.
    Il corso di tamburello diretto da Matteo Gabriele ha visto la partecipazione di 9 partecipanti provenienti da tutta l’Italia che nel corso di 12 ore hanno potuto apprendere tutto il repertorio garganico.

    CarpinoEtnoCinema
    L’obiettivo è sempre quello di studiare in un modo ancora più diretto la relazione esistente tra la musica ed il cinema, dalle sue origini, fino alle più recenti produzioni di registi che pongono la musica quale elemento centrale e determinante della loro realizzazione artistica.
    Quest’anno è stata la volta di Davide Marengo con il film documentario “Craj” presentato nella serata del 1° agosto, dopo essere stato premiato l’anno scorso alla Biennale di Venezia. L’associazione ringrazia sinceramente il regista Marengo per la sua disponibilità e gentilezza. Infatti pur non potendo essere presente, sta girando il suo prossimo lavoro, ha voluto salutare il pubblico presente ad ogni costo con la sua voce e lo ha fatto grazie ad un collegamento telefonico prima delle proiezione del suo lavoro. Ospiti della serata i Cantori di Carpino e moltissimi appassionati e operatori del settore.
    “CRAJ” è un viaggio ideale attraverso la terra e la musica popolare della Puglia, intrapreso dal servo Bimbascione, interpretato da Teresa De Sio, e dal suo principe Floridippo, interpretato da Giovanni Lindo Ferretti.
    Lei a piedi e lui a cavallo, s’incamminano verso il profondo sud della Puglia. Lungo il percorso s’imbattono nei maggiori rappresentanti della musica del Gargano e cioè nei Cantori di Carpino, Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, nel grande cantastorie Matteo Salvatore da Apricena in provincia di Foggia, recentemente scomparso, e nel salentino per eccellenza, Uccio Aloisi.

    Quattro maestri ottantenni che con la loro musica travolgente e commovente, e con il racconto diretto della loro storia e della loro vita, ci aprono le porte di una tradizione che fa incontrare l’antico e il moderno e che ancora ha molto da insegnare.
    E’ un viaggio nella memoria che vuole restare nel Domani, come una necessità incontrollabile. Una grande, indimenticabile, festa popolare.

    FestaFesta
    Musica e tarantelle tra vicoli e piazze nel corso del quale si ha modo di sfoggiare il repertorio appreso nei Laboratori grazie all’esibizione degli stessi insegnanti che cosi facendo restituiscono a Carpino e al giudizio severo dei carpinesi quanto a loro volta hanno potuto apprendere e oggi insegnare.
    In “piazzetta” colorati da stupende maschere della tradizione partenopea si sono esibiti in versione assolutamente acustica gli “Aperitivi”, un gruppo di provenienza francese che in ogni modo e con tanta forza ha voluto essere presente al festival e che l’associazione ringrazia doverosamente.

    CarpinoLetterario
    Il 1° agosto è stata la volta di Luca Ferrari e il suo “Folk Geneticamente Modificato”. Musiche e musicisti della moderna tradizione nell’Italia dei McDonald’s, con allegato CD.
    Mai come in questi ultimi tempi il folk è uscito dalle cantine e dal giro stretto degli appassionati per essere apprezzato da un pubblico di massa.
    Protagonista della contaminazione nel rock e nella world music, anche nel nostro paese è emerso un movimento di musicisti e gruppi che si sono lasciati alle spalle l’obbligo della “riproduzione fedele” per dare vita a una musica senza confini che, passati i tempi dei campi e delle officine, fa i conti coi ritmi della vita stessa, forte di nuovi strumenti, nuove tecnologie, nuove geografie.

