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La Rodianella di Sacco alla Notte della Taranta

Il doveroso omaggio della Notte della Taranta al patriarca della musica popolare garganica che da poco ci hanno lasciato: Andrea Sacco, storico componente dei Cantori di Carpino, ricordato con La Rodianella.
Ottantamila in festa alla Notte della Taranta
MELPIGNANO (LECCE) La «Notte della Taranta» ogni anno si reinventa ma per vedere i suoi cambiamenti bisogna aspettare l’atto finale, che ieri sera si è tenuto come sempre sul piazzale dell’ex Convento degli Agostiniani di Melpignano. Un incontro tra tanta gente – forse in ottantamila persone – che ha assistito al concertone diretto da Ambrogio Sparagna (è al terzo anno consecutivo) e dalla guest star Lucio Dalla. Con loro, ospiti d’eccezione come Carmen Consoli, Peppe Servillo, la formazione cubana dei Buena Vista Social Club, Lucilla Galeazzi e Carlos Nuñez.

Discussione

3 pensieri su “La Rodianella di Sacco alla Notte della Taranta

  1. Avatar di Sconosciuto

    La novità della Notte della Taranta 2006 – promossa da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e Istituto Diego Carpitella, con il patrocinio del Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive – è stata la riproposta di strambotti ottocenteschi sul tema dell’amore: poesie di matrice popolare in parte inedite, in parte già musicate in passato. Gli strambotti, composti in otto versi endecasillabi ed eseguiti con i nuovi arrangiamenti di Sparagna, sono stati tratti da una raccolta antologica datata 1871, Saggio di canti popolari di Giuliano, di Giuseppe e Gioacchino Fuortes. Ma la lunga notte del ragno è soprattutto un luogo d’incontro tra persone e artisti, e così sul megapalco di Melpignano si sono ritrovate due tradizioni musicali apparentemente distanti, ma unite dalla stessa provenienza geografica: il Sud. Da una parte la «famiglia cubana» dei Buena Vista Social Club, dall’altra quella dell’Uccio Aloisi Gruppu, a cui si sono unite le incursioni vocali di Claudio «Cavallo» Giagnotti, quasi a voler rappresentare un ideale passaggio generazionale. Nel programma della lunga notte, anche canti di lavoro di origine grika (per il centesimo anniversario della Cgil) e i tributi ai due grandi cantori pugliesi scomparsi di recente: Matteo Salvatore, di cui è stato eseguito il brano Lu bene mio, e Andrea Sacco, storico componente dei Cantori di Carpino, ricordato con La Rodianella. Ma andiamo per ordine. Prima di arrivare alla serata finale, che ha visto sul palco i settanta musicisti dell’Orchestra Popolare, diretta da Sparagna, si è concluso il percorso della carovana itinerante nei comuni del Salento con tredici concerti principali, dall’11 al 24 agosto, oltre quaranta i gruppi e quattro progetti speciali. Lo sforzo di Sparagna è sempre stato quello di voler dare continuità alla tradizione poetica, così come ha fatto quest’anno musicando gli strambotti, testi scritti in griko e salentino, un linguaggio che a volte può apparire aspro e che invece permette di ottenere momenti suggestivi con melodie straordinarie. Musicalmente l’operazione del maestro laziale «subisce» i variegati sconfinamenti in altri generi musicali: classica, world music, jazz, rock, blues, ma anche verso sonorità celtiche e andaluse. Del resto, come conferma lo stesso Sparagna, l’Orchestra è formata da tante anime musicali e ogni musicista mette del suo, com’è giusto che sia. La trasmissione della serata in diretta televisiva è prodotta da Telerama e mandata in onda su Puglia Channel e su oltre 100 emittenti in tutta Italia, con le immagini riprese dai filmakers guidati dal regista Alessandro Piva. Lo spettacolo, che prevede tre momenti diversi (tre ore di concerto per 33 brani in programma), si apre con la più alta tradizione popolare salentina