//
you're reading...
Tutti i post

Una serata memorabile per il rispolvero e la valorizzazione delle tradizioni popolari, canore e musicali garganiche

Monte Sant’Angelo. Stracolmo l’auditorium delle Clarisse a Monte Sant’Angelo per il concerto della folksinger Giovanna Marini. L’iniziativa, organizzata da Legambiente in collaborazione con l’Amministrazione comunale e il Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, si è trasformata in una serata memorabile per il rispolvero e la valorizzazione delle tradizioni popolari, canore e musicali garganiche. Antonio Piccinino, novantenne cantore di Carpino, undici deliziose anziane signore cantatrici di Ischitella, i giovani cantori di San Giovanni Rotondo, i cantori di Monte S. Angelo hanno incontrato Giovanna Marini, in un evento memorabile, in un auditorium mai così pieno.

Discussione

Un pensiero su “Una serata memorabile per il rispolvero e la valorizzazione delle tradizioni popolari, canore e musicali garganiche

  1. Avatar di Sconosciuto

    La folksinger ed etnomusicologa romana ha ascoltato Franco Salcuni (Legambiente) e Salvatore Villani (Centro studi) presentare il suo ultimo volume, “Una mattina mi son svegliata, storie e musiche di una Italia perduta” (Rizzoli Editore). Poi ha raccontato lo storico concerto al festival dei due mondi di Spoleto, al Teatro Caio Melisso, in cui un evento di musica popolare ospitato in una cornice avvezza alla cultura ufficiale finì per scatenare una furibonda “rissa di classe”, trasformando il teatro in un luogo topico in cui la cultura ufficiale si è scontrata con i primi vagiti dell’interesse alla cultura ed alle espressioni artistiche popolari. Ha parlato del suo incontro con Pier Paolo Pasolini, che ha trasformato una musicista classica nella più importante folksinger italiana. “Stavo eseguendo Bach quando un giovane, che poi seppi essere Pasolini, mi chiese di cantare qualcosa di vero, di autentico – ha spiegato Marini al numeroso pubblico presente – cominciò lui cantando dei canti popolari friulani e mi disse che la musica vera è quella non scritta. Da quel momento la mia carriera artistica subì una sterzata netta: abbandonai la musica classica e mi dedicai con tutte le mie forze alla musica del popolo”. Antonio Piccinino ha cantato i sonetti tradizionali carpinesi e garganici, accompagnato da chitarra battente e tamburello e, senza accompagnamento, la toccante ninna nanna di Carpino. Subito dopo le emozionate cantatrici di Ischitella hanno espresso un sound “roccioso”, con motivi sacri e profani, sospinti dalla forza della tradizione. Mezz’ora di perfezione espressa con le sole voci delle anziane signore. La magia canoro-musicale è continuata con lo spolvero dell’antologia tipica della tradizione, appresa direttamente dalla fonte, “dalla placenta”, direbbe la Marini. Al termine il gran finale con la folksinger, sola con la sua chitarra e con le sue ballate che hanno raccontato di storie private e di eventi collettivi, con la voce precisa, difficile e sapiente. Commuovente l’omaggio a Matteo Salvatore, definito dalla Marini “il più bravo cantautore italiano, un poeta di valore assoluto, che dobbiamo impegnarci a far conoscere al grande pubblico”. Il progetto di Legambiente e del Centro studi sono inseriti nell’ambito delle iniziative invernali del “Cigno Verde” finalizzate a destagionalizzare il turismo sul Promontorio e nel Sud d’Italia (Angelo Del Vecchio per Garganopress).

    "Mi piace"

    Pubblicato da festival | febbraio 4, 2006, 2:28 PM

Scrivi una risposta a festival Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Archivi