    La Notte di chi Ruba Donne – Concerto della Tradizione
    La Notte di chi ruba donne è la notte in cui si gira per il paese a “fare innamorare le belle donne affacciare alla finestra”, la notte dei sonetti fatti a serenate. “Notte di luna, notte di stelle, questa è la notte di chi ruba le donne, (a Carpino) chi ruba le donne non si chiama ladro ma si chiama giovanotto innamorato”.
    Notte di danze al ritmo di musiche lontane, perse nella memoria dei secoli e riattualizzate tanto da rendere il presente in diretto contatto con il passato; notte di canti e di strani incontri tra culture diverse, in una Carpino che guarda lontano.
    In questa notte magica, il 2 agosto, si è reso omaggio alla tradizione con le esibizioni di :
    • I CANTORI DI CARPINO
    • I SUONATORI E CANTATORI DI COLLIANO (Salerno)
    • I CUGINI NIGRO (Calabria)
    • LI SANTANDUNJRË di Penna Sant’Andrea (Abruzzo) .
    Carpino ha vissuto dunque, di nuovo, questa festa davvero unica, di grande richiamo turistico e di forte coinvolgimento dei cittadini, occasione di scoperta del paese e dei suoi tesori, ma anche occasione di incontro con la cultura popolare di diverse località italiane. La Notte ha registrato un’eccezionale successo di pubblico dando vita ad un’esperienza collettiva unica che mette in risalto tutta la vitalità artistica e culturale della musica popolare di questo territorio.

    Ma questa edizione del festival è stata la prima dopo la scomparsa del maggiore esponente delle musica popolare garganica: Andrea Sacco. Una lunga vita trascorsa a cantare e suonare la musica della sua terra. Un artista non valutabile né dal punto di vista della “pura” poesia, ne dal punto di vista della “pura” musica, infatti in quanto vero cantore di musica popolare, in Andrea Sacco la musica e la poesia non si sono mai divisi. Il suo canto popolare esprimeva in un certo senso la sua e la nostra esistenza. Una storia unica al mondo.

    Per omaggiare Andrea Sacco l’associazione ha organizzato sempre il 2 agosto, un convegno dal tema “Carpino: Terra di Esplorazione, Espropriazione e Riappropriazione della propria identità Culturale”.
    Purtroppo l’esplorazione e l’espropriazione sono avvenute alla grande qui a Carpino, mentre la riappropriazione o meglio la consegna a Carpino della propria identità è un tema ancora difficile da affrontare.
    Erano stati invitati diversi studiosi a partire dal maestro Roberto De Simone, quindi l’Accademia di Santa Cecilia, ma anche la Fondazione Alan Lomax, ma non hanno potuto essere presenti (?).
    L’associazione consapevole delle numerose difficoltà è decisamente per la politica dei piccoli passi e quindi confida per il futuro di vedere tornare a Carpino tutti coloro che nel nostro paese già sono stati in passato, con quanto espropriato.
    Ringrazia invece i presenti che invitati dall’associazione, fin dall’inizio hanno manifestato interesse e gioia di ritornare a Carpino, in particolare Antonello Ricci, Roberta Tucci, Pino Gala e Ettore De Carolis. Quest’ultimo in modo particolare ha interpretato il giusto senso del dibattito (in forte contrasto con gli altri ospiti ha preferito non intervenire) quindi ha voluto donare all’associazione la sua raccolta operata nel 1987 e ben 10 puntate della trasmissione radiofonica, andata in onda su Radio 3, tra il 1987 e il 1988, dal titolo “Appunti sulla musica folclorica”.
    Con loro si è riflettuto sulla utilizzazione, spettacolarizzazione e sulla destinazione dei repertori musicali di Carpino e, speriamo, che loro e voi tutti ci doniate nuova linfa per proseguire il lavoro che ogni anno presenta sempre maggiori e nuove difficoltà ma anche tante, grosse soddisfazioni.
    Sono intervuti, quali spettatori, il Presidente delle Provincia di Foggia, Stallone, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Gatta, il Presidente della Comunità Montana del Gargano, Pinto, e il Sindaco di Carpino, Trombetta.