affidata agli anziani cantori dell’area di Corigliano d’Otranto, con Giovanni Avantaggiato, Leonardo Serra e Nicola Campa, e alle famiglie Cordella di Copertino e degli Zimba. I tre gruppi eseguono un repertorio di brani tradizionali, pizziche e canti d’amore e di lavoro. Il pubblico, ormai riscaldato dalle performance iniziali, è pronto a seguire e a ballare su ogni ritmo. Il Sud diventa il protagonista della seconda sezione del concertone. Sul palco una mescolanza di undici elementi, gli anziani e giovani musicisti componenti della formazione cubana dei Buena Vista (capeggiati da Cachaito Lopez al basso, Guajiro Mirabal alle trombe, Jesus «Aguaje» Ramos al trombone, Manuel Galban alle chitarre), che propongono in trenta minuti alcuni dei brani più noti dle loro repertorio, fino ad arrivare all’incursione di Claudio «Cavallo» Giagnotti che inizia a rappare in salentino. La performance coinvolgente sfocia in un ideale gemellaggio con l’Uccio Aloisi Gruppu il cui momento topico è rappresentato dall’unione dei brani «Vorrei Volare» con «Dos gardenias» dei Buena Vista. La formazione cubana si rende protagonista anche del brano in griko To proto, eseguito da Emanuele Licci, suonata sulla melodia di Candela. Il coinvolgimento è totale, non solo per il pubblico ma anche per tutti i musicisti che via via si alternano sul palco. È il momento dell’Orchestra Popolare «La Notte della Taranta» e della prima ospite, Carmen Consoli, che con la piccola e brava Alessia Tondo propone Sia benedettu ci fece lu mundu. La voce inconfondibile dell’applauditissima artista siciliana è protagonista anche del pezzo Aremu rindineddha. I brani tradizionali si susseguono con le voci di Antonio Castrignanò Suspiri de core, Enza Pagliara (La tabaccara), Antonio Amato (Quannu l’aceddu pizzica la fica) e Raffaele Pastore (Quannu te llai la faccia). È la volta della seconda ospite, Lucilla Galeazzi. Con la sua straordinaria voce interpreta Fermazitella e, per un omaggio al centenario della Cgil, La questione meridionale (cantata con Emanuele Licci). Ma è con Ilie mu che la Galeazzi trasmette più che un brivido a tutti i presenti: la sua voce è potente, onirica e lei riesce modularla come vuole, sugli arrangiamenti di Sparagna che uniscono brillantemente world music e blues. È il momento di Lucio Dalla che, tra i suoi classici vocalizzi e con il clarinetto, esegue Lu rusciu de lu mare, la Pizzica di Cosimino, La fontanella, La rondinella e un’inedita versione pizzicata di un suo successo: Disperato erotico stomp, cantato con il salentino doc Graziano Galatone (è suo il ruolo di Cavaradossi nel musical Tosca di Dalla). Le sorprese non sono ancora finite: tocca a Peppe Servillo (Avion Travel) eseguire un’ispirata Nc’era nnu tiempu e recitare alcuni strambotti. Ancora un ospite sul palco: Carlos Nuñez si alterna al flauto e alla cornamusa per eseguire Area Palea (un brano che si impreziosisce di un tocco celtico ed che evoca la musica dei portoghesi Madredeus) e Nu baciu ‘ncanna. Ottima anche l’interpretazione di Agapison di Claudio Prima e della pizzica strumentale del violinista Francesco Del Prete. Il gran finale vede sul palco tutti gli artisti a intonare l’ormai mitica Kalinnifta, prima dell’immancabile bis di Pizzicarella. Nicola Morisco 27/08/2006

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    Pubblicato da festival | agosto 27, 2006, 12:38 PM
  2. Avatar di Sconosciuto

    è possibile avere il testo della rodianella???

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    Pubblicato da utente anonimo | settembre 2, 2006, 7:28 PM
  3. Avatar di Sconosciuto

    si ma di quale rodianella parli.

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    Pubblicato da utente anonimo | settembre 4, 2006, 3:52 PM

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