    CarpinoFolkFestival2006 – Il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni
    Questa è la sezione della manifestazione completamente dedicata ai concerti degli artisti di culto e giovani emergenti, icone della musica folk di provata esperienza e luminosa carriera che hanno sintetizzato i variegati percorsi della musica popolare con le sue espressioni ancora ortodosse.
    Il Carpino Folk Festival è tradizionalmente un festival molto eclettico, che offre ogni anno al suo pubblico differenti opportunità di approccio alla musica. Ci sono concerti per la tradizione in piccoli spazi e grandi spettacoli in piazza. La musica in piazza, dove non si paga nessun biglietto, è una tradizione antica per una manifestazione che non ha i tratti snobistici dell’esclusivismo e che non respinge nessuno. Il Carpino Folk Festival dopo tutto è nato così, come una grande festa popolare a ritmo di tarantelle. E la tradizione continua anche se da allora molto è cambiato….

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    Pubblicato da festival | settembre 8, 2006, 9:58 am
  3. Quello che si suona nella piazza ovviamente non è la musica popolare degli studiosi. È la musica popolare degli interpreti: è la musica dell’allegria, del ballo, dell’amicizia. Ogni anno il Carpino Folk Festival allestisce un cartellone ricchissimo per i suoi concerti in piazza, un cartellone generoso con decine di artisti che vanno in scena fino a notte fonda.
    Tutto è cominciamo dall’evento musicale molto caro al pubblico del Carpino Folk Festival. Il doveroso omaggio all’identità spirituale di Carpino, ma anche alla storia del festival, è il concerto dei Cantori che rappresenta la tradizione della musica popolare di tutta la comunità del Gargano. Antonio Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di Carpino sono considerati tra i migliori rappresentanti della tarantella del Gargano in attività. Questo anno li abbiamo potuti assaporare in versione acustica durante “la notte di chi ruba donne”, il 2 agosto, insieme agli altri esponenti della tradizione, di cui detto. In versione concerto, il 6 agosto, il giorno successivo al concerto di un altro grande veterano di Puglia, il personaggio più in ascesa dello show business degli ultimi anni, e non, dal Salento, prima della Notte della Taranta Uccio Aloiso e la sua band, a Carpino è venuto a curare non i pizzicati ma bensì gli “innamurati”.
    Protagonisti del film Craj di Davide Marengo, premiato alla mostra di Venezia lo scorso anno, sia Uccio Aloiso che Antonio Piccininno e Antonio Maccarone hanno dato l’ennesima prova di tutta la loro maestria creando un evento nell’evento.
    I concerti in piazza in particolare sono cominciati il 3 agosto con Gianluigi Trovesi e la sua musica fatta di tante musiche, dichiaratamente saccheggiate e spesso irriverentemente tradite e deformate in grande equilibrio tra colto e popolare. Una musica di qualità dominata dall’enorme talento di questo grande improvvisatore e fiatista. Trovesi è stato accompagnato da Gianni Coscia per dare luogo a due favolosi affabulatori di fiabe, suoni, fiati, tasti ed atmosfere… che hanno incantato, siamo sicuri, il pubblico con un concerto in cui hanno proposto la propria musica, una musica che parte dalle radici più popolari di Italia ed Europa, per divenire un genere universale – capace di toccare le corde di chiunque – imbevuto di improvvisazione e d’una buona dose di jazz. Sia l’associazione che i due artisti sperimentavano per la prima volta in una piazza che ha tanta voglia di ballare, uno spettacolo da gustarsi seduti. Sperimentazione da rivedere.

    Si è continuato, sempre il 3 agosto, con Lucilla Galeazzi. La voce drammatica e possente dell’indiscussa protagonista della canzone folk italiana ha illuminato di luce intensa il viaggio nella tradizione popolare che diventa anche motivo di reinterpretazione “colta”. Nel suo percorso Lucilla Galeazzi ha riletto canzoni tradizionali italiane accanto all’esecuzione di brani originali, scritti con i suoi partner francesi, mantenendo quel raro equilibrio tra memoria e sperimentazione.
    Prima dell’inizio degli spettacoli l’associazione, a suo modo senza azioni ecclattanti come richiedeva la circostanza, ha voluto commemorare la morte di Andrea Sacco. Sul palco, due suoi figliocci, Enrico Noviello autore l’anno scorso della biografia di Sacco dal titolo “Sacco Andrea, Sonë e Cantë” e il vero erede di zio Andrea dal punto di vista musicale, Roberto Mennona, il quale ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano.
    Quindi il 4 agosto in una serata bagnata dalla pioggia Andrea Parodi in un’ambientazione suggestiva con tutti i volontari dell’associazione impegnati ad evitare gli effetti negativi dell’acqua, ha voluto come da sua tradizione non rinviare il suo concerto per pioggia. L’ex leader di Sole Nero, Coro degli Angeli e Tazenda, attuale voce e forza importante della musica etnica italiana, proteso in questi anni verso la ricerca e la sperimentazione attraverso lo strumento della collaborazione tra le diverse culture del mondo e della lingua sarda, dalle trascorse esperienze etno-rock ha voltato pagina per dedicarsi alla musica mediterranea. Canzoni in lingua sarda, le più belle melodie popolari della Sardegna e del Mediterraneo, rielaborate da lui con nuovi ed originali arrangiamenti.

    Questa doveva essere anche la serata di James Senese, ma poi il tutto (soprattutto la pioggia) è precipitato.
    L’artista partenopeo, tuttavia, non voleva mancare al Carpino Folk Festival e cosi insieme all’associazione è stato deciso per la sua esibizione il giorno dopo.
    Non sempre tutti i mali vengono per nuocere e cosi il 5 agosto è stato possibile un duetto tutto napoletano intervallato come già detto dalla magistrale esibizione di Uccio Aloisi.
    In omaggio alla musica partenopea, in Piazza del Popolo, è andato in scena il “Rhythm and blues” all’italiana, con le sue forti tinte tra il jazz e il rock, di James Senese. Musicista sassofonista, compositore e cantante, è quello che gli americani comunemente definiscono “Brother in soul”, cioè “fratello nell’anima”.
    Il programma è quindi proseguito con un altro grande della musica partenopea Marcello Colasurdo & Spaccanapoli. Un gruppo di musicisti da lungo tempo impegnati nello studio e nella riproposta della musica popolare. Tutti provengono da un esperienza comune, il Gruppo Operaio ‘E ZEZI di Pomigliano D’Arco, storica band nata ai cancelli dell’Alfasud negli anni settanta che ha contaminato la tradizione orale dell’entroterra napoletano con la canzone politica e i rumori delle fabbriche.
    Ospite della serata il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che dal palco del festival ha invitato l’associazione ad allacciare l’inevitabile ponte con La Notte della Taranta, ossia fra le due manifestazione maggiori della Puglia che a suo e nostro avviso possono diventare la classica ciliegina sulla torta di un progetto che vede il nostro territorio sempre più caratterizzarsi come la regione italiana con i maggiori flussi turistici. Il presidente spera nell’istituzione, ormai sempre più inevitabile, di una Fondazione che possa dare al nostro festival quella tranquillità economica in grado di far compiere quel salto di qualità tanto sperato. L’idea è quella di creare un circuito turistico culturale che parte da Carpino nelle prima decade di Agosto e termina a Melpignano alla fine del mese.
    Il 6 agosto è stata la volta della Calabria. Venuto da Joggi (CS) Massimo Ferrante e Cumpagnia Briscula (‘U gruppu) in groppa al “Ciucciu” da ormai un anno hanno intrapreso un viaggio che li ha condotti a suonare in Piazza del Popolo. Ferrante è uno dei ­non pochi- validi musicisti di quel meridione che ci tiene ancora a mantenere buona memoria di una tradizione popolare che sia autentica, da non svendere come souvenir in formati da cartolina finto-romantica. Forte del sostegno di Daniele Sepe, ci ha fatto ascoltare il suo ultimo lavoro assolutamente degno di nota, dedicato a canzoni che attingono in larga parte al repertorio di Otello Profazio, “cantastorie” tradizionale, come a brani della memoria storica popolare, che ripescano con precisione e trasporto atmosfere da osteria ma anche versi di Pasolini o frammenti di poesie di varia provenienza, tra cui vale la pena di citare un sacerdote che ha avuto più di un problema con la chiesa, come si evince facilmente dai versi “e spiegami lu misteru di sta minchia: picchì prima si stenna e pu’ s’arrunchia”.
    Quindi il festival come da tradizione si è concluso con l’esibizione dei Cantori di Carpino, più di 15 mila spettatori hanno potuto riascoltare nella propria cittadina i maestri della tradizione garganica. Antonio Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di Carpino in versione ampliata da tre nuovissimi artisti, tre piccolissimi interpreti che con i loro tamburelli hanno deliziato il pubblico della serata. Il concerto dei Cantori partito alle ore 23 si è protratto per il costante invito del pubblico fino alle 2 di notte.

    La società MIRA Productions di Tolosa in Francia metterà in opera un film documentario di 52 minuti di durata, sostenuti dal Centro Nazionale del Cinema francese e dalla Regione Midi-Pyrénées. Il film in produzione sarà diffuso da France 3, la rete del servizio pubblico francese che fungerà anche da coproduttore.
    Le riprese sono state eseguite prima e durante la XIª edizione del Carpino Folk Festival, dal 28 luglio al 6 agosto 2006.
    Il film in produzione mirerà ad illustrare la volontà di affermazione della propria identità di una comunità, della presa di coscienza di dover riconoscere e rivalutare una cultura che sarebbe potuta scomparire, le diverse espressioni dei saperi e le pratiche tradizionali di un gruppo sociale ormai consapevole della ricchezza del proprio patrimonio rappresentativo. In particolare si prefigge di ritrarre i tre cantori di Carpino emblematici di questi ultimi trent’anni: Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone.
    Queste testimonianze avranno come cornice il Carpino Folk Festival ed il suo fervore comunicativo attraverso l’illustrazione di diversi momenti scelti durante la preparazione, l’organizzazione e l’attuazione dello stesso.

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    Pubblicato da festival | settembre 8, 2006, 10:00 am
  4. Quello che si suona nella piazza ovviamente non è la musica popolare degli studiosi. È la musica popolare degli interpreti: è la musica dell’allegria, del ballo, dell’amicizia. Ogni anno il Carpino Folk Festival allestisce un cartellone ricchissimo per i suoi concerti in piazza, un cartellone generoso con decine di artisti che vanno in scena fino a notte fonda.
    Tutto è cominciamo dall’evento musicale molto caro al pubblico del Carpino Folk Festival. Il doveroso omaggio all’identità spirituale di Carpino, ma anche alla storia del festival, è il concerto dei Cantori che rappresenta la tradizione della musica popolare di tutta la comunità del Gargano. Antonio Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di Carpino sono considerati tra i migliori rappresentanti della tarantella del Gargano in attività. Questo anno li abbiamo potuti assaporare in versione acustica durante “la notte di chi ruba donne”, il 2 agosto, insieme agli altri esponenti della tradizione, di cui detto. In versione concerto, il 6 agosto, il giorno successivo al concerto di un altro grande veterano di Puglia, il personaggio più in ascesa dello show business degli ultimi anni, e non, dal Salento, prima della Notte della Taranta Uccio Aloiso e la sua band, a Carpino è venuto a curare non i pizzicati ma bensì gli “innamurati”.
    Protagonisti del film Craj di Davide Marengo, premiato alla mostra di Venezia lo scorso anno, sia Uccio Aloiso che Antonio Piccininno e Antonio Maccarone hanno dato l’ennesima prova di tutta la loro maestria creando un evento nell’evento.
    I concerti in piazza in particolare sono cominciati il 3 agosto con Gianluigi Trovesi e la sua musica fatta di tante musiche, dichiaratamente saccheggiate e spesso irriverentemente tradite e deformate in grande equilibrio tra colto e popolare. Una musica di qualità dominata dall’enorme talento di questo grande improvvisatore e fiatista. Trovesi è stato accompagnato da Gianni Coscia per dare luogo a due favolosi affabulatori di fiabe, suoni, fiati, tasti ed atmosfere… che hanno incantato, siamo sicuri, il pubblico con un concerto in cui hanno proposto la propria musica, una musica che parte dalle radici più popolari di Italia ed Europa, per divenire un genere universale – capace di toccare le corde di chiunque – imbevuto di improvvisazione e d’una buona dose di jazz. Sia l’associazione che i due artisti sperimentavano per la prima volta in una piazza che ha tanta voglia di ballare, uno spettacolo da gustarsi seduti. Sperimentazione da rivedere.

    Si è continuato, sempre il 3 agosto, con Lucilla Galeazzi. La voce drammatica e possente dell’indiscussa protagonista della canzone folk italiana ha illuminato di luce intensa il viaggio nella tradizione popolare che diventa anche motivo di reinterpretazione “colta”. Nel suo percorso Lucilla Galeazzi ha riletto canzoni tradizionali italiane accanto all’esecuzione di brani originali, scritti con i suoi partner francesi, mantenendo quel raro equilibrio tra memoria e sperimentazione.
    Prima dell’inizio degli spettacoli l’associazione, a suo modo senza azioni ecclattanti come richiedeva la circostanza, ha voluto commemorare la morte di Andrea Sacco. Sul palco, due suoi figliocci, Enrico Noviello autore l’anno scorso della biografia di Sacco dal titolo “Sacco Andrea, Sonë e Cantë” e il vero erede di zio Andrea dal punto di vista musicale, Roberto Mennona, il quale ha imparato alla maniera tradizionale a suonare la chitarra battente e a cantare le tarantelle di Carpino, ossia affiancando il più grande suonatore e cantatore del Gargano.
    Quindi il 4 agosto in una serata bagnata dalla pioggia Andrea Parodi in un’ambientazione suggestiva con tutti i volontari dell’associazione impegnati ad evitare gli effetti negativi dell’acqua, ha voluto come da sua tradizione non rinviare il suo concerto per pioggia. L’ex leader di Sole Nero, Coro degli Angeli e Tazenda, attuale voce e forza importante della musica etnica italiana, proteso in questi anni verso la ricerca e la sperimentazione attraverso lo strumento della collaborazione tra le diverse culture del mondo e della lingua sarda, dalle trascorse esperienze etno-rock ha voltato pagina per dedicarsi alla musica mediterranea. Canzoni in lingua sarda, le più belle melodie popolari della Sardegna e del Mediterraneo, rielaborate da lui con nuovi ed originali arrangiamenti.

    Questa doveva essere anche la serata di James Senese, ma poi il tutto (soprattutto la pioggia) è precipitato.
    L’artista partenopeo, tuttavia, non voleva mancare al Carpino Folk Festival e cosi insieme all’associazione è stato deciso per la sua esibizione il giorno dopo.
    Non sempre tutti i mali vengono per nuocere e cosi il 5 agosto è stato possibile un duetto tutto napoletano intervallato come già detto dalla magistrale esibizione di Uccio Aloisi.
    In omaggio alla musica partenopea, in Piazza del Popolo, è andato in scena il “Rhythm and blues” all’italiana, con le sue forti tinte tra il jazz e il rock, di James Senese. Musicista sassofonista, compositore e cantante, è quello che gli americani comunemente definiscono “Brother in soul”, cioè “fratello nell’anima”.
    Il programma è quindi proseguito con un altro grande della musica partenopea Marcello Colasurdo & Spaccanapoli. Un gruppo di musicisti da lungo tempo impegnati nello studio e nella riproposta della musica popolare. Tutti provengono da un esperienza comune, il Gruppo Operaio ‘E ZEZI di Pomigliano D’Arco, storica band nata ai cancelli dell’Alfasud negli anni settanta che ha contaminato la tradizione orale dell’entroterra napoletano con la canzone politica e i rumori delle fabbriche.
    Ospite della serata il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che dal palco del festival ha invitato l’associazione ad allacciare l’inevitabile ponte con La Notte della Taranta, ossia fra le due manifestazione maggiori della Puglia che a suo e nostro avviso possono diventare la classica ciliegina sulla torta di un progetto che vede il nostro territorio sempre più caratterizzarsi come la regione italiana con i maggiori flussi turistici. Il presidente spera nell’istituzione, ormai sempre più inevitabile, di una Fondazione che possa dare al nostro festival quella tranquillità economica in grado di far compiere quel salto di qualità tanto sperato. L’idea è quella di creare un circuito turistico culturale che parte da Carpino nelle prima decade di Agosto e termina a Melpignano alla fine del mese.
    Il 6 agosto è stata la volta della Calabria. Venuto da Joggi (CS) Massimo Ferrante e Cumpagnia Briscula (‘U gruppu) in groppa al “Ciucciu” da ormai un anno hanno intrapreso un viaggio che li ha condotti a suonare in Piazza del Popolo. Ferrante è uno dei ­non pochi- validi musicisti di quel meridione che ci tiene ancora a mantenere buona memoria di una tradizione popolare che sia autentica, da non svendere come souvenir in formati da cartolina finto-romantica. Forte del sostegno di Daniele Sepe, ci ha fatto ascoltare il suo ultimo lavoro assolutamente degno di nota, dedicato a canzoni che attingono in larga parte al repertorio di Otello Profazio, “cantastorie” tradizionale, come a brani della memoria storica popolare, che ripescano con precisione e trasporto atmosfere da osteria ma anche versi di Pasolini o frammenti di poesie di varia provenienza, tra cui vale la pena di citare un sacerdote che ha avuto più di un problema con la chiesa, come si evince facilmente dai versi “e spiegami lu misteru di sta minchia: picchì prima si stenna e pu’ s’arrunchia”.
    Quindi il festival come da tradizione si è concluso con l’esibizione dei Cantori di Carpino, più di 15 mila spettatori hanno potuto riascoltare nella propria cittadina i maestri della tradizione garganica. Antonio Piccininno e Antonio Maccarone accompagnati dai giovani Cantori di Carpino in versione ampliata da tre nuovissimi artisti, tre piccolissimi interpreti che con i loro tamburelli hanno deliziato il pubblico della serata. Il concerto dei Cantori partito alle ore 23 si è protratto per il costante invito del pubblico fino alle 2 di notte.

    La società MIRA Productions di Tolosa in Francia metterà in opera un film documentario di 52 minuti di durata, sostenuti dal Centro Nazionale del Cinema francese e dalla Regione Midi-Pyrénées. Il film in produzione sarà diffuso da France 3, la rete del servizio pubblico francese che fungerà anche da coproduttore.
    Le riprese sono state eseguite prima e durante la XIª edizione del Carpino Folk Festival, dal 28 luglio al 6 agosto 2006.
    Il film in produzione mirerà ad illustrare la volontà di affermazione della propria identità di una comunità, della presa di coscienza di dover riconoscere e rivalutare una cultura che sarebbe potuta scomparire, le diverse espressioni dei saperi e le pratiche tradizionali di un gruppo sociale ormai consapevole della ricchezza del proprio patrimonio rappresentativo. In particolare si prefigge di ritrarre i tre cantori di Carpino emblematici di questi ultimi trent’anni: Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone.
    Queste testimonianze avranno come cornice il Carpino Folk Festival ed il suo fervore comunicativo attraverso l’illustrazione di diversi momenti scelti durante la preparazione, l’organizzazione e l’attuazione dello stesso.

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    Pubblicato da festival | settembre 8, 2006, 10:00 am